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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Venerdì 1 luglio la stella internazionale del violino Janine Jansen ospite dei “Concerti al Tramonto”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 1 luglio, alle ore 20.00, la prestigiosa rassegna anacaprese Concerti al Tramonto, che si svolge a Villa San Michele, si arricchirà di un ulteriore nome internazionalmente conosciuto e apprezzato.
Sarà infatti la grande violinista Janine Jansen, insieme al geniale violoncellista Daniel Blendulf e al virtuoso pianista Love Derwinger, ad esibirsi in concerto sulle note di Liszt, Beethoven e Ravel, in occasione del terzo appuntamento della rassegna.
L’artista olandese, bellissima oltre che brava, che dopo il suo debutto londinese si è esibita con le maggiori orchestre di tutto il mondo e con i più eminenti direttori del calibro di Valery Gergiev, Mariss Jansons, Lorin Maazel, Riccardo Chailly, ha il merito di aver conquistato tanti dischi di platino nei Paesi Bassi, quanti prodotti, e di essere tra le violiniste più scaricate su iTunes.
Tra gli impegni più recenti l’incisione di un recital francese dal titolo Beau Soir con il pianista Itamar Golan – tra i suoi partner figurano anche Jean-Yves Thibaudet, Mischa Maisky, Julian Rachlin, Martin Fröst, Khatia Buniatishvili, Leif Ove Andsnes e Torleif Thedéen – e le esibizioni con la New York Philharmonic, la London Philharmonic, la Oslo Philharmonic, la Danish National Symphony orchestras e l’Orchestre de Paris.

La rassegna Concerti al Tramonto, realizzata con il sostegno del Consiglio della Cultura dello Stato Svedese, con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia e con il contributo di Progetto Piano, si svolgerà ogni venerdì fino al 12 agosto e ospiterà una straordinaria varietà di artisti, accomunando la cultura italiana a quella svedese.

Per l’acquisto dei biglietti (prezzo € 15,00; ridotto ragazzi e studenti € 5,00) basta recarsi alla biglietteria dalle 18,30 – il bar Café Casa Oliv in occasione del concerto resterà aperto – o, in prevendita, presso il bookshop del museo, tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Per informazioni

Ufficio stampa
Luca Grossi
Villa San Michele
V.le Axel Munthe 34
80071 – Anacapri (NA)
Tel.: +39 081 837 1401
Fax: +39 081 837 3279
sito web: www.villasanmichele.eu

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29 giugno, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Violinisti, Violoncellisti | , , , , , , , , | Lascia un commento

A Palazzo Carafa di Maddaloni “Il Tocco di Venere” ha proposto figure femminili tra le due guerre mondiali nelle musiche di Weill, Gardel e Gershwin

Una donna indecisa su quale uomo sposare, un’altra che prende vita, pur essendo di marmo, e fa innamorare chi l’ha liberata dall’incantesimo.
Sono solo alcune delle figure femminili, talora allegre, talora tristi, altre volte piene di rabbia o di nostalgia, passate in rassegna nella serata dal titolo “Il Tocco di Venere”, organizzata dall’Associazione “D’Altro Canto”, in collaborazione con il Centro Internazionale di Musica da Camera, tenutasi a Palazzo Carafa di Maddaloni.
Tre le protagoniste, il soprano Rita Del Santo, la pianista Maria Grazia Ritrovato e l’attrice Maria Gabriella Tiné e tre anche i compositori considerati, il tedesco Kurt Weill (1900-1950), l’argentino Carlos Gardel (1890-1935) e lo statunitense George Gershwin (1898-1937), nato in una famiglia ebrea di origini russe, la cui caratteristica era quella di risiedere negli Usa a metà degli anni ’30.
Il nome del primo è indissolubilmente legato a quello del drammaturgo, poeta e regista Bertolt Brecht, un connubio che portò sulla scena, fra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, lavori di intensa valenza politica e satirica, fortemente innovativi per l’epoca, quali “L’opera da tre soldi”.
Costretto a fuggire dalla Germania nel 1933, a seguito dell’avvento del nazismo, Weill soggiornò brevemente a Parigi e Londra, per poi abbandonare definitivamente, nel 1935, un’Europa sull’orlo del baratro e spostarsi a New York, dove morì prematuramente per un infarto nel 1950.
Spostandosi negli Usa, fu costretto anche a cambiare radicalmente genere, dedicandosi esclusivamente al musical, con esiti peraltro notevolissimi.
A tale repertorio appartenevano My Ship (da Lady in the Dark, 1941) e Speak Low (da One Touch of Venus, 1943), rispettivamente su testi di Ira Gershwin e Ogden Nash, con i quali è iniziato il concerto.
Il periodo francese era invece rappresentato da Je ne t’aime pas (1934), su lirica di Maurice Magre, scritta per la cantante Lys Gauty e il tango habanera Youkali, il cui motivo composto inizialmente per le musiche di scena di Marie Galante (1934), si avvalse solo nel 1946 delle parole di Roger Fernay (che, per inciso, non avevano nulla a che vedere con la storia di Marie Galante).
Il secondo autore della serata, Carlos Gardel, era famosissimo come interprete dei suoi tanghi, nati dalla collaborazione con il paroliere brasiliano Alfredo Le Pera, i cui titoli si trasformarono spesso in film di successo, che si avvalevano della carismatica presenza dell’argentino.
I brani proposti durante la serata, El día que me quieras, Por una cabeza e Volver (questi ultimi due in una versione pianistica), risalivano tutti al 1935, anno in cui Gardel perì, insieme a Le Pera e ad altri suoi stretti collaboratori, in un incidente aereo a Medellin in Colombia, mentre stava portando avanti una tournée in Sudamerica.
La produzione gershwiniana era invece rappresentata dal Preludio n. 2 per pianoforte, (dai Tre Preludi, 1926), e da alcuni pezzi appartenenenti a musical, arrangiati per pianoforte quali Someone to watch over me (da Oh Kay!, 1926) ed Embraceable you (da Girl Crazy, 1930) o concepiti per voce e pianoforte, come The man I love (da Strike Up the Band, 1927), fino alla chiusura rivolta alla celeberrima Summertime, sicuramente il motivo più noto dell’opera Porgy and Bess (1935).
Per quanto riguarda le interpreti, hanno evidenziato un ottimo affiatamento, con Rita Del Santo dotata di una bella voce, che ha eseguito i vari brani con passione ed intensità, senza però incorrere nell’errore, abbastanza frequente fra le sue colleghe, di voler drammatizzare, a tutti i costi, pezzi che sono nati per i musical e non per l’opera.
Dal canto suo Maria Grazia Ritrovato ha messo in luce un tocco agile e morbido, a volte quasi colloquiale, emerso soprattutto in Gershwin, che ha conquistato il pubblico presente.
Ricordiamo ancora il notevole apporto di Maria Gabriella Tinè, che ha introdotto il concerto ed ha letto in modo molto partecipe le traduzioni italiane dei testi dei brani, prima di ogni esecuzione, e la proposizione dello struggente Uocchie ‘e piscatore, di Maria Grazia Ritrovato, suonato come bis, che ha degnamente chiuso una serata rivolta all’universo femminile.

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29 giugno, 2011 Posted by | Concerti, Musica classica, Napoli, Palazzo Carafa di Maddaloni | , , , , , , , | Lascia un commento

A “Voci nel Chiostro” l’Ensemble Esedra protagonista di un’affascinante serata di cultura medievale e rinascimentale

Il terzo concerto della rassegna “Voci nel Chiostro”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, svoltosi nella chiesa dei santi Marcellino e Festo, ha ospitato l’Ensemble Esedra, diretto da Ferdinando de Martino e formato da Gabriella Romano (soprano), Silvia Tarantino (contralto), Roberto Franco (tenore) e Angelo Florio (basso).
Il quartetto, accompagnato da Fabio Soriano (flauti) e Francesco Manna (percussioni) ha eseguito brani medievali e rinascimentali, che si alternavano con alcuni sonetti di Cecco Angiolieri, vero fulcro della serata, recitate dall’attore Paolo Cresta.
Così, da una parte era possibile ascoltare una serie di liriche del poeta toscano, dall’iniziale Tre cose solamente m’ènno in grado al conclusivo e celeberrimo S’i’ fosse foco, che dava anche il titolo all’intera serata, mentre dall’altra si succedevano pezzi del repertorio popolare o di autori attivi fra la metà del Cinquecento e l’inizio del Seicento.
Fra i primi ricordiamo Bacche bene venies e In taberna quando sumus, tratti dai Carmina Burana, canti risalenti al XIII secolo e raccolti nel Codex Latinus Monacensis (detto anche Codex Buranus, in quanto provenienti dal convento bavarese di Benediktbeuern, l’antica Bura Sancti Benedicti), tornati in auge nel Novecento grazie a Carl Orff che ne utilizzò alcuni per la sua omonima cantata scenica.
Molto interessante anche la proposizione di alcune estampies, appartenenti ad un genere nato nelle corti europee del XII secolo, costituito in origine da composizioni liriche con accompagnamento strumentale, e diffusesi poi sotto forma di danza, tra il XIII e il XIV secolo, i cui unici esempi sono attualmente conservati presso la Bibliothèque Nationale de Paris, nella raccolta nota come Manuscrit du roi.
Per quanto riguarda i musicisti del Cinquecento e dei primi del Seicento , accanto ad alcuni classici quali Contrappunto bestiale alla mente (da Il festino nella sera del giovedì grasso avanti cena) di Adriano Banchieri, La Gagliarda di Baldassarre Donato e Sentomi la formicula di Filippo Azzaiolo, l’Ensemble Esedra ha proposto i meno noti Io ti voria contar di Orlando di Lasso, Speme amorosa e Il piacere di Giovanni Giacomo Gastoldi, e una Pavana di Thoinot Arbeau.
Uno sguardo agli interpreti per sottolineare innanzitutto la bravura e la notevole presenza scenica dei quattro cantanti, artisti di provata esperienza, sia nei brani d’insieme, sia nel momento in cui sono stati chiamati a parti solistiche.
Non erano da meno i due strumentisti, che hanno superato brillantemente le difficoltà legate alle problematiche della musica antica, mostrando un ottimo affiatamento con il quartetto vocale.
Bravissimo anche Paolo Cresta, che si è immedesimato splendidamente nel ruolo di Cecco Angiolieri, rendendo ulteriormente vivaci liriche già per loro molto frizzanti e, naturalmente, un grande plauso va al direttore, Ferdinando de Martino, che ha concepito un concerto di rara intensità, frutto di lunghi e approfonditi studi (il cui programma è stato variato in extremis,per un’improvvisa afonia che ha colpito il soprano Maria Sirignano), confermando la sua particolare predilezione per un periodo musicale così poco esplorato come quello che abbraccia Medioevo e Rinascimento.
L’unico forte rammarico sta nel fatto che alcune contingenze fortemente negative, quali la presenza di ingenti cumuli di immondizia, passibili di essere dati da un momento all’altro alle fiamme, e uno sciopero serale dei trasporti, abbiano consigliato molti appassionati a rimanere a casa, privandosi di un tuffo nel passato che avrebbe permesso loro una breve evasione dalla tragedia del presente.
Prossimo ed ultimo appuntamento di “Voci nel Chiostro” giovedì 30 giugno, con il concerto del duo costituito da Valentina Varriale (soprano) e Pier Luigi Ciapparelli (tiorba), in una serata rivolta ad arie sacre italiane del Seicento sul Cantico dei Cantici

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29 giugno, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Canto, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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