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Venerdì 26 gennaio alla Casina Pompeiana della Villa Comunale di Napoli presentazione del libro “Non è di qua” di Maria Loreto Chieffo


Venerdì 26 gennaio 2018, alle ore 17.30, presso la Casina Pompeiana, nella Villa Comunale di Napoli, alla Riviera di Chiaia, si svolgerà la presentazione del romanzo “Non è di qua”, vincitore del Premio Letterario “il Borgo Italiano 2017” nella sezione “Romanzo inedito”  (Antonio Tombolini editore– collana I Borghi -260 pagine, 16,00 Euro), della dirigente dell’Istituto Comprensivo Nevio di Napoli, Maria Loreta Chieffo.

Assieme all’autrice, all’evento presenzieranno la scrittrice, giornalista, insegnante di scrittura creativa, finalista al Premio Strega 2014, Antonella Cilento, che illustrerà l’opera, la prof. Daniela Vellani, giornalista pubblicista, in qualità di moderatrice, Maria Gabriella Tinè che eseguirà la lettura di alcuni passi del romanzo con l’accompagnamento del pianista M° Pier Paolo Liguori.
Il romanzo, ambientato a Zungoli, un ridente borgo dell’Irpinia è un bel noir, dall’intreccio intrigante e avvincente.
Dal ritrovamento del cadavere di una giovane donna che “non è di qua” si snoda la trama di cui sono protagonisti diversi personaggi tra cui la giornalista Ida Di Maggio, il maresciallo Lorenzo Capomazza, le anziane zie Pratola, lo stupido del paese Pasqualino Caso.
Le descrizioni pertinenti consentono al lettore di identificarsi e familiarizzare.
Non mancano i momenti di suspense come da migliore tradizione dei libri gialli.
I riferimenti al borgo diventano una guida a conoscerlo minuziosamente, entrando nelle sue case e chiese, passeggiando per le sue “rue” e scoprirne tradizioni, scenari, proverbi in vernacolo, odori, specialità.
“Non è di qua” è dunque un romanzo bello e interessante, dove l’identificazione nei protagonisti fa sperare in un prosieguo delle loro storie e nello stesso tempo invoglia i lettori a visitare Zungoli per poter ammirare i suoi ameni scenari e gustarne le specialità enogastronomiche.

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23 gennaio, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Letteratura, Letteratura contemporanea, Libri, Napoli, Regioni | , , , , , , , | Lascia un commento

A Palazzo Carafa di Maddaloni “Il Tocco di Venere” ha proposto figure femminili tra le due guerre mondiali nelle musiche di Weill, Gardel e Gershwin

Una donna indecisa su quale uomo sposare, un’altra che prende vita, pur essendo di marmo, e fa innamorare chi l’ha liberata dall’incantesimo.
Sono solo alcune delle figure femminili, talora allegre, talora tristi, altre volte piene di rabbia o di nostalgia, passate in rassegna nella serata dal titolo “Il Tocco di Venere”, organizzata dall’Associazione “D’Altro Canto”, in collaborazione con il Centro Internazionale di Musica da Camera, tenutasi a Palazzo Carafa di Maddaloni.
Tre le protagoniste, il soprano Rita Del Santo, la pianista Maria Grazia Ritrovato e l’attrice Maria Gabriella Tiné e tre anche i compositori considerati, il tedesco Kurt Weill (1900-1950), l’argentino Carlos Gardel (1890-1935) e lo statunitense George Gershwin (1898-1937), nato in una famiglia ebrea di origini russe, la cui caratteristica era quella di risiedere negli Usa a metà degli anni ’30.
Il nome del primo è indissolubilmente legato a quello del drammaturgo, poeta e regista Bertolt Brecht, un connubio che portò sulla scena, fra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, lavori di intensa valenza politica e satirica, fortemente innovativi per l’epoca, quali “L’opera da tre soldi”.
Costretto a fuggire dalla Germania nel 1933, a seguito dell’avvento del nazismo, Weill soggiornò brevemente a Parigi e Londra, per poi abbandonare definitivamente, nel 1935, un’Europa sull’orlo del baratro e spostarsi a New York, dove morì prematuramente per un infarto nel 1950.
Spostandosi negli Usa, fu costretto anche a cambiare radicalmente genere, dedicandosi esclusivamente al musical, con esiti peraltro notevolissimi.
A tale repertorio appartenevano My Ship (da Lady in the Dark, 1941) e Speak Low (da One Touch of Venus, 1943), rispettivamente su testi di Ira Gershwin e Ogden Nash, con i quali è iniziato il concerto.
Il periodo francese era invece rappresentato da Je ne t’aime pas (1934), su lirica di Maurice Magre, scritta per la cantante Lys Gauty e il tango habanera Youkali, il cui motivo composto inizialmente per le musiche di scena di Marie Galante (1934), si avvalse solo nel 1946 delle parole di Roger Fernay (che, per inciso, non avevano nulla a che vedere con la storia di Marie Galante).
Il secondo autore della serata, Carlos Gardel, era famosissimo come interprete dei suoi tanghi, nati dalla collaborazione con il paroliere brasiliano Alfredo Le Pera, i cui titoli si trasformarono spesso in film di successo, che si avvalevano della carismatica presenza dell’argentino.
I brani proposti durante la serata, El día que me quieras, Por una cabeza e Volver (questi ultimi due in una versione pianistica), risalivano tutti al 1935, anno in cui Gardel perì, insieme a Le Pera e ad altri suoi stretti collaboratori, in un incidente aereo a Medellin in Colombia, mentre stava portando avanti una tournée in Sudamerica.
La produzione gershwiniana era invece rappresentata dal Preludio n. 2 per pianoforte, (dai Tre Preludi, 1926), e da alcuni pezzi appartenenenti a musical, arrangiati per pianoforte quali Someone to watch over me (da Oh Kay!, 1926) ed Embraceable you (da Girl Crazy, 1930) o concepiti per voce e pianoforte, come The man I love (da Strike Up the Band, 1927), fino alla chiusura rivolta alla celeberrima Summertime, sicuramente il motivo più noto dell’opera Porgy and Bess (1935).
Per quanto riguarda le interpreti, hanno evidenziato un ottimo affiatamento, con Rita Del Santo dotata di una bella voce, che ha eseguito i vari brani con passione ed intensità, senza però incorrere nell’errore, abbastanza frequente fra le sue colleghe, di voler drammatizzare, a tutti i costi, pezzi che sono nati per i musical e non per l’opera.
Dal canto suo Maria Grazia Ritrovato ha messo in luce un tocco agile e morbido, a volte quasi colloquiale, emerso soprattutto in Gershwin, che ha conquistato il pubblico presente.
Ricordiamo ancora il notevole apporto di Maria Gabriella Tinè, che ha introdotto il concerto ed ha letto in modo molto partecipe le traduzioni italiane dei testi dei brani, prima di ogni esecuzione, e la proposizione dello struggente Uocchie ‘e piscatore, di Maria Grazia Ritrovato, suonato come bis, che ha degnamente chiuso una serata rivolta all’universo femminile.

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29 giugno, 2011 Posted by | Concerti, Musica classica, Napoli, Palazzo Carafa di Maddaloni | , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 24 giugno concerto del soprano Rita Del Santo e della pianista Maria Grazia Ritrovato al Centro Italiano di Musica da Camera

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 24 giugno, alle ore 19.00, a Palazzo Carafa di Maddaloni (via Maddaloni, 6 – Napoli), l’Associazione “D’Altro Canto” ed il Centro Italiano di Musica da Camera presentano un concerto dal titolo “Il Tocco di Venere”, con la partecipazione di Rita Del Santo (soprano), Maria Grazia Ritrovato (pianoforte) e Maria Gabriella Tinè (voce recitante).

In programma musiche di Weill, Gardel, Gershwin

Ingresso libero
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Nota al concerto di Rita Del Santo

Il percorso che s’intende tracciare in questo concerto rappresenta una ricerca che celebri l’amore in molte sue sfaccettature, visto con occhi femminili, ma filtrato dalla sensibilità di tre grandi musicisti: K. Weill; G. Gershwin; C. Gardel
Esso prende le mosse con un brano tratto da un musical di K. Weill intitolato “One tuch of venus” nel quale l’autore fa una satira contemporanea dei valori, delle mode artistiche, dei costumi sessuali e romantici della società americana. Weill aveva vissuto in America per dieci anni ed era incuriosito e influenzato dallo Broadway- style.
Si tratta quindi di un piccolo viaggio durante il quale con accenti ora frivoli, ora appassionati, ora indignati, ora estatici si narrano i segreti desideri, i sogni,i tormenti, le passioni, con la forza e la capacità persuasiva che le donne hanno saputo imprimergli.
I brani scelti descrivono con puntualità e sagacia ma anche con struggente realismo l’universo femminile e si possono interpretare come un itinerario che dipinge, per mezzo della musica, quella congerie di emozioni che appartengono al delicato mondo delle donne.
Nel brano “Je ne t’aime pas”, ad esempio, è rappresentato un dialogo tra due amanti che si stanno lasciando, l’una rassicura l’altro di non amarlo più, mentre gli chiede di non prestargli il proprio fazzoletto perché è troppo intriso suo profumo, di non parlargli con tono troppo intimo al calar della sera.
Lo incoraggia a raccontargli dei suoi nuovi amori come farebbe con un vecchio amico, adducendo il pretesto di non amarlo più, ma in questa negazione è ben evidente quanto ancora bruci dentro il fuoco della passione. Una passione intesa come mezzo di “saggezza”, come sosteneva Rousseau, e che ci porta lontano, per vie segrete e affascinanti rendendo straordinaria la vita.

Programma

Kurt Weill
My Ship (pianoforte)
Speak Low
Je ne t’aime pas
(pianoforte)

Carlos Gardel
Por una cabeza (tango per pianoforte)
El día que me quieras
Volver (pianoforte)

Kurt Weill: Youkali (tango habanera)

George Gershwin
Someone to watch over me (pianoforte)
The man I love
Embraceable you
(pianoforte)
Preludio n. 2 (pianoforte)
Summertime

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17 giugno, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Cantanti, Centro italiano di musica da camera, Concerti, Musica classica, Napoli, Pianisti | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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