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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Domenica 2 settembre inizia, da Trani e San Nicandro Garganico, “Lech Lechà” (Va’ verso te stesso) – Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica

Parte da Trani e San Nicandro Garganico ‘Lech Lechà’ (Va’ verso te stesso) – Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica, manifestazione che coinvolge 10 città pugliesi (Trani, Barletta, Andria, Bari, San Nicandro Garganico, Manfredonia, Brindisi, Oria, Nardò, Lecce): una kermesse multidisciplinare con un ricco programma articolato in dieci moduli:

1) Giornata Europea della Cultura ebraica 2012;
2) Reshit (Conferenze);
3) Ulpàn (Corso di Lingua Ebraica);
4) Safarim (Fiera del libro ebraico);
5) Il Canto di Abramo (Concerti e produzioni teatrali);
6) Un ebreo a Hollywood (Cinematografia ebraica);
7) Le Pietre Raccontano (Visite guidate ai tesori di Puglia);
8) I Sogni di Giuseppe (Seminario sulla interpretazione di sogni e visioni nella Torà e nei Profeti);
9) Chi è rimasto a bottega? (Minchà e Arvit in Scolanova, stand di libri e dischi, gastronomia kasher);
10) Yam ha – Shabbat (Il Sabato cuore pulsante della vita ebraica e modello di ricreazione dell’uomo).

Chiuderà la manifestazione (8 settembre) La Notte dell’ebraismo tranese (Libri, Cabala, visite guidate, umorismo, gastronomia kasher).

Segnaliamo il programma della Prima Giornata (2 settembre), che coincide con la Giornata Europea della Cultura ebraica 2012, con gli eventi indicati per tipo di ‘modulo’ (identificato da un numero) e per sede.

Trani, Piazzetta Scolanova dalle ore 10:30 alle 13:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Stand librario&discografico, enologia e artigianato ebraico con possibilità di acquisto

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 10:30
1.Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Inaugurazione Giornata Europea della Cultura Ebraica e LECH LECHÀ coreografia di Gianluigi Belsito

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 12:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Lech…Lechà…Lechàim! concerto–aperitivo di musiche del Cafè Chantant I Musici della Giudecca

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 12:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Jewdrink, l’aperitivo ebraico a cura della comunità ebraica di Trani

Trani, Sezione Ebraica del Museo Diocesano (ex Sinagoga Scolagrande) dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 18:00 alle 20:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Visite alla Sezione Ebraica del Museo Diocesano in collaborazione con la Arcidiocesi di Trani–Barletta–Bisceglie e la cooperativa E.T.A. Puglia s.r.l.

Trani, Piazzetta Scolanova dalle ore 17:00 alle 22:00
7. Chi è rimasto a bottega?
Stand librario&discografico, enologia e artigianato ebraico con possibilità di acquisto

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 17:00
2. Reshìt
Lo scriba e i testi sacri; viaggio nel mondo del Sofèr relatore Rav Amedeo Spagnoletto modera il dibattito Fabrizio Lelli

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 18:00
2. Reshìt
Gli ebrei durante l’impero romano; elementi storici e profili giuridici relatori Andrea Lovato, Giovanni De Bonfils modera il dibattito Francesco Lotoro segue rinfresco

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 19:30
2. Reshìt
Il Techelet di Taranto, Rabbi Akiva a Brindisi e altre storie ebraiche di Puglia relatori Roy Doliner, Fabrizio Lelli modera il dibattito Dov Holzer

Trani, Sinagoga Scolanova alle ore 21:30
5. Il canto di Abramo
Salomon Rossi Hebreo, la sua musica Ensemble La Sonora Alternanza diretto da Angelo De Leonardis

Sannicandro Garganico, Piazza Castello alle ore 12:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Jewdrink, l’aperitivo ebraico a cura della comunità ebraica di Sannicandro Garganico

Sannicandro Garganico, Piazza Castello dalle ore 18:00 alle 22:00
7. Chi è rimasto a bottega?
Stand librario&discografico con possibilità di acquisto

Sannicandro Garganico, Piazza Castello alle ore 19:30
4. Sefarìm
Daniela Abravanel. Guarire per curarsi presenta l’Autrice, conduce il dibattito Grazia Gualano

Sannicandro Garganico, Palazzo Fioritto alle ore 21:30
6. Un ebreo a Hollywood
Train de vie regia di Radu Mihaileanu introduzione al film a cura di Grazia Gualano

Ufficio stampa
Luciana Doronzo
cell.: 3470095976 e 3313989353
e-mail: settimanaculturaebraica@gmail.com oppure traniebraica@fastwebnet.it

Info:

Direttore artistico
Francesco Lotoro
cell. 3402381725;

Presidente commissione scientifica
Rav Shalom Bahbout
cell. 3663165622;

Coordinatore per il Salento
Cosimo Y. Pagliara
cell. 330877878

Segreteria organizzativa
Luciana Doronzo
Grazia Tiritiello
cell. 331/3989353

Lech Lechà è promosso anche su Facebook
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1 – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012 (2 settembre)
Con il Patrocinio dell’Unione Comunità ebraiche Italiane e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica

La Giornata Europea della Cultura Ebraica è nata nel 2000 allo scopo di aprire le porte dei luoghi ebraici, per far conoscere tradizioni e usanze, sinagoghe e musei ebraici, patrimonio storico, artistico e architettonico dell’ebraismo europeo.
In Italia la manifestazione ha una notevole risonanza, con oltre 50 mila visitatori per ogni edizione, più di 60 località coinvolte e centinaia di eventi che la prima domenica di settembre (data scelta per la manifestazione) animano piazze e strade italiane.
Lo scopo della giornata è favorire la cultura del dialogo, dell’accoglienza e rispetto per ogni diversità.
La Giornata Europea della Cultura Ebraica, alla quale partecipano ogni anno circa 30 Paesi Europei, è coordinata dalAEPJ (European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage) e gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Nel 2009 Trani è stata città capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica; una Giornata tuttora ricordata dalle Istituzioni ebraiche nazionali come uno dei più riusciti eventi culturali dell’ebraismo italiano e con una enorme ricaduta di immagine per la città di Trani e il suo territorio.
La comunità ebraica tranese si distinse non soltanto per la vasta offerta culturale ma altresì per l’impeccabile organizzazione del Festival della Cultura Ebraica di Puglia NEGBA che ebbe inizio con la Giornata Europea della Cultura Ebraica.
La medesima formula viene riproposta per la Giornata e per Lech Lechà.

2.-Reshìt – Conferenze su ebraismo, storia ebraica e Israele

La parola ebreo non indica una nazionalità o cittadinanza né designa un seguace della religione ebraica. Ebreo è chi nasce da genitori o almeno da madre ebrea o che si converte alla religione ebraica.
Chi nasce da madre o genitori ebrei è sempre considerato formalmente membro del popolo ebraico; chi si converte all’ebraismo entra a far parte del popolo ebraico a pieno titolo.
Ci sono ebrei bianchi, etiopi di ceppo camitico detti Falasha, neri indiani dell’Andra Pradesh, tunisini di Djerba, gialli di Kaifeng, mongolidi del Birodidjan ecc.
La parola ebreo compare per la prima volta in Genesi 14:13, dove Abramo viene chiamato Avraham ha-ivrì (l’ebreo).
Ci sono due spiegazioni: perché discendente di Ever (la terza generazione dopo Sem figlio di Noè) o perché, dopo aver lasciato la sua città, Ur-Kasdìm in Mesopotamia, andò al di là (me-ever) dell’Eufrate per stabilirsi in Canaan, futura Terra d’Israele.
Ivrì significa colui che va al di là del fiume oppure, in quanto unico monoteista, colui che sta da una parte del mondo mentre il resto si trova dall’altra parte del fiume.
Ogni popolo ha il suo fiume, come il Nilo per gli Egiziani o il Danubio per l’Europa orientale; per gli Ebrei attraversare l’Eufrate è un gesto che affida i destini di quella regione alla discendenza di Abramo padre di molte nazioni.
Ma la storia ha fatto sì che gli Ebrei attraversassero loro malgrado parecchi fiumi, non c’è epoca che non abbia visto gli Ebrei cacciati dalla loro terra: dal re assiro Tiglat Pileser, dal re babilonese Nebucadnetsar, da Roma, dalla Spagna, dal Terzo Reich, dagli Arabi.
Quando Abramo lasciò Ur-Kasdìm per Canaan, percorse il nuovo paese e ovunque costruiva un altare e proclamava il nome del Dio unico.
E’ scritto (Genesi 12:9): “Abramo camminava e viaggiava verso sud”.
Nel Meridione d’Italia, dopo la cacciata del 1541, è venuto a mancare l’ebreo come interlocutore nel dialogo tra fedi e culture; il ritorno e la diffusione dell’ebraismo, dei suoi valori etici verso il Mezzogiorno è uno degli obiettivi principali di Lech Lechà.

4.-Sefarim – Fiera del libro ebraico e presentazioni librarie con gli autori

C’è qualcosa che lega indissolubilmente il popolo ebraico ai libri; dalla cultura ebraica della Diaspora o di Israele al mondo cartaceo degli autori, editori e lettori il passaggio è strettamente obbligato.
Gli ebrei possiedono il Libro per eccellenza: la Torà, non solo Legge scritta da Dio medesimo e summa della storia dell’Umanità e dell’universo ma autentico thesaurus della Scienza e della Tecnica sociale che segna i meccanismi dell’intelletto, scaffale di idee e valori utili a esercitare il gusto del progresso, della tolleranza, della libertà d’espressione e di critica, della creatività.
La Torà ha reso quello ebraico un popolo all’avanguardia nelle idee e nella scoperta di metodi di ricerca tali da scardinare i misteri del sapere umano e in essi scorgere nuovi significati o ricostruire situazioni inimmaginabili di creatività.
Libri di argomento ebraico saranno presentati dagli stessi Autori con la partecipazione di giornalisti e uomini di cultura che con gli Autori approfondiranno i libri sottoponendo loro domande proprie o del pubblico. Ogni libro sarà acquistabile presso lo stand a margine della relativa presentazione libraria.

5.-Il Canto di Abramo – Concerti, produzioni teatrale, musica tradizionale ebraica

Nel Mediterraneo si incrociano tre grandi culture religiose: ebraica, cristiana e musulmana.
Popoli e storie divise da conflitti ideologici e territoriali ma con un’unica discendenza rivendicata, quella di Abramo cresciuto in Ur-Kasdìm che lascia la sua terra.
Quando cantò Abramo? Il testo biblico non risponde ma l’istinto ci suggerisce che Abramo abbia intonato il suo canto al culmine della legatura del figlio Isacco, quando la voce divina fermò la sua mano nell’atto di sacrificare il figlio, dopo aver notato il montone incastrato nei pruni, antesignano del corbàn del Tempio.
Il canto di Abramo risuona attraverso millenni e, intrecciandosi nei tempi e luoghi più diversi con gli eventi del Mediterraneo, conserva la sua unicità nella lode all’unico Dio, pilastro della civiltà.
Il canto ebraico sopravvisse alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 e.v. quando i Maestri proibirono la musica strumentale in segno di lutto.
Il canto dei leviti si spostò dal Tempio alla sinagoga dando inizio alla storia della musica ebraica nella Diaspora.
Il canto gregoriano discende da quello del Tempio, il canto dell’Islam conserva intatto il pianto di Aga per Ismaele, il conforto divino della promessa di una vasta e duratura progenie, l’orgoglio di una grande nazione che abbracciò il tesoro spirituale del monoteismo.

6.-Un ebreo a Hollywood – Produzione cinematografica ebraica e introduzione ai film

Mentre nel teatro leggero gli attori ebrei portano un soffio di assurdità (vedi le maschere dello shlemiel, del nebech, del mishegoss, del badchen, del chutzpa, del draykopf, del kibitzer), nel cinema l’ebreo si dissimula nelle figure della società moderna, assume gli atteggiamenti dei popoli presso i quali vive sino a relegare in un angolo della coscienza la propria identità.
Ciò permette all’attore ebreo quasi uno sdoppiamento; ironizza su se stesso come se parlasse di un altro.
Forse proprio per questo ritroviamo nei comici ebrei il tema del doppio (Danny Kaye ne ‘Il giullare del re’, Jerry Lewis ne ‘Le folli notti del dottor Jerryll).
Come suggerisce il libro ‘An Empire of their own: how the Jews invented Hollywood’ di Neal Gabler, nel 1979 gli ebrei negli Stati Uniti erano il 3% della popolazione, eppure fra i comici se ne contava l’80 %.
Negli anni in cui il cinema americano diventava arte, Hollywood divenne per molti ebrei luogo dove esprimere quella parte di sé che costituisce un ponte con gli altri.
Come leggiamo fra le dense pagine di ‘Non solo Woody Allen. La tradizione ebraica nel cinema americano’ di Guido Fink, Hollywood è stata per gli ebrei una homeland alternativa dove rappresentare la propria identità di frontiera.
Comicità, equivoco, complessità, ambivalenza sono alcuni degli ingredienti di un cinema definito talora ebraico o americano o comico, umoristico o semplicemente appartenente all’anima irrequieta dell’uomo contemporaneo.
Hollywood tende a rappresentare non soltanto l’ebreo ma anche l’immigrato o chi, in cerca della propria identità e realizzazione personale, si presta a un senso di comica inadeguatezza.
I personaggi di questo cinema aprono la strada a una nuova comicità colorita da un’allegra amarezza e in cui è facile riconoscersi.
Emergono i difficili contorni di un’identità irrequieta, avvolti da un sorriso yiddish assolutamente originale, paradossale, assurdo: trattasi di quell’assurdità che declina l’identità moderna.
Nel cinema gli ebrei hanno trasformato la cultura chiusa in valigia, la propria esistenza in qualcosa da condividere e di tremendamente locale: hanno saputo rappresentare una condizione non solo ebraica ma anche americana o appartenente a quella realtà globale caratterizzata dal passaggio a Occidente.
Sarà per questo che è stato possibile inventarsi un Woody Allen così newyorkese e, al tempo stesso, così ebreo, radicalmente sradicato a se stesso eppure così identificabile, emblematico cittadino della metropoli dei migranti; merito non soltanto dell’eredità del teatro yiddish ma altresì del saper leggere creativamente la propria condizione, raccontarla e condividerla con gli altri.

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31 agosto, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Letteratura, Musica | , , , | Lascia un commento

A Scaparro il Premio Speciale Le Maschere del Teatro Italiano – La consegna il 6 settembre al Teatro di San Carlo in diretta tv

Premio speciale Le Maschere del Teatro Italiano 2012 a Maurizio Scaparro.
Il premio sarà consegnato a Napoli il 6 settembre (ore 20) al Teatro di San Carlo nel corso della cerimonia di chiusura della manifestazione organizzata per il secondo anno consecutivo dal Napoli Teatro Festival Italia, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo).
Una serata speciale condotta da Tullio Solenghi che sarà trasmessa in diretta differita alle 23.15 su Rai Uno.
Maurizio Scaparro, critico, regista, per molti anni direttore del Festival Internazionale di Teatro all’interno della Biennale di Venezia, “signore del teatro italiano” per eccellenza, sarà festeggiato a Napoli a pochi giorni da un traguardo importante, gli 80 anni che compie il 2 settembre.
A fargli festa ci sarà il mondo del teatro italiano che parteciperà alla serata conclusiva del Premio Le Maschere del Teatro Italiano.
Tra i tanti nomi annunciati Gabriele Lavia, Luigi Lo Cascio, Filippo Nigro, Michele Placido, Mariano Rigillo, Lina Sastri.
Il Premio è nato nel 2002 da un’idea del regista Luca De Fusco e del critico Maurizio Giammusso che pensarono di creare un premio che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue espressioni artistiche e produttive, un premio consegnato da critici, artisti e professionisti della scena ai loro colleghi. L’idea piacque subito all’ETI, ai responsabili del Ministero e a un vero appassionato del teatro, Gianni Letta, che da allora ne è un sincero sostenitore e presidente di Giuria.
Dal 2003, ogni anno, alla fine delle stagioni teatrali (quest’anno il 21 maggio al Teatro Quirino di Roma) si tiene la serata delle nomination dove la Giuria del Premio sceglie le terne dei finalisti, discutendo e votando davanti ad una platea di addetti ai lavori.
I vincitori, vengono poi scelti da un’assemblea composta da oltre 500 artisti e professionisti del teatro che votano a scrutinio segreto i vincitori per ciascuna delle dodici categorie in gara.
Determinante per il successo di questo premio è sempre stata la trasmissione assicurata da Raiuno condotta con brio e umorismo da Tullio Solenghi, e poi (dal secondo anno) l’udienza che il Presidente della Repubblica (prima Ciampi, poi Napolitano) concede agli attori del teatro italiano.

Ecco le terne scelte quest’anno dalla giuria tra 12 categorie.

SPETTACOLO DI PROSA

Così è (se vi pare) regia di MICHELE PLACIDO
I Masnadieri regia di GABRIELE LAVIA
The cost of utopia regia di MARCO TULLIO GIORDANA

REGISTA

Elio De Capitani/Ferdinando Bruni per lo spettacolo THE HISTORY BOYS
Gabriele Lavia per lo spettacolo TUTTO PER BENE
Michele Placido per lo spettacolo COSÌ È (SE VI PARE)

ATTORE PROTAGONISTA

Luigi Lo Cascio per lo spettacolo DICERIA DELL’UNTORE
Massimo Ranieri per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Mariano Rigillo per lo spettacolo FERITO A MORTE

ATTRICE PROTAGONISTA

Laura Marinoni per lo spettacolo UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
Mascia Musy per lo spettacolo TROVARSI
Lina Sastri per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA

ATTORE NON PROTAGONISTA

Giancarlo Condè per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Ugo Maria Morosi per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Pippo Pattavina per lo spettacolo LA GOVERNANTE/LA MENNULARA

ATTRICE NON PROTAGONISTA

Gaia Aprea per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA
Margherita Di Rauso per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Elisabetta Valgoi per lo spettacolo UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

ATTORE/ATTRICE EMERGENTE
Premio Banco di Napoli

Filippo Nigro per lo spettacolo OCCIDENTE SOLITARIO
Federica Sandrini per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA
Silvia Siravo per lo spettacolo QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

MONOLOGO

Anna Maria Guarnieri per lo spettacolo ELEONORA, ULTIMA NOTTE A PITTSBURGH
Galatea Ranzi per lo spettacolo MISTERO DOLOROSO
Toni Servillo per lo spettacolo SERVILLO LEGGE NAPOLI

SCENOGRAFO

Alessandro Camera per lo spettacolo TUTTO PER BENE
Antonio Fiorentino per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Fabrizio Plessi per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI

COSTUMISTA

Francesca Sartori/Elisabetta Antico per lo spettacolo THE COAST OF UTOPIA
Elena Mannini per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Luigi Perego per lo spettacolo LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

AUTORE DI MUSICHE

Arturo Annecchino per lo spettacolo ROMEO E GIULIETTA
Germano Mazzocchetti per lo spettacolo LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR
Paolo Terni per lo spettacolo SANTA GIOVANNA DEI MACELLI

AUTORE NOVITA’ ITALIANA

Carlotta Clerici per lo spettacolo IL RITORNO
Fausto Paravidino per lo spettacolo EXIT
Vincenzo Pirrotta per lo spettacolo DICERIA DELL’UNTORE

Le Maschere del Teatro Italiano
www.napoliteatrofestival.it
maschere@napoliteatrofestival.it
tel/fax +39 081 19560383

Raffaella Tramontano
Responsabile Ufficio Stampa Napoli Teatro Festival Italia
Fondazione Campania dei Festival
Via del Mille 16
80121 Napoli
Mail: r.tramontano@napoliteatrofestival.it
mob.: +39 3928860966 / 346 8805755

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31 agosto, 2012 Posted by | Teatro, Teatro S. Carlo | , , , , , , , | Lascia un commento

Lech Lechà. Presentata a Trani in conferenza stampa la Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica che si svolgerà dal 2 all’8 settembre 2012

Si è svolta a Trani, presso la Sala Giunta del Comune, la conferenza stampa di presentazione di Lech Lechà – Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica, la coinvolgente kermesse multidisciplinare che avrà luogo in 10 città della Puglia con un ricco programma in dieci moduli articolati fra conferenze, musica, lingua e gastronomia ebraica, presentazioni di libri e molto altro ancora.
L’iniziativa ha già suscitato grande curiosità e interesse a livello nazionale come evidenziato dagli organizzatori che, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e a importanti membri della comunità ebraica dell’Italia Meridionale, hanno voluto illustrarla alla stampa.
A prendere la parola per primi sono stati il sindaco di Trani Luigi Riserbato e l’Assessore alla Cultura Salvatore Nardò che hanno sottolineato l’importanza di questa manifestazione per la riscoperta del valore storico-sociale della presenza ebraica in Puglia fin dai tempi più antichi e più nello specifico per la comprensione del ruolo giocato dalla città di Trani quale vera e propria capitale dell’ebraismo meridionale, ieri come oggi, soprattutto a partire dalla riapertura della Sinagoga di Scolanova avvenuta nel 2005.
Al tempo stesso è stata evidenziata la sostanziale ricaduta positiva che questa iniziativa avrà per il territorio sotto il profilo turistico e quindi economico.
Del resto i segni di tale ricaduta si sono già fatti sentire con il ‘tutto esaurito’ nelle strutture ricettive di Trani e immediati dintorni, effetto del grande interesse suscitato dal programma di Lech Lechà, nell’ambito del quale un sorprendente successo è stato registrato dal corso intensivo di Lingua Ebraica in programma dal 3 al 7 settembre proprio all’interno della Sinagoga tranese, per il quale sono piovute prenotazioni da ogni angolo d’Italia.
La parola è quindi passata a Pier Luigi Campagnano, presidente della Comunità ebraica di Napoli che ha parlato di un “rinnovo della cultura ebraica in Puglia” riferendosi alla riapertura della sinagoga di Trani, alla celebrazione della XIII Giornata Europea della Cultura Ebraica (il 2 settembre) che per il Sud vede ancora una volta protagonista la città di Trani, e alla rassegna Lech Lechà che esplorerà la cultura ebraica in alcuni dei suoi aspetti più importanti.
Dopo aver calorosamente ringraziato gli amministratori locali e regionali – in particolare l’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli – Campagnano si è detto “sicuro che questa manifestazione assumerà una cadenza fissa annuale che, partendo dalla Giornata Europea della Cultura Ebraica, potrà toccare svariati temi legati all’ebraismo.”
Ha quindi avuto parole di sincero apprezzamento per l’impegno profuso nella manifestazione dal direttore artistico Francesco Lotoroe da tutto il suo staff di collaboratori.

Un momento della conferenza stampa – Foto Luciana Doronzo

L’intervento successivo è stato quello di Rav Shalom Bahbout rabbino capo di Napoli e dell’Italia meridionale che, dopo aver apprezzato “l’enorme e complesso lavoro organizzativo che c’è dietro una manifestazione come Lech Lechà”, ha evidenziato come “questa manifestazione sia solo il punto di partenza verso la riscoperta dell’ebraismo in Puglia. A tal proposito – ha aggiunto – ho interloquito con agenzie turistiche estere, soprattutto americane, sottolineando il ruolo della Puglia quale luogo primario di approdo storico degli ebrei giunti in Italia, e in particolare di Trani come capitale culturale ebraica del Meridione, posizione che le spetta di diritto più che a qualsiasi altro luogo. Ad ogni modo – ha annunciato – per i prossimi anni contiamo nella realizzazione di un progetto interregionale che coinvolga tutto il Sud, anche se la manifestazione continuerà pur sempre ad essere il ‘Festival di Trani’, i cui orizzonti andranno però ad allargarsi. Considerato che Lech Lechà significa ‘Va verso te stesso’ – ha poi spiegato – la domanda e la proposta che questa iniziativa pone, riguarda il tema dell’identità, al centro stesso dalla cultura ebraica: un valore oggi sempre più assente nella vita di tante persone. E l’ebraismo è uno degli elementi che compongono l’identità pugliese, considerato che la presenza degli ebrei è stata importantissima dai tempi dell’antica Roma fino alla loro cacciata che si è protratta dal 1492 al 1541 circa. A tale ultimo proposito, fra i nostri futuri progetti vi è quello della istituzione di un ‘Giorno della Cacciata’, e ciò non per fare della memoria fine a se stessa, ma per chiedersi quale senso assuma oggi il ‘ritorno’ degli ebrei nel Meridione; l’altro progetto importante è quello della istituzione di una Università Ebraica di Trani, aperta a tutti, che in realtà esiste già sulla carta come associazione: in questi giorni cercheremo di lavorare per trasformarla in una realtà operativa. L’altro obiettivo che ci proponiamo è quello di incontrare rappresentanti degli imprenditori locali per creare uno scambio con i giovani imprenditori israeliani, attivissimi nella creazione ormai quotidiana di nuove imprese e pronti a mettere la loro esperienza al servizio dei giovani pugliesi. Inoltre ci farebbe piacere che si approfondisse e rafforzasse a Trani anche la tradizione del cibo trattato secondo le regole kasher. Insomma, più in generale, ci auguriamo che questo cammino insieme possa rafforzarsi sempre di più”.
Si è manifestato concorde con le parole del rabbino di Napoli l’avv. Cosimo Yehuda Pagliara autorevole rappresentante della comunità ebraica salentina e membro di spicco della commissione scientifica di Lech Lechà.

Alla serie di interventi si è poi aggiunto quello di Francesco Lotoro, direttore artistico della manifestazione, musicista e autore, fra l’altro, della monumentale Enciclopedia discografica KZ Musik, dedicata alla produzione musicale nei lager di tutta Europa. Lotoro ha dichiarato che “quest’anno la manifestazione ha voluto avere un profilo regionale anche a favore di quelle città che hanno una rilevante memoria ebraica pur non conservando una comunità attiva”.
Ha poi precisato che “Lech Lechà più che un festival nel senso comune del termine vuole essere una ‘settimana’ nel senso ebraico, ossia quel periodo che trova il suo momento centrale nello Shabbat, momento che condivideremo il prossimo 8 settembre con tutti i partecipanti…”
Il direttore artistico è quindi passato ad illustrare nel dettaglio il ricco cartellone della manifestazione.
Al termine, nel sottolineare la sua importanza per Trani, si è soffermato sulla cospicua entità della popolazione ebraica nella cittadina adriatica in epoca storica, citando la presenza, già nel XII sec. di un numero molto rilevante di famiglie, e mettendo in evidenza la quasi corrispondenza numerica (rispettivamente 5 e 4) fra le sinagoghe presenti a Venezia, capitale di un regno, e quelle della sola Trani.
Ha inoltre ricordato come nel Meridione, a differenza di altre aree d’Italia, le Giudecche, ossia i quartieri ebraici, non fossero dei luoghi chiusi e soggetti a una sorta di coprifuoco (i ghetti), segno evidente di rapporti sociali di maggiore apertura.
A chiusura dell’incontro con la stampa, ha infine ripreso la parola il rabbino Bahbout che ha illustrato il significato simbolico del logo di Lech Lehà: “Si tratta del corno di ariete, detto Shofar. E’ un antico strumento musicale usato anche nell’ambito di funzioni religiose; nel nostro caso ha tanti colori che identificano le varie sezioni di cui si compone la settimana del ‘Lech Lechà’. Il suono di questo corno, che nelle fonti si dice essere stato emesso quando furono consegnati i Dieci Comandamenti, nelle festività ebraiche ha la valenza di invito a pensare, a meditare, ed è con questo speciale significato che lo abbiamo voluto impiegare.”

Ufficio stampa:
email settimanaculturaebraica@gmail.com oppure traniebraica@fastwebnet.it

info:

Direttore artistico
Francesco Lotoro
cell. 3402381725;

Presidente commissione scientifica
Rav Shalom Bahbout
cell. 3663165622;

Coordinatore per il Salento
Cosimo Y. Pagliara
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Segreteria organizzativa
Luciana Doronzo
Grazia Tiritiello
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30 agosto, 2012 Posted by | Arte, Letteratura, Musica | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Zimmermann & de Perrot e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano gli appuntamenti di settembre della Fondazione Campania dei Festival

La Fondazione Campania dei Festival ritorna a settembre con due grandi appuntamenti, per poi proseguire dal 25 al 30 settembre con l’ultima tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012.
Il 4 settembre al Teatro Mercadante di Napoli andrà di scena l’irresistibile vitalità del nouveau cirque in occasione del World Urban Forum 2012.
Hans Was Heiri è una performance surreale che abbatte le leggi di gravità e i confini dell’immaginazione: un gruppo di acrobati strampalati dà vita a numeri da brivido in una scatola rotante che li mescola senza soluzione di continuità.
Tra teatro, danza e circo, il formidabile duo svizzero Zimmermann & de Perrot riflette sulle analogie e le differenze tra gli esseri umani in modo leggero e divertente.
Il 6 settembre l’appuntamento è con il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo), organizzato per il secondo anno consecutivo dalla Fondazione Campania del Festival.
La cerimonia di premiazione è prevista al Teatro di San Carlo (ore 20), con diretta differita alle 23.15 su Rai Uno.
A condurre la serata sarà Tullio Solenghi.
12 le categorie in gara: Spettacolo di prosa, Regista, Attore protagonista, Attrice protagonista, Attore non protagonista, Attrice non protagonista, Attore/attrice emergente, Monologo, Scenografo,Costumista, Autore di musiche, Autore novità italiana.

Dal 25 al 30 settembre la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia con 7 spettacoli inediti che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.
I luoghi insoliti e affascinanti lasciano il posto al Teatro Mercadante, Teatro Bellini, Teatro Nuovo, Teatro Diana, Teatro San Ferdinando, Galleria Toledo e all’Auditorium di Scampia.

Tra gli spettacoli, due prime assolute: Antigone, riscrittura originale di Valeria Parrella (in uscita in settembre per i tipi di Giulio Einaudi Editore) tutta incentrata sul diritto all’eutanasia, regia di Luca De Fusco, protagonista Gaia Aprea e C’è del pianto in queste lacrime nuovo progetto di Antonio Latella che insieme alla drammaturga Linda Dalisi analizza il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici della cultura napoletana.
In scena anche Odissea napoletana, un affresco su Napoli e sulle sue condizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.
Un progetto di Gabriele Russo, giovane autore, registra e attore napoletano; Linapolinapolinapolinapolinapoli, viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alle sonorità del fado, del tango e del flamenco. Protagonista Lina Sastri.
Ta-kai-ta, un omaggio sentito e originale che Enzo Moscato fa alla figura di Luisa De Filippo (interpretata da Isa Danieli), secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età alla fine degli anni ’50.
’O Paparascianno, testo di Antonio Petito, uno degli interpreti più apprezzati della famosa maschera di Pulcinella, con Mariano Rigillo.
E, infine, Il Rubacuori dell’ovest, commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907 che viene messa in scena da Arrevuoto progetto nato con Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
t. +39 081 4206485
Raffaella Tramontano +39 392 8860966
Viola Tizzano +39 339 8146592
Ivan Morvillo +39 393 9687733
Valeria Prestisimone +39 339 2082696
Melina Chiapparino +39 389 4353167

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29 agosto, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 19 agosto ad Acciaroli (Sa) chiude la rassegna “Momenti d’Autore – Atto IV”

Marika Calenda

Giunge al termine la 4a edizione di “Momenti d’Autore – atto IV”, la kermesse di cabaret, teatro e arti visive.
Domenica 19 agosto nell’Arena del Mare di Acciaroli (Sa), (ore 21) il Porto turistico dell’ambita località balneare si prepara ad accogliere l’ultimo spettacolo in agenda; a porre il sigillo sarà la Compagnia La Mansarda- Teatro dell’Orco di Roberta Sandias che porterà in scena la fiaba di “Hansel e Gretel” per la regia di Zenone Benedetto che ne sarà anche interprete insieme all’attore Tiziano Feola.
Ancora un altro viaggio, poetico e divertente, in un classico delle favole: la storia di due bambini che faranno di tutto per rendere la vita difficile ad una povera “vecchina”, assai carina, ospitale, a volte irriverente.
Chi non mai sentito parlare della casa di marzapane o delle molliche di pane lasciate a terra per tornare a casa? Si tratta di una piece in principio ideata per raggiungere un pubblico di bambini e ragazzi ma elaborata poi per essere interpretata attraverso un registro piacevole, destinato anche ad un pubblico più adulto.
Un allestimento da cui emergono i toni autentici della fiaba dei fratelli Grimm, a metà strada tra il surreale, il divertimento e riflessioni di carattere più profondo, in piena sintonia con l’orientamento in parte formativo che è alla base della rassegna.
La performance rientra nell’ambito del programma, ideato e promosso dall’associazione “Se tanto mi dà tanto” diretta quest’anno da Marika Calenda.

L’ufficio stampa
Alessandra De Vita
Tel.: 349 8709870

sito web: www.momentidautore.it

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18 agosto, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Teatro | , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 3 agosto si inaugura la mini-rassegna “Nel segno della donna” nell’ambito della XV edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia”

Caroline Haffner Murat

Venerdì 3 agosto, prenderà il via, nell’ambito della XV edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia”, promossi da Antonia Willburger, la mini-rassegna “Nel segno della donna”.
La serata prevede un doppio appuntamento: alle ore 19, nell’ambito del progetto “L’Arte della Felicità le ragioni del sentimento.Musica Arte poesia in una confluenza di versi, forme e suoni”, fortemente voluto da Barbara Cussino, dirigente dei Musei provinciali e per la progettazione della stessa Barbara Cussino, Vittoria Bonani e Floriana Gigantino, rispettivamente funzionarie del servizio Biblioteche e del servizio Musei, si svolgerà un reading poetico di versi di Carmen Grattacaso, Sigismondo Nastri, Francesco Iannone e Mario Fresa, con interventi coreografici a cura dell’Artestudio di Loredana Mutalipassi e la partecipazione del flautista Pasquale Occhinegro, neo-diplomato del conservatorio “G. Martucci” di Salerno, che punteggerà le letture con pagine di Claude Debussy, Francis Poulenc e Jacques Ibert.
A seguire verrà proiettato l’istant-movie firmato da Michele Schiavino ed Erminia Pellecchia, per la consulenza artistica di Pasquale De Cristofaro e Olga Chieffi, “Filmfelicità”, un viaggio nei Musei e nelle biblioteche della provincia di Salerno, prezioso corredo del catalogo pubblicato in occasione della mostra proposta dalla settore musei e Biblioteche della provincia di Salerno per la XLII edizione del Giffoni Film Festival.
Alle ore 21, il concerto di Caroline Haffner Murat, pianista con due cognomi altisonanti: il primo la riconosce erede del borgomastro salisburghese Sigmund Haffner, dedicatario della amata sinfonia mozartiana, il secondo discendente di Gioacchino Murat generale francese e re della città di Napoli, di cui s’innamorò perdutamente.
La Principessa si dividerà tra Fryderyk Chopin e Franz Liszt.
Il programma principierà con due notturni, il secondo in mi bemolle dell’op. 9 che ha il tono di una lettera amorosa per la fanciulla tenuta all’oscuro della fiamma suscitata in Chopin e il n.1 in do dell’opera 48 dalla conclusione tragica in cui si pensa al finale di Romeo e Giulietta.
Si continuerà con le due ballate, l’ op.38, caratterizzata da un’evidente simmetria strutturale, fondata sull’alternarsi di sezioni fra loro spiccatamente contrastanti, e da uno straordinario lussureggiare di modulazioni, mediante enarmonie, di quinte eccedenti, di appoggiature, di ardite dissonanze nuovissime per l’epoca e l’op. 47, una delle composizioni chopiniane più complete, in cui l’abituale contrasto è molto meno netto, il pathos meno accentuato, il tono nel complesso assai meno tragico, col suo vivo, ben marcato ritmo di danza che sostiene l’intera composizione.
La pianista ha scelto, quindi, di eseguire lo Scherzo n. 2 op. 31 in Si bemolle minore, sicuramente il più popolare, assai articolato e complesso nell’architettura e nell’armonia, con una ampia gamma di intonazioni, e caratteri espressivi che vi si susseguono senza soluzione di continuità.
A seguire, i primi tre preludi dell’ op. 28: il primo, in do maggiore Agitato, che ci riporta alla mente il primo preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach, costruito sulla ripetizione modulante di un’unica figurazione, il secondo in La minore un Lento, a lungo considerato la più problematica composizione di Chopin, per le arditezze armoniche dell’accompagnamento, per la staticità della melodia e per la sconsolata mestizia dell’insieme, e per chiudere il terzo in Sol maggiore, un Vivace caratterizzato da un fluente ostinato affidato alla mano sinistra, mentre la destra esegue una delicata melodia a valori prevalentemente lunghi.
Ancora due ballate concluderanno il lungo omaggio al genio polacco, la prima op. 23, una delle sue opere più selvagge e caratteristiche, il cui attacco in La bemolle maggiore è la celebrata sesta napoletana, la “blue note” melanconica del tempo, e l’ultima, l’op. 52, un magnifico poema polifonico di modernità assoluta, il cui sfondo impreciso e nostalgico ha carattere quasi impressionista.
Finale en travesti con le melodie popolari di Venezia e Napoli, supplemento al secondo volume degli Anni di pellegrinaggio di Franz Liszt.
Due le visioni veneziane, Gondoliera, parafrasi della canzone “La biondina in gondoleta” e Canzone, fantasia su “Nessun maggior dolore” dall’Otello di Rossini, mentre l’immagine di Napoli è affidata alla Tarantella, spettacolare e tumultuosa scorribanda tra i vicoli, da cui non poteva non provenire una mandolinata ispirata da un tema di Cottrau.

Ingresso libero

Per info.:
CTA di Vietri sul Mare
Piazza Matteotti
84019 Vietri sul Mare .
tel. e fax: 089 211285
ctavietri@libero.it
cta@comune.vietri-sul-mare.sa.it
www.eventsandmusic.it

E’ disponibile una navetta per i concerti in partenza alle ore 20 dal teatro Verdi di Salerno, con ritorno dopo il termine del concerto.

L’ ufficio stampa:
Concita De Luca
cell.:393/9034488
Olga Chieffi
cell.:347/8814172

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1 agosto, 2012 Posted by | Cinema, Letteratura, Musica, Musica classica, Musica da camera, Pianisti | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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