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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Martedì 7 giugno alla Fnac di Napoli presentazione del libro di Antonio Del Gaudio “Tutta l’orchestra minuto per minuto”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

La sfida è aperta, il fischio di inizio è fissato alle 18.00 di martedì 7 giugno.
La Fnac ospita la partita tra musicisti e calciatori: sul campo verranno schierate aspirazioni, sogni, difficoltà, realtà delle due categorie così come raffigurato nel mondo sovvertito da Antonio Del Gaudio nel volume “Tutta l’orchestra minuto per minuto”, edito da Boopen LED.
In maniera ironica e surreale il musicista Del Gaudio, alla sua prima esperienza letteraria, crea un mondo sovvertito in cui l’idolo delle masse è il musicista Donamara; in cui il campionato più seguito e popolare è quello delle orchestre italiane, mentre i calciatori sono richiesti soltanto per allietare, con i loro palleggi, i matrimoni.
A fare da arbitri, con l’autore, in questa presentazione sui generis il musicista e compositore Pasquale Scialò, il direttore editoriale BoopenLED, Aldo Putignano e il giornalista Gennaro Pasquariello.
La serata sarà, inoltre, ritmata dai virtuosismi calcistici e musicali di Valerio Sgarra e Lorenzo Sorbo.

Ufficio Stampa Boopen LED
Paola Silvestro
cell.: 328 11 87 939
e-mail: paosilvestro@gmail.com

Antonio Del Gaudio
Tutta l’orchestra minuto per minuto
Boopen LED editore
Prezzo: 10 Euro

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Due mondi apparentemente inconciliabili: quello del calcio e della musica, accomunati però dalla “passione” dell’autore e più in generale, dalla comune radice passionale che alimenta e motiva musicisti e calciatori.
Un mondo raccontato alla rovescia, dove i musicisti si accaparrano privilegi, ovazioni e interesse della massa, mentre i calciatori sono costretti, per sbarcare il lunario, ad allietare i matrimoni con i loro palleggi.
“Il pregio del racconto – dice il giornalista e produttore musicale Renato Marengo nella sua prefazione al testo – sta nella credibilità della narrazione: assoli come dribbling, melodie come azioni, virtuosismi come parate, finali e crescendi come goal. Qui incredibilmente, è il calciatore a sentirsi frustrato e schiacciato dall’invadenza della cultura, e di contro è il musicista a godere (vivaddio!almeno nel sogno!) di ricchezze e privilegi.”
Con la creazione di questo mondo surreale, Del Gaudio solleva, con umorismo e leggerezza, un problema che attanaglia la maggior parte di coloro i quali dedicano la propria vita alla musica: non veder riconosciuti la propria professionalità e il proprio impegno a causa di ignoranza, pregiudizio o disinteresse.
Del Gaudio, musicista professionista e vincitore del Premio Giorgio Gaber nel 2008, sembra gridare dalle pagine del suo libro “lasciateci suonare, come noi sappiamo fare!”, per opporsi a quanti, ignari delle vaste possibilità espressive ed emozionali di uno strumento, costringono gli orchestrali a piegarsi al dio pop della musica usa e getta.

L’autore:
Antonio Del Gaudio diplomato in pianoforte, cantautore e musicista napoletano.
È direttore didattico di una scuola di musica e responsabile artistico di Musicaeventi, cooperativa di musicisti professionisti apoletani.
Nel 2008 vince il Premio Giorgio Gaber dove presenta un estratto del suo spettacolo di monologhi e canzoni dal titolo Modestamente…io muoio.

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5 giugno, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Libri, Musica | , , , , | Lascia un commento

L’Ensemble “Le Musiche da Camera” ospite di Emozioni a Napoli 2011 propone brani di raro ascolto del Settecento napoletano

Il Settecento a Napoli fu, almeno dal punto di vista musicale, una stagione irripetibile, per la quantità e la qualità degli autori presenti nella città partenopea, molti dei quali provenivano da ogni angolo d’Italia e d’Europa.
Non ci si deve stupire, quindi, se a distanza di quasi tre secoli, da biblioteche polverose o da collezioni private, continuano ad emergere partiture di buona fattura, la cui paternità risale a musicisti, oggi praticamente ignoti, ma che all’epoca ricoprivano prestigiosi incarichi.
Fra le compagini che, negli ultimi due decenni, si sono distinte nel evidenziare brani di compositori locali o napoletani di adozione, attivi nei secoli XVII e XVIII, un posto di riguardo è occupato dall’Ensemble “Le Musiche da Camera”, al quale si deve, tra l’altro, sia il recupero dei trii di Emanuele Barbella, sia un approfondimento riguardante gli “intermezzi” (composizioni create per essere eseguite fra un tempo e l’altro delle opere serie) di Feo, Sarro e Vinci.
Il gruppo è stato recentemente protagonista di un concerto, organizzato da Area Arte, tenutosi nella Chiesa del Pio Monte della Misericordia, nell’ambito della rassegna “Emozioni Napoli 2011”, incentrato su musiche sacre e profane di autori poco conosciuti, tutte in prima esecuzione moderna.
In apertura abbiamo ascoltato una Sonata di Pietro Marchitelli (1643-1729), nato in provincia di Chieti, che studiò al Conservatorio di S. Maria di Loreto, passato alla storia soprattutto per il suo virtuosismo violinistico.
Al proposito si narra che fece sfigurare addirittura il leggendario Corelli in visita a Napoli, ed inoltre fu componente delle orchestre più prestigiose della città, avendo spesso come direttore Alessandro Scarlatti, con il quale strinse una forte amicizia.
Sicuramente più noto, il napoletano Nicola Porpora (1686-1768), allievo di Gaetano Greco, che studiò al Conservatorio di S. Maria di Loreto.
Grazie alle sue opere si è guadagnato uno spazio importante nell’ambito del Settecento e anche la sua produzione sacra fu caratterizzata da una decisa impronta operistica, come si è potuto riscontrare anche nella Salve Regina in re maggiore, secondo pezzo in programma.
Nipote di Pietro Marchitelli era, invece, Michele Mascitti (1660 ca.-1760), che si spostò a Napoli per studiare con lo zio e, in seguito, entrò nell’organico della Reale Cappella in qualità di “violino soprannumerario”.
Durante la sua lunga esistenza cambiò spesso città, fino a raggiungere Parigi nel 1704, dove si stabilì definitivamente, acquisendo anche la cittadinanza francese.
La Sonata a tre in re maggiore, op. 4, n. 9, tratta da una raccolta pubblicata nel 1711, ha fornito una chiara idea dello stile che lo contraddistingueva.
Gli ultimi due brani, il Concerto per flauto e archi in sol maggiore e la Salve Regina, a voce sola con istromenti, appartenevano a Davide Perez, di origine spagnola, nato a Napoli esattamente tre secoli fa e morto a Lisbona nel 1778.
Fra i quattro musicisti considerati è sicuramente quello che ha sofferto l’oblio più clamoroso, se pensiamo che, attualmente, risulta tra i musicisti più importanti del Settecento europeo, grazie ad una produzione operistica e sacra, di livello così alto che, ai suoi tempi, era paragonato dai critici ad autori del calibro di Hasse e Jommelli.
Eppure, personalmente non lo avevamo mai sentito nominare (e pensiamo di essere in numerosa e ottima compagnia).
Per quanto riguarda l’esecuzione, l’Ensemble “Le Musiche da Camera”, costituito, per la parte vocale da Rosa Montano (mezzosoprano) e per quella strumentale da Renata Cataldi (flauto traversiere), Egidio Mastrominico (violino di concerto), Federico Valerio (violino), Fernando Ciaramella (viola), Leonardo Massa (violoncello), e Debora Capitanio (clavicembalo), ha dato vita ad un’esibizione di elevato spessore.
Particolarmente intensa è apparsa l’interpretazione del mezzosoprano Rosa Montano, impegnata nei due brani sacri, e di Renata Cataldi, solista nel concerto di Perez, ma anche gli altri componenti si sono dimostrati all’altezza di brani non facili da suonare.
Va ancora segnalato che tutti i pezzi si avvalevano della trascrizione curata da Egidio Mastrominico, tranne il concerto di Perez, la cui revisione era opera di Renata Cataldi.
In conclusione un concerto di grande interesse storico-musicale, tenutosi in una sede di grande prestigio, seppur acusticamente penalizzante, come la Chiesa del Pio Monte della Misericordia, dove è possibile ammirare lo splendido dipinto di Caravaggio intitolato “Sette Opere di Misericordia”.

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5 giugno, 2011 Posted by | Area Arte, Concerti, Ensemble da camera, Le musiche da camera, Musica, Musica da camera | , , , , , , , | Lascia un commento

L’entusiasmo travolgente dei CamPet Singers chiude la rassegna “Ce moys de may”

Ritorniamo con molto piacere a parlare dei CamPet Singers, gruppo fondato nel lontano 1991 da Andrea Campese e Sergio Petrarca (mr. Cam e mr. Pet), attualmente diretto da Carlo Forni che, oltre ai tre artisti citati, comprende Ester Castaldo, Rosalia La Volpe, Francesca Zurzolo, Luisa Daniele, Alessandra Lanzetta, Francesca Veglione , Guido Ferretti, Felice Mondo e Mark Weir.
La compagine ha allietato l’appuntamento conclusivo della rassegna “Ce moys de may”, organizzata dall’Associazione Pietrasanta e svoltasi nella basilica napoletana di S. Maria Maggiore (detta “della Pietrasanta”), proponendo una serie di brani tratti dal suo vasto repertorio.
Apertura con due leggende della musica pop, Billy Joel e Paul Simon, autori rispettivamente di The longest time e della pluripremiata Bridge over troubled water, che hanno preceduto un’incursione nel minimalismo europeo, con Time lapse del britannico Michael Nyman (dalla pellicola di Greenaway “Lo zoo di Venere”) e The whole del belga Wim Mertens.
E’ stata poi la volta di una carrellata sulla musica leggera italiana, di seguito rappresentata da Mogol-Dello (Un angelo blu), Paolo Conte (Via con me), Mogol–Battisti (Anche per te) e New Trolls (Quella carezza della sera).
La tradizione popolare era presente, invece, in Waltzing Matilda, canto tradizionale australiano (anche se le sue origini sono probabilmente scozzesi), seguito da brani del repertorio di Byrne & Eno (Everything that happens), Burt Bacharach (I say a little prayer), Brian Eno (By this river) e Tony Hatch (Downtown).
Il programma ufficiale del concerto si è concluso con un omaggio al Quartetto Cetra, formato dalle canzoni Il testamento del toro, In un Palco della Scala e Però mi vuole bene.
Come sempre i CamPet Singers hanno mostrato la loro eccezionale bravura, che si basa sulla presenza di ottime voci, molto affiatate fra loro, in grado all’occorrenza di svolgere un ruolo solistico, il tutto condito spesso e volentieri con verve e grande senso dell’ironia.
A proposito di quest’ultima peculiarità, nel recente recital sembrava quasi che il gruppo avesse scelto la strada dell’assoluta serietà.
C’era stato, è vero, qualche timido accenno, consistente nella presenza del ventaglio (peraltro inceppatosi sul più bello), che Alessandra Lanzetta aveva sfoggiato durante il “Testamento del toro”, oppure la coreografia del “Palco della Scala”, dove Ester Castaldo, per salvaguardare gli occhiali, era stata costretta a utilizzare il fermacapelli come girocollo, mentre il maestro Petrarca si era presentato privo del binocolo teatrale da ordinanza.
Abbastanza poco, rispetto a quanto offerto in altre occasioni, ma il bello doveva ancora venire, concentrato tutto nel primo bis, preceduto dalla consegna di un mazzo di fiori a Francesca Zurzolo, che compiva gli anni proprio quel giorno, e veniva fatta accomodare su una poltrona regale per risparmiarle almeno la fatica del brano conclusivo.
La manovra nascondeva un secondo fine perché, a questo punto, gli undici cantanti si sono scatenati intonando “Che soprano!”, parafrasi di “Che centrattacco! (uno dei successi del Quartetto Cetra), dove hanno ricostruito, in modo molto ironico, le tappe della carriera artistica della Zurzolo.
La cosa più bella di tutto questo è che, anche quella parte di pubblico che assisteva per la prima volta ad un’esibizione dei CamPet, ha partecipato emotivamente ai festeggiamenti, merito della grande forza di coinvolgimento che caratterizza, da sempre, questo straordinario ensemble, la cui struttura portante, al di là della abilità e professionalità dei singoli, è racchiusa sicuramente nel saldo vincolo di amicizia che lega fra loro tutti i componenti.
Chiusura con il gruppo, che ha abbandonato il palcoscenico a passo di marcia, con tanto di cappello militare, intonando La fanfare du printemps dell’ecclesiastico svizzero Joseph Bovet, a coronamento di una mattinata di buona musica, che ha terminato in bellezza una rassegna, “Ce moys de may”, volta ad evidenziare alcune delle numerose eccellenze artistiche presenti nella città partenopea.

Marco del Vaglio

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5 giugno, 2011 Posted by | Canto, Concerti, Musica | , , , , | Lascia un commento

Grande successo del recital pianistico di Genny Basso nella Cappella del Vasari

Il penultimo concerto della XV edizione del Festival Pianistico di Napolinova, curato da Alfredo de Pascale, ha ospitato il napoletano Genny Basso, che si è confrontato con un programma costituito da brani di Mozart, Beethoven, Chopin e Liszt
In apertura abbiamo ascoltato la Sonata in la maggiore K. 331 di Mozart, composta a Parigi nel 1778, che inizia con un tema e sei variazioni di grande suggestione e, dopo un Minuetto, si chiude con il “Rondo alla Turca”, uno dei motivi più famosi della produzione del genio di Salisburgo.
Molto conosciuta anche la successiva Sonata n. 14, in do diesis minore op. 27, n. 2 (1801), che Beethoven dedicò alla contessa diciassettenne Giulietta Guicciardi.
Definita dall’autore “sonata quasi una fantasia”, in quanto non seguiva rigorosamente gli schemi del genere, è passata alla storia con l’appellativo “Al chiaro di luna”, che si deve al critico musicale Ludwig Rellstab, secondo un’usanza tipicamente romantica di fornire un titolo che, in un certo senso, aiutasse ad inquadrare la composizione.
Dopo l’intervallo, breve incursione nella produzione chopiniana, con due Notturni, in mi minore n. 19 (1827) e in do diesis minore, n. 20 (1830), entrambi pubblicati postumi.
Il secondo, in particolare, venne dedicato da Chopin alla sorella maggiore Ludwika e contiene temi che il musicista sviluppò nel Concerto per pianoforte ed orchestra n. 2.
La conclusione del recital è stata rivolta, doverosamente, a Liszt (del quale si celebrano i duecento anni dalla nascita), con l’ Étude d’exécution transcendante n. 11 in re bemolle maggiore “Armonie du soir” e la Rapsodia Ungherese n. 2 in do diesis minore.
Il primo appartiene ad una raccolta di dodici pezzi, frutto di una lunga gestazione durata dal 1826 al 1852, dove si possono intravedere i primi germi dell’impressionismo, mentre la seconda risulta la più celebre fra le diciannove rapsodie, tributo dell’autore alla tradizione folcloristica del suo paese.
Veniamo, quindi, all’interprete, che ha proposto per la maggior parte brani familiari anche a chi frequenta poco le sale da concerto, fornendo una buona prova e dimostrando di essere particolarmente a suo agio nei movimenti lenti, come l’Adagio sostenuto della sonata beethoveniana, e nei brani intimi e raccolti quali i due Notturni di Chopin.
Pubblico numerosissimo, che ha gremito la Cappella del Vasari (con i problemi che ne conseguono e che stavolta non approfondiamo, anche se, in proporzione, le cose sono andate un po’ meglio), ed ha più volte applaudito l’artista, fino ad una vera e propria ovazione finale.
Il Festival si chiude oggi con un altro pianista napoletano, Massimo Tomei, figlio d’arte che ha già riscosso numerosi e meritati successi, la cui proposta sarà rivolta al Liszt trascrittore e compositore.

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5 giugno, 2011 Posted by | Concerti, Musica, Pianisti | , , , , , , , | Lascia un commento

Concerti a Napoli dal 6 al 12 giugno 2011

Critica Classica di Marco del Vaglio:


Questi i concerti della prossima settimana:

Mercoledì 8 giugno, alle ore 18.00, nella Sala Chopin (Palazzo Mastelloni – piazza Carità, 6), per i “Pomeriggi in Concerto”, recital del pianista Luigi Gagliardi

In programma musiche di Liszt, Rachmaninov e Chopin

Ingresso libero
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Mercoledì 8 giugno, alle ore 19.30, nella Chiesa di S. Maria Donnalbina (via Donnalbina), concerto del Coro Polifonico della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso, dal titolo ‘Sto core mio – degli Antiqui e de’ Moderni nella Scuola Napoletana dal ‘500 al ‘900

In programma musiche di Lasso, Giovanni Domenico da Nola, Nenna, Cambio, Clausetti, Altieri, Marrone, Iosia ed altri

Ingresso libero
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Giovedì 9 giugno, alle ore 19.30, nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo (Largo S. Marcellino 10), concerto inaugurale della rassegna “Voci nel Chiostro”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, con la partecipazione dell’Ensemble Vocale di Napoli, diretto da Antonio Spagnolo, del contralto Daniela del Monaco e del baritono Giuseppe De Liso, accompagnati al pianoforte da Stefano Innamorati.

Programma

F. Liszt
O sacrum convivium in mi maggiore R515
Via Crucis R534

Costo del biglietto: 5 Euro
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Giovedì 9 giugno, alle ore 20.30, a Villa Pignatelli, per la rassegna Maggio dei Monumenti-Maggio della Musica 2011, concerto del pianista Ronald Farren-Price

Programma

L. van Beethoven
Sonata n. 30 in mi maggiore, op. 109
Sonata n. 31 in la bemolle maggiore, op. 110
Sonata n. 32 in do minore, op. 111

Costo del biglietto

Intero: 20 Euro
Ridotto: 15 Euro

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Venerdì 10 giugno, alle ore 19.00, nella Casa della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli (via Castrucci 4-6, zona Vergini), concerto dell’organista Emanuele Cardi

Programma

N. Piccinni: Sinfonia per organo

B. Franzosini: Pastorale per organo

N. Porpora: Fuga

G, Paisiello: Sonata per organo

G. B. Martini: Sonata

G. Valere: Sonata VI (tema con variazioni)

N. Zingarelli: Pastorale per organo

G. Insanguine: Sonata per organo

G. B. Pergolesi: Sonata del Pergolesi

A, Vivaldi: Concerto, op. 4 da “La Stravaganza”

G. Valerj: Sonata I

Ingresso libero
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Sabato 11 giugno, alle ore 19.00, al Museo Diocesano (Largo Donnaregina), ultimo appuntamento della “Primavera Musicale 2011” della Nuova Orchestra Scarlatti, con il concerto degli Archi della Nuova Orchestra Scarlatti e del coro Vocalia, diretto da Luigi Grima, con la partecipazione di Marco Traverso (viola)

In programma musiche di O. di Lasso, A. Willaert, F. Kreisler, G. Fauré, J. Brahms, E. Elgar, I. Albéniz, A. Piazzolla e altri

Costo del biglietto: 12 Euro comprensivo di visita guidata al Museo
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Sabato 11 giugno, alle ore 19.30 (con replica domenica 12 giugno, alle ore 19.30), al Teatro di San Carlo, per la Stagione Estiva 2011, allestimento de “L’osteria di Marechiaro” di Giovanni Paisiello

Direttore: Donato Renzetti
Regia: Roberto De Simone
Regista collaboratore: Mariano Bauduin
Scene: Nicola Rubertelli
Costumi: Odette Nicoletti

Lesbina: Monica Bacelli
Dorina: Mina Yamazaki
Federico: Arianna Donadelli
L’abate Scarpinello: Antonio Siragusa
Il Conte di Zampano: Filippo Morace
Chiarella/Spiritello: Marina Comparato
Peppariello: Biagio Arenante
Carl’Andrea: Domenico Colaianni
Il Marchese Olivieri: Raffaello Converso

Orchestra del Teatro di San Carlo
Allestimento del Teatro di San Carlo

Costo del biglietto

Intero: da 90 a 30 Euro
Ridotto: da 80 a 20 Euro (titolari Carte dei programmi di Membership, gruppi di almeno 10 persone membri di enti, CRAL ed associazioni convenzionati con il Teatro di San Carlo)

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Sabato 11 giugno, alle ore 19.45, nella Chiesa dell’Ascensione a Chiaia, nell’ambito della rassegna “Organi storici della Campania, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, concerto di Roberta Schmid

Programma

J. S. Bach: Preludio e fuga in mi maggiore BWV 566

J. Pachelbel: Ciaccona in fa minore

J. Brahms: Preludio e fuga in sol minore

C. Franck: III corale in la minore

P. A. Yon: Toccatina for flute

E. Gigout: Toccata

J. Bonnet: Variations de concert op.1

Ingresso libero
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Sabato 11 giugno, alle ore 20.00, nella Liuteria Anema e Corde (via Port’Alba), concerto del duo pianistico formato da Valentina Piccolo e Carla Orbinati

In programma musiche di Grieg, Rubinstein, Rheinberger

Posti limitati

Per prenotazioni
e-mail: anemaecorde@hotmail.it
tel:3895141352

Adesione: 3 euro

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Domenica 12 giugno, alle ore 11.00, nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo (largo S. Marcellino 10), incontro musical-gastronomico dal titolo ‘Il Sapore della Musica’ Quando la musica incontra i piaceri del palato.
Interverranno il Coro Polifonico Universitario di Napoli, diretto dal Maestro Antonio Spagnolo, la pianista Andreina Morra e Michael Aspinall, accompagnato al piano da Stefano Innamorati.
Il programma musicale è interamente basato su composizioni musicali dedicate al tema del bere e del mangiare e comprende canoni cinquecenteschi, pezzi più moderni e complesse polifonie dei secoli scorsi.

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Mercoledì 8 giugno,”Al Blu di Prussia”,si presenta il cortometraggio VIRGO DAI COLORI PRIMARI di Egidio Ferrara

VIRGO DAI COLORI PRIMARI

Selezionato allo Short Film Corner del Festival di Cannes 2011,
il cortometraggio
scritto e diretto da EGIDIO FERRARA,
sarà proiettato per la prima volta a Napoli
mercoledì 8 giugno
 ore 18:00
AL BLU DI PRUSSIA
via Gaetano Filangieri 42 – Napoli

A seguire, si esibirà la nota violoncellista e folksinger
Susanna Canessa


con dei brani tratti dal suo ultimo CD “Nefeli”
con la partecipazione di Monica Doglione,voce e Bruna Paone, voce recitante
L’evento è stato organizzato dall’Associazione “Imprenditori di Sogni”
in collaborazione con

Giuseppe Mannajuolo e Mario Pellegrino per “Al Blu di Prussia”e la “Scuola di Cinema” di Napoli.

Maggiori informazioni sul cortometraggio:
Selezionato allo Short Film Corner del Festival di Cannes 2011
“VIRGO DAI COLORI PRIMARI”
è stato scritto e diretto da EGIDIO FERRARA.
Con SANTA DE SANTIS e FRANCESCA SPINELLA
muscihe originali di RAFFAELE MARZANO
direttore della fotografia: UGO LO PINTO
riprese e montaggio: PALMER VITALIANO
aiuto regia: CLAUDIO BAIAMONTE
assistente alla regia: EMMANUEL DI TOMMASO
segretaria di edizione: SILVIA DEL ZINGARO
costumi: VIOLA RUSSO
trucco: VALENTINA SILANO
mix audio: ANTONIO CATALANO
fonico: PRESA DIRETTA
macchinista: CIRO PILEGGIO
comparse: MARIANNA DI PAOLO – CARLO DOINO
fotografo di scena: VINCENZO PAGLIUCA
segretario di produzione: ANTONIO FERRARA
assistente di produzione: MARIO CARLEO
catering: ANNA DONZELLI

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