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Domenica 20 dicembre il duo Canino – Pieranunzi ospite della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Scarlatti 2015-2016
Domenica 20 dicembre, alle ore 21, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo la Associazione Alessandro Scarlatti presenta un duo pianistico inedito:  Enrico Pieranunzi e Bruno Canino.
Il primo è uno dei maggiori interpreti del jazz italiano, non estraneo al rapporto con la tradizione accademica come dimostra il pregevole lavoro su Domenico Scarlatti, il secondo protagonista di una carriera quarantennale sui migliori palcoscenici della musica cameristica classica.
Due grandi interpreti del pianoforte solo apparentemente distanti dal punto di vista delle scelte artistiche e dello stile, ma in realtà accomunati dalla curiosità di esplorare forme e repertori ad ampio spettro.
Lo dimostra il programma della serata, intitolato “Americhe”, un affascinante ed inusuale accostamento di brani di compositori di entrambi gli emisferi americani, da Gershwin a Copland a Guastavino a Piazzolla.
Unica eccezione il brano “Duke’s dream”, composto dallo stesso Pieranunzi, che attraverso le note di questa “fantasy” esprime il suo grande affetto per il jazz, da lui – e da molti altri – ritenuto non a torto la più straordinaria forma d’arte regalataci dal Nuovo Mondo.

Biglietti
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Domenica 20 dicembre, ore 21.00 – Auditorium di Castel Sant’Elmo

Bruno Canino, pianoforte
Enrico Pieranunzi, pianoforte

Programma

William Bolcom (1938): Due Rags da “The Garden of Eden”
Old Adam
The eternal feminine

George Gershwin (1898-1937): I got rhythm variations
(Elaborazione originale di E. Pieranunzi)

Aaron Copland (1900-1990): Danzón cubano

Enrico Pieranunzi (1949): Duke’s dream

Carlos Guastavino (1912-2000)
Las niñas de Santa Fe
Muchacho Jujeño

Astor Piazzolla (1921-1992)
Fuga y misterio
Milonga del Ángel
La muerte del Ángel

Bruno Canino
brunocanino450Bruno Canino, nato a Napoli, ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, dove poi ha insegnato per 24 anni, e per dieci anni ha tenuto il corso di pianoforte e musica da camera al Conservatorio di Berna.
Attualmente insegna musica da camera con pianoforte alla Scuola di Musica di Fiesole.
Come solista e pianista da camera ha suonato nelle principali sale da concerto e festival europei, in America, Australia, Russia, Giappone e Cina.
Suona in duo pianistico con Antonio Ballista, e collabora con illustri strumentisti quali Accardo, Ughi, Amoyal, Perlman, Blacher.
È stato dal 1999 al 2002 direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia.
Si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito opere in prima esecuzione.
Ha suonato sotto la direzione di Abbado, Muti, Chailly, Sawallisch, Berio, Boulez, con orchestre quali la Filarmonica della Scala, Santa Cecilia, Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Orchestre National de France.
Tiene regolarmente masterclass per pianoforte solista e musica da camera, in Italia, Germania, Giappone, Spagna, e partecipa al Marlboro Festival negli Stati Uniti dove ne 2014 è stato per la ventesima volta, e nel 2015 parteciperà ancora al Festival di Kusatsu dove era stato invitato la prima volta nel 1971.
È spesso invitato a far parte di giurie di importanti concorsi pianistici internazionali.
Tra le sue registrazioni più recenti, l’integrale pianistica di Emmanuel Chabrier.
Il suo libro “Vademecum del pianista da camera” è edito da Passigli, ed è di prossima pubblicazione un nuovo “Senza Musica”.

Enrico Pieranunzi

Enrico Pieranunzi - foto Agostino Mela

Enrico Pieranunzi – foto Agostino Mela

Nato a Roma nel 1949, Enrico Pieranunzi è da molti anni tra i protagonisti più noti ed apprezzati della scena jazzistica internazionale.
Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 Cd a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.
Tre volte premiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008), ha ricevuto nel 1997 anche il Django d’Or come miglior musicista europeo.
Ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino. Nel dicembre 2010 ha effettuato la sua prima tournée in Argentina/Uruguay che ha avuto un’eccezionale eco di stampa e di pubblico.
Nell’ultimo decennio ha notevolmente intensificato la sua presenza negli Stati Uniti, suonando a New York, Boston, San Francisco e partecipando, nel 2007, a Spoleto Usa (Charleston, North Carolina) festival che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo, duo e trio.
Dai suoi concerti del 2008 al Birdland di New York è stato tratto il cd “Latin Jazz Quintet” in cui Pieranunzi è alla testa di un quintetto comprendente John Patitucci, Antonio Sanchez, Diego Urcola, Yosvany Terry.
Un secondo cd, in trio con Steve Swallow e Paul Motian, sarà pubblicato dalla Camjazz on line.
Nel luglio 2009 ha suonato e registrato con Marc Johnson e Paul Motian nello storico “Village Vanguard” di New York.
Diverse sue composizioni sono presenti nei “Real Book” pubblicati dalla Sher Music e la prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo cd “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge), tra i migliori cd del decennio 2000/2010.
Registra in esclusiva per la CamJazz che, oltre al “Latin Jazz Quintet”, ha pubblicato i suoi piano solo “Plays Scarlatti”, “Wandering” e, recentemente, 1685 in cui Pieranunzi estende a Bach e Haendel quell’idea di interpretazione/improvvisazione già presente con notevole successo in “Plays Scarlatti” .
Ha formato di recente un nuovo trio americano comprendente Scott Colley al contrabbasso e Antonio Sanchez alla batteria.
Con loro ha già registrato, sempre con l’etichetta CamJazz, l’album Permutation, uscito alla fine di gennaio 2012.
Il trio ha presentato quest’ultimo lavoro nel corso di un tour che ha toccato i principali e più importanti festival e teatri italiani ed europei (Parco della Musica di Roma, Roland Garros di Parigi, Black Diamond di Copenhagen, Napoli Jazz Winter, Cantina Bentivoglio di Bologna, Piacenza Jazz Fest e molti altri), per terminare la serie di concerti oltreoceano, a New York, dove si sono esibiti per una settimana al Village Vanguard, ottenendo un responso eccezionale di pubblico e stampa.
E’ stato scritto di lui:
“Pieranunzi è un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta” (Nat Hentoff)
“Enrico Pieranunzi immette nuova linfa nel jazz contemporaneo” (Ray Spencer, Jazz Journal)
“Ricordate il suo nome, perdetevi nella sua musica” (Josef Woodard, Jazz Times).
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17 dicembre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Musica Jazz, Napoli, Regioni, Sale da concerto | , , , , , , | Lascia un commento

Il pianista Luigi Gagliardi si esibisce nella storica Sala Pergolesi

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Nella Sala Pergolesi del Palazzo Carafa di Maddaloni, in collaborazione con il Centro Italiano di Musica da Camera, si è recentemente tenuto il concerto di Luigi Gagliardi, classe 1989, che rientrava nell’ambito dei premi assegnati all’artista in qualità di vincitore assoluto dell’edizione 2015 del Concorso Pianistico Europeo “Don Enrico Smaldone” di Angri (Sa).
L’artista ha proposto un programma molto vario, iniziato con Tango di Igor Stravinskij, scritto nel 1940 dall’autore russo, per motivi di natura prettamente economica in quanto, spostatosi da poco negli USA, aveva serie difficoltà finanziarie.
Il successivo Impromptu, op 66 n. 2, da Three Impromptus for piano (1991) dell’ucraino Nikolai Kapustin, metteva invece in evidenza un compositore tuttora vivente, che spesso ama conciliare nei suoi lavori classica e jazz.
Era poi la volta di un altro musicista russo, Sergej Rachmaninov, con il Momento Musicale op. 16 n. 3, tratto dai Sei Momenti Musicali, op. 16 (1896), mentre la prima parte si chiudeva con i Three Preludes for piano dello statunitense George Gershwin, che originariamente dovevano comprendere ben 24 pezzi brevi e vennero eseguiti in “prima” assoluta dal compositore in persona a New York nel 1926.
Dopo un breve intervallo, è toccato al Bolero, op. 19, brano di Fryderyk Chopin non molto conosciuto, completato nel 1833 e pubblicato l’anno seguente con dedica alla Contessa Émilie de Flahaut.
Il recital si chiudeva nel segno di Franz Liszt con la Ballata n. 2 in si minore e la Rapsodia Ungherese n. 11 in la minore.
La prima venne composta da Liszt nel 1853, durante la sua permanenza a Weimar, dove ricopriva il ruolo di Maestro di Cappella e contiene richiami al mito classico di Ero e Leandro, mentre la seconda appartiene ad un gruppo di 19 brani, basati su temi popolari magiari, concepiti fra il 1846 ed il 1853.
Per quanto riguarda l’interprete, Luigi Gagliardi si è dimostrato un bravo pianista che, pur affrontando con uguale impegno l’intero programma, mostrava di prediligere i brani più vicini alle sonorità jazzistiche, come quelli di Kapustin e di Gershwin.
Pubblico attento e partecipe, per una serata molto raccolta, aperta dalla presentazione della professoressa Maria Pia Cellerino, Direttore Artistico dell’Associazione Culturale e Musicale “Euterpe” di Angri (Sa), che organizza il concorso “Don Enrico Smaldone”, dove ha prevalso un’atmosfera di salotto d’altri tempi, grazie ad un luogo storico le cui pareti sono impregnate di musica.
Appuntamento, quindi, al prossimo anno, con una lodevole iniziativa che metterà sicuramente in evidenza qualche altro giovane talento.
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11 luglio, 2015 Posted by | Associazione Culturale e Musicale “Euterpe” di Angri, Associazioni Musicali, Campania, Centro italiano di musica da camera, Concorsi pianistici, Concorso Pianistico Europeo “Don Enrico Smaldone”, Italia, Musica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Da martedì 10 a domenica 15 gennaio la stagione lirica del Teatro di San Carlo propone “Porgy and Bess” di Gershwin

Critica Classica di Marco del Vaglio:


La compagnia del New York Harlem Theatre porta al San Carlo un capolavoro del nostro tempo, il melodramma moderno di Gershwin, Porgy and Bess, splendida epopea musicale del popolo di colore che si nutre di jazz, blues e spiritual.
Porgy and Bess è il terzo titolo della programmazione della stagione lirica, che apre l’anno 2012 e torna al San Carlo, dopo l’ultima rappresentazione nel 1955.
Sul podio, William Barkhymer dirige l’Orchestra del San Carlo, mentre la compagnia del New York Harlem Theatre, il cui coro e diretto da Richard Cordova, è composta da solisti di intensa personalità.
Kevin Short e Alvy Powell nel ruolo di Porgy, Morenike Fadayom e Indira Mahajan nel ruolo di Bess, Alison Buchanan (Serena), Marjorie Wharton (Maria), Richard Hobson (Jake), Kearstin Piper Brown (Clara), Jermaine Smith (Sportin’ life).
La regia è firmata da Larry Marshall e Baayork Lee, anche autore delle coreografie; scene di Michael Scott, costumi di Christina Giannini e luci di Reinhard Traub.

Biglietti a partire da 50 euro;
Ridotto giovani under 30: 30 euro

Infoline:
081.7972331-412-468
e-mail: biglietteria@teatrosancarlo.it
www.teatrosancarlo.it

Ufficio Stampa Teatro di San Carlo
tel. 081.7972301-202
email: ufficiostampa@teatrosancarlo.it

New York Harlem Theater
Il New York Harlem Theater è una storica compagnia, fondata nel 1981.
Da allora ha già prodotto due differenti produzioni di Porgy and Bess.
Tra le altre produzioni si ricordano: Show Boat, Carmen Jones e Sophisticated Ladies di Duke Ellington.
Si è esibito in tour spesso in Europa, coprendo gran parte del continente da Helsinki a Siviglia incluse tutte le capitali d’Europa e numerosi Teatri d’Opera, tra cui Roma, Venezia, Francoforte, Stoccarda, Lipsia, Colonia, Düsseldorf ed Oslo.
Le performances migliori includono gli spettacoli di Sophisticated Ladies a Milano e Catania con la leggendaria direzione di Mercer Ellington.
Le più recenti rappresentazioni di Porgy and Bess includono l’Orchard Theater di Tokyo per celebrare il 15° Anniversario del Bunkamura, il Berlin Theater des Westens, l’Amsterdam Theater Carre e il prestigioso Prinzregenten Theater di Monaco.

Porgy and Bess
Nel 1925 DuBose Heyward scrisse il suo più grande successo, il racconto Porgy, ispirato a una storia di cronaca che parlava di uno storpio di colore che aveva assalito una donna e cercato di sfuggire alla polizia.
Nel 1926, un anno dopo la pubblicazione del racconto, George Gershwin, che aveva già composto Rhapsody in Blue (1924), Concerto in Fa (1925) e canzoni memorabili come Swanee (1919) e The Man I Love (1924), lesse Porgy e immediatamente pensò di scrivere un’opera basata sul suo racconto e, nonostante l’idea fosse stata accantonata perchè Heyward e sua moglie Dorothy dovevano dare forma drammatica al libro, Gershwin non abbandonò il suo desiderio di scrivere un’opera che coinvolgesse la vita dei neri e risuonasse degli echi di Harlem (dove viveva la famiglia Gershwin) e dei ritmi contagiosi delle band di fox-trot e ragtime.
La prima rappresentazione di Porgy and Bess debuttò a Boston il 30 settembre 1935, era già evidente l’assoluta modernità e diversità dell’opera.
Il debutto a New York divise in due la critica e George Gershwin in difesa della sua opera annotò: “Mentre componevo Porgy and Bess, mi resi conto che stavo scrivendo un’opera per il teatro ma, dal mio punto di vista, senza canzoni non poteva essere né teatrale, né divertente. Quando scelsi come soggetto di Porgy and Bess una vicenda vissuta dai neri di Charleston, ero certo che avrei potuto scrivere della musica leggera e della musica seria nello stesso tempo, che avrei potuto accostare lo humour alla tragedia, poiché i neri hanno tutte queste qualità innate. Lo humour è una parte molto importante della vita americana e un’opera americana senza humour non potrebbe rendere le varie sfumature del sentimento americano”.
Il vero riconoscimento all’opera innovativa di Gershwin arrivò solo molto tempo dopo la sua morte prematura, all’età di 38 anni, avvenuta l’11 luglio 1937.
Le numerose riprese, che iniziarono con la presentazione del Merle Armitage in California nel 1938 e la produzione Cheryl Crawford all’inizio del 1940, videro la maggior parte dei critici cambiare opinione

A spasso nell’universo ‘sociale’ di Porgy and Bess – MeMus – giovedì 12 gennaio – ore 17

Primo degli incontri di MeMus per il III settore, partendo dalle suggestioni delle opere in scena: A spasso nell’universo ‘sociale’ di Porgy and Bess. L’incontro prevede la partecipazione delle associazioni e delle cooperative che operano nel settore sociale e della solidarietà
www.memus.org

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6 gennaio, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Canto, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Napoli, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 26 novembre l’ “Autunno Musicale” della Nuova Orchestra Scarlatti dedica il suo spazio al Novecento

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 26 novembre, alle ore 19.00, nel Museo Diocesano di Napoli (Largo Donnaregina), nuovo appuntamento con l’Autunno Musicale della Nuova Orchestra Scarlatti intitolato “Rhapsody”.
Una rapsodia di accenti diversi, legati da un filo di suggestioni comuni, dalle luci di Broadway al jazz che incontra le forme classiche in pagine del ‘900 musicale più felice e comunicativo: il Gershwin dei Preludi (il primo con i suoi ritmi latini, il secondo, «una specie di ninna nanna blues», il terzo con il suo sincopato nutrito all’ombra di Debussy), e poi anche il Gershwin di I Got Rhythm, elettrizzante araldo della ‘Swing Era’, e della avvolgente malinconia ‘blues’ di The Man I Love; l’ironia infantile – fiorita tra i fuochi della Prima Guerra mondiale – dei pezzi facili di Stravinskij, proposti in un’originale trascrizione che offre gli stessi allegri e contrastanti colori dell’Histoire du soldat (non mancano una Polka che evoca il mondo dei Ballets Russes di Diaghilev, uno scarnificato Valse alla Satie, una Napolitana al ritmo di tarantella).
A Stravinskij fanno eco le miniature musicali di Bohuslav Martinů, aperte dalla malizia ‘belle époque’ di uno Shimmy.
Martinů (1890-1959) è un musicista ceco tra i più prolifici e interessanti del XX secolo, trapiantato prima nella Parigi degli anni ’20, poi negli Stati Uniti tra le due guerre; in lui l’umore stravinskiano si colora di una vivacità e di una spontaneità di accenti che attinge anche alle radici della musica popolare centroeuropea.
La spontaneità è un credo poetico per Martinů, che vi aderisce con una partecipazione creativa, e anche una profondità, degne di un Bartók: cose che ritroveremo in una delle sue invenzioni più originali, dal singolare ensemble, il Quartetto per clarinetto, corno, violoncello e tamburo piccolo, nato nella primavera del 1924.
Il Quartetto esordisce con un tema danzante del clarinetto sul ritmo militaresco del tamburo nell’Allegro moderato, prosegue con la suggestione arcaica del recitativo del violoncello nel Poco andante, e si chiude con una festa popolare di poliritmie (5/8, 4/8, 6/8, 3/8 …) al rullo di tamburo.
Un programma del genere non poteva concludersi che con la Rhapsody in Blue di Gershwin, celebratissima icona sonora del ‘900, fin dall’indimenticabile glissando del clarinetto; una pagina fortunata (anch’essa del 1924), di cui l’autore stesso diceva: «Ho costruito la Rapsodia come una specie di caleidoscopio musicale dell’America, con il nostro miscuglio di razze, il nostro favoloso brio nazionale, i nostri blues, la nostra follia metropolitana …»
Interprete della Rhapsody è il napoletano Enrico Fagnoni, riconosciuto come uno fra i più dotati e poliedrici pianisti della sua generazione.

I biglietti, del costo di Euro 14.00, sono acquistabili presso il botteghino del Museo Diocesano da un’ora prima del concerto e presso le abituali prevendite

Nuova Orchestra Scarlatti
tel/fax 081.410175
info@nuovaorchestrascarlatti.it
www.nuovaorchestrascarlatti.it
Ufficio stampa
Luisa Maradei (333.5903471)

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Programma

G. Gershwin: Tre preludi

I. Stravinskij: Balalaika, Polka, Valse, Napolitana, Galop

B. Martinů: Shimmy, Chanson, Waltz

G. Gershwin
The Man I Love
I Got Rhythm

B. Martinů: Quartetto per clarinetto, corno, violoncello e tamburo piccolo

G. Gershwin: Rhapsody in Blue per pianoforte e orchestra

voce: Maria Sole Gallevi
clarinetto: Gaetano Russo
corno: Luca Martingano
violoncello: Manuela Albano
tamburo: Domenico De Marco

Nuova Orchestra Scarlatti
direttore: Francesco D’Ovidio
pianoforte: Enrico Fagnoni

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Autunno musicale 2011 della Nuova Orchestra Scarlatti – Prossimi appuntamenti

Sabato 3 dicembre, ore 11.30/17.00/19.00 – TABLEAUX VIVANTS
Caravaggio e i Caravaggeschi
musiche di Durante, Pergolesi, Scarlatti e al.
TEATRI 35
NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI

Sabato 10 dicembre, ore 19.00 – BENVENUTI AL SUD Film Concerto
musiche di Scipione, Bacalov, Morricone, Rota e al.
NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI
direttore Giuseppe Lanzetta
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21 novembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

A Palazzo Carafa di Maddaloni “Il Tocco di Venere” ha proposto figure femminili tra le due guerre mondiali nelle musiche di Weill, Gardel e Gershwin

Una donna indecisa su quale uomo sposare, un’altra che prende vita, pur essendo di marmo, e fa innamorare chi l’ha liberata dall’incantesimo.
Sono solo alcune delle figure femminili, talora allegre, talora tristi, altre volte piene di rabbia o di nostalgia, passate in rassegna nella serata dal titolo “Il Tocco di Venere”, organizzata dall’Associazione “D’Altro Canto”, in collaborazione con il Centro Internazionale di Musica da Camera, tenutasi a Palazzo Carafa di Maddaloni.
Tre le protagoniste, il soprano Rita Del Santo, la pianista Maria Grazia Ritrovato e l’attrice Maria Gabriella Tiné e tre anche i compositori considerati, il tedesco Kurt Weill (1900-1950), l’argentino Carlos Gardel (1890-1935) e lo statunitense George Gershwin (1898-1937), nato in una famiglia ebrea di origini russe, la cui caratteristica era quella di risiedere negli Usa a metà degli anni ’30.
Il nome del primo è indissolubilmente legato a quello del drammaturgo, poeta e regista Bertolt Brecht, un connubio che portò sulla scena, fra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, lavori di intensa valenza politica e satirica, fortemente innovativi per l’epoca, quali “L’opera da tre soldi”.
Costretto a fuggire dalla Germania nel 1933, a seguito dell’avvento del nazismo, Weill soggiornò brevemente a Parigi e Londra, per poi abbandonare definitivamente, nel 1935, un’Europa sull’orlo del baratro e spostarsi a New York, dove morì prematuramente per un infarto nel 1950.
Spostandosi negli Usa, fu costretto anche a cambiare radicalmente genere, dedicandosi esclusivamente al musical, con esiti peraltro notevolissimi.
A tale repertorio appartenevano My Ship (da Lady in the Dark, 1941) e Speak Low (da One Touch of Venus, 1943), rispettivamente su testi di Ira Gershwin e Ogden Nash, con i quali è iniziato il concerto.
Il periodo francese era invece rappresentato da Je ne t’aime pas (1934), su lirica di Maurice Magre, scritta per la cantante Lys Gauty e il tango habanera Youkali, il cui motivo composto inizialmente per le musiche di scena di Marie Galante (1934), si avvalse solo nel 1946 delle parole di Roger Fernay (che, per inciso, non avevano nulla a che vedere con la storia di Marie Galante).
Il secondo autore della serata, Carlos Gardel, era famosissimo come interprete dei suoi tanghi, nati dalla collaborazione con il paroliere brasiliano Alfredo Le Pera, i cui titoli si trasformarono spesso in film di successo, che si avvalevano della carismatica presenza dell’argentino.
I brani proposti durante la serata, El día que me quieras, Por una cabeza e Volver (questi ultimi due in una versione pianistica), risalivano tutti al 1935, anno in cui Gardel perì, insieme a Le Pera e ad altri suoi stretti collaboratori, in un incidente aereo a Medellin in Colombia, mentre stava portando avanti una tournée in Sudamerica.
La produzione gershwiniana era invece rappresentata dal Preludio n. 2 per pianoforte, (dai Tre Preludi, 1926), e da alcuni pezzi appartenenenti a musical, arrangiati per pianoforte quali Someone to watch over me (da Oh Kay!, 1926) ed Embraceable you (da Girl Crazy, 1930) o concepiti per voce e pianoforte, come The man I love (da Strike Up the Band, 1927), fino alla chiusura rivolta alla celeberrima Summertime, sicuramente il motivo più noto dell’opera Porgy and Bess (1935).
Per quanto riguarda le interpreti, hanno evidenziato un ottimo affiatamento, con Rita Del Santo dotata di una bella voce, che ha eseguito i vari brani con passione ed intensità, senza però incorrere nell’errore, abbastanza frequente fra le sue colleghe, di voler drammatizzare, a tutti i costi, pezzi che sono nati per i musical e non per l’opera.
Dal canto suo Maria Grazia Ritrovato ha messo in luce un tocco agile e morbido, a volte quasi colloquiale, emerso soprattutto in Gershwin, che ha conquistato il pubblico presente.
Ricordiamo ancora il notevole apporto di Maria Gabriella Tinè, che ha introdotto il concerto ed ha letto in modo molto partecipe le traduzioni italiane dei testi dei brani, prima di ogni esecuzione, e la proposizione dello struggente Uocchie ‘e piscatore, di Maria Grazia Ritrovato, suonato come bis, che ha degnamente chiuso una serata rivolta all’universo femminile.

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29 giugno, 2011 Posted by | Concerti, Musica classica, Napoli, Palazzo Carafa di Maddaloni | , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 24 giugno concerto del soprano Rita Del Santo e della pianista Maria Grazia Ritrovato al Centro Italiano di Musica da Camera

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 24 giugno, alle ore 19.00, a Palazzo Carafa di Maddaloni (via Maddaloni, 6 – Napoli), l’Associazione “D’Altro Canto” ed il Centro Italiano di Musica da Camera presentano un concerto dal titolo “Il Tocco di Venere”, con la partecipazione di Rita Del Santo (soprano), Maria Grazia Ritrovato (pianoforte) e Maria Gabriella Tinè (voce recitante).

In programma musiche di Weill, Gardel, Gershwin

Ingresso libero
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Nota al concerto di Rita Del Santo

Il percorso che s’intende tracciare in questo concerto rappresenta una ricerca che celebri l’amore in molte sue sfaccettature, visto con occhi femminili, ma filtrato dalla sensibilità di tre grandi musicisti: K. Weill; G. Gershwin; C. Gardel
Esso prende le mosse con un brano tratto da un musical di K. Weill intitolato “One tuch of venus” nel quale l’autore fa una satira contemporanea dei valori, delle mode artistiche, dei costumi sessuali e romantici della società americana. Weill aveva vissuto in America per dieci anni ed era incuriosito e influenzato dallo Broadway- style.
Si tratta quindi di un piccolo viaggio durante il quale con accenti ora frivoli, ora appassionati, ora indignati, ora estatici si narrano i segreti desideri, i sogni,i tormenti, le passioni, con la forza e la capacità persuasiva che le donne hanno saputo imprimergli.
I brani scelti descrivono con puntualità e sagacia ma anche con struggente realismo l’universo femminile e si possono interpretare come un itinerario che dipinge, per mezzo della musica, quella congerie di emozioni che appartengono al delicato mondo delle donne.
Nel brano “Je ne t’aime pas”, ad esempio, è rappresentato un dialogo tra due amanti che si stanno lasciando, l’una rassicura l’altro di non amarlo più, mentre gli chiede di non prestargli il proprio fazzoletto perché è troppo intriso suo profumo, di non parlargli con tono troppo intimo al calar della sera.
Lo incoraggia a raccontargli dei suoi nuovi amori come farebbe con un vecchio amico, adducendo il pretesto di non amarlo più, ma in questa negazione è ben evidente quanto ancora bruci dentro il fuoco della passione. Una passione intesa come mezzo di “saggezza”, come sosteneva Rousseau, e che ci porta lontano, per vie segrete e affascinanti rendendo straordinaria la vita.

Programma

Kurt Weill
My Ship (pianoforte)
Speak Low
Je ne t’aime pas
(pianoforte)

Carlos Gardel
Por una cabeza (tango per pianoforte)
El día que me quieras
Volver (pianoforte)

Kurt Weill: Youkali (tango habanera)

George Gershwin
Someone to watch over me (pianoforte)
The man I love
Embraceable you
(pianoforte)
Preludio n. 2 (pianoforte)
Summertime

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17 giugno, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Cantanti, Centro italiano di musica da camera, Concerti, Musica classica, Napoli, Pianisti | , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 13 marzo 2011, il soprano Rita Del Santo e la pianista Maria Grazia Ritrovato ospiti della rassegna “Marzo Donna”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Domenica 13 marzo, alle ore 11.00, al Circolo Ufficiali della Marina Militare (Via Cesario Console 3 bis), per la rassegna “Marzo Donna”, organizzata dallo Zonta International – 28° Distretto-Area 3 Napoli, concerto del duo formato dal soprano Rita Del Santo e dalla pianista Maria Grazia Ritrovato.

In programma musiche di Weill, Satie, Gardel, Gershwin.

Ingresso libero

Programma

Kurt Weill
My Ship
Speak Low

Erik Satie
Je te veux
Poudre d’or
(valzer per pianoforte)

Kurt Weill: Je ne t’aime pas

Carlos Gardel: Por una cabeza (tango per pianoforte)

Kurt Weill: Youkali (tango habanera)

George Gershwin
Someone to watch over me (per pianoforte)
The man I love
Summertime

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“Il Tocco di Venere”, incontro tra musica e passioni al femminile
(nota al concerto di Rita Del Santo)

Il percorso che s’intende tracciare in questo concerto rappresenta una ricerca che celebri l’amore in molte sue sfaccettature, visto con occhi femminili, ma filtrato dalla sensibilità di tre grandi musicisti: K. Weill; G. Gershwin; E. Satie.

Esso prende le mosse con un brano tratto da un musical di K. Weill intitolato “One tuch of venus” nel quale l’autore fa una satira contemporanea dei valori, delle mode artistiche, dei costumi sessuali e romantici della società americana. Weill aveva vissuto in America per dieci anni ed era incuriosito e influenzato dallo Broadway- style.

Si tratta quindi di un piccolo viaggio durante il quale con accenti ora frivoli, ora appassionati, ora indignati, ora estatici si narrano i segreti desideri, i sogni,i tormenti, le passioni, con la forza e la capacità persuasiva che le donne hanno saputo imprimergli.

I brani scelti descrivono con puntualità e sagacia ma anche con struggente realismo l’universo femminile e si possono interpretare come un itinerario che dipinge, per mezzo della musica, quella congerie di emozioni che appartengono al delicato mondo delle donne.

Nel brano “Je ne t’aime pas”, ad esempio, è rappresentato un dialogo tra due amanti che si stanno lasciando, l’una rassicura l’altro di non amarlo più, mentre gli chiede di non prestargli il proprio fazzoletto perché è troppo intriso suo profumo, di non parlargli con tono troppo intimo al calar della sera.
Lo incoraggia a raccontargli dei suoi nuovi amori come farebbe con un vecchio amico, adducendo il pretesto di non amarlo più, ma in questa negazione è ben evidente quanto ancora bruci dentro il fuoco della passione. Una passione intesa come mezzo di “saggezza”, come sosteneva Rousseau, e che ci porta lontano, per vie segrete e affascinanti rendendo straordinaria la vita.

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

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10 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli | , , , , , , , | Lascia un commento

   

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