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A “Voci nel Chiostro” l’Ensemble Esedra protagonista di un’affascinante serata di cultura medievale e rinascimentale

Il terzo concerto della rassegna “Voci nel Chiostro”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, svoltosi nella chiesa dei santi Marcellino e Festo, ha ospitato l’Ensemble Esedra, diretto da Ferdinando de Martino e formato da Gabriella Romano (soprano), Silvia Tarantino (contralto), Roberto Franco (tenore) e Angelo Florio (basso).
Il quartetto, accompagnato da Fabio Soriano (flauti) e Francesco Manna (percussioni) ha eseguito brani medievali e rinascimentali, che si alternavano con alcuni sonetti di Cecco Angiolieri, vero fulcro della serata, recitate dall’attore Paolo Cresta.
Così, da una parte era possibile ascoltare una serie di liriche del poeta toscano, dall’iniziale Tre cose solamente m’ènno in grado al conclusivo e celeberrimo S’i’ fosse foco, che dava anche il titolo all’intera serata, mentre dall’altra si succedevano pezzi del repertorio popolare o di autori attivi fra la metà del Cinquecento e l’inizio del Seicento.
Fra i primi ricordiamo Bacche bene venies e In taberna quando sumus, tratti dai Carmina Burana, canti risalenti al XIII secolo e raccolti nel Codex Latinus Monacensis (detto anche Codex Buranus, in quanto provenienti dal convento bavarese di Benediktbeuern, l’antica Bura Sancti Benedicti), tornati in auge nel Novecento grazie a Carl Orff che ne utilizzò alcuni per la sua omonima cantata scenica.
Molto interessante anche la proposizione di alcune estampies, appartenenti ad un genere nato nelle corti europee del XII secolo, costituito in origine da composizioni liriche con accompagnamento strumentale, e diffusesi poi sotto forma di danza, tra il XIII e il XIV secolo, i cui unici esempi sono attualmente conservati presso la Bibliothèque Nationale de Paris, nella raccolta nota come Manuscrit du roi.
Per quanto riguarda i musicisti del Cinquecento e dei primi del Seicento , accanto ad alcuni classici quali Contrappunto bestiale alla mente (da Il festino nella sera del giovedì grasso avanti cena) di Adriano Banchieri, La Gagliarda di Baldassarre Donato e Sentomi la formicula di Filippo Azzaiolo, l’Ensemble Esedra ha proposto i meno noti Io ti voria contar di Orlando di Lasso, Speme amorosa e Il piacere di Giovanni Giacomo Gastoldi, e una Pavana di Thoinot Arbeau.
Uno sguardo agli interpreti per sottolineare innanzitutto la bravura e la notevole presenza scenica dei quattro cantanti, artisti di provata esperienza, sia nei brani d’insieme, sia nel momento in cui sono stati chiamati a parti solistiche.
Non erano da meno i due strumentisti, che hanno superato brillantemente le difficoltà legate alle problematiche della musica antica, mostrando un ottimo affiatamento con il quartetto vocale.
Bravissimo anche Paolo Cresta, che si è immedesimato splendidamente nel ruolo di Cecco Angiolieri, rendendo ulteriormente vivaci liriche già per loro molto frizzanti e, naturalmente, un grande plauso va al direttore, Ferdinando de Martino, che ha concepito un concerto di rara intensità, frutto di lunghi e approfonditi studi (il cui programma è stato variato in extremis,per un’improvvisa afonia che ha colpito il soprano Maria Sirignano), confermando la sua particolare predilezione per un periodo musicale così poco esplorato come quello che abbraccia Medioevo e Rinascimento.
L’unico forte rammarico sta nel fatto che alcune contingenze fortemente negative, quali la presenza di ingenti cumuli di immondizia, passibili di essere dati da un momento all’altro alle fiamme, e uno sciopero serale dei trasporti, abbiano consigliato molti appassionati a rimanere a casa, privandosi di un tuffo nel passato che avrebbe permesso loro una breve evasione dalla tragedia del presente.
Prossimo ed ultimo appuntamento di “Voci nel Chiostro” giovedì 30 giugno, con il concerto del duo costituito da Valentina Varriale (soprano) e Pier Luigi Ciapparelli (tiorba), in una serata rivolta ad arie sacre italiane del Seicento sul Cantico dei Cantici

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29 giugno, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Canto, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 6 marzo 2011 l’Ensemble Lucidarium ospite della stagione della Pietà de’ Turchini

Critica Classica di Marco del Vaglio: Il cartellone della Fondazione Pietà de’ Turchini propone un altro appuntamento di eccellente qualità e soprattutto una novità per il suo pubblico: Domenica 6 marzo (ore 18.30) nella chiesa di Santa Caterina da Siena (via Santa Caterina da Siena 38), l’Ensemble Lucidarium debutterà a Napoli con “Una Musa Plebea”, questo il titolo del concerto, una riproduzione precisa, ma libera e vivace del mondo musicale del Medioevo e Rinascimento italiano.

Ciascun programma proposto dall’ensemble è il risultato di un lungo periodo di ricerca, preparazione e elaborazione, da cui derivano sonorità continuamente rinnovate, una fusione di voci e strumenti che consente una ricostruzione rigorosa, ma libera e vitale dell’universo sonoro del Medioevo e del Rinascimento.
Sin dalla sua nascita, questa combinazione di meticolosa preparazione e creatività ha aperto nuove prospettive nella pratica esecutiva storica, facendo guadagnare a Lucidarium il favore del pubblico e l’apprezzamento della critica.

Proprio da questa attività di ricerca nasce il programma proposto in occasione di questo concerto. Infatti gran parte degli studi effettuati dai membri del gruppo sono rivolti all’esplorazione dei repertori oggi molti definiscono “minori”, ma che nel Medioevo e nel Rinascimento rappresentarono un potente veicolo per la diffusione e l’evoluzione di nuove pratiche musicali. Queste musiche, concepite per un uso quotidiano e una larga distribuzione, rappresentano lo specchio dei gusti e della mentalità di un’epoca e allo stesso tempo sollevano infinite domande sulla relazione tra musica scritta e tradizione orale e sul continuo scambio di forme e temi tra diversi livelli delle società.

«Faro di cultura, l’Italia del Rinascimento fu terra di sperimentazione poetica e musicale. Lo stile polifonico nato dal fondersi della scuola franco-fiamminga con il gusto italiano per la bella linea e per il contrappunto chiaro influenzò l’estetica musicale dell’intera Europa.
Nelle corti si gareggiò in liberalità per assicurarsi i servigi dei più celebrati musicisti che per lungo tempo furono soprattutto d’origine Ultramontana. Tuttavia questo repertorio raffinato e cosmopolita convisse con musiche dal sapore più locale e “municipale”. Le fonti dell’epoca testimoniano di una dilagante abbondanza di forme dal sapore popolaresco, dallo stile colorito e marcato da caratteri che si conservarono nel corso di tutto il XVI secolo e anche oltre. Sono repertori che presentano tratti di arcaicità provenienti da una tradizione ininterrotta di canto, sono generi che si identificarono spesso per una pretesa, più che reale, origine regionale: canzoni alla siciliana, alla bergamasca; villotte, veneziane, che di frequente imitavano modi che possiamo supporre propri del teatro piu` popolare ed istrionico o delle feste di Carnevale
»
ci spiega Francis Biggi alla direzione del gruppo insieme a Avery Gosfield.

Costo del biglietto
Intero: 10 Euro
Ridotto: 7 Euro (over 60 e under 30, circuito Artecard, Feltrinelli, FAI, Goethe Institut)

Prevendite

Box Office
Concerteria
Concerteria c/o La Feltrinelli
Il Botteghino
Mc Box
Ticketteria
TKT Point

Per ulteriori informazioni
Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini
via S.Caterina da Siena, 38
80132 Napoli
T +39 081402395
F +39 081402395
Sito web: http://www.turchini.it
e-mail: info@turchini.it; promozione@turchini.it

Ufficio stampa CMA
Fuani Marino
cell. 347 07 02 350
e-mail: ufficiostampa@turchini.it

Programma

Aimè sospiri
testo: Leonardo Giustinian? (1387–1446)
musica: Anonimo, in: Petrucci, Frottole

Marchetto Cara (attr.) (1470 c.ca-1525 c.ca): Non peccando altri che ‘l cuore

Anonimo: Romanesca (Pesaro, Bibl. Oliveriana, Ms. 1144)

Ottave dal ”Transito di Carnevale”
testo: Gasparo Visconti (fine XV sec.)
musica: Anonimo, Toscana (XVIII sec.), elab. Viva Biancaluna Biffi

El buon nocchiero
testo: Angelo Poliziano (1454-1494)
musica: “Frottole Intavolate”, F. Bossinensis (1511)

Anonimo: Tenta lora ruzenenta (Ms. Paris VM 676)

O graziosa viola
testo:Leonardo Giustinian
musica: Madrid, Bibl. Escorial, Ms. IV a 24

Guglielmo Ebreo (1420?-1481?): Gratioso

Per la mya cara
testo: Leonardo Giustinian (?)
musica: Anonimo, Parigi, Bibl. Nat., MS. 2973

Pere Oriola (1440-1480): Trista che spera

Turcho, turcho e IsabellaLa Tricotée
Anonimo(Paris VM 676); Anonimo (Escorial IV a 24)

Strambotti
testo: Leonardo Giustinian
musica: Francesco Varoter (fine XV s.),
elab. Gloria Moretti

G.B. Zesso (fine del XV sec.): Ogni cosa ha il suo loco

G. Balsano: Moresca sull’Aria d’Ottava (Intavolatura di surdulina -1600)

Giuseppino dal Biabò ? (1600 c.ca): Fuggi, fuggi, fuggi

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3 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Centro di musica antica "Pietà dei turchini", Concerti, Musica classica | , , , , | Lascia un commento

   

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