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A Palazzo Carafa di Maddaloni “Il Tocco di Venere” ha proposto figure femminili tra le due guerre mondiali nelle musiche di Weill, Gardel e Gershwin

Una donna indecisa su quale uomo sposare, un’altra che prende vita, pur essendo di marmo, e fa innamorare chi l’ha liberata dall’incantesimo.
Sono solo alcune delle figure femminili, talora allegre, talora tristi, altre volte piene di rabbia o di nostalgia, passate in rassegna nella serata dal titolo “Il Tocco di Venere”, organizzata dall’Associazione “D’Altro Canto”, in collaborazione con il Centro Internazionale di Musica da Camera, tenutasi a Palazzo Carafa di Maddaloni.
Tre le protagoniste, il soprano Rita Del Santo, la pianista Maria Grazia Ritrovato e l’attrice Maria Gabriella Tiné e tre anche i compositori considerati, il tedesco Kurt Weill (1900-1950), l’argentino Carlos Gardel (1890-1935) e lo statunitense George Gershwin (1898-1937), nato in una famiglia ebrea di origini russe, la cui caratteristica era quella di risiedere negli Usa a metà degli anni ’30.
Il nome del primo è indissolubilmente legato a quello del drammaturgo, poeta e regista Bertolt Brecht, un connubio che portò sulla scena, fra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, lavori di intensa valenza politica e satirica, fortemente innovativi per l’epoca, quali “L’opera da tre soldi”.
Costretto a fuggire dalla Germania nel 1933, a seguito dell’avvento del nazismo, Weill soggiornò brevemente a Parigi e Londra, per poi abbandonare definitivamente, nel 1935, un’Europa sull’orlo del baratro e spostarsi a New York, dove morì prematuramente per un infarto nel 1950.
Spostandosi negli Usa, fu costretto anche a cambiare radicalmente genere, dedicandosi esclusivamente al musical, con esiti peraltro notevolissimi.
A tale repertorio appartenevano My Ship (da Lady in the Dark, 1941) e Speak Low (da One Touch of Venus, 1943), rispettivamente su testi di Ira Gershwin e Ogden Nash, con i quali è iniziato il concerto.
Il periodo francese era invece rappresentato da Je ne t’aime pas (1934), su lirica di Maurice Magre, scritta per la cantante Lys Gauty e il tango habanera Youkali, il cui motivo composto inizialmente per le musiche di scena di Marie Galante (1934), si avvalse solo nel 1946 delle parole di Roger Fernay (che, per inciso, non avevano nulla a che vedere con la storia di Marie Galante).
Il secondo autore della serata, Carlos Gardel, era famosissimo come interprete dei suoi tanghi, nati dalla collaborazione con il paroliere brasiliano Alfredo Le Pera, i cui titoli si trasformarono spesso in film di successo, che si avvalevano della carismatica presenza dell’argentino.
I brani proposti durante la serata, El día que me quieras, Por una cabeza e Volver (questi ultimi due in una versione pianistica), risalivano tutti al 1935, anno in cui Gardel perì, insieme a Le Pera e ad altri suoi stretti collaboratori, in un incidente aereo a Medellin in Colombia, mentre stava portando avanti una tournée in Sudamerica.
La produzione gershwiniana era invece rappresentata dal Preludio n. 2 per pianoforte, (dai Tre Preludi, 1926), e da alcuni pezzi appartenenenti a musical, arrangiati per pianoforte quali Someone to watch over me (da Oh Kay!, 1926) ed Embraceable you (da Girl Crazy, 1930) o concepiti per voce e pianoforte, come The man I love (da Strike Up the Band, 1927), fino alla chiusura rivolta alla celeberrima Summertime, sicuramente il motivo più noto dell’opera Porgy and Bess (1935).
Per quanto riguarda le interpreti, hanno evidenziato un ottimo affiatamento, con Rita Del Santo dotata di una bella voce, che ha eseguito i vari brani con passione ed intensità, senza però incorrere nell’errore, abbastanza frequente fra le sue colleghe, di voler drammatizzare, a tutti i costi, pezzi che sono nati per i musical e non per l’opera.
Dal canto suo Maria Grazia Ritrovato ha messo in luce un tocco agile e morbido, a volte quasi colloquiale, emerso soprattutto in Gershwin, che ha conquistato il pubblico presente.
Ricordiamo ancora il notevole apporto di Maria Gabriella Tinè, che ha introdotto il concerto ed ha letto in modo molto partecipe le traduzioni italiane dei testi dei brani, prima di ogni esecuzione, e la proposizione dello struggente Uocchie ‘e piscatore, di Maria Grazia Ritrovato, suonato come bis, che ha degnamente chiuso una serata rivolta all’universo femminile.

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29 giugno, 2011 - Posted by | Concerti, Musica classica, Napoli, Palazzo Carafa di Maddaloni | , , , , , , ,

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