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Taccuino personale di Francesco Canessa:HAI UN CONTO A NAPOLI? VAI A TEATRO A MILANO

Hai un conto a Napoli? Vai a teatro a Milano
(da REPUBBLICA del 2/IV/2011 ed.Napoli)

 

 

LE GENERAZIONI nuove, meno nuove e anche quelle un po’ stantie navigano ormai con perizia sul web e sanno scoprirne i vantaggi. Uno di questi è quello di portarsi la propria banca in casa e farci le operazioni senza mettere il piede fuori della porta. Il suo uso è semplice, pur se blindato da password e chiavi elettroniche, e perciò assai diffuso. La prima pagina che compare dopo le cliccate d’obbligo si chiama in gergo telematico Home Page ed è una specie di copertina che raccoglie il sommario di quel che c’ è dentro, consigli sui servizi bancari, promozioni e réclame. Gradevole e funzionale è quella del Banco di Napoli, colorata, animata da un caleidoscopio di slogan e di immagini. A noi napoletani fa piacere, quella che si mostra così ben ammodernata è la nostra banca per antonomasia, per il nome che porta, la storia, la presenza radicata nella tradizione popolare, allusivamente ricordata addirittura in proverbi e canzoni, il che le dà un singolare, ma significativo primato. È ‘ o Banco ‘ e Napule, insomma! Girata pagina ed entrato nello spazio a lui riservato, il cliente trova accanto alle indicazioni necessarie per le operazioni un vistoso e cortese invito: “Le abbiamo riservato un posto a teatro…”. Che gentile pensiero! Ma quale teatro? Ci si aspetterebbe il San Carlo, storica gloria napoletana al pari del Banco, con cui è stretto da un legame plurisecolare certificato dai preziosi documenti conservati nel suo Archivio Storico, il contratto di Barbaja a Rossini, le ricevute dei compensi della Malibran, la fede di credito di Verdi. Invece no, il posto riservato è in un altro teatro, è alla Scala di Milano. In verità l’ invito è fatto in nome e per conto della capofila del gruppo cui il Banco appartiene, l’ Intesa San Paolo che, come si legge “…sostiene il Teatro alla Scala da oltre 10 anni in un riuscito connubio tra due grandi istituzioni. Il rapporto con il Teatro alla Scala sottolinea l’ impegno della Banca nella promozione e diffusione dell’ Arte e della Cultura in Italia e all’ Estero”. Complimenti! Ma con tutto il rispetto della capogruppo, il Banco di Napoli il connubio con chi ce l’ ha? Nelle pubblicazioni del San Carlo il suo nome compare tra gli «sponsor ufficiali e soci sostenitori» accanto ad altri quattordici, tra cui è meritoriamente anche l’ azienda di famiglia del suo attuale presidente, Enzo Giustino, appassionato frequentatore del teatro. Posizione ben diversa da quella che nella Scala ha l’ Intesa San Paolo che siede in consiglio di amministrazione come socio fondatore e che al teatro assicura un apporto finanziario assai più alto del suo omologo sostenitore napoletano. Connubio proprio no, o almeno non ancora. L’ ora della ricostituzione del consiglio di amministrazione del San Carlo si avvicina, e allora chi sa, il Banco potrebbe raccogliere l’ esempio della capogruppo e posizionarsi diversamente nel teatro più bello del mondo, che ha tutti i numeri per contribuire anch’ esso alla promozione e diffusione dell’ Arte e della Cultura in Italia e all’ estero. Ma intanto, parrebbe opportuno che esprimesse il sostegno che l’ attuale rapporto gli consente riservando ai clienti della sua Home Bank un posto al San Carlo, piuttosto che alla Scala. Oppure, se proprio non se ne può fare a meno, a tutti e due.

Francesco Canessa

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6 aprile, 2011 Posted by | Arte, Cultura, Italia, Musica, Napoli, Teatri, Teatro alla Scala, Teatro San Carlo | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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