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Taccuino personale di Francesco Canessa: CENERENTOLA DA SALERNO A TORINO

Cenerentola da Salerno a Torino
(da Repubblica ed.Napoli del 3 giugno 2012)

Sarà perché siamo in anno bisestile, quello che arriva una volta ogni quattro, ma il 3 e il 4 giugno c’è l’opera in tv. E non su un canale qualsiasi, in un’ora buona solo per chi soffre d’insonnia, ma su Rai uno e in prima serata. Niente pacchi, buste o danze sotto le stelle, ma la musica di Rossini e la storia di Cenerentola presentata da Andrea Andermann, il superproduttore melomane inventore della formula “L’opera sui luoghi dell’opera”. La vedranno in diretta in 148 paesi, compresa la Tanzania, e questa inclusione è sottolineata con orgoglio dagli organizzatori. Ebbero eguale successo in mondovisione le precedenti imprese del Nostro a conferma di quanto, tra i tanti beni culturali che offre l’Italia, il più gettonato è l’opera lirica. Per prima toccò nel 1992 alla pucciniana “Tosca” girata nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, a Palazzo Farnese e ovviamente Castel Sant’Angelo, ove Cavaradossi trascorre l’ultima ora e muore disperato. La seconda fu nel 2002  “La Traviata” e la città non poteva essere che Parigi ove Violetta folleggiava di gioia in gioia prima di incontrare Alfredo. Nel 2010 venne “Rigoletto” e Andermann portò le telecamere a Mantova fra le meraviglie rinascimentali  del Palazzo Ducale e  di Palazzo Te, mentre al Ponte San Giorgio, sulle rive del Mincio, fece restaurare a spese della produzione una antica costruzione per farne la casa di Sparafucile, ove il Duca va per cantare la donna è mobile. Non per nulla, in occasione della presentazione dell’evento il sindaco della città Nicola Sodano aveva dichiarato che la scelta di Andermann avrebbe portato a Mantova investimenti per due milioni di Euro.
Con la Cenerentola di Rossini arriva dunque il quarto appuntamento.
La location è Torino, Palazzo Reale ed anche Stupinigi e Villa dei Laghi, vicino la Venaria Reale, tutti ricchi e suggestivi luoghi sabaudi  Il sindaco Piero Fassino ha ringraziato pubblicamente Andermann, ma sulla misura degli investimenti è stato più riservato del collega mantovano. C’è però anche un sindaco che c’è rimasto male ed è quello di Salerno, perché la formula “l’opera sui luoghi dell’opera” in questo caso è stata accantonata. La vicenda di Cenerentola, così come la raccontano Rossini e il suo librettista Ferretti, si svolge infatti a Salerno, non a Torino. Anzi, il personaggio del tenore don Ramiro, protagonista e deus ex machina di tutta la vicenda, è addirittura il Principe di Salerno. Che sarà stato tuttalpiù un Borbone – casato di cui Rossini era al servizio in quegli anni come direttore dei Regi Teatri di Napoli – certamente non un Savoia. La locandina ci dice anche che il famoso ballo della fuga a mezzanotte si svolge in un “casino di delizie del principe distante mezzo miglio”. Al massimo poteva essere verso Vietri, non certo a Stupinigi. A meno che don Ramiro, al pari di tanti altri campani, non fosse emigrato a Torino ed entrato alla Fiat.

Francesco Canessa

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4 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Canto, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Opera | , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:IL CALCIO E L’OPERA/2

Il calcio e l’opera (Seconda puntata)
da l’Editoriale di Opera click del 22/2/11

 

 

Milàn l’è un gran Milàn e tutto si esalta intorno alla Madunina. Superati i tempi del Vecchio Palco della Scala e dell’Arena Garibaldi, ove musica e calcio, tra Gigli e la Caniglia da una parte e Meazza e Ferrari dall’altra, pure se la cavavano, ora la Scala – propriamente detta – e San Siro, che l’orgoglio meneghino ha ribattezzato La Scala del Calcio, sono in gara tra loro a chi meglio interpreta la sopraggiunta civiltà della globalizzazione.

Fra le due squadre che si dividono l’uso dello stadio, il Milan ha 15 stranieri su 32, l’Inter, fedele al nome che porta e che è l’abbreviativo di Internazionale, ne conta 20 su 26. I numeri sono quelli dell’organico, quando è il momento di andare in campo e in panchina i prescelti sono sempre loro, gli stranieri. E’ difficile tenergli testa, ma “La Scala” ci prova e lo fa alla grande.

L’ultima sua Tosca, di cui OperaClick fornisce una approfondita recensione, vince il campionato del settore, battendo la Forza del Destino parmigiana citata nella prima puntata di Calcio & Opera: in locandina Floria Tosca era affidata a Oksana Dyka, ma la prima l’ha fatta Sondra Radvanoskij (nella foto). Cavaradossi avrebbe dovuto essere Jonas Kaufmann, ma è stato sostituito da Aleksandr Antonenko. Quanto a Scarpia, ammalatosi Bryn Terfel, è stato Zelico Lucic ad interpretare l’odioso ruolo del barone-poliziotto. Angelotti, appena fuggito da Castel Sant’Angelo e prestissimo mandato a nascondersi nel pozzo del giardino, era Deyan Vatchkiv. Lui non s’era ammalato, ma se lo fosse stato, era pronto a sostituirlo Alexander Tsymbalyuk. A difendere il bel canto italiano, la retroguardia comprimariale: Spoletta, Sciarrone e il Carceriere.

Fa sorridere il critico del Corriere della Sera che, commentando favorevolmente l’esecuzione, lamenta la dizione non esemplare della protagonista Radvanovskij. Oh, che sorpresa!

Quanto agli altri artefici di questa Tosca scaligera, israeliano il direttore (Omer Meir Wellber), francesi regista e scenografo (Luc Bondy e Richard Peduzzi) tedesco il creatore luci (Michael Bauer). Italiana però la costumista (Milena Canonero). Autore del casting, il sovrintendente-direttore artistico Stefane Lissner. Un francese, of course!

Francesco Canessa

Leggi su Opera click:http://www.operaclick.com/pagpn/vrec.php?id=4173

Leggi la prima puntata:https://musicarteatro.wordpress.com/2011/02/05/taccuino-personale-di-francesco-canessail-calcio-e-lopera/

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24 febbraio, 2011 Posted by | Cantanti, Canto, Francesco Canessa, Giornalisti, Musica, Musica Lirica, Opera, Teatri, Teatro alla Scala | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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