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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Sabato 29 luglio i “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in Tour” ospitano Corpo ‘900 e I trombonisti Italiani


Salerno. Sarà un Dialogo a più voci sul teatro quello proposto da Corpo ‘900, altra associazione che va a supportare il grande ed eclettico palcoscenico della XX edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia in tour” firmati da Tonia Willburger e organizzati dal CTA di Salerno.
Sabato 29 luglio, alle ore 19, tra le antiche pietre dell’Area Archeologica di Fratte si discuterà attorno ad “Un’idea di teatro. La scena tra editoria e territorio”, un incontro cui parteciperanno Alfonso Amendola, Pasquale De Cristofaro, Vincenzo Del Gaudio e Franco Tozza.
L’incontro, guidato dall’attore e regista Pasquale De Cristofaro, vuol essere un racconto che alterna momenti di riflessione critica, teorica e culturale dedicata al teatro a momenti di lettura (stralciando pagine da protagonisti del teatro contemporaneo).
Alfonso Amendola (docente dell’Ateneo di Salerno), Vincenzo Del Gaudio (autore di numerosi saggi dedicati al teatro) e Franco Tozza (critico teatrale) costruiranno una rete di riflessioni sul teatro e sulle sue dinamiche espressive.
Senza dimenticare una sostanziale riflessione dedicata ai libri della collana “Corpo 900” (diretta da Amendola e De Cristofaro).
Una bella occasione per parlare di corpo in scena, sperimentazione, Carmelo Bene e Leo de Berardinis, contaminazioni mediali delle performance, politiche teatrali e tanto altro ancora.
In particolare l’incontro si sposterà verso Luigi Pirandello, in occasione del Laboratorio Teatrale “Kosmograph” diretto da Pasquale De Cristofaro su testi dell’autore siciliano che da lunedì 4 settembre a domenica 10 settembre si svolgerà presso la sala Pier Paolo Pasolini di Salerno, in collaborazione col Teatro Pubblico Campano.
A seguire, alle ore 21, applaudiremo un grande ritorno, quello dei Trombonisti Italiani.
Lito Fontana, Rocco Degola, Andrea Maccagnan e Roberto Pecorelli, amici di Peter Willburger, ospiti della prima rassegna dei Concerti d’Estate, ovvero dei matinée di vent’anni fa, i quali suonano insieme da sempre, condurranno il pubblico in un tour di melodie celeberrime dal galop del “Guglielmo Tell” di Rossini alla misteriosa Round about midnight di Thelonious Monk.
La serata principierà con una Suite des danses dal Terpsichore di Michael Praetorius, una raccolta datata 1612, in cui il compositore tedesco ha raccolto il repertorio francese del tempo con qualche danza inglese.
Si proseguirà ancora con gli ottoni barocchi attraverso la Canzon di Samuel Scheidt.
Due celebri pagine per l’omaggio a Gioacchino Rossini, con la Danza la famosa tarantella notturna che impazza in un infuocato blue-moon napoletano, mentre la sinfonia del “Guglielmo Tell” del genio di Pesaro, sigillerà la serata, scatenando il galop, con la tastiera che ribollirà per evocare l’ardore di destrieri e cavalieri che, con il loro impeto, portano a lieta conclusione una delle più amate pagine rossiniane.
Si passerà, quindi a “Blue bells of Lucerne” di Jean François Michel, dalla fresca e viva intenzione, per poi evocare il Moulin Rouge dalla Suite Parisienne di John Glenesk Mortimer, ricco di colori e profumi del quartiere latino di Parigi.
E siamo in Argentina con Astor Piazzolla e il suo Libertango attraverso cui ricorderemo le “Lezioni di tango” di Potter, con il suo moto tutto barocco di tensione e distensione esteso sia alla minima frase che all’intera composizione, per sottolineare quei momenti regolarmente ed emozionalmente in bilico – dato caratterizzante della musica argentina – fra un lirismo allentato e dolente, talora fino alla rarefazione, e picchi di alta drammaticità e forza penetrativa, per poi passare alla virtuosistica “Danza delle sciabole” di Aram Il’ič Khachaturian, tratta dalla suite Sciita dal balletto Gayaneh.
La Danza delle sciabole spesso utilizzata nei circhi equestri dando quindi una immagine circense, è invece una musica che da in realtà una precisa immagine di una cultura di frontiera, piena di scenari orientali.
Una delle più evocative e nostalgiche ballade di Hoagy Carmichael è Georgia on my mind, un song del 1930, in grado di far penetrare la musicalità più raffinata nel gusto popolare, che farà coppia con il latin Jazz del Carlos Jobim di “No More Blues”, conosciuta ai più come Chega de Saudade.
La ricetta della bossa è semplice: si prenda il samba, si lascino pressoché immutate le peculiarità ritmiche dello stesso, e si armonizzi invece la sua struttura alla maniera del cool jazz.
Leggerezza spiazzante, un’anestesia dalla grigia quotidianità: la morbidezza ovattata del cool, coniugata al ritmo del samba, ci donerà un concentrato di musica solare, imbastardita, però, dalla tipica venatura malinconica carioca, che dà ai due progetti un sapore agrodolce, rendendoli ancor più accattivanti.
Non lasciamo il cool jazz, con Take Five di Paul Desmond con il suo bel gioco improntato a un’ammirabile dinamica, che non si sottrae ad un virtuosismo vivace.
Gli ottoni entusiasmano quando marciano e i Trombonisti Italiani eseguiranno una delle più celebri marce americane dedicate ai loro strumenti, Lassus Trombone di James Henry Fillmore jr. prima di ritornare al jazz di Thelonious Monk e alla sua misteriosa Round About Midnight che, con la sua non semplice tessitura melodica e l’inusuale apparato armonico, stregò la Baronessa Pannonica de Koenigswarter, protettrice dei massimi jazzisti dell’epoca.
Finale con un medley delle colonne sonore dei film dedicati a James Bond, firmate da John Barry, musica di grande comunicativa e climax.

Il 30 luglio, ci ritroveremo, sempre alle ore 21 (ingresso euro 8), nell’Area Archeologica di Fratte con il Paolo Palopoli Quartet che presenterà il suo ultimo lavoro “Sounds of New York”, in cui il chitarrista scatta una fotografia della sua esperienza statunitense, che comprende, oltre alle sonorità mainstream e hard bop, anche quelle caratteristiche del blues e west coast.

Il festival “Concerti d’estate di Villa Guariglia in tour” è organizzato da Antonia Willburger del CTA di Salerno in collaborazione con la Provincia di Salerno, il Comune di Salerno, il Comune di Cava de’ Tirreni, il Comune di Baronissi, l’Ept, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno, la Coldiretti-Campagna Amica e l’Associazione Amici dei Concerti di Villa Guariglia e con il patrocinio morale del Consiglio Regionale della Campania.

Prossimi appuntamenti in cartellone
Il 31 luglio la scena sarà quella del Parco del Ciliegio di Baronissi, ove si accenderanno i riflettori sulla vocalist Simona De Rosa che proporrà “With respect to Ella” un tributo alla voce jazz, Ella Fitzgerald, per il centenario della nascita con un quartetto made in Salerno, capitanato dal sax tenore di Daniele Scannapieco.
Due gli appuntamenti a Cava de’ Tirreni, il 2 agosto con The Martucci Sisters & Carlo Lomanto, latori di quelle armonie vocali nate negli anni trenta e sviluppatesi nel raffinato vocalese, giunto fino ai nostri giorni, mentre il 6 agosto, “Napoli canta ancora” con la chitarra di Espedito De Marino e il mandolino di Gianni Marcellini, in un tour di melodie dall’Ottocento ai giorni d’oggi.
L’11 agosto sarà l’Associazione “Il Tempio della musica” a presentare a Cava de’ Tirreni il sentire dei giovani musicisti dell’ensemble “Enarmonici”, mentre il 17 agosto debutto della musica nella Tenuta dei Normanni di Giovi con il blues di Chris Cain sostenuto dalla Luca Giordano Band, in collaborazione con il Campania Blues festival.
Un chitarrista blues, Cain, con raffinate divagazioni jazz dal tocco caldo, deciso e intelligente, versatile polistrumentista con una voce che ricorda BB King.
Gran finale il 18 agosto nel parco del Ciliegio di Baronissi con il quartetto del fisarmonicista Francesco Citera, che condurrà il pubblico dalla Francia all’Argentina, passando per l’Ungheria e il Brasile.

Info per i media
Concita De Luca (3939034488)
Olga Chieffi (3478814172)

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28 luglio, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica Jazz, Regioni, Salerno | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia protagonista giovedì 28 luglio dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Giovedì 28 luglio (Ingresso Libero), la sezione classica de’ I “Concerti d’estate di Villa Guariglia organizzati da Tonia Willburger, con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno e con la collaborazione tecnica è della Regione Campania, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno, accenderà, alle ore 21, i riflettori del suo prestigioso palcoscenico, sui giovanissimi strumentisti della “JuniOrchestra” dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Simone Genuini.
La formazione si esibirà per ensemble ed ad inaugurare il programma della serata saranno i flauti che proporranno l’ouverture della Cenerentola di Gioachino Rossini.
Pagina che è la quintessenza del realismo psicologico che scaturisce poi nel corso dell’opera, con la funzione di elettrizzare l’ascolto, di predisporre alla gioia fisica del suono e di dichiarare, inoltre, le generalità inconfondibili del compositore.
I flauti cederanno il testimone agli archi, che attaccheranno l’Allegro della Serenata K 525 “Eine kleine Nachtmusik” composta da Wolfgang Amadeus Mozart nell’agosto del 1787, racchiudente come in un saggio perfetto tutti i segni caratteristici, i valori, i messaggi della serenata ideale, per lasciare un capolavoro eterno di equilibrio e di eleganza, prima di accomiatarsi per sempre dall’antico genere salisburghese.
Si passerà, poi al Larghetto della Serenata per archi op. 20, composta da Edward Elgar nel 1892.
Questa pagina dimostra la sua intensa e delicata vocazione poetica nonché la sua capacità melodica e timbrica, poiché la sola orchestra d’archi, con il suo carattere vibrante ed omogeneo, necessita di una capacità di scrittura ricercata, volta alle differenze timbriche più sottili e sofisticate. il carattere di inconfessata spiritualità e di malinconica attesa è il lato principale di questa serenata, musica che mai rinuncia al senso di dignità e d’orgoglio della propria umanità.
Gli archi ci saluteranno con il secondo movimento della Simple Symphony, op.4 di Benjamin Britten, di cui si ebbe la prima esecuzione il 6 marzo 1934.
Questo brano, dedicato all’insegnante di viola del compositore, Audrey Alston, si compone di otto temi, due per movimento, che Britten scrisse da bambino e per i quali aveva una particolare dedizione.
Quando all’età di vent’anni decise di rimaneggiarne il materiale, non tradì l’ingenua felicità delle prime composizioni quella lente magnifica e deformante che si trova naturalmente nello sguardo di ogni bambino.
Gli archi lasceranno la ribalta alle percussioni, che inizieranno con Music for pieces of wood di Steve Reich, un vero e proprio studioso del modo in cui si produce la musica: un tecnico della composizione e dell’orchestrazione, e, contemporaneamente, un teorico e un ricercatore della musica primitiva.
La quantità insolita di situazioni e di variazioni (di movimenti e di mutamenti) culla l’ascoltatore in un intreccio di suoni che suonano gli uni contro gli altri, e persino contro se stessi donandogli un effetto al tempo stesso ipnotico ed esotico, celestiale e subliminale.
Si passerà, poi alla seconda toccata del compositore messicano Carlos Chavez latore di un linguaggio assai moderno in cui peraltro appaiono anche elementi ritmici e melodici ricavati dalla musica popolare indiana e spagnola, prima di eseguire Trash, firmato da Gerard Brophy dedicato ad un quartetto di percussioni “ecologiche”.
Divertente e stravagante è certamente la pagina dedicata ai giovanissimi da Larry Spivack “Quartetto per borse di carta”, mentre impegnativa sarà la trascrizione del celebrato “coro parlato” di quell’allegro giro del mondo di Ernst Toch rappresentato da Geographical fugue, datato 1930.
Il finale del programma delle percussioni, sarà affidato ad un Samba di Ney Rosauro, racchiudente suoni, immagini ed energia di una notte carioca.
I violoncelli si cimenteranno con il primo movimento della Bachiana Brasielira n. 5 di Heitor Villa Lobos.
L’Aria (Cantilena), composta nel 1938, si apre con un breve episodio di pizzicato dei violoncelli, ad imitazione della chitarra, cui segue immediatamente la voce del soprano, (Isabelle Haile) che intona la celebre cantilena senza parole, suadente e dolcissima, accompagnata all’unisono dall’ensemble dei violoncelli, che poi riprendono da capo la melodia.
La sezione centrale, dal taglio più drammatico, si incentra su una sezione di un poema di Ruth Valladares Corrêa, e ad essa segue una ripresa della cantilena, nel medesimo stile della parte iniziale, chiusa in risoluzione acuta dalla voce sopranile.
Agli ottoni il compito di chiudere la serata con alcune danze rinascimentali di Tielman Susato, per poi passare ad una trascrizione dell’Ave verum Corpus K 618 in re maggiore, composto nel 1791 da Wolfgang Amadeus Mozart, eccelso per la sublime aura mistica che emana e per la metafisica purezza del linguaggio, prima di sigillare il concerto con l’ Henry Purcell di “Trumpet tune and air”, brano del compositore inglese, la cui lettura deve essere basata su di un microscopico controllo energetico, sull’eleganza , sul decoro, sulla finezza e limpidezza, in primo luogo del suono.

L’Ufficio Stampa
Concita De Luca
Cell.: 328 0261294
Olga Chieffi
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e-mail: ctavietri@libero.it oppure cta@comune.vietri-sul-mare.sa.it

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26 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Musica classica, Prima del concerto | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 27 luglio terzo appuntamento della sezione jazz dei “Concerti d’estate a Villa Guariglia” con Stefano di Battista

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Terzo appuntamento, mercoledì 27 luglio, alle ore 21, con la sezione jazzistica dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia organizzati da Tonia Willburger.
E’ questo il secondo anno che il Conservatorio Statale di Musica di Salerno “G. Martucci”, sotto l’egida dell’AFAM, e grazie al programma Erasmus i concerti sono aperti dagli ensemble della massime scuole jazzistiche d’Europa.
Mercoledì sarà di scena l’Austria con gli Aura: L Sculptures della Graz University of Music, formazione capitanata dalla vocalist Laura Winkler, con Adrian Kleinlosen al trombone, Benny Omerzell al pianoforte, Michael Ringer al contrabbasso e Valentin Schuster alla batteria i quali dopo il seminario che verrà tenuto in mattinata nell’auditorium di Villa Guariglia, proporranno intorno alle ore 21, il loro progetto groovy Nu jazz, ovvero l’uso dei soli e dell’improvvisazione quale motore creativo per nuovi ordini sonici, quale asse portante su cui si innestano tutte le correnti musicali attuali, come il downbeat, il lounging, la etnica, il future funk e la nu bossa, concretizzando quei nuovi panorami musicali che vengono definiti, appunto, nu jazz.
Parentesi enologica con la presentazione del raffinato e profumato vini della Casa di Baal, di Montecorvino Rovella, a cura del presidente dell’Enoteca Provinciale di Salerno Ferdinando Cappuccio, affidata alle due figlie di Annibale Salerno, Francesca e Giusy, in rappresentanza dell’azienda che prende il nome dal padre, che a noi piace immaginare come il Dio Baal identificato dai Fenici come l’energia della vita, che dalla madre terra si sprigiona per alimentare l’essere natura; favorendo la fertilità dei campi, regolando le piogge e le falde freatiche, unitamente al Caulì, dell’ Azienda “O’ Cammariello” di Chiara Strianese che coltiva un piccolo vigneto di Fiano, Falanghina e Biancolella, sincera espressione del territorio vietrese.

La ribalta di Villa Guariglia, sarà lasciata poi, ad una delle massime espressioni del jazz italiano, il sax contralto di Stefano Di Battista, che si presenterà in quartetto con Roberto Terenzi al pianoforte, Roberto Pistolesi alla batteria e Francesco Puglisi al contrabbasso, per accompagnarci in un viaggio musicale che parte dal suo Charlie Parker, sino ad un assaggio del suo ultimo lavoro dedicato alle grandi donne di ogni tempo.
Un confronto aperto quello che Stefano Di Battista instaura con la storia del jazz e i suoi protagonisti, in cui il sassofonista romano si mette infatti sulle tracce del leggendario Byrd e ne segue amorevolmente le orme.
Tra assoli torrenziali e ritmi vertiginosi, funambolici fraseggi e lunghe cavate melodiche, si tratta di pagine complesse e affascinanti e memorabili, quali “Night in Tunisia” o “Donna Lee”,che raccontano di un jazz giocato tra pathos e sentimento, suonato con tecnica straordinaria e grande cuore; rimanendo sempre fedeli al linguaggio, ma soprattutto allo spirito libero con cui Parker viveva il jazz, sino ad arrivare ad oggi, per rendere omaggio alle figure femminili, reali o letterarie, che si fossero distinte nel secolo scorso per affermazione di talento e lotta per il superamento degli steccati in cui la società maschile le aveva relegate, per regalarci un piccolo assaggio di Woman’s land.
Le muse ispiratrici di Stefano Di Battista per questo progetto sono state molteplici: da Rita Levi Montalcini, a cui viene dedicata una bossa-nova con la collaborazione di Ivan Lins, a Coco Chanel, omaggiata con un brano a metà strada tra café chantant ed una ironica rilettura degli stilemi swing. Poi ci sono la boppistica “Ella” e la coltraniana dedica all’eroina dell’Ulisse di Joyce, Molly Bloom, e ancora “Valentina Tereshkova”, robusta pagina di hard-bop che schizza la figura della storica astronauta sovietica, il tema scritto per l’ominide preistorico Lucy, quello per Lara Croft, la prima eroina dei videogiochi, la melodia di Anna Magnani.
Il leader conferma quella sua inconfondibile capacità di scrittura estremamente cantabile, sotto la quale si muovono sofisticazioni armoniche e salti cromatici, con quel modo disinvolto di spostarsi da un estremo all’altro del proprio registro strumentale, preservando però la voce suadente di un mainstream morbido e lussureggiante.
Continua il workshop di fotografia musicale teorico e pratico, affidato ai fotografi Nino Aleotti, Michele Mari e Francesco Truono, come anche il servizio navetta per e da Villa Guariglia, con partenza dal teatro Verdi di Salerno alle 20.00 e partenza da Villa Guariglia alla fine dell’evento.

Per info.:
ditta Rocciola: 347/ 4531429

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25 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Jazz | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 19 luglio ai “Concerti d’estate a Villa Guariglia” il giovane pianista Pietro Gatto

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Martedì 19 luglio (Ingresso Libero), il terzo appuntamento della sezione classica dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia organizzati da Tonia Willburger, con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno e con la collaborazione tecnica è della Regione Campania, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno, accenderà, alle ore 21, i riflettori del palcoscenico di Villa Guariglia sul vincitore del premio di esecuzione pianistica “A. Napolitano” Città di Salerno 2011, Pietro Gatto, un prodotto del conservatorio di Salerno e della nostra Costiera.
Pietro Gatto ha scelto d’iniziare il suo rècital con la Sonata n.3, op.58 in si minore di Fryderyk Chopin, datata 1844, un anno di grande prostrazione spirituale e singolarmente povero dal punto di vista compositivo, che praticamente non vide la nascita di nessun altro lavoro ad eccezione di questo.
Rispetto a quel grande e straordinario precedente costituito dalla Sonata n. 2 in si bemolle minore, op. 35, quest’ opera si pone come parziale superamento o, almeno, come recupero di una concezione più meditata e meno autobiografica, stilisticamente più unitaria, depurata di quegli elementi “morbosi” che, nella Sonata op. 35, avevano suscitato le perplessità di un sincero ammiratore di Chopin come Robert Schumann.
Formata dai tradizionali quattro movimenti, la Sonata op. 58 fu dedicata da Chopin alla contessa de Perthuis, moglie di quel conte de Perthuis cui Chopin aveva dedicato, anni prima, le Quattro Mazurke op. 24.
Il pianista proporrà poi, la Sonata in do diesis minore, op. 27 n. 2 «Chiaro di luna», di Ludwig Van Beethoven, celebrante nella inconsueta disposizione dei suoi movimenti, – ha scritto nel 1802 la Allgemeine Musikalische Zeitung– «in ciò ch’esso ha di eccellente e di suo particolare».
E, in effetti, non solo la Sonata inizia con un Adagio sostenuto, ma si apre con una indicazione rivelatrice del modo nuovo di pensare il suono del pianoforte.
Quando Beethoven scrive «si deve suonare tutto questo pezzo delicatissimamente e senza sordino», non dice semplicemente che il pezzo va suonato facendo uso del pedale di risonanza, ma anche che l’uso del pedale deve combinarsi con un certo modo di attaccare il tasto.
Del primo movimento della Sonata e della sua peculiare sonorità pianistica, Hector Berlioz fa cenno in un articolo del 1837 poi raccolto in A travers chantsLa mano sinistra dispiega dolcemente larghi accordi di un carattere solennemente triste, la cui durata consente alle vibrazioni del pianoforte di spegnersi gradualmente su ognuno di loro; sopra, le dita inferiori della mano destra eseguono un disegno arpeggiato di accompagnamento ostinato la cui forma quasi non muta dalla prima all’ultima battuta, mentre le altre dita fanno sentire una specie di lamento, efflorescenza melodica di questa oscura armonia».
Il gentile ritmo ternario dell’Adagio trova il suo naturale respiro cantabile all’interno d’una semplice forma tripartita, A – B – A’, in cui la sezione centrale, variando il movimento delle terzine di crome dell’accompagnamento, suona come un delicato svolgimento modulante della sezione principale.
La ripresa del tema avviene all’insegna di impercettibili mutamenti di luce e di una lieve intensificazione dell’espressione, mentre la breve coda conclusiva insiste sull’inciso iniziale della melodia eseguito al basso a guisa di un pedale da cui si stacca e su cui ricade per due volte il movimento delle terzine, così come si era ascoltato nell’episodio centrale.
Definito una volta da Liszt «un fiore fra due abissi», l’Allegretto in re bemolle maggiore ha le dimensioni e il carattere espressivo rasserenato di un intermezzo che, con la grazia danzante del suo tema e la simmetria della forma, sembra rievocare certo stile galante del Settecento.
Sulla fragilità crepuscolare dell’Allegretto sì abbatte invece con inaudita violenza l’impetuoso dilagare del Presto agitato conclusivo, in cui quanto di represso era nei tempi precedenti, e nell’Adagio sostenuto in particolare, sembra erompere con un empito di rabbiosa energia.
Costruito in forma-sonata, il Presto agitato si basa su due temi di carattere fra loro contrastante.
Al primo tema in do diesis minore – un energico arpeggio che sale fino a schiantarsi su un accordo violentemente ribattuto – segue un secondo tema dal profilo ansiosamente incalzante.
Conclusione di un discorso che Beethoven, però, allontana con una coda estremamente audace in cui, all’ennesima violenta ripercussione dell’accordo del primo tema, la stessa materia musicale sembra frantumarsi in una impressionante serie di accordi arpeggiati di settima diminuita.
Una nuova serie di arpeggi e una scala cromatica aventi carattere di cadenza approdano a due battute con l’indicazione «Adagio», in cui il precipitoso moto del finale sembra arrestarsi, per quindi finalmente dar luogo all’ultima, impetuosa volata del tema principale, che la Sonata conclude con la perentoria violenza del suo accordo ribattuto.
La serata verrà conclusa dalla Sonata n. 5 in fa diesis minore, op. 53, composta nel 1907 da Aleksandr Skrjabin.
In calce a questa sonata il compositore pose alcuni versi tratti dal teso poetico del Poema dell’estasi, a testimonianze la comunione ideale che lega le due opere: “Vi chiamo alla vita/nascoste ispirazioni/ a voi, sepolte/nelle oscure profondità/a voi timorosi/germi di Vita/porto audacia!.
E’ questa una concezione messianica dell’arte, di un’attitudine spirituale tendente all’esaltazione mistica, espressa da un originale vocabolario armonica. La quinta sonata ha alcune peculiarità che ben definiscono il suo carattere di opera di transizione: fra le sonate di Skrjabin è l’ultima con le alterazioni in chiave e la prima in un solo movimento, dove prevale la tendenza all’integrazione delle differenti parti in un blocco unico, nell’alternanza di movimenti lenti e rapidi. La scrittura armonica del brano è quasi interamente costituita da accordi di nona e di undicesima con quinte alterate, che tendono a offuscare le tradizionali funzioni tonali.

Il dopo-concerto sarà firmato da 8 ristoranti tra Vietri sul Mare, Salerno e Sieti (Dal Pescatore, Enoteca Segetum, Il Principe e la Civetta, La Locanda del Cantastorie, L’Antica Pagliera, L’Argonauta e Taverna Santa Maria De Domno) in cui si rinnoverà quel felice connubio che solo musica e buona cucina riescono a realizzare.

Concerti d’estate è anche solidarietà: fino al 2 agosto (serata in cui saranno presenti anche alcuni bambini e la direttrice dell’orfanotrofio di Zhodino, Bielorussia) gli amici della rassegna di Villa Guariglia contribuiranno all’acquisto di un pianoforte per iniziare alla musica i piccoli.

Quest’anno la rassegna si avvarrà anche di un servizio navetta per e da Villa Guariglia, con partenza dal teatro Verdi di Salerno alle 20.00 e partenza da Villa Guariglia alla fine dell’evento.

Per info.:
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17 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica classica, Pianisti, Salerno | , , , , , | Lascia un commento

Sabato 16 luglio la sezione classica dei “Concerti d’estate a Villa Guariglia” propone il suo secondo appuntamento

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 16 luglio, (Ingresso Libero) secondo appuntamento della sezione classica dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia, organizzati da Tonia Willburger, con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno e con la collaborazione tecnica è della Regione Campania, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno.
La serata verrà inaugurata, alle ore 20, nella piazzetta antistante la cappelletta di San Vito con una conversazione sull’ultima opera di Massimo Bignardi, “Carte d’imbarco. Il viaggio in Italia nelle rotte della contemporaneità” edito da Claudio Grenzi.
A discuterne con l’autore interverranno Ada Patrizia Fiorillo, dell’università di Siena, Pasquale Rocco in rappresentanza del Frac di Baronissi ed Eva Willburger.
L’opera evidenzia traiettorie di riflessioni storico critiche, nate intorno ai soggiorni e alle esperienze di alcuni artisti contemporanei nel Bel Paese che, nelle diverse declinazioni, richiamano ad un pellegrinaggio iniziatico, in pratica ad un ‘andare’ verso l’Italia avvertendo, rileva Bignardi, “nel nascosto ripostiglio dei desideri, ancora la memoria (oramai offuscata) di quella che, per la cultura del Novecento, era stata la terra del genius loci”.
I saggi, nati come relazioni degli studenti in occasione di seminari organizzati all’interno del corso, pongono l’attenzione a figure di artisti quali Brigitte Brand, presente a Venezia; Frédéric Brenner, che opera a Roma; Horiki Katsutomi, che vive nelle lande piemontesi; Anne-Clémence de Grolée e Jenny Saville nella Palermo del terzo millennio; Ivan Theimer sedotto dal classicismo fiorentino e Serghej Potapenko rifugiatosi in Piemonte; infine di Peter Willburger vissuto dagli anni Sessanta al 1998 (data della sua morte) a Raito.
Nell’opera di Willburger, scrive Bignardi, la natura mediterranea ha ceduto “il proprio ‘colore’, quello della sua materia, invitandoci a riflettere sulla nostra identità, orientandoci verso sentieri ancora poco battuti ove il colore è olfatto, tatto, gola e non solo privilegio dell’occhio”.

Alle ore 21, sarà lo stesso direttore artistico del cartellone dei Concerti d’Estate, il pianista Francesco Nicolosi, ad omaggiare Franz Liszt, nell’anno del bicentenario della nascita, proponendo la trascrizione della quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven in do minore op.67, inframmezzata da lettere e documenti del compositore tedesco, rivelati dalla voce di Geremia Longobardo.
Francesco Nicolosi, interprete lisztiano d’elezione, ha scelto di porre il suo sguardo sull’azione culturale svolta da Franz Liszt, quando tra il 1833 e il 1846, trascrisse la sinfonia fantastica di Hector Berlioz, le sue ouverture Roi Lear e Francs Juges, le Sinfonie n. 4, 5 e 6 di Beethoven, le ouverture dell’Oberon e del Franco Cacciatore e la Jubelouverture di Carl Maria von Weber.
Il valore della proposta di Franz Liszt può essere intesa con difficoltà oggi, nell’epoca della comunicazione globale, in tutta la sua portata di autentica rivoluzione culturale, ma neppure si può valutare la figura del genio ungherese se, accanto al creatore, non si considera in lui l’operatore che intendeva indirizzare il nuovo pubblico verso obbiettivi non più esclusivamente edonistici: una volta soggiogato il pubblico con le diavolerie, Liszt lo educava alla comprensione dei classici e dei contemporanei d’avanguardia, distinguendosi, così e collocandosi in una dimensione in attingibile dai Thalberg.
È un Beethoven titanico, quello della Quinta. Ma è anche un Beethoven più asciutto e meno enfatico rispetto a quello dell’Eroica.
La forma stessa è essenziale, senza espansioni retoriche, la coerenza interna rigorosa.
I temi sono netti e concisi, come lo scarno inciso d’apertura, un motto di sole quattro note.
Così si apre il primo movimento, l’Allegro con brio. Il primo tempo è forse la più perfetta applicazione della valenza tragica della tonalità di do minore, e della dialettica beethoveniana, basata sul contrasto di due idee, una veemente e una implorante; ma questa perfezione è dovuta innanzitutto alla configurazione icastica del tema – i celebri “tre più uno” colpi iniziali, esposti all’unisono – poi a una tecnica di elaborazione che fa percepire ogni dettaglio come logicamente consequenziale, necessario e imprescindibile; la seconda idea è solo un diversivo, nel fitto reticolato dell’elaborazione, che viene tuttavia interrotta da improvvisi silenzi e singole voci strumentali, dalla valenza angosciante ed interrogativa.
In questo contesto l’Andante con moto, in la bemolle maggiore, non ha la semplice funzione di stemperare la tensione, ma piuttosto di mantenerla sempre sottesa.
Con lo Scherzo si torna non solo alla tonalità minore iniziale, ma anche al medesimo inciso tematico, solo variato ritmicamente; è questo il movimento chiave per donare coerenza alla sinfonia.
Da una parte, infatti, il “motto” iniziale acquista, nella riproposizione, una valenza fatalistica (ma non bisogna dimenticare lo studio sul timbro, all’inizio, o il Trio contrastante, con entrate fugate); dall’altra parte il movimento sembra spegnersi nel nulla, con il “motto” sussurrato dai timpani, e sfocia invece in un episodio di transizione, tanto breve quanto decisivo, che congiunge direttamente i due ultimi tempi, attraverso un calibratissimo ed entusiasmante crescendo.
Si approda dunque, col Finale, alla risoluzione di tutti i conflitti esposti, con una trionfale fanfara che è in realtà la conversione ottimistica dell’idea iniziale; non a caso, nella mirabile costruzione in forma sonata.

Il dopo-concerto sarà firmato da 8 ristoranti tra Vietri sul Mare, Salerno e Sieti (Dal Pescatore, Enoteca Segetum, Il Principe e la Civetta, La Locanda del Cantastorie, L’Antica Pagliera, L’Argonauta e Taverna Santa Maria De Domno) in cui si rinnoverà quel felice connubio che solo musica e buona cucina riescono a realizzare.

Concerti d’estate è anche solidarietà: fino al 2 agosto (serata in cui saranno presenti anche alcuni bambini e la direttrice dell’orfanotrofio di Zhodino, Bielorussia) gli amici della rassegna di Villa Guariglia contribuiranno all’acquisto di un pianoforte per iniziare alla musica i piccoli.

Quest’anno la rassegna si avvarrà anche di un servizio navetta per e da Villa Guariglia, con partenza dal teatro Verdi di Salerno alle 20.00 e partenza da Villa Guariglia alla fine dell’evento.

Per info.:
ditta Rocciola: 347/ 4531429

L’Ufficio Stampa
Concita De Luca
Cell.: 328 0261294
Olga Chieffi
Cell-: 3478814172
sito web: www.eventsandmusic.it

Segreteria organizzativa:
CTA – Centro Turistico ACLI Vietri sul Mare
Piazza Matteotti
84019 Vietri sul Mare SA
telefono e fax: (+ 39) (0)89 211 285
mobile: (+ 39) 329 4158640
e-mail: ctavietri@libero.it oppure cta@comune.vietri-sul-mare.sa.it

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14 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Salerno | , , , | Lascia un commento

Parte mercoledì 13 luglio la sezione jazz dei “Concerti d’estate a Villa Guariglia”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 13 luglio, alle ore 21, (Ingresso Euro 10) verrà inaugurata la sezione jazzistica de’ I “Concerti d’estate di Villa Guariglia organizzati da Tonia Willburger, con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno e con la collaborazione tecnica è della Regione Campania, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno.
E’ questo il secondo anno che il Conservatorio Statale di Musica di Salerno “G. Martucci”, sotto l’egida dell’AFAM, allestisce il cartellone dedicato alla tradizione musicale afro-americana, realizzando un vero e proprio minifestival.
Il Martucci Jazz Festival raddoppia, presentando al pubblico le diverse scuole di jazz europee, i cui maestri terranno nella stessa giornata delle performance, dei seminari, unitamente a stelle rilucenti del firmamento italiano e internazionale.
Data d’esordio fissata per l’intera giornata di mercoledì 13 luglio, a cominciare dal seminario che terrà il contrabbassista Manfred Bründl dalle 10 alle 12 nell’auditorium di Villa Guariglia.
Alle ore 21 sul palco della terrazza apriranno la serata gli eredi di quei perseguitati Swingjugend, rappresentati dalla Weimar Academy of music Jazz Ensemble, capitanati dal contrabbassista Manfred Bründl, che si presenterà in quartetto con Aleksander Paal al sax, Louis Stapleton al pianoforte e Johannes Ziemann alla batteria, per proporre il moderno e “bianco” mainstream di questo genere.
Cambio di scena durante la quale l’Enoteca Provinciale di Salerno presenterà i vini delle aziende Lunarossa e Agricola Reale, per vivere l’evento clou della serata intorno alle 22 con l’incontro, tra il clarinetto di Gabriele Mirabassi e la tradizione argentina dell’Aca Seca Trio, composto da Juan Quintero (Chitarra e voce), Andreas Beeuwsaert (Pianoforte e voce) e Mariano Cantero (Batteria, percussioni e voce), direttamente dal suo debutto ad Umbria Jazz.
Ne verrà fuori un mix particolare che riunisce l’anima della passione afroamericana con l’elegante suono classico del clarinetto di Mirabassi.
Musica che non ha frattura tra colto e popolare, esprimente una straordinaria profondità tra armonia e melodia, a cui si aggiunge quella sapienza di tipo ritmico che gli viene dal posto in cui è nata.
Il dopo-concerto sarà firmato da 8 ristoranti tra Vietri sul Mare, Salerno e Sieti ( Dal Pescatore, Enoteca Segetum, Il Principe e la Civetta, La Locanda del Cantastorie, L’Antica Pagliera, L’Argonauta e Taverna Santa Maria De Domno) in cui si rinnoverà quel felice connubio che solo musica e buona cucina riescono a realizzare.

Concerti d’estate è anche solidarietà: fino al 2 agosto (serata in cui saranno presenti anche alcuni bambini e la direttrice dell’orfanotrofio di Zhodino, Bielorussia) gli amici della rassegna di Villa Guariglia contribuiranno all’acquisto di un pianoforte per iniziare alla musica i piccoli.

Quest’anno la rassegna si avvarrà anche di un servizio navetta per e da Villa Guariglia, con partenza dal teatro Verdi di Salerno alle 20.00 e partenza da Villa Guariglia alla fine dell’evento.

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11 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Jazz, Musica | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Al via venerdì 8 luglio la XIV edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia” con “Lo scoiattolo in gamba” di Nino Rota ed Eduardo de Filippo

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 8 luglio alle ore 21, (Ingresso Libero) si riaccendono i riflettori sul palcoscenico dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia organizzati da Tonia Willburger, con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno e con la collaborazione tecnica è della Regione Campania, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno, con la celebrazione del centenario della nascita di Nino Rota e l’inaugurazione della sezione classica della rassegna, curata da Francesco Nicolosi.

La serata avrà il suo preludio nel vernissage della mostra, curata da Enrico De Nicola, Lucia Avigliano e Anna Rita Fasano, nell’ambito della celebrazione del Millennio dell’Abbazia Benedettina della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni e benedizione del P. Abate D. Giordano Rota, previsto per le ore 19.30.
Il cenobio benedettino, con le sue immediate pertinenze, ossia i luoghi che ci circondano ed in cui si trova lo scrigno che ospita questa esposizione, sono rappresentati nelle collezioni dell’ambasciatore Guariglia in oggetti ed opere d’arte di natura diversa: quadri, disegni, stampe, libri, cartoline, e persino in un servizio di piatti che il colto diplomatico fece realizzare appositamente dalla Richard-Ginori di Doccia.
Cava, Vietri e Cetara, sono i luoghi dell’immediata giurisdizione dell’abbazia cavense: uniti dalla comune radice storica, e dall’essere oggetto di ammirazione da parte di artisti, letterati e viaggiatori, che in vario modo ne hanno fissato e trasmesso a noi le straordinarie bellezze ambientali ed architettoniche, oggi purtroppo non sempre conservate nello splendore di allora.
Gli oggetti esposti in mostra sono quelli osservati dall’ambasciatore Raffaele Guariglia quotidianamente, i libri sfogliati con l’amore onnivoro per la ricerca, le stampe raccolte in cartelle e le cartoline pazientemente raccolte in album, così come dipinti e disegni di Giacinto Gigante, Gabriele Smargiassi, Consalvo Carelli, Giovanni Giordano Lanza, ossia alcuni tra i grandi maestri del paesaggismo napoletano dell’800.

Alle ore 21, toccherà all’orchestra e al coro del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno, diretti da Massimiliano Carlini, onorare il tema della rassegna “Seiren Parthenope-il canto della sirena” con la rappresentazione di un’operina, “Lo scoiattolo in gamba”, composta da Nino Rota, nel 1959, per il XXII Festival Internazionale di Musica di Venezia, che si avvarrà della regia di Filippo Morace e dell’ allestimento scenico dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia.
“Lo scoiattolo in gamba” è una favola lirica su libretto di Eduardo De Filippo, su un tema scolastico di Luisa De Filippo.
Ha come protagonista un piccolo scoiattolo, interpretato dal soprano Carla Esposito, che non può rosicchiare perché ha perso in denti e si trova impegnato nell’arduo compito di cucinare per il Re, a cui darà voce il baritono Biagio Pizzuti, pur non essendone capace, in cambio di una dentiera d’oro.
Tra mille peripezie intraprende l’impresa ma non la porta a compimento se non dopo una minaccia di condanna a morte e alla fine, scoprendo di aver nuovamente i suoi denti, mangia tutto e scappa lasciando il Re ed il Ciambellano (ruolo baritonale in cui si alterneranno Antonio Cappetta e Luca Spassiera) con un palmo di naso.
Questa favola è costruita come un’opera lirica in miniatura, con un’introduzione recitata che vedrà protagonista la voce di Fabiana Cozzolino, con arie, duetti, concertati e cori, ma si distingue dall’opera tradizionale per la rapidità e la nitida caratterizzazione delle situazioni musicali e dei personaggi.
La musica, è pura espressione dell’estetica di Nino Rota, ancorata ad una concezione immediata, ingenua e spontanea, che può senz’altro prescindere da proposizioni teoriche e da forzate concettualizzazioni, fedele al primato della melodia e basato su di una tonalità del tutto priva di complicazioni armoniche e su ritmi e forme simmetriche e immediatamente percepibili, che condurrà l’uditorio in un libero giuoco di associazioni, spaziante tra i diversi generi musicali, dalla canzone, al musical, all’aria, al puro sinfonismo.

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Concerti d’estate è anche solidarietà: fino al 2 agosto (serata in cui saranno presenti anche alcuni bambini e la direttrice dell’orfanotrofio di Zhodino, Bielorussia) gli amici della rassegna di Villa Guariglia contribuiranno all’acquisto di un pianoforte per iniziare alla musica i piccoli.
Quest’anno la rassegna si avvarrà anche di un servizio navetta per e da Villa Guariglia, con partenza dal teatro Verdi di Salerno alle 20.00 e partenza da Villa Guariglia alla fine dell’evento.

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6 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Canto, Cava de' Tirreni, Concerti, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Opera | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dall’8 luglio al 7 agosto la XIV edizione dei “Concerti d’estate a Villa Guariglia” dedicata alla Sirena Parthenope

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Il tema della XIV edizione dei “Concerti d’estate a Villa Guariglia, “Seiren Parthenope-il canto della Sirena”, scelto dal direttore artistico Francesco Nicolosi, ci fa venire alla mente il racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, fantastica storia d’amore fra un giovane grecista e una sirena su un “mare che l’uomo non può guastare”.
Una mattina, al mare, il protagonista ha incontrato la sirena figlia di Calliope, la quale “senza espressioni accessorie esprimeva solo se stessa, una bestiale gioia di esistere, la divina letizia di essere se stessa”; parlava in greco antico, la voce come un canto mai udito prima, diceva “noi sirene amiamo soltanto, non uccidiamo nessuno”.
L’incontro appare come la verità più sicura, una verità mai dubitata.
La sirena diviene metafora della vita: non tanto la rinuncia, quanto l’impossibilità di accettare successivamente piaceri giudicati inferiori, il disgusto nei confronti dei fatti riportati dai quotidiani e della mediocrità dei contemporanei e il conseguente detestare le persone che “credono di sapere e invece ignorano”, presi dalle forme esteriori.
Una vita che circolarmente si conclude con l’abbraccio con l’arte, col mare e la dissoluzione nei ricordi.
L’altro ieri mattina nel salone di rappresentanza di Palazzo Sant’Agostino, l’organizzatrice dei “Concerti d’Estate” Tonia Willburger, ospite dell’Assessore alle Politiche Giovanili Antonio Iannone, unitamente al vice commissario del Conservatorio Statale di Musica di Salerno “G.Martucci”, Giancarlo Iacomini, al pianista Francesco Nicolosi, al sindaco di Vietri sul Mare Francesco Benincasa, e con ospiti l’abate dell’Abbazia benedettina di Cava de’ Tirreni Giordano Rota, il sindaco della cittadina metelliana Marco Galdi, la direttrice dei Musei provinciali Barbara Cussino e ancora, il presidente della Coldiretti Salerno, Salvatore Loffreda, il presidente dell’enoteca provinciale Ferdinando Cappuccio, il dirigente del settore tecnico dello Stapa Cepica Bruno Danise, ha presentato l’intero cartellone di eventi che ci accompagneranno per un mese intero.
Il cartellone allestito da Francesco Nicolosi, dedicato all’anima musicale di Napoli, alla sua sirena, crogiuolo di culture e tradizioni, di un amore particolare che ritroveremo in tutte i brani del viaggio di quest’ estate in villa, tra i diversi e comuni linguaggi del mare nostrum, un fluxus musicale ossessivo e mistico, dai colori caldi e avvolgenti, specchio del “contaminato” sentire di Parthenope, vanta diverse gemme di nicchia, a cominciare dalla serata inaugurale, fissata per l’8 luglio, che presenterà la favola musicale di Eduardo De Filippo, musicata da Nino Rota, “Lo scoiattolo in gamba”, datata 1959.
Un omaggio offerto dal conservatorio statale di musica “Giuseppe Martucci” di Salerno, in occasione del centenario della nascita dell’amato compositore e che vedrà impegnati nell’esecuzione allievi e docenti della nostra istituzione musicale, diretti da Massimiliano Carlini, per la regia di Filippo Morace.
E’ questo, un laborioso rovistamento che Nino Rota attua per portare alla coscienza (al fine di disabilitarli) i radicamenti più residui sia di una storia personale, un’autobiografia intellettuale (una profonda intimità di rapporti anche fisici con la musica connaturatamene esperita: si pensi a quanti suoi anche celeberrimi pezzi, conclamatissimi exploits di spegnimento di memorie nell’amarcord più straziante, sono, anche abbastanza evidentemente, delle memorie, simboliche ma anche materiali, nostalgiche ma anche nauseate, di strutture infinitamente reiterate di studi, studi ed esercizi elementari, facili medi, trascendentali), che di una storia collettiva, inconclusa e facile alle ricadute e alle rigermogliazioni.
Il 16 luglio sarà lo stesso direttore artistico Francesco Nicolosi a celebrare il bicentenario della nascita di Franz Liszt, dedicando al suo pubblico la trascrizione della quinta sinfonia di Ludwig Van Beethoven, intercalando i tempi con la lettura di epistole del genio tedesco, interpretate da Geremia Longobardo, trascrizione, questa, che costituisce l’incontro di due personalità geniali, divorate dalla necessità di allargare i confini della forma, ma anche la moderna riproduzione dell’opera d’arte, anticipando fenomeni quali la radio e il disco, o per meglio dire, costituendone l’indispensabile premessa.
Il 19 sarà di scena un ferace frutto del Conservatorio di Salerno, Pietro Gatto, vincitore del Premio di esecuzione pianistica “A. Napolitano”, che ha scelto di eseguire musiche di Beethoven, Chopin e Scriabin.
Il 20 luglio il violinista Mauro Tortorelli e la pianista Angela Meluso presenteranno un programma interamente dedicato a Ernesto Centola, Camillo Sivori e Gaetano Fusella, le cui musiche sono state incise in due compact, in rappresentanza di quell’altissimo magistero napoletano, valido per un po’ tutti gli strumenti, improntato ad una tradizione operistica, teso ad un suono “vocale”, aperto e morbido, che ha ispirato nel tempo soli di avvincente lirismo e virtuosismo, accoppiato ad una tecnica funambolica, la quale sfidava di continuo i limiti dello strumento, unitamente ad uno stile impeccabile.
Il 24 luglio ancora un tributo a Franz Liszt con la vincitrice del Weimar Young Prize, dedicato al pianista ungherese, Mariam Batsashvili.
Il 28 luglio saranno di scena i giovanissimi strumentisti della Juniororchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretti da Simone Genuini, che si proporranno per sezioni, spaziando dal Rossini della Cenerentola, affidato ai flauti, al Purcell degli ottoni.
Luglio verrà concluso il 30 dai Fiati del Sud, una serata in collaborazione con il conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza: i celebrati “strumentini” dell’orchestra proporranno la dodicesima serenata di Wolfgang Amadeus Mozart e l’ottetto di Carl Reinecke, musicista che fece sue le teorie sugli spiriti acquatici di Paracelso, tanto da racchiuderle nella sonata per flauto Undine, per chiudere con una suite sulla Carmen di George Bizet.
Due gli appuntamenti di agosto: il 2 con il pianista messicano Enrique Batiz, che farà un’incursione sul pianoforte romantico di Chopin e Schumann e finale della sezione classica il 7 con una serata dedicata alla taranta, a cura del Circolo artistico Ensemble, con TaranToday, che animerà la terrazza della villa con danze chiaroscurali, da ballare in equilibrio sulla sottile linea di confine tra gioia e dolore, tra salute e malattia, tra pazzia e ragione, uno spazio angusto, limitato dal breve raggio di un giro armonico ossessivo ed ipnotico, capace tuttavia di ospitare un intero universo, un mondo in cui la vita e la morte colpiscono veloci e implacabili, come il morso di un insetto.

L’ Ufficio Stampa
Olga Chieffi
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2 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Musica classica, Musica da camera, Musica Lirica, Pianisti | , , , , | Lascia un commento

   

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