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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Il 7 e l’8 maggio al Teatro San Ferdinando di Napoli va in scena “L’ ispettore generale ovvero il mestiere della corruzione” da Nikolaj Gogol, undicesimo movimento del progetto “Arrevuoto”

Foto Stefano Cardone

Foto Stefano Cardone

Arrevuoto, il progetto teatrale curato da Maurizio Braucci, dedicato agli adolescenti delle scuole del centro storico e delle periferie della città di Napoli, giunge al suo undicesimo movimento.
Nato da un’idea di Roberta Carlotto e prodotto dal Teatro Stabile di Napoli quest’anno il progetto ha coinvolto oltre 150 giovani partecipanti tra i 9 e i 20 anni, e una decina di adulti, guidati da un gruppo di registi e di educatori.
Dopo il percorso laboratoriale svoltosi nel corso di circa sei mesi nelle scuole e spazi interessati, la rappresentazione finale del lavoro si terrà sabato 7 e domenica 8 maggio sul palcoscenico del Teatro San Ferdinando.
Oltre le scuole – medie, elementari e superiori – partecipano al progetto associazioni, cooperative e spazi occupati della città e del territorio a comporre una comunità trasversale raccolta attorno ai due temi centrali di teatro e pedagogia, vogliosa di parlare alla città “con l’energia della spontaneità critica, in uno spettacolo esplosivo”.
“Per la sua undicesima edizione Arrevuoto presenta la riscrittura collettiva de L’ispettore generale ovvero il mestiere della corruzione da Nikolaj Gogol – spiega il direttore artistico Maurizio Braucciper seguire la drammaturgia del reale intorno a noi e parlare alla città e agli adulti di argomenti concreti e scottanti. Abbiamo scelto questa volta il tema della corruzione e dell’inganno mettendo in scena la madre di tutte le commedie degli equivoci, uscita dalla penna di uno dei più grandi scrittori russi. Saremo esilaranti ma anche graffianti, tutti in scena appassionatamente”.

L’origine del progetto Arrevuoto è nel metodo della non scuola del Teatro delle Albe di Ravenna, riadattato al contesto napoletano.
Il progetto è nato nel 2005 per volontà del Teatro Stabile di Napoli; dal 2012 il gruppo di lavoro si è costituito come Associazione di teatro e pedagogia.
Le prime tre edizioni sono state dirette dal regista Marco Martinelli; dalla quarta in poi la direzione artistica è di Maurizio Braucci e la direzione teatrale è collettiva.
Alcuni tra gli autori oggetto delle riscritture arrevuotanti di questi anni sono stati Aristofane, Jarry, Molière, Brecht, Viviani, Shelley, Cervantes, Flaiano, Dürrenmatt.

Orario rappresentazioni:
sabato 7 maggio, ore 21.00
domenica 8 maggio, ore 18.00

Informazioni:
tel. 081.5524214
info@teatrostabilenapoli.it
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria:
tel. 081.5513396
biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Ufficio stampa
Valeria Prestisimone
e-mail: v.prestisimone@teatrostabilenapoli.it
tel. +39 0815524214 int. 103
teatrostabile.it/press

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Teatro San Ferdinando – Napoli, Piazza Eduardo De Filippo 20
Arrevuoto 2016: undicesimo movimento
L’ispettore generale ovvero il mestiere della corruzione, da Nikolaj Gogol

direttore artistico Maurizio Braucci
da un’idea di Roberta Carlotto
coordinamento pedagogico chi rom e…chi no

regia Pino Carbone, Alessandra Cutolo, Anna Gesualdi, Christian Giroso
Nicola Laieta, Giovanni Trono, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella

musiche: Antonella Monetti, Maurizio Capone, Maria Emanuela Renno, Angelo Beneduce
coreografie: Ambra Marcozzi
guide teatrali: Domenico Caruso, Emanuele Massa, Chiara Ostuni, Vincenzo Salzano
educatori: Biagio Di Bennardo, Emma Ferulano, Barbara Pierro, Simona Pierro
scenografia: Raffaele di Florio, Marco Matta
costumi: Alessandra Gaudioso
foto: Stefano Cardone

organizzazione: Linda Martinelli, Marina Dammacco

progetto e realizzazione: Associazione Arrevuoto – Teatro e pedagogia
produzione: Teatro Stabile di Napoli

in collaborazione con
Liceo Antonio Genovesi, Istituto Comprensivo Statale Casanova – Costantinopoli, Istituto Monsignor Fabozzi Scuola Elementare, Liceo Scientifico Elsa Morante, Associazione Quartieri spagnoli, Je so’ pazz- ex OPG occupato, coop soc. L’Orsa Maggiore, Scugnizzo liberato, Compagnia Teatro Possibile della Comunità Dedalo ASL Na2Nord, aps Terra Mia – Centro di educativa territoriale Stelle sulla Terra,
Musicisti Associati, ZTL Zurzolo Teatro Live
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5 Mag, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatro | , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 21 maggio il regista argentino Alfredo Arias incontra Napoli al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II

Alfredo AriasMartedì 21 maggio, alle ore 11, il regista argentino Alfredo Arias incontrerà gli studenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II (aula Piovani, via Porta di Massa, 1).
L’incontro, aperto dai saluti del rettore prof. Massimo Marrelli (Rettore) e del direttore del Dipartimento prof. Arturo De Vivo, sarà presieduto dal prof. Pasquale Sabbatino (Coordinatore del Master di II livello in Letteratura, Scrittura e Critica Teatrale).
Sin dalla sua prima edizione il Napoli Teatro Festival ha cercato di stabilire un rapporto di proficua collaborazione con l’Ateneo federiciano per avvicinare i giovani al teatro.
È questo il terzo di una serie di appuntamenti organizzati dal Festival per far conoscere i protagonisti dell’edizione 2013 e per raccontare le collaborazioni con le grandi istituzioni cittadine.
Il regista argentino Alfredo Arias è stato invitato dal Festival (21, 22 e 23 giugno, Teatro San Ferdinando) a firmare Circo Equestre Sgueglia di Raffaele Viviani.
La sua esperienza nel mondo del teatro musicale e la passione per il grottesco e la maschera si prestano brillantemente all’allestimento di questo testo, che racconta le alterne vicende di una comunità di circensi, metafora universale di un mondo povero e precario.
“Napoli – afferma Arias – non può mai lasciare indifferenti, è una sorta di esperienza assoluta e se le parole di Viviani sono ancora oggi così forti è perché sono figlie autentiche di questi luoghi”.
Tra gli interpreti Massimiliano Gallo, Monica Nappo, Francesco Di Leva, Mauro Gioia.

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19 Mag, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Teatro | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 27 marzo al Teatro San Ferdinando serata in favore dei piccoli diabetici

PlattersMercoledì 27 marzo, alle ore 21.00, al Teatro San Ferdinando (piazza Eduardo De Filippo, 20 – Napoli), spettacolo “Dalla Musica alla Musica” rivolto a motivi degli anni ’60 e ’70, con The Platters, I Megaris, Mario Fasciano, Stefano Sarcinelli e le coreografie di Fabio Mazzeo

Il ricavato del concerto sarà devoluto in favore dell’Associazione Diabete Junior Campania

Costo del biglietto: 25 Euro

Info e prenotazioni
081 450766
info@ortopediameridionale.it

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25 marzo, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Cantanti, Concerti, Italia, Musica, Napoli | , , , , , , | Lascia un commento

Al Napoli Teatro Festival il 6 ottobre va di scena “Il Rubacuori dell’Ovest”, progetto di teatro e pedagogia che nasce a Scampia

Sabato 6 ottobre, alle ore 21, al Teatro San Ferdinando, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, va in scena Il Rubacuori dell’Ovest che nasce da Arrevuoto, un progetto di teatro e pedagogia che si svolge a Napoli dal 2005, ogni anno dall’inverno fino alla primavera, in cui tanti ragazzi e ragazze provenienti anche da zone difficili come Scampia, mettono in scena uno spettacolo guidati da registi ed educatori.
Un progetto promosso dal Teatro Stabile di Napoli, la sua origine è nel metodo della “non scuola” del Teatro delle Albe di Ravenna riadattato al contesto napoletano.
Le prime tre edizioni sono state dirette da Marco Martinelli, ora la direzione è affidata a Maurizio Braucci, uno degli sceneggiatori del film Gomorra di Garrone.
Durante tutto l’anno si svolgono laboratori e percorsi di studio dei testi i cui allestimenti vengono presentati l’anno seguente.
Per l’edizione 2012 Arrevuoto prende spunto da Il Rubacuori dell’Ovest, la commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907, per affrontare le contraddizioni tra lotta alla malavita e fascino del crimine.
108 i ragazzi in scena che hanno seguito la linea tracciata da Synge nel raccontare la storia di un “povero” parricida dell’Irlanda del XX secolo, ironizzando sui motivi che lo rendono attraente per la comunità che accoglie la sua fuga.
Sulle musiche dal vivo de La Banda Del Torchio diretta da Antonella Monetti, una regia collettiva realizzata da Antonio Calone, Nicola Laieta, Emanuele Valenti, porta in scena le suggestioni di questa satira, per dare come sempre parola agli adolescenti, in un dialogo con la città e con gli adulti in cui sono i più giovani a declinare al presente il mito del criminale.

Intervista a Maurizio Braucci

Quest’anno Arrevuoto compie 7 anni. Possiamo fare un bilancio di quest’esperienza?

La continuità in una città come Napoli, città che divora se stessa, è di per sé un’impresa. Noi abbiamo creato un metodo che funziona, un metodo tra teatro e pedagogia che coinvolge adolescenti delle periferie e del centro storico, figli e figlie di famiglie socialmente distanti che lavorano ogni anno ad uno spettacolo, ad un progetto collettivo che si chiama Arrevuoto, parola che significa rivolta, perché oggi la frammentazione e l’egoismo sono così diffusi che lavorare invece per il bene comune è diventato una rivoluzione.
Siamo artisti, teatranti ed educatori animati dall’idea di dare una mano alla città e ai suoi giovani, semplicemente facendoli incontrare tra loro per lavorare con un criterio che si muove tra rigore, rappresentato dal teatro, e libertà, rappresentata da una pedagogia non autoritaria.

Come si è evoluto il progetto in questi anni?

Siamo partiti nel 2005 da una presa di posizione del Teatro Stabile Mercadante, che sotto la direzione di Ninni Cutaia e poi di Roberta Carlotto, aveva deciso di fare qualcosa per quella terribile emergenza che è la camorra a Napoli e l’abbandono delle periferie. Siamo partiti da Scampia, quartiere critico, allargandoci poi a scuole e gruppi di altre aree delle città, costruendo attraverso l’esperienza un metodo che era figlio della “non scuola” ideata dal Teatro delle Albe di Ravenna e adattato alla nostra città. Si è creato così un gruppo affiatato di teatranti ed educatori e di una struttura organizzativa che affronta ogni anno un impegno organizzativo enorme, prendendosi cura e accogliendo centinaia di adolescenti,
che si spostano tra centro e periferie per conoscere il territorio della loro città e incontrare nuovi amici tra coetanei normalmente distanti dai loro entourages.

Come si arriva alla messinscena di uno spettacolo?

Si parte dalla scelta di un testo teatrale classico che abbia un particolare significato per ciò che in quel momento sta vivendo la città e lo si dà in pasto ai ragazzi, organizzati intanto in vari gruppi laboratoriali. Questi, sotto la guida dei registi, rimasticano il testo e lo risputano fecondato dal loro linguaggio, il dialetto per lo più, e riambientato al presente e in modi a loro pienamente comprensibili. Il tutto inizia a novembre e cova quindi sotto il freddo invernale una messa in scena primaverile che passa per il raduno dei vari laboratori in un unico laboratorio comune, che dovrebbe tenersi allo spazio dell’Auditorium di Scampia da noi riaperto nel 2005 ma che la svogliatezza delle istituzioni rende sempre più difficile da utilizzare. Mescolando il tutto insieme, con sapienza e pazienza, i ragazzi vanno in scena e prendono parola su quel particolare tema.

Il rubacuori dell’Ovest: perché avete scelto di lavorare su questo testo?

Il tema di quest’anno era “Il fascino del criminale nell’immaginario collettivo”, tema comprensibile oggi che anche l’antimafia è diventata uno show. Synge è un grande drammaturgo irlandese di inizio ‘900, raramente rappresentato in Italia, che spingeva molto il teatro verso l’antropologia. Mentre ai ragazzi oggi si parla dell’importanza della legalità, a casa, in strada e nei mass media è invece tutto un inneggiare a quanto sia meglio essere cattivi e spregiudicati. Il dramma che mettiamo in scena mostra questa contraddizione che i ragazzi si trovano a vivere ascoltando e poi invece osservando gli adulti. In questa occasione abbiamo inaugurato una riuscita collaborazione con la Banda del Torchio, una banda popolare napoletana, che suona dal vivo dando dei tratti da musical allo spettacolo.

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2 ottobre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre al Teatro S. Ferdinando “C’è del pianto in queste lacrime” di Antonio Latella in prima assoluta per il Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 28 settembre, ore 20 (repliche sabato 29, ore 20 e domenica 30, ore 18) va in scena, in prima assoluta, al Teatro San Ferdinando C’è del pianto in queste lacrime, drammaturgia di Antonio Latella e Linda Dalisi, regia di Latella.
Coprodotto da Napoli Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Napoli e dalla neonata compagnia Stabile/Mobile creata dallo stesso Latella, lo spettacolo si ispira alla sceneggiata napoletana.
Dopo un primo workshop tenutosi al Ridotto del Mercadante, in dicembre scorso, Latella e la Dalisi hanno analizzato il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici, della cultura napoletana
“C’è del pianto in queste lacrime ci offre l’occasione di un confronto diretto con la nostra tradizione e con le nostre radici. Ma in che modo il genere della sceneggiata è parte delle nostre radici? Se la sceneggiata è un genere considerato morto, sicuramente non è nostra intenzione resuscitarlo né nobilitarlo. – scrivono Antonio Latella e Linda Dalisi – L’intenzione è piuttosto quella di analizzare dall’interno qualcosa che è nel nostro DNA. Difficile parlare del perché della scomparsa di un genere, quando questo ci risulta come un artificio, un essere generato non da un padre e una madre, ma da una sorta di innesto.
In questa nostra sceneggiata i personaggi si aggirano e vivono in una ferita, sono come il virus all’interno di una piaga. In questo marcio (evocato dalla musicalità amletica del titolo) tutti sono costretti a ripercorrere in modo quasi autistico quello che altri hanno deciso per loro, per questo è come se non avessero una coscienza. Tutti sono delle macchine ridotte al non pensiero, o meglio sottratti alla possibilità di un pensiero infinito, e per questo sono mostri e non lo sanno. È come se ci trovassimo non alle radici di qualcosa, ma nel mondo ad esse sotterraneo. Come in una profondità della terra, piena di vermi, insetti e parassiti senza anima. In questo senso i personaggi non sono personaggi, ma automi, macchine senza epoca, che agiscono, vivono, parlano per quello che rappresentano e non per quello che sono, senza una verità individuale, senza libertà. In questi meravigliosi pupazzi senza sangue tutti apparentemente buoni e positivi, è presto svelata una mostruosità agghiacciante: quella dell’omertà, del sopruso, della fame, della vanità, della stupidità, della violenza, della vergogna. All’interno del corpo della sceneggiata gli organi si muovono stretti come in un formicaio, inquieti e ossessionati, alla ricerca di una risposta a quella disfunzione che, già si sa, o si intuisce, porterà all’estinzione. Come se all’interno di una famiglia fosse già entrato il virus che l’annienterà. Napoli piange la sua malattia attraverso la ripetizione e la reiterazione di atti e parole svuotati dalla loro radice, mentre da quel corpo nascosto entrano ed escono le cose solo se portate dallo scorrere continuo di un irreale paniere, simbolo dell’identità, della storia, della famiglia (o della creatura) che ne governa la discesa o la salita. Il ricordo degli eventi passati diventa presagio della fine, paradosso di una città che ritorna sempre sui propri errori ed orrori. Quello che è già accaduto si ripete, si trasforma, rimbomba nell’aria. I rapporti sociali e familiari si distorcono e vengono espressi con una lingua sempre più violenta. Sale un pianto coatto e disperato, un lamento marcito nel tempo”.
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C’è del pianto in queste lacrime
drammaturgia Antonio Latella e Linda Dalisi
regia Antonio Latella
scene e costumi Simone Mannino e Simona D’Amico
musiche Franco Visioli
luci Simone De Angelis

con Leandro Amato, Michele Andrei, Alessandra Borgia, Caterina Carpio, Michelangelo Dalisi, Francesca De Nicolais, Lino Musella, Candida Nieri, Emilio Vacca, Valentina Vacca, Francesco Villano

movimenti Francesco Manetti
calzature Trippen (A.Spieth, M.Oehler; Berlin)
assistente alla regia Francesca Giolivo
assistente alle scene e realizzazione scene Marco Di Napoli
assistente ai costumi e direzione di palco Graziella Pepe
fonico Giuseppe Stellato
costruzione elementi scenografici Fabio Bondì, Francesco Santoro
collaboratori alla costruzione Daniele Franzella, Cristina Esposito, Giuseppe Grippi

organizzazione e produzione Brunella Giolivo
distribuzione e comunicazione Michele Mele

produzione: Fondazione Campania dei Festival – Napoli. Teatro Festival Italia
in coproduzione: Teatro Stabile di Napoli, Stabile/Mobile compagnia Antonio Latella

Lo spettacolo andrà in scena al
San Ferdinando 30 gennaio / 3 febbraio

Abbinato allo spettacolo la Mostra dei bozzetti di scena e costumi dello spettacolo, opere su carta di Simone Mannino & Simona D’Amico che si terrà Venerdì 28 settembre e sabato 29 (h 18.00/20.00) e Domenica 30 settembre (h 16.00/18.00)

Galleria
PrimoPiano Napoli
Via Foria, 118
80137 – Napoli, Italia
tel. +39 3398666198
mail: primopianonapoli@gmail.com
Con il contributo di: Atelier Nostra Signora Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella Cantine Astroni

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27 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Napoli, Teatro | , , , , , , | Lascia un commento

Napoli Teatro Festival Italia 2012, al via la seconda tranche: dal 25 settembre al 6 ottobre in scena sette spettacoli

Al via la seconda tranche della quinta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la prima firmata da Luca De Fusco, che prevede 7 spettacoli che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città: Mercadante, Bellini, Nuovo, Diana, San Ferdinando, Galleria Toledo.
Ad aprire la ripresa del Festival, il 25 settembre, sarà Antigone (25 e 26 settembre, ore 21, Teatro Mercadante), il nuovo spettacolo di Luca De Fusco che, per l’apertura della sessione autunnale del Festival e, contemporaneamente, per l’inaugurazione della stagione del Teatro Mercadante di Napoli, ha commissionato alla scrittrice Valeria Parrella una drammaturgia nuova in questi giorni in libreria per i tipi di Giulio Einaudi Editore. Partendo dalla tragedia sofoclea, la riscrittura della Parrella riflette e attualizza lo scontro tra Antigone (interpretata da Gaia Aprea) e Creonte/il Legislatore (interpretato da Paolo Serra).
Se nella tragedia di Sofocle la donna e il tiranno si fronteggiavano per dare o negare la sepoltura a Polinice, in questa riscrittura è il diritto all’eutanasia a essere al centro del racconto.
Si prosegue con Odissea Napoletana (26 e 27 settembre, ore 20.00, Teatro Bellini), un progetto del giovane autore, regista e attore napoletano Gabriele Russoche porta in scena un affresco su Napoli e sulle sue contraddizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.
Al Teatro Nuovo Enzo Moscato con Ta-Kai-Ta (27, 28, ore 20.30, e 29 settembre, ore 21.00) in prima assoluta dedicherà un omaggio alla figura di Luisa De Filippo, secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età nell’ultimo scorcio degli anni ’50.
Interpretata da Isa Danieli, Moscato ritiene che Luisa rappresenti una sorta di metafora di quel breve vento di rinnovamento che carezzò Napoli dopo la seconda guerra mondiale.
E’ la volta di Lina Sastri con Linapolinapolinapolinapolinapoli (27 e 28 settembre, ore 21.00, Teatro Diana), un viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alla sonorità del fado, del tango e del flamenco, accompagnata in scena da musicisti e danzatori interpreterà un repertorio di brani che hanno fatto il giro del mondo.
C’è del pianto in queste lacrime (28, 29 e 30 settembre, ore 18.00, Teatro San Ferdinando) è invece il nuovo progetto di Antonio Latella e si ispira alla sceneggiata napoletana: dopo un primo workshop tenutosi nel mese di dicembre, Latella insieme alla drammaturga Linda Dalisi, ha analizzato il rapporto esistente tra il genere della sceneggiata e l’identità della cultura partenopea.
“In questa nostra sceneggiata – affermano Latella e Dalisi – i personaggi si aggirano e vivono in una ferita, sono come un virus all’interno di una piaga, sono automi, macchine senza tempo che agiscono, vivono e parlano per quello che rappresentano e non per quello che sono, esseri senza una verità individuale, senza libertà”.
Per l’inaugurazione della stagione teatrale della Galleria Toledo e per il Napoli Teatro Festival Italia, Laura Angiulli, direttrice artistica della Galleria, porta in scena ‘O Paparascianno (28,29 e 30 settembre, ore 21.00, Galleria Toledo) di Antonio Petito, interpretato da Mariano Rigillo.
Frongillo, Tartaglia, Pantalea e Pulcinella saranno i protagonisti di un affresco corale e divertente della Napoli di fine ‘800.
Il 6 ottobre, ore 21.00, Napoli incontra l’Irlanda al Teatro S. Ferdinando con Il Rubacuori dell’Ovest a cura dell’associazione Arrevuoto, l’edizione 2012 prende spunto per l’appunto dal romanzo Il Rubacuori dell’Ovest, la commedia satirica scritta da John Millington Synge nel 1907, per affrontare le contraddizioni tra lotta alla malavita e fascino del crimine.
Durante una serie di laboratori invernali, 108 ragazzi delle scuole del centro e della periferia di Napoli, hanno seguito la linea tracciata da Synge nel raccontare la storia di un parricida dell’Irlanda del XX secolo.

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24 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

A settembre la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012

La seconda tranche della quinta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la prima firmata da Luca De Fusco, si terrà nel mese di settembre e prevede, dopo l’assegnazione del Premio Le Maschere del Teatro Italiano, avvenuta il 6 settembre al Teatro di San Carlo, con diretta televisiva, 7 spettacoli che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.
I luoghi insoliti e affascinanti lasciano il posto al Teatro Mercadante, Teatro Bellini, Teatro Nuovo, Teatro Diana, Teatro San Ferdinando, Galleria Toledo e all’Auditorium di Scampia.
Ad aprire la ripresa del Festival, il 25 settembre, sarà Antigone (25 e 26 settembre Teatro Mercadante), il nuovo spettacolo di Luca De Fusco che, per l’apertura della sessione autunnale del Festival e, contemporaneamente, per l’inaugurazione della stagione del Teatro Mercadante di Napoli, ha commissionato alla scrittrice Valeria Parrella una drammaturgia originale (prossimamente pubblicata per i tipi di Giulio Einaudi Editore).
Partendo dalla tragedia sofoclea, la riscrittura della Parrella riflette e attualizza lo scontro tra la visione di Antigone, interpretata da Gaia Aprea, che lotta per difendere le leggi non scritte della natura, e quella di Creonte, tesa a imporre la forza dello Stato per garantire la tenuta della polis.
Si prosegue con Odissea Napoletana (26 e 27 settembre Teatro Bellini), un progetto del giovane autore, regista e attore napoletano Gabriele Russoche porta in scena un affresco su Napoli e sulle sue contraddizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.

Enzo Moscato

Al Teatro Nuovo Enzo Moscato con Ta-Kai-Ta (27, 28 e 29 settembre) in prima assoluta dedicherà un omaggio alla figura di Luisa De Filippo, secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età nell’ultimo scorcio degli anni ’50.
Interpretata da Isa Danieli, Moscato ritiene che Luisa rappresenti una sorta di metafora di quel breve vento di rinnovamento che carezzò Napoli dopo la seconda guerra mondiale.
E’ la volta di Lina Sastri con Linapolinapolinapolinapolinapoli (27 e 28 settembre, Teatro Diana), un viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alla sonorità del fado, del tango e del flamenco, accompagnata in scena da musicisti e danzatori interpreterà un repertorio di brani che hanno fatto il giro del mondo.
C’è del pianto in queste lacrime (28, 29 e 30 settembre, Teatro San Ferdinando) è invece il nuovo progetto di Antonio Latella e si ispira alla sceneggiata napoletana: dopo un primo workshop tenutosi nel mese di dicembre, Latella insieme alla drammaturga Linda Dalisi, ha analizzato il rapporto esistente tra il genere della sceneggiata e l’identità della cultura partenopea.
“In questa nostra sceneggiata – affermano Latella e Dalisi – i personaggi si aggirano e vivono in una ferita, sono come un virus all’interno di una piaga, sono automi, macchine senza tempo che agiscono, vivono e parlano per quello che rappresentano e non per quello che sono, esseri senza una verità individuale, senza libertà”.

Mariano Rigillo

Per l’inaugurazione della stagione teatrale della Galleria Toledo e per il Napoli Teatro Festival Italia, Laura Angiulli, direttrice artistica della Galleria, porta in scena ‘O Paparascianno (28,29 e 30 settembre Galleria Toledo) di Antonio Petito, interpretato da Mariano Rigillo.
Frongillo, Tartaglia, Pantalea e Pulcinella saranno i protagonisti di un affresco corale e divertente della Napoli di fine ‘800.
Il 29 settembre Napoli incontra l’Irlanda all’Auditorium di Scampia con Il Rubacuori dell’Ovest a cura dell’associazione Arrevuoto, l’edizione 2012 prende spunto per l’appunto dal romanzo Il Rubacuori dell’Ovest, la commedia satirica scritta da John Millington Synge nel 1907, per affrontare le contraddizioni tra lotta alla malavita e fascino del crimine.
Durante una serie di laboratori invernali, 108 ragazzi delle scuole del centro e della periferia di Napoli, hanno seguito la linea tracciata da Synge nel raccontare la storia di un parricida dell’Irlanda del XX secolo.

Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

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11 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Zimmermann & de Perrot e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano gli appuntamenti di settembre della Fondazione Campania dei Festival

La Fondazione Campania dei Festival ritorna a settembre con due grandi appuntamenti, per poi proseguire dal 25 al 30 settembre con l’ultima tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012.
Il 4 settembre al Teatro Mercadante di Napoli andrà di scena l’irresistibile vitalità del nouveau cirque in occasione del World Urban Forum 2012.
Hans Was Heiri è una performance surreale che abbatte le leggi di gravità e i confini dell’immaginazione: un gruppo di acrobati strampalati dà vita a numeri da brivido in una scatola rotante che li mescola senza soluzione di continuità.
Tra teatro, danza e circo, il formidabile duo svizzero Zimmermann & de Perrot riflette sulle analogie e le differenze tra gli esseri umani in modo leggero e divertente.
Il 6 settembre l’appuntamento è con il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo), organizzato per il secondo anno consecutivo dalla Fondazione Campania del Festival.
La cerimonia di premiazione è prevista al Teatro di San Carlo (ore 20), con diretta differita alle 23.15 su Rai Uno.
A condurre la serata sarà Tullio Solenghi.
12 le categorie in gara: Spettacolo di prosa, Regista, Attore protagonista, Attrice protagonista, Attore non protagonista, Attrice non protagonista, Attore/attrice emergente, Monologo, Scenografo,Costumista, Autore di musiche, Autore novità italiana.

Dal 25 al 30 settembre la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia con 7 spettacoli inediti che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.
I luoghi insoliti e affascinanti lasciano il posto al Teatro Mercadante, Teatro Bellini, Teatro Nuovo, Teatro Diana, Teatro San Ferdinando, Galleria Toledo e all’Auditorium di Scampia.

Tra gli spettacoli, due prime assolute: Antigone, riscrittura originale di Valeria Parrella (in uscita in settembre per i tipi di Giulio Einaudi Editore) tutta incentrata sul diritto all’eutanasia, regia di Luca De Fusco, protagonista Gaia Aprea e C’è del pianto in queste lacrime nuovo progetto di Antonio Latella che insieme alla drammaturga Linda Dalisi analizza il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici della cultura napoletana.
In scena anche Odissea napoletana, un affresco su Napoli e sulle sue condizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.
Un progetto di Gabriele Russo, giovane autore, registra e attore napoletano; Linapolinapolinapolinapolinapoli, viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alle sonorità del fado, del tango e del flamenco. Protagonista Lina Sastri.
Ta-kai-ta, un omaggio sentito e originale che Enzo Moscato fa alla figura di Luisa De Filippo (interpretata da Isa Danieli), secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età alla fine degli anni ’50.
’O Paparascianno, testo di Antonio Petito, uno degli interpreti più apprezzati della famosa maschera di Pulcinella, con Mariano Rigillo.
E, infine, Il Rubacuori dell’ovest, commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907 che viene messa in scena da Arrevuoto progetto nato con Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

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29 agosto, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 8 giugno “Un giorno tutto questo sarà tuo” di Davide Iodice, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia

Foto Lucia Dovere

Venerdì 8 giugno, ore 19.30, va in scena al Teatro San Ferdinando “Un giorno tutto questo sarà tuo”, lo spettacolo che il regista napoletano Davide Iodice presenta in anteprima al Napoli Teatro Festival Italia come frutto del laboratorio Figli, condotto da ottobre 2011 a marzo 2012 e conclusosi con una residenza presso La Corte Ospitale di Rubiera.
Un processo creativo che ha indagato il passaggio e ‘l’eredità’ generazionale articolandosi in più fasi e coinvolgendo, insieme al gruppo di attori e danzatori della compagnia, i loro genitori.
Una ‘drammaturgia dei vissuti’ che a partire dalla ‘registrazione emotiva’ di biografie, memorie, ‘visioni’ private, ha rilasciato lentamente, nella ‘camera oscura’ della Scena, il suo precipitato di senso e sentimento, nel tentativo di redimere un tempo altrimenti perduto.
“In scena ci sono Tania e sua madre insegnante e pittrice – spiega Davide Iodice – Stefano e suo padre artigiano e ‘ballerino’, Davide e sua madre che recita a memoria Leopardi mentre mette ordine tra le cose e le conserva…”.
Interni, privati che si fanno emblematici, minimi e visionari nello stesso tempo, che messi insieme danno vita a un racconto italiano.
“Penso alla storia degli ultimi settant’anni del nostro Paese, della nostra società – continua Iodice – da una prospettiva intima, quella dei nostri padri e delle nostre madri, con i loro acciacchi, le loro fragilità, le loro utopie grandi e piccole, il loro mondo, le loro storie, la loro malinconia, i loro sogni, il loro corpo in scena, e noi figli loro, quanto diversi, quanto uguali, quanto incomprensibili.
Noi la mappa, loro i cartografi, noi promessa e fallimento, noi la quadratura del cerchio a un grado imprevisto, loro un’era, noi un permanente sarà. Uno scavo emotivo, sentimentale.
Un lascito, un saluto”.

REPLICHE
9 giugno – ore 19.30
10 giugno – ore 20.30

LOCANDINA
Drammaturgia e Regia
Davide Iodice
con
Ilenya Caleo e suo padre Paolo, Davide Compagnone e sua madre Anna, Alessandra Fabbri e suo padre Alessandro, Tania Garribba e sua madre Luisa, Stefano Miglio e suo padre Giuseppe e con Mattia Castelli
Scene e Maschere
Tiziano Fario

Costumi
Enzo Pirozzi
Luci
Angelo Grieco
Suono
Diego Iacuz
Direttore di Scena
Marcello Iale
Macchinista
Luigi Sabatino
Attrezzista
Gennaro Staiano
Sarta
Roberta Mattera
Produzione
Fondazione Campania dei festival – Napoli Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Napoli
residenza creativa presso
La Corte Ospitale di Rubiera
Si ringrazia
Valeria e Andrea Parrella, Vincenzo Del Prete, Luigi Biondi

Ufficio stampa
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7 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , | Lascia un commento

   

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