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A Palazzo Marigliano il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento propone MEMINI nell’ambito della I edizione di APERTURE


Saranno gli spazi del monumentale Palazzo Marigliano di Napoli a ospitare la prima edizione di APERTURE, rassegna indipendente di arte contemporanea, che venerdì 9 e sabato 10 giugno 2017 (a partire dalle ore 21.00) si apre con MEMINI, l’inedita installazione performativa “site specific” realizzata con lo stile visionario dall’artista pesarese Gianluca Panareo curato da Marco Izzolino.

APERTURE è un nuovo esperimento culturale aperto alla città, ideato da Riot Studio grazie al contributo economico e di valore dell’azienda napoletana Tecnosistem SpA in occasione dei suoi 40 anni di attività.
Una rassegna di respiro internazionale che gode del Patrocinio Morale del Comune di Napoli e che invita a ogni nuova edizione artisti da tutto il mondo a reinterpretare la relazione della città con un suo luogo storico oppure un’area dismessa, pubblica o privata, attraverso una ricerca site specific di nuovi e inaspettati immaginari.

Palazzo Marigliano è il punto di partenza di questa nuova impresa culturale, un luogo di storia e di innovazione al tempo stesso, all’interno del quale si dipana MEMINI, una performance costruita lungo i diversi livelli dell’edificio cinquecentesco che obbliga il visitatore a una lettura nuova dello spazio con cui egli stesso è chiamato a interagire. Una macchina scenica frutto di una controriforma elettronica dell’immagine della città, nella quale una volta entrato il visitatore non potrà che uscire trasformato.

L’installazione “vivente” di Gianluca Panareo coinvolge non solo il palazzo ma l’intero tessuto sociale che lo ha ospitato: lo testimoniano la collaborazione d’avanguardia con il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento – che ha curato la ricerca sonora dell’evento

Con la prima edizione di APERTURE, Riot Studio e Tecnosistem hanno ragionato su una visione condivisa della città e del suo futuro, perché l’arte nelle sue diverse forme e applicazioni, non resti solo un ideale ma lasci il segno di un concreto contributo ai processi di rigenerazione e trasformazione urbana.

La parola latina campeggia come un monito sulle finestre e sui portali di Palazzo Marigliano.
Una parola incisa nel marmo: ricordare nel passato così come continuare a ricordare nel futuro, sopravvivere al tempo imprimendo un segno.
È su questo concetto che la prima edizione di APERTURE elabora il suo percorso, chiamando l’arte contemporanea a relazionarsi col ricordo, con la storia, con gli ambienti antichi del palazzo a loro volta fusi nel tessuto urbano in quell’unicum edile, paesaggistico ed umano che è Napoli.

Palazzo Marigliano diventa la cornice per un’indagine sulla città, sulle sue caratteristiche più intrinseche che la rendono una città unica, viva, vulcanica, refrattaria alla gentrificazione e alla spersonalizzazione, contraria all’ordine asettico della città contemporanea, sporca di una vita e di un’umanità ben più solide del mattone e della pietra, resistenti ai disastri, alle guerre, ai cataclismi che più volte hanno colpito gli edifici, ma non lo spirito di una comunità resiliente e di carattere.

MEMINI diventa quindi un percorso, un’ascesa dantesca attraverso gli aspetti caratteristici della città, da quelli più oscuri ed infernali a quelli più sublimi ed elevati, un cammino che dalle cavità telluriche e vulcaniche della terra porti alla luce lieve del cielo e allo splendore del sole.
Perché non può esserci luce senza oscurità, e Napoli questo lo racconta molto bene, coi suoi vicoli bui che esplodono sul mare più luminoso, con la sua terra fertile che nasce dal vulcano, con la lava che diventa scultura, con la sua veracità che la rende unica ed ambita.

Un intervento site specific non solo sul palazzo, quindi, ma sull’intero tessuto che lo ospita, in cui l’arte contemporanea è chiamata prima di tutto ad osservare, per poi riuscire a creare un’allegoria potente della città, che racconti al meglio la sua potenza, la sua unicità, la sua bellezza spinosa e allo stesso tempo avvolgente.

Le installazioni sonore sono curate dai Professori Giosuè Grassia (Responsabile del Dipartimento) Michelangelo Pepe e Stefano Silvestri.

I lavori principali sono stati realizzati con le seguenti tecniche:

1) L’installazione sonora realizzata nell’“ex. Tipografia” è stata progettata per l’elaborazione del suono prodotto dalla sollecitazione di grandi piastre in acciaio posizionate lungo la struttura interna della sala: il suono viene captato mediante particolari sensori microfonici disposti su punti prestabiliti di ogni piastra e il segnale ricavato viene elaborato in tempo reale da un computer e quindi da un software appositamente scritto per l’installazione.
Il compito principale del software è quello di elaborare musicalmente i modi propri delle piastre percosse producendo sonorità ad alta, media e soprattutto bassa frequenza, in accordo al tema principale dell’installazione, rispondendo in modo interattivo alle sollecitazioni delle piastre.
Il suono così ottenuto viene arricchito da altri elementi tematici e viene diffuso all’esterno della sala mediante una catena elettroacustica che sfrutta un apposito diffusore monolitico ad elevata potenza al fine di enfatizzare l’atto del calcio, l’energia dei moti tellurici, il rumore dei quartieri e altri gesti caratterizzanti la città di Napoli.

2) L’installazione sonora progettata nel salone principale del palazzo realizza uno spazio sonoro immersivo suggerito dalla figura del “Cristo velato”, interpretata in tal caso da un’artista distesa su un piano rialzato.
Mediante appositi sensori sperimentali, disposti sul corpo dell’artista, vengono enfatizzati suoni come: il battito cardiaco, il respiro, il movimento articolatorio, etc. opportunamente elaborati e amplificati mediante un computer e una catena elettroacustica.
La diffusione sonora avviene all’interno della stessa sala e un software provvede alla riduzione del rumore di fondo e all’attenuazione del feedback.
L’obiettivo è quello di rivelare al pubblico le sonorità musicali del “Cristo velato” attraverso l’enfatizzazione di alcune risonanze e delle microvariazioni emergenti dalle cavità del corpo umano.

A cura dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Conservatorio «Nicola Sala» di Benevento

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7 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Benevento, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Italia, Musica, Napoli, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Stasera 12 luglio finale del Premio Nazionale delle Arti al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino

Locandina Premio Arti 2013La settimana di selezioni tra le opere presentate dagli studenti di diciotto Conservatori italiani giunge al suo termine con il concerto che, stasera venerdì 12 luglio, vedrà esibirsi sul palco dell’Auditorium Vitale del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino i dieci finalisti.

L’inizio del concerto è alle ore 20.00.

Questi i nomi dei concorrenti:
Francesco Gallo (Conservatorio di Avellino) Deep Exploration (5’12”) per elettronica su supporto quadrifonico;
Nicola Sanguin (Conservatorio di Padova) Texture (8’44”) per elettronica supporto;
Ignazio Parisi (Conservatorio di Palermo) Perìpatos (8’05”) Nastro stereofonico;
Emanuele Bardin (Conservatorio di Como) Pierrot (8’20”) per elettronica supporto ottofonico;
Stefano Silvestri (Conservatorio di Napoli) Esperimento su interazioni caotiche v.1.1 (10’00”) per live electronics e nastro Live electronics;
Francesco Quercia, Valentino De Luca (Conservatorio di Bari) Sad Song (8’00”) chitarra elettrica amplificata, basso elettrico amplificato, speakers, nastro e live electronics, con Giuliano Scarola;
Stefano Trevisi (Conservatorio di Milano) Dark again Still again (8’00”) per pianoforte preparato e live electronics Pianoforte: Stefania Amisano;
Michele Pizzi (Conservatorio di Genova) Backdrop (5’24”) produzione audio-video;
Vincenzo Core (Conservatorio di Frosinone) Spettrografia di una battaglia (3’45”) produzione audio-video in collaborazione con Fabio Scacchioli;
Giulio Colangelo (Conservatorio di Frosinone) Thauma (9’10”) dialogo per chitarre percussive preparate con chitarre percussive preparate da Andrea Sorrenti e Fabio Macchia.

per info
Ufficio Stampa
393 5837525

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12 luglio, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 10 e giovedì 11 luglio due serate di selezione per le opere del Premio Nazionale delle Arti al Conservatorio di Avellino– Venerdì 12 luglio la finale

Locandina Premio Arti 2013Entra nel vivo il Premio Nazionale delle Arti per le Nuove Tecnologie, dopo l’apertura di stasera, alle 20.00, con l’anteprima “Voci e dintorni” che offrirà la panoramica sulla produzione interna del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.
Le due giornate che seguono metteranno a confronto ben diciotto conservatori italiani che concorreranno per le categorie: Composizioni acusmatiche, Composizioni live e Composizioni audio/video.
Si comincerà mercoledì 10 luglio, alle 18.00, quando avremo la prima sessione di ascolto con un concerto dei partecipanti: Carmine Puca (BN), Fabrizio Fiore (TS), Sergio Pirozzi (BA), Michele Pizzi (GE), Francesco Gallo (AV), Massimo Avvantaggiato (PR), Marco Pizzini (CN), Nicola Monopoli (BA), Stefano Silvestri (NA), Vincenzo Core (FR), Cristian Sommaiuolo (NA).
Giovedì 11 luglio, alle 14.00, sarà la volta della seconda sessione di ascolto, in cui si esibiranno: Nicola Sanguin (PD), Federico Ortica (PG), Emanuele Bardin (CO), Francesco Quercia e Valentino De Luca (BA), Iacopo Senigaglia (FR), Marco Guida (BO), Costantino Rizzuti (CS), Giulio Colangelo (FR), Michele Pepe (BN).
Sempre giovedì 11 luglio, alle ore 20.00, si esibiranno, per la terza sessione di ascolto: Matteo Sparanò (GE), Stefano Trevisi (MI), Francesco Garbo (TS), Piersaro Cerami (PA), Nicola Casetta (PE), Gian Guido Ponsini (PR), Ignazio Parisi (PA), Carlo Barbagallo (TO).
Venerdì 12 luglio la serata finale, a partire dalle 20.00, decreterà i vincitori che riceveranno il Premio durante una serata di gala del Premio Nazionale delle Arti, organizzata dalla Direzione Generale per l’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM).
Inoltre, tutte le opere presentate al concorso andranno a far parte del CD audio che sarà prodotto dalla etichetta discografica del Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino.
La Giuria del Premio Nazionale delle Arti – sezione Musica Elettronica e Nuove Tecnologie – è stata nominata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed è composta da: Patrizio Barontini (CO), Silvio Lanzalone (SA), Elio Martusciello (LT), Carmelo Columbro (AV).

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9 luglio, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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