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Il Festival Paganiniano di Carro chiude con tre concerti in altrettante località liguri

Il Festival Paganiniano, evento organizzato dalla Società dei Concerti della Spezial, che si avvale della direzione artistica del maestro Bruno Fiorentini, è nato con l’intento di approfondire la figura del grande genio della musica, valorizzando nel contempo la parte spezzina della Val di Vara, che comprende anche il piccolo borgo di Carro, dove nacquero i genitori del grande compositore.
Quest’anno la rassegna, giunta alla decima edizione, ha offerto nella sua fase finale tre appuntamenti, dislocati fra il mare e le colline della provincia ligure.
Il primo concerto si è svolto nella Corte del Palazzo De Paoli-Gotelli a Porciorasco, frazione collinare disabitata del comune di Varese Ligure, ed ha avuto come protagonista il duo formato da Dami Kim (violino) e Valentina Messa (pianoforte).
Esclusivamente violinistico l’inizio della serata, con l’esecuzione di due Capricci di Paganini (il n. 4 in do minore ed il n. 9 in mi maggiore) e di una sonata bachiana.
A seguire abbiamo ascoltato due brani per violino e pianoforte, la celeberrima Sonata in la maggiore di Franck e la Carmen Fantasy, op. 25 di Sarasate.
Il programma, come si può comprendere, era concepito per esaltare il virtuosismo e le qualità della ventiduenne interprete coreana, giunta seconda al prestigioso Premio Paganini (con il primo posto non assegnato), ma il luogo freddo ed umido scelto come palcoscenico, ha finito per penalizzare esecutori e pubblico, risolvendosi in un’occasione mancata per poter apprezzare appieno un giovanisimo talento.

Foto Antonio Mendoza

Il festival si è spostato il giorno dopo a Bonassola, incantevole località di mare, dove l’ Oratorio di Sant’Erasmo ha ospitato il recital dell’arpista Lisetta Rossi.
E’ stata l’occasione per poter ammirare ed ascoltare un’arpa del 1818, proveniente dalla bottega parigina di Sébastien Érard, da poco riportata al suo antico splendore, dopo un lungo e accurato restauro.
Lo strumento era innovativo per l’epoca, in quanto munito di un meccanismo a forchetta, brevettato dal costruttore francese che, agendo sulle corde tramite un pedale, permetteva all’interprete di eseguire qualsiasi scala cromatica, superando così le precedenti limitazioni legate all’univocità fra corda e singola nota.
La Rossi ha rivolto la sua attenzione su autori attivi fra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, alcuni dei quali raramente eseguiti, partendo dalle Sonate dell’op. 2, n. 5 in fa maggiore e n. 3 in do minore, di Sophia Giustina Corri, per molto tempo erroneamente attribuite a Jan Ladislav Dussek, suo illustre consorte.
Le due sonate successive appartenevano al toscano Giovanni Francesco Giuliani, mentre il Tema con varizioni su L’oiseaux chantant era tratto dalla produzione del francese François Joseph Naderman.
Il programma proseguiva con le rare incursioni in campo arpistico effettuate da Rossini e Beethoven, autori rispettivamente di una Sonata e delle Sei Variazioni su un tema svizzero, chiudendosi con Ricordanza di Paganini di Joseph François Théodore Labarre e Pistache, suonato come bis, del contemporaneo transalpino Bernard Andrès.
La serata era impreziosita dalle spiegazioni di Lisetta Rossi, relative alla meccanica dello strumento e alla lunga peregrinazione dell’arpa, in questi due secoli di vita, da Parigi agli Usa, dove è stata acquistata prima del restauro.
Infine, vanno ricordati i brevi ed efficaci interventi dell’artista e musicologo venezuelano Antonio Mendoza, riguardanti aneddoti e notizie dei compositori proposti che, precedendo i vari brani, hanno decisamente ravvivato la serata, tenendo desta l’attenzione degli ascoltatori.

Foto Antonio Mendoza

Passiamo, quindi, al terzo ed ultimo concerto, tenutosi nella Piazza della Chiesa di Carro, preceduto da un’interessante conferenza dal tema “L’arpa nei repertori d’opera ottocenteschi”, curata da Lisetta Rossi e dal musicologo Dario De Cicco.
Ospiti della serata finale, due artisti di risonanza internazionale, il violinista Domenico Nordio ed il pianista Andrea Bacchetti, con un recital dal titolo “Le tenebre”, che ha esordito lo scorso anno al Ravenna Festival, comprendente brani legati all’oscurità, non necessariamente di carattere diabolico.
L’apertura era dedicata a tre Notturni di Chopin, il n. 1 in si bemolle minore, il n. 2 in mi bemolle maggiore ed il n. 20 in do diesis minore, quest’ultimo nella trascrizione per violino e pianoforte di Nathan Milstein.
A seguire tre brani per il medesimo organico, un Notturno di Aaron Copland, la Sonata “Il Trillo del diavolo” di Tartini e lo Scherzo dal mendelssohniano “Sogno di una notte di mezza estate”.
Il primo fu scritto dall’autore statunitense nel 1944 in memoria di un amico caduto in guerra, mentre gli altri due sono il frutto di arrangiamenti, curati rispettivamente dai violinisti Fritz Kreisler e Jascha Heifetz.
E’ stata poi la volta della Sonata n. 5 in sol maggiore per violino solo del belga Eugène Ysaÿe (dalle Sei sonate, op. 27), dedicata al suo allievo Mathieu Crickboom.
Il programma si completava con una versione macabra del natalizio Stille Nacht, ad opera del russo di famiglia ebreo-tedesca Alfred Schnittke, che rispecchiava fortemente l’animo di un compositore continuamente perseguitato dal regime, e con il Notturno e Tarantella, op. 28 di Karol Szymanowski, ricco di elementi folcloristici, fra i principali punti di riferimento della musica dell’autore polacco.
Per quanto riguarda i due interpreti, si sono dimostrati all’altezza della loro fama, fornendo un’ottima interpretazione sia nei brani solistici, sia in quelli d’insieme, dove hanno evidenziato un perfetto affiatamento ed estrema versatilità.
Successo conclusivo meritatissimo e pubblico in visibilio, che ha chiesto a gran voce un bis, ottenendone addirittura tre (l’ultimo dei quali, Per Caterina di Bruno Maderna, di rarissima esecuzione), che hanno suggellato l’evento finale di una manifestazione di forte richiamo, ormai radicata nella zona spezzina, certamente passibile di ulteriori miglioramenti, soprattutto nella ricerca di luoghi dove la musica non venga penalizzata a favore di un improbabile rilancio turistico.

Marco del Vaglio

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22 agosto, 2011 Posted by | Concerti, Festival, Musica classica, Musica da camera | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Da venerdì 12 a domenica 14 agosto ultimi tre appuntamenti della X edizione del “Festival Paganiniano di Carro”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Si avvia alla conclusione il Festival Paganiniano di Carro, realizzato dalla Società dei Concerti della Spezia nei borghi più incantevoli della Val di Vara, terra d’origine della famiglia del geniale violinista e compositore genovese a cui è dedicata la prestigiosa rassegna, giunta alla decima edizione.
Gli ultimi tre appuntamenti festivalieri sono previsti prima di Ferragosto, nei giorni 12, 13 e 14: il direttore artistico Bruno Fiorentini schiera, per l’occasione, musicisti di fama internazionale dalla carriera tanto precoce quanto folgorante.

Domani, venerdì 12 agosto, arriverà a Varese Ligure direttamente dal New England, dove si sta perfezionando al Conservatorio per conseguire il Master’s Degree, Dami Kim, 2a classificata (1° premio non assegnato) al 53° Premio violinistico Paganini (2010) e premio speciale per la migliore interpretazione dei Capricci.
Enfant prodige, a cinque anni suonava già il violino, la giovane musicista coreana che ha altresì partecipato, e puntualmente vinto, alle più importanti competizioni mondiali con l’archetto, da Nagoya (Munetsugu Angel Violin International Competition) a Washington (Johansen International Competition), si esibirà nella storica Corte di Palazzo De Paoli-Gotelli (loc. Porciorasco) alle ore 21.00.
Accompagnata da Valentina Messa al pianoforte, talentuosa trentenne udinese che ha tenuto il primo concerto a tredici anni, Dami Kim eseguirà le pagine musicali più emblematiche di Paganini, Bach, Fauré e Sarasate.

Sabato 13 agosto, ore 21, nell’Oratorio di S. Erasmo, affacciato sul mare, a Bonassola, ad incantarci sarà non solo il panorama ma una virtuosa dell’arpa, Lisetta Rossi.
Accattivante il repertorio proposto: una selezione di musiche create per tale strumento da Rossini, Beethoven, Sophia Giustina Corri, Giovanni Francesco Giuliani, Naderman e Labarre.
Lisetta Rossi suonerà un’arpa storica, firmata Sébastien Érard, datata 1818: un gioiello, con quarantuno corde, alto un metro e 67 centimetri, restituito allo splendore di due secoli fa da un recente restauro.

Domenica 14 agosto, gran finale, com’è ormai consuetudine, a Carro, minuscolo borgo dove è custodita religiosamente la casa della famiglia di Nicolò Paganini.
Riflettori puntati su un duo d’eccezione: Domenico Nordio, violino, e Andrea Bacchetti, pianoforte.
Domenico Nordio, che non ha certo bisogno di presentazioni, ha tenuto il suo primo concerto a dieci anni, collezionista di premi e primati: nel 1988 ha conquistato il Gran Premio dell’Eurovisione, unico vincitore italiano, finora, nella storia del concorso.
Andrea Bacchetti, altro ex bambino prodigio (ha debuttato a undici anni con i leggendari Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone), allievo di Berio, è noto al grande pubblico anche per la sua simpatica partecipazione al programma tv Chiambretti Night, nonché per la sua intensa attività videodiscografica.
Ultimo successo: il dvd Arthaus con le Variazioni Goldberg di Bach, trasmesso da Sky Classica, segnalato tra le migliori videoincisioni del 2011 dai critici europei e americani.
I due artisti presentano un concerto che si preannuncia fascinoso già dal titolo “Le tenebre”.
Impegnativo quanto suggestivo il programma incentrato sui Notturni e i brani dedicati alla notte: musiche di Chopin, Chopin-Milstein, Copland, Tartini-Kreisler, Mendelssohn-Heifetz, Ysaÿe, Schnittke e Szymanowski.

Il concerto, che si terrà alle ore 20.45 sul Sagrato della Chiesa di San Lorenzo, sarà preceduto dalla rituale Conversazione paganiniana: appuntamento alle ore 18, a Palazzo Paganini, l’arpista Lisetta Rossi e il musicologo Dario De Cicco illustreranno “L’utilizzo dell’arpa nelle composizioni musicali all’epoca di Paganini”.

All’interno di Palazzo Paganini è ancora possibile visitare la mostra fotografica di Franco Mapelli sulle “Case del Festival”.
Si tratta di case antiche, compresa quella che ospita l’esposizione, salvate dall’abbandono e dalla distruzione grazie alla rinascita culturale stimolata dal Festival sin dalla sua prima edizione.
Ricordiamo che la mostra itinerante sui luoghi del Festival “Ascoltare il paesaggio. Un itinerario paganinano dalla Val di Vara a Genova”, realizzata sempre da Franco Mapelli, sarà inaugurata a Genova il 23 settembre ai Musei di Strada Nuova.
All’iniziativa, ideata e promossa dall’Associazione Amici del Festival Paganiniano, il Presidente della Repubblica ha conferito una propria medaglia di rappresentanza. Catalogo bilingue (italiano-inglese) a cura di Maria Perosino.

Per la realizzazione di una manifestazione così densa e articolata, la Società dei Concerti della Spezia si è avvalsa della collaborazione di numerose istituzioni tra cui il Mibac, la Regione Liguria, la Provincia e il Comune della Spezia, i Comuni della Val di Vara, nonché la dinamica Associazione Amici del Festival Paganiniano di Carro alla quale si deve la pubblicazione de “Il libretto degli amici”, una guida completa dell’accoglienza in un territorio straordinario ma sconosciuto ai più nelle cui pagine sono racchiuse notizie storiche e curiosità, alberghi, agriturismi, locande, mercati e fiere e persino i recapiti telefonici degli amici per rendere ancor più godibile il soggiorno dei frequentatori del Festival.

La rassegna dedicata a Paganini e al virtuosismo strumentale, patrocinata dal Touring Club Italiano, si avvale, sin dal suo decollo, del generoso contributo di Isagro S.p.a. che si conferma così main sponsor pure in occasione della X edizione del Festival: un’edizione memorabile anche per i riconoscimenti ottenuti tra cui il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica.
Sotto il profilo divulgativo la Società dei Concerti spezzina ha altresì avviato una proficua collaborazione con l’emittente Sky Classica.
Intanto il presidente, il vicepresidente, il direttore artistico della Società concertistica, Francesco Masinelli, Ernesto Di Marino, Bruno Fiorentini sono già all’opera per riproporre nel 2012 il magico connubio tra le note di Paganini e l’atmosfera unica di borghi piccoli ma carichi di storia e fascino.

Notizie utili.
Biglietto a Porciorasco e Bonassola: 12 euro, ridotto 10; a Carro: 15 euro, ridotto 12.
Servizio navetta A/R incluso nel prezzo del biglietto.
Partenza per Porciorasco ore 18.15 (stazione Centrale), ore 18.30(Comune, p.zza Europa), ore 18.45 (via della Pianta)
Partenza per Carro ore 16.30 (stazione Centrale), ore 16.45 (Comune, p.zza Europa), ore 17 (via della Pianta)

Info e prenotazioni:
0187.731214,
www.sdclaspezia.it

Ufficio Stampa
Studio Montparnasse
Tel. 347/6843236
E-mail: studio.montparnasse@teletu.it

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11 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica classica, Musica da camera, Prima del concerto | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 16 luglio il Nuovo insieme strumentale italiano ospite dell’inaugurazione del Festival Paganiniano di Carro

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Il Nuovo insieme strumentale italiano apre domani, sabato 16 luglio, a Carro, la X edizione del Festival Paganiniano, la prestigiosa kermesse estiva realizzata dalla Società dei Concerti della Spezia che proprio quest’anno ha ottenuto il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica.
L’ensemble, composto dal violinista Alessandro Milani, dal violoncellista Sergio Patria e dalla pianista (e compositrice) Elena Ballario si esibirà nella piazzetta della Chiesa di San Lorenzo (ore 20.45) con un calamitante programma: musiche di Beethoven e Carl Reinecke.
Alessandro Milani, che è stato allievo del mitico Salvatore Accardo, per l’occasione ci farà ascoltare la voce di uno strumento storico: un violino Santo Serafino (1770) prestatogli dalla Fondazione Peterlongo.

Non solo note
Si chiude, domani 16 luglio, al CAMeC (Centro Arte Moderna e Contemporanea) la 3a edizione del Convegno internazionale di studi paganiniani che, sin dal suo decollo, richiama alla Spezia musicologi (e musicofili) provenienti da tutto il mondo.
Particolarmente attraente l’argomento trattato: “La Direzione d’Orchestra nell’800”.
La manifestazione è realizzata dal Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini di Lucca e dalla Società dei Concerti spezzina in collaborazione con Palazzetto Bru Zane – Centre de Musique Romantique Française e Musicalwords.it.
Gli atti del convegno saranno pubblicati in un volume multilingue, edito da Brepols.
Ingresso libero.

Sempre al Camec è in corso, fino al 30 luglio, la mostra fotografica di Franco Mapelli sui luoghi del Festival “Ascoltare il paesaggio. Un itinerario paganinano dalla Val di Vara a Genova”.
Il noto fotografo romano è altresì l’autore della singolare esposizione sulle “Case del Festival” che s’inaugurerà domani, a Carro, all’interno di Palazzo Paganini e sarà visitabile fino al 14 agosto.
Si tratta di case antiche salvate dall’abbandono e dalla distruzione grazie alla rinascita culturale stimolata dal Festival sin dalla sua prima edizione.
All’iniziativa, ideata e promossa dall’Associazione Amici del Festival Paganiniano, il Presidente della Repubblica ha conferito una propria medaglia di rappresentanza.
Catalogo bilingue (italiano-inglese) a cura di Maria Perosino.

Notizie utili.
Biglietto: 15 euro, ridotto 12.
Servizio navetta A/R incluso nel prezzo del biglietto.
Partenza per Carro ore 18.30 (stazione Centrale), ore 18.45(Comune, p.zza Europa), ore 19 (via della Pianta)
Info e prenotazioni:
0187.731214,
www.sdclaspezia.it

Ufficio Stampa
Studio Montparnasse
Tel. 347/6843236
E-mail: studio.montparnasse@teletu.it

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tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

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15 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Festival, Musica classica, Musica da camera | , , , , , , | Lascia un commento

   

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