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Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre al Teatro S. Ferdinando “C’è del pianto in queste lacrime” di Antonio Latella in prima assoluta per il Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 28 settembre, ore 20 (repliche sabato 29, ore 20 e domenica 30, ore 18) va in scena, in prima assoluta, al Teatro San Ferdinando C’è del pianto in queste lacrime, drammaturgia di Antonio Latella e Linda Dalisi, regia di Latella.
Coprodotto da Napoli Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Napoli e dalla neonata compagnia Stabile/Mobile creata dallo stesso Latella, lo spettacolo si ispira alla sceneggiata napoletana.
Dopo un primo workshop tenutosi al Ridotto del Mercadante, in dicembre scorso, Latella e la Dalisi hanno analizzato il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici, della cultura napoletana
“C’è del pianto in queste lacrime ci offre l’occasione di un confronto diretto con la nostra tradizione e con le nostre radici. Ma in che modo il genere della sceneggiata è parte delle nostre radici? Se la sceneggiata è un genere considerato morto, sicuramente non è nostra intenzione resuscitarlo né nobilitarlo. – scrivono Antonio Latella e Linda Dalisi – L’intenzione è piuttosto quella di analizzare dall’interno qualcosa che è nel nostro DNA. Difficile parlare del perché della scomparsa di un genere, quando questo ci risulta come un artificio, un essere generato non da un padre e una madre, ma da una sorta di innesto.
In questa nostra sceneggiata i personaggi si aggirano e vivono in una ferita, sono come il virus all’interno di una piaga. In questo marcio (evocato dalla musicalità amletica del titolo) tutti sono costretti a ripercorrere in modo quasi autistico quello che altri hanno deciso per loro, per questo è come se non avessero una coscienza. Tutti sono delle macchine ridotte al non pensiero, o meglio sottratti alla possibilità di un pensiero infinito, e per questo sono mostri e non lo sanno. È come se ci trovassimo non alle radici di qualcosa, ma nel mondo ad esse sotterraneo. Come in una profondità della terra, piena di vermi, insetti e parassiti senza anima. In questo senso i personaggi non sono personaggi, ma automi, macchine senza epoca, che agiscono, vivono, parlano per quello che rappresentano e non per quello che sono, senza una verità individuale, senza libertà. In questi meravigliosi pupazzi senza sangue tutti apparentemente buoni e positivi, è presto svelata una mostruosità agghiacciante: quella dell’omertà, del sopruso, della fame, della vanità, della stupidità, della violenza, della vergogna. All’interno del corpo della sceneggiata gli organi si muovono stretti come in un formicaio, inquieti e ossessionati, alla ricerca di una risposta a quella disfunzione che, già si sa, o si intuisce, porterà all’estinzione. Come se all’interno di una famiglia fosse già entrato il virus che l’annienterà. Napoli piange la sua malattia attraverso la ripetizione e la reiterazione di atti e parole svuotati dalla loro radice, mentre da quel corpo nascosto entrano ed escono le cose solo se portate dallo scorrere continuo di un irreale paniere, simbolo dell’identità, della storia, della famiglia (o della creatura) che ne governa la discesa o la salita. Il ricordo degli eventi passati diventa presagio della fine, paradosso di una città che ritorna sempre sui propri errori ed orrori. Quello che è già accaduto si ripete, si trasforma, rimbomba nell’aria. I rapporti sociali e familiari si distorcono e vengono espressi con una lingua sempre più violenta. Sale un pianto coatto e disperato, un lamento marcito nel tempo”.
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C’è del pianto in queste lacrime
drammaturgia Antonio Latella e Linda Dalisi
regia Antonio Latella
scene e costumi Simone Mannino e Simona D’Amico
musiche Franco Visioli
luci Simone De Angelis

con Leandro Amato, Michele Andrei, Alessandra Borgia, Caterina Carpio, Michelangelo Dalisi, Francesca De Nicolais, Lino Musella, Candida Nieri, Emilio Vacca, Valentina Vacca, Francesco Villano

movimenti Francesco Manetti
calzature Trippen (A.Spieth, M.Oehler; Berlin)
assistente alla regia Francesca Giolivo
assistente alle scene e realizzazione scene Marco Di Napoli
assistente ai costumi e direzione di palco Graziella Pepe
fonico Giuseppe Stellato
costruzione elementi scenografici Fabio Bondì, Francesco Santoro
collaboratori alla costruzione Daniele Franzella, Cristina Esposito, Giuseppe Grippi

organizzazione e produzione Brunella Giolivo
distribuzione e comunicazione Michele Mele

produzione: Fondazione Campania dei Festival – Napoli. Teatro Festival Italia
in coproduzione: Teatro Stabile di Napoli, Stabile/Mobile compagnia Antonio Latella

Lo spettacolo andrà in scena al
San Ferdinando 30 gennaio / 3 febbraio

Abbinato allo spettacolo la Mostra dei bozzetti di scena e costumi dello spettacolo, opere su carta di Simone Mannino & Simona D’Amico che si terrà Venerdì 28 settembre e sabato 29 (h 18.00/20.00) e Domenica 30 settembre (h 16.00/18.00)

Galleria
PrimoPiano Napoli
Via Foria, 118
80137 – Napoli, Italia
tel. +39 3398666198
mail: primopianonapoli@gmail.com
Con il contributo di: Atelier Nostra Signora Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella Cantine Astroni

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Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

Napoli Teatro Festival Italia
www.napoliteatrofestival.it
info@napoliteatrofestival.it
tel/fax: +39 081 19560383

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
tel.: +39 081 4206485
Raffaella Tramontano: +39 392 8860966
Viola Tizzano: +39 339 8146592
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Melina Chiapparino: +39 389 4353167

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27 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Napoli, Teatro | , , , , , , | Lascia un commento

   

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