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Enrico Baiano mette a confronto Alessandro e Domenico Scarlatti in un entusiasmante recital

Foto Giancarlo de Luca

Il primo dei due appuntamenti della stagione dell’Associazione Scarlatti, nell’ambito del progetto “Napoli, 1725”, inserito nelle attività dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 e che si avvale del patrocinio Morale del Centre Lyrique Clermont-Auvergne, ha ospitato il clavicembalista di fama internazionale Enrico Baiano.
Al centro della serata dal titolo “Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una”, che richiamava l’omonimo saggio del musicologo siciliano Roberto Pagano, un confronto fra la musica per tastiera dei due grandi compositori.
Alessandro (1660-1725), nato a Palermo ma trapiantato a Napoli, finché fu attivo nella città partenopea impose la sua forte influenza nell’ambito del settore musicale, dove spesso pretendeva l’inserimento di parenti di vario grado, ai quali chiedeva poi una sorta di esclusiva, vietando loro di andare a suonare in formazioni diverse da quella da lui diretta.
Non ci si deve quindi meravigliare del suo atteggiamento di padre-padrone nei confronti del figlio Domenico, inviato lontano da Napoli per perfezionarsi, appena si rese conto che l’ambiente locale non faceva per lui (ma probabilmente anche per tenere a distanza un potenziale e pericoloso rivale).
Ad ogni modo Alessandro Scarlatti fu un compositore di elevatissimo spessore, considerato uno dei fondatori della scuola napoletana, ed è quindi un vero peccato che la sua fama, in città, dipenda non tanto dalla conoscenza di una copiosa produzione, per larga parte ancora inedita, ma dal fatto che a lui siano intestate strade, associazioni, orchestre e sale da concerto.
Il figlio Domenico (1685-1757) deve invece la sua notorietà, giunta immutata ai nostri giorni, alle 556 sonate per tastiera, concepite per Maria Barbara di Braganza, figlia del re del Portogallo e moglie del re di Spagna, presso la quale prestò servizio, prima a Lisbona, dal 1719 al 1727, poi a Madrid tra il 1733 ed il 1757.
In realtà, solo le prime 30 sonate furono pubblicate a Londra, nel 1738, sotto la denominazione di “Essercizi per gravicembalo”, presumibilmente sotto la diretta supervisione dell’autore.
Tutte le altre sono contenute in copie manoscritte, conservate in due raccolte custodite nella biblioteca Marciana di Venezia ed in quella Palatina di Parma, portate in Italia dal celebre cantante castrato Carlo Broschi, meglio conosciuto come “Farinelli”, collaboratore e grande amico di Domenico Scarlatti alla corte madrilena, che li aveva ereditati alla morte della regina.
Va ancora ricordato che, agli albori del Novecento, l’intero corpus fu riveduto, corretto e raggruppato secondo ritmi e tonalità da Alessandro Longo, per complessivi dieci volumi stampati da Ricordi, da cui la presenza della lettera L che talora precede la numerazione del brano.
Tale catalogazione venne progressivamente accantonata, a partire dagli anni ’50, quando il musicologo e clavicembalista statunitense Ralph Kirkpatrick pubblicò un’edizione basata sull’ordine cronologico dei vari pezzi (che attualmente è quella di riferimento), per cui le sonate sono precedute dalla lettera K.
Più recentemente, Giorgio Pestelli nel 1967 ed Emilia Fadini nel 1978, hanno fornito il loro contributo all’argomento, dando vita a due nuove classificazioni, ed in questo caso i brani sono preceduti, rispettivamente, dalle lettere P ed F.
Dal punto di vista stilistico, invece, le sonate si caratterizzano per la presenza di un universo sonoro caleidoscopico, derivante dalle diverse esperienze maturate dall’autore, che dopo aver assorbito umori e ritmi tradizionali dell’Italia e della penisola iberica, li restituì trasformati grazie al suo originalissimo estro.
Ritornando al concerto, il maestro Baiano ha proposto inizialmente la Sonata K 17 in fa maggiore, la Sonata K 52 in re minore e la Fuga K 42 in re minore di Domenico Scarlatti, mentre la chiusura della prima parte è stata affidata alla Toccata per cembalo d’ottava stesa di Alessandro Scarlatti.
Quest’ultima, pubblicata a Napoli nel 1723, ma probabilmente scritta alcuni anni addietro, consiste in un brano corposo ed estremamente complesso, che termina con una serie di variazioni virtuosistiche sul tema della cosiddetta folia, un motivo legato ad una danza diffusa nella penisola iberica fra il XVI e il XVII, di presunte origini portoghesi, che nel corso dei secoli ha attirato l’attenzione di più di un centinaio di compositori.
La seconda parte era invece completamente dedicata a Domenico Scarlatti, con l’esecuzione di otto sonate, nell’ordine K 347 in sol minore, K 348 in Sol maggiore, K 402 in mi minore, K 394 in mi minore, K 462 in fa minore, K 463 in fa minore, K 86 in Do maggiore e K 56 in do minore, che fornivano una idea piuttosto esauriente di quanto abbiamo affermato in precedenza riguardo al suo stile.
Relativamente all’interprete, appare quasi superfluo sottolineare come Enrico Baiano sia attualmente uno dei più bravi clavicembalisti in attività a livello mondiale, e che ogni suo recital porti ad un arricchimento sia storico che musicale, in quanto l’artista ha sempre fatto precedere, al momento esecutivo, uno studio storico e filologico serio e approfondito (a tal proposito vi consigliamo vivamente la lettura delle note di sala presenti a questo link).
Anche stavolta il suo recital è stato di elevatissimo livello, caratterizzato da timbri e colori straordinari, risultato dell’abbinamento fra l’estrema abilità del musicista e l’utilizzazione di uno strumento dotato di una grande brillantezza di suono, copia costruita dal parigino Olivier Fadini nel 1991 avendo come riferimento un clavicembalo di tipo franco-fiammingo, che Etienne Blanchet creò nel 1733, ancora oggi conservato in ottime condizioni nel castello di Thoiry (situato a circa 50 chilometri da Parigi).
Pubblico numeroso, anche se il tempo proibitivo ha bloccato una parte degli spettatori, e successo finale meritatissimo, con richiesta di bis, alla quale Baiano ha risposto, accomiatandosi dal palcoscenico del Teatro Sannazaro con la Sonata K 151 in Fa maggiore di Domenico Scarlatti, sorta di dolcissima ninna nanna.

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7 gennaio, 2019 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 28 aprile e lunedì 2 maggio l’Associazione Alessandro Scarlatti dedica due appuntamenti in occasione del 356° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2015-2016
L’ anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti – quest’anno il 356° – è diventato un appuntamento fisso per la Associazione Alessandro Scarlatti, soprattutto per far conoscere la sua musica e rendere giustizia ad uno dei compositori barocchi più celebrati ma meno eseguiti e conosciuti, vittima probabilmente della maggiore fama del brillante figlio Domenico.

Quest’anno i festeggiamenti prevedono due appuntamenti.

Giovedì 28 aprile, alle ore 17.30, nella Sala Martucci del Conservatorio di San Pietro a Majella, nell’ambito dell’attività di divulgazione dedicata alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale intitolata “Parliamo di Musica – I Libri”, verrà presentata la nuova edizione, edita da LIM, del volume “Alessandro e Domenico Scarlatti. Due vite in una” del compianto Prof. Roberto Pagano.
Interverranno quali relatori Dinko Fabris e Agostino Ziino.
Seguirà un concerto di musiche scarlattiane eseguite al clavicembalo da Enrico Baiano.
L’incontro è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella nell’ambito della convenzione che lega le due importanti istituzioni napoletane.

Lunedì 2 maggio, nella Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini (via Portamedina alla Pignasecca, 41), alle ore 19.00 si terrà il concerto “356 candeline per Alessandro Scarlatti”, il consueto concerto celebrativo nell’anniversario della nascita del compositore eponimo della Associazione.
Protagonista sarà l’Ensemble Barocco di Napoli, direttore e solista Tommaso Rossi.
Il concerto è realizzato in collaborazione con la Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.

Entrambi gli appuntamento sono ad ingresso gratuito.

Per informazioni
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

356 candeline per Alessandro Scarlatti – note di Tommaso Rossi
È certamente famosa, e più volte citata, la testimonianza – consegnata alla storia attraverso la biografia del grande flautista Johann Joachim Quantz – secondo la quale il grande Alessandro Scarlatti non avrebbe avuto una grande predilezione per gli strumenti a fiato, ritenuti imperfetti dal punto di vista dell’intonazione. «Figlio mio, tu sai che odio gli strumenti a fiato, non sono mai intonati», avrebbe detto Scarlatti, rivolgendosi all’allievo Johann Adolph Hasse, il quale, residente a Napoli da qualche anno, aveva chiesto al maestro di ricevere proprio l’amico Quantz, in visita nella città partenopea, nel 1725.
Quale sia la verità, mai sapremo.
Certo, se da un lato è presumibile ipotizzare da parte del grande flautista tedesco un atteggiamento prevenuto nei confronti della scuola di strumenti a fiato italiana, che emerge peraltro anche in altre dichiarazioni, dall’altro lato non possiamo non chiederci come sia stato possibile che il grande Alessandro Scarlatti avesse davvero queste opinioni a fronte di una presenza massiccia dei fiati, e del flauto in particolare, in tutta la sua produzione, sia strumentale, che vocale (nello specifico cantate e serenate).
Volendo tralasciare i brani specificamente dedicati al flauto in funzione solistica, oltre una ventina, basterà ricordare le numerose Cantate in cui il flauto (o due flauti) giocano un ruolo solistico importante, e soprattutto le Serenate, opere a carattere encomiastico, allegorico o comunque pensate per occasioni celebrative, dove spesso la batteria degli strumenti a fiato appare nutrita e con ruoli di grande rilievo.
Il pubblico dell’Associazione “Alessandro Scarlatti” ha ormai da qualche anno, in coincidenza con la celebrazione del suo eponimo, imparato ad apprezzare questo repertorio, che ha fornito materia per molti dei “compleanni” festeggiati dal 2010 a oggi.
Il programma di questa sera è dedicato a un campione della produzione strumentale del compositore nativo di Palermo.
I tre concerti per flauto appartengono alla serie di 7 concerti scarlattiani presenti nel manoscritto contenente “24 Concerti di flauto, violini, violetta e basso di diversi autori” conservati nella biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella”, dalla cui raccolta sono stati già eseguiti, in tre diversi “compleanni” uno dei due concerti in la minore, nel 2010, quello in re maggiore, nel 2012, e quello in sol minore, nel 2015. Formalmente i tre concerti presentati questa sera hanno come tratto comune la presenza di un secondo movimento fugato, di grande perizia compositiva, in una scrittura che non indulge al virtuosismo tecnico per il solista, tratteggiando così uno stile ibrido, ai confini tra il concerto e la sonata.
Questa scrittura è tipica dello stile napoletano dell’epoca, differenziandosi in questo dai tratti del concerto veneziano, e vivaldiano in particolare.
In questo senso anche i due concerti per archi (vere e proprie sonate a 4 parti, realizzabili sia a parte reali – come questa sera – che in forma di concerto grosso) confermano questa caratteristica dello stile strumentale scarlattiano.
Pubblicati a Londra postumi, nel 1740, essi sono la testimonianza del successo inglese del compositore, amplificato anche grazie all’opera del fratello Francesco, che nel 1719 si recò a Londra, invitato, secondo alcuni, da Georg Friedrich Händel e da Francesco Geminiani.
A Londra è conservato anche il manoscritto delle 12 Sinfonie di Concerto Grosso, composte nel 1715, e con ogni probabilità portate a conoscenza del pubblico inglese proprio da Francesco.
Non possiamo ridurre le qualità musicali dei concerti scarlattiani solo alla perizia contrappuntistica.
In essi è presente una varietà straordinaria di atteggiamenti, riscontrabili sia nel carattere ora fiero ora malinconico e commosso dei movimenti lenti, che nella ricerca di una struttura formale complessiva sempre diversa.
Scarlatti varia spesso il numero complessivo dei movimenti, ora tre, ora quattro, ora anche cinque, con la presenza, non esplicitamente dichiarata, anche di forme di danza, quali ad esempio la sarabanda veloce e il canario (rispettivamente primo e ultimo movimento del concerto in la minore) o la giga posta a chiusura del concerto in fa maggiore per archi.
Da questo punto di vista il compositore sembra percorrere quasi una sorta di sperimentazione attorno alle forme strumentali, vissute forse, a differenza del melodramma e della cantata, come genere più aperto a nuove codificazioni.
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Programma

Giovedì 28 aprile 2016, ore 17.30 – Conservatorio di San Pietro a Majella – Sala Martucci
Parliamo di Musica: I Libri
“Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una” di Roberto Pagano
con Dinko Fabris e Agostino Ziino

Enrico Baiano, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725): Toccata per G Sol Re

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata F 46 (K 85) in fa maggiore
Sonata F 552 (K 41) in re minore

Francesco Durante (1684 – 1755):
Studio Primo
Divertimento Primo

Gaetano Greco (1657 – 1728): Partite sopra il Ballo di Mantova

Domenico Scarlatti
Sonata F 372 (K 426) in sol minore
Sonata F 208 (K 260) in sol maggiore

Enrico Baiano
Enrico BaianoE’ oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica.
Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta “Symphonìa”, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

Lunedì 2 maggio 2016, ore 19.00 – Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini
356 Candeline per Alessandro Scarlatti

Ensemble Barocco di Napoli
Tommaso Rossi, direttore e flauto dolce
Raffaele Tiseo e Marco Piantoni, violini
Rosario Di Meglio, viola
Manuela Albano, violoncello
Patrizia Varone, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725)
Concerto XXIII in do maggiore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 3 in fa maggiore
Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 2 in do minore
Concerto XXI in la minore per flauto, due violini e basso continuo

Ensemble Barocco di Napoli

Foto Pietro Previti

Foto Pietro Previti

L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane.
Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell’Opera Giocosa di Savona e nell’ambito del Festival Leonardo Leo.
Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo.
Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’ “Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo.
L’Ensemble ha organizzato a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MidA.
Nel 2016 l’Ensemble si è esibito per il Festival “Echi Lontani” di Cagliari e per il festival “Magie Barocche” della Val di Noto.

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina.
Ha partecipato stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio (oggi Cappella Neapolitana) con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali.
Nel 2010 ha co-fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd con sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto e la prima registrazione moderna delle sonate per flauto e basso continuo di Leonardo Leo per l’etichetta Stradivarius.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e sempre per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel.
È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Compositori quali Alessandro Solbiati, Carlo Boccadoro, Patrizio Marrone, Vincenzo Gualtieri, Claudio Lugo, Claudio Rastelli, Paolo Marchettini hanno scritto composizioni esplicitamente a lui dedicate, mentre nel 2016 vedrà la luce il progetto “Metamorfosi” pensato con la compositrice Alessandra Bellino, in cui si confrontano musica antica e contemporanea.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sala Martucci, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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