MusicArTeatro

comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Recensione di Raffaella Cantillo di “Giorni Felici” di Samuel Beckett al teatro Ghirelli di Salerno

Una perla meravigliosa, “Giorni Felici” di Samuel Beckett al teatro Ghirelli di Salerno

recensione di Raffaella Cantillo

GiorniFelici_3H-lightDiretta dal regista e attore Andrea Renzi, e definita da Alfonsina Caputano “Una metafora dell’insensatezza e della finitezza dell’esistenza”, i protagonisti, Winnie e Willy sono interpretati magistralmente da Nicoletta Braschi e Roberto De Francesco. La traduzione del testo utilizzata per la messa in scena è di Carlo Fruttero (Giulio Einaudi Editore). GIORNI FELICI di Samuel Beckett, interpretato da Nicoletta Braschi e Roberto De Francesco, e coprodotto da  Melampo e dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino, ha inaugurato la stagione teatrale Martedì 22 ottobre 2013, al Teatro Gobetti del Teatro Stabile di Torino per poi giungere a Salerno, città che tanto necessita di una sensibilizzazione culturale alta, elevata.

Rivisitazione attenta e puntuale, ma pur sempre rivisitazione, fedele al testo e innovativa allo stesso tempo, la messa in scena di questo complesso dramma di Samuel Beckett, autore irlandese (1906-1989) noto non solo per Waiting For Godot del 1952 che lo portò al premio Nobel per la letteratura, ma per le tante opere di narrativa e di teatro, scritte e autotradotte in inglese, tedesco e francese. “Happy Days” del 1961 è un dramma in cui gli unici due personaggi, una donna e un uomo, dai nomi simili, assonanti e allitteranti, che giocano con le allusioni ai verbi inglesi ‘will’ e ‘win’ nella loro forma abbreviata – condividono lo spazio di una stanza, o di un luogo chiuso, e la loro stessa caducità e infermità asessuata (‘poor willie’). Come Hamm, in Endgame (1957) sono ingabbiati in una semi-immobilità – Winnie dal busto in giù, e Willie incapace di stare eretto, e di camminare, che si strascica per andare da un punto all’altro del palcoscenico. Indubbia la bravura e il lavoro degli attori che hanno dovuto rappresentare l’innaturale difformità esistenziale, caratteristica dei personaggi di Beckett. Il tratto innovativo dell’opera è senz’altro da ricercarsi nella capacità di Nicoletta Braschi di ridare vita a Winnie, personaggio che nella maggior parte delle altre rappresentazioni dello stesso Happy Days risulta una donna invecchiata, stanca, cui manca la voglia di vivere, che si trascina metaforicamente, poichè bloccata nel suo ‘mound’ (un mucchio di sabbia o di pietre, come nella rappresentazione curata da Renzi) da un ricordo all’altro. Questo rammemorare, atto cosciente ma distaccato dalla vita fisica, reale solo nell’immaginifico dei personaggi, è un elemento molto presente sia nei drammi che nelle opere di narrativa più tardive di Beckett, e lascia intravedere le orme sempinterne di Proust e di Leopardi, due nomi oltre a quello di Dante, che rappresentano le stelle polari o i punti cardine dell’apparato complicatissimo rappresentato dalla enciclopedica presenza di riferimenti meta ed intraletterari all’interno dei testi di Samuel Beckett. Che Happy Days/ Oh les beaux jours/Giorni Felici sia una messa in scena dantesca è fatto incontestabile, poichè i personaggi sono costretti – per cause non note – ad una punizione che li tiene in uno stato di immobilità o di semi-immobilità, ragion per cui l’abilità attoriale è da riscontrarsi tutta sulla capacità elocutoria degli attori che recitano senza quasi muoversi, ma ad un passo più in la’ dalla semplice lettura del testo. Il bianco splendente, candido del costume indossato da Nicoletta Braschi, che fa pensare ad un abito da cerimonia, ad un matrimonio, porta luce al volto dell’attrice senza interferire in modo eccessivo con il resto della messinscena o con le indicazioni della regia date da Beckett stesso nel testo. Ed è proprio il volto di Winnie che in scena, mostra i sommovimenti dell’animo della protagonista, a volte sbigottita, come rapita da pensieri improvvisi e spaurita, a volte, nei momenti in cui non riesce, con le sole parole, a raggiungere Willie. Quest’ultimo, a volte divertito nel suo gioco del silenzio, cede poi alle sue continue sollecitazioni e da segno della sua presenza, fino a trascinarsi davanti al suo mucchio. Poi ella stessa lo ricaccia via, stufa di questo continuo gioco fatto di richiami e vani ricordi, proprio come Nagg e Nelly o Hamm e Clov in Endgame, e come i personaggi di Waiting For Godot. La frustrazione e il ripiego sulle cose da dire e da riordinare, le frasi ripetute in maniera ossessiva, sono tutti elementi che confermano la presenza di Beckett in questa bellissima rivisitazione quasi fantasmatica di Happy Days, dramma che anticipa – seppur in maniera dialogica – il monologo e le ossessive ripetizioni di Not I, del 1972 e di Rockabye del 1980, entrambi interpretati da Billie Whitelaw.  Nel 2009 fu messo in scena al Teatro Dehon di Bologna (Shanna Zuckerman, Aldo Sassi; regia di Guido Ferrarini – video di Roberto Mioli). Già in questa versione, il personaggio femminile rappresenta una Winnie più giovane, vivace, combattiva quasi interpretata da Shanna Zuckerman. Invece, e la messa in scena oroginaria di Happy Days con l’interpretazione di Billie Whitelaw stessa, rappresentava una donna più anziana, ingrigita, sepolta nella sabbia e immobile, dal collo in giù.

Raffaella Cantillo   

Seguici su Facebook:

MusicArTeatro

MusicArTeatro Eventi a Napoli

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Annunci

24 ottobre, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Attori e attrici, Campania, Italia, Letteratura, Letteratura contemporanea, Regioni, Salerno, Teatri, Teatro | , , , , , , , , | Lascia un commento

Su MusicArTeatro nasce la nuova Rubrica: “Critica Classica” di Marco del Vaglio

Da oggi nasce su MusicArTeatro la nuova Rubrica “Critica Classica” curata da Marco del Vaglio già presente in questo Portale come ideatore e curatore della Rubrica “Donne in musica” e consiste in  comunicazioni e recensioni di eventi musicali: concerti  e spettacoli ma anche recensioni delle ultime novità discografiche nell’ambito quasi esclusivo della Musica Classica.

Oggi oltre ad aver realizzato un proprio sito www.criticaclassica.wordpress.com è curatore su MusicArTeatro delle Rubriche: CRITICA CLASSICA e DONNE IN MUSICA

Segui la rubrica e/o abbonati gratis

– abbonati al sito cliccando SOTTOSCRIZIONE EMAIL (nella colonna a destra)
– iscrivendoti su Facebook al gruppo MusicArTeatro

Marco del Vaglio, giornalista pubblicista, è nato nel 1962 a Napoli, dove attualmente risiede.
Inizia la sua attività di critico musicale nel 1994 sulle pagine di “CIEMME” (Comunicazione di Massa), trimestrale dell’Associazione Cinit Cineforum Italiano, occupandosi principalmente di recensioni di colonne sonore.
Nel 1997 comincia la sua collaborazione con il quindicinale milanese “Nuova e Nostra”, dove cura la rubrica di recensioni “Ascoltando musica”, scritti relativi a curiosità musicali nell’ambito di “Sette note e non soltanto” e, dal 2000 al 2002, uno spazio dedicato alle biografie di compositrici dal titolo “Donne in musica”.
Grazie a quest’ultima rubrica, viene nominato nel 2001 membro onorario della Kapralova Society, istituzione internazionale rivolta alla promozione della musica al femminile.
Dal 1999 al 2003 collabora al mensile “Popoli e Missione” con recensioni rivolte a cd di musica etnica di ispirazione religiosa.
Dal 2001 al 2006 cura la pagina musicale di “Sedicinoni”, web magazine quindicinale, collegato alla rivista “CIEMME”, con articoli sulle principali manifestazioni musicali napoletane e recensioni di cd di musiche da film, musica classica, jazz ed etnica.
Dal 2003 i suoi articoli dedicati ai dischi di musica religiosa appaiono anche sul mensile “Informazione Vincenziana”.
Nel 2004 ha fatto parte della giuria popolare del V Concorso di Composizione su testi sacri, Premio “F. Caracciolo”, istituito dalla Chiesa Evangelica Luterana di Napoli.
Nel 2005 comincia la sua collaborazione con il settimanale salernitano “Agire”, dove è responsabile di una rubrica dedicata a recensioni di cd e concerti.
Dal 2006 ha collaborato, sulla rete, al progetto Guide di Supereva, in qualità di Guida di Critica di Musica Classica, mettendo a disposizione l’esperienza finora acquisita, con una serie di rubriche legate al mondo della musica.
Nel 2007, durante l’XI Festival Pianistico, organizzato dall’Associazione Napolinova, nell’ambito del “Maggio dei Monumenti”, ha esposto una relazione su “Pianisti beethoveniani fra passato e futuro”.
Nel 2008 è intervenuto al “Seminario di giornalismo e comunicazione musicale”, organizzato dall’Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci” e coordinato da Stefano Valanzuolo, nell’ambito di un incontro dal titolo “Formazione e Informazione”.
Nel 2009 ha presentato, alla Sala della Loggia del Maschio Angioino, il cd “Manfred, d’amore, morte e d’altri demoni” di Andrea Manferlotti e Ferdinando de Martino (Graus Editore).
Nel 2010 è stato invitato in Vaticano per assistere al concerto tenutosi nella sala Clementina in occasione dell’onomastico di Papa Benedetto XVI
Le sue recensioni sono presenti sui siti di alcune delle maggiori case discografiche internazionali (Naxos, Arts Music, Membran, CAM, Idyllium, Tactus).
Dal 2011 collabora con MusicArTeatro curando le Rubriche: CRITICA CLASSICA e DONNE IN MUSICA

Per leggere tutti gli articoli della Rubrica “Critica Classica” Klikka qui

2 marzo, 2011 Posted by | Arte, Critica Classica, Cultura, Giornalismo, Giornalisti, Italia, Marco Del Vaglio, Musica, Musica classica, Napoli, Recensioni | , , | 1 commento

   

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: