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Giovedì 3 marzo prosegue “Parole di Musica” al conservatorio di Avellino con “L’affare Vivaldi” di Federico Maria Sardelli

Copertina L'affare Vivaldi
Il prossimo 3 marzo, alle 15.00, il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino presenterà, nell’ambito della manifestazione letteraria Parole di Musica, il libro di Federico Maria Sardelli, L’affare Vivaldi, Palermo, Sellerio, 2015.
Con l’autore discuteranno del testo Raffaella Palumbo e Pierfrancesco Borrelli.
Alla presentazione seguirà l’esecuzione di arie vivaldiane dalle opere Incoronazione di Dario “Perderò la bella mia”, Arsilda regina di Ponto “La tiranna avversa sorte” e “Siano gli astri a me tiranni” ad opera dei Maestri Pierfrancesco Borrelli (clavicembalo) e Rosario Totaro (tenore).
La rassegna letteraria dell’Istituto musicale è stata organizzata dal corso accademico di II livello in “Discipline storico critiche e analitiche della musica” ed è coordinata dal prof. Antonio Caroccia.

L’ingresso è libero.

«La storia della riscoperta dei manoscritti di Vivaldi è davvero andata così. Diversamente dalla frase che i romanzieri pongono di solito alla fine del loro lavoro, io devo invece assicurare che i fatti narrati sono realmente accaduti, e solo in pochi casi ho dovuto inventare. La concatenazione degli eventi, per quanto bizzarra possa sembrare, è dovuta alla storia». Se conosciamo Vivaldi quanto lo conosciamo oggi, oltre le Quattro stagioni, ciò è dovuto alle peripezie dimenticate – assurde, incredibili, comiche, cariche a volte di suspense, intricate come uno spettacolo drammatico e farsesco – che questo romanzo storico rivela. Il Prete Rosso, passato di moda dopo una vita di successi, morì in miseria e indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita, raccolta in centinaia di partiture autografe, passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Riemersero, seguendo vie accidentate e occulte, grazie al congiungersi dell’avidità di un vescovo salesiano e l’intelligente intuito di due studiosi appassionati, Gentili e Torri, musicologo dell’Università di Torino il primo, e direttore della Biblioteca Nazionale della città il secondo. Ma da questo momento in poi gli autografi del musicista veneziano dovettero passare nuove disavventure. Causa stavolta l’indifferenza dello Stato, l’odiosa idiozia antisemita del regime fascista, l’opportunismo e l’ingratitudine dei nuovi padroni dell’Italia. Federico Maria Sardelli è uno dei massimi esperti di Vivaldi, nonché scrittore satirico. Egli ricostruisce il destino delle carte del grande compositore seguendo due percorsi. Da un lato gli eventi successivi che le seppellirono nell’oblio dal 1741 alla riscoperta; dall’altro la caccia all’indietro che i due miti eroi intrapresero per recuperarle. E poi le vicende pazzesche legate al tentativo di renderle aperte alla fruizione pubblica. Con il triste epilogo. È un apologo, umoristico e tragico, della ben nota insensibilità dello Stato italiano verso i suoi patrimoni più nobili, e della sua ingratitudine. Ma vuole anche ristabilire una verità storica ed essere un tributo. «Luigi Torri ed Alberto Gentili sono i veri eroi di questa vicenda. Se oggi conosciamo Vivaldi lo dobbiamo al loro fiuto, alla loro intelligenza, al loro infaticabile sforzo».

Per info:
Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa
Tel. 333-717.94.79 –
relazioni.interne@conservatoriocimarosa.org

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28 febbraio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 11 e giovedì 12 giugno due appuntamenti da non perdere al Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino

Layout 1
Un appuntamento da non perdere quello in programma al Conservatorio Cimarosa per mercoledì 11 giugno, alle ore 17.30.
Si tratta di “Le Cinesi” di Christoph Willibald Gluck, un’opera che il musicista realizzò su libretto di Metastasio e che andò in scena per la prima volta nel 1754.
Marina Esposito è regista e protagonista nella parte di Lisinga; Raffaele Risi interpreterà Silango; Viviana Costabile vestirà i panni di Tangia; Silvia D’Errico sarà Sivene.
Narratrice sarà la professoressa Raffaella Palumbo, docente di Storia della Musica; la voce recitante sarà quella di Luigi Paolillo; il M° Ilario Nicotra, collaborerà al pianoforte.
La direzione è affidata a Pasquale Tizzani, ideatore dell’iniziativa, il quale ha pensato di omaggiare in questo modo la collaborazione del Conservatorio con le Università Cinesi e nello stesso tempo di celebrare il trecentesimo anniversario della nascita di Gluck.
In orchestra primi violini Armando Alfano e Davide Izzo; secondi violini:Vittorio Sbordone, Fiammetta Drammatico e Sonia Tramonto; viole Nicola Giordano e Valentina Grasso; violoncelli il prof. Silvano Fusco e Giulio Pascale; contrabbasso Giuseppe Grimaldi; oboi Andrea Costa e Santa Fezza; flauti Catello Coppola e Marco Saraceno; corni il prof. Roberto Civitella e Giovanni Aiezza.
La realizzazione dell’opera ha richiesto un adattamento dell’impianto scenico agli spazi e al pubblico cui viene rivolto, tenendo anche conto di una tempistica più moderna.
Anche i recitativi sono stati tradotti in prosa per aumentarne la comprensione e ridurre i tempi di svolgimento.
Inoltre, è stata introdotta la figura del narratore, che dà un valore didascalico alla rappresentazione accompagnando il pubblico all’ascolto della storia e della musica.

“Da un certo punto di vista– ha spiegato la regista – Metastasio in questa piccola opera ha riassunto tre stili di rappresentazione proponendone una successione gerarchica dettata dalle sue preferenze, per cui viene portata in scena prima la tragedia, poi la pastorale e, infine, la commedia, meno nobile, per Metastasio, perché ricorre alla presa in giro per divertire il pubblico. D’altro canto, vi viene anche rappresentato un modo di vivere orientale molto diverso da quello che alla metà del Settecento caratterizzava le grandi città europee, soprattutto per quel che riguarda la donna”.

La storia si sviluppa intorno alla necessità di alcune donne cinesi, appunto, di sfuggire alla noia quotidiana, cui le costringe l’impedimento di farsi vedere in pubblico.
Il ritrovarsi insieme per lasciarsi andare a fantasie sotto la guida della padrona di casa, Lisinga, da’ vita a una e vera e propria mascherata, resa più interessante dopo l’entrata imprevista nel circolo del fratello della padrona, Silango, con i suoi racconti sulla vita parigina.
Nella rappresentazione di tre quadretti scenici le ragazze calano la maschera rivelando sentimenti e desideri, fino a un epilogo che mette d’accordo tutti e che viene suggellato da un balletto, genere che, per Metastasio, non annoia, ma non offende nessuno.
Marina Esposito, che veste i panni di Lisinga, racconta di essersi impegnata molto per calarsi da soprano in questo ruolo che la costringe ad utilizzare il registro vocale da contralto, sperimentando in questo modo una diversa vocalità.
Nella preparazione dello spettacolo è stretta la collaborazione degli interpreti italiani con gli studenti cinesi, che stanno offrendo il loro irrinunciabile aiuto nella realizzazione dei costumi e nel trucco degli attori.
L’opera verrà rappresentata in Cina proprio da questi ragazzi, quando vi si recheranno dal 24 luglio al 4 agosto insieme al M° Pasquale Tizzani e al M° Ilario Nicotra, che selezioneranno gli allievi di canto che hanno fatto domanda di iscrizione per il prossimo anno al Cimarosa.

“Importantissima per la realizzazione di questo evento – spiega Tizzani – è stata la collaborazione con gli allievi di didattica e del corso di musica d’insieme senza i quali ciò non sarebbe stato possibile e dei colleghi che hanno fatto da supporto in orchestra. Un ringraziamento va anche alle colleghe di storia, di letteratura e di Italiano, per il certosino lavoro che stanno svolgendo con gli allievi stranieri, in particolare con i Cinesi, e anche alla professoressa Nietta Covino, dell’Associazione Marco Polo, che ha fatto da ponte tra gli allievi cinesi e il nostro Conservatorio e, ovviamente al direttore Carmine Santaniello per aver favorito questa ampia collaborazione tra discipline diverse all’interno dell’Istituto. E, come sempre, fondamentale è la continua assistenza del personale Ata, sempre disponibile a far sì che le cose vadano per il verso giusto”.

Ma già il giorno dopo la musica classica chiama alla seconda serata de “I Concerti Di Primavera” al Cimarosa – L’antica Musica e La Moderna Prattica.

Continua la rassegna “Concerti di Primavera” al Conservatorio Cimarosa.
Giovedì 12 Giugno 2014, alle ore 19.00, sarà la volta del concerto “L’antica Musica e La Moderna Prattica – Passeggiata Musicale dal ‘700 al ‘900” a cura delle classi di Musica da Camera dei maestri Pierfrancesco Borrelli e Massimo Testa.
Durante il concerto saranno eseguiti: Georg Philipp Telemann, Concerto in Fa, TWV 52:72, per Violino, Oboe, Archi e Continuo (Largo – Vivace – Andante) da Davide Izzo (violino solista) e Andrea Costa (oboe solista); Antonio Vivaldi – Concerto in Fa Mag, op. X N°1, per Flauto, Archi e Continuo “La Tempesta di Mare” (Allegro – Largo – Presto) da Catello Coppola (flauto solista); Manuel De Falla – “El Retablo De Maese Pedro”Adattamento Musicale e Scenico di un episodio da “El Ingenioso Caballero Don Quixote De La Mancha” di Miguel de Cervantes da Giuseppina Perna (El Trujamán – soprano), Antonio Gambino (Maese Pedro – tenore), Antonio Santaniello (Don Quijote – baritono), Massimo Testa – direttore.
Con la partecipazione di Luigi Gagliardi, Assistente alla direzione d’orchestra e Maestro collaboratore; Cristina Iorillo , Maestro collaboratore; Carlo Martiniello, Maestro collaboratore.
L’orchestra de “I Nuovi Cameristi Accademici” è formata da: Marco Saraceno – flauto e ottavino; Andrea Costa, Domenico Coppola – oboi; Roberto Stivali – corno inglese; Aldo Botta – clarinetto; Francesco Davide Salzano – fagotto; Roberto Civitella, Alessandro Consalvo – corni; Giovanni Aiezza – tromba; Antonio Izzo, Pellegrino Bosco, Nicola Pucci, Dimitri Severino –timpani e percussioni; Livia Guarino, Pierfrancesco Borrelli – cembalo; Elisa Greco – arpa; Venceslav Quadrini Ceaicovschi, Sonia Tramonto, Cristina Italia, Ambrosone, Armando Alfano, Angelo Cerrato, Lorenzo Colonna, Fiammetta Drammatico, Beatrice Stefania Gargiulo, Mariolina Grato, Davide Izzo, Antonella Nappi, Vittorio Sbordone– violini; Mattia Mennonna, Carmine Ruizzo – viole; Nazarena Ottaiano, Giulio Pascale – violoncelli; Giuseppe Grimaldi – contrabbasso.

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7 giugno, 2014 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Musica Lirica, Regioni | , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 17 dicembre al Conservatorio di Avellino Convegno-Concerto “Omaggio a Francis Poulenc”

Francis Poulenc 2Così Carmela Palumbo e Raffaella Perrotta, docenti del Conservatorio Cimarosa, diretto da Carmine Santaniello, ricorderanno martedì 17 dicembre Francis Poulenc.
Al Convegno che avrà inizio alle 16.30 nell’Auditorium “V. Vitale” prenderanno parte Raffaella Palumbo, docente di Storia ed Estetica della Musica del “Cimarosa”, con un intervento su musica e teatro, e Maria Giovanna Petrillo, docente di Lingua e letteratura Francese dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” con un intervento su musica e poesia.
A moderare sarà la giornalista de “Il Mattino” Stefania Marotti.
Dalle 17.30 la giornata entrerà nel vivo con il concerto pianistico dedicato a Poulenc, che vedrà esibirsi, al fianco delle docenti, anche alcuni allievi del Conservatorio.

“E’ da alcuni anni – ci spiega Carmela Palumbo – che viene proposta questa iniziativa dedicandola sempre ad autori diversi, ma mantenendo centrale il rapporto che esiste tra musica e poesia. L’autore, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario dalla morte, viene solitamente classificato come neoclassicista, ma io preferisco definirlo un “classico moderno” in ragione della presenza del percussivo, presente anche nell’ultimo brano in programma per il concerto, che fu composto nel 1920, con un chiaro richiamo a Bartok. Poulenc è un personaggio particolare nel panorama musicale del XX secolo: convinto sostenitore della musica francese, contrastava le avanguardie, anche quelle francesi; ha cominciato a farsi conoscere da giovanissimo, ma non è entrato mai in Conservatorio a causa della sua vicinanza, malvista dagli accademici, all’estetica di E. Satie”.

Ufficio Stampa
3935837525
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Programma

Brani di Poulenc ed interpreti

Embarquement pour Cythère: Marco Bruno e Priscilla Lauretano
Improvvisazioni n. 11 e n. 12 (dedicata a Schubert): Loris Ortolano
Improvvisi n.1, 2 e 3: Martina Ciuci
Suite pour piano: Giuseppe Matrisciano
Improvvisazioni n. 1, 2, 8, 13 e 15 (dedicata ad Edith Piaf): Panfilo Ginestra
Primo movimento dal Concerto per pianoforte e orchestra (nella versione per due pianoforti): Cristina Iuliano e Carmela Palumbo
Sonata per pianoforte a quattro mani: Carmela Palumbo e Raffaella Perrotta

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16 dicembre, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Regioni | , , , , | Lascia un commento

   

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