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Giovedì 28 aprile e lunedì 2 maggio l’Associazione Alessandro Scarlatti dedica due appuntamenti in occasione del 356° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2015-2016
L’ anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti – quest’anno il 356° – è diventato un appuntamento fisso per la Associazione Alessandro Scarlatti, soprattutto per far conoscere la sua musica e rendere giustizia ad uno dei compositori barocchi più celebrati ma meno eseguiti e conosciuti, vittima probabilmente della maggiore fama del brillante figlio Domenico.

Quest’anno i festeggiamenti prevedono due appuntamenti.

Giovedì 28 aprile, alle ore 17.30, nella Sala Martucci del Conservatorio di San Pietro a Majella, nell’ambito dell’attività di divulgazione dedicata alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale intitolata “Parliamo di Musica – I Libri”, verrà presentata la nuova edizione, edita da LIM, del volume “Alessandro e Domenico Scarlatti. Due vite in una” del compianto Prof. Roberto Pagano.
Interverranno quali relatori Dinko Fabris e Agostino Ziino.
Seguirà un concerto di musiche scarlattiane eseguite al clavicembalo da Enrico Baiano.
L’incontro è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella nell’ambito della convenzione che lega le due importanti istituzioni napoletane.

Lunedì 2 maggio, nella Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini (via Portamedina alla Pignasecca, 41), alle ore 19.00 si terrà il concerto “356 candeline per Alessandro Scarlatti”, il consueto concerto celebrativo nell’anniversario della nascita del compositore eponimo della Associazione.
Protagonista sarà l’Ensemble Barocco di Napoli, direttore e solista Tommaso Rossi.
Il concerto è realizzato in collaborazione con la Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.

Entrambi gli appuntamento sono ad ingresso gratuito.

Per informazioni
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

356 candeline per Alessandro Scarlatti – note di Tommaso Rossi
È certamente famosa, e più volte citata, la testimonianza – consegnata alla storia attraverso la biografia del grande flautista Johann Joachim Quantz – secondo la quale il grande Alessandro Scarlatti non avrebbe avuto una grande predilezione per gli strumenti a fiato, ritenuti imperfetti dal punto di vista dell’intonazione. «Figlio mio, tu sai che odio gli strumenti a fiato, non sono mai intonati», avrebbe detto Scarlatti, rivolgendosi all’allievo Johann Adolph Hasse, il quale, residente a Napoli da qualche anno, aveva chiesto al maestro di ricevere proprio l’amico Quantz, in visita nella città partenopea, nel 1725.
Quale sia la verità, mai sapremo.
Certo, se da un lato è presumibile ipotizzare da parte del grande flautista tedesco un atteggiamento prevenuto nei confronti della scuola di strumenti a fiato italiana, che emerge peraltro anche in altre dichiarazioni, dall’altro lato non possiamo non chiederci come sia stato possibile che il grande Alessandro Scarlatti avesse davvero queste opinioni a fronte di una presenza massiccia dei fiati, e del flauto in particolare, in tutta la sua produzione, sia strumentale, che vocale (nello specifico cantate e serenate).
Volendo tralasciare i brani specificamente dedicati al flauto in funzione solistica, oltre una ventina, basterà ricordare le numerose Cantate in cui il flauto (o due flauti) giocano un ruolo solistico importante, e soprattutto le Serenate, opere a carattere encomiastico, allegorico o comunque pensate per occasioni celebrative, dove spesso la batteria degli strumenti a fiato appare nutrita e con ruoli di grande rilievo.
Il pubblico dell’Associazione “Alessandro Scarlatti” ha ormai da qualche anno, in coincidenza con la celebrazione del suo eponimo, imparato ad apprezzare questo repertorio, che ha fornito materia per molti dei “compleanni” festeggiati dal 2010 a oggi.
Il programma di questa sera è dedicato a un campione della produzione strumentale del compositore nativo di Palermo.
I tre concerti per flauto appartengono alla serie di 7 concerti scarlattiani presenti nel manoscritto contenente “24 Concerti di flauto, violini, violetta e basso di diversi autori” conservati nella biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella”, dalla cui raccolta sono stati già eseguiti, in tre diversi “compleanni” uno dei due concerti in la minore, nel 2010, quello in re maggiore, nel 2012, e quello in sol minore, nel 2015. Formalmente i tre concerti presentati questa sera hanno come tratto comune la presenza di un secondo movimento fugato, di grande perizia compositiva, in una scrittura che non indulge al virtuosismo tecnico per il solista, tratteggiando così uno stile ibrido, ai confini tra il concerto e la sonata.
Questa scrittura è tipica dello stile napoletano dell’epoca, differenziandosi in questo dai tratti del concerto veneziano, e vivaldiano in particolare.
In questo senso anche i due concerti per archi (vere e proprie sonate a 4 parti, realizzabili sia a parte reali – come questa sera – che in forma di concerto grosso) confermano questa caratteristica dello stile strumentale scarlattiano.
Pubblicati a Londra postumi, nel 1740, essi sono la testimonianza del successo inglese del compositore, amplificato anche grazie all’opera del fratello Francesco, che nel 1719 si recò a Londra, invitato, secondo alcuni, da Georg Friedrich Händel e da Francesco Geminiani.
A Londra è conservato anche il manoscritto delle 12 Sinfonie di Concerto Grosso, composte nel 1715, e con ogni probabilità portate a conoscenza del pubblico inglese proprio da Francesco.
Non possiamo ridurre le qualità musicali dei concerti scarlattiani solo alla perizia contrappuntistica.
In essi è presente una varietà straordinaria di atteggiamenti, riscontrabili sia nel carattere ora fiero ora malinconico e commosso dei movimenti lenti, che nella ricerca di una struttura formale complessiva sempre diversa.
Scarlatti varia spesso il numero complessivo dei movimenti, ora tre, ora quattro, ora anche cinque, con la presenza, non esplicitamente dichiarata, anche di forme di danza, quali ad esempio la sarabanda veloce e il canario (rispettivamente primo e ultimo movimento del concerto in la minore) o la giga posta a chiusura del concerto in fa maggiore per archi.
Da questo punto di vista il compositore sembra percorrere quasi una sorta di sperimentazione attorno alle forme strumentali, vissute forse, a differenza del melodramma e della cantata, come genere più aperto a nuove codificazioni.
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Programma

Giovedì 28 aprile 2016, ore 17.30 – Conservatorio di San Pietro a Majella – Sala Martucci
Parliamo di Musica: I Libri
“Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una” di Roberto Pagano
con Dinko Fabris e Agostino Ziino

Enrico Baiano, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725): Toccata per G Sol Re

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata F 46 (K 85) in fa maggiore
Sonata F 552 (K 41) in re minore

Francesco Durante (1684 – 1755):
Studio Primo
Divertimento Primo

Gaetano Greco (1657 – 1728): Partite sopra il Ballo di Mantova

Domenico Scarlatti
Sonata F 372 (K 426) in sol minore
Sonata F 208 (K 260) in sol maggiore

Enrico Baiano
Enrico BaianoE’ oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica.
Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta “Symphonìa”, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

Lunedì 2 maggio 2016, ore 19.00 – Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini
356 Candeline per Alessandro Scarlatti

Ensemble Barocco di Napoli
Tommaso Rossi, direttore e flauto dolce
Raffaele Tiseo e Marco Piantoni, violini
Rosario Di Meglio, viola
Manuela Albano, violoncello
Patrizia Varone, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725)
Concerto XXIII in do maggiore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 3 in fa maggiore
Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 2 in do minore
Concerto XXI in la minore per flauto, due violini e basso continuo

Ensemble Barocco di Napoli

Foto Pietro Previti

Foto Pietro Previti

L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane.
Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell’Opera Giocosa di Savona e nell’ambito del Festival Leonardo Leo.
Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo.
Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’ “Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo.
L’Ensemble ha organizzato a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MidA.
Nel 2016 l’Ensemble si è esibito per il Festival “Echi Lontani” di Cagliari e per il festival “Magie Barocche” della Val di Noto.

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina.
Ha partecipato stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio (oggi Cappella Neapolitana) con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali.
Nel 2010 ha co-fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd con sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto e la prima registrazione moderna delle sonate per flauto e basso continuo di Leonardo Leo per l’etichetta Stradivarius.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e sempre per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel.
È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Compositori quali Alessandro Solbiati, Carlo Boccadoro, Patrizio Marrone, Vincenzo Gualtieri, Claudio Lugo, Claudio Rastelli, Paolo Marchettini hanno scritto composizioni esplicitamente a lui dedicate, mentre nel 2016 vedrà la luce il progetto “Metamorfosi” pensato con la compositrice Alessandra Bellino, in cui si confrontano musica antica e contemporanea.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sala Martucci, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Al Teatrino di Corte di Palazzo Reale un magnifico concerto dedicato agli albori del Settecento napoletano

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Ultimo appuntamento, al Teatrino di Palazzo Reale a Napoli, con il ciclo “Una balconata per la musica di corte”, inserito nell’ambito della stagione ufficiale dell’Associazione Alessandro Scarlatti.
Il concerto conclusivo, dal titolo “Sotto le ali dell’Aquila Imperiale”, in quanto incentrato sugli autori attivi alla corte di Napoli durante la dominazione asburgica (1707-1734), ha avuto come prestigiosi protagonisti l’ Ensemble Barocco di Napoli, diretto dal flautista Tommaso Rossi, ed il soprano Maria Grazia Schiavo.
La serata ha avuto inizio con il Concerto in sol minore per flauto, due violini, viola e basso continuo di Francesco Mancini (1672-1737), allievo di Francesco Provenzale al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, che portò avanti una prestigiosa carriera, come direttore del Conservatorio di Santa Maria di Loreto e in qualità di maestro della Cappella Reale, dove successe ad Alessandro Scarlatti.
La successiva aria Amare e tacere è pena tiranna, accompagnata dai flauti, apparteneva ad “Astarto” del sassone Johann Adolf Hasse (1689-1733), dramma in musica che esordì nel 1726 al Teatro San Bartolomeo di Napoli.
Altra figura di spicco fu Leonardo Vinci (1690-1730), tra gli autori più noti e richiesti della prima metà del Settecento.
Dalla sua ultima opera “Artaserse”, su testo di Metastasio, abbiamo ascoltato l’aria di Arbace “Vo solcando un mar crudele” che, alla “prima” tenutasi a Roma nel 1730, venne interpretata dal castrato Giovanni Carestini.
Decisamente oggi meno noto, ma molto famoso ai suoi tempi, il compositore e virtuoso del violino Angelo Ragazzi (1680-1750), che visse fra le corti di Napoli e Vienna.
La sua Sonata VI in sol minore per violino e archi, tratta dalla raccolta di 12 Sonate a quattro op. 1 (Roma, 1736) evidenziava un brano di ottima fattura, caratterizzato da passaggi di grande difficoltà affidati allo strumento solista.
Ultimo brano, prima dell’intervallo, “Mentre dormi amor fomenti”, aria di Licida da “Olimpiade” di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) che musicò, in occasione del carnevale romano del 1735, uno dei più famosi libretti di Metastasio (utilizzato, in circa un secolo, almeno da una cinquantina di compositori).
La seconda parte si apriva con “Ahi se la speme”, aria per soprano, traversiere e archi, nuova incursione nell’ “Astarto” di Johann Adolf Hasse, seguita dal Concerto in la minore per flauto, due violini, viola e basso continuo, risalente al 1725 del pugliese Domenico Sarro (1679-1744), celebre soprattutto per la sua produzione operistica, al punto che il suo dramma “Achille in Sciro” fu scelto per inaugurare nel 1737 il Teatro di San Carlo.
Penultimo brano in programma “Lieto così talvolta”, aria di Farnaspe da “Adriano in Siria” di Giovanni Battista Pergolesi, sempre su libretto di Metastasio, affidata al suo esordio nel 1735 alla strepitosa vocalità del castrato Gaetano Majorano, conosciuto con il soprannome di Caffarelli.
Chiusura con “Torbido e irato”, altro pezzo ricco di passaggi virtuosistici, creato per porre in risalto la bravura di Farinelli, tratto da “Erminia” di Alessandro Scarlatti (1660-1725), scritta nel 1723 in occasione delle nozze fra Maria Luisa Caracciolo de’ Principi di Santobuono e Ferdinando Colonna Principe di Stigliano.
Uno sguardo ora agli interpreti, a cominciare dal soprano Maria Grazia Schiavo che, confrontatosi con un repertorio quanto mai vario e complesso, caratterizzato da arditezze virtuosistiche, abbinate a passaggi ricchi di suggestioni, ha fornito un’altra prova straordinaria.
A tal proposito, va ricordato che tutte le arie eseguite, come accennato precedentemente, avevano per destinatari una serie di castrati di assoluto valore e, seppure possa apparire una affermazione scontata, la loro vocalità si discostava nettamente da quella che caratterizza un soprano o un mezzosoprano.
In altre parole, l’interprete femminile, se non vuole andare incontro a problemi, che talora possono risultare abbastanza seri nell’economia complessiva, deve letteralmente “entrare nei panni” di un castrato.
E, se diamo uno sguardo a quanto attualmente offre il campo in ambito barocco, ci rendiamo conto che artisti della bravura e dell’esperienza di Maria Grazia Schiavo ve ne sono ben pochi.
Venendo alla parte strumentale, va innanzitutto citato Tommaso Rossi, nel duplice ruolo, ottimamente ricoperto, di flauto solista e direttore dell’Ensemble Barocco di Napoli.
Interprete di fama internazionale, il flautista ha avuto l’ulteriore merito di aver concepito un bellissimo programma, scegliendo, nell’ambito di un periodo abbastanza circoscritto, una serie di piccoli capolavori.
Relativamente all’Ensemble Barocco, compagine formata da Raffaele Di Donna (flauto), Rossella Croce (primo violino, impegnata come splendida solista nel brano di Ragazzi), Marco Piantoni (violino secondo), Raffaele Tiseo (violino terzo), Rosario Di Meglio (viola), Rebeca Ferri (violoncello), Giorgio Sanvito (violone), Ugo Di Giovanni (arciliuto) e Patrizia Varone (clavicembalo), ha anch’esso evidenziato una estrema bravura dei singoli, un affiatamento perfetto nei pezzi strumentale ed un’intesa notevolissima anche con il soprano.
L’unica nota stonata è venuta da una certa parte del pubblico (giunto numeroso, ma non quanto l’evento meritasse), che continua imperturbabile a lasciare accesi i telefoni cellulari nonostante l’annuncio fatto prima dell’inizio del concerto, tossisce continuamente, senza preoccuparsi di limitare l’entità dei colpi, che rasentano spesso delle vere e proprie fucilate (amplificate da ambienti acusticamente favorevoli) e fa apprezzamenti ad alta voce mentre gli artisti si esibiscono.
A ciò va aggiunto che la porta d’entrata del Teatrino di Corte è stata più volte sbattuta in modo violento.
E qui entra in gioco il servizio di protezione, che deve obbligatoriamente accompagnare qualsiasi tipo di manifestazioni, ma non si riesce a comprendere perché, quando il concerto ha luogo nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, tutto fila liscio, mentre al Teatrino di Corte diventa un ulteriore fattore di disturbo.
Chiudiamo ricordando i due bis, entrambi da brividi, consistenti nella splendida trascrizione in stile barocco di “Viento”, omaggio a Pino Daniele del maestro Marco Sannini, e nell’aria “Il volo così fido”, dall’opera “Riccardo I” di Georg Friedrich Händel, a coronamento di un concerto di elevatissimo livello.
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24 gennaio, 2015 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 5 al 18 agosto a S. Giorgio del Sannio (Bn) la rassegna “Notti di note e di teatro”

Dopo “Notti di Cinema”, al via, domenica 5 agosto, alle ore 20.30, nella suggestiva cornice del chiostro del convento dei Frati Minori a San Giorgio del Sannio (Bn), la seconda edizione della rassegna “Notti di Note” che prevede tre appuntamenti con la musica.
Il primo concerto che sarà giocato sul tema “L’Estro della Romanza” vedrà impegnato il duo formato da Piero Pellecchia, clarinetto e Rossella Vendemia, pianoforte.
I due affermati interpreti eseguiranno uno Scherzo da “La Cenerentola” una Parafrasi da “Il Barbiere di Siviglia” di G. Rossini di J. Egea, la Fantasia da concerto da “Il Trovatore” di G. Verdi di G. Salieri; Rotazione I (girotondo semiserio su spunti di Nino Rota), Tenet nunc Partenope (Divertimento napoletano) e Rotazione III (ulteriore girotondo semiserio su spunti di Nino Rota) di R. Cognazzo.
Venerdì 10 agosto, sempre alle 20.30, nel chiostro del convento Frati Minori, serata di Jazz e dintorni, con il pianoforte di Rosario Mastroserio e la fisarmonica di Giacomo Desiante, due straordinari musicisti che accompagneranno il pubblico in un viaggio tra le musiche di Gershwin, Almaran, Simon-Marks, Kosma-Prevert, Velazque e Piazzolla.
Sabato 11 agosto, stessa ora e stessa cornice, The melody at night with strings, Vincenzo Saetta & Canova String Quintet.
Un percorso nelle suggestioni timbriche di archi e sax che vedrà protagonista il sangiorgese Vincenzo Saetta, sax alto e soprano, con Alessandro Zerella, violino; Luigi Abate, violino; Raffaele Tiseo, viola; Gianni Sanarico, violoncello e Peppe Timbro, contrabbasso.
Le Notti di Teatro si terranno, invece, nel cortile dei Frati Minori, in Via San Francesco: la prima serata è in programma per lunedì 13 agosto, alle 21.00, e vedrà ospite la Compagnia Teatro Bertolt Brecht di Formia (LT) che metterà in scena “Pulcinella mon amour”, incubi lazzi e sogni di Cetrulo Pulcinella, scritto e diretto da Maurizio Stammati, con Pompeo Perrone, Francesca De Santis, Dilva Foddai, Salvatore Caggiari, Salvatore Vercellino, Maurizio Stammati, Chiara Ruggeri, Margherita Vicario; musica dal vivo suonata dalla Orchestrina Bertolt Brecht; costumi Patrizia Lombardi; disegno luci ed oggetti di scena Gianni Tudino.
Sabato 18 agosto, alle 21.00, nel cortile dei Frati Minori, in Via San Francesco, sarà la volta della compagnia sangiorgese Teatro Eidos impegnata in “Tom e Huck…guai più che mai”, liberamente tratto da “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain, scritto e diretto da Virginio De Matteo, con Raffaella Mirra, Mimmo Soricelli, Martina Iorio; scenografia Claudio Mirra; costumi Nico Celli; direttore di scena Maurizio Iannino; luci e fonica Claudio Mirra.
“Si tratta di un’offerta artistico-culturale e turistica di ottimo livello – ha detto il sindaco Claudio Ricciche non solo qualifica l’azione amministrativa, ma che risponde alle variegate esigenze di una comunità ricca di stimoli come quella sangiorgese. In tempi di crisi è quanto mai necessario incentivare e sostenere le iniziative culturali come elemento di socializzazione e di aggregazione comunitaria. In questa ottica va l’impegno dell’Amministrazione ed in questo caso dell’assessore Giancarlo Bruno e della consigliera delegata Dina Camerlengo”.

Comune di San Giorgio del Sannio
Tel.: (39) 0824/334922
Fax: (39) 0824/337270
E-mail: affarigenerali2002@libero.it
Sito web: www.comune.sangiorgiodelsannio.bn.it

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30 luglio, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Jazz, Musica, Musica classica, Musica da camera, Teatro | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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