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Taccuino personale di Francesco Canessa:L’UNIVERSALITA’ DELLA MONNEZZA

RADIO3 è una radio di nicchia, autentica oasi nell’etere arroventato dai suoni scatenati di improbabili dj, barzellettieri e intervistatori telefonici.

La costruì per la Rai di Ettore Bernabei un figlio d’arte musicale, Paolo Donati – la mamma era la napoletana Maria Caniglia, storica voce della lirica – ora è retta da un vivacissimo uomo di lettere, Marino Sinibaldi. Propone trasmissioni di musica, letteratura, cinema senza che la forma o il linguaggio appesantiscano i contenuti. Per i suoi ascoltatori più mattinieri, il programma-cult s’intitola “Qui comincia”, ha inizio alle sei e alterna musica a racconti d’esiti d’arte, una mostra, un libro, riuniti sotto un comune denominatore. La sequenza della scorsa settimana comprendeva tra l’altro, “Leonard Bernstein, vita politica di un musicista americano”, “L’educazione all’ascolto”, “L’energia del vuoto”, “Traduzione, trasformazione, metamorfosi”. E tanto per stare nell’attualità, “Autoritratto dell’immondizia”.

Lo spunto veniva dal titolo di un libro che racconta del rapporto tra l’umanità e i propri rifiuti in tempi e luoghi diversi. L’autore è Lorenzo Pinna e ha in copertina una fotografia di una spiaggia dell’isola di Layson nelle Hawaii disseminata di rifiuti. Anzi, ha precisato la conduttrice Anna Minichetti, di “monnezza”. E l’uso del termine non deve meravigliare, visto che il vocabolo ha acquisito valenza universale, parte da Napoli, ma sta bene anche per le isole del Pacifico. Il discorso faceva da prologo all’ascolto dell’ouverture del “Barbiere di Siviglia” di Paisiello, e il nesso è assai opinabile, un po’ meno per la musica che seguiva e che con Napoli nulla aveva a che fare, una nenia popolare della Malesia e i “Canti della terra” di Mahler che un certo richiamo ambientalista contengono. Ma forse conviene considerare – sia pure per mera consolazione – che l’autorappresentazione è una costante storica di questa città che esaspera e mette a modello le proprie disgrazie con una teatralità che si rinnova col mutare dei tempi sul palcoscenico del mondo. Così anche per la presente sciagura, che ha ribattezzato in “monnezza” i rifiuti di quattro continenti. Fossi stato un fotografo d’agenzia, avrei fatto uno scatto milionario in piazza del Plebiscito, giorni fa all’imbrunire: qualcuno per protesta accatastava sacchetti, altri tentavano di incendiarli, altri ancora gridavano, mentre poco distante un ragazzino con la maglia azzurra targata Lavezzi sfidava imperturbabile ai calci di rigore un signore adulto, forse il papà, che stava in porta, situata contro una cancellata del Palazzo Reale con le statue di Carlo d’Angiò e Alfonso d’Aragona a fare da pali. In un’unica inquadratura sarebbero entrate miseria, passione e storia di una città che non ha alcuna voglia di diventare normale.

Francesco Canessa

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1 luglio, 2011 Posted by | Cantanti, Canto, Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti, Musica, Musica Lirica | , , , , , , | 1 commento

   

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