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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre la seconda parte di “Namusica” per la rassegna “Napoli Città Viva *Estate 2011 – L’energia della cultura”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Ospitata nell’accogliente spazio della neoriattata e riaperta al pubblico Casina Pompeiana, piccolo gioiello architettonico sottratto al degrado urbano all’interno del settecentesco Real Cammino Borbonico, prosegue “Namusica”, al suo secondo e ultimo weekend, dal 30 settembre al 2 ottobre, all’insegna della buona musica dal vivo, tra diverse declinazioni e codici sonori che spaziano dal jazz alla tradizione barocca, classica e contemporanea, volti alla sperimentazione e alla contaminazione di differenti linguaggi melodici e ritmici, senza mai tradire le ascendenze originarie dei vari generi e repertori.
L’iniziativa, che cade all’interno della kermesse “Napoli Città Viva *Estate 2011 – L’energia della cultura”, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, risponde all’esigenza e al desiderio di associazioni culturali, da anni attive nel settore musicale a Napoli e non solo, quali Dissonanzen, Progetto Sonora, Ensemble Barocco di Napoli, Circolo Artistico Ensemble, Arte di Improvvisare, intenzione – si diceva – in una più ampia ottica progettuale e di collaborazione tra vari soggetti, di offrire al pubblico partenopeo, alla platea di turisti, agli addetti ai lavori e ai semplici amanti della buona musica, una serie di performance, occasioni di ascolto e d’incontro in un comune territorio d’interesse.
Fil rouge di questi appuntamenti è un ponte ideale tra modernità e tradizione, tra l’antico e l’attuale, da una parte grazie all’estro e al virtuosismo improvvisativi degli interpreti che saranno protagonisti, gli uni accanto agli altri, dei tre concerti; dall’altra, mediante il dialogo stesso che si crea abitualmente in scena tra loro.
L’arte improvvisativa, dunque, come fulcro e comun denominatore di queste sei serate, prassi avita come la musica stessa, che trasversalmente riesce a far nascere un perfetto e insospettabile sodalizio tra passato e presente e, al contempo, a gettare un raccordo inscindibile tra pubblico e strumentista, tra ascolto ed esecuzione, in un prezioso gioco di staffette, rimandi, variazioni tematiche, mutazioni ritmiche e sonore.
Su un tale humus non può non fiorire una sintassi musicale ricca, polisemica, senza steccati, in cui la classicità è sdoganata dalla sua aura per così dire ‘elitaria’ e la contemporaneità non è tanto distante dal repertorio più tradizionale.
In tal modo, pentagrammi del ’700, in tutta la loro modernità, vengono riletti e rivissuti alla luce di nuove istanze jazzistiche e delle attuali esigenze estetiche; improvvisazioni rinascimentali e barocche possono convivere accanto a interpretazioni di compositori d’oggi e a danze e canti della tradizione popolare del Sud Italia in un’eclettica, equilibrata e caleidoscopica miscellanea di suoni, ritmiche e cadenze differenti.

I tre live set del prossimo fine settimana:

Venerdì 30 settembre, ore 20.30 – Arte d’improvvisare
Un progetto di Francesco D’Errico.
La Formazione: Roberto Grisley musicologo; Giulio Martino, sax; Francesco D’Errico, pianoforte; Dario Guidobaldi, batteria.

Sabato 1 ottobre, ore 20.30 – Sax experience
Sonora Network Ensemble diretto da Eugenio Ottieni.
La Formazione: Domenico Luciano, sax; Eugenio Catone pianoforte.

Domenica 2 ottobre ore 20.30 – Tarantoday
Un progetto di Dario Candela.
Circolo Artistico Ensemble formato da: Luca Iovine, clarinetto; Giuseppe Carotenuto, violino; Manuela Albano, violoncello; Dario Candela, pianoforte; Francesco Manna, percussioni.

Ingresso ai concerti: 10 Euro

http://www.comune.napoli.it
infoline: 348/7745726

Ufficio Stampa “Namusica”
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
siti web: www.progettosonora.com, www.dissonanzen.it

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28 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica, Napoli, Prima del concerto | , , , , , , , | Lascia un commento

Concerti a Napoli dal 26 settembre al 2 ottobre

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mauro Giuliani

Questi i concerti della prossima settimana:

Martedì 27 settembre, alle ore 18.30, al Teatrino di Corte di Palazzo Reale, per “I Martedì dell’Arte”, l’Associazione Maggio della Musica organizza il concerto “Chitarre a Palazzo” con la partecipazione del duo Giuseppe Aversano- Rosario Ascione, del duo Paolo Lambiase-Piero Viti, del duo Claudio Cecere-Paolo Mauriello, di Bruno Pedros, del Trio chitarristico napoletano (Giovanni Dell’Aversana, Mario Maddaluno ed Emilio Pollio) e del duo Antonio Onorato-Aldo Farias

In programma musiche di Cimarosa, Durante, Jommelli, Paradisi, Granados, Carulli, Beatles, Nan Bulan, Boccherini, Joplin, Bellinati, Kern, Martino, Davis

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Venerdì 30 settembre, alle ore 18.45, nel Complesso Monumentale dei Girolamini (via Duomo 142), in occasione della presentazione del quadro restaurato di Luca Giordano “S. Canuto re”, concerto di musiche di Marenzio, Daresca, Mozart.

Libero contributo di 5 euro per prossimo restauro tela di San Filippo Neri
Prenotazione obbligatoria alla seguente e mail:
monumentogirolamini@hotmail.it

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Venerdì 30 settembre, alle ore 20.30 (con replica domenica 2 ottobre, alle ore 18.00Turno P), al Teatro di San Carlo, inaugurazione della Stagione Sinfonica 2011-2012 con l’oratorio “Terra”, commissionato per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, su musiche di Luca Francesconi e testi di Valeria Parrella

Personaggi ed interpreti

Noa (la Ragazza): Elizabeth Calleo
Lisa (la Madre): Annely Peebo
Ruben (il Traffichiere): Urban Malmberg
Victor (lo Studente): Jordan Shanahan
Claudio (il Marito): Jussi Myllys
Lo Scafista: Antonio Pannunzio
Il Contadino: Davide Damiani
Il Mare: Coro

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Direttore: Jonathan Webb
Maestro del Coro: Salvatore Caputo
Ideazione scenica: Jean Kalman
Scene: Elsa Ejchenrand
Regista collaboratore: Raffaele di Florio

Costo del biglietto

Intero: da 90 a 25 Euro
Ridotto: da 80 a 30 Euro (titolari Carte dei programmi di Membership, gruppi di almeno 10 persone membri di enti, CRAL ed associazioni convenzionati con il Teatro di San Carlo)
Giovani under 30 (palchi laterali): 20 Euro
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Domenica 2 ottobre, alle ore 11.00, a Villa Pignatelli, per la rassegna Maggio dei Monumenti-Maggio della Musica 2011, concerto degli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino, diretti da Sergio Lamberto

Programma

E. Elgar: Serenata per archi, op. 20

E. Grieg: Holberg suite, op. 40

P. I. Ciaikovskij: Serenata per archi in do maggiore, op. 48

Costo del biglietto

Intero: 20 Euro
Ridotto: 15 Euro
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Domenica 2 ottobre, alle ore 19.00, nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia, per la V edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, concerto del maestro Livio De Luca

Programma

P. Hindemith: Sonata II

F. Mendelssohn-Bartholdy: Sonata n. 1 in fa minore, op. 65

O. Messiaen (da La Nativité du Seigneur):
Desseins eternels
Dieu parmi nous

Ingresso libero

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‘Namusica – Musica alla Casina Pompeiana della Villa Comunale, un progetto in collaborazione tra Dissonanzen, Progetto Sonora, Ensemble Barocco di Napoli, Circolo Artistico Ensemble, Arte di Improvvisare, I Virtuosi di San Martino

Parte II: da Venerdì 30 settembre a Domenica 2 ottobre

Venerdì 30 settembre, alle ore 20.30 – “Arte d’improvvisare”, da un progetto di Francesco D’Errico con la partecipazione di: Roberto Grisley (musicologo), Giulio Martino (sax), Francesco D’Errico (pianoforte). Dario Guidobaldi (batteria)

Sabato 1 ottobre, alle ore 20.30 – Sax experience Sonora Network Ensemble diretto da Eugenio Ottieni con la partecipazione di: Domenico Luciano (sax) e Eugenio Catone (pianoforte).

Domenica 2 ottobre, alle ore 20.30 – Tarantoday da un progetto di Dario Candela con la partecipazione del Circolo Artistico Ensemble formato da: Luca Iovine, (clarinetto), Giuseppe Carotenuto (violino), Manuela Albano (violoncello), Dario Candela (pianoforte) e Francesco Manna, percussioni.

1 concerto + cd omaggio: contributo di 10 Euro
3 concerti + cd omaggio: contributo di 20 Euro

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25 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazione Trabaci, Concerti, Maggio dei monumenti, Napoli, Prima del concerto, Teatro San Carlo | , , , , , , , | Lascia un commento

Da venerdì 23 settembre a domenica 2 ottobre “Namusica”, sei serate di musica dal vivo, nell’ambito della rassegna “Napoli Città Viva *Estate 2011 – L’energia della cultura”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Ospitata nell’accogliente spazio della neoriattata e riaperta al pubblico Casina Pompeiana, piccolo gioiello architettonico sottratto al degrado urbano all’interno del settecentesco Real Cammino Borbonico (Villa Comunale), parte “Namusica”, due weekend, quelli dal 23 al 25 settembre e dal 30 settembre al 2 ottobre, all’insegna della buona musica dal vivo, tra diverse declinazioni e codici sonori che spaziano dal jazz alla tradizione barocca, classica e contemporanea, volti alla sperimentazione e alla contaminazione di differenti linguaggi melodici e ritmici, senza mai tradire le ascendenze originarie dei vari generi e repertori.
L’iniziativa, che cade all’interno della kermesse “Napoli Città Viva *Estate 2011 – L’energia della cultura”, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, risponde all’esigenza e al desiderio di associazioni culturali, da anni attive nel settore musicale a Napoli e non solo, quali Dissonanzen, Progetto Sonora, Ensemble Barocco di Napoli, Circolo Artistico Ensemble, Arte di Improvvisare, intenzione – si diceva – in una più ampia ottica progettuale e di collaborazione tra vari soggetti, di offrire al pubblico partenopeo, alla platea di turisti, agli addetti ai lavori e ai semplici amanti della buona musica, una serie di performance, occasioni di ascolto e d’incontro in un comune territorio d’interesse.
Fil rouge di questi appuntamenti è un ponte ideale tra modernità e tradizione, tra l’antico e l’attuale, da una parte grazie all’estro e al virtuosismo improvvisativi degli interpreti che saranno protagonisti, gli uni accanto agli altri, dei sei concerti; dall’atra, mediante il dialogo stesso che si crea abitualmente in scena tra loro.
L’arte improvvisativa, dunque, come fulcro e comun denominatore di queste sei serate, prassi avita come la musica stessa, che trasversalmente riesce a far nascere un perfetto e insospettabile sodalizio tra passato e presente e, al contempo, a gettare un raccordo inscindibile tra pubblico e strumentista, tra ascolto ed esecuzione, in un prezioso gioco di staffette, rimandi, variazioni tematiche, mutazioni ritmiche e sonore.
Su un tale humus non può non fiorire una sintassi musicale ricca, polisemica, senza steccati, in cui la classicità è sdoganata dalla sua aura per così dire ‘elitaria’ e la contemporaneità non è tanto distante dal repertorio più tradizionale.
In tal modo, pentagrammi del ’700, in tutta la loro modernità, vengono riletti e rivissuti alla luce di nuove istanze jazzistiche e delle attuali esigenze estetiche; improvvisazioni rinascimentali e barocche possono convivere accanto a interpretazioni di compositori d’oggi e a danze e canti della tradizione popolare del Sud Italia in un’eclettica, equilibrata e caleidoscopica miscellanea di suoni, ritmiche e cadenze differenti.

I sei live set:

Venerdì 23 settembre, ore 20.30 – NOVAngelus Antiche e moderne improvvisazioni
Un progetto di Tommaso Rossi
Ensemble Dissonanzen formato da: Tommaso Rossi, flauti; Marco Sannini, tromba; Canio Lucia, clarinetto basso; Francesco D’Errico, synth e tastiere; Stefano Costanzo, batteria e percussioni.

Sabato 24 settembre, ore 20.30 – Il soffio di Partenope
Ensemble Barocco di Napoli
Musiche di Coreno, Mancini, Sammartini.
La Formazione: Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna, flauti; Marco Vitali, violoncello; Patrizia Varone, clavicembalo.

Domenica 25 settembre, ore 20.30 – Cambiamo l’Aria
Un progetto di Marco Sannini.
La Formazione: Marco Sannini, tromba e flicorno; Marco Pezzenati, vibrafono; Marco de Tilla, contrabbasso; Stefano Costanzo, batteria.

Venerdì 30 settembre, ore 20.30 – Arte d’improvvisare
Un progetto di Francesco D’Errico.
La Formazione: Roberto Grisley musicologo; Giulio Martino, sax; Francesco D’Errico, pianoforte; Dario Guidobaldi, batteria.

Sabato 1 ottobre, ore 20.30 – Sax experience
Sonora Network Ensemble diretto da Eugenio Ottieni.
La Formazione: Domenico Luciano, sax; Eugenio Catone pianoforte.

Domenica 2 ottobre ore 20.30 – Tarantoday
Un progetto di Dario Candela.
Circolo Artistico Ensemble formato da: Luca Iovine, clarinetto; Giuseppe Carotenuto, violino; Manuela Albano, violoncello; Dario Candela, pianoforte; Francesco Manna, percussioni.

Ingresso ai concerti: 10 Euro

http://www.comune.napoli.it
infoline: 348/7745726

Ufficio Stampa “Namusica”
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
siti web: www.progettosonora.com, www.dissonanzen.it

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19 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli | , , , , , , , | Lascia un commento

Standing ovation per Remo Anzovino ed il suo trio nel concerto conclusivo di “Un’Estate al Madre”

Il pianista e compositore friulano Remo Anzovino rientra sicuramente nel novero dei musicisti emergenti, pur avendo già alle spalle tre cd (Dispari, Tabù e Igloo), un numero cospicuo di colonne sonore, scritte per alcuni capolavori del cinema muto, e diversi brani composti per note trasmissioni televisive quali Ballarò, Geo & Geo, Otto e Mezzo, Tg2 Costume e Società, Linea Verde.
L’artista, alla testa di un trio che comprendeva anche il fratello Marco (chitarra e percussioni) e il fisarmonicista Gianni Fassetta, è stato ospite del concerto conclusivo della sezione musicale della rassegna napoletana “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”.
La serata si è aperta con alcuni pezzi, tratti in prevalenza dall’album Tabù (Tabù, Amante, Cammino nella notte), sorta di preludio al cuore dello spettacolo, che prevedeva l’incontro fra accompagnamenti musicali ed immagini tratte da film muti proiettate alle spalle degli esecutori.
In questo caso, però, i consueti ruoli erano invertiti, poiché le sequenze cinematografiche risultavano al servizio della musica, dando vita ad una fusione complessiva di enorme suggestione.
Così, attraverso fotogrammi appartenenti a film di celeberrimi registi, come Pabst, Lang ed Ėjzenštejn, dalle metropoli caotiche di inizio Novecento (Metropolitan), si giungeva a immagini legate al travaglio del parto e al mondo della fanciullezza (Son), passando per la sensualità di Louise Brooks, ispiratrice della Valentina di Crepax (I Misteri di un’anima) e la maschera imperturbabile di Buster Keaton (Dove sei?).
Questa parte estremamente intensa si chiudeva con ¡Que viva Tina!, incentrata su fotografie e filmati d’epoca, che ritraevano Tina Modotti, nata a Udine nel 1896 e spentasi a Città del Messico nel 1942, figura femminile dalla vita particolarmente avventurosa, che fu fotografa, attrice e rivoluzionaria.
Ultimi tre brani in programma Rione Terra, Dispari e Nanuk, il primo dedicato ad un rione di Pozzuoli, evacuato a seguito del bradisismo nel 1970, gli altri due tratti dall’album di esordio, con Nanuk che si riferiva all’eschimese protagonista dell’omonimo documentario, girato nel 1922 dal regista statunitense Robert Flaherty.
Per quanto riguarda Anzovino, la stampa lo ha paragonato, di volta in volta, a Paolo Conte (forse perché entrambi sono avvocati), Bollani, Einaudi, Allevi.
Si tratta di confronti talora lusinghieri, altre volte piuttosto mortificanti, in ogni caso lontani dalla realtà, indicativi della pochezza, abbinata al solito vizio del paragone a tutti i costi, che caratterizza molti critici del settore musicale.
Dal nostro punto di vista, Anzovino ci è apparso musicista solidissimo, sia come esecutore, sia come compositore, dotato di una grande sensibilità (che riesce a trasmettere in pieno anche al pubblico), alla quale vanno aggiunte doti di umiltà e riservatezza, tipiche dei grandissimi artisti, di cui purtroppo non c’è traccia in molte delle pseudo star che impazzano sui palcoscenici italiani.
Relativamente allo stile, quello di Anzovino non è classificabile, in quanto egli affronta, con la stessa bravura ed il medesimo approccio rigoroso, sia la classica, dove si possono individuare, fra gli altri, echi minimalistici (che evitano però le noiose elucubrazioni sovente riscontrabili in pezzi del genere), e riferimenti a colonne sonore di grandi autori, sia il jazz, il pop ed il rock, fondendo il tutto in modo mirabile e sempre al servizio della Musica.
Ulteriore pregio è quello di aver saputo scegliere collaboratori di elevatissimo spessore, quali il fisarmonicista Gianni Fassetta ed il fratello Marco (che utilizza la sua chitarra sia come strumento a corda, sia come percussione), con i quali ha raggiunto un’intesa perfetta.
Più che meritata, quindi, la standing ovation conclusiva tributata al trio, dopo ben tre bis (due dei quali, Piano Solo e Orchidea, faranno parte del prossimo cd), a coronamento di una rassegna, giunta al quarto anno, che ha confermato il suo notevole valore, offrendo nei suoi dodici appuntamenti una finestra su generi musicali differenti, tramite protagonisti, affermati o emergenti, di assoluto prestigio.
Un plauso finale va anche al pubblico, dimostratosi in questo, come nei precedenti concerti, all’altezza degli artisti ospitati, contribuendo a creare quella giusta atmosfera, che dovrebbe sempre contraddistinguere qualsiasi evento musicale di alto livello.

Marco del Vaglio

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10 settembre, 2011 Posted by | Museo Madre, Musica, Napoli, Rassegne, Un'estate al madre | , , , , , , | 2 commenti

Un formidabile trio a “Un’Estate al Madre”

Nel 2004 l’incontro fra Peppe Servillo, anima degli Avion Travel, il sassofonista Javier Edgardo Girotto, fondatore e leader degli Aires Tango, ed il pianista Natalio Luis Mangalavite, questi ultimi entrambi argentini, si concretizzò con l’uscita dell’album “L’amico di Cordoba”.
Un’esperienza di notevole portata, al punto che i tre musicisti, qualche anno dopo, si sono ritrovati per incidere “Fútbol”, ispirato all’omonimo libro di Osvaldo Soriano, costituito da una serie di racconti rivolti a personaggi del calcio sudamericano degli anni ’50.
Alcuni motivi di questi due cd sono stati al centro del concerto, tenuto recentemente a Napoli da Servillo, Girotto e Mangalavite, nell’ambito della sezione musicale della rassegna “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”.
Naturalmente, in una città che da sempre vive di calcio, una leggera prevalenza nella proposta dei brani è andata a “Fútbol”, in particolare con i motivi che celebravano direttamente o per citazioni Diego Armando Maradona (Maradona era meglio ‘e Pelè, No te mueras nunca, Per fare un gol).
Dal canto suo Final do Mundo faceva rivivere la figura di Obdulio Varela, capitano dell’Uruguay, che nel 1950 vinse il Campionato del mondo battendo al Maracanã, nella partita conclusiva, i favoritissimi padroni di casa del Brasile, mentre Lo sfogo del Mister aveva come protagonista Giovanni Trapattoni.
Appartenevano invece a “L’amico di Cordoba” Il gatto, Novedad, Cinema e Il chiacchierone che, con Tu si’ ‘na cosa grande (di Gigli-Modugno) e Piccolo tormento, tratto dal repertorio degli Avion Travel, completavano il programma ufficiale.
Per quanto riguarda Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite, ci troviamo di fronte ad artisti straordinari, che ad una immensa bravura abbinano un perfetto affiatamento.
Forse, però, la cosa più rimarchevole consiste nel fatto che nessuno abbia tentato di prevalere sull’altro.
Così lo stesso Servillo, apparso in forma strepitosa, con la sua formidabile presenza scenica ha ricoperto in pieno il ruolo a lui maggiormente congeniale, di conduttore e mattatore, lasciando nel contempo ampi spazi agli altri due artisti, confermatisi dei mostri sacri nei loro rispettivi ambiti strumentali.
Pubblico numerosissimo e molto partecipe, che ha chiesto ed ottenuto due bis.
Il primo (da brividi), ha visto Servillo, con Girotto alle percussioni, interpretare con grande intensità Lu pisci spada (altro capolavoro della produzione di Domenico Modugno), mentre il secondo consisteva nella Ninna nanna del GRA, nuova incursione nell’album “L’amico di Cordoba”, che ha chiuso, in modo dolce ed ironico, una serata di grande musica.

Marco del Vaglio

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5 settembre, 2011 Posted by | Museo Madre, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 7 settembre Remo Anzovino con il suo trio chiude la sezione musicale di “Un’Estate al Madre”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 7 settembre 2011, alle ore 21.30, Ultimo attesissimo happening musicale, sempre a cura di “Progetto Sonora”, nell’ambito della IV edizione di “Un’Estate al Madre”, con Remo Anzovino in Concerto in Trio sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli).
La performance che quest’anno chiude il ciclo di eventi musicali della kermesse napoletana “Un’Estate al Madre” mercoledì prossimo avrà come protagonista il grande compositore e pianista Remo Anzovino in Trio, pronto a regalare al pubblico del Museo Madre un florilegio di brani scelti dai suoi 3 album (“Igloo”, “Tabù” e “Dispari”), oltre a diversi inediti, con la suggestione della proiezione di sequenze di film in bianco e nero del cinema muto degli anni ’20 e ’30 come colonna visiva della musica.
A colpire, infatti, quasi prima della perizia tecnica del musicista friulano, dell’ottimo dialogo con gli strumentisti che lo accompagnano e dell’estro creativo che vive nella composizione, oltre che nell’esecuzione dei singoli pezzi, è proprio il ribaltamento del rapporto musica-immagine.
La sequenza di note, nelle esibizioni di Anzovino, non è più mera colonna sonora, accompagnamento e commento musicale alla teoria di fotogrammi che sfilano sullo schermo, bensì il contrario.
La musica è pensata come fulcro dello show: sono le immagini a fare da tappeto visivo alla partitura e al pentagramma, alla sintassi sonora di quest’autore.
In un linguaggio universale, trasversale, fatto non di parole, ma solo di suoni, grazie all’immediatezza con cui questi brani giungono al pubblico, Anzovino, con accanto il fratello Marco alle chitarre (usate anche come percussioni) e Gianni Fassetta alla fisarmonica, riesce a proporre un mix affascinate ed evocativo in cui la componente classica, perfettamente coniugata con quella jazz, quasi non si distingue dalle venature etniche, dalla musica da film, da quella operistica e persino da alcune vaghe reminiscenze rock, in una riuscita sinergia tra antico e moderno, colto e popolare. Una musica di ampio respiro, dal DNA internazionale, si potrebbe dire, eppure mai dimentica della tradizione italiana, capace di comunicare con la platea in maniera diretta, senza filtri, né barriere, quasi seguendo un’urgenza dettata dalla forza di un’ispirazione naturale e spontanea.
Un sound in cui la qualità della ricerca musicale ben si sposa con la forza comunicativa.
“Una ‘musica letteraria’, quella di Anzovino” – per dirla con Lorenzo Vigano, giornalista del Corriere della Sera – “che appartiene al nostro vissuto, alla nostra storia come antidoto ai tempi moderni”.
“Una musica senza parole che parla meglio di qualunque discorso…” (Daniela Bisogni).
Non è un caso, difatti, che Alitalia abbia scelto le creazioni di Anzovino per la promozione della compagnia di bandiera, oltre che programmi TV come Ballarò, Tg2 Costume e Società, Otto e Mezzo, Geo&Geo, Linea Verde, e note trasmissioni radiofoniche.
D’altronde, sono molti i giornalisti del settore che ne hanno già intravisto e ampiamente evidenziato le straordinarie qualità.
Nei suoi live, peraltro, che nascono anche da collaborazioni discografiche con musicisti del calibro del batterista Franz Di Cioccio, frontman di PFM, del clarinettista Gabriele Mirabassi, del contrabbassista Enzo Pietropaoli, del sassofonista Francesco Bearzatti, icone modernissime, come Louise Brooks (il caschetto nero che diverrà, nella penna geniale di Crepax, il personaggio di Valentina), Buster Keaton, Tina Modotti o le immagini impazzite della metropoli d’inizio ’900, – grazie alla musica geniale e innovatrice di Anzovino – giungono dal passato sino ai nostri occhi come lo specchio su cui riflettere riguardo ai tempi moderni e ai nostri stessi tabù.

La Formazione:
Remo Anzovino, pianoforte
Marco Anzovino, chitarre
Gianni Fassetta, fisarmonica

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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Remo Anzovino
Compositore e musicista di Pordenone, classe 1976, si avvicina alla musica all’età di 10 anni e da subito sviluppa una naturale attitudine per la scrittura, studiando pianoforte, composizione, principi di orchestrazione e jazz.
Nel 1994, mentre frequenta ancora il liceo scientifico, viene scritturato per le sue prime musiche di scena a teatro e trova la sua strada nel linguaggio strumentale.
Nel medesimo anno comincia a collaborare con alcune agenzie per le musiche di filmati promozionali e spot pubblicitari.
Nel 2002 si cimenta per la prima volta con la musica per un film muto su commissione della Cineteca di Bologna.
Nel periodo che va dal 2002 al 2007 musica più di trenta film muti, la maggior parte veri e propri capolavori del periodo, collaborando con le più importanti cineteche e partecipando ai più importanti festival.
Nel 2005 compone una partitura per orchestra sinfonica per il film Nanuk l’eschimese che l’anno successivo vincerà il premio Speciale del Pubblico al festival di Bolzano Rimusicazioni.
Nel 2005 ottiene il secondo posto al Premio dedicato al M° Angelo Francesco Lavagnino.
Nel 2007 riceve da una giuria di venti giornalisti del Friuli Venezia Giulia il Moret D’Aur come personaggio emergente nello spettacolo.
Nel 2006 pubblica il suo primo album Dispari, che raccoglie una milonga ispirata a Tina Modotti, Que viva Tina! e alcuni dei temi in origine composti per il muto ma ripensati in forma del tutto autonoma dalle immagini.
Questo lavoro si impone rapidamente come una delle sorprese discografiche della stagione 2006/2007, raggiungendo subito il numero 1 della classifica dei dischi jazz italiani su iTunes, cosa che avverrà con tutti gli album successivi.
È un progetto idealmente dedicato alla magia del cinema.
Il 3 settembre 2007 Anzovino viene invitato dall’Ente dello Spettacolo e da La Rivista del Cinematografo ad esibirsi con uno spettacolo ad hoc alla 64a Mostra del Cinema di Venezia.
Propone un esperimento: invertire il consueto rapporto musica/immagine, ovvero far accompagnare l’esecuzione dei brani da una sequenza di un film-capolavoro del periodo del muto, facendo sì che a ogni brano cambi completamente il film.
Per la prima volta è la musica a essere la protagonista e le immagini a commentarne il contenuto emotivo/psicologico, a fungere da vera e propria colonna visiva.
È un successo inaspettato e per certi versi clamoroso, con ampio richiamo sui media nazionali.
Si moltiplicano così concerti e tour e quindi le occasioni di proporre, con una formazione in trio originalissima (con Gianni Fassetta alla fisarmonica e il fratello Marco Anzovino alle chitarre, usate anche come percussione), questo nuovo linguaggio, e soprattutto di iniziare a rodare i brani composti per il nuovo album.
Pubblicato nell’ottobre 2008, Tabù è una riflessione in musica sulle trasgressioni contemporanee, ed è l’album che lo impone come la nuova rivelazione della musica strumentale italiana.
Un disco dalla forte vitalità ritmica e dedicato alla danza, al movimento del corpo come strumento di liberazione degli istinti e di quello di cui si fa fatica a parlare. Sezione ritmica affidata a U.T. Gandhi e Danilo Gallo, l’album vede la partecipazione anche di Mauro Ottolini al trombone.
Con il suo terzo album Igloo (aprile 2010) Remo Anzovino riesce a sorprendere ancora una volta pubblico e critica con un disco ancora diverso, con cui realizza il sogno di abbattere le convenzioni e inventa una piccola, moderna sinfonia classica nella quale innesta una serie di duetti contemporanei ricavati, come variazioni, sul tema principale della stessa sinfonia.
Un viaggio in musica del tutto inedito nel panorama discografico, dove ai movimenti sinfonici codificati – affidati a una orchestra di oltre 40 elementi – fanno da contrappunto i duetti tra Anzovino e alcuni tra i più grandi strumentisti italiani sulla scena internazionale: con la batteria di Franz Di Cioccio (PFM), con il clarinetto di Gabriele Mirabassi, con il contrabbasso di Enzo Pietropaoli, con la chitarra di Bebo Ferra, e con i due Top Jazz 2009 (il referendum annuale indetto dalla storica rivista Musica Jazz) Francesco Bearzatti per il sassofono, Luca Aquino per la tromba.
Un lavoro, questo, dedicato all’arte dell’incontro, insignito del Jazzit Award 2010 dalla redazione della storica rivista musicale, un album che rappresenta un ponte tra la musica classica e il jazz più contemporaneo, un progetto in cui ogni steccato di genere è abbattuto, in cui suoni e personalità artistiche apparentemente distanti si incontrano, su un terreno comune, nel rifugio della più vera creatività.
Memorabili le anteprime nazionali del disco e della tourneè, con tutti i superospiti, alla Centrale Montemartini di Roma (aprile 2010) e al Blue Note di Milano (settembre 2010), che gli tributa una standing ovation.
Dopo la collaborazione per lo straordinario duetto pianoforte-batteria della title-track di Igloo, Remo Anzovino e Franz Di Cioccio consolidano il loro rapporto che sfocia nel progetto di un live insieme: Di Cioccio alla batteria e Remo Anzovino al pianoforte, uno contro l’altro, a rappresentare lo scontro tra due fuochi e l’incontro tra due generazioni di musicisti e due mondi, accompagnati da Marco Anzovino (chitarre) e Gianni Fassetta (fisarmonica), dando vita a un live di grande intensità in cui il gusto della melodia e del paesaggio sonoro più raffinato si sposa con i ritmi e l’esperienza di chi ha attraversato la storia della musica da protagonista.

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5 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Museo Madre, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , | Lascia un commento

Venerdì 2 settembre “Un’Estate al Madre” ospita I “Foja” e K-Conjog

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 2 settembre 2011, alle ore 21.30, doppio appuntamento musicale, a cura di “Progetto Sonora”, per la IV edizione di “Un’Estate al Madre”, con i Foja + K-Conjog sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli).
I “Foja” nascono nella primavera del 2006. “A’ Foja” è la foga, qualcosa che brucia dentro ma non consuma, anzi accende. È la vitalità nevrotica dei nostri giorni, più che un nome è un manifesto. Da subito la band partenopea sceglie di non cavalcare nessuna moda e non cercare etichette o classificazioni.
Per il quartetto napoletano la contaminazione più che una scelta stilistica è una forma di comunicazione necessaria per chi come loro nel cuore ha il rock e nell’ispirazione ritrova ritmi e melodie del repertorio napoletano.
È una musica che punta sull’immediatezza delle melodie e degli arrangiamenti; live sempre carichi di energia e sudore, un loro rock-folk viscerale che arriva dritto al cuore mediante un linguaggio contaminato e originale, talvolta grintoso e ironico, talvolta romantico e malinconico.
‘Na Storia Nova, live che proporranno venerdì prossimo sul palco del Museo Madre, e progetto discografico pubblicato da “Materia Principale Fullheads” nel 2011, è una performance contaminata e che contamina, dove gli strumenti e i sogni viaggiano nella stessa direzione, dove il groove dei Foja a tratti rievoca scenari del wild west con saloon, a tratti le luci e ombre dell’underground made in Naples, al punto da non restare imbrigliato in un unico genere o in un solo colore musicale.
Tutto ciò, grazie anche al forte impatto sulla platea, come già si accennava, ha reso questo quartet ‘nostrano’ una delle realtà emergenti più interessanti del momento con notevoli riconoscimenti di pubblico e critica.
Il loro primo lavoro è “Se po’ sbaglià”, album autoprodotto uscito nel 2009.
Nel sound dei Foja elementi alti e popolari si miscelano in maniera originale e non provinciale.
Undici tracce dall’impianto tipicamente rock, quelle di ‘Na Storia Nova, con strutture semplici impreziosite dal bagaglio della tradizione musicale partenopea e dagli influssi newpolitani delle posse campane.
Un incrocio sonoro dove echi del Mediterraneo, dell’Europa e degli Usa si incontrano in un mix felice in cui la voce di Sansone è schietta e nitida, le ritmiche della batteria di Schiattarella possenti, le linee melodiche del basso di Falcone acute e dirette, la chitarra di Frongillo trascinante e armoniosa al contempo.

Foja, la formazione:
Dario Sansone, testi, voce e chitarra;
Ennio Frongillo, chitarra;
Giovanni Schiattarella, batteria;
Giuliano Falcone, basso.

“K-Conjog” è Fabrizio Somma, un polistrumentista che si avvicina all’elettronica più per le possibilità espressive offerte dal genere che per le sonorità.
Dopo collaborazioni con musicisti e performer vari, nonché piccole pubblicazioni e partecipazioni a compilation, nell’ottobre del 2009 arriva il suo disco d’esordio, “Il Nuovo è al passo coi tempi”, uscito per Snowdonia Dischi/Audioglobe.
L’album è un pot-pourri di sonorità e ritmi che alterna nuance più dichiaratamente gioiose a indugi verso una sentita malinconia, portando l’ascoltatore a un continuo cambio d’umore.

“Nel mondo di Fabrizio Somma, in arte K-Conjog, non è permesso alla voce umana di rompere la magia, solo musica e rumori governano l’alternarsi di maree e cicli lunari di una notte lunga 45 minuti.” Enrico D’Amelio (Ondalternativa).
A dicembre 2010, poi, per l’etichetta inglese “Dirty Demos” esce il suo secondo disco, un EP electro/folk intitolato “Le storie che invento non le so raccontare.”
Il disco suddiviso in 4 Capitoli/Chapter cattura anche l’attenzione del videomaker Francesco Lettieri, che decide di realizzare una serie/saga di videoclip basata proprio sulle musiche del cd.
L’album diviene dunque un progetto audio/video diretto da Francesco Lettieri. Chapter II, il primo video della serie, è vincitore di numerosi festival di cortometraggi e video musicali.
Tra questi: Clip Music 2010 Ravello Festival (miglior videoclip italiano indipendente), PuntodivistaFilmFestival (I premio sezione cortospot sociale “Per la particolare sensibilità dimostrata verso un tema di interesse sociale, trattato con suspence e ironia.”), Il giardino dei corti 2010 (“Una storia raccontata al contrario dall’esito imprevisto che sorprende di fotogramma in fotogramma utilizzando le migliori tecniche del videoclip”), Miglior corto per la televisione al CortoLovere 2010 (premio San Marino RTV, motivazione: “Per l’immediatezza e il sarcasmo che lo rendono fruibile da ogni pubblico”).
K-Conjog ha collaborato inoltre con Valerio Berruti partecipando all’installazione, “E più non dimandare”, presentata al tina.b, festival internazionale di arte contemporanea di Praga; ha musicato la sua ultima personale, “Una sola moltitudine”, col pezzo “Mono No Aware”, anche colonna sonora per la prima App IPad mai realizzata per un artista contemporaneo. Il catalogo della mostra è edito da Allemandi.
Attualmente presenta “A Love will come with a Red Light in Her Hands”, un laptop live set con interazioni video di Francesco Lettieri.
A breve uscirà il suo prossimo disco per l’etichetta americana “Abandon Building Records”.
“La musica di K-Conjog può essere interpretata come si vuole. Si passa dal divertente all’angosciante, dalla spensieratezza alla tribolazione. Ma solo una cosa è certa, la sua musica è sicuramente scordata.”

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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31 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Folk music, Museo Madre, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 31 agosto “Un’Estate al Madre” ospita il trio Servillo-Girotto-Mangalavite

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 31 agosto 2011, alle ore 21.30, altro imperdibile appuntamento con la buona musica, a cura di “Progetto Sonora”, per la IV edizione di “Un’Estate al Madre”, con S.G.M.: Servillo, Girotto e Mangalavite live sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli).
Capita a volte di trovarsi dall’altro capo del mondo e di incontrare inaspettatamente qualcosa che ci appartiene e che forse avevamo dimenticato.
Questo è successo, si direbbe, a Girotto, Servillo e Mangalavite, in particolare quando i due argentini hanno riconosciuto nell’incontro una possibilità di ritorno alla propria cultura condotto senza retorica, ma giocando in prima persona la scommessa di scrivere canzoni ‘nuove’.
Canzoni ‘antiche’ si direbbe, invece, per Servillo, che può frequentare così paesaggi classici del fare musica popolare senza il rischio della ridondanza e della citazione.
Questo l’intento che muove il progetto e il sodalizio musicale di Servillo, Girotto e Mangalavite, tre personalità artistiche ricche e versatili, caratterizzate da estro, capacità interpretativa e innata voglia d’improvvisare, rileggere senza tradire repertori originali, creare nuove suggestioni a metà tra canzone avita popolare nostrana e atmosfere suadenti di quella argentina.
Tutto ciò ha portato, ormai circa sette anni fa, alla realizzazione della loro prima fatica: il disco d’esordio “L’amico di Cordoba” (ed. Il Manifesto, 2004).
Un iter musicale che si muove tra le ritmiche del tango di Piazzolla, sino al jazz e alla canzone d’autore italiana, passando per le melodie di Jobim.
L’anima sudamericana di Girotto e Mangalavite si sposa con l’indole mediterranea di Servillo, scrivendo una mirabile pagina musicale, in cui uno dei fili conduttori è proprio la verve latina dei tre, in una perfetta fusione di stili e differenti emozioni.
Una doppia cittadinanza culturale, latino-americana ed europea, fa sì che nuance musicali varie ed evocative si fondano in un mix equilibrato e composito, da cui emergono a tratti momenti della storia artistica dei tre protagonisti.
A quattro anni di distanza da un tale esordio, poi, il trio italo-argentino propone un altro interessante progetto: “Fùtbol”, ispirato al libro “FÚTBOL – Storie di Calcio” di Osvaldo Soriano.
Tredici canzoni che hanno come fil rouge una delle passioni più contagiose per il genere umano, in qualsiasi latitudine si trovi: il calcio, o Fùtbol, come viene chiamato in America Latina, senza la doppia “O” dell’originaria parola anglosassone.
E in queste tredici tracce, casualmente lo stesso numero dell’indimenticabile “tredici” in schedina, si alternano storie di vita, d’amore e di pallone, quest’ultimo come metafora di vita; le gioie, le delusioni, gli affetti, i dissapori, lo spirito di squadra, l’assolo del fantasista, gli egoismi, la vittoria e la sconfitta.
Tutto questo e altro ancora, di inedito e più recente, sarà la spina dorsale dell’esibizione di Servillo, Girotto e Mangalavite, dal vivo sul palco del Museo Madre mercoledì prossimo.

La Formazione
Javier Girotto: sax soprano e baritono, clarinetto basso, flauti andini
Peppe Servillo: voce
Natalio Mangalavite: pianoforte, tastiere e voce

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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Peppe Servillo
Nato a Caserta, è stato fondatore, cantante e autore nella band degli “Avion Travel”.
Con il gruppo ha pubblicato numerosi album e, oltre ad altri svariati riconoscimenti, ha vinto nel 2000 il Festival di Sanremo.
È attore in “La felicità non costa niente” di M. Calopresti e in “Tipota”, scritto e diretto da Fabrizio Bentivoglio con cui collabora anche come coautore di testi.

Javier Edgardo Girotto
Originario di Cordoba (Argentina), comincia a studiare il sax all’età di dieci anni, percorso che lo porta a specializzarsi a presso il Conservatorio Provinciale di Cordoba diplomandosi come insegnante di musica sax e flauto traverso. All’età di 21 anni si trasferisce a Boston (USA), dove si diploma in Professional Music al Berklee College of Music.
Fondatore e leader degli AIRES TANGO, con cui ha registrato 7 CD. La sua musica è un misto di tango, jazz, etnica, caratterizzato da molta improvvisazione, scrittura e arrangiamento.
La formazione è composta da piano, basso, percussione e sax. Parallelamente ad “Aires Tango” collabora con il quintetto del noto batterista jazz Roberto Gatto, col quale suona ormai da 8 anni.
Si è esibito anche al fianco di Rita Marcotulli, Enrico Rava, Paolo Fresu, Gianluca Putrella, Bebo Ferra, Antonello Salis, Gianni Coscia, Peppe Servillo, Furio Di Castri, Tony Scott, Arto Tuncbovacivan, Carlo Rizzo, Aldo Romano, Luis Agudo, Maurizio Gianmarco, Stefano Battaglia, Michel Godard, Anouar Brahem, Gianluigi Trovesi.

Natalio Luis Mangalavite
Argentino d’origine, vive ormai da quasi vent’anni in Europa, dove ha lavorato in svariate cornici musicali nell’ambito della musica pop e jazz.
Ha accompagnato per quasi 15 anni Ornella Vanoni nei suoi concerti e ha lavorato accanto ad altri musicisti jazz e world come Paolo Fresu, Horacio del Negro Hernandez, Furio Di Castri, Antonello Salis, Michele Ascolese (progetto tango LUIS Y MIGUEL), il dj PIERANDREA THE PROFESSOR (progetto DNA).
È membro ufficiale della O.I.A (Orchestra Industrial Automatica).

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30 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , , | Lascia un commento

L’ensemble 2Agorà porta Jacob TV a “Un’Estate al Madre”

La sezione musicale di “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora,” continua a essere fonte di piacevoli sorprese.
La conferma è giunta dal recente appuntamento della rassegna napoletana, che ha avuto come protagonista l’ensemble 2Agorà, formato da Domenico Luciano (sassofoni) ed Eugenio Catone (pianoforte), entrambi giovani di grande talento.
Il programma proposto aveva, fra i suoi punti di forza, tre pezzi di Jacob TV (al secolo Jacob Ter Veldhuls), un compositore olandese che sta spopolando grazie ad una musica di difficile collocazione, definita, a seconda dei casi, ultra-tonale, post minimalista, avant-pop (e, da taluni detrattori, anche “terrorista”).
Le creazioni di Jacob TV sono ottenute miscelando abilmente musica, immagini e frasi, queste ultime spesso pronunciate da importanti personalità politiche (come nel recentissimo “News”, presentato alla rassegna romana “Expanded video”, che ha provocato numerose polemiche in quanto conteneva anche un breve spazio dedicato a Berlusconi, il cui titolo non lasciava nulla all’immaginazione).
Il tutto risulta accompagnato da iterazioni di frasi vocali e frammenti musicali, al limite dell’ossessivo, e da toni sovente dissacratori, per cui ci si chiede se questo modo di rapportarsi possa essere considerato l’alba di una nuova strada da percorrere o l’epilogo del discorso legato alla musica contemporanea.
Ad ogni modo, sia Domenico Luciano che Eugenio Catone, sono stati bravissimi nel proporre tre esempi tratti dalla produzione di Jacob TV, The Storm (per pianoforte e soundtrack), The Garden of Love (per sax soprano e soundtrack) e May This Bliss Never End (per sax tenore, pianoforte e soundtrack).
In particolare “The Garden of Love”, che dava anche il nome all’intera serata, era basato sull’omonimo poema del britannico William Blake (1757-1827), e si avvaleva di un filmato di Amber Boardman, trentenne artista statunitense che interagisce spesso con i compositori della sua generazione.
May This Bliss Never End era invece incentrato sulla decadenza di Chet Baker, integrando la musica con immagini e rari frammenti di interviste rilasciate dal mitico trombettista, risalenti all’ultimo periodo della sua travagliata esistenza.
Ma, se la musica di Jacob TV costituiva il nucleo principale, nel corso della serata non sono mancati ulteriori elementi di interesse, a cominciare dal brano di apertura, Helin per sax (soprano, contralto e baritono), e pianoforte di Daniele Salvatore, introdotto dalla poesia avente il medesimo titolo (letta dalla inconfondibile voce di Arnoldo Foà), che l’intellettuale curdo Kemal Burkay, ritornato quest’anno in patria dopo più di trenta anni di esilio, aveva dedicato ad una delle sue figlie.
Molto struggente anche la Fuzzy Bird Sonata per sax contralto e pianoforte di Takashi Yoshimatsu (1953), preceduta da liriche del poeta sudcoreano Ko Un, recitate intensamente da Adria Mortari.
Il brano è stato composto dall’autore giapponese in ricordo della sorella, colpita da tumore, che in punto di morte aveva espresso il desiderio di essere trasformata in uccello, per poter volare liberamente in cielo.
Dopo tanta suggestione, la parte finale riservava temi più disimpegnati, seppur ugualmente ricchi di virtuosismo, iniziando da Tango Club, dalla suite di Roberto Molinelli “Four pictures from New York”, proseguendo con St. Petersburg Vatiation, inedito di Catone rivolto alle variazioni sul celeberrimo motivo del Capriccio n. 24 in la minore di Paganini, che alla fine sfociavano nelle note della popolarissima canzone russa Kalinka (da cui il titolo scelto da Catone), chiudendo con una versione per sassofoni e pianoforte della Suite Hellénique dello spagnolo Pedro Iturralde ed uno splendido bis, consistente nell’ Ave Maria di Piazzolla.
Per quanto riguarda i due interpreti, hanno dato vita ad un recital caratterizzato da elevatissimo spessore, dove sono emersi sia il valore del singolo, sia l’affiatamento raggiunto dal duo, che ha anche curato tutti i filmati succedutisi durante l’esibizione (tranne naturalmente quello di Amber Boardman).
In conclusione una serata, purtroppo contraddistinta da una scarsa partecipazione di pubblico, complice probabilmente il caldo torrido di questi giorni, che ha visto giungere per la prima volta a Napoli, grazie a due coraggiosi pionieri, quella che potrebbe diventare la musica del futuro.

Marco del Vaglio
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25 agosto, 2011 Posted by | Musica, Rassegne, Un'estate al madre | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 26 agosto il Walter Beltrami Vertigo Quartet ospite della rassegna “Un’Estate al Madre”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 26 agosto 2011, alle ore 21.30, al Museo Madre (via L. Settembrini n. 79 – Napoli), nell’ambito della sezione musicale della IV edizione di “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”, concerto del Walter Beltrami Vertigo Quartet dal titolo “Paroxysmal Postural Vertigo”.
BPPV, ovvero Benign Paroxysmal Postural Vertigo, è un disturbo dell’equilibrio la cui conseguenza è una forte crisi vertiginosa, che colpisce all’improvviso.
I sintomi sono totale destabilizzazione, giramenti di testa e un vasto campionario di effetti visivi psichedelici.
L’idea per il titolo e l’intero concept dell’album “Paroxysmal Postural Vertigo” (Auand, distrib. Egea, Maggio 2011), che il chitarrista presenta per questa live session sul palco del Museo Madre, è venuta a Beltrami durante i 6 mesi da lui stesso passati in compagnia di tale disturbo.
Il musicista ha scritto quasi tutte le composizioni del disco in questo periodo.
La vertigine è diventata metafora del processo creativo, in cui è necessario abbandonare tutto ciò che si conosce per essere davvero ricettivi di fronte al nuovo.
Nel cd questa vertigine si traduce musicalmente in sonorità jazz-rock potenti, in assetti melodici che si incrociano e rincorrono, si toccano e sfuggono, in composizioni oblique e al contempo lineari, in improvvisazioni e diagonalizzazioni sonore che convivono nell’omogeneità e nella coerenza di fondo di tutto il lavoro.
Semplificazioni dirette in quattro quarti si alternano a episodi di libere spezzature ritmiche e timbriche; energia e groove si passano il testimone con poesia e lirismo, quasi a rappresentare l’equilibrio ritrovato dopo la vertigine.
Beltrami firma tutte le musiche e gli arrangiamenti del disco, suo quarto lavoro, che arriva dopo aver riscosso dalla critica giudizi molto positivi per i precedenti.
A sostenerlo nella ricerca di un sound così eterogeneo e ambizioso ci sono grandi musicisti di fama internazionale e di diverso background: Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto e Vincent Courtois al violoncello, due tra i più interessanti jazzisti europei della loro generazione; lo statunitense Jim Black, che è tra i maggiori innovatori del ventunesimo secolo nell’uso della batteria nel jazz; il giapponese, trapiantato a New York, Stomu Takeishi al basso elettrico, apprezzato in tutto il mondo per la sua attitudine di potente esecutore combinata a un innato senso dell’azzardo musicale.
Nel live alla formazione di fama internazionale viene sostituita da una per così dire ‘all’italiana’, composta ancora da Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto, da Danilo Gallo al basso e Stefano Tamborrino alla batteria, oltre che dallo stesso Beltrami alla chitarra.

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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Walter Beltrami
È di certo tra i chitarristi e compositori più originali del nuovo panorama jazzistico italiano.
Il suo disco “Piccoli Numeri” (CamJazz, 2007) gli ha consentito un debutto su scala internazionale.
Ha studiato performance e jazz composition al Berklee College of Music di Boston con Mick Goodrick, John Damian, Ed Tomassi e Dave Santoro, per poi diplomarsi in performance a pieni voti alla Musikhochschule di Lucerna, con maestri quali Frank Moebus, Kurt Rosenwinkel e Christy Doran, vincendo anche una borsa di studio per partecipare al 17th IASJ Meeting diretto da Dave Liebman.
Nel 2003 ha ottenuto col suo trio il Premio Incroci Sonori Jazz al Moncalieri Jazz Festival e registrato il primo disco.
Nel 2004 ha avuto il premio Luca Flores come miglior solista a Barga Jazz ed è stato tra gli 8 finalisti al mondo alla First Gibson Montreux Jazz Guitar Competition al Festival di Montreux.
Prima di “Paroxysmal Postural Vertigo” ha registrato 3 dischi da leader (“Wb3”, “Piccoli numeri”, “Timoka”) e ha partecipato a vari album come sideman.
Ha suonato con Claudio Puntin, Kurt Rosenwinkel, Walter Thompson, Francesco Bearzatti, Markku Ounaskari, Rainer Tempel, Daniel Kinzelman, Francesco Bigoni, Moritz Eggert, Giovanni Guidi, Claudio Filippini, Danilo Gallo e molti altri. Si è esibito in jazz club, festival e teatri in Italia, USA, Germania, Svizzera, Austria e Spagna.
Collabora da anni come compositore con registi teatrali, artisti visivi e film maker.

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24 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Chitarristi, Musica, Napoli, Prima del concerto, Un'estate al madre | , , , , , , , | Lascia un commento

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