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Taccuino personale di Francesco Canessa:MUSICA IN CRISI PER UNA POSTILLA

Musica in crisi per una postilla

Da Repubblica/Napoli del 22/02/2012

Una crisi nella crisi s’è aperta con l’anno nuovo nella vita musicale di Napoli e della regione, non quella degli sporadici <eventi> assai presenziati, ma spesso effimeri, bensì quella più nascosta e intensa delle piccole Società di concerto che fanno musica negli spazi anche impropri disseminati sul territorio. Crisi nella crisi perché alla metodica riduzione dei contributi pubblici s’è aggiunta l’entrata in vigore di una legge del 2010 che vieta ai dipendenti delle Fondazioni liriche di svolgere occasionale attività professionale altrove. E poiché solisti e formazioni di musica da camera e anche le piccole orchestre che quella attività alimentano si reggono in buona parte su musicisti che suonano o cantano nelle Fondazioni Liriche, concerti su concerti sono stati da un giorno all’altro cancellati. Non è accaduto solo da noi, ma in tutta Italia e voci autorevoli si sono levate – specie sul web – in difesa della musica per tutti, ora ristretta nelle <cattedrali> da cui i suoi sacerdoti non possono più allontanarsi. Qualcuno, in un eccesso di retorica o per deficienza di informazione, ha gridato allo scandalo e tuonato contro il legislatore che ancora una volta calpesta i valori dell’Arte e della Cultura. Nè è stato risparmiato il Ministero per una circolare applicativa di quell’articolo di legge e i sovrintendenti delle Fondazioni che, San Carlo compreso, l’hanno applicato. Cosa è accaduto? In uno degli innumerevoli tentativi di riforma o quanto meno di correzione del sistema-musica – la legge n° 100 del 29 giugno 2010 – venne fatto salvo il vecchio, permissivo criterio secondo cui il dipendente può “svolgere previo autorizzazione del sovrintendente attività di lavoro autonomo per prestazioni di alto valore artistico” sempre che restino “nei limiti e con le modalità previste dal Contratto nazionale di lavoro”. All’epoca della legge, esso era scaduto e si stava trattando per rinnovarlo. Fu quindi aggiunto al disposto una postilla: “Nelle more della sottoscrizione del Contratto, sono vietate tutte le prestazioni autonome a decorrere dal 1 gennaio 2012”. Un anno e mezzo di tempo per chiudere un accordo e stabilire le conseguenze economiche dei <permessi artistici> fin qui del tutto ignorate, così che il dipendente che avuta l’autorizzazione svolgeva lavoro autonomo per un’altra piccola o grande istituzione, conservava il suo compenso e ne maturava un secondo. E quasi sempre, attraverso il finanziamento diretto o un contributo, era lo Stato a pagare doppio. Quel termine del 1 gennaio 2012 è arrivato, ma non il nuovo contratto, di qui la circolare ministeriale che richiama, come atto dovuto, l’entrata in vigore del decreto. Due le considerazioni: forse l’occasione è giusta per le piccole società di concerto di dedicarsi al lancio di musicisti giovani, lasciando <spalle> e primi strumenti dinanzi ai loro leggii. Per stare alla Campania, qui abbiamo 4 Conservatori, ricchi di studenti e di diplomati pieni di talento che trovano difficoltà enormi ad inserirsi nel lavoro e che potrebbero portare una ventata di freschezza e di entusiasmo in una attività che rischia altrimenti di sclerotizzarsi nel manierismo o nella ricerca velleitaria di una irraggiungibile qualità. La seconda riguarda il sistema-musica nel suo complesso e nella sua storia. Esso nasce in pieno clima del ’68, risalendo la legge che lo disegna – la cosiddetta Legge Corona – alla vigilia del Ferragosto del 1967. E’ arrivata sino a noi pasticciata da una serie infinita di interventi piccoli e grandi che non ne hanno modificato affatto lo spirito e l’ossatura, partita male già ai suoi tempi e proseguita peggio in quelli successivi. Oggi è come una maionese impazzita. Noi che siamo tutti gourmet grazie alle cento trasmissioni di cucina che ci raggiungono dall’etere, sappiamo bene che quando fa così non c’è rimedio, non serve a nulla aggiungere uova, sostituire olio o cambiare recipiente, bisogna soltanto buttarla e rifarla da capo.

Francesco Canessa

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Titolo : “Musica in crisi per una postilla” ( Da Repubblica/Napoli del 22/02/2012 )

22 febbraio, 2012 Posted by | Art, Arte, Conservatori di Musica, Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti, Italia, Music, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Opera, Teatri, Teatro San Carlo | , , , | Lascia un commento

   

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