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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Sabato 17 e domenica 18 settembre Gatto ed il duo Ugorski-Lifschitz in concerto per il progetto “Il Racconto delle Pietre”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

SALERNO – Domani, sabato 17 settembre, nel Convento di Sant’Antonio di Polla (Sa), alle ore 21, concerto del pianista Pietro Gatto.
In programma musiche di Bach, Scarlatti, Haydn, Schumann e Liszt (Ingresso libero)

Domenica 18 settembre, alle ore 21, invece, nel Convento di Sant’Antonio di Polla (Sa) si esibirà il duo Eugene Ugorski (violino) e Konstantin Lifschitz (pianoforte).
Musiche di Beethoven, Bartók, Chausson e Brahms (Ingresso libero).

I concerti si inseriscono nell’ambito del progetto “Il Racconto delle Pietre – la Provincia di Salerno tra Miti e Tradizioni”, promosso e realizzato dalla Provincia di Salerno Settore Turismo, cofinanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell’ambito del Programma Operativo FESR 2007/2013, ob.op. 1.9. «La tua Campania cresce in Europa».

Il 17 e il 18, prima degli spettacoli è prevista una visita guidata al centro storico di Teggiano, alla Certosa di Padula e a Polla, con partenza, alle ore 9, da Piazza Vittorio Veneto a Salerno (Stazione FS).

Il costo per l’ingresso ai musei e/o aree archeologiche e/o edifici storici è a carico dei viaggiatori.
Per prenotare gli itinerari turistici contattare il numero 089 405145 (dal lunedì al sabato ore 7.00 / 19.00 – domenica 7.00 / 12.00)

Per ulteriori informazioni
www.ilraccontodellepietre.it

Ufficio Stampa
Francesca Blasi
Cell.: 334 30 86 919

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Pietro Gatto, nato ad Agropoli nel 1986, nonostante la sua giovanissima età, ha già collezionato numerosi premi e riconoscimenti in ambito internazionali. Dopo essersi avvicinato al pianoforte all’età di 12 anni (con il maestro Domenico Spetrini), a quindici viene ammesso all’Accademia pianistica di Imola “Incontri con il Maestro”, dove viene seguito da Leonid Margarius (erede della scuola pianistica russa di Regina Horowitz) e Anna Kravtchenko (1° premio Busoni 1992), con i quali studia tuttora.

Eugene Ugorski, nato nel 1982 a San Pietroburgo, è considerato oggi una delle più brillanti promesse del violino a livello internazionale.
Dopo aver fatto il suo debutto con la San Diego Symphony Orchestra a solo 8 anni, Ugorski si è esibito in Europa, Russia, Canada, USA e Sud America, lavorando con direttori del calibro di Valery Gergiev, Andrey Boreyko, Eri Klas, Keith Lockhart e Roberto Minczuk.

Konstantin Lifschitz, nato nel 1976 a Kharkov in Ucraina, ha iniziato a suonare prestissimo a orecchio il pianoforte e ad improvvisare per ore.
A 13 anni Lifschitz aveva dato il suo primo “grande” concerto all’Accademia Musicale Russa Mosca.
Nel 1994, in occasione della fine degli studi alla Scuola Gnessin, ha eseguito un programma che cominciava con le Variazioni Goldberg del suo amato Bach, registrate dalla casa discografica giapponese Denon.
Questa incisione, pubblicata nel 1996, ha ottenuto una nomination per il Grammy Award ed è stata considerata dal critico Edward Rothstein del New York Times “la più coinvolgente interpretazione pianistica dai tempi di Gould”.

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16 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Prima del concerto, Salerno, Violinisti | , , , , | Lascia un commento

Martedì 19 luglio ai “Concerti d’estate a Villa Guariglia” il giovane pianista Pietro Gatto

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Martedì 19 luglio (Ingresso Libero), il terzo appuntamento della sezione classica dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia organizzati da Tonia Willburger, con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno e con la collaborazione tecnica è della Regione Campania, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno, accenderà, alle ore 21, i riflettori del palcoscenico di Villa Guariglia sul vincitore del premio di esecuzione pianistica “A. Napolitano” Città di Salerno 2011, Pietro Gatto, un prodotto del conservatorio di Salerno e della nostra Costiera.
Pietro Gatto ha scelto d’iniziare il suo rècital con la Sonata n.3, op.58 in si minore di Fryderyk Chopin, datata 1844, un anno di grande prostrazione spirituale e singolarmente povero dal punto di vista compositivo, che praticamente non vide la nascita di nessun altro lavoro ad eccezione di questo.
Rispetto a quel grande e straordinario precedente costituito dalla Sonata n. 2 in si bemolle minore, op. 35, quest’ opera si pone come parziale superamento o, almeno, come recupero di una concezione più meditata e meno autobiografica, stilisticamente più unitaria, depurata di quegli elementi “morbosi” che, nella Sonata op. 35, avevano suscitato le perplessità di un sincero ammiratore di Chopin come Robert Schumann.
Formata dai tradizionali quattro movimenti, la Sonata op. 58 fu dedicata da Chopin alla contessa de Perthuis, moglie di quel conte de Perthuis cui Chopin aveva dedicato, anni prima, le Quattro Mazurke op. 24.
Il pianista proporrà poi, la Sonata in do diesis minore, op. 27 n. 2 «Chiaro di luna», di Ludwig Van Beethoven, celebrante nella inconsueta disposizione dei suoi movimenti, – ha scritto nel 1802 la Allgemeine Musikalische Zeitung– «in ciò ch’esso ha di eccellente e di suo particolare».
E, in effetti, non solo la Sonata inizia con un Adagio sostenuto, ma si apre con una indicazione rivelatrice del modo nuovo di pensare il suono del pianoforte.
Quando Beethoven scrive «si deve suonare tutto questo pezzo delicatissimamente e senza sordino», non dice semplicemente che il pezzo va suonato facendo uso del pedale di risonanza, ma anche che l’uso del pedale deve combinarsi con un certo modo di attaccare il tasto.
Del primo movimento della Sonata e della sua peculiare sonorità pianistica, Hector Berlioz fa cenno in un articolo del 1837 poi raccolto in A travers chantsLa mano sinistra dispiega dolcemente larghi accordi di un carattere solennemente triste, la cui durata consente alle vibrazioni del pianoforte di spegnersi gradualmente su ognuno di loro; sopra, le dita inferiori della mano destra eseguono un disegno arpeggiato di accompagnamento ostinato la cui forma quasi non muta dalla prima all’ultima battuta, mentre le altre dita fanno sentire una specie di lamento, efflorescenza melodica di questa oscura armonia».
Il gentile ritmo ternario dell’Adagio trova il suo naturale respiro cantabile all’interno d’una semplice forma tripartita, A – B – A’, in cui la sezione centrale, variando il movimento delle terzine di crome dell’accompagnamento, suona come un delicato svolgimento modulante della sezione principale.
La ripresa del tema avviene all’insegna di impercettibili mutamenti di luce e di una lieve intensificazione dell’espressione, mentre la breve coda conclusiva insiste sull’inciso iniziale della melodia eseguito al basso a guisa di un pedale da cui si stacca e su cui ricade per due volte il movimento delle terzine, così come si era ascoltato nell’episodio centrale.
Definito una volta da Liszt «un fiore fra due abissi», l’Allegretto in re bemolle maggiore ha le dimensioni e il carattere espressivo rasserenato di un intermezzo che, con la grazia danzante del suo tema e la simmetria della forma, sembra rievocare certo stile galante del Settecento.
Sulla fragilità crepuscolare dell’Allegretto sì abbatte invece con inaudita violenza l’impetuoso dilagare del Presto agitato conclusivo, in cui quanto di represso era nei tempi precedenti, e nell’Adagio sostenuto in particolare, sembra erompere con un empito di rabbiosa energia.
Costruito in forma-sonata, il Presto agitato si basa su due temi di carattere fra loro contrastante.
Al primo tema in do diesis minore – un energico arpeggio che sale fino a schiantarsi su un accordo violentemente ribattuto – segue un secondo tema dal profilo ansiosamente incalzante.
Conclusione di un discorso che Beethoven, però, allontana con una coda estremamente audace in cui, all’ennesima violenta ripercussione dell’accordo del primo tema, la stessa materia musicale sembra frantumarsi in una impressionante serie di accordi arpeggiati di settima diminuita.
Una nuova serie di arpeggi e una scala cromatica aventi carattere di cadenza approdano a due battute con l’indicazione «Adagio», in cui il precipitoso moto del finale sembra arrestarsi, per quindi finalmente dar luogo all’ultima, impetuosa volata del tema principale, che la Sonata conclude con la perentoria violenza del suo accordo ribattuto.
La serata verrà conclusa dalla Sonata n. 5 in fa diesis minore, op. 53, composta nel 1907 da Aleksandr Skrjabin.
In calce a questa sonata il compositore pose alcuni versi tratti dal teso poetico del Poema dell’estasi, a testimonianze la comunione ideale che lega le due opere: “Vi chiamo alla vita/nascoste ispirazioni/ a voi, sepolte/nelle oscure profondità/a voi timorosi/germi di Vita/porto audacia!.
E’ questa una concezione messianica dell’arte, di un’attitudine spirituale tendente all’esaltazione mistica, espressa da un originale vocabolario armonica. La quinta sonata ha alcune peculiarità che ben definiscono il suo carattere di opera di transizione: fra le sonate di Skrjabin è l’ultima con le alterazioni in chiave e la prima in un solo movimento, dove prevale la tendenza all’integrazione delle differenti parti in un blocco unico, nell’alternanza di movimenti lenti e rapidi. La scrittura armonica del brano è quasi interamente costituita da accordi di nona e di undicesima con quinte alterate, che tendono a offuscare le tradizionali funzioni tonali.

Il dopo-concerto sarà firmato da 8 ristoranti tra Vietri sul Mare, Salerno e Sieti (Dal Pescatore, Enoteca Segetum, Il Principe e la Civetta, La Locanda del Cantastorie, L’Antica Pagliera, L’Argonauta e Taverna Santa Maria De Domno) in cui si rinnoverà quel felice connubio che solo musica e buona cucina riescono a realizzare.

Concerti d’estate è anche solidarietà: fino al 2 agosto (serata in cui saranno presenti anche alcuni bambini e la direttrice dell’orfanotrofio di Zhodino, Bielorussia) gli amici della rassegna di Villa Guariglia contribuiranno all’acquisto di un pianoforte per iniziare alla musica i piccoli.

Quest’anno la rassegna si avvarrà anche di un servizio navetta per e da Villa Guariglia, con partenza dal teatro Verdi di Salerno alle 20.00 e partenza da Villa Guariglia alla fine dell’evento.

Per info.:
ditta Rocciola: 347/ 4531429

L’Ufficio Stampa
Concita De Luca
Cell.: 328 0261294
Olga Chieffi
Cell-: 3478814172
sito web: www.eventsandmusic.it

Segreteria organizzativa:
CTA – Centro Turistico ACLI Vietri sul Mare
Piazza Matteotti
84019 Vietri sul Mare SA
telefono e fax: (+ 39) (0)89 211 285
mobile: (+ 39) 329 4158640
e-mail: ctavietri@libero.it oppure cta@comune.vietri-sul-mare.sa.it

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17 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica classica, Pianisti, Salerno | , , , , , | Lascia un commento

   

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