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Presentata a Trani la IV edizione di Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica che si terrà dal 14 al 19 marzo

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Il 10 marzo è stata presentata a Trani, presso Palazzo Lodispoto, sede del cittadino Polo Museale, Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica (in programma a Trani dal 14 al 19 marzo 2016), la manifestazione che da ormai quattro edizioni ha riacceso i riflettori sull’ebraismo meridionale di cui Trani è tornata ad essere la capitale.
All’incontro con la stampa sono intervenuti Clara Minerva, Prefetto di Barletta Andria Trani, Anna Vita Perrone, Dirigente Servizio Cultura della Regione Puglia, Giuseppe Corrado, Presidente Provincia BAT, Amedeo Bottaro, sindaco di Trani, Grazia Di Staso, assessore alla Cultura del Comune di Trani, Pierluigi Campagnano, Vice-Presidente Comunità Ebraica di Napoli, Cosimo Yehudah Pagliara, assessore e consigliere della Comunità Ebraica di Napoli nonché co-direttore artistico della manifestazione insieme a Francesco Lotoro e Ottavio Di Grazia; il dott. Antonio Quinto in rappresentanza della Fondazione SECA e Luigi De Santis, console onorario in Puglia dello Stato di Israele.
Dopo la proiezione di un video che ha sintetizzato spirito e finalità di una manifestazione ormai diventata di interesse nazionale, il co-direttore artistico Cosimo Yehudah Pagliara, ha spiegato il significato dell’espressione ebraica Komemiut (a testa alta) che quest’anno fa da sottotitolo alla manifestazione, quale richiamo ad una fiera affermazione della propria identità ebraica, totalmente aperta al dialogo con gli altri e volta a promuovere la reciproca conoscenza quale strumento di incontro e di integrazione, nel rispetto delle peculiarità di ciascuno.
Un approccio tanto più significativo in un momento in cui l’antisemitismo torna a serpeggiare in Europa in modo preoccupante.
Il messaggio arriva da una città come Trani che – ricorda Pagliara – per secoli ebbe il quartiere ebraico, la Giudecca, e non il ghetto, forma di segregazione affermatasi solo dopo i provvedimenti antisemiti del XVI secolo. Fino alla nota cacciata degli Ebrei dal Regno di Napoli del 1541 non ci sono stati ghetti in Puglia, regione in cui l’apporto ebraico è stato sempre molto attivo e presente, così come lo è stato a livello nazionale: basti pensare che ai moti risorgimentali ha contribuito il 27% degli ebrei, una percentuale altissima attestata anche da storici non ebrei.
Oggi – ha concluso – gli ebrei voglio continuare ad essere partecipi ed ecco perché è importante il ruolo di Trani capitale dell’ebraismo non solo di ieri ma anche del presente e del futuro.

Ha quindi preso la parola Clara Minerva, Prefetto di Barletta Andria Trani, che ha definito Lech Lechà “un momento di dialogo importante in una fase storica delicata in cui emergono forme preoccupanti di intolleranza e odio etnico, per cui è più che mai urgente lanciare messaggi di segno opposto.
In tal senso la cultura svolge un ruolo chiave, perché riesce ad arrivare là dove non arrivano gli Stati, impegnati a garantire la sicurezza; purché però sia una cultura della pace e della tolleranza.”
L’intervento del presidente della provincia BAT, Giuseppe Corrado, ha sottolineato come Lech Lechà rappresenti “il punto di arrivo di un percorso di valorizzazione dell’integrazione, principio secondo il quale si può e si deve convivere nel rispetto delle specificità di ciascuno.” “Ritengo – ha aggiunto – che iniziative come questa vadano sostenute e incoraggiate. Vorremmo infatti che dall’essere ormai una manifestazione di interesse nazionale, possa diventare un appuntamento di rilevanza internazionale”.

Il Console Onorario in Puglia Luigi De Santis ha evidenziato il legame profondo e reale fra gli ebrei italiani e lo Stato di Israele, che proprio in Puglia ha voluto il suo primo consolato onorario.
Ha quindi lodato la mission di una manifestazione come Lech Lechà che “promuove la conoscenza quale motore di un’integrazione che esclude la rinuncia o lo snaturamento della propria cultura stimolando al rispetto per gli altri.” Ha quindi sottolineato come “la scelta di Israele di avere in Puglia il suo primo consolato onorario non è affatto casuale ma si lega appunto al ruolo che la regione sta giocando nella rinascita dell’ebraismo meridionale”.
Si è quindi detto “ben felice di far sì che la nuova istituzione possa collaborare con Lech Lechà e con le varie altre realtà operanti sul territorio.”
Anna Vita Perrone, Dirigente Servizio Cultura della Regione Puglia, ha riferito come la Regione si senta “orgogliosa che Lech Lechà stia crescendo sempre più” ed ha annunciato che “nel piano strategico per la Cultura che l’ente sta approntando, la manifestazione avrà un ruolo importante, dovendosi considerare un modello per tutte le iniziative che intendono promuovere il dialogo pacifico e l’integrazione”.

Grazia Di Staso, assessore alla Cultura del Comune di Trani, ha definito la comunità ebraica cittadina come “un capitale da valorizzare, per il percorso di pace e di tolleranza che è stata in grado di promuovere.” Ha quindi ricordato come fin dal Medioevo “Trani abbia svolto un ruolo fondamentale, tornando ora a dare risalto alla pregnanza culturale della sua comunità ebraica”.

Antonio Quinto, parlando a nome della Fondazione SECA, curatrice del nuovo Polo Museale di Trani e fra i partner di Lech Lechà, ha espresso l’orgoglio di questa istituzione per aver aver avuto l’occasione di ospitare la manifestazione nella riqualificata struttura di Palazzo Lodispoto, da considerarsi a disposizione della comunità ebraica e dell’intera città. Ed ha infine annunciato che il Polo Museale, che comprende anche la Sinagoga Museo S. Anna oltre al Museo Diocesano e quello della Macchina per scrivere, sarà inaugurato il prossimo 21 aprile.

Nel riprendere la parola, Cosimo Yehudah Pagliara ha annunciato per il 2017 due importanti partnership di Lech Lechà con alcune importanti realtà come il Museo dei Lumi della comunità ebraica di Casale Monferrato (Alessandria) e la israeliana Magen David Adom (Stella rossa di Davide), la società di soccorso nazionale, competente per le emergenze sanitarie e gli interventi in caso di disastro, fornendo soccorso con le ambulanze e un servizio di banca del sangue, analoga alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa internazionale.

Ha quindi proseguito la serie di interventi Pier Luigi Campagnano, vice-presidente della Comunità Ebraica di Napoli, che ha voluto ricordare gli esordi e l’evoluzione di Lech Lechà, passando poi la parola ad Amedeo Bottaro, sindaco di Trani, il quale ha ricordato come la restituzione nel 2005 della Sinagoga Scolanova, la più antica d’Europa, abbia rappresentato “un atto importante in cui si è espresso il grande spirito di accoglienza della città di Trani”. Ha quindi sottolineato anche l’importanza turistica di una manifestazione come Lech Lechà, in grado di attrarre persone da ogni dove.
“Il quartiere della Giudecca, dove io stesso vivo – ha detto il primo cittadino – è quotidianamente frequentato da persone che giungono fin qui per cogliere la storia che trasuda dalle sue pietre.E questo è per noi un motivo di orgoglio, accresciuto dal fatto che l’ebraismo a Trani non è solo memoria storica ma rivive ogni giorno grazie alla sua attiva comunità ebraica”.

I co-direttori artistici Ottavio Di Grazia e Francesco Lotoro hanno quindi chiuso l’incontro illustrando a grandi linee un programma che anche quest’anno, dal 14 al 19 marzo, si annuncia ricchissimo di iniziative fra conferenze, presentazioni librarie, mostre, concerti, studio dei testi scritturali, proiezione di docu-film, cucina casher elaborata sotto stretta sorveglianza del rabbinato di Napoli, e il grande dono dello Shabbat nell’incantevole scenario della Sinagoga Scolanova di Trani. In particolare Lotoro ha voluto rimarcare il forte legame instauratosi fra lo stato di Israele e la Puglia che ha avuto il merito di riportare l’ebraismo in un luogo dei suo fasti.
Ha inoltre ricordato come quest’anno si sia particolarmente consolidato il legame con le scuole, sempre più interessate a conoscere i vari aspetti dell’ebraismo e a rendendersi partecipi in modo attivo.

Anticipazioni sul programma

Sono sette le sezioni che compongono il cartellone di Lech Lechà Komemiut: Reshìt (Convegni su ebraismo, storia e attualità ebraica, Israele); Sefarìm (Fiera del libro ebraico, mostre e film); Yeshivà (Tefillòth e lezioni rabbiniche presso la Sinagoga Scolanova); Il canto di Abramo (Concerti, musiche e danze tradizionali ebraiche); Chi è rimasto a bottega? (Ristorazione casher sotto sorveglianza del Rabbinato di Napoli); Yom ha-Shabbat (Il Sabato, cuore pulsante della vita ebraica); Il ritorno del Mabit (La serata dell’ebraismo tranese).

Fra gli appuntamenti principali in programma la presentazione (martedì 15 marzo) del libro “Con lo sguardo alla luna. Percorsi di pensiero ebraico” (Giuntina) di Rav Roberto della Rocca, dedicato alla riscoperta di un ebraismo vivo, capace di rimanere sempre attuale, inesauribile fonte di saggezza e insegnamento; nella stessa giornata, la conferenza “Noi non dimentichiamo. I fatti di Monaco 1972”, con proiezione del film Munich di Steven Spielberg (2005) e gli interventi di Raphael Luzon scrittore e giornalista, Silvia Godelli già Assessore al Mediterraneo, Cultura, Turismo Regione Puglia, e Miriam Rebhun, scrittrice; la presentazione (mercoledì 16 marzo) del libro “Tramonto libico. Storia di un ebreo arabo. Prefazione di Roberto Saviano” (Giuntina), con intervento dell’autore Raphael Luzon, costretto nel 1967 ad abbandonare Bengasi in seguito al pogrom scatenato dalle folle arabe contro gli ebrei; l’appuntamento “Da Trani uscirà la Torà” (venerdì 18 marzo), giornata di full immersion nello studio dei pilastri scritturali dell’ebraismo (Torà e Mishnà); il concerto Il violino di Chagall dell’Orchestra Giovanile del Conservatorio di Musica U. Giordano di Foggia nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Trani nell’ultima serata (sabato 19 marzo).

I biglietti, al costo di 3 euro, potranno essere acquistati presso la Sinagoga e il Polo Museale – Info: 346.6812143-3924578848.

Tra gli eventi, si segnala la mostra fotografica Il Cantico dei Cantici a cura di Norma Picciotto, che sarà inaugurata lunedì sera alla ore 20.00, alla presenza dell’autrice.
Seguirà l’interpretazione dei versi del cantico a cura di Gianluigi Belsito, Claudia Lerro e Domenico Tacchio.
La mostra rimarrà aperta fino al 19 marzo.

Sempre presso il Polo Museale, si segnala la proiezione del docu-film Rinascere in Puglia, a cura dell’Associazione Amici di Maghen David Adom (AMDA-ITALIA), prodotto da Gady Castel e girato da Yael Katzir, che sarà proiettato lunedì 14 marzo, alle ore 9.00 e ore 11.00.

Anche gli studenti del Liceo De Sanctis parteciperanno a questa IV edizione di Lech Lechà: venerdì 18, alle ore 10.00, nell’Aula Magna del Liceo (sito in via Tasselgardo) racconteranno, attraverso pièce teatrali, video e letture sceniche, storie tratte da libri di autori ebrei o di argomento ebraico.

Ufficio stampa
Luciana Doronzo: 347.0095976
Enzo Garofalo: 328.1443279
Email: settimanaculturaebraica@gmail.com

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11 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Cinema, Concerti, Letteratura, Libri, Musica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Lech Lechà. Presentata a Trani in conferenza stampa la Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica che si svolgerà dal 2 all’8 settembre 2012

Si è svolta a Trani, presso la Sala Giunta del Comune, la conferenza stampa di presentazione di Lech Lechà – Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica, la coinvolgente kermesse multidisciplinare che avrà luogo in 10 città della Puglia con un ricco programma in dieci moduli articolati fra conferenze, musica, lingua e gastronomia ebraica, presentazioni di libri e molto altro ancora.
L’iniziativa ha già suscitato grande curiosità e interesse a livello nazionale come evidenziato dagli organizzatori che, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e a importanti membri della comunità ebraica dell’Italia Meridionale, hanno voluto illustrarla alla stampa.
A prendere la parola per primi sono stati il sindaco di Trani Luigi Riserbato e l’Assessore alla Cultura Salvatore Nardò che hanno sottolineato l’importanza di questa manifestazione per la riscoperta del valore storico-sociale della presenza ebraica in Puglia fin dai tempi più antichi e più nello specifico per la comprensione del ruolo giocato dalla città di Trani quale vera e propria capitale dell’ebraismo meridionale, ieri come oggi, soprattutto a partire dalla riapertura della Sinagoga di Scolanova avvenuta nel 2005.
Al tempo stesso è stata evidenziata la sostanziale ricaduta positiva che questa iniziativa avrà per il territorio sotto il profilo turistico e quindi economico.
Del resto i segni di tale ricaduta si sono già fatti sentire con il ‘tutto esaurito’ nelle strutture ricettive di Trani e immediati dintorni, effetto del grande interesse suscitato dal programma di Lech Lechà, nell’ambito del quale un sorprendente successo è stato registrato dal corso intensivo di Lingua Ebraica in programma dal 3 al 7 settembre proprio all’interno della Sinagoga tranese, per il quale sono piovute prenotazioni da ogni angolo d’Italia.
La parola è quindi passata a Pier Luigi Campagnano, presidente della Comunità ebraica di Napoli che ha parlato di un “rinnovo della cultura ebraica in Puglia” riferendosi alla riapertura della sinagoga di Trani, alla celebrazione della XIII Giornata Europea della Cultura Ebraica (il 2 settembre) che per il Sud vede ancora una volta protagonista la città di Trani, e alla rassegna Lech Lechà che esplorerà la cultura ebraica in alcuni dei suoi aspetti più importanti.
Dopo aver calorosamente ringraziato gli amministratori locali e regionali – in particolare l’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli – Campagnano si è detto “sicuro che questa manifestazione assumerà una cadenza fissa annuale che, partendo dalla Giornata Europea della Cultura Ebraica, potrà toccare svariati temi legati all’ebraismo.”
Ha quindi avuto parole di sincero apprezzamento per l’impegno profuso nella manifestazione dal direttore artistico Francesco Lotoroe da tutto il suo staff di collaboratori.

Un momento della conferenza stampa – Foto Luciana Doronzo

L’intervento successivo è stato quello di Rav Shalom Bahbout rabbino capo di Napoli e dell’Italia meridionale che, dopo aver apprezzato “l’enorme e complesso lavoro organizzativo che c’è dietro una manifestazione come Lech Lechà”, ha evidenziato come “questa manifestazione sia solo il punto di partenza verso la riscoperta dell’ebraismo in Puglia. A tal proposito – ha aggiunto – ho interloquito con agenzie turistiche estere, soprattutto americane, sottolineando il ruolo della Puglia quale luogo primario di approdo storico degli ebrei giunti in Italia, e in particolare di Trani come capitale culturale ebraica del Meridione, posizione che le spetta di diritto più che a qualsiasi altro luogo. Ad ogni modo – ha annunciato – per i prossimi anni contiamo nella realizzazione di un progetto interregionale che coinvolga tutto il Sud, anche se la manifestazione continuerà pur sempre ad essere il ‘Festival di Trani’, i cui orizzonti andranno però ad allargarsi. Considerato che Lech Lechà significa ‘Va verso te stesso’ – ha poi spiegato – la domanda e la proposta che questa iniziativa pone, riguarda il tema dell’identità, al centro stesso dalla cultura ebraica: un valore oggi sempre più assente nella vita di tante persone. E l’ebraismo è uno degli elementi che compongono l’identità pugliese, considerato che la presenza degli ebrei è stata importantissima dai tempi dell’antica Roma fino alla loro cacciata che si è protratta dal 1492 al 1541 circa. A tale ultimo proposito, fra i nostri futuri progetti vi è quello della istituzione di un ‘Giorno della Cacciata’, e ciò non per fare della memoria fine a se stessa, ma per chiedersi quale senso assuma oggi il ‘ritorno’ degli ebrei nel Meridione; l’altro progetto importante è quello della istituzione di una Università Ebraica di Trani, aperta a tutti, che in realtà esiste già sulla carta come associazione: in questi giorni cercheremo di lavorare per trasformarla in una realtà operativa. L’altro obiettivo che ci proponiamo è quello di incontrare rappresentanti degli imprenditori locali per creare uno scambio con i giovani imprenditori israeliani, attivissimi nella creazione ormai quotidiana di nuove imprese e pronti a mettere la loro esperienza al servizio dei giovani pugliesi. Inoltre ci farebbe piacere che si approfondisse e rafforzasse a Trani anche la tradizione del cibo trattato secondo le regole kasher. Insomma, più in generale, ci auguriamo che questo cammino insieme possa rafforzarsi sempre di più”.
Si è manifestato concorde con le parole del rabbino di Napoli l’avv. Cosimo Yehuda Pagliara autorevole rappresentante della comunità ebraica salentina e membro di spicco della commissione scientifica di Lech Lechà.

Alla serie di interventi si è poi aggiunto quello di Francesco Lotoro, direttore artistico della manifestazione, musicista e autore, fra l’altro, della monumentale Enciclopedia discografica KZ Musik, dedicata alla produzione musicale nei lager di tutta Europa. Lotoro ha dichiarato che “quest’anno la manifestazione ha voluto avere un profilo regionale anche a favore di quelle città che hanno una rilevante memoria ebraica pur non conservando una comunità attiva”.
Ha poi precisato che “Lech Lechà più che un festival nel senso comune del termine vuole essere una ‘settimana’ nel senso ebraico, ossia quel periodo che trova il suo momento centrale nello Shabbat, momento che condivideremo il prossimo 8 settembre con tutti i partecipanti…”
Il direttore artistico è quindi passato ad illustrare nel dettaglio il ricco cartellone della manifestazione.
Al termine, nel sottolineare la sua importanza per Trani, si è soffermato sulla cospicua entità della popolazione ebraica nella cittadina adriatica in epoca storica, citando la presenza, già nel XII sec. di un numero molto rilevante di famiglie, e mettendo in evidenza la quasi corrispondenza numerica (rispettivamente 5 e 4) fra le sinagoghe presenti a Venezia, capitale di un regno, e quelle della sola Trani.
Ha inoltre ricordato come nel Meridione, a differenza di altre aree d’Italia, le Giudecche, ossia i quartieri ebraici, non fossero dei luoghi chiusi e soggetti a una sorta di coprifuoco (i ghetti), segno evidente di rapporti sociali di maggiore apertura.
A chiusura dell’incontro con la stampa, ha infine ripreso la parola il rabbino Bahbout che ha illustrato il significato simbolico del logo di Lech Lehà: “Si tratta del corno di ariete, detto Shofar. E’ un antico strumento musicale usato anche nell’ambito di funzioni religiose; nel nostro caso ha tanti colori che identificano le varie sezioni di cui si compone la settimana del ‘Lech Lechà’. Il suono di questo corno, che nelle fonti si dice essere stato emesso quando furono consegnati i Dieci Comandamenti, nelle festività ebraiche ha la valenza di invito a pensare, a meditare, ed è con questo speciale significato che lo abbiamo voluto impiegare.”

Ufficio stampa:
email settimanaculturaebraica@gmail.com oppure traniebraica@fastwebnet.it

info:

Direttore artistico
Francesco Lotoro
cell. 3402381725;

Presidente commissione scientifica
Rav Shalom Bahbout
cell. 3663165622;

Coordinatore per il Salento
Cosimo Y. Pagliara
cell. 330877878

Segreteria organizzativa
Luciana Doronzo
Grazia Tiritiello
cell. 331/3989353

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30 agosto, 2012 Posted by | Arte, Letteratura, Musica | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Presentata a Roma la Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica Lech Lechà – Ricordate le vittime israeliane dell’attentato di Burgas

E’ iniziata con una intensa riflessione e commemorazione delle vittime israeliane nell’attento terroristico all’aeroporto di Burgas la conferenza nazionale di presentazione della Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica Lech Lechà – Và verso te stesso che si è tenuta venerdì 20 luglio a Palazzo della Cultura di Roma, nel quartiere ebraico della Capitale.
Il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici ha salutato i relatori, la stampa e il pubblico presenti, ricordando il forte sostegno che la comunità ebraica romana ha offerto nei primi anni alla piccola comunità ebraica di Trani donando loro libri, bibbie, arredamenti per la Sinagoga Scolanova, Sefer Torà e altro; la comunità ebraica di Roma, ha detto Pacifici, seguirà da vicino tutte le attività culturali e sociali dell’ebraismo a Napoli, Trani e nel Mezzogiorno creando i presupposti per una forte integrazione e sviluppo condiviso di risorse e valori dei quali l’ebraismo oggi si fa garante.

Dopo i saluti dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane rappresentata da Victor Magiar, l’assessore al Mediterraneo della Regione Puglia Silvia Godelli ha sottolineato l’importanza e il peso specifico che Lech Lechà avrà nel panorama artistico-culturale della Puglia, essendo 10 le città coinvolte (da Sannicandro Garganico, Manfredonia e Barletta sino a Bari, Brindisi, Oria, Lecce e Nardò) con Trani capoluogo ebraico per eccellenza e una intensa serata letteraria e musicale nello splendido scenario di Castel del Monte.

Il presidente e il rabbino capo della comunità ebraica di Napoli Pierluigi Campagnano e Rav Shalom Bahbout hanno posto l’attenzione sulla quantità e ricchezza di eventi che spazieranno da 21 conferenze a 9 presentazioni librarie con l’autore, 4 film, 7 concerti, 17 stands di editoria e discografica ebraica, un corso di lingua ebraica, un seminario sull’interpretazione dei sogni nella Torà e nei Profeti e persino la Notte bianca dell’ebraismo tranese che si svolgerà nell’intero quartiere ebraico dal termine dello Shabbath dell’8 settembre; inoltre, durante il periodo del Lech Lechà si potrà mangiare kasher presso il ristorante Il Marchese del Brillo di Trani (a due passi dalla Sinagoga).

Francesco Lotoro, direttore artistico del Lech Lechà, infine, ha illustrato lo svolgimento dei diversi eventi nelle 10 città pugliesi, ponendo l’attenzione sia sulle tematiche che saranno sviluppate nell’intera Settimana ebraica (storia, economia, politica, giustizia, medicina, Israele e Paesi del Mediterraneo, umorismo nella Torà, Maestri dell’ebraismo pugliese, accoglienza dei profughi, Cabbalà e altro) sia su alcuni tra i più illustri ospiti della Settimana, dal magistrato Piercamillo Davigo al procuratore Antonio Laudati e al giudice Francesco Messina, dagli scrittori Daniela Abravanel, Donatella Di Cesare e Roy Doliner ai docenti universitari Ugo Villani, Andrea Lovato e Francesco Lucrezi, dal grande esperto d’arte ebraica David Cassuto all’archeoastronomo Nedim Vlora e Mons. Michele Seccia e tanti altri.

La conferenza ha registrato una forte richiesta delle comunità ebraiche italiane di recarsi a Trani e altre città pugliesi durante gli eventi del Lech Lechà; il rabbino capo di Napoli rav Bahbout ha ribadito infine che Lech Lechà è un viaggio verso le proprie radici ebraiche che in Puglia tornano a ricrescere dopo cinque secoli di silenzio a Trani ma anche in altri luoghi del Mezzogiorno; perciò ha annunciato al termine della conferenza la volontà espressa dalle altre regioni meridionali di trasferire l’anno prossimo l’esperienza culturale e artistica del Lech Lechà anche in Calabria, Campania e Sicilia in una sorta di mese completamente dedicato all’ebraismo del Sud.

Ufficio stampa
Luciana Doronzo (cell. 347.0095976)
Francesca Lombardi (cell. 347.6325951)
e-mail: settimanadellaculturaebraica@gmail.com

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22 luglio, 2012 Posted by | Arte, Concerti, Letteratura, Musica | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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