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Presentato l’avant-programme del Napoli.Teatro Festival Italia 2013

La sesta edizione del Napoli.Teatro Festival Italia 2013 si terrà esclusivamente nel mese di giugno prevedendo in settembre soltanto il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, organizzato per il terzo anno consecutivo dalla Fondazione Campania dei Festival in collaborazione con l’Agis.
Il Napoli.Teatro Festival Italia 2013, firmato dal direttore artistico Luca De Fusco, si svolgerà dal 6 al 23 giugno.
Del programma completo, che come ogni anno presenteremo in primavera, oggi annunciamo 7 prime mondiali, 3 prime italiane e 30 spettacoli del nuovo Fringe.
La decisione di raccontare ora gli spettacoli dell’edizione 2013, è dettata dal fatto che, per la prima volta, la Fondazione Campania dei Festival, nata per organizzare il Festival e presieduta da Caterina Miraglia, lavorerà alla promozione della manifestazione oltre i confini regionali e nazionali, nella convinzione che il turismo culturale possa incrementare il pubblico del Festival e la presenza degli stranieri in città.
Anche nel 2013 il Festival rafforzerà la sua vocazione internazionale, dedicherà attenzione alla nuova drammaturgia e andrà alla scoperta dei luoghi sconosciuti della città.
Ad aprire la manifestazione il 6 giugno, con una prima mondiale, Peter Brook, maestro per eccellenza del teatro contemporaneo che torna per il secondo anno consecutivo al Napoli.Teatro Festival Italia questa volta con Le dépeupleur di Samuel Beckett; ma in prima mondiale vedremo anche La bisbetica domata di William Shakespeare, prima regia italiana di Andrej Končalovskij; Circo equestre Sgueglia, uno dei testi più noti e amati di Raffaele Viviani, firmato dall’argentino Alfredo Arias; Spam uno spettacolo del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd (che ne firma anche la regia); La réunification des deux Corées, una creazione di Joël Pommerat, autore di punta del teatro francese contemporaneo; Bobo-Dioulasso, adattamento e regia di Jean-Louis Martinelli che torna a Napoli dopo cinque anni con un nuovo spettacolo tutto africano (nella prima edizione del 2008 del Napoli.Teatro Festival Italia portò in scena una memorabile Médée) e Antonio e Cleopatra di William Shakespeare, regia di Luca De Fusco, musiche di Ran Bagno.
In prima mondiale si vedrà anche il nuovo spettacolo di danza della Vertigo Dance Company che, dopo il successo di Null e Birth of Phoenix presentati a Napoli nel 2012, porteranno in scena Vertigo 20.
Mentre in prima italiana sarà anche Desdemona, con la regia di Peter Sellars e Trocadero (titolo provvisorio) del coreografo José Montalvo, artista franco-spagnolo di fama internazionale.

FRINGE
Quest’anno nell’ambito del Napoli.Teatro Festival Italia è prevista anche la nuova edizione di E45 Napoli Fringe Festival.
Questa sezione del Festival nasce nel 2009 con un’edizione sperimentale e debutta nel 2010 con la sua prima edizione ufficiale.
Il Festival si ispira ai modelli di Fringe presenti nel mondo a partire dal primo Fringe nato ad Edimburgo nel 1947.
L’idea è stata, in questi anni, quella di affiancare al cartellone ufficiale del Napoli. Teatro Festival Italia, un programma collaterale di spettacoli presentati da compagnie indipendenti e di recente formazione selezionate attraverso un bando di partecipazione, con l’obiettivo di offrire loro la possibilità di presentare il proprio lavoro in un momento di particolare attenzione al teatro, sia da parte del pubblico sia da parte di critici ed operatori presenti per il festival ufficiale.
La Fondazione Campania dei Festival, in collaborazione con Interno 5 che ne cura la produzione esecutiva e l’organizzazione, mette a disposizione delle compagnie spazi e teatri della città con dotazione di materiale e personale tecnico e supporta la promozione e la comunicazione del cartellone parallelo corrispondendo alle compagnie il 100% dell’incasso ottenuto dalle repliche.
Da giugno 2012 il Fringe si evolve e diventa un evento biennale.
La selezione della compagnie, che avveniva in passato unicamente sulla base del materiale video e cartaceo pervenuto, è stata sostituita da una presentazione dal vivo di un estratto dello spettacolo della durata di 10 minuti di fronte a una giuria di direttori di teatri e festival nazionali e internazionali avvenuta presso il Teatro Niccolini dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Tra i 70 studi che hanno superato una prima scrematura sulla base del materiale inviato, 30 sono stati scelti dalla giuria per debuttare con lo spettacolo in versione definitiva nel programma del Fringe a giugno 2013 con l’assegnazione di un contributo alla produzione di 5000 euro.
Tra questi, sei le compagnie napoletane scelte, la Compagnia Danza Flux, Flegreinarte, Francesco Colaleo, Hermit Crab-Rosso Simona e Fortunato Cerlino, Nerosesamo, Patraio produzioni; 1 compagnia di danza gallese, Sioned Huws; 1 compagnia di danza italo-olandese Annika Pannitto; 4 compagnie di danza, Egribiancodanza, Eleonora Ciocchini/Artisti Associati Sosta Palmizi, Ibicultura e Muxarte, nO (Dance first. Think Later); 1 compagnia di teatro sensoriale, Officina Sensi in collaborazione con BABEL CREW; 1 gruppo internazionale che lavora sulle disabilità motorie causate da disturbi neurologici o psichici Looking for Michele/Ludwig; 1 lavoro firmato da Michele Cremaschi che si avvale dell’utilizzo di ologrammi.
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L’edizione 2013 del Napoli. Teatro Festival Italia si presenta sotto diversi aspetti come una edizione di svolta rispetto alle precedenti ed anche in prospettiva per il futuro della manifestazione.
La grande novità della prossima edizione sono le numerose prime mondiali che nascono in città.
Il Viviani firmato da Alfredo Rodriguez Arias, il Beckett firmato dal grande Peter Brook, il ritorno della Vertigo Dance Company, la nascita di un Antonio e Cleopatra con le musiche dal vivo di Ran Bagno, con cui si rinnova la collaborazione dopo il successo di Antigone, il nuovo testo in prima esecuzione assoluta del celebrato scrittore argentino Spregelburd, la prima regia italiana del grande Andrej Končalovskij, sono tutti nuovi allestimenti che saranno costruiti nei teatri della Campania in un progetto di significativa apertura al territorio che sarà contrassegnato anche dal fatto che gli attori, i ballerini, i tecnici potranno essere inseriti negli spettacoli di produzione del festival attraverso un bando.
In questo modo il festival tenta una sorta di “quadratura del cerchio”: mantenere il carattere cittadino della manifestazione (con gli spettacoli presentati in prima mondiale nei teatri napoletani) allargando la propria azione nella regione, visto che le produzioni saranno allestite con prove aperte in teatri della Campania.
Molte tra le produzioni citate si avvalgono (altra grande novità) di un sistema di coproduzioni con teatri stabili di prima grandezza quali il Teatro di Roma, il Teatro di Genova, il Teatro Metastasio Stabile della Toscana, l’Arena del Sole Stabile di Bologna, oltre alla consueta presenza del Teatro Stabile di Napoli.
In ognuno degli spettacoli le presenze internazionali sono assai significative e non sono separate da quelle italiane e napoletane, ma mescolate, superando la suddivisione tra teatro internazionale, teatro italiano e napoletano.
Infatti grandi artisti stranieri come Brook, Arias, Končalovskij, Wertheim, Bagno, Spregelburd, interagiranno con attori, danzatori, tecnici, musicisti napoletani e italiani mantenendo il carattere internazionale del Festival ma radicandolo maggiormente sul territorio e offrendo agli artisti italiani una straordinaria occasione occupazionale e di esperienza artistica.
Il carattere di “prime mondiali” di molti spettacoli aumenta la rilevanza del Festival determinando un reale meccanismo di turismo internazionale e rafforzando quello di turismo italiano, dato che tutti questi lavori saranno presentati per ora solo nel nostro cartellone e non saranno visibili in altre città italiane. Queste caratteristiche hanno reso necessario l’annuncio assai anticipato di questa parte del nostro programma.
Infatti i bandi per la partecipazione agli spettacoli vanno ovviamente indetti molti mesi prima dell’inizio delle prove.
D’altra parte avere in cartellone molti appuntamenti in prima mondiale e non annunciarli in grande anticipo significherebbe non sfruttare appieno l’opportunità di collaborazione con gli operatori turistici e con la stampa internazionale che programma con grande anticipo la propria estate teatrale.
A questi grandi appuntamenti che contraddistinguono la rassegna come Festival non più di vetrina ma di produzione siamo già in grado di associare alcuni spettacoli di grande circolazione internazionale.
La ormai celebre Desdemona firmata dal grande maestro Peter Sellars, spettacolo coronato da tale successo che ne è in preparazione una versione cinematografica, il nuovo balletto Trocadero firmato dal coreografo franco-spagnolo Josè Montalvo, il nuovo lavoro di Jean Louis Martinelli Bobo dioulasso, anch’esso in prima mondiale, e la prima italiana del nuovo lavoro del regista francese del momento Jean Louis Pommerat La rèunification des deux corèes completano una prima schiera di titoli che ci auguriamo esercitino potere di attrazione turistico e mediatico.
Nei prossimi mesi il cartellone sarà arricchito da altri spettacoli con largo spazio alle compagnie napoletane secondo un disegno che dovrebbe configurare una rassegna basata più sulla qualità che sulla quantità.
Anche gli spettacoli che andranno ad aggiungersi dovrebbero inserirsi in tre filoni che già ora possiamo individuare: un focus su teatro e danza francese che vedrà tornare a Napoli anche alcuni artisti partenopei che hanno trovato il successo in Francia; un focus africano, e un primo piano sulle donne di Shakespeare.
Nel primo focus si inseriscono gli spettacoli di Montalvo, Martinelli, Brook, Arias, nel secondo quelli di Martinelli, Sellars, per il terzo presentiamo già tre primi piani: quello di Cleopatra e della Caterina de La bisbetica domata oltre che quello riscritto dal premio Nobel afroamericano Toni Morrison su Desdemona.
La manifestazione avrà inizio il 6 giugno con la prima mondiale del nuovo lavoro del massimo regista vivente, Peter Brook, e si concluderà domenica 23.
Si prevede un minor numero di spettacoli, ma con una grande rassegna fringe basata sui 30 lavori selezionati nella scorsa edizione.
Molti di questi saranno presentati in luoghi teatrali inusuali, così come negli anni scorsi, proseguendo nell’ottica di una valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico della città.
Infine nel 2013, nel mese di settembre, è prevista solo la serata finale dei Premi Maschere del Teatro Italiano.
(Luca De Fusco, direttore artistico)

Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

Napoli Teatro Festival Italia
www.napoliteatrofestival.it
info@napoliteatrofestival.it
tel/fax: +39 081 19560383

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
tel.: +39 081 4206485
Raffaella Tramontano: +39 392 8860966
Ivan Morvillo: +39 393 9687733
Valeria Prestisimone: +39 339 2082696

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NAPOLI. TEATRO FESTIVAL ITALIA
6 GIUGNO – 23 GIUGNO 2013

LE DÉPEUPLEUR
di Samuel Beckett
regia di Peter Brook

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, C.I.C.T. Thèâtre des Bouffes du Nord e con il sostegno di Centre International de Recherche Thèâtrale.

prima mondiale: 6, 7, 8 giugno
residenza artistica a Napoli dal 18 maggio 2013

LA RÉUNIFICATION DES DEUX CORÉES
regia di Joël Pommerat

coproduzione Odéon, Théâtre de l’Europe/Paris, Compagnie Louis Brouillard, Théâtre National/Brussels, Folkteatern Göteborg, Teatrul National Radu Stanca/Sibiu, Théâtre français du Centre National des Arts du Canada/Ottawa, CNDC de Châteauvallon, Filature Scène Nationale/Mulhouse, Teatro Stabile di Napoli
prima italiana: 6, 7, 8 giugno

SPAM
testo e regia di Rafael Spregelburd

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Calabria, Lorenzo Gleijeses, Festival delle Colline Torinesi, Teatro a Corte, TiConZero
prima mondiale: 7, 8 giugno

ANTONIO E CLEOPATRA
di William Shakespeare
regia di Luca De Fusco

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Arena del Sole | Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna, Teatro Stabile di Napoli
prima mondiale: 9, 10 giugno

TROCADERO
regia di José Montalvo

produzione Théâtre National de Chaillot
in coproduzione con Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Scène nationale de l’Oise en préfiguration Espace Jean Legendre Théâtre de Compiègne, Théâtre de Nîmes, Théâtre Liberté – Toulon, Théâtre de Caen, Théâtre de la Place – Liège, Les Gémeaux – Sceaux, Le Centre des écritures contemporaines et numériques, Le Manège.Mons
prima italiana: 13, 14 giugno

LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare
regia di Andrej Končalovskij

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Genova, Teatro Metastasio di Prato, Teatro Stabile di Napoli
prima mondiale: 14, 15 giugno

DESDEMONA
regia di Peter Sellars
testo di Toni Morrison

produzione Barbican, Wiener Festwochen, Théâtre Nanterre-Amandiers, Cal Performances, Berkeley Lincoln Center for the Performing Arts, New York, spielzeit’europa I Berliner Festspiele, Arts Council England and London 2012 Festival
prima italiana: 18, 19 giugno

CIRCO EQUESTRE SGUEGLIA
di Raffaele Viviani
regia di Alfredo Arias

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Napoli
prima mondiale: 21, 22, 23 giugno
residenza artistica a Napoli dal 6 maggio 2013

BOBO-DIOULASSO
drammaturgia e regia di Jean-Louis Martinelli

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Théâtre Nanterre-Amandiers, Compagnie Traces Théâtre
prima mondiale: 22, 23 giugno

VERTIGO 20
coreografia di Vertigo Dance Company

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Vertigo Dance Company
prima mondiale: 22, 23 giugno

FRINGE
ESERCIZI DI RIANIMAZIONE-NOT HERE NOT NOW.
M.A. mi dice fidati tu mi dai due ore e ti darò l’esperienza e io mi fido e volo nel blu dipinto di blu e incontro mia nonna e altre avventure
regia di Andrea Cosentino

VARCO
Coreografia e regia di Annika Pannitto

YERMA
Compagnia Atir

CONFERENZA TRAGICHEFFIMERA SUI CONCETTI INGANNEVOLI DELL’ARTE
Compagnia Carullo-Minasi

MONOLOGHI DEL CAZZO
Compagnia Babygang

HORSE BOY IN APNEA
compagnia Danza Flux

ITINERARIO: PER UNA POSSIBILE SALVEZZA
compagnia Egribiancodanza

FRAGILEFRANA
Coreografia e regia di Eleonora Chiocchini/AritstiAssociati Sosta Palmizi

248 KG
compagnia Esiba Teatro

IL CERCHIO PRIMO
compagnia Flegreinarte

IN-CORPO-REO (INCORPOREO)
Coreografia e regia di Francesco Colaleo

EDIPO A TERZIGNO
Compagnia HermitCrab, Rosso Simona e Fortunato Cerlino

ME – SHE – IT
compagnia Ibicultura e Muxarte

CANTARE ALL’AMORE
compagnia La ballata dei Lenna

IDIOTS LAB-LOVE_ABILITY
compagnia Looking for Michele/Ludwig

AMLETO E’ MORTO
compagnia Macelleria ETTORE_teatro al kg

AUGMENTED PINOCCHIO
regia di Michele Cremaschi

TRICHER4-SELODICELATVALLORAE’VERO
compagnia MO.Lem

L’ANIMA BUONA DI LUCIGNOLO (NEL VENTRE DEL PESCECANE)
compagnia Nerosesamo

CIAULATOTHEMOON#STUDIO
compagnia nO (Dance first.ThinkLater)

RUSUD
compagnia OFFICINA SENSÌ in collaborazione con BABEL CREW

LA NOTTE DI SCROOGE
compagnia Petraio Produzioni

KRISISKIN
compagnia Quartiatri

L’UOMO SENZA CONTENUTO – TRITTICO DELLO SPAESAMENTO – 3° QUADRO L’INFANZIA DI UN CAPO
Compagnia Roberta Nicolai

TRE SORELLE:STRATIGRAFIA DI UN VUOTO
compagnia SenzaFissaDimora Teatro

AOMORI PROJECT: OF LANDSCAPES REMEMBERED
Coreografia e regia di Sioned Huws

YOUR HAPPY SAD SONGS
Compagnia Sonenalé e Fusiello/Riola

IO NON SO COMINCIARE – REQUIEM PER DANILO DOLCI
compagnia Teatro Rebis

LA JATTA MAMMONA
Compagnia Terry Paternoster e Collettivo InternoEnki

LA BANDIERA
compagnia Vico Quarto Mazzini e Teatro Minimo

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16 novembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Danza, Teatro | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:IL REGISTA SCOPRI’ CHE GIUDA ERA GAY

Passione secondo Matteo a Salisburgo

E il regista scoprì che Giuda era gay

Mentre tra i cultori di musica lirica si continua a discutere sulla validità delle regie che rileggono in chiave di attualità i capolavori del passato, i top-men del <Teatro di regia> non solo vanno avanti, ma riescono addirittura a sconfinare dai palcoscenici d’opera alle pedane da concerto. Uno dei più celebrati  tra costoro, l’americano Peter Sellars, (nella foto)  segnalatosi per aver attualizzato la Trilogia Mozart-Da Ponte  ambientando il Così fan tutte in un bordello di provincia, il don Giovanni tra i derelitti dei Bronx e Le Nozze di Figaro tra i clienti di un albergo di lusso a Manhattan, ha ora messo il suo genio di teatrante a servizio della Passione secondo Matteo, la più pregnante ed intensa, ma anche la più compostamente luterana, tra le composizioni sacre di Johann Sebastian Bach. Scritta per la Chiesa di San Tommaso a Lipsia, vi fu eseguita una sola volta, il venerdì santo del 1729 per rimanere sepolta negli archivi cent’anni esatti fin quando il ventenne Felix Mendelssohn non la riscoprì e la diresse, in uno storico concerto a Berlino nel 1829. A Sellars il compito di costruire una nuova prima volta  – infondo tra oratorio sacro e sacra rappresentazione il passo non è lungo – per una esecuzione già in partenza diversa da quelle correnti, al Festival di Pasqua di Salisburgo. Questa era infatti affidata ai Berliner Philharmonicher, l’orchestra dal suono più ricco, brillante e quindi moderno che ci sia in Europa, del tutto opposto alle sonorità che caratterizzano i gruppi specializzati nel barocco, cui la odierna pratica esecutiva affida di solito i capolavori bachiani   L’oratorio prevede doppia orchestra e doppio coro, un terzo gruppo di voci bianche, una schiera di solisti di canto e molteplici strumentisti impegnati sia nel “basso continuo” che in determinanti “solo”, due organi, un clavicembalo, viola da gamba, oboe d’amore, flauto, violino. Date le circostanze, la classica posizione fissa da concerto già subisce deroghe nelle occasioni normali, qui è del tutto rifiutata e sconvolta dal regista, che definisce il suo lavoro una semplice <ritualizzazione> della forma concertistica, non impone né scene, né costumi né riferimenti naturalistici, ma un anonimo camicione scuro a tutti, direttore, strumentisti, coristi, cantanti. E riempie l’enorme pedana della Grossefestspielehaus di piani rialzati, in prospettiva sfalsata e in forma di parallelepipedi che lasciano al centro uno spiazzo ove resterà l’Evangelista a raccontare, rivivere la tragedia che si compie girando e rigirando intorno a un simulacro di altare, su cui finirà disteso quale vittima sacrificale. Sui parallelepipedi salgono le due orchestre di dove si staccheranno e scenderanno  i solisti per accompagnare le arie alla ribalta e si sistemano i cori ben distinti e lontani, ma pronti a cambiar di posto, a mescolarsi, e cantare a memoria – visto che la <ritualizzazione> permette soltanto agli strumentisti di tenersi davanti la musica da leggere  – i 15 stupendi corali che sono la punta di diamante dei 78 pezzi ( più di tre ore di musica) di cui si compone la partitura. Altrove è situato il gruppo del Basso continuo, che include  liuto e tiorba affidati agli italiani Ivano Zanenghi ed Evangelina Mascardi e uno soltanto dei personaggi, piazzato in cima ad un cubo più alto di tutti, e qui resterà sino alla fine. E’ Gesù. Gli altri vanno e vengono tra i sentieri tracciati dalle pedane, oppure scompaiono, Maria di Magdala, la Figlia di Sion, Pietro, Giuda, Caifa, mentre Pilato non sta manco in palcoscenico, ma tra gli spettatori, accomodato in un palchetto, di dove canta quando gli tocca. Al centro della scena  c’è soltanto l’Evangelista, che la drammaturgia inventata da Sellars trasforma nel protagonista assoluto della Passione. Con i lunghi recitativi narra punto per punto gli eventi, L’Ultima Cena, Getsemani, la cattura e tutto il resto, immedesimandosi nella figura di Cristo sino a sostituirsi a lui nella finzione teatrale ed offrire il proprio corpo all’unzione della Maria di Magdala, al bacio di Giuda che – c’era da scommetterlo! – è un lungo bacio gay, alla flagellazione, al supplizio, mentre il Gesù bachiano canta la sua parte da puro spirito, lassù sul cubo, evidentemente assiso alla destra del Padre, che però non si vede. Non so se l’azione scenica abbia giovato alla miglior comprensione degli eventi, alla maggior efficacia emotiva dell’oratorio, se insomma la partecipazione di Sellars sia stata o meno utile alla causa della musica. Perché questa è stata talmente straordinaria da annullarne la presenza, a parte l’odioso ricordo del bacio-gay. Il direttore Simon Rattle  è riuscito infatti a trarre dai suoi Berliner un suono assai morbido e pertinente, anche con alcune soluzioni d’alta professionalità, come quella di raddoppiare il previsto oboe d’amore e il conseguente apporto del suo colore barocco in entrambe le orchestre. Ha poi tenuto costante l’intensità espressiva alla luce d’una musicalità d’eccellenza, e viva la concentrazione di tutti, anche nei momenti di maggior confusione imposti dall’azione teatrale. Dagli straordinari Berliner assemblati nelle due orchestre o distaccati come solisti, ai cantanti, tra cui le bravissime Magdalena Kozena e Camilla Tilling, l’Evangelista Mark Padmore, vero maratoneta del recitativo e il sempre stupefacente Thomas Quasthoff. E al magnifico Coro della Radio Berlinese, il più tartassato  dal regista. Al quale, al pari di moltissimi spettatori, chi scrive ha rivolto alla fine convinti e calorosissimi buuh!

Francesco Canessa

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17 aprile, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Austria, Compositori, Festival, Francesco Canessa, Giornalisti, Musica, Registi, Salisburgo, Salzburger Festspiele | , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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