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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Il 9, 10 e 11 gennaio Mariano Rigillo in scena al Teatro Mercadante con “Il mio cuore è nel Sud”, ballata in versi e prosa di Giuseppe Patroni Griffi con le musiche originali di Bruno Maderna

Mariano Rigillo
Venerdì 9, alle 21.00, sabato 10, alle 19.00 e domenica 11 gennaio, alle 18.00, al Teatro Mercadante andrà in scena Il mio cuore è nel Sud, con la regia di Mariano Rigillo, che ne è anche interprete insieme a Anna Teresa Rossini, Ruben Rigillo, Silvia Siravo, Antonio Izzo, con l’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Maurizio Agostini, e le voci soliste Elsa Ascione e Antonella Cozzolino.
Lo spettacolo, qui al suo debutto nazionale, è il secondo appuntamento con il progetto Storie naturali e strafottenti: dalle opere di Giuseppe Patroni Griffi, che lo Stabile dedica questa Stagione al grande scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e regista napoletano nel decennale della sua scomparsa.
Le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Zaira de Vincentiis, il disegno luci di Gigi Saccomandi.
La produzione è del Teatro Stabile di Napoli e Teatro di San Carlo.

Radiodramma in versi e prosa di Patroni Griffi con musiche originali di Bruno Maderna, trasmesso dalla Rai nel marzo del 1950, vincitore nello stesso anno del premio Il microfono d’argento, Il mio cuore è nel Sud è ambientato in una immaginaria città del sud, povera, degradata e popolata di vite disperate.
In questo contesto si cala la vicenda della graduale discesa nella follia di una giovane madre, attratta da un fischio misterioso e incessante proveniente dalle finestre di un carcere: il canto di uno sconosciuto di cui la donna si innamora.

“…Ora, un nostro giovane scrittore, intelligente funzionario del nostro Ufficio Prosa, mi traccia brevemente un soggetto per cui chiede una musica d’un clima assai particolare in quanto presuppone l’uso d’un complesso jazzistico e, probabilmente, di espressioni jazzistiche in un clima d’arte necessariamente discosto da quello comune ad una musica di jazz. Penso che tu potresti ricavarne un problema sonoro di linguaggio e di timbro; e potresti farlo con la perizia che ti è particolare in quanto tu sei musicista di ricerca e non hai né limiti né esclusioni…”
«Questo – scrive Mariano Rigillo nelle note allo spettacolo – è un brano della lettera inviata da Alessandro Piovesan, lungimirante dirigente Rai degli anni ’50, al M° Bruno Maderna il 15 febbraio 1949, in cui, esponendo l’interesse per la creazione di un nuovo genere radiofonico e, anticipando gli aspetti salienti del lavoro di Patroni Griffi, fa anche riferimento alle caratteristiche che avrebbe dovuto presentare la composizione musicale. Il lavoro riflette le tendenze e le discussioni che animavano il panorama culturale italiano nell’immediato dopoguerra. Dal punto di vista drammatico il testo evidenzia l’interesse verso la dimensione sociale del racconto e gli strati più emarginati della società. Lo sguardo dell’autore sul dramma che si compie evita la compassione e l’identificazione dei personaggi e mostra tracce di una concezione straniante del racconto, trascurando i moti interiori della psiche, mettendo invece in risalto le implicazioni sociali della patologia mentale».

Teatro Mercadante
Napoli, Piazza Municipio
Info: tel. 081.5524214
e-mail: info@teatrostabilenapoli.it
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria: tel. 081.5513396
e-mail: biglietteria @teatrostabilenapoli.it

Ufficio Stampa Teatro Stabile di Napoli
Sergio Marra
tel.+39 081.5524214 int.103
mob.+39 335.1215079
e-mail: s.marra@teatrostabilenapoli.it

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8 gennaio, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Teatro | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 27 gennaio il Teatro di San Carlo celebra il “Giorno della Memoria” con musiche di Dallapiccola e Fauré

Critica Classica di Marco del Vaglio:


Il 27 gennaio di sessantasette anni fa l’Armata Rossa, irrompeva nel campo di Auschwitz e svelava la tragedia dell’Olocausto a tutto il mondo.
Da alcuni anni questa data viene ricordata in molti paesi europei come il Giorno della Memoria.
Anche il Teatro di San Carlo, per non dimenticare e ricostruire il filo fragile dei ricordi, propone, venerdì 27 gennaio, alle ore 20.30, un repertorio cucito sui temi della memoria, a partire dai Canti di prigionia di Luigi Dallapiccola, per coro a voci miste e alcuni strumenti, per la prima volta al Teatro di San Carlo.
Nella seconda parte, la Messa da Requiem di Gabriel Fauré, per soprano, baritono, coro misto e organo (soprano Eteri Gvazava; baritono Georg Nigl; all’organo Riccardo Fiorentino).
L’esecuzione musicale è integrata dalle parole di Ugo Maria Morosi che legge brani di poeti e narratori che hanno scritto sul tema della memoria.
A guidare l’ensemble strumentale e il Coro, sul podio Salvatore Caputo, già direttore del Coro del Massimo napoletano.

Biglietti a partire da 20 euro
(Infoline:
081.7972331-412-468
e-mail: biglietteria@teatrosancarlo.it
www.teatrosancarlo.it
)

Ufficio Stampa Teatro di San Carlo
tel. 081.7972301-202
email: ufficiostampa@teatrosancarlo.it

I Canti di Prigionia di Luigi Dallapiccola, sono stati composti tra il 1938 e il 1941, per coro misto e un organico strumentale molto particolare: due pianoforti, due arpe, sei timpani, xilofono, vibrafono, dieci campane, oltre a un nutrito e variegato gruppo di altre percussioni.
Concepiti come un trittico ispirato a tre illustri “prigionieri” della storia (Preghiera di Maria Stuarda; Invocazione di Boezio; Congedo di Girolamo Savonarola), rappresentano una delle espressioni più alte dell’arte italiana, non solo musicale.
I Temi fondanti, cui si ispirano, sono i principi di libertà e protesta, ma soprattutto la memoria di ciò che è stato e il dovere di non dimenticarlo.
Una presa di posizione esplicita, da parte del compositore, contro ogni forma di oppressione o di limitazione delle libertà individuali e collettive.
Infatti la genesi dell’opera trova una motivazione storica e politica precisa e drammatica: la scelta da parte di Benito Mussolini, nel ’38, di appoggiare e adottare anche in Italia le leggi razziali antisemite già applicate in Germania da Adolf Hitler. L’indignazione fortissima suscitata in Dallapiccola, coinvolto anche personalmente (la moglie era ebrea), spingono il musicista istriano a prendere posizione cercando nella composizione musicale le forme espressive in grado di tracciare una denuncia che non fosse solo una testimonianza individuale, ma un segno forte di aspirazione comunitaria alla libertà e al rispetto di ogni individuo.
Così ricorderà più tardi lo stesso Dallapiccola: “Stavo lavorando alla mia prima opera, Volo di notte, quando presero a circolare strane voci […]. Che il fascismo, dopo l’esempio di quella hitleriana, potesse dare il via a una campagna razzista? […] La campagna antisemita fu ufficialmente aperta. Avrei voluto protestare; ma, insieme, sentivo che ogni mio gesto sarebbe stato vano. Solo attraverso la musica avrei potuto esprimere la mia indignazione”.

In programma nella seconda parte del concerto il Requiem per soprano, baritono, coro misto, organo e orchestra op. 48 di Gabriel Fauré, che esprime un concetto di “memoria” che abraccia in senso universale tutti gli olocausti e le stragi della storia e diventa parte del bagaglio filosofico e morale che quegli eventi tragici ci hanno lasciato.
Capolavoro indiscutibile e anomalo della storia musicale ottocentesca, il Requiem – “è stato composto senza ragione… per puro piacere. Ho semplicemente cercato di allontanarmi dal convenzionale” – così rispondeva il musicista francese, interrogato sulla sua opera – “infatti la morte è una transizione felice, l’ispirazione alla gioia dell’aldilà piuttosto che un passaggio doloroso”.

Salvatore Caputo dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo.
Ugo Maria Morosi – notevole attore, reduce dal successo di pubblico dell’Opera da tre soldi di Brecht, regia di De Fusco, in scena al Massimo napoletano la scorsa settimana – è la voce recitante con una selezione di testi da Brecht a Quasimodo, da Montale a Primo Levi fino a Bob Dylan.
Interpreti del Requiem di Fauré: Eteri Gvazava soprano, che ricordiamo anche come la Violetta scelta per Traviata in Paris e Fiordiligi nelle edizioni del Così fan tutte firmate da Giorgio Strehler e Mario Martone e, negli ultimi anni, interprete delle sinfonie di Mahler, diretta da Abbado.
Georg Nigl, baritono già collaboratore tra gli altri di Barenboim, interprete dell’Orfeo di Monteverdi, con la regia di Bob Wilson e Wozzeck per la Mahler Chamber Orchestra, diretto da Daniel Harding.
All’organo, Riccardo Fiorentino, solista di grande esperienza, collaboratore del Teatro San Carlo e anche della London Symphony Orchestra.
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Nel pomeriggio di venerdì 27 gennaio, alle ore 17, negli spazi di MeMus – Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo, si terrà la presentazione del libro O Patria mia. Passione e identità nazionale nel melodramma italiano dell’Ottocento di Simonetta Chiappini, edito da Le Lettere di Firenze.
Una storia d’Italia inedita, tra rivoli sotterranei e meandri segreti del nostro melodramma. Inteverranno, oltre all’autrice, Piero Mioli, Paologiovanni Maione e Lucio Turchetta e per il Teatro Di San Carlo, la sovrintendente Rosanna Purchia e la responsabile di MeMus, Laura Valente.
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26 gennaio, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Canto, Concerti, Musica, Musica classica, Napoli, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Da martedì 10 a domenica 15 gennaio la stagione lirica del Teatro di San Carlo propone “Porgy and Bess” di Gershwin

Critica Classica di Marco del Vaglio:


La compagnia del New York Harlem Theatre porta al San Carlo un capolavoro del nostro tempo, il melodramma moderno di Gershwin, Porgy and Bess, splendida epopea musicale del popolo di colore che si nutre di jazz, blues e spiritual.
Porgy and Bess è il terzo titolo della programmazione della stagione lirica, che apre l’anno 2012 e torna al San Carlo, dopo l’ultima rappresentazione nel 1955.
Sul podio, William Barkhymer dirige l’Orchestra del San Carlo, mentre la compagnia del New York Harlem Theatre, il cui coro e diretto da Richard Cordova, è composta da solisti di intensa personalità.
Kevin Short e Alvy Powell nel ruolo di Porgy, Morenike Fadayom e Indira Mahajan nel ruolo di Bess, Alison Buchanan (Serena), Marjorie Wharton (Maria), Richard Hobson (Jake), Kearstin Piper Brown (Clara), Jermaine Smith (Sportin’ life).
La regia è firmata da Larry Marshall e Baayork Lee, anche autore delle coreografie; scene di Michael Scott, costumi di Christina Giannini e luci di Reinhard Traub.

Biglietti a partire da 50 euro;
Ridotto giovani under 30: 30 euro

Infoline:
081.7972331-412-468
e-mail: biglietteria@teatrosancarlo.it
www.teatrosancarlo.it

Ufficio Stampa Teatro di San Carlo
tel. 081.7972301-202
email: ufficiostampa@teatrosancarlo.it

New York Harlem Theater
Il New York Harlem Theater è una storica compagnia, fondata nel 1981.
Da allora ha già prodotto due differenti produzioni di Porgy and Bess.
Tra le altre produzioni si ricordano: Show Boat, Carmen Jones e Sophisticated Ladies di Duke Ellington.
Si è esibito in tour spesso in Europa, coprendo gran parte del continente da Helsinki a Siviglia incluse tutte le capitali d’Europa e numerosi Teatri d’Opera, tra cui Roma, Venezia, Francoforte, Stoccarda, Lipsia, Colonia, Düsseldorf ed Oslo.
Le performances migliori includono gli spettacoli di Sophisticated Ladies a Milano e Catania con la leggendaria direzione di Mercer Ellington.
Le più recenti rappresentazioni di Porgy and Bess includono l’Orchard Theater di Tokyo per celebrare il 15° Anniversario del Bunkamura, il Berlin Theater des Westens, l’Amsterdam Theater Carre e il prestigioso Prinzregenten Theater di Monaco.

Porgy and Bess
Nel 1925 DuBose Heyward scrisse il suo più grande successo, il racconto Porgy, ispirato a una storia di cronaca che parlava di uno storpio di colore che aveva assalito una donna e cercato di sfuggire alla polizia.
Nel 1926, un anno dopo la pubblicazione del racconto, George Gershwin, che aveva già composto Rhapsody in Blue (1924), Concerto in Fa (1925) e canzoni memorabili come Swanee (1919) e The Man I Love (1924), lesse Porgy e immediatamente pensò di scrivere un’opera basata sul suo racconto e, nonostante l’idea fosse stata accantonata perchè Heyward e sua moglie Dorothy dovevano dare forma drammatica al libro, Gershwin non abbandonò il suo desiderio di scrivere un’opera che coinvolgesse la vita dei neri e risuonasse degli echi di Harlem (dove viveva la famiglia Gershwin) e dei ritmi contagiosi delle band di fox-trot e ragtime.
La prima rappresentazione di Porgy and Bess debuttò a Boston il 30 settembre 1935, era già evidente l’assoluta modernità e diversità dell’opera.
Il debutto a New York divise in due la critica e George Gershwin in difesa della sua opera annotò: “Mentre componevo Porgy and Bess, mi resi conto che stavo scrivendo un’opera per il teatro ma, dal mio punto di vista, senza canzoni non poteva essere né teatrale, né divertente. Quando scelsi come soggetto di Porgy and Bess una vicenda vissuta dai neri di Charleston, ero certo che avrei potuto scrivere della musica leggera e della musica seria nello stesso tempo, che avrei potuto accostare lo humour alla tragedia, poiché i neri hanno tutte queste qualità innate. Lo humour è una parte molto importante della vita americana e un’opera americana senza humour non potrebbe rendere le varie sfumature del sentimento americano”.
Il vero riconoscimento all’opera innovativa di Gershwin arrivò solo molto tempo dopo la sua morte prematura, all’età di 38 anni, avvenuta l’11 luglio 1937.
Le numerose riprese, che iniziarono con la presentazione del Merle Armitage in California nel 1938 e la produzione Cheryl Crawford all’inizio del 1940, videro la maggior parte dei critici cambiare opinione

A spasso nell’universo ‘sociale’ di Porgy and Bess – MeMus – giovedì 12 gennaio – ore 17

Primo degli incontri di MeMus per il III settore, partendo dalle suggestioni delle opere in scena: A spasso nell’universo ‘sociale’ di Porgy and Bess. L’incontro prevede la partecipazione delle associazioni e delle cooperative che operano nel settore sociale e della solidarietà
www.memus.org

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6 gennaio, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Canto, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Napoli, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 29 e domenica 30 ottobre Pinchas Steinberg dirige l’Orchestra del San Carlo con Giovanni Albanese solista nel Concerto in do maggiore per pianoforte di Nino Rota

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 29 ottobre, alle ore 20.30 (con replica domenica 30, alle ore 18.00), quarto appuntamento della Stagione Sinfonica 2011-12 del Teatro di San Carlo.
Dopo il successo dello scorso anno, l’israeliano Pinchas Steinberg (tra le bacchette di maggiore pregio sulla scena internazionale) torna a dirigere l’Orchestra del San Carlo in un concerto che unisce repertorio classico e contemporaneo.
Il programma si apre con il Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra (1960) di Nino Rota, brano di grande difficoltà tecnica scritto dal compositore su misura per uno dei più grandi pianisti del secolo scorso, Arturo Benedetti Michelangeli.
L’esecuzione è affidata a Giuseppe Albanese.
A seguire, la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 (1884-85) di Johannes Brahms, capolavoro assoluto del repertorio del compositore tedesco e brano “monumentale” di spiccata vena romantica e lirica.

Biglietti: da 35 a 90 euro

Biglietteria del Teatro di San Carlo
Infoline: 081.7972331-412-468
email: biglietteria@teatrosancarlo.it

Ufficio Stampa Teatro di San Carlo
tel. 081.7972301-202
email: ufficiostampa@teatrosancarlo.it
sito web: www.teatrosancarlo.it

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27 ottobre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Napoli, Teatro San Carlo | , , , , | Lascia un commento

Sabato 8 ottobre la chitarrista Sharon Isbin ed il direttore Muhai Tang per la prima volta a Napoli nell’ambito della stagione sinfonica del Teatro di San Carlo

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 8 ottobre, alle ore 20.30 (con replica domenica 9 ottobre, alle 18.00), secondo appuntamento della Stagione Sinfonica 2011-12 del Teatro di San Carlo.
Per la prima volta sul palcoscenico del Lirico di Napoli, due figure di spicco del mondo classico: la chitarrista Sharon Isbin e il direttore Muhai Tang, che eseguiranno con l’Orchestra del San Carlo il “Concerto per chitarra e orchestra”.
Composto proprio per la chitarrista statunitense nel 1996 da Tan Dun (premio Oscar per la colonna sonora del film “La Tigre e il Dragone”), il brano è inserito nel disco con cui il duo Isbin-Tang ha conquistato nel 2002 il prestigioso Grammy Award e l’Echo Klassik Award.
L’opera di Dun mescola la tradizione cinese con quella occidentale, e la partitura consente alla chitarra della Isbin di spaziare dalle sonorità che evocano il suono della p’i-p’a (l’antico liuto cinese) a quelle del flamenco.
La seconda parte del concerto vede protagonisti Tang e la compagine sancarliana, con due pagine sinfoniche che richiamano in parte la tradizione popolare dei paesi dell’est europeo: l’ouverture da “Ruslan e Lyudmila” di Mikhail Glinka e la “Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88” di Antonín Dvořák.
Tecnica raffinata, lirismo elegante ed estrema versatilità sono le caratteristiche del successo della Isbin, ribattezzata dalla critica “il Monet della chitarra classica”, autrice di oltre trenta incisioni discografiche che spaziano dal barocco al jazz-fusion insieme con virtuosi della classica e artisti del rock come Steve Vai, vincitrice di due Grammy, solista per 160 tra le orchestre più prestigiose al mondo, ed infine interprete per la quale sono stati scritti ben 9 concerti. Il concerto al San Carlo segna il suo ritorno in Campania dopo il recital per l’Associazione Scarlatti del 2001 e l’esibizione al Ravello Festival del 2007.
Debutto a Napoli, invece, per Muhai Tang, direttore principale dell’Orchestra da Camera di Zurigo, la cui carriera internazionale iniziò con l’invito da parte di Herbert von Karajan a dirigere i Berliner Philharmoniker. Principalmente impegnato nella lirica, il maestro di Shangai è stato il primo a dirigere in Cina un’opera di Wagner, “L’Olandese volante”.
Dal 1984 Tang è costantemente sul podio delle principali orchestre europee ed asiatiche. Ha collaborato con solisti di pregio, tra cui Pierre Fournier, Mstislav Rostropovich, Itzak Rampal e Martha Argerich.

Prossimo appuntamento al San Carlo con la Sinfonica 2011-12, lunedì 17 ottobre alle ore 20.30, con il recital del soprano Mariella Devia, accompagnata al pianoforte da Erica Ciccarelli in un programma dedicato a Maurice Ravel, Franz Liszt e Fryderyk Chopin.

Biglietti: a partire da 35 euro

Biglietteria del Teatro di San Carlo
Infoline: 081.7972331-412-468
email: biglietteria@teatrosancarlo.it

Ufficio Stampa Teatro di San Carlo
tel. 081.7972301-202
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7 ottobre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Napoli, Teatro alla Scala | , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 17 e domenica 18 settembre in prima assoluta “Reportage” di Francesco Giammusso per la Stagione Estiva del Teatro di San Carlo

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 17 settembre, alle ore 21.00 presso il Cortile di Palazzo Reale (con replica domenica 18 alla stessa ora), l’Orchestra del Teatro di San Carlo, diretta da Alessandro Pinzauti, eseguirà in prima assoluta il brano sinfonico Reportage del compositore Francesco Giammusso, commissione del Lirico di Napoli.
Il programma della serata prosegue con il Concerto per violoncello e orchestra n. 2 in re maggiore di Franz Joseph Haydn -violoncello solista, Luca Signorini – e la Sinfonia n.4 detta “Italiana” di Felix Mendelssohn-Bartholdy.
Il concerto è il secondo appuntamento di settembre nel Cortile d’onore di Palazzo Reale, nell’ambito della Stagione Estiva del San Carlo, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artisti ed Etnoantropologici di Napoli e Provincia.

Venerdì 23 settembre (ore 21.00), concerto di chiusura della Stagione Estiva 2011.
In programma, Carmina Burana di Carl Orff.
Dirige Coro ed Ensemble strumentale del San Carlo, Salvatore Caputo.

Biglietti: posto unico 20 euro

Biglietteria del Teatro di San Carlo
Infoline: 081.7972331-412-468
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Note al programma

Brano sinfonico scritto per un’orchestra da 70 elementi della durata di circa 13 minuti, il nuovo lavoro di Giammusso (compositore molto attento alle tematiche sociali) nasce da un’indagine emotiva legata ai momenti difficili dell’esistenza.
Da qui il titolo Reportage, racconto musicale libero, costruito su di un impianto non vincolato a schemi e regole rigide, e dotato di un ritmo pulsante e di una chiara cantabilità.
“Nella musica cerco soprattutto la libertà di espressione”, afferma Giammusso. “Lo spirito delle mie composizioni e più in generale del ‘fare arte’ risiede nel divertimento, nella passione, nell’autenticità dell’opera lontana da mode e cliché”.
Il Concerto per violoncello e orchestra n.2 in Re magggiore di Haydn fu composto nel 1783 per il boemo Antonin Kraft, primo violoncello dell’orchestra del principe Esterhàzy e grande virtuoso dello strumento. In tale opera, Haydn concentra la sua attenzione particolarmente sulla parte solista con una scrittura di notevoli difficoltà che evidenzia tutte le potenzialità del violoncello, mentre nel discorso sinfonico si avverte la maturità stilistica e formale ormai raggiunta dal compositore.
La Sinfonia n.4 detta “Italiana” di Mendelssohn racchiude invece le suggestioni raccolte nel ‘gran tour’ in Italia tra il 1829 e il 1831. Il primo ed il quarto movimento rimandano a due ‘motivi’ napoletani, la rievocazione di una processione funebre a cui Mendelssohn ha assistito nel capoluogo partenopeo, e la tarantella che tanto apprezzò nel suo soggiorno a Napoli. L’opera subì negli anni numerosi rimaneggiamenti da parte dell’autore, mai pienamente soddisfatto del risultato ottenuto. Fu infatti pubblicata dopo la sua morte. In essa si avvertono l’equilibrio e la serenità tipiche di Mendelssohn.

Francesco Giammusso
Nasce il 27 Gennaio 1970 a Roma dove vive e lavora.
Il suo approccio alla musica avviene attraverso lo studio del corno con Luciano Giuliani. Ben presto i suoi interessi s’indirizzano verso la composizione che studia con Riccardo Giovannini.
Dal 1997 al 2000 è compositore ospite del Farfa Giubileo Festival e in questa sede presenta brani sinfonici e da camera che gli vengono commissionati. Collabora con l’Orchestra Filarmonica di Sarajevo ed è eseguito nel Teatro Nazionale della capitale bosniaca sotto la direzione di Emir Nuhanovic.
Collabora con i Solisti Aquilani dai quali è eseguito, diretto da Carlo Rizzari. Gli è stato dedicato un concerto monografico per la celebrazione de “2008 Anno Europeo del Dialogo Interculturale” che ha avuto luogo presso il Parlamento Europeo di Strasburgo.
Nello stesso anno è stato ospite de L’Orchestre Internationale de la Cité Universitarie de Paris che ha eseguito due sue composizioni: Il Concerto per pianoforte e archi e Pathos, per orchestra sinfonica.
E’ stato invitato dal Saltnotestage Festival Washington D.C., dove alcune sue composizioni per orchestra sono state eseguite nell’ambito di un concerto dedicato all’Italia.
La sua musica da camera è presente anche in diverse stagioni concertistiche, teatri ed Istituzioni della sua città tra cui: Roma Tre Orchestra, Forum Austriaco di Cultura, Ambasciata Americana e Teatro Ghione.
Il 9 luglio 2009 viene eseguita la sua “Elegia per la Pace” dai Solisti Aquilani diretti da Vincenzo Mariozzi durante lo svolgimento del G8 dell’Aquila alla presenza degli otto Capi di Stato e di Governo nonché numerose altre autorità italiane ed estere tra cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Gli viene attribuito il Premio Internazionale Francavilla 2009 come Compositore Emergente.
In questa circostanza viene presenta la Fantasia per tromba e orchestra d’archi.
Nel 2009 è stato eseguito il suo Concerto per clarinetto e orchestra al Teatro dell’Opera di Nancy, diretto da Paolo Olmi.
Riceve una commissione per un brano sinfonico dal Teatro San Carlo di Napoli per la stagione 2010/2011.
La sua musica è utilizzata dalla Rai. E’ stato ospite di Radio Tre Suite, dove ha presentato il programma del concerto eseguito al Parlamento Europeo.
Da alcune sue composizioni si evince un’attenzione particolare a quei temi sociali ed ecumenici oggi divenuti imprescindibili; su tutti: il rispetto e la valorizzazione reciproca tra le diverse religioni nonché la salvaguardia dei diritti umani, con particolare attenzione al tema della pena di morte.
Sotto questo auspicio è stato composto il brano Elegia per la Pace, collage di frammenti di preghiere cristiane, buddiste, ebraiche, induiste e mussulmane, che come altre sue composizioni è stata arricchita da video-proiezioni, alcune delle quali di Massimo Mastrorillo, già vincitore nel 2006 del Photography Award.
E’ in uscita un cd monografico pubblicato dalla casa discografica Tactus dedicato alla sua opera pianistica eseguita da Enrico Maria Polimanti.
Ennio Morricone si è così espresso sulla sua musica “Quella di Giammusso è musica ben scritta, senza compromessi e scorciatoie arriva alla mente e al cuore.”

Alessandro Pinzauti
Nato a Roma da una famiglia di musicisti fiorentini, compie a Firenze gli studi umanistici e musicali, laureandosi in lettere moderne con Giorgio Luti e diplomandosi in violino sotto la guida di Sandro Materassi.
Allievo di Franco Ferrara all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, nel 1981 debutta come direttore d’orchestra su invito di Luciano Berio.
In Italia dirige più volte l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino e quelle degli enti lirici di Trieste, Bologna, Genova e Verona, con solisti di fama internazionale fra i quali Aldo Bennici, Daniele Damiano, Aldo Ciccolini, Alexander Lonquich, Andrea Lucchesini, Mischa Maisky, Boris Belkin, Kolja Blacher, Cristiano Rossi, Maria Tipo, Lilya Zilberstein e Krystian Zimerman.
Nel 1987 porta in tournée a Dresda l’Orchestra della Toscana, della quale è uno dei direttori ospiti più assidui; nel 1988 esordisce a Londra con la London Philharmonic Orchestra e l’anno successivo al Lyric Opera House di Chicago. Nel 1991 dirige a Livorno “L’amico Fritz” di Mascagni, e inoltre partecipa alla Biennale di Venezia, al Ravenna Festival, al Maggio Musicale Fiorentino e al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.
È docente di direzione d’orchestra al Conservatorio di Firenze; è stato direttore stabile dell’Orchestra Giovanile Italiana, e nel 1996 ha diretto alla Stefaniensaal di Graz la Grazes Symphonisches Orchestrer.
Dal 1998 è direttore musicale della Camerata Strumentale “Città di Prato” con la quale ha realizzato insieme a felici edizioni di Così fan tutte, Nozze di Figaro, Rigoletto, importanti progetti sinfonico-corali.
Nel 2001 e nel 2003 ha portato la “Camerata” in tournée in Argentina, Brasile e Cile.
Collabora inoltre con il Teatro Verdi di Pisa, e nel 2000 ha diretto La sonnambula al Maggio Musicale Fiorentino e ha debuttato con Norma all’Opera di Roma. È stato interprete di prime esecuzioni assolute di Vacchi, Pezzati, Pennisi, Luciani.

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15 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Napoli, Prima del concerto, Teatro San Carlo | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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