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Taccuino personale di Francesco Canessa: LA SCOMPARSA DELLA SUTHERLAND,un ricordo personale di Dame Joan

La scomparsa della Sutherland
Un ricordo personale di Dame Joan

Di F.Canessa

Era un pomeriggio di settembre e l’estate declinante sfumava d’un colore rosato il verde del bosco attraversato dai tornanti della strada che porta a Les Avants, la piccola località in cima a una collina vicino Montreaux dove avevano casa Joan Sutherland e Richard Boninge, suo marito. Da pochi mesi ero sovrintendente del San Carlo, il Teatro veniva fuori da una lunga, opaca gestione commissariale e con le difficoltà di bilancio che sempre hanno afflitto i nostri Teatri, bisognava inventarsi qualcosa per risvegliarlo. M’ero impegnato in una <operazione giovani> che prendeva spunto  dalla  vittoria di Cecilia Gasdia al Concorso Callas e dal suo improvviso e clamoroso debutto alla Scala come sostituta last minute della Montserrat Caballé e che mi era parsa assai adatta al ruolo di Adina in “Sonnambula”, titolo cui avevo pensato per avviare l’impresa. Fu subito entusiasta dell’idea, e lo fu anche il secondo classificato del Concorso, Simone Alaimo al quale offrii il ruolo del conte Rodolfo, di solito rappresentato come un attempato signore, ma che ritenevo invece dovesse apparire anche lui giovane, come gli altri personaggi dell’intreccio. Per la direzione avevo pensato a Richard Boninge, gran conoscitore del belcanto e che “Sonnambula” aveva insegnato alla moglie, storica protagonista dell’opera. Anche se di solito non amava salire sul podio quando in palcoscenico non vi era la Sutherland, l’idea di preparare un gruppo di cantanti giovani gli piacque al punto da sacrificare una settimana delle sue vacanze, invitando tutti a casa da lui per studiare e impostare l’opera prima ancora del regolare ciclo di prove che sarebbero cominciate più tardi in teatro.
Gli artisti erano lì da un paio di giorni, quando anch’io arrivai a Les Avants. Non ho mai guidato l’auto con piacere, il viaggio era stato lungo e Italia mia moglie ce l’aveva messa tutta per tenermi su, trovando cento motivi di conversazione, le storie di famiglia o delle città che attraversavamo, le descrizioni di fiumi, laghi e panorami che la Svizzera ci offriva e che leggeva su una provvidenziale Guida del Touring. In cima ai tornanti della collina, era più stanca lei di me. La Sutherland non so come ci avesse visto arrivare, ma quando spuntammo dall’ultima curva del bosco, stava già fuori ad aspettarci. Era più alta di quanto mi fosse apparsa in palcoscenico, sfiorava con la sua capigliatura imponente lo stipite della porta e un radioso sorriso illuminava il suo faccione, zigomi prominenti e mascella rigogliosa, entrambi elementi morfologici preziosi alla sua mitica vocalità. Il suo aspetto non dava la minima soggezione, eppure mi parve assai appropriato il titolo e la dignità di <Dame> che la Corona britannica le aveva elargito. Si accostò alla macchina e aprì la portiera dalla parte di Italia “ Questa bella signora ha certamente bisogno di andare in bagno!”, disse e le tese la mano per aiutarla a scendere. Fece a me appena un cenno del capo e la portò via, mentre compariva anche il maestro Boninge, che con una certa enfasi compensativa mi salutò, prima di chiedermi se anch’io avessi qualche esigenza. La casa era molto elegante, oltre che confortevole, con due particolarità: scaffali di libri a tutte le pareti e sedie, poltrone, tende e quant’altro richiedesse l’uso della stoffa, ricamati a mano. Persino le cornici di due grandi quadri, un ritratto di lei e un ritratto di lui che si specchiavano da una parete all’altra del salotto, avevano una sorta di cornice in velluto con i fregi dorati a ricamo. Disegni di fiori e farfalle, ampi geroglifici dai colori tenui o vivaci dominavano l’arredamento. Erano opera di Dame Joan ricamatrice accanita per diletto, ma pure con funzione distensiva, visto che sistematicamente prendeva il tombolo anche quando cantava in teatro, in camerino, tra un atto e l’altro, come ebbi modo di scoprire poi, frequentandola anche dietro le quinte.
La vidi in camerino ricamare pure  la sera di una sfortunatissima Traviata genovese, col pubblico scatenato contro un povero tenore dalla voce malandata, sostituito in corso d’opera con un secondo ancora più precario e peggio ancora fischiato. Tanto che lo spettacolo fu interrotto due volte e la seconda perché Boninge, coi nervi a pezzi, fermò la musica e lasciò il podio: “Con la Joan in scena ed anche se lei non c’entra, non posso sopportare questo putiferio!”  E mentre il pubblico in sala rumoreggiava e lui resisteva alle insistenze dei dirigenti del Teatro che avrebbero voluto riprendere lo spettacolo, Dame Joan completava una farfalla rosa su un telo azzurro di forma ovale. Era la nuova copertura della tavoletta di un water.
Perché questo racconto? Perché ora che se n’è andata, ultima di una generazione mitica di glorie della lirica, un piccolo ricordo vada pure alla sua personalità di donna. Il vero artista si riconosce anche fuori del palcoscenico. E Dame Joan, con la sua disarmante semplicità, lo era!

Francesco Canessa

Norma 1981
Sutherland-Norma
Troyanos- Adalgisa
Ortiz- Pollione
Diaz -Oroveso
Cond. Bonynge

In duetto con Pavarotti nella Lucia di Lammermoor 1979

 

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16 ottobre, 2010 Posted by | Art, Arte, Cantanti, Canto, Cultura, Direttori d'orchestra, Francesco Canessa, Giornalisti, Music, Musica, Opera | , , , , , , , , , , | 1 commento

Stasera “LA SERVA PADRONA” al Sancarluccio di Napoli

TEATRO SANCARLUCCIO

Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo
Regione Campania – Provincia di Napoli
38° STAGIONE DI TEATRO, MUSICA  2009-10

Area Arte
Associazione Culturale Mediterranea
Centro di ricerca sul ‘700 Napoletano

presenta

CONVIVIO ARMONICO 2010

GLI ANNIVERSARI

G.B. Pergolesi: 300 anni della nascita

Sabato 13 (ore 21,15) e Domenica 14 febbraio ore (18,30)

“Le Musiche da Camera”
Ensemble Barocco con strumenti d’epoca
presenta

“LA SERVA PADRONA”

musica di
Giovan Battista PERGOLESI
libretto di
Gennarantonio FEDERICO
con
Minni DIODATI, soprano  -Serpina
Giusto D’AURIA, baritono – Uberto

Raffaele RAFFIO – Vespone

Regia di
Rosa MONTANO

scena
Lello Acanfora
costumi
Maria Pennacchio
make-up artist
Nunzia Romano

Dopo il doveroso omaggio nell’edizione 2009 al sommo Händel, il 2010 si presenta ricco di personalità musicali della scuola napoletana da ricordare ed omaggiare. Iniziamo, e non poteva essere altrimenti, con l’anniversari dei 300 anni della nascita di Giovan Battista Pergolesi. Ed Area Arte – Le Musiche da Camera, che con il progetto L’Intermezzo Ritrovato ha una ormai lunga frequentazione con il genere (con le prime messinscene in epoca moderna dell’EURILLA E BELTRAMME  di Sarro – anche registrata  per la Bongiovanni – , e di MORANO E ROSICCA di Feo ed ENRIGHETTA E DON CHILONE di Vinci, nonchè di un originale allestimento de LA DIRINDINA di Domenico Scarlatti per le celebrazioni napoletane dell’anniversario scarlattiano), non poteva rinunciare a dare inizio alle celebrazioni Pergolesiane con la proposta della sua opera  più conosciuta, assieme allo Stabat Mater, l’intermezzo “La Serva Padrona”, in scena  dal 13 al 14 febbraio.

La Serpina sarà una frizzante Minni Diodati e Uberto sarà interpretato da Giusto D’Auria, con l’apporto dell’indolente e petulante Vespone di Raffaele Raffio La frizzante regia sarà curata da Rosa Montano. A cura dell’ensemble “Le Musiche da Camera” la parte strumentale.

Un avvenimento da non perdere.

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AREA ARTE – Ensemble Le Musiche da Camera

Egidio Mastrominico, violino di concerto
Raffaele Tiseo, Vincenzo Bianco, Gianluca Pirro/violini
Fernando Ciaramella, viola
Leonardo Massa, violoncello/ Ottavio Gaudiano, contrabasso
Debora Capitanio, clavicembalo
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PROSSIMO APPUNTAMENTO
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23 marzo

AULODIE
Musiche e letture tra terra e cielo
Renata CATALDI, flauto
Luigi IACUZIO, voce recitante
Testi da SABA, PENNA, CAMPANA, RIMBAUD, GRAZIA DELEDDA
Musiche di Telemann, Bach, Debussy, Jolivet,Honneger

Da sempre la musica per flauto è legata alla rappresentazione di un immaginario magico. Il concerto parte da questo presupposto per sconfinare in un mondo fantastico che si nutre delle metafore letterarie di poeti come Leopardi, Rimbaud, Campana, Saba, Penna, Grazia Deledda.
Il programma  pone musica e letteratura in un comune universo poetico che si interroga sul mondo naturale e le sue forze creatrici, ma anche su che cosa è l’arte e sul significato della musica.

Area Arte
Associazione Culturale Mediterranea
Centro di ricerca sul ‘700 Napoletano
Ensemble Le Musiche da Camera
Via S.Pasquale a Chiaia, 49  Napoli
081/405000 – 081426161/ 0815404757 – 347 2430342
http://www.lemusichedacamera.it

Associazione  iscritta nel Registro Regionale Operatori dello Spettacolo L.R.6/2007

LE ATTIVITA’ DI AREA ARTE E LE MUSICHE DA CAMERA SONO
DEDICATE ALLA MEMORIA DEL MUSICISTA E POETA
FRANCO NICO

sul sito www.lemusichedacamera.it e su www.teatrosancarluccio.com la programmazione completa ed altre informazioni

Via S.Pasquale a Chiaia, 49  Napoli
081/405000 – 081426161

13 febbraio, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Campania, Cantanti, Canto, Ensemble da camera, Italia, Le musiche da camera, Musica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro "Sancarluccio" | , , , | Lascia un commento

   

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