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Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre ‘O Paparascianno con Mariano Rigillo a Galleria Toledo per il Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 28 settembre, alle ore 20, (con repliche il 29 e il 30, alle 21) va in scena a Galleria Toledo ’O Paparascianno di Antonio Petito, scritto e diretto da Laura Angiulli, interpretato da Mariano Rigillo, spettacolo inaugurale della stagione teatrale 2012/2013 di Galleria Toledo.
’O Paparascianno è un testo del 1872 la cui modernità, rivela i segni di una maturità drammaturgica solidamente acquisita da Petito.
Al centro, il padre di rigida impostazione che vuole concedere la giovanissima figlia al vecchio benestante e poi l’esile innamorato dall’allusivo nome Frongillo, l’avvocato -Tartaglia, un Pescebannera d’ispirazione guappesca, Pantalea che arriva a tempo a movimentare il finale e altri soggetti di contorno; ciascuno, a suo modo protagonista, interviene a dare concretezza all’ampio affresco dal respiro corale.
È tuttavia determinante, nel complesso dei personaggi, la figura di Pulcinella che, incontrastato deus ex machina, al servizio della brillante soluzione della vicenda, attraversa l’intera pièce condizionandone il racconto.
“A monte della scelta – spiega Laura Angiulli nelle note di regia – non solo l’attrazione per la “farsa” in quanto tale, per il portare al centro l’aspetto giocoso del “mettere in scena”. C’è di più. Nella scrittura di Antonio Petito, così come appare al lettore, si rivela un linguaggio straordinario, fuori dal tempo e dalla realtà; un esperanto della lingua teatrale al sevizio della drammaturgia partenopea, che si esprime con autonoma definizione di scrittura, dunque di suono. Ne deriva un evidente straniamento rispetto al linguaggio solitamente frequentato nella realtà, e sulla scena di consuetudine, e l’apparato rappresentativo sembra sollevarsi in una leggerezza che sa di gioco, di burla. Incalzanti, i dialoghi si concretizzano con grazia non manierata, e solo a qualche personaggio è concessa una qualche tirata a mo’ di racconto, in ogni caso condita di follia e dichiarata disponibilità al nonsense, così come solo può derivare da un’azione creativa dinamica, essenzialmente libera ma pure sapiente nella costruzione dell’impianto e del fraseggio, entrambi governati secondo le regole di una drammaturgia di tecnica severa. Essa –molto nitidamente definita nella complessità del costrutto- presenta una compiutezza compositiva che nel succedersi delle vicende porta agevolmente verso l’approfondimento della personalità dei numerosi personaggi: il richiamo all’elementarietà del sentire e dei desideri predomina, e la follia s’insinua senza malizia mettendo a nudo per ciascuna figura un carattere, non necessariamente ritagliato sulle maschere tradizionali, se pure alla memoria di esse dedicato nella traccia di partenza.
“E proprio alla definizione del piccolo universo – che tanto garbatamente Petito accompagna nel racconto – si connette l’intento della regia, nel voler portare un teatro ritenuto a torto di sola superficie verso un possibile sviluppo della costruzione delle figure, con l’apporto creativo di una compagnia di attori di talento, molti dei quali adusi a un percorso di rischio, per la ricerca di approdi non convenzionali alla scena; è evidente la gravità dell’impegno, la necessità di fare squadra nell’esplorazione di queste modalità , piuttosto spinte verso la lezione dei grandi classici della comicità e il “demenziale”; verso un teatro dell’assurdo che privilegia il cabaret di marca espressionista, e l’incisione nitida delle maschere, alla sciatta deriva di un “farsesco” informe, che ormai per altro non saprebbe neanche stabilire sintonia con un pubblico smaliziato, aduso alla frequente offerta del cabaret e della satira contemporanea.
“Si punta a un tessuto netto, stilizzato nella scelta stilistica, che pure – per le necessità imposte dalle diverse scuole di provenienza degli interpreti – sappia operare una saggia ricomposizione delle suggestioni, a tutto vantaggio della coerenza della messinscena. Si chiederà alle luci di Cesare Accetta di assecondare il lavoro con forti contrasti, con la sottolineatura di “primi piani” e campi stretti, di dare risalto ai volti nella fissità tagliente di un’impronta in qualche modo “allucinatoria”.

‘O Paparascianno
da Antonio Petito
drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Mariano Rigillo (Pulcinella), Anna Teresa Rossini (Pantalea), Agostino Chiummariello (Ambruosio), Michele Danubio (corriere, notaio), Alessandra D’Elia (Gesomina), Angela de Matteo (Rita), Francesca Florio (Annetta), Toni Fornari (Pandolfo), Roberto Giordano (Frongillo), Marcello Romolo (Pesce), Tonino Taiuti (Paparascianno)

musiche: Rino Alfieri
impianto scenico: Rosario Squillace
collaboratore scenografo: Renato Esposito
costumi: Mauritz Slabbert
luci Cesare Accetta
assistente alla regia Flavia Francioso
responsabile tecnico Luigi Agliarulo

produzione Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia | Il Teatro coop. produzioni/ Galleria Toledo
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27 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , , , | Lascia un commento

   

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