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Napoli.Teatro Festival Italia, si preparano le audizioni per “La bisbetica domata” firmata da Andrej Konchalovskij

Andrej KonchalovskijSi cercano attori per lo spettacolo La bisbetica domata che il regista russo Andrej Konchalovskij firmerà per la sesta edizione del Napoli.Teatro Festival Italia prevista dal 6 al 23 giugno 2013.
La grande novità della prossima edizione del Festival (il cui avant-programme è stato già presentato alla stampa in novembre) sono proprio le numerose prime mondiali che nasceranno in città: si tratta di nuovi allestimenti che saranno costruiti nei teatri della Campania in un progetto di significativa apertura al territorio, contrassegnato anche dal fatto che gli attori (così come i danzatori e i tecnici) saranno scelti attraverso un bando pubblico.
Il primo bando riguarda proprio lo spettacolo La bisbetica domata.
Gli attori e le attrici che vorranno parteciparvi dovranno presentare la documentazione entro e non oltre il 17 dicembre, mentre le audizioni si terranno tra il 6 e il 13 gennaio, chiaramente, alla presenza del regista.

“Rispetto ai principi di selezioni degli attori – scrive il regista Andrej Konchalovskij nel bando – ci possono essere delle variazioni: la stessa parte può essere interpretata da un mimo piccolo, magro, ma anche da un artista grande a grosso. Vorrei poter avere la possibilità di scegliere da una ‘tavolozza’ di attori di carattere”.

A coprodurre lo spettacolo (che andrà in scena il 10 e l’11 giugno) la Fondazione Campania dei Festival, il Teatro Stabile di Genova, il Teatro Metastasio Stabile della Toscana, il Teatro Stabile di Napoli.

Per maggiori informazioni basta consultare il sito www.napoliteatrofestival.it

Raffaella Tramontano
Responsabile Ufficio Stampa Napoli Teatro Festival Italia
Fondazione Campania dei Festival
Via del Mille 16
80121 Napoli
mail: r.tramontano@napoliteatrofestival.it
mob. +39 3928860966 / 346 8805755

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5 dicembre, 2012 Posted by | Campania, Napoli, Teatro | , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre ‘O Paparascianno con Mariano Rigillo a Galleria Toledo per il Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 28 settembre, alle ore 20, (con repliche il 29 e il 30, alle 21) va in scena a Galleria Toledo ’O Paparascianno di Antonio Petito, scritto e diretto da Laura Angiulli, interpretato da Mariano Rigillo, spettacolo inaugurale della stagione teatrale 2012/2013 di Galleria Toledo.
’O Paparascianno è un testo del 1872 la cui modernità, rivela i segni di una maturità drammaturgica solidamente acquisita da Petito.
Al centro, il padre di rigida impostazione che vuole concedere la giovanissima figlia al vecchio benestante e poi l’esile innamorato dall’allusivo nome Frongillo, l’avvocato -Tartaglia, un Pescebannera d’ispirazione guappesca, Pantalea che arriva a tempo a movimentare il finale e altri soggetti di contorno; ciascuno, a suo modo protagonista, interviene a dare concretezza all’ampio affresco dal respiro corale.
È tuttavia determinante, nel complesso dei personaggi, la figura di Pulcinella che, incontrastato deus ex machina, al servizio della brillante soluzione della vicenda, attraversa l’intera pièce condizionandone il racconto.
“A monte della scelta – spiega Laura Angiulli nelle note di regia – non solo l’attrazione per la “farsa” in quanto tale, per il portare al centro l’aspetto giocoso del “mettere in scena”. C’è di più. Nella scrittura di Antonio Petito, così come appare al lettore, si rivela un linguaggio straordinario, fuori dal tempo e dalla realtà; un esperanto della lingua teatrale al sevizio della drammaturgia partenopea, che si esprime con autonoma definizione di scrittura, dunque di suono. Ne deriva un evidente straniamento rispetto al linguaggio solitamente frequentato nella realtà, e sulla scena di consuetudine, e l’apparato rappresentativo sembra sollevarsi in una leggerezza che sa di gioco, di burla. Incalzanti, i dialoghi si concretizzano con grazia non manierata, e solo a qualche personaggio è concessa una qualche tirata a mo’ di racconto, in ogni caso condita di follia e dichiarata disponibilità al nonsense, così come solo può derivare da un’azione creativa dinamica, essenzialmente libera ma pure sapiente nella costruzione dell’impianto e del fraseggio, entrambi governati secondo le regole di una drammaturgia di tecnica severa. Essa –molto nitidamente definita nella complessità del costrutto- presenta una compiutezza compositiva che nel succedersi delle vicende porta agevolmente verso l’approfondimento della personalità dei numerosi personaggi: il richiamo all’elementarietà del sentire e dei desideri predomina, e la follia s’insinua senza malizia mettendo a nudo per ciascuna figura un carattere, non necessariamente ritagliato sulle maschere tradizionali, se pure alla memoria di esse dedicato nella traccia di partenza.
“E proprio alla definizione del piccolo universo – che tanto garbatamente Petito accompagna nel racconto – si connette l’intento della regia, nel voler portare un teatro ritenuto a torto di sola superficie verso un possibile sviluppo della costruzione delle figure, con l’apporto creativo di una compagnia di attori di talento, molti dei quali adusi a un percorso di rischio, per la ricerca di approdi non convenzionali alla scena; è evidente la gravità dell’impegno, la necessità di fare squadra nell’esplorazione di queste modalità , piuttosto spinte verso la lezione dei grandi classici della comicità e il “demenziale”; verso un teatro dell’assurdo che privilegia il cabaret di marca espressionista, e l’incisione nitida delle maschere, alla sciatta deriva di un “farsesco” informe, che ormai per altro non saprebbe neanche stabilire sintonia con un pubblico smaliziato, aduso alla frequente offerta del cabaret e della satira contemporanea.
“Si punta a un tessuto netto, stilizzato nella scelta stilistica, che pure – per le necessità imposte dalle diverse scuole di provenienza degli interpreti – sappia operare una saggia ricomposizione delle suggestioni, a tutto vantaggio della coerenza della messinscena. Si chiederà alle luci di Cesare Accetta di assecondare il lavoro con forti contrasti, con la sottolineatura di “primi piani” e campi stretti, di dare risalto ai volti nella fissità tagliente di un’impronta in qualche modo “allucinatoria”.

‘O Paparascianno
da Antonio Petito
drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Mariano Rigillo (Pulcinella), Anna Teresa Rossini (Pantalea), Agostino Chiummariello (Ambruosio), Michele Danubio (corriere, notaio), Alessandra D’Elia (Gesomina), Angela de Matteo (Rita), Francesca Florio (Annetta), Toni Fornari (Pandolfo), Roberto Giordano (Frongillo), Marcello Romolo (Pesce), Tonino Taiuti (Paparascianno)

musiche: Rino Alfieri
impianto scenico: Rosario Squillace
collaboratore scenografo: Renato Esposito
costumi: Mauritz Slabbert
luci Cesare Accetta
assistente alla regia Flavia Francioso
responsabile tecnico Luigi Agliarulo

produzione Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia | Il Teatro coop. produzioni/ Galleria Toledo
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Napoli

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27 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre al Teatro S. Ferdinando “C’è del pianto in queste lacrime” di Antonio Latella in prima assoluta per il Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 28 settembre, ore 20 (repliche sabato 29, ore 20 e domenica 30, ore 18) va in scena, in prima assoluta, al Teatro San Ferdinando C’è del pianto in queste lacrime, drammaturgia di Antonio Latella e Linda Dalisi, regia di Latella.
Coprodotto da Napoli Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Napoli e dalla neonata compagnia Stabile/Mobile creata dallo stesso Latella, lo spettacolo si ispira alla sceneggiata napoletana.
Dopo un primo workshop tenutosi al Ridotto del Mercadante, in dicembre scorso, Latella e la Dalisi hanno analizzato il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici, della cultura napoletana
“C’è del pianto in queste lacrime ci offre l’occasione di un confronto diretto con la nostra tradizione e con le nostre radici. Ma in che modo il genere della sceneggiata è parte delle nostre radici? Se la sceneggiata è un genere considerato morto, sicuramente non è nostra intenzione resuscitarlo né nobilitarlo. – scrivono Antonio Latella e Linda Dalisi – L’intenzione è piuttosto quella di analizzare dall’interno qualcosa che è nel nostro DNA. Difficile parlare del perché della scomparsa di un genere, quando questo ci risulta come un artificio, un essere generato non da un padre e una madre, ma da una sorta di innesto.
In questa nostra sceneggiata i personaggi si aggirano e vivono in una ferita, sono come il virus all’interno di una piaga. In questo marcio (evocato dalla musicalità amletica del titolo) tutti sono costretti a ripercorrere in modo quasi autistico quello che altri hanno deciso per loro, per questo è come se non avessero una coscienza. Tutti sono delle macchine ridotte al non pensiero, o meglio sottratti alla possibilità di un pensiero infinito, e per questo sono mostri e non lo sanno. È come se ci trovassimo non alle radici di qualcosa, ma nel mondo ad esse sotterraneo. Come in una profondità della terra, piena di vermi, insetti e parassiti senza anima. In questo senso i personaggi non sono personaggi, ma automi, macchine senza epoca, che agiscono, vivono, parlano per quello che rappresentano e non per quello che sono, senza una verità individuale, senza libertà. In questi meravigliosi pupazzi senza sangue tutti apparentemente buoni e positivi, è presto svelata una mostruosità agghiacciante: quella dell’omertà, del sopruso, della fame, della vanità, della stupidità, della violenza, della vergogna. All’interno del corpo della sceneggiata gli organi si muovono stretti come in un formicaio, inquieti e ossessionati, alla ricerca di una risposta a quella disfunzione che, già si sa, o si intuisce, porterà all’estinzione. Come se all’interno di una famiglia fosse già entrato il virus che l’annienterà. Napoli piange la sua malattia attraverso la ripetizione e la reiterazione di atti e parole svuotati dalla loro radice, mentre da quel corpo nascosto entrano ed escono le cose solo se portate dallo scorrere continuo di un irreale paniere, simbolo dell’identità, della storia, della famiglia (o della creatura) che ne governa la discesa o la salita. Il ricordo degli eventi passati diventa presagio della fine, paradosso di una città che ritorna sempre sui propri errori ed orrori. Quello che è già accaduto si ripete, si trasforma, rimbomba nell’aria. I rapporti sociali e familiari si distorcono e vengono espressi con una lingua sempre più violenta. Sale un pianto coatto e disperato, un lamento marcito nel tempo”.
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C’è del pianto in queste lacrime
drammaturgia Antonio Latella e Linda Dalisi
regia Antonio Latella
scene e costumi Simone Mannino e Simona D’Amico
musiche Franco Visioli
luci Simone De Angelis

con Leandro Amato, Michele Andrei, Alessandra Borgia, Caterina Carpio, Michelangelo Dalisi, Francesca De Nicolais, Lino Musella, Candida Nieri, Emilio Vacca, Valentina Vacca, Francesco Villano

movimenti Francesco Manetti
calzature Trippen (A.Spieth, M.Oehler; Berlin)
assistente alla regia Francesca Giolivo
assistente alle scene e realizzazione scene Marco Di Napoli
assistente ai costumi e direzione di palco Graziella Pepe
fonico Giuseppe Stellato
costruzione elementi scenografici Fabio Bondì, Francesco Santoro
collaboratori alla costruzione Daniele Franzella, Cristina Esposito, Giuseppe Grippi

organizzazione e produzione Brunella Giolivo
distribuzione e comunicazione Michele Mele

produzione: Fondazione Campania dei Festival – Napoli. Teatro Festival Italia
in coproduzione: Teatro Stabile di Napoli, Stabile/Mobile compagnia Antonio Latella

Lo spettacolo andrà in scena al
San Ferdinando 30 gennaio / 3 febbraio

Abbinato allo spettacolo la Mostra dei bozzetti di scena e costumi dello spettacolo, opere su carta di Simone Mannino & Simona D’Amico che si terrà Venerdì 28 settembre e sabato 29 (h 18.00/20.00) e Domenica 30 settembre (h 16.00/18.00)

Galleria
PrimoPiano Napoli
Via Foria, 118
80137 – Napoli, Italia
tel. +39 3398666198
mail: primopianonapoli@gmail.com
Con il contributo di: Atelier Nostra Signora Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella Cantine Astroni

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27 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Napoli, Teatro | , , , , , , | Lascia un commento

Napoli Teatro Festival Italia 2012, al via la seconda tranche: dal 25 settembre al 6 ottobre in scena sette spettacoli

Al via la seconda tranche della quinta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la prima firmata da Luca De Fusco, che prevede 7 spettacoli che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città: Mercadante, Bellini, Nuovo, Diana, San Ferdinando, Galleria Toledo.
Ad aprire la ripresa del Festival, il 25 settembre, sarà Antigone (25 e 26 settembre, ore 21, Teatro Mercadante), il nuovo spettacolo di Luca De Fusco che, per l’apertura della sessione autunnale del Festival e, contemporaneamente, per l’inaugurazione della stagione del Teatro Mercadante di Napoli, ha commissionato alla scrittrice Valeria Parrella una drammaturgia nuova in questi giorni in libreria per i tipi di Giulio Einaudi Editore. Partendo dalla tragedia sofoclea, la riscrittura della Parrella riflette e attualizza lo scontro tra Antigone (interpretata da Gaia Aprea) e Creonte/il Legislatore (interpretato da Paolo Serra).
Se nella tragedia di Sofocle la donna e il tiranno si fronteggiavano per dare o negare la sepoltura a Polinice, in questa riscrittura è il diritto all’eutanasia a essere al centro del racconto.
Si prosegue con Odissea Napoletana (26 e 27 settembre, ore 20.00, Teatro Bellini), un progetto del giovane autore, regista e attore napoletano Gabriele Russoche porta in scena un affresco su Napoli e sulle sue contraddizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.
Al Teatro Nuovo Enzo Moscato con Ta-Kai-Ta (27, 28, ore 20.30, e 29 settembre, ore 21.00) in prima assoluta dedicherà un omaggio alla figura di Luisa De Filippo, secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età nell’ultimo scorcio degli anni ’50.
Interpretata da Isa Danieli, Moscato ritiene che Luisa rappresenti una sorta di metafora di quel breve vento di rinnovamento che carezzò Napoli dopo la seconda guerra mondiale.
E’ la volta di Lina Sastri con Linapolinapolinapolinapolinapoli (27 e 28 settembre, ore 21.00, Teatro Diana), un viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alla sonorità del fado, del tango e del flamenco, accompagnata in scena da musicisti e danzatori interpreterà un repertorio di brani che hanno fatto il giro del mondo.
C’è del pianto in queste lacrime (28, 29 e 30 settembre, ore 18.00, Teatro San Ferdinando) è invece il nuovo progetto di Antonio Latella e si ispira alla sceneggiata napoletana: dopo un primo workshop tenutosi nel mese di dicembre, Latella insieme alla drammaturga Linda Dalisi, ha analizzato il rapporto esistente tra il genere della sceneggiata e l’identità della cultura partenopea.
“In questa nostra sceneggiata – affermano Latella e Dalisi – i personaggi si aggirano e vivono in una ferita, sono come un virus all’interno di una piaga, sono automi, macchine senza tempo che agiscono, vivono e parlano per quello che rappresentano e non per quello che sono, esseri senza una verità individuale, senza libertà”.
Per l’inaugurazione della stagione teatrale della Galleria Toledo e per il Napoli Teatro Festival Italia, Laura Angiulli, direttrice artistica della Galleria, porta in scena ‘O Paparascianno (28,29 e 30 settembre, ore 21.00, Galleria Toledo) di Antonio Petito, interpretato da Mariano Rigillo.
Frongillo, Tartaglia, Pantalea e Pulcinella saranno i protagonisti di un affresco corale e divertente della Napoli di fine ‘800.
Il 6 ottobre, ore 21.00, Napoli incontra l’Irlanda al Teatro S. Ferdinando con Il Rubacuori dell’Ovest a cura dell’associazione Arrevuoto, l’edizione 2012 prende spunto per l’appunto dal romanzo Il Rubacuori dell’Ovest, la commedia satirica scritta da John Millington Synge nel 1907, per affrontare le contraddizioni tra lotta alla malavita e fascino del crimine.
Durante una serie di laboratori invernali, 108 ragazzi delle scuole del centro e della periferia di Napoli, hanno seguito la linea tracciata da Synge nel raccontare la storia di un parricida dell’Irlanda del XX secolo.

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24 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

A settembre la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012

La seconda tranche della quinta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la prima firmata da Luca De Fusco, si terrà nel mese di settembre e prevede, dopo l’assegnazione del Premio Le Maschere del Teatro Italiano, avvenuta il 6 settembre al Teatro di San Carlo, con diretta televisiva, 7 spettacoli che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.
I luoghi insoliti e affascinanti lasciano il posto al Teatro Mercadante, Teatro Bellini, Teatro Nuovo, Teatro Diana, Teatro San Ferdinando, Galleria Toledo e all’Auditorium di Scampia.
Ad aprire la ripresa del Festival, il 25 settembre, sarà Antigone (25 e 26 settembre Teatro Mercadante), il nuovo spettacolo di Luca De Fusco che, per l’apertura della sessione autunnale del Festival e, contemporaneamente, per l’inaugurazione della stagione del Teatro Mercadante di Napoli, ha commissionato alla scrittrice Valeria Parrella una drammaturgia originale (prossimamente pubblicata per i tipi di Giulio Einaudi Editore).
Partendo dalla tragedia sofoclea, la riscrittura della Parrella riflette e attualizza lo scontro tra la visione di Antigone, interpretata da Gaia Aprea, che lotta per difendere le leggi non scritte della natura, e quella di Creonte, tesa a imporre la forza dello Stato per garantire la tenuta della polis.
Si prosegue con Odissea Napoletana (26 e 27 settembre Teatro Bellini), un progetto del giovane autore, regista e attore napoletano Gabriele Russoche porta in scena un affresco su Napoli e sulle sue contraddizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.

Enzo Moscato

Al Teatro Nuovo Enzo Moscato con Ta-Kai-Ta (27, 28 e 29 settembre) in prima assoluta dedicherà un omaggio alla figura di Luisa De Filippo, secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età nell’ultimo scorcio degli anni ’50.
Interpretata da Isa Danieli, Moscato ritiene che Luisa rappresenti una sorta di metafora di quel breve vento di rinnovamento che carezzò Napoli dopo la seconda guerra mondiale.
E’ la volta di Lina Sastri con Linapolinapolinapolinapolinapoli (27 e 28 settembre, Teatro Diana), un viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alla sonorità del fado, del tango e del flamenco, accompagnata in scena da musicisti e danzatori interpreterà un repertorio di brani che hanno fatto il giro del mondo.
C’è del pianto in queste lacrime (28, 29 e 30 settembre, Teatro San Ferdinando) è invece il nuovo progetto di Antonio Latella e si ispira alla sceneggiata napoletana: dopo un primo workshop tenutosi nel mese di dicembre, Latella insieme alla drammaturga Linda Dalisi, ha analizzato il rapporto esistente tra il genere della sceneggiata e l’identità della cultura partenopea.
“In questa nostra sceneggiata – affermano Latella e Dalisi – i personaggi si aggirano e vivono in una ferita, sono come un virus all’interno di una piaga, sono automi, macchine senza tempo che agiscono, vivono e parlano per quello che rappresentano e non per quello che sono, esseri senza una verità individuale, senza libertà”.

Mariano Rigillo

Per l’inaugurazione della stagione teatrale della Galleria Toledo e per il Napoli Teatro Festival Italia, Laura Angiulli, direttrice artistica della Galleria, porta in scena ‘O Paparascianno (28,29 e 30 settembre Galleria Toledo) di Antonio Petito, interpretato da Mariano Rigillo.
Frongillo, Tartaglia, Pantalea e Pulcinella saranno i protagonisti di un affresco corale e divertente della Napoli di fine ‘800.
Il 29 settembre Napoli incontra l’Irlanda all’Auditorium di Scampia con Il Rubacuori dell’Ovest a cura dell’associazione Arrevuoto, l’edizione 2012 prende spunto per l’appunto dal romanzo Il Rubacuori dell’Ovest, la commedia satirica scritta da John Millington Synge nel 1907, per affrontare le contraddizioni tra lotta alla malavita e fascino del crimine.
Durante una serie di laboratori invernali, 108 ragazzi delle scuole del centro e della periferia di Napoli, hanno seguito la linea tracciata da Synge nel raccontare la storia di un parricida dell’Irlanda del XX secolo.

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Consegnati ieri sera al Teatro di San Carlo i premi “Le Maschere del Teatro Italiano”

MIchela Cescon ritira il premio vinto da Marco Tullio Giordana

“The coast of utopia”, con la regia di Marco Tullio Giordana, vince il premio Premio Le Maschere del Teatro Italiano come miglior spettacolo della stagione teatrale 2011 (a ritirare il premio Michela Cescon), ma anche quello dei costumi con Francesca Sartori ed Elisabetta Antico.
Per la regia il premio va a Elio de Capitani e Ferdinando Bruni per lo spettacolo “The history boys”.
Migliore attore Luigi Lo Cascio per “Diceria dell’untore”, spettacolo che prende il premio anche come novità italiana con che ne ha curato l’adattamento.
E vengono premiate anche tutte e due le attrici dello spettacolo “Un tram che si chiama desiderio”, migliore protagonista Laura Marinoni, migliore non protagonista Elisabetta Valgoi.
A Ugo Maria Morosi il premio migliore attore non protagonista de “L’opera da tre soldi” che ha debuttato alla quarta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, mentre quello di attore emergente va a Filippo Nigro per lo spettacolo “Occidente solitario”.
Ad Anna Maria Guarnieri, premio miglior monologo in “Eleonora, ultima notte a Pittsburgh”.
Premiati anche lo scenografo Alessandro Camera, per “Tutto per bene” e Germano Mazzocchetti autore delle musiche per “Le allegre comari di Windsor”, più volte vincitore nelle precedenti edizioni del premio.

Maurizio Scaparro festeggiato mentre ritira il Premio Speciale del Presidente

Nell’ambito della serata al Teatro di San Carlo (in diretta/differita alle 23.15 su Raiuno) sono stati consegnati anche il Premio speciale del Presidente al regista e critico teatrale Maurizio Scaparro, e il Premio Speciale alla memoria di Graziella Lonardi Buontempo a Mario De Simoni, direttore generale del Palaexpo che raccoglie il Palazzo delle esposizioni e le Scuderie del Quirinale.
Numerosissimi i volti noti in sala.
Tra i tanti Gabriele Lavia, Luigi Lo Cascio, Filippo Nigro, Michele Placido con la giovane moglie Federica Vincenti, Massimo Ranieri, Mariano Rigillo, Lina Sastri, Maurizio Scaparro, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Mela Dell’Erba.
Tanti direttori di teatro. Tra i quali Carlo Repetti dello Stabile di Genova, Paolo Valerio dello Stabile di Verona, Raffaele Zenoni direttore generale del Teatro Manzoni, Vincenzo Monaci Presidente del Teatro Eliseo, Gianpiero Borgia direttore artistico del Teatro dei Borgia e, chiaramente la padrona di casa Rosanna Purchia, Sovrintendente del San Carlo.
Il direttore di Rai Uno Mauro Mazza con la compagna Manuela Sain, artista.
A votare i vincitori una giuria composta da oltre 500 artisti e professionisti del teatro che hanno votato per posta.
Il Premio Le Maschere del Teatro Italiano nasce durante l’estate del 2002, quando il regista Luca De Fusco, e il critico Maurizio Giammusso pensarono di creare un premio che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue espressioni artistiche e produttive, un premio consegnato da critici, artisti e professionisti della scena ai loro colleghi.
L’idea piacque subito all’ETI, ai responsabili del Ministero e a un vero appassionato del teatro, Gianni Letta, che da allora ne è un sincero sostenitore e presidente di giuria.
La prima edizione di quello che venne battezzato Premio Eti – Gli Olimpici del Teatro si svolse nel 2003, con due appuntamenti che divennero canonici: alla fine della stagione teatrale (giugno) una giuria di esperti sceglieva le terne dei finalisti (come le nomination degli Oscar), che venivano poi sottoposte a una votazione a cui partecipavano per posta circa 400 artisti (quest’anno diventati 500) e professionisti del teatro.
Determinante per il successo degli Olimpici fu la trasmissione assicurata da Rai Uno e poi (dal secondo anno) l’udienza che il Presidente della Repubblica (prima Ciampi, poi Napolitano) concesse – per la prima volta – agli attori del teatro italiano.

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7 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Teatro, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 6 settembre al Teatro di San Carlo e poi su Rai Uno la consegna del premio Le Maschere del Teatro Italiano

Giovedì 6 settembre (ore 20) al Teatro di San Carlo, serata conclusiva del Premio Le Maschere del Teatro Italiano organizzato per il secondo anno consecutivo dal Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo).
La serata sarà condotta da Tullio Solenghi e andrà in diretta differita su Rai Uno alle 23.15.
Numerosissimi i nomi noti annunciati.
Tra i tanti Gabriele Lavia, Luigi Lo Cascio, Filippo Nigro, Michele Placido con la giovane moglie Federica Vincenti, Massimo Ranieri, Mariano Rigillo, Lina Sastri, Maurizio Scaparro, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Mela Dell’Erba.
Tanti direttori di teatro. Tra i quali Carlo Repetti dello Stabile di Genova, Paolo Valerio dello Stabile di Verona, Raffaele Zenoni direttore generale del Teatro Manzoni, Vincenzo Monaci Presidente del Teatro Eliseo, Gianpiero Borgia direttore artistico del Teatro dei Borgia e, chiaramente la padrona di casa, Rosanna Purchia, Sovrintendente del San Carlo.
Sarà presente anche il direttore di Rai Uno Mauro Mazza.
I vincitori delle dodici categorie in gara si conosceranno durante la serata.
A sceglierli una giuria composta da oltre 500 artisti e professionisti del teatro che hanno votato per posta.
Verranno consegnati anche il Premio speciale del Presidente che quest’anno andrà al regista e critico teatrale Maurizio Scaparro, e il Premio Speciale alla memoria di Graziella Lonardi Buontempo che andrà a Mario De Simoni, direttore generale del Palaexpo che raccoglie il Palazzo delle esposizioni e le Scuderie del Quirinale.
Il Premio Le Maschere del Teatro Italiano nasce durante l’estate del 2002, quando il regista Luca De Fusco, e il critico Maurizio Giammusso pensarono di creare un premio che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue espressioni artistiche e produttive, un premio consegnato da critici, artisti e professionisti della scena ai loro colleghi.
L’idea piacque subito all’ETI, ai responsabili del Ministero e a un vero appassionato del teatro, Gianni Letta, che da allora ne è un sincero sostenitore e presidente di giuria.
La prima edizione di quello che venne battezzato Premio Eti – Gli Olimpici del Teatro si svolse nel 2003, con due appuntamenti che divennero canonici: alla fine della stagione teatrale (giugno) una giuria di esperti sceglieva le terne dei finalisti (come le nomination degli Oscar), che venivano poi sottoposte a una votazione a cui partecipavano per posta circa 400 artisti (quest’anno diventati 500) e professionisti del teatro.
Determinante per il successo degli Olimpici fu la trasmissione assicurata da Rai Uno e poi (dal secondo anno) l’udienza che il Presidente della Repubblica (prima Ciampi, poi Napolitano) concesse – per la prima volta! – agli attori del teatro italiano.
Il Napoli Teatro Festival Italia dall’anno scorso ha deciso di proseguire la tradizione del prestigioso concorso con l’istituzione del Premio Le Maschere del Teatro Italiano.

Ecco le terne, scelte quest’anno tra 12 categorie dalla giuria composta da:
Paolo Protti – presidente Agis
Giulio Baffi – critico
Emilia Costantini – critico
Masolino D’Amico – critico
Giuseppe Di Pasquale – direttore Teatro Stabile di Catania
Maria Rosaria Gianni – capo redattore Cultura Tg1
Enrico Groppali – critico
Laura Landolfi – critico
Giancarlo Leone – Direttore Rai Intrattenimento
Massimo Monaci – direttore Teatro Eliseo
Caterina Miraglia – Presidente della Fondazione Campania dei Festival

SPETTACOLO DI PROSA

Così è (se vi pare) regia di MICHELE PLACIDO
I Masnadieri regia di GABRIELE LAVIA
The cost of utopia regia di MARCO TULLIO GIORDANA

REGISTA

Elio De Capitani/Ferdinando Bruni per lo spettacolo THE HISTORY BOYS
Gabriele Lavia per lo spettacolo TUTTO PER BENE
Michele Placido per lo spettacolo COSÌ È (SE VI PARE)

ATTORE PROTAGONISTA

Luigi Lo Cascio per lo spettacolo DICERIA DELL’UNTORE
Massimo Ranieri per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Mariano Rigillo per lo spettacolo FERITO A MORTE

ATTRICE PROTAGONISTA

Laura Marinoni per lo spettacolo UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
Mascia Musy per lo spettacolo TROVARSI
Lina Sastri per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA

ATTORE NON PROTAGONISTA

Giancarlo Condè per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Ugo Maria Morosi per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Pippo Pattavina per lo spettacolo LA GOVERNANTE/LA MENNULARA

ATTRICE NON PROTAGONISTA

Gaia Aprea per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA
Margherita Di Rauso per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Elisabetta Valgoi per lo spettacolo UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

ATTORE/ATTRICE EMERGENTE
Premio Banco di Napoli

Filippo Nigro per lo spettacolo OCCIDENTE SOLITARIO
Federica Sandrini per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA
Silvia Siravo per lo spettacolo QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

MONOLOGO

Anna Maria Guarnieri per lo spettacolo ELEONORA, ULTIMA NOTTE A PITTSBURGH
Galatea Ranzi per lo spettacolo MISTERO DOLOROSO
Toni Servillo per lo spettacolo SERVILLO LEGGE NAPOLI

SCENOGRAFO

Alessandro Camera per lo spettacolo TUTTO PER BENE
Antonio Fiorentino per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Fabrizio Plessi per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI

COSTUMISTA

Francesca Sartori/Elisabetta Antico per lo spettacolo THE COAST OF UTOPIA
Elena Mannini per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Luigi Perego per lo spettacolo LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

AUTORE DI MUSICHE

Arturo Annecchino per lo spettacolo ROMEO E GIULIETTA
Germano Mazzocchetti per lo spettacolo LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR
Paolo Terni per lo spettacolo SANTA GIOVANNA DEI MACELLI

AUTORE NOVITA’ ITALIANA

Carlotta Clerici per lo spettacolo IL RITORNO
Fausto Paravidino per lo spettacolo EXIT
Vincenzo Pirrotta per lo spettacolo DICERIA DELL’UNTORE

Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

Napoli Teatro Festival Italia
www.napoliteatrofestival.it
info@napoliteatrofestival.it
tel/fax: +39 081 19560383

Ufficio stampa
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5 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Teatro, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

A Scaparro il Premio Speciale Le Maschere del Teatro Italiano – La consegna il 6 settembre al Teatro di San Carlo in diretta tv

Premio speciale Le Maschere del Teatro Italiano 2012 a Maurizio Scaparro.
Il premio sarà consegnato a Napoli il 6 settembre (ore 20) al Teatro di San Carlo nel corso della cerimonia di chiusura della manifestazione organizzata per il secondo anno consecutivo dal Napoli Teatro Festival Italia, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo).
Una serata speciale condotta da Tullio Solenghi che sarà trasmessa in diretta differita alle 23.15 su Rai Uno.
Maurizio Scaparro, critico, regista, per molti anni direttore del Festival Internazionale di Teatro all’interno della Biennale di Venezia, “signore del teatro italiano” per eccellenza, sarà festeggiato a Napoli a pochi giorni da un traguardo importante, gli 80 anni che compie il 2 settembre.
A fargli festa ci sarà il mondo del teatro italiano che parteciperà alla serata conclusiva del Premio Le Maschere del Teatro Italiano.
Tra i tanti nomi annunciati Gabriele Lavia, Luigi Lo Cascio, Filippo Nigro, Michele Placido, Mariano Rigillo, Lina Sastri.
Il Premio è nato nel 2002 da un’idea del regista Luca De Fusco e del critico Maurizio Giammusso che pensarono di creare un premio che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue espressioni artistiche e produttive, un premio consegnato da critici, artisti e professionisti della scena ai loro colleghi. L’idea piacque subito all’ETI, ai responsabili del Ministero e a un vero appassionato del teatro, Gianni Letta, che da allora ne è un sincero sostenitore e presidente di Giuria.
Dal 2003, ogni anno, alla fine delle stagioni teatrali (quest’anno il 21 maggio al Teatro Quirino di Roma) si tiene la serata delle nomination dove la Giuria del Premio sceglie le terne dei finalisti, discutendo e votando davanti ad una platea di addetti ai lavori.
I vincitori, vengono poi scelti da un’assemblea composta da oltre 500 artisti e professionisti del teatro che votano a scrutinio segreto i vincitori per ciascuna delle dodici categorie in gara.
Determinante per il successo di questo premio è sempre stata la trasmissione assicurata da Raiuno condotta con brio e umorismo da Tullio Solenghi, e poi (dal secondo anno) l’udienza che il Presidente della Repubblica (prima Ciampi, poi Napolitano) concede agli attori del teatro italiano.

Ecco le terne scelte quest’anno dalla giuria tra 12 categorie.

SPETTACOLO DI PROSA

Così è (se vi pare) regia di MICHELE PLACIDO
I Masnadieri regia di GABRIELE LAVIA
The cost of utopia regia di MARCO TULLIO GIORDANA

REGISTA

Elio De Capitani/Ferdinando Bruni per lo spettacolo THE HISTORY BOYS
Gabriele Lavia per lo spettacolo TUTTO PER BENE
Michele Placido per lo spettacolo COSÌ È (SE VI PARE)

ATTORE PROTAGONISTA

Luigi Lo Cascio per lo spettacolo DICERIA DELL’UNTORE
Massimo Ranieri per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Mariano Rigillo per lo spettacolo FERITO A MORTE

ATTRICE PROTAGONISTA

Laura Marinoni per lo spettacolo UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
Mascia Musy per lo spettacolo TROVARSI
Lina Sastri per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA

ATTORE NON PROTAGONISTA

Giancarlo Condè per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Ugo Maria Morosi per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Pippo Pattavina per lo spettacolo LA GOVERNANTE/LA MENNULARA

ATTRICE NON PROTAGONISTA

Gaia Aprea per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA
Margherita Di Rauso per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI
Elisabetta Valgoi per lo spettacolo UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

ATTORE/ATTRICE EMERGENTE
Premio Banco di Napoli

Filippo Nigro per lo spettacolo OCCIDENTE SOLITARIO
Federica Sandrini per lo spettacolo LA CASA DI BERNARDA ALBA
Silvia Siravo per lo spettacolo QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

MONOLOGO

Anna Maria Guarnieri per lo spettacolo ELEONORA, ULTIMA NOTTE A PITTSBURGH
Galatea Ranzi per lo spettacolo MISTERO DOLOROSO
Toni Servillo per lo spettacolo SERVILLO LEGGE NAPOLI

SCENOGRAFO

Alessandro Camera per lo spettacolo TUTTO PER BENE
Antonio Fiorentino per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Fabrizio Plessi per lo spettacolo L’OPERA DA TRE SOLDI

COSTUMISTA

Francesca Sartori/Elisabetta Antico per lo spettacolo THE COAST OF UTOPIA
Elena Mannini per lo spettacolo I GIGANTI DELLA MONTAGNA
Luigi Perego per lo spettacolo LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

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Arturo Annecchino per lo spettacolo ROMEO E GIULIETTA
Germano Mazzocchetti per lo spettacolo LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR
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Fausto Paravidino per lo spettacolo EXIT
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Le Maschere del Teatro Italiano
www.napoliteatrofestival.it
maschere@napoliteatrofestival.it
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Raffaella Tramontano
Responsabile Ufficio Stampa Napoli Teatro Festival Italia
Fondazione Campania dei Festival
Via del Mille 16
80121 Napoli
Mail: r.tramontano@napoliteatrofestival.it
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31 agosto, 2012 Posted by | Teatro, Teatro S. Carlo | , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 22 giugno al PAN, il Teatro dei Sensi Rosa Pristina chiude gli incontri della quinta edizione del Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 22 giugno, alle ore 12, al PANPalazzo delle Arti Napoli, l’ultimo incontro del Napoli Teatro Festival Italia.
Protagonisti dell’appuntamento il Teatro dei Sensi Rosa Pristina e l’Associazione Culturale Interno5 che da sempre segue l’organizzazione del Fringe.
A moderare ci sarà Stefano De Stefano.
Dopo il grande successo ottenuto nell’ambito di E45 Napoli Fringe Festival 2011 e la vittoria del Fringe2fringe 2012, il Teatro dei Sensi Rosa Pristina approda nel cartellone di quest’anno del Napoli Teatro Festival Italia con il suo nuovo lavoro, Quando eravamo lupi.
Il Fringe2Fringe è un progetto della Fondazione Campania dei Festival e del Teatro Stabile di Napoli ideato per offrire la possibilità alle compagnie distintesi nell’ambito dell’E45 Napoli Fringe Festival 2011, di entrare nel cartellone della quinta edizione del festival.
Un comitato artistico, composto da critici e professionisti del teatro, ha selezionato, al termine della scorsa edizione del Fringe, cinque spettacoli: alle rispettive compagnie è stato chiesto di ideare un nuovo progetto in forma di studio e al termine delle presentazioni, conclusesi lo scorso maggio, è stata scelta la compagnia Teatro dei Sensi Rosa Pristina.
Seguendo le orme delle tradizioni orali, Quando eravamo lupi mette in scena il Silenzio come condizione necessaria per l’interazione tra opera e pubblico.
Alla base di questo lavoro di Rosa Pristina alcuni interrogativi antropologici legati al mondo della cultura orale: è possibile risvegliare una memoria corporea legata a un immaginario antico, che risale ai racconti dell’infanzia? E’ possibile risvegliare gli archetipi nel profondo di ciascuno di noi?

Calendario incontri Fringe

Venerdì 22 giugno ore 12

Stefano De Stefano incontra Teatro dei Sensi Rosa Pristina vincitore del Fringe2Fringe 2012 e l’Associazione Culturale Interno5

Ufficio stampa
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t. +39 081 19560383

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21 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Teatro | , , , | Lascia un commento

Giovedì 7 giugno “The Makropulos Case” di Bob Wilson inaugura il Napoli Teatro Festival Italia


Giovedì 7 giugno, ore 20.30, va in scena al Teatro Mercadante The Makropulos Case di Robert Wilson, il primo spettacolo della quinta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, il primo firmato dal direttore artistico Luca De Fusco.
Regista, drammaturgo, video artista, designer del suono e delle luci, coreografo, pittore e scultore, Robert Wilson è uno degli artisti più celebrati al mondo porta a Napoli in prima italiana una commedia del 1922 dello scrittore e drammaturgo boemo Karel Čapek.
Seguendo la formula di lavoro biennale proposta quest’anno dal Festival, nel 2013 Wilson tornerà a Napoli con prima mondiale.
The Makropulos Case è la storia fantastica di Emilia Marty, una cantante dai molti nomi (Eugenia Montez, Ekaterina Myshkin, Elian McGregor) e dalle molte esistenze che, grazie a un filtro magico, vive da oltre 300 anni, conservando un aspetto seducente.
Questa longevità le ha permesso di perfezionare la sua tecnica canora, facendone una delle maggiori cantanti d’ogni epoca.
Tuttavia la sua vita è tutt’altro che felice, infatti come lo stesso Čapek scrive nella prefazione al testo: «Il lettore si renderà conto da se stesso che nella commedia che leggerà, il tema della “longevità” […] rappresenta in fin dei conti una condizione molto poco ideale e ancor meno auspicabile».
Tra testamenti sigillati, lettere ritrovate, suicidi, l’epilogo punta a dimostrare che la vita per poter essere goduta fino in fondo deve contemplare la morte.

Nelle note di regia Wilson spiega come è nato lo spettacolo: «Tutto è iniziato con una visita a Praga. Ero andato a vedere la mia amica Sona Cervena che interpretava il ruolo di protagonista nell’opera Tomorrow There Will Be… in seguito abbiamo discusso la possibilità di lavorare insieme. Quando mi è stato proposto The Makropulos Case sono rimasto immediatamente colpito. Ho pensato che si trattasse di un lavoro perfetto per la mia amata Sona. Così ho parlato subito con lei dell’intera produzione, del cast, della musica, del visual… siamo molto amici e abbiamo discusso di tutto molto liberamente. Penso che questo lavoro vada riscoperto. È una storia folle, articolata. Sono molto attratto dall’assurdità del testo. Presenterò un allestimento di The Makropulos Case totalmente anticonvenzionale, mai visto prima».

_______________________________

The Makropulos Case (da Karel Čapek)

regia, ideazione scene e luci: Robert Wilson
musiche: Aleš Březina
costume: Jacques Reynaud
co-regia: Ann-Christin Rommen
light designer: A. J. Weissbard
assistente costumista: Yashi Tabassomi

assistente scenografo: Karel Kut
drammaturgia: Martin Urban

con
Soňa Červená: Emilia Marty
Miroslav Donutil: Jaroslav Prus
Filip Rajmont Janek
Václav Postránecký: Avvocato Kolenatý
Petr Pelzer: Vítek, commesso dell’avvocato
Pavla Beretová: Kristina
Jan Bidlas Albert Gregor
Milan Stehlík: Hauk-Shendorf
Vladimír Javorský: uomo con il bastone

e i musicisti
Vladimír Strnad
Martin Sedlák
Tomáš Koubek

Produzione
The National Theatre, Czech Republic Prague

Progetto e coordinamento artistico
Change Performing Arts
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Ufficio stampa
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