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Al Napoli Teatro Festival il 6 ottobre va di scena “Il Rubacuori dell’Ovest”, progetto di teatro e pedagogia che nasce a Scampia

Sabato 6 ottobre, alle ore 21, al Teatro San Ferdinando, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, va in scena Il Rubacuori dell’Ovest che nasce da Arrevuoto, un progetto di teatro e pedagogia che si svolge a Napoli dal 2005, ogni anno dall’inverno fino alla primavera, in cui tanti ragazzi e ragazze provenienti anche da zone difficili come Scampia, mettono in scena uno spettacolo guidati da registi ed educatori.
Un progetto promosso dal Teatro Stabile di Napoli, la sua origine è nel metodo della “non scuola” del Teatro delle Albe di Ravenna riadattato al contesto napoletano.
Le prime tre edizioni sono state dirette da Marco Martinelli, ora la direzione è affidata a Maurizio Braucci, uno degli sceneggiatori del film Gomorra di Garrone.
Durante tutto l’anno si svolgono laboratori e percorsi di studio dei testi i cui allestimenti vengono presentati l’anno seguente.
Per l’edizione 2012 Arrevuoto prende spunto da Il Rubacuori dell’Ovest, la commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907, per affrontare le contraddizioni tra lotta alla malavita e fascino del crimine.
108 i ragazzi in scena che hanno seguito la linea tracciata da Synge nel raccontare la storia di un “povero” parricida dell’Irlanda del XX secolo, ironizzando sui motivi che lo rendono attraente per la comunità che accoglie la sua fuga.
Sulle musiche dal vivo de La Banda Del Torchio diretta da Antonella Monetti, una regia collettiva realizzata da Antonio Calone, Nicola Laieta, Emanuele Valenti, porta in scena le suggestioni di questa satira, per dare come sempre parola agli adolescenti, in un dialogo con la città e con gli adulti in cui sono i più giovani a declinare al presente il mito del criminale.

Intervista a Maurizio Braucci

Quest’anno Arrevuoto compie 7 anni. Possiamo fare un bilancio di quest’esperienza?

La continuità in una città come Napoli, città che divora se stessa, è di per sé un’impresa. Noi abbiamo creato un metodo che funziona, un metodo tra teatro e pedagogia che coinvolge adolescenti delle periferie e del centro storico, figli e figlie di famiglie socialmente distanti che lavorano ogni anno ad uno spettacolo, ad un progetto collettivo che si chiama Arrevuoto, parola che significa rivolta, perché oggi la frammentazione e l’egoismo sono così diffusi che lavorare invece per il bene comune è diventato una rivoluzione.
Siamo artisti, teatranti ed educatori animati dall’idea di dare una mano alla città e ai suoi giovani, semplicemente facendoli incontrare tra loro per lavorare con un criterio che si muove tra rigore, rappresentato dal teatro, e libertà, rappresentata da una pedagogia non autoritaria.

Come si è evoluto il progetto in questi anni?

Siamo partiti nel 2005 da una presa di posizione del Teatro Stabile Mercadante, che sotto la direzione di Ninni Cutaia e poi di Roberta Carlotto, aveva deciso di fare qualcosa per quella terribile emergenza che è la camorra a Napoli e l’abbandono delle periferie. Siamo partiti da Scampia, quartiere critico, allargandoci poi a scuole e gruppi di altre aree delle città, costruendo attraverso l’esperienza un metodo che era figlio della “non scuola” ideata dal Teatro delle Albe di Ravenna e adattato alla nostra città. Si è creato così un gruppo affiatato di teatranti ed educatori e di una struttura organizzativa che affronta ogni anno un impegno organizzativo enorme, prendendosi cura e accogliendo centinaia di adolescenti,
che si spostano tra centro e periferie per conoscere il territorio della loro città e incontrare nuovi amici tra coetanei normalmente distanti dai loro entourages.

Come si arriva alla messinscena di uno spettacolo?

Si parte dalla scelta di un testo teatrale classico che abbia un particolare significato per ciò che in quel momento sta vivendo la città e lo si dà in pasto ai ragazzi, organizzati intanto in vari gruppi laboratoriali. Questi, sotto la guida dei registi, rimasticano il testo e lo risputano fecondato dal loro linguaggio, il dialetto per lo più, e riambientato al presente e in modi a loro pienamente comprensibili. Il tutto inizia a novembre e cova quindi sotto il freddo invernale una messa in scena primaverile che passa per il raduno dei vari laboratori in un unico laboratorio comune, che dovrebbe tenersi allo spazio dell’Auditorium di Scampia da noi riaperto nel 2005 ma che la svogliatezza delle istituzioni rende sempre più difficile da utilizzare. Mescolando il tutto insieme, con sapienza e pazienza, i ragazzi vanno in scena e prendono parola su quel particolare tema.

Il rubacuori dell’Ovest: perché avete scelto di lavorare su questo testo?

Il tema di quest’anno era “Il fascino del criminale nell’immaginario collettivo”, tema comprensibile oggi che anche l’antimafia è diventata uno show. Synge è un grande drammaturgo irlandese di inizio ‘900, raramente rappresentato in Italia, che spingeva molto il teatro verso l’antropologia. Mentre ai ragazzi oggi si parla dell’importanza della legalità, a casa, in strada e nei mass media è invece tutto un inneggiare a quanto sia meglio essere cattivi e spregiudicati. Il dramma che mettiamo in scena mostra questa contraddizione che i ragazzi si trovano a vivere ascoltando e poi invece osservando gli adulti. In questa occasione abbiamo inaugurato una riuscita collaborazione con la Banda del Torchio, una banda popolare napoletana, che suona dal vivo dando dei tratti da musical allo spettacolo.

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Napoli

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2 ottobre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 27 e venerdì 28 settembre Lina Sastri al Napoli Teatro Festival Italia con “Linapolina”

Giovedì 27 settembre (con replica il 28), alle ore 21 va in scena, al Teatro Diana, Linapolina, le stanze del cuore spettacolo in prosa, musica e danza, scritto e diretto da Lina Sastri.
“Il mio nome finisce con l’inizio del nome della mia città, il nome della mia città finisce con l’inizio del mio nomescrive la SastriHo provato a dirlo come un unico suono, e sembra proprio di dire, di cantare, sempre…Napoli…senza fine, Napoli, all’infinito”.
“Come sottotitolo ho scelto le stanze del cuore perché, scrivendolo, mi sono accorta che ogni parola, verso, o nota visitavano uno spazio del palcoscenico, facevano vivere emozioni e pensieri. Per la prima volta, ogni parola è scritta da me, ogni verso è nato di getto, e così è rimasto, e l’ho collocato nello spettacolo, che così è diventato una cantata poetica in musica. Cominciai con Cuore mio a raccontare la mia musica che si fa teatro, e poi seguirono Melos, Corpo celeste, Mese Mariano, e poi le parole de La casa di Ninetta, fino a Per la strada, dove scelsi la musica napoletana contemporanea. Ora è tempo di ritornare a casa, quella conosciuta, ma con il bagaglio di questi anni, che mi hanno fatto mescolare da sempre strumenti e note senza fermarmi alle vie conosciute, ma cercando, sempre, vie nuove di musica, percorsi che non hanno paura di cantare la tradizione senza limitarsi alla tradizione, cercando nella musica il teatro, guardando ad ogni canzone come a un momento di emozione da comunicare con la voce, con il canto, con il corpo, con il cuore, con l’anima. Con la scelta degli strumenti e dei colori della musica, con la luce, con i silenzi. La libertà è la nota più bella, me la concedo, è il regalo più grande che mi fa la musica, è per questo che la scelgo, oggi più che mai, come una tappa importante della mia vita dedicata al teatro e all’arte”.

Lina Sastri sarà accompagnata in scena dai musicisti Filippo D’Allio (chitarra), Ciro Cascino (pianoforte), Salvatore Minale (percussioni) Claudio Romano (seconda chitarra e mandolino) Gennaro Desiderio (violino), Gianni Minale (fiati), Salvatore Piedepalumbo (fisarmonica), Luigi Sigillo (contrabbasso), e dal danzatore Raffaele De Martino.
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LINAPOLINA – Le stanze del cuore

Spettacolo in prosa, musica e danza
Scritto e diretto da Lina Sastri

Musicisti

Filippo D’allio, chitarra
Ciro Cascino, pianoforte
Salvatore Minale, percussioni
Claudio Romano, 2a chitarra e mandolino
Gennaro Desiderio, violino
Gianni Minale, fiati
Salvatore Piedepalumbo, fisarmonica
Luigi Sigillo, contrabbasso

Danzatore: Raffaele De Martino

Impianto scenico e luci: Bruno Garofalo
Arrangiamenti: Maurizio Pica
Coreografie: Alessandra Panzavolta
Direzione Musicale: Ciro Cascino
Immagini videografiche: Claudio Garofalo
Coordinamento costumi: Maria Grazia Nicotra

Regia: Lina Sastri

Programma

1) I’ Te vurria vasa’ (Russo-Di Capua)
2) Era de Maggio (Di Giacomo)
3) Core ‘ngrato (Cardillo-Cordiferro)
4) Torna Maggio (Russo)
5) Reginella (Bovio-Lama)
6) Maria Mari’! (Di Capua-Russo)
7) Canzone Appassiunata (E.A. Mario)
8) ’O Surdato ‘Nnammurato (Califano-Cannio)
9) Sci’,Sci’ Piazza Dei Martiri (Fiorelli-Rendine)
10) Manha Do Carnaval (L. Bonfá)
11) Napuletanata (Di Giacomo)
12) Passione (Bovio, Tagliaferri, Valenti)
13) Guapparia (Bovio)
14) Renuncia (Ruben Rios)
15) Bammenella (Viviani)
16) Nun me sceta’ (Murolo, Taglieferri)
17) Tango Greco (Mckennitt)
18) Tutta pe’ mme (Fiore, Lama)
19) ‘O Sole Mio (Capurro-Di Capua)
20) Tarantella Gargano (Anonimo)
21) Nascette mmiez ‘o mare (De Simone)
22) Guarracino (Anonimo)
23) Maruzzella (Carosone, Bonagura)
24) Tammurriata Nera (E.A. Mario, Nicolardi)
25) Taranta (Anonimo)
26) Comm’ è bello ‘o mare (S. Ferraiuolo)
27) Torna a Surriento (E. De Curtis, G. De Curtis)
28) A vita è comme ‘o mare (C. Faiello)
29) Musica Rom – Finale
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26 settembre, 2012 Posted by | Canto, Folk music, Musica, Napoli, Teatro | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 4 settembre al Napoli Teatro Festival Italia 2012 di scena il nouveau cirque con Zimmermann & de Perrot

Cinque acrobati un po’ folli e una grossa scatola rotante che li mescola come gli ingredienti di una torta: questo è Hans was Heiri, il nuovo spettacolo del duo svizzero Zimmermann & de Perrot.
Circo, teatro, musica e danza contemporanea si fondono in un unico linguaggio che sfida qualsiasi classificazione.
Hans was Heiri (un’espressione svizzero-tedesca che significa “alla fine è lo stesso”) si basa sulla convinzione che, di fronte a bisogni e desideri primari, tutti gli uomini sono sorprendentemente simili.
Lo spettacolo, in scena domani al Teatro Mercadante alle ore 20.30, riflette con ironia e leggerezza sull’ansia che ciascuno di noi ha di assomigliare troppo o troppo poco al prossimo.
Martin e Dimitri hanno creato, così, un piccolo universo abitato da cinque personaggi rinchiusi in quella che potrebbe sembrare una “lavatrice gigante” o una “ruota da criceto” come loro stessi la definiscono, in cui gli acrobati, mescolandosi, si scambiano abiti e ruoli.
Zimmermann & de Perrot – una delle più interessanti compagnie del momento – è un team di circa quaranta persone che viaggia in tutto il mondo senza fissa dimora come una carovana da circo.
Le loro sculture/performance pongono interrogativi sull’identità e sulle piccole e grandi disavventure quotidiane.
In questo modo la compagnia, spettacolo dopo spettacolo, traccia un personalissimo percorso artistico che sfida qualsiasi definizione.
«Costruiamo i nostri spettacoli a partire da piccoli gesti quotidiani, quelle azioni che ciascuno di noi compie quando è sicuro di non essere osservato.
È così che scoviamo i personaggi, che creiamo gli spazi visivi e sonori: un sussulto, un istante di smarrimento, una stretta al cuore».
Da domani si dà inizio ufficialmente alla seconda parte del Napoli Teatro Festival che riprende poi il 25 settembre con 7 spettacoli che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.

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3 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Attori e attrici, Teatro, Teatro Mercadante | , , | Lascia un commento

Zimmermann & de Perrot e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano gli appuntamenti di settembre della Fondazione Campania dei Festival

La Fondazione Campania dei Festival ritorna a settembre con due grandi appuntamenti, per poi proseguire dal 25 al 30 settembre con l’ultima tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012.
Il 4 settembre al Teatro Mercadante di Napoli andrà di scena l’irresistibile vitalità del nouveau cirque in occasione del World Urban Forum 2012.
Hans Was Heiri è una performance surreale che abbatte le leggi di gravità e i confini dell’immaginazione: un gruppo di acrobati strampalati dà vita a numeri da brivido in una scatola rotante che li mescola senza soluzione di continuità.
Tra teatro, danza e circo, il formidabile duo svizzero Zimmermann & de Perrot riflette sulle analogie e le differenze tra gli esseri umani in modo leggero e divertente.
Il 6 settembre l’appuntamento è con il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo), organizzato per il secondo anno consecutivo dalla Fondazione Campania del Festival.
La cerimonia di premiazione è prevista al Teatro di San Carlo (ore 20), con diretta differita alle 23.15 su Rai Uno.
A condurre la serata sarà Tullio Solenghi.
12 le categorie in gara: Spettacolo di prosa, Regista, Attore protagonista, Attrice protagonista, Attore non protagonista, Attrice non protagonista, Attore/attrice emergente, Monologo, Scenografo,Costumista, Autore di musiche, Autore novità italiana.

Dal 25 al 30 settembre la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia con 7 spettacoli inediti che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.
I luoghi insoliti e affascinanti lasciano il posto al Teatro Mercadante, Teatro Bellini, Teatro Nuovo, Teatro Diana, Teatro San Ferdinando, Galleria Toledo e all’Auditorium di Scampia.

Tra gli spettacoli, due prime assolute: Antigone, riscrittura originale di Valeria Parrella (in uscita in settembre per i tipi di Giulio Einaudi Editore) tutta incentrata sul diritto all’eutanasia, regia di Luca De Fusco, protagonista Gaia Aprea e C’è del pianto in queste lacrime nuovo progetto di Antonio Latella che insieme alla drammaturga Linda Dalisi analizza il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici della cultura napoletana.
In scena anche Odissea napoletana, un affresco su Napoli e sulle sue condizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.
Un progetto di Gabriele Russo, giovane autore, registra e attore napoletano; Linapolinapolinapolinapolinapoli, viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alle sonorità del fado, del tango e del flamenco. Protagonista Lina Sastri.
Ta-kai-ta, un omaggio sentito e originale che Enzo Moscato fa alla figura di Luisa De Filippo (interpretata da Isa Danieli), secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età alla fine degli anni ’50.
’O Paparascianno, testo di Antonio Petito, uno degli interpreti più apprezzati della famosa maschera di Pulcinella, con Mariano Rigillo.
E, infine, Il Rubacuori dell’ovest, commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907 che viene messa in scena da Arrevuoto progetto nato con Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

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29 agosto, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 20 al 22 giugno “Il Teatro in cucina: Sartù” nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia

Roberto Azzurro

Il 20, 21 e 22 giugno, alle ore 21.00, nell’antico Giardino dell’Accademia di Belle Arti di Napoli torna Il Teatro in cucina.
Dopo il successo dello scorso anno con Ragù, per la quinta edizione del Festival, lo spettacolo scritto da Rosi Padovani e diretto da Roberto Azzurro, presenta un altro piatto tipico della tradizione gastronomica partenopea, il Sartù.
La vicenda si svolge nella “guardiola” di un condominio, un microcosmo intorno al quale ruota la vita di ogni famiglia, crocevia di incontri e situazioni molto particolari.
Professionisti, pensionati, casalinghe, insegnanti, giovani sposi e single, ciascuno con le proprie manie, debolezze ed entusiasmi, propone la sua “ricetta”. Angelina, la portinaia, carpisce segreti, spunti e banali pettegolezzi riversando il tutto nei suoi deliziosi piatti.
“La cucina è il cuore di questa piccola società, fucina di sentimenti, relazioni, promesse e impedimenti” afferma l’autrice Rosi Padovani. “Il pubblico avrà l’impressione d sbirciare dal buco della serratura, fino al momento in cui verrà coinvolto in prima persona: tutti a tavola a mangiare il Sartù”.

In tale occasione l’Accademia lascerà aperti gli spazi della Galleria dell’Accademia con l’allestimento della mostra di Emilio Notte offrendo così agli spettatori, a partire dalle ore 19.30, visite guidate gratuite all’esposizione.
L’evento rappresenta il primo dei due appuntamenti per i quali l’Accademia torna ad essere luogo di spettacolo nell’ambito della nota manifestazione partenopea, nell’arco della settimana partirà infatti anche “Fringe verso il 2013” all’interno del Teatro “Antonio Niccolini” dal 22 al 24 giugno 90 giovani compagnie presenteranno 10 minuti di un loro spettacolo davanti ad una commissione composta da operatori, critici, direttori di teatri e festival, nazionali e internazionali.

E’ il quinto anno consecutivo che il Festival stipula una convenzione con l’Accademia, quest’anno per di più a carattere biennale con un obiettivo di collaborazione per gli anni 2012 e 2013, tutto ciò a conferma dell’importanza dell’Ente campano unica sede regionale pubblica per la formazione universitaria comprendente le discipline del teatro come Scenografia, Regia, Costume, Modellistica, Scenotecnica, Allestimento spazi espositivi, Rappresentazione architettonica dello spazio scenico, Illuminotecnica, Storia dello Spettacolo, Storia dell’Architettura Teatrale e Storia della Scenografia.
Un partenariato che si è tradotto nello stage di decine e decine di studenti chiamati a fare un’importante esperienza di formazione professionale nel Festival nei diversi settori di competenza.
Un rapporto che per alcuni degli allievi si è poi tradotto anche in assunzione vera e propria.
Anche quest’anno, sono stati selezionati 14 studenti scelti attraverso un bando di concorso per essere poi coinvolti nelle attività organizzative di questa quinta edizione: 3 con la qualifica di fotografi, 1 nel marketing e promozione, 1 nell’ufficio cerimoniale, 1 nell’ospitalità, 2 come assistenti scenografi, 3 come assistenti di produzione e 1 assistente regista.
A tutti i ragazzi verrà riconosciuto dall’Accademia il tirocinio formativo e i relativi crediti formativi.
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Locandina
Il Teatro in cucina: Sartù

Date spettacolo
20,21 e 22 giugno ore 21 – giardino Accademia delle Belle Arti

Testo
Rosi Padovani

A cura di
Maria Varriale de Curtis per Loro di Napoli

Regia
Roberto Azzurro

Con
Roberto Azzurro, Gea Martire e Federica Aiello,
Francesca Cacciatore, Cinzia Cordella, Pietro Juliano,
Emilio Marchese, Giorgio Pinto, Antonella Romano

Foto di
Francesco Landi

Coproduzione
Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia,
Loro di Napoli
http://www.lorodinapoli.org
http://www.teat roincucina.it

Il sartù è offerto da Villa Mazzarella
Il vino da Masseria Campito

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19 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Teatro | , , , , | Lascia un commento

Null e Birth of the Phoenix, la Vertigo Dance Company dà il via al Focus di Danza Israeliana martedì 19 giugno

Foto Gadi Dagon

Martedì 19 giugno ore 20 va in scena al Teatro San Ferdinando, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, il primo spettacolo del Focus di danza israeliana: Null con la celebre compagnia Vertigo Dance Company, coreografia di Noa Wertheim.
Una performance che si contraddistingue per la rarefatta sensualità e la profonda spiritualità: la sensazione è che si stia assistendo a una sorta di misterioso rituale in un contesto contemporaneo.
Noa Wertheim ha creato questa coreografia grazie alla collaborazione del musicista Ran Begano, del light designer Danny Fishof e del costumista e scenografo Rakefet Levi.
Lo spazio del palcoscenico è delimitato da pareti semitrasparenti su cui sono posti tre lavabi bianchi dotati di acqua corrente.
I danzatori sono vestiti di nero e alcuni indossano una lunga gonna di tulle, mentre le danzatrici portano un abito di batista che si staglia sul fondale illuminato. La serenità della composizione e l’intensità delle sequenze al rallentatore suggeriscono immagini rituali e sottotesti teatrali che sono il vero marchio di fabbrica della Wertheim.
Dopo Null, la Vertigo Dance Company presenterà giovedì 21 giugno, alle ore 19.30 al Parco Archeologico di Pausilypon, Birth of the Phoenix, coreografia che porta sempre la firma di Noa Wertheim.
_________________________________

Spettacoli

19 giugno ore 20.00
20 giugno ore 19.30
Teatro San Ferdinando

Locandina Null

Coreografia
Noa Wertheim
Danzatori
Eyal Vizner
Ruth Valensi
Rina Wertheim
Yael Cibulski
Sian Olles
Tomer Navot
Micah Amos
Nitsan Margaliot
Hen Ezrihen

Coreografo assistente
Rina Wertheim Koren

Musica
Ran Bagno

Montaggio audio
Stefan Ferry

Disegno luci
Dani Fishof – Magenta

Scene e costumi
Rakefet Levy – School of Theatrical Design

Assistente scene e costumi
Leeat Ramon
Graphic Designer
Dorit Talpaz
Fotografo
Gadi Dagon

Operatore
Elad Debi

Montaggio video
Gal Katzir

produzione
vertigo dance company

La performance è stata realizzata grazie al generoso contributo di
Reine Kleidman della Jerusalem Foundation

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18 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Danza | , , , , | Lascia un commento

Lunedì 18 giugno debutto di “The Rerum natura” al Napoli Teatro Festival Italia

Lunedì 18 giugno, alle ore 22.30, debutta alla Sala Assoli del Teatro Nuovo The Rerum natura, progetto di Babilonia TeatrINDAGA, una delle giovani compagnie più interessanti del panorama italiano che affronta in questo spettacolo, con lo stile originale e anticonformista che la caratterizza, un’acuta indagine sulle età della vita
Il progetto firmato da Enrico Castellani e Valeria Raimondi nasce quindi dalla voglia di legare insieme l’indagine condotta sulla morte in occasione di un precedente spettacolo The end, con un nuovo progetto, appunto, sulla vita.
«The Rerum natura chiude un capitolo per aprirne uno nuovo. Lo spettacolo parte dalla convinzione che la morte sia parte della vita, della vita di tutti i giorni e di tutte le età. Così almeno dovrebbe essere, ma la constatazione che percorre il progetto artistico è quella che si continua a fingere che la morte non esista. Da qui una realtà falsata che si scontra di continuo con la vita reale. Ragionare su questo concetto e farlo diventare vivo è ciò che si propone il progetto. In The end c’era una protagonista, in The Rerum natura i protagonisti sono tre: una bambina, una giovane e un’anziana. Tre donne che si incontrano in un unico momento dello spettacolo per dirsi addio. La loro unica relazione si sostanzierà in un passaggio di testimone. Le loro età, con l’innocenza, la sfrontatezza e l’esperienza che sono proprie di ognuna, doneranno alle parole colori e pesi diversi. Le parole non sono le stesse a seconda di chi le pronuncia e diventeranno immediatamente più lievi o più pesanti, più perentorie o più delicate, più dolenti o più giocose».

Repliche
19 giugno ore 21.30, 20 giugno ore 20.00

Locandina

Progetto Speciale Da The End
di
Enrico Castellani
Valeria Raimondi
Creazione
Babilonia Teatri
scene
Babilonia Teatri/Gianni Volpe/Luca Scotton
costumi
Babilonia Teatri /Franca Piccoli
luci e audio
Babilonia Teatri/Luca Scotton
Con
Valeria Raimondi, Olga Bercini, Giovanna Caserta
Produzione
Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
In coproduzione con
Babilonia Teatri

Napoli Teatro Festival Italia
www.napoliteatrofestival.it
info@napoliteatrofestival.it

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
t. +39 081 19560383

Raffaella Tramontano: +39 392 8860966

Viola Tizzano: +39 339 8146592

Ivan Morvillo: +39 393 9687733

Valeria Prestisimone: +39 339 2082696

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16 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Teatro, Teatro Nuovo | , , , , , | Lascia un commento

Robert Wilson riporta sulle scene “The Makropulos Case” del ceco Karel Čapek


Karel Čapek (1890-1938) è considerato uno dei primi autori di fantascienza quando tale categoria non esisteva ancora, grazie al dramma R.U.R. (1920), dove compariva un termine, robota (in ceco lavoro forzato), che sarebbe poi divenuto famosissimo, a differenza di chi lo aveva creato.
Fra i lavori dello scrittore si annovera anche la commedia satirica Věc Makropulos (L’affare Makropulos), risalente al 1922, ripresa recentemente dal celeberrimo regista statunitense Robert Wilson, in una produzione del Teatro Nazionale di Praga, con la quale si è aperto il Napoli Teatro Festival Italia.
Al centro della vicenda vi è un contenzioso, fra gli eredi di due famiglie, legato ad un ingente patrimonio.
Una causa quasi secolare, alla quale fornirà il suo decisivo contributo Emilia Marty, una affascinante quanto misteriosa cantante dall’età imprecisata, giunta a Praga, e a conoscenza di particolari che porranno fine alla lunghissima questione, fra la meraviglia ed il sospetto di entrambe le parti.
In realtà la donna (che solo alla fine svelerà la sua identità) è Elina Makropulos, figlia di Hyeronimus, alchimista alla corte praghese del re Rodolfo, che vive da tre secoli, cambiando continuamente identità, grazie ad un elisir preparato dal padre per allungare la vita del sovrano e sperimentato su di lei.
Nella sua esistenza ha avuto a che fare con gli avi di entrambe le famiglie, ed è quindi una testimone diretta e attendibile della faccenda.
Ma a lei dell’eredità interessa poco, in quanto il suo ritorno a Praga si deve al fatto che gli effetti dell’elisir stanno per svanire, e la donna vuole recuperare la formula, conservata nella casa di uno dei due contendenti.
Dopo essere tornata in possesso del documento, in cambio di una notte d’amore, Elina, ormai stanca ed annoiata, si rende conto che non riuscirebbe a sostenere altri trecento anni, per cui rifiuta di utilizzare la formula, regalandola a Kristina, figlia del commesso dell’avvocato, giovane artista e sua grande ammiratrice.
Ma quest’ultima deciderà di bruciare il foglio, contenente le istruzioni per preparare l’elisir, mettendo la parola fine a tutta la vicenda.
Da questo breve riassunto si evince come il tema principale della commedia sia legato alle conseguenze, secondo Čapek oltremodo nefaste, dell’eterna giovinezza.
Per tale motivo, molti hanno visto nel “Makropulos”, una risposta antitetica al quasi coevo Back to Metusaleh di George Bernard Shaw, nel quale il commediografo irlandese sosteneva invece che l’allungamento della vita si sarebbe tradotto in un aumento di saggezza da parte dell’uomo, con positive ripercussioni sulla felicità globale.
Va ancora ricordato che la commedia colpì molto il compositore Leóš Janáček, anch’egli ceco, che utilizzò la vicenda come base per un’opera in tre atti avente lo stesso titolo.
La svuotò però dei contenuti di partenza, infarcendola di empiti romantici, completamente estranei alla volontà di Čapek, per cui, anche chi conosce il lavoro del musicista (indubbiamente più noto del testo dal quale è tratto), ha un’idea molto vaga e fuorviante dell’ originale.

Foto Lucie Jansch

E veniamo quindi all’allestimento della commedia, che il Napoli Teatro Festival Italia ha proposto in prima nazionale al Teatro Mercadante, dove Robert Wilson si è voluto maggiormente soffermare sui guasti della giustizia che sulle considerazioni legate alla longevità, sviscerati, brevemente, soltanto nel finale (ma non sappiamo, obiettivamente, quale peso avessero nel testo originale).
Lo spettacolo, nel suo complesso, ha mostrato di essere il frutto di un meccanismo ben rodato, (l’esordio ufficiale praghese risale a circa un paio di anni fa), mettendo in evidenza un gruppo di bravissimi attori cechi, tutti in scena con sembianze grottesche, sui quali incombeva la presenza carismatica di Soňa Červená (mezzosoprano di fama mondiale, più vicina ai novanta che agli ottanta), nel ruolo della fredda Emilia Marty-Elina Makropulos.
Numerosi i rimandi, sia alla cultura praghese (il Teatro Nero e il cinema di animazione del grande e dimenticato artista Jiří Trnka), sia all’opera più nota di Čapek, poiché spesso i protagonisti (tranne la Makropulos), ricordavano, nelle movenze e, talora, negli abiti indossati, gli automi di R.U.R. (ma anche quelli dei “Racconti di Hoffmann” di Offenbach).
Non vanno dimenticati, inoltre, il sapiente uso delle luci (a parte i neon abbastanza fastidiosi alla base del palcoscenico), ed il suggestivo commento musicale di Aleš Březina, affidato ad un trio formato da Vladimír Strnad (tastiera), Martin Sedlák (violoncello), Tomáš Koubek (percussioni), parte integrante della rappresentazione in quanto perfettamente coordinato con quanto avveniva sul palcoscenico.
In conclusione un allestimento di elevato livello, ottimo esordio di una rassegna che ci terrà compagnia fino al 24 giugno.

Marco del Vaglio

14 giugno, 2012 Posted by | Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 10 giugno ‘E feste ammare di Antonella Monetti al Napoli Teatro Festival Italia

Foto Kio

Dopo il successo dello scorso anno con lo spettacolo in barca a vela Otello e Iago, Antonella Monetti presenta al Napoli Teatro Festival Italia dal 10 giugno (con repliche 11,12,13,14,15,16,17, alle ore 21) al Molo Cappellini di Nisida, ‘E feste ammare ispirato a un classico di Raffaele Viviani “Napoli in frac”.
La struggente attualità dell’opera di Viviani si offre allo spettatore con quadri teatrali che rispecchiano le immutate condizioni dell’oggi e sembrano quasi rinfacciare le occasioni di svolta che la nostra città ha disatteso.
Attraverso questa lente sembra proprio che Napoli abbia da sempre mancato alle sue vocazioni “naturali” di città, essendo ancor oggi carente in certe cose basilari: innanzitutto nelle condizioni igienico sanitarie, nelle opportunità di lavoro, nella cittadinanza responsabile, nell’accoglienza del visitatore, nella tutela del suo patrimonio umano ed artistico.
Di tanto in tanto però, la svolta si tenta, il filo si spezza, ci si ritrova in piazza a reclamare, gli amministratori cambiano, si spera questa volta di riuscire… ma nessun potere finora è riuscito ad imprimere il famigerato nuovo corso.
La sua necessità ciclicamente infervora, il suo sogno inorgoglisce e attraverso la sua evocazione si riesce a veicolare qualsiasi speculazione, qualsiasi inganno.
Nel 1926 l’ingegnere igienista Gustavo Giovannoni viene nominato “alto commissario alla rinascita della grande Napoli”; siamo nel pieno del ventennio fascista e in tutte le città d’Italia fervono grandi lavori per la realizzazione di opere che testimonino la grandezza del regime.
Il “risanamento” a Napoli era iniziato una cinquantina d’anni prima, dopo l’epidemia di colera del 1884, ma, nonostante le migliori intenzioni iniziali, aveva legittimato la parcellizzazione del territorio favorendo l’avallo di progetti non omogenei tra loro e creando una sorta di “zonizzazione delle classi sociali”. Infatti, i costi per la realizzazione degli impianti fognari e le ingenti quote di investimenti privati, portarono alla realizzazione di quartieri signorili che i proletari dei quartieri popolari non poterono permettersi.

“… un’opera che doveva essere destinata a profitto degli abitanti delle più fetide abitazioni della città (i bassi), si risolse in un macroscopico inganno proprio a danno di queste popolazioni…” (E. Manzo)

Bagnoli, isolotto di Nisida, litorali elitari, ancora vietati all’usufrutto cittadino, appalto di fallimentari istituzioni post industriali, caserme, carceri, spiagge negate: un mare che non bagna né Napoli né i napoletani.
Incantevole lo specchio di mare che divide Nisida dalla terraferma, da una parte la rupe di Posillipo, dall’altra il costone di tufo dell’isola, base nautica della polizia penitenziaria. Molo Cappellini (l’avevamo mai sentito nominare?): è qui che porteremo in scena l’antologia teatral musicale tratta da Napoli in Frack di Raffaele Viviani: una visita guidata alle bellezze della città con accompagnamento teatrale di ritratti urbani (solisti e corali) vivianeschi tratti da Santa Lucia Nova, Festa di Piedigrotta, Porta Capuana, Piazza Ferrovia.
Protagonisti di questo spettacolo sono dunque in primis la città di Napoli come territorio conteso tra le classi sociali, la sua vocazione (mancata da sempre) all’ospitalità verso il visitatore e il suo rapporto scellerato con i propri artisti, da sempre figliastri, a volte accattoni.

REPLICHE
11, 12, 13, 14, 15, 16, 17 giugno
ore 21.00

‘E FESTE A MMARE

Spettacolo antologico di versi prosa e musica
tratti dalle opere di Raffaele Viviani
Progetto e regia Antonella Monetti
Direzione musicale e arrangiamenti Riccardo Veno
Coreografie Anna Redi
Allestimenti Marco Mazzocchi
Costumi Daniela Salernitano
Disegno luci Paco Summonte
Fonica Cesare Gardini
Organizzazione Linda Martinelli
Produzione Fondazione Campa nia dei Festiva l – Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Chiaradanza
in collaborazione con Istituto Penale per Minori di Nisida

con
Salvatore Cantalupo Il prestigiatore, il guappo Aitano, il cantante di pianino
Antonello Cossia L’avvocato Torre, Don Ciro il cravattaio, Domenico
Dario Eduardo De Falco L’avvocato Sabatello, Totore
Daniele Mango Il cantante dalla bella voce, Riccetiello
Ambra Marcozzi La bella ballerina, Concettina
Antonella Monetti La posteggiatrice Dolores Melodia, Nannina
Anna Redi Il mendicante, donna Rosa
Gianni Simioli Il presentatore, Mimì di Montemurro

Riccardo Veno Bebè il Cocainomane, sax soprano
Riccardo Frulio Flauto
Bruno Sepe Clarinetto
Raffaele Carotenuto Trombone
Mario Romano Chitarra
Martina Mollo Fisarmonica
Ciro Imperato Contrabbasso
Leonardo De Lorenzo Batteria e percussioni
con la partecipazione dei ragazzi del laboratorio di teatro a cura di Veria
Ponticiello dell’Istituto Penale per minori di Nisida: Antonio, Dragana,
Luca, Mario, Raffaele, Roberto
Assistente alla regia Antimo Campanile
Tattoo Mary Samele

Si ringrazia il Provveditorato Regionale della Campania, il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, il Dipartimento Giustizia Minorile, i Sovrintendenti Luigi Grillo e Procolo Chiocca, Gino Sorbillo della
storica pizzeria di via Tribunali, Stefano Ferrara Forni S.r.l., Forni a legna artigianali – Neapolitan hand made brick ovens
Ringraziamenti speciali a: Giulia Saciko Gomez, Giuliano Longone, Valeria Parrella, Davide Iodice, Marzia Dalesio, Cyop & Kaf, Mauro Mascolo, Gaetano Cozzuto, Gianluca Fusco, Nicola Laieta, Mary Samele, Mattia Doto, Sandro Amatucci, Ilaria Ceci, Amleto Casolari, Fortuna Mosca

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
t. +39 081 19560383

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Viola Tizzano: +39 339 8146592

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10 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , | Lascia un commento

Venerdì 8 giugno “La casa morta” di Yannis Ritsos al Teatro Grande del Parco di Pausilypon nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 8 giugno, ore 21, va in scena al Teatro Grande del Parco di Pausilypon “La casa morta”, testo di Yiannis Ritsos, regia di Pierpaolo Sepe, protagonista Cristina Donadio.
Una pioggia torrenziale di simboli, intermittenze e cortocircuiti della memoria, un ritmo fiammeggiante e cadenzato: sono i versi di Yannis Ritsos, uno dei più grandi poeti greci del ventesimo secolo, che il regista napoletano Pierpaolo Sepe porta in scena nel teatro grande del Parco Archeologico di Pausilypon.
Mescolando passato e presente, letteratura e vita, immaginazione e realtà lo spettacolo proietta il pubblico in una dimensione lirica e sospesa.
“Il tempo si riannoda e si immobilizza in questo testo funambolico – afferma il regista Pierpaolo Sepe – Qualcuno torna in una casa, torna, arriva, da ovunque e quell’ovunque è Sparta e quei dove in cui arriva è Ago o Tebe. Due sorelle sono incastrate in quella “casa morta”, popolata di morti, due sorelle in due stanze a ponente. Un corridoio e una scala in caso fosse necessario uscire verso il crepuscolo. Una sorella invisibile non compare mai… L’altra incontra colui che arriva, il nunzio mandato dallo zio. L’arrivo del nunzio è l’istante ancora libero – prosegue Sepe – l’attimo che spacca il mondo, che lo sospende nella speranza vana che ciò che non è ancora non sia necessariamente per essere. Il ricordo della felicità passata cristallizzata nei gesti quotidiani della casa e il presagio della morte atroce che la segnerà con lo stigma eterno”.
Regista napoletano da sempre attento alla drammaturgia contemporanea, Pierpaolo Sepe propone un teatro con forti finalità politiche e sociali, alla continua ricerca di nuovi linguaggi espressivi.
Tra i suoi ultimi spettacoli: Anna Cappelli, Il corsaro nero, Le cinque rose di Jennifer.

REPLICHE
9 giugno – ore 21.00

LOCANDINA
LA CASA MORTA
Di
Yiannis Ritsos
regia
Pierpaolo Sepe
drammaturga
Francesca Manieri
costumi
Annapaola Brancia d’Apricena
disegno luci
Cesare Accetta
trucco
Vincenzo Cucchiara

assistente costumista
Stefania Pisano
responsabile tecnico
Salvator e Del Gaudio
produzione esecutiva
Pasquale Liguori
con
Cristina Donadio
Arianna D’Angiò
Luca Trezza
produzione
Fondazione Campania dei Festival – Napoli TeatroFestival Italia
in coproduzione con
Fondazione Salerno Contemporanea, Teatro Stabile d’Innovazione
Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
t. +39 081 19560383

Raffaella Tramontano: +39 392 8860966

Viola Tizzano: +39 339 8146592

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7 giugno, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , , | Lascia un commento

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