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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Mercoledì 4 maggio al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino prosegue il ciclo di incontri “Corollario Italiano”

Locandina Corollario Italiano
Presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, per il ciclo di incontri Corollario Italiano, mercoledì 4 maggio la professoressa Gabriella Della Sala, nell’Aula 41, alle ore 11.00 terrà una conferenza dal titolo “Patetismo e drammaticità nelle Sonate di Muzio Clementi”.
Nel corso dell’intervento saranno eseguiti i seguenti brani di Muzio Clementi: op. 34 n. 2 in sol minore, 1° tempo: Largo- Allegro con fuoco e op. 50 n. 3 in sol minore, 1° tempo: Largo patetico e sostenuto- Allegro ma con espressione.
Al pianoforte, Gerardo Ceparano.
La rassegna, organizzata dal M° Maria Pia Cellerino coinvolge il corso di Discipline storiche critiche e analitiche della musica e le classi di canto e di strumenti in un corale omaggio ai compositori italiani.

Alle ore 15.30 avrà invece luogo il concerto degli allievi con il seguente programma:

Giovanni Battista Pergolesi: da La serva padrona “Stizzoso mio stizzoso”
Soprano: Fiorenza Barsanti
Pianoforte: Riccardo Fortino

Rino Faggella: Le prigioni dell’anima
Chitarra: Roberto De Marinis

Giuseppe Verdi: da La Traviata: “Addio al passato”
Soprano: Sonia Baussano
Pianoforte: Carlo Martiniello

Muzio Clementi: dal Gradus ad Parnassum: Studio n. 32
Pianoforte: Mario Carbone

Giacomo Puccini: dalle Arie da camera: “A te”
Tenore: Francesco Doto
Pianoforte: Carlo Martiniello

Giacomo Puccini – da La Bohème: “Quando men vo”
Soprano: Sonia Baussano
Piaoforte: Carlo Martiniello

Giulio Regondi: Studio
Mario Castelnuovo-Tedesco: Francisco Goya y Lucientes, pintor
Chitarra: Roberto De Marinis

Francesco Paolo Tosti: Marechiaro su testo di Salvatore Di Giacomo
Tenore: Wang Luchen
Pianoforte: Antonio Grasso

Francesco Paolo Tosti: “L’alba separa dalla luce l’ombra”
Tenore: Zhang Dakai
Pianoforte: Antonio Coiana

Ferdinando Carulli : Duos Nocturnes per chitarra e pianoforte su un Tema di Rossini op. 189
Chitarra: Fabio Varchetta
Pianoforte: Riccardo Fortino

Alfredo Casella: Toccata op. 6
Pianoforte: Sara Salzano

Adone Zecchi: Recitativo ed Aria
Saxofono: Angela Del Prete
Pianoforte: Remo Mazzeo (M° Maria Teresa Russo)

Nino Rota: 5 Pezzi facili per flauto e pianoforte
Flauto: Sara Brandi
Pianoforte: Antonella Censullo (3)

Franco Mannino: Terza Sonata per pianoforte op. 115 (1975)
Allegro – Adagio – Allegro
Pianoforte: Alessia Manco (3)

In collaborazione con le Classi di
Pianoforte: M° Adriana Aprea (1), M° Maria Pia Cellerino (2), M° Cinzia Matarazzo (3) Demetrio Trotta (4)
Canto: M° Paola Francesca Natale (5) , Pasquale Tizzani (6)
Chitarra: M° Lucio Matarazzo.
Flauto: M° Roberto Maggio
Musica da camera: M° Pierfrancesco Borrelli (7)
Saxofono: Giovanna Pazienza
Pratica del repertorio vocale e collaborazione al pianoforte: M° Ilario Nicotra (8)
Pratica del repertorio vocale e collaborazione al pianoforte: M° Cinzia Salvetti (9)
Classe di Composizione: M° Giacomo Vitale (10)

Ufficio Stampa
Conservatorio “Domenico Cimarosa” Avellino
via Circumvallazione, 156
Eleonora Davide
(+39)333.7179479

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3 Mag, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Musica Lirica, Regioni | , , , | Lascia un commento

Sabato 17 settembre l’edizione 2011 del MozArt Box Summer chiude con le trascrizioni delle sinfonie mozartiane curate da Clementi

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 17 settembre, alle ore 20.45, nella Cappella di Corte del Palazzo Reale di Portici (Na), concerto conclusivo del MozArt Box Summer 2011 dal titolo “L’altro Mozart – Le sinfonie di Mozart trascritte da Muzio Clementi”, con la partecipazione del quartetto formato da Ciro Longobardi (pianoforte), Tommaso Rossi (flauto), Francesco Solombrino (violino), Manuela Albano (violoncello).

Ingresso gratuito su invito

Infoline per gli inviti
081 480384
081 273152

Programma

W. A. Mozart – M. Clementi
Sinfonia in do maggiore n.36 K 425 “Linz”
Sinfonia in sol minore n. 40 K. 550
Sinfonia in re maggiore n.35 K 385 “Haffner”

Nota al concerto di Tommaso Rossi

Varie e tutte interessanti furono le motivazioni che spinsero Muzio Clementi a pubblicare tra il 1815 e il 1820 le sei più importanti sinfonie mozartiane (la k 385 “Haffner”, la K 425 “Linz”, la K 509 “Praga”, la K 543 in mi bemolle maggiore, la K 550 in sol minore, la K 551 “Jupiter”).
Innanzitutto dobbiamo ricordare la multiforme attitudine di Clementi verso svariati aspetti della produzione musicale.
Oltre a essere pianista e compositore, Clementi, aveva avviato a Londra, dove si era trasferito nel 1782, sia un importante attività come costruttore di pianoforti che una iniziativa editoriale.
Sappiamo quanto faticassero ad essere apprezzate nella capitale londinese le sinfonie di Mozart, ancora in pieno ‘800 giudicate “troppo difficili” e superate in notorietà dalle sinfonie di Haydn, specie da quelle che il grande compositore aveva composto proprio a Londra.
Ecco dunque che l’iniziativa editoriale di Clementi, oltre che il tentativo per realizzare un buon affare nella cerchia degli amatori di musica da camera, si poneva come veicolo per il repertorio sinfonico del grande salisburghese, al quale presto anche i palcoscenici londinesi si inchineranno.
La scrittura delle trascrizioni valorizza certo il pianoforte, che fa sfoggio di una tecnica notevole e che regge il peso musicale dell’impalcatura sinfonica.
Ma sono importanti le scelte timbriche che, attraverso l’utilizzo di flauto, violino e violoncello, donano all’ensemble un particolare impasto, che rende di grande suggestione la riproposizione in chiave cameristica del sinfonismo mozartiano.

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12 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica da camera, Napoli, Portici, Prima del concerto | , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 13 marzo 2011 Francesco Caramiello ospite di “Visioni Classiche” per la stagione del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Ancora un appuntamento musicale di grande prestigio, ambientato nella sede di Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo 185 – Napoli), per la rassegna “Visioni Classiche”, promossa dal Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini in collaborazione con Intesa Sanpaolo in occasione della mostra “Le ore della donna” Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo, aperta al pubblico fino al 3 aprile 2011.

Domenica 13 marzo, alle ore 18.30 il concerto “Verso i modelli classici” condurrà l’ascoltatore a riscoprire il perfetto equilibrio strutturale di Franz Joseph Haydn, di Wolfgang Amadeus Mozart e del più tardivo Muzio Clementi, grazie al talento interpretativo e alla tecnica sopraffina del pianista napoletano Francesco Caramiello.

Costo del biglietto

Intero: 4 Euro
Ridotto: 3 Euro

Fuani Marino
Ufficio Stampa CMA
Chiesa di Santa Caterina da Siena
via Santa Caterina da Siena 38
80132 Napoli
e-mail:ufficiostampa@turchini.it
sito web: www.turchini.it

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Programma

Muzio Clementi (1752-1832)
Preludio I alla Clementi
Sonata in sol minore, op. 7 n. 3
Preludio II alla Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): Sonata in la maggiore K 331

Muzio Clementi: Preludio II alla Haydn

Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Variazioni in fa minore Hob. XVII: 6
Sonata in mi bemolle maggiore Hob. XVI: 52

Note al concerto (di Francesco Caramiello)

I Preludi di Clementi che introducono le tre Sonate, quella dello stesso Clementi, quella di Mozart e le Variazioni e la Sonata di Haydn, sono tolti dalle “Musical Characteristic”, originale lavoro del musicista romano vissuto a Londra.
L’opera è bizzarra e modernissima, in un certo senso neo-classica se si intende con questo termine l’aspirazione estetica di un ritorno a modelli di più posato e riflessivo contegno espressivo e formale.
D’altra parte, i modelli cui Clementi fa riferimento sono tutt’altro che lontani, ma proprio contemporanei.
Le “Musical Characteristic” furono infatti pubblicate a Londra nel 1787 e alcuni anni più tardi, nel 1807 furono completamente revisionate in vista dell’edizione delle “Oeuvres complettes” (sic) da Breitkopt und Härtel. Le cadenze ed i preludi presenti nella raccolta anticipano per il loro contenuto caricaturale, lo spirito dei brevi brani di Maurice Ravel o di Alfredo Casella, “A la manière de…” per intenderci, nonché tratti del neoclassicismo stravinskiano. E’ noto che in Dr. Gradus ad Parnassum, primo brano del Childrens Corner, Debussy faceva una maligna caricatura alla raccolta di Clementi e alla sua chiara impostazione didattica.
Nessuna malizia, almeno evidente se non nascosta, in Clementi, ma una efficace, almeno per l’epoca (forse il suo tentativo di entrare nella bottega degli altri artisti porta a risultati dal carattere non troppo pregnante per noi ascoltatori moderni), una efficace, dicevo, vena parodistica, non caricaturale ma piuttosto dettata da una profonda ammirazione verso i suoi contemporanei, informa questi piccoli brani, dove Clementi giunge persino ad auto-imitarsi, dando un’immagine sorniona e distaccata di sé stesso.
Nelle imitazioni mozartiane, Clementi cerca di ricreare lo spirito del salisburghese, nei contrasti immediati di carattere, nell’inventiva senza limiti e nel virtuosismo di tipo clavicembalistico. Quando rifà il suo Haydn ecco che predomina l’ironia e l’allegrezza del mondo militare e i suoi scherzi basati su improvvisi e parodistici cambi di tempo.
Quando imita sé stesso Clementi riesce a far sfoggio comicamente, in un brano di dimensioni ridottissime, di varie formule pianistiche, persino delle doppie terze delle quali era famoso ed orgoglioso e che gli valsero peraltro dure critiche di Mozart dettate anche da una malcelata invidia (nelle lettere del salisburghese al padre, che il Clementi poté leggere solo molti anni dopo e che lo ferirono al punto di fargli distruggere molte sue composizioni), riconoscendo forse con divertimento ma anche amaramente, rispetto ai suoi colleghi, che il materiale che animava i suoi brani era composto spesso solo da formule pianistiche! E proprio straordinarie e inedite formule pianistiche fanno grandi alcune sue composizioni, anche giovanili, come la Sonata in sol minore op. 7 n. 3, caratterizzata da masse accordali e audaci passi di doppie ottave i cui accenti appassionati prefigurano ardue pagine del grande romanticismo pianistico, già dal 1782, anno di composizione della Sonata.

La Sonata in la maggiore K 331 di Mozart, composta a Parigi nel 1778, introdotta dal Preludio alla Mozart in la maggiore di Clementi, è tra le sue più piacevoli composizioni pianistiche, ispirata alla voga “moresca” del tempo. L’elemento galante del primo tempo, una serie di sei variazioni su di un Andante grazioso di superba purezza melodica sfocia, nella variazione in minore in un tono oscuro e malinconico. Lirico e nobile il successivo Minuetto e divertente il rondò Alla Turca che conclude la Sonata con una coda aggunta nel 1784.

Le Variazioni in fa minore Hob:6, composte nel 1793, intitolate in precedenti autografi “Sonata” e “Piccolo divertimento” seguono il principio della doppia variazione, su due temi, uno in fa minore, l’altro in fa maggiore. Il brano, dal tema dal colore luttuoso di marcia funebre, dopo le variazioni di notevole intensità espressiva, in un’ardita scrittura pianistica, si conclude sfumando su un lontano fa acuto in pianissimo.

La Sonata in mi bemolle maggiore Hob. XVI:52, scritta in Inghilterra nel 1794 è fra le più imponenti composizioni pianistiche di Haydn.
Quest’ultima sonata riflette inoltre la presa di contatto con le potenti sonorità dei pianoforti di fabbricazione inglese. Potenti accordi improvvisi dal carattere eroico e sinfonico, lo avvicinano a Beethoven.
Il tuffo verso zone d’ombra di armonie lontane, persino il mi maggiore, nello sviluppo del primo tempo, poi riproposto come tonalità d’impianto dell’Adagio, altro non è che un rivolto dell’accordo di sesta napoletana, una delle tante sorprese della sonata, come l’uso di straordinaria forza espressiva dell’accordo di nona, che arriva carico delle tensioni accumulate nelle precedenti linee melodiche e nella precedenti modulazioni.
Quando il sol naturale non armonizzato inizia il terzo movimento, questo viene interpretato dall’ascoltatore come una svolta verso il minore (mi minore), prima che l’intero accordo venga suonato riportando gioiosamente la sonata alla sua tonalità di impianto riaprendola a colori e movimenti del più espansivo ottimismo.

Francesco Caramiello

E’ stato allievo di Vincenzo Vitale e di Massimo Bertucci diplomandosi con lode presso il Conservatorio “San Pietro a Majella”. In seguito si è brillantemente diplomato in composizione sotto la guida di Bruno Mazzotta. Si è esibito in qualità di solista al Barbican Centre di Londra, all’Opernhause di Norimberga, al Merkin Concert Hall di New York, al Teatro di San Carlo di Napoli, al Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino, al Teatro Golden di Palermo ed in Polonia (Varsavia), Francia (Marsiglia), Norvegia (Festival di Bergen) e Giappone (Auditorium di Nagoja e Università di Chubu).

Ha suonato con la Philharmonia Orchestra, i Nürnberger Philharmoniker, l’Orchestra giovanile del Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestra del Teatro Comunale di Cagliari, l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Tiene concerti anche su strumenti antichi. Vincitore di entrambi i concorsi a cattedre di pianoforte principale e complementare, è titolare della cattedra di pianoforte complementare presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

La sua discografia comprende i concerti e la musica pianistica di Martucci (ASV) in quattro cd acclamati dalla critica internazionale, un cd dedicato ad autori dell’Ottocento napoletano (Opus 111), il Concerto per pianoforte e orchestra, la musica da camera (ASV) e l’integrale della musica per pianoforte (Tactus) in 9 volumi di Sgambati ed una serie di dischi dedicati ad autori americani da Gottschalk a Carter per le etichette Nireo e Agorà.

Hanno scritto di lui: “His recording of the music of Martucci and Sgambati are tremendous” Mark Mitchell: “Virtuosi” (Indiana University Press), ”Eccellenza musicologica e interpretativa” Riccardo Risaliti su Classic cd, “utter convinction, unshakeable technique and intellect aplenty” Jessica Duchen su International Piano Quarterly, ”A revelation… I am mightily impressed by this pianist” Fanfare, “it is good to have such an assured and authoritative performance” Richard Osborne su Gramophone, “ha dita splendide, una franca tensione virtuosistica e una musicalità fresca e diretta (…) una tecnica scintillante ed un completo controllo formale” Piero Rattalino su Musica, ”dispone dell’istinto interpretativo che rende sostanza la virtuosità. Viene così rivelato qualcosa di misterioso e demoniaco che non si trova nelle note in sè. I Philharmoniker si sono lasciati contagiare e hanno ingaggiato un duello con il solista, di cui sono stati testimoni i coinvolti spettatori.” Nürnberger Zeitung.

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10 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Centro di musica antica "Pietà dei turchini", Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli | , , , , , | Lascia un commento

   

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