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Il duo chitarristico Aversano-Ascione conquista il pubblico dei “Concerti di Autunno”

Il duo formato dai chitarristi Giuseppe Aversano e Rosario Ascione è stato lo splendido protagonista del recente appuntamento con i “Concerti di Autunno”, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli, la cui direzione artistica è affidata a Luciana Renzetti.
Il programma era incentrato sulla trascrizione di brani, appartenenti alla produzione di Domenico Cimarosa (1749-1801), Francesco Durante (1684-1755), Niccolò Jommelli (1714-1774) e Pietro Domenico Paradisi (1707-1791), composti originariamente per clavicembalo o per piccoli ensemble, oggetto anche di un cd autoprodotto dai due artisti intitolato “Ingenium Fubas” (“Corde ingegnose”).
I quattro autori proposti furono attivi nel Settecento e ognuno ricoprì incarichi di grande prestigio, dando vita contemporaneamente ad una serie di brani di altissimo livello, che contribuirono ai fasti della gloriosa scuola napoletana.
Nonostante ciò, il solo Cimarosa riscuote oggi una certa notorietà, in particolare per i suoi lavori operistici.
Inoltre, tranne Paradisi, nato nella città partenopea, gli altri provenivano dall’hinterland casertano e napoletano, in quanto Cimarosa e Jommelli erano di Aversa e Durante di Frattamaggiore, indice di una fioritura di talenti anche nelle zone decentrate dell’allora Regno di Napoli.
Per quanto riguarda il concerto del duo Aversano-Ascione, l’apertura è stata dedicata a quattro Sonate di Cimarosa, tratte da una raccolta di circa 80 pezzi per clavicembalo, sconosciuta fino al 1924, quando venne rinvenuta da Felice Boghen nella biblioteca dell’Istituto Cherubini di Firenze.
E’ stata poi la volta di Durante, con due concerti, il n. 1 in fa minore ed il n. 5 in la minore (del quale è sopravvissuto solo l’Allegro iniziale), una Toccata in la minore e una Fuga in sol, i primi due concepiti per quartetto d’archi e clavicembalo, i secondi per clavicembalo.
La successiva Trio Sonata in re di Jommelli (creata per due flauti e violoncello) ha preceduto la Sonata in sol di Cimarosa e un Minuetto di Durante, queste ultime due eseguite da Aversano alla chitarra e da Ascione al chitarrino.
Chiusura con la Toccata in la di Paradisi, dalla Sonata VI per gravicembalo, pezzo famosissimo nella versione per arpa, che accompagnava gli intervalli della Rai di una volta.
Uno sguardo agli interpreti, per sottolineare innanzitutto il valore dei brani scelti, esaltati da trascrizioni che spesso superano la bellezza dell’originale, supportati da un’esecuzione di altissimo livello, dove ad un affiatamento perfetto, frutto di una lunga consuetudine, si abbinavano eleganti e raffinate sfumature.
Va ricordato, inoltre, come il concerto possa essere considerato solo il momento conclusivo di un lungo percorso storico-musicale, che parte dallo studio, dalla ricerca e dall’approfondimento di autori e brani.
Ne sono una riprova i brevi interventi di Rosario Ascione, che hanno preceduto le diverse parti della serata, relativi alla biografia dei musicisti e ad alcune note di natura tecnica.
Pubblico numeroso ed entusiasta, che ha chiesto ed ottenuto un bis, anch’esso molto particolare, la trascrizione per due chitarre, curata da Giancarlo Sanduzzi, della canzone Uocchie c’arraggiunate (di Rodolfo Falvo e Alfredo Falconi Fieni), sempre legata alla tradizione napoletana, stavolta di inizio Novecento.
In conclusione una serata rivolta a un patrimonio musicale di inestimabile valore, che sta lentamente riemergendo, grazie alla tenacia ed alla passione di artisti sensibili e preparati come Giuseppe Aversano e Rosario Ascione.

Marco del Vaglio
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14 novembre, 2011 Posted by | Chiesa Luterana, Chitarristi, Musica, Musica classica, Musica da camera | , , , , , , , , , | Lascia un commento

I fasti del Settecento napoletano nel cd del duo chitarristico formato da Giuseppe Aversano e Rosario Ascione

Il duo chitarristico formato da Giuseppe Aversano e Rosario Ascione ha da poco inciso il cd intitolato Ingenium Fubas, rivolto a brani di autori attivi a Napoli nel Settecento.
In particolare, la raccolta è incentrata su tre compositori di grandissimo spessore, Domenico Cimarosa (1749-1801), Francesco Durante (1684-1755) e Niccolò Jommelli (1714-1774), fra i quali solo il primo, grazie ad alcune opere, ancora oggi gode di una discreta notorietà.
Ciò che balza subito all’occhio, scorrendo le loro biografie, è il fatto di essere di fronte a geni nati in paesi dell’hinterland napoletano, in quanto Cimarosa e Jommelli erano di Aversa e Durante di Frattamaggiore, il che indica come, in quella irripetibile epoca, i talenti abbondavano non solo in città ma anche nei paesi circostanti.
Ancora, ognuno di loro ricoprì incarichi di grande prestigio, con Cimarosa che, fra l’altro, fu per tre anni al servizio di Caterina di Russia, Jommelli che soggiornò per quasi venti anni a Stoccarda e Durante, docente stimatissimo, attivo nel Conservatorio di S. Onofrio a Porta Capuana, dove era stato allievo di Alessandro Scarlatti e, per un trentennio, al Conservatorio di Santa Maria di Loreto
E’ quindi con grande orgoglio (ed un po’ di spirito di rivincita), che Giuseppe Aversano e Rosario Ascione, hanno trascritto per duo di chitarra alcuni gioielli della produzione di questi tre compositori.
Di Cimarosa sono state scelte quattro delle circa 80 sonate per clavicembalo, un corpus del quale non si sapeva nulla fino al 1924, quando vennero scoperte da Felice Boghen, pianista e bibliotecario dell’Istituto Cherubini di Firenze.
Dalla produzione di Durante sono stati tratti, invece, due Concerti per quartetto d’archi e clavicembalo, il n. 1 in fa minore ed il n. 5 in la minore, mentre Jommelli è rappresentato dalla Triosonata in re per due flauti e violoncello.
Il disco si chiude con una sorta di bis, rivolto al napoletano Pietro Domenico Paradisi (1707-1791), illustrissimo sconosciuto, sebbene la Toccata in la qui proposta, appartenente alla Sonata VI per gravicembalo, sia un pezzo famosissimo in quanto, nella versione per arpa, appartiene ai brani utilizzati dalla Rai di un tempo come sottofondo degli intervalli.
Venendo al cd nel suo complesso, esso risulta quanto mai significativo, grazie ad una scelta oculata dei brani, e a trascrizioni di notevole spessore, che vanno di pari passo con la splendida esecuzione dei due chitarristi, che evidenziano un perfetto affiatamento ed una elevatissima raffinatezza interpretativa.
Il nostro augurio conclusivo è che l’ottimo esordio (autoprodotto), di questo valentissimo duo, formato da Giuseppe Aversano e Rosario Ascione, possa avere la diffusione ed il successo che merita, in modo da attirare sia l’attenzione del pubblico, sia l’interessamento di qualche prestigiosa casa discografica.

Marco del Vaglio

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8 luglio, 2011 Posted by | Chitarristi, Musica classica | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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