MusicArTeatro

comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Sabato 7 Aprile 2018, inaugurazione alla Galleria “Il Triangolo” di Cosenza la mostra CORRELAZIONI ASTRATTE con opere di tre artisti campani, a cura di Maurizio Vitiello

Sabato 7 Aprile 2018, alle ore 17, sarà inaugurata la mostra, curata da Maurizio Vitiello, “CORRELAZIONI ASTRATTE” con opere recenti di tre artisti aniconici dell’area campana: Eduardo FERRIGNO, Antonio IZZO, Gianni ROSSI, alla Galleria d’Arte “Il Triangolo”, Via degli Alimena, 31d, 87100 Cosenza (0984.73633 – http://www.galleriailtriangolo.com info@galleriailtriangolo.com), diretta da Enzo Le Pera.

L’esposizione resterà aperta sino al 20 aprile 2018; orario galleria: 10,30-13.00/16,30-20.00.

Catalogo in galleria.

Scheda della mostra dal catalogo a cura di Maurizio Vitiello:

CORRELAZIONI ASTRATTE

Eduardo Ferrigno Antonio Izzo Gianni Rossi

opere recenti

Da anni Eduardo Ferrigno, Antonio Izzo e Gianni Rossi saggiano i loro studi e i loro interventi in mostre di gruppo; hanno voglia di esprimersi, di “esserci”, di discutere.

E’ chiaro che la prospettiva del domani è nell’attualità dell’arte.

Il loro procedere è un gioco sottile di rimbalzi; orizzonti, profili, panorami s’interconnettono nelle frontiere comuni.

Oggi abbiamo bisogno di bellezza e di sogni; “La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij e “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” scrive il grande drammaturgo seicentesco che fu Shakespeare, nella sua opera “La tempesta”.

Il loro cammino è accattivante, va verso il “bello” e il loro impegno è sincero; finitime sono le loro impostazioni, e, tra le loro opere, si colgono, si avvertono e si percepiscono “scambi di confine”, nell’alveo di produzioni serissime e nel concreto ventaglio di traguardi raggiunti, già, coerentemente, alle spalle.

 

Da anni Eduardo Ferrigno, Antonio Izzo e Gianni Rossi saggiano i loro studi e i loro interventi in mostre di gruppo; hanno voglia di esprimersi, di “esserci”, di discutere.

E’ chiaro che la prospettiva del domani è nell’attualità dell’arte.

Il loro procedere è un gioco sottile di rimbalzi; orizzonti, profili, panorami s’interconnettono nelle frontiere comuni.

Oggi abbiamo bisogno di bellezza e di sogni; “La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij e “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” scrive il grande drammaturgo seicentesco che fu Shakespeare, nella sua opera “La tempesta”.

Il loro cammino è accattivante, va verso il “bello” e il loro impegno è sincero; finitime sono le loro impostazioni, e, tra le loro opere, si colgono, si avvertono e si percepiscono “scambi di confine”, nell’alveo di produzioni serissime e nel concreto ventaglio di traguardi raggiunti, già, coerentemente, alle spalle.

Eduardo Ferrigno con la sua pittura riesce a incardinare assi con giustapposizioni, che attirano interessi; insomma, verticalità dimensionano un “assett” centrale, chiaro e netto.

Con questi ultimi lavori distribuisce con acutezza impianti finemente investiti dalle qualità cromatiche dell’oro, sino a coinvolgere cromatismi forti, carichi.

I soggetti hanno voglia di conquistare lo spazio, anzi tentano di sedurlo e d’invaderlo, pienamente.

Questa costante si capta dalla dinamica, dichiarata ed estrema, di intriganti penetrazioni e incursioni, che intendono significare presenze.

Eduardo Ferrigno codifica la redazione delle sue opere con impasti cromatici solidi, convincenti e compatti, perché si riveli un misurato senso tattile, quasi di corporeità, e per favorire, al massimo, l’assunzione icastica della scena.

Nella discrezionalità rigorosa dell’impianto astratto, impostato e strutturato, si legge e si ricava la tendenziale idea di misurare lo spazio, ma, anche, di interpretarlo, integralmente, per possederlo e alla fine per conquistarlo con valenti e pregnanti pluridimensioni cromatiche.

Eduardo Ferrigno non ricorre a iconografie multimediali, ma a scandite estrapolazioni e a gettiti emotivi personali, ed è sempre in continua attività; impegnato, indubbiamente, a inquadrare azioni e a seminare gesti nuovi.

L’artista cerca di dare sostanza alle attese e coglie, nelle sue combinate plastico-pitture, certezze acute di soglie e di limiti, ma fa di tutto perché ci siano varchi, respiri, passaggi, insomma aperture.

Il suo intendimento indugia, con severa discrezione, sull’esterno del mondo e mantiene un giusto e pudico contatto con i sentieri del limite e dell’estremo, che non ravvede come soglie di preclusione, come stop.

Un sentimento di riappropriazione lo spinge a colmare la tela bianca e, allora, legge i sussulti quotidiani, mai pacifici, controllati ed esaminati grazie ad una profonda ed estesa presa di coscienza,  compiutamente corroborata anche dalla disamina di ciò che è stato sedimentato, e che regge,  elegantemente, quasi in decalcomania, “l’esprit du monde”.

Il “focus” dell’azione pittorica, che parte e prende spunto da vene intimistiche, cala, poi, il suo interesse sulla rappresentazione del reale, determinata dalla “comédie humaine”.

Eduardo Ferrigno con estrema sobrietà ha sempre cercato di esplicitare, estroflettere e condensare con un particolare codice linguistico un intenso carico di immagini vigorose, energiche e vivaci, in cui segmenti e cromie potenziano e consolidano visioni e osservazioni rilevanti e costanti.

Le sue opere riescono con l’affondo nella materia a confermare squarci di luci e di verità, spaccati filigranati e riassunti laceranti.

L’artista forma, con significativa abilità, spessori sulla tela per alimentare cromatismi decisi, perché palpitino equilibri di umori e s’inseguano sfere di sentimenti.

Si riesce, così, a captare la volontà dell’artista di significare, con tratti rinforzati ed esperti, agganciati a preposti vettori cromatici, determinati da gesti precisi, un calibrato ventaglio di motivi e di strutture visive.

Eduardo Ferrigno assegna a una scala polarizzata di sequenze di colori, regolata da reticoli di sezioni, che vibrano tra torsioni necessariamente dinamiche, concetti e pensieri alti, nonché istruite considerazioni.

Non solo le parole, ma anche i suoi variegati segni esprimono e dichiarano propositi, investigazioni e ci riassumono l’uomo che, seppur dominante con la tecnologia, riattraversa i miti per by-passare e oltrepassare la storia, ma, in definitiva, insegue libere fughe in avanti.

Il suo itinerario pittorico, sostanziato da suggestioni iconiche, è cadenzato da visioni aperte, nelle quali si percepiscono accadimenti possibili, tracciati da ombre oscillanti e da presenze mutevoli.

Eduardo Ferrigno raccoglie e assembla, seguendo palpitanti visioni, che ricontrolla con un esercizio cadenzato di spessori, tocchi cromatici e di precisazioni strutturali.

Le modulazioni dell’artista, lontane da congetture ipotetiche o da circuiti ingannatori, risultano franche, autentiche.

L’artista, con redazioni pittoriche caricate da tratti spezzati, riesce ad assumere una posizione propria, agganciata, comunque, ai solchi di ambiti di un singolare simbolismo astratto.

La sua pittura snoda sequenze e inquadrature di un universo, raccolto da risposte di uno specchio intimo, ma che guarda anche al mondo.

Oggi, in conclusione, le ultime opere dell’artista, risultano tangenti a una chiave più vicina all’astrazione,

Nella sequenza degli ultimi lavori si percepiscono significazioni ad alta incidenza astratta.

I colori sono stati gradualmente scelti, conquistati, presi, ripresi, verificati, sostanziati, calati, stesi, assunti e determinati.

Le nuove frontiere di un percorso sensibilmente astratto sagomano e profilano campi dell’origine per intercettare e meglio intendere il futuro.

Antonio Izzo continua a sviluppare programmi compositivi agili.

A memoria calma e raffreddata, possiamo sottolineare che la produzione artistica dell’artista deriva da seduzioni e articolati recuperi; da seduzioni perché ha sempre inseguito e sostanziato percorsi della sua ricerca tentando di indagare su vari, complessi e specificati tagli estetici e da recuperi, perché per lui nessun “materiale di risulta” può considerarsi tale, dato che potrebbe avere ancora in sé un lancio di sfida all’estetica.

In una complessa rete di riverberi di cuore e di segni rugosi, tutti tesi a pronunciare una storia di rimandi estremi, e in una sorta di affrancature emotive e di “scarabocchi”, che indugiano e indagano su variabili  “altre”, corrispondenze astratte declinano variegate sequenze immaginative di riscontri intuitivi.

Alcuni dipinti, come ad esempio, “Elemento organico su fondo rosa” (2016), “Verso il Golgota” (2016), “Mediterraneo” (2016), “Nello studio del pittore” (2017), deviano su incasellamenti ed effrazioni, che ricordano, lontanamente, in filigrana e come reliquato memoriale, la “scia” figurale di bimbi in gioco o impegnati nella disputa de “il gioco della settimana” – ma i ragazzini d’oggi sanno che cos’è? –  presente nella produzione di espressività gestuale di Elio Waschimps, dopo, e, prima, di Raffaele Lippi, che fece parte del “Gruppo Sud”, insieme ad Adriana Artiaco, Renato Barisani Raffaello Causa, Ezio De Felice, Renato De Fusco, Armando De Stefano, Vera De Veroli, Alfredo Florio, Vincenzo Montefusco, Federico Starnone, Mario Tarchetti, Guido Tatafiore.

Da non dimenticare che Elio Waschimps e Raffaele Lippi passarono, successivamente, per l’informale, come cita, tra gli altri, giustamente e pertinentemente, Renato De Fusco.

Izzo, ora, rientra con un certo carattere ed espone con una più determinata continuità, da solo e con questo gruppo di amici-artisti.

La voglia di segmentare e approfondire per accertare reali posizioni di giudizio combina un ductus, in cui viene tracciata la redazione di una scrittura da corsivo dinamico al posato manifesto.

Le sue opere meritano attenzione da parte della stampa e della critica, come le opere degli altri due amici artisti, Ferrigno e Rossi, perché incapsulano ardenti sommovimenti, utili frazioni di ricerca e un’incontrovertibile vertigine di riferimenti.

Con le ultime produzioni tende a esplorare, ulteriormente, i limiti e i confini di una diversa percezione dell’arte, il che non guasta.

Antonio Izzo non è, assolutamente, ancorato alla tradizione, né è allineato alle morbide posizioni di moda del momento, che nascono da interessi di mercato, ma spinge a una risemantizzazione del telescopico astratto-geometrico.

Antonio Izzo ha dalla sua differenziate esperienze e su queste ha sempre navigato consapevole per approdare a una “cifra” di lettura, che vede l´uomo e il suo desiderio di vita, convintamente, descritto in un accordo dai mille risvolti.

In tele e carte collega uomo e domani, in un divenire senza tempo.

La moderna tecnologia e il suo status avanzato sono controllati, esaminati  e rilanciati in uno scenario futuribile, tra rimandi e furbizie segniche.

La scienza sta progredendo a passi sostenuti e incontenibili e, talvolta, si sostituisce o s’integra nella potenza ambientale decretando problematiche, non effimere, e se l’artista rileva, dalle membrature della natura e, chiaramente, dalle sue trasformazioni, la ricaduta, in parallelo, geometricamente funzionale determina aggettivate elaborazioni di temperamento astratto.

La scena composta può sostanziare una rapida sintesi e l´artista appronta e contestualizza, con mano rapida e sicura, apparati e risultati in soluzioni grafico-pittoriche, che stringe su formulazioni inquiete.

Ma anche singolari associazioni intervengono in altre stesure.

Su dati aggregati, su bivalenze, su comparazioni si muove la pittura di Antonio Izzo, tutta tesa a sottolineare stime binarie, ricerche del doppio, strategie per multiversioni.

E negli assemblaggi di materiali di risulta combina ciò che è stato, anche, meccanicamente in azione, con elementi segnico-cromatici d´indubbia, invitante, lusinga estetica.

Tangibili pezzi vengono riproposti con abilità per ridisegnare possibili rinascite.

Da condizioni obsolete si passa a condizioni di vitalità visuale, suggerite da una creatività, e cosciente.

Se il sistema aliena, il potere dell’immaginazione può condurre altre verifiche e rinfrancare altre segnalazioni, sino a riabilitare e a ripristinare il già consumato per estendere una vita di fluttuanti segni , nonché addizionate campiture.

Un sottile “stupor mundi” pervade le opere di Antonio Izzo, che vengono fuori da un “mare magnum” di situazioni e circostanze visive e, certamente, si sollevano dall’anestesia etica collettiva e intendono significare, perché vogliono dire ancora qualcosa, scivolando in un codice eminente e franco.

Da equilibri sensibili a tecniche miste indicative, di uno spedito “melting pot” culturale, si sedimentano le dimensioni poetiche dell’artista impegnato a pedinare preziosi sogni fantasmatici, attraverso incredibili reliquati memoriali.

Queste opere di Antonio Izzo devono essere lette con attenzione, perché crediamo che nelle sue elaborazioni s’innalzi il cuore dell’arte, che inganna e rivolge a sé la ragione della ricerca.

Antonio Izzo misura il suo tempo con uno “screening” oculato, attento su tutto ciò che trova e che può riabilitare.

In conclusione, possiamo segnalare che reintegra la percezione dell’occhio estetico e riporta, con candore, a vivificare il “fil rouge” dell’estrema esistenza di segni incisi, di meccanismi riabilitati e di oggettive incidenze astratte.

Insomma, converte, in un sistema coordinato di tagli e pressioni, dimensioni e dispositivi, perché vivano un seguito di un arco vitale.

Gianni Rossi, gioca, da sempre con titoli orientati, talvolta intriganti, insomma appassionanti, e puntualizza con precisa chiarezza la sua linea, sia grafica che pittorica, che ha avuto, serie dopo serie, passo dopo passo, momento dopo momento, enunciazioni chiare, esplicite, capaci, convinte e persuasive, senza inganno alcuno.

Con disegni e chine ha affrontato tesi e tematiche, indicate e registrate in libri e monografie esemplari.

Il vocabolario segnico-coloristico di Gianni Rossi invita a pensare a uno “screening” puramente giocato nello spazio dei contrappesi visivi, degli accordi cromatici e delle sintesi geometrico-compositive.

Ma il peso, il valore degli impasti è anche giocato, in maniera determinata con materie varie, che sceglie con argute risoluzioni.

Ma sotto c’è una mappatura metaforica e una geografia di combinazioni, puro traslato di immaginazioni, in parte, e di assensi strutturali reali, per l’altra buona metà; insomma, solo una lettura attenta, profonda, combinata riesce a cogliere quanto di vigilato è sui piani partecipi della sua pittura, che intende accogliere il mondo esterno, che filtra nella sua anima e nelle sue acquisizioni mentali.

Ciò che è fuori pareggia con l’intimo sentire.

Più volte, nel tempo, abbiamo scritto su e per Gianni Rossi – basta vedere le indicazioni bibliografiche dei suoi cataloghi – e sempre abbiamo posto l’accento sulla predominanza di una voluta disposizione geometrica di base, combinata ad accogliere un sostrato di matericità, nell’approccio con la tela e con altri supporti.

Ma abbiamo anche informato, i lettori di quotidiani e di riviste, su cui siamo intervenuti, che nell’esercizio pittorico di Gianni Rossi s’espande, sulle affinate e incidenti trame e sui dinamici e pulsanti orditi astratto-geometrici, un pregevole dettato segnico, supportato da una tensione poetica, che pone nel gioco compositivo allusioni di racconti, sottilmente e variegatamente affabulanti, per rendere sensi luministici.

La linea geometrica predominante s’imbeve di tessuti materici, di estensioni logico-spaziali armonizzate, amalgamate, connesse con spiriti di corporeità. Insomma, la linea virtuosa s’aggancia a infrazioni materiche, a palpitanti campiture, a reti ben impastate, dove s’estendono motivazioni di ricerca sul senso della vita e sulla stessa pittura.

Crediamo, che, man mano, i suoi lavori saranno sempre più apprezzati dal mondo della critica e ogni opportuna occasione espositiva permetterà una sempre migliore acquisizione del tracciato segnico-pittorico-poetico che valida un percorso di attenzioni massime al mondo.

L’ attuale tracciato dall’artista Gianni Rossi posiziona commenti e aperture. L’artista si sofferma, in modo esteso, a contenere gli imbarazzi contemporanei e a rilanciare possibili visioni di concordia.

Per l’artista ogni mostra è: “ … Una raccolta di opere poste in sequenza, come un divenire di tempi e realtà, di distanze e luoghi, con un costante approccio al territorio, alla geografia di luoghi, alle luci e alle cromie della realtà vissuta. …”.

Le sue tele si inseriscono nel filone dell’astrattismo contemporaneo in cui a prevalere sono linee segmentate e colori volutamente accesi, brillanti e squillanti, attraverso l’uso di acrilici, collages, impasti di polvere di marmo e di carta, e non solo.

Semplicemente, Gianni Rossi percorre le strade dell’astrattismo di matrice lirica, in cui eleganze curvilinee, fraseggi pittorici, ribattute articolazioni e consistenze materiche sottolineano campiture gravide di umori e di verità, mentre segni, segnacoli e segnali intercettano effetti ludici e sorreggono i tagli più squisitamente geometrici in chiave astratta.

Gianni Rossi sa bene come portare avanti la sua personale, garbata descrizione astratto-lirico-geometrica all’interno delle ricerche delle numerose onde astratto-informali, tanto da essere un punto di riferimento per le nuove leve e motivo di studio per giovani studenti universitari.

Ovviamente, è riuscito a determinare e a definire una sua cifra di riconoscibilità, il che non è poco; anzi, è quel molto che lo potrà sempre decisamente contraddistinguere, ma non solo nella sua terra d’origine.

Chi studia l’astratto-lirico-geometrico deve sapere che questo codice interpretativo è stato investigato e reso da artisti di varie latitudini.

Gianni Rossi regola memoria e maniera, riclassifica le tonalità dei colori, rimedia il senso del taglio per agevolare aperture e uncinare valenze certe, in cui spessori rendono profondità reali e, altre volte, cosmiche.

Riuscire, dopo tanti anni di integra ed esperta carriera, a essere riconosciuto come valido interprete di un segmento qualificato, che fa combaciare le estremità dell’astrattismo lirico e dell’astrattismo geometrico, depone tutto a suo favore.

Oggi, Gianni Rossi nella continuità di una linea raffinata dell’arte si pone nella folta schiera delle firme, accorsate e serie.

Il merito principale dell’artista è di aver raccolto e riattivato le sue prese di coscienza in sviluppi vitali con un esercizio quotidiano, di respiro e di metodo, che non lo stanca.

Oggi, più di ieri, prosegue nell’elaborare un circolo di riconsegne estetiche, consistenti e condivise.

Maurizio Vitiello

Napoli, 2018

*****************************************

Seguici su:


MusicArTeatro


MusicArTeatro Eventi a Napoli


@Music_Ar_Teatro

 

Annunci

4 aprile, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Calabria, Cosenza, Cultura, Italia, Mostre, Pittori e pittrici, Pittura, Regioni, Spazio arte | , , , , | Lascia un commento

Sabato 25.03.2017 |Spazio 121 |Perugia |Mostra “Razionale e Irrazionale nelle Percezioni Visive”|a cura di Maurizio Vitiello

Sabato 25 marzo 2017, alle ore 17, presso lo “Spazio 121” Via A. Fedeli n. 121 Perugia, inaugurazione della mostra, a cura di Maurizio Vitiello, con il coordinamento di Pippo Cosenza, “Razionale e Irrazionale nelle Percezioni Visive”, con opere di Andrea Alfano, Angelisa Bertoloni, Pippo Cosenza, Carlo Cottone, Giuseppe Cotroneo, Maria Pia Daidone, Carlo Errico, Arnhild Kart, Mario Lanzione, Adele Lo Feudo, Luciana Mascia, Salvatore Oppido, Cecilia Piersigilli, Gustavo Pozzo, Myriam Risola, Antonio Salzano, inseriti nel volume “PERCORSI D’ARTE IN ITALIA 2016”.
Nell’occasione sarà presentato il libro “CONTRO OGNI REAZIONE Enrico Prampolini teorico e promotore artistico” di Andrea Baffoni, Edizioni Lantana Arte, e commentata la pubblicazione “PERCORSI D’ARTE IN ITALIA 2016”, a cura di Giorgio Di Genova ed Enzo Le Pera, Rubbettino Editore.
Modera il coordinatore Pippo Cosenza; interventi di Andrea Baffoni, critico d’arte, e Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte.
La mostra resterà aperta sino a sabato 1° Aprile 2017, dalle ore 16 alle ore 19; visitabile anche su appuntamento telefonando al 3299833998.

 

Scheda editoriale su “Percorsi d’Arte in Italia 2016”:

Spesso l’arte contemporanea ci sembra un mondo chiuso e ripiegato sui suoi meccanismi, in tanti pensano che si tratti di sola speculazione, tuttavia, chi vi ha un po’ di dimestichezza sa che molte delle forme, dei metodi, dei codici con i quali si compone e si sostanzia, oggi, la nostra cultura nascono in quell’universo, saccheggiato più o meno consapevolmente da chiunque si occupi di comunicazione, sia essa visiva o che impegni altri schemi non convenzionali.
Resta il fatto che tale attività umana ha traghettato nel nuovo millennio l’eredità di molte conquiste, compiute nell’arco del XX secolo, con la volontà di proporle in assetti sempre nuovi. L’arte contemporanea consente di esprimere tematiche personali oppure sociali, di scivolare nella memoria così come nella protesta, di essere ancorata alle tecniche tradizionali o di prendere spunto dall’attivismo.
È difficile definire un settore che può essere un campo per la speculazione finanziaria così come per la speculazione filosofica.
Ma questa sua estrema libertà è la sua fascinosa malìa.
In “Percorsi d’Arte in Italia 2016”, dopo il successo delle edizioni del 2014 e 2015, prosegue la rilevazione d’interessanti artisti, italiani e stranieri, viventi o scomparsi, che oggi operano o hanno operato nella seconda metà del secolo scorso sul territorio nazionale.
Gli artisti presenti nel volume sono stati scelti da una commissione critica formata da: Gianluca Covelli, Giorgio Di Genova, Enzo Le Pera, Enzo Santese, Laura Turco Liveri, Mimma Sardella, Maurizio Vitiello.
Questa “bussola-guida” permette di conoscere i molteplici linguaggi visivi, odierni o di ieri, e permette di orientarsi nella complessa dialettica delle varie realtà artistiche ed è indirizzata a un vasto pubblico di artisti, collezionisti, critici d’arte, galleristi, addetti ai lavori o semplici amanti dell’arte.

12 marzo, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Cultura, Italia, Libri, Mostre, Perugia, Pittura, Regioni, Scrittori, Umbria | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mostra di Maria Pia Daidone con “OROROSSORAME” dal 24 aprile al 13 maggio 2014 a Benevento

6X - Foto Maurizio Vitiello - Maria Pia Daidone, 2011, Fiori dorati, tecnica mista su cartone, cm. 40x40x12, part. - GDSCF4358Mostra di Maria Pia Daidone

con “OROROSSORAME”,

a cura di Maurizio Vitiello,

all’Arte/Studio-Gallery, Benevento

dal 24 aprile al 13 maggio 2014.

Giovedì 24 Aprile 2014, alle ore 19, all’Arte/Studio-Gallery, Via Sant’Agostino, 15, 82100 Benevento, sarà inaugurata la mostra, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, intitolata “OROROSSORAME”, con opere recenti dell’artista napoletana Maria Pia Daidone.
Alle ore 19.30 interventi, moderati da Maurizio Vitiello, di: Antonio Sposito, Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Campania, Pino Cotarelli, critico teatrale, e Mario Lansione, direttore artistico di ArteStudio-Gallery.

Orario: aperto il martedì e giovedì, dalle 17 alle 19, e su appuntamento – per qualsiasi ora e giorno da concordare – telefonare al 333.924.20.84.

L’esposizione resterà aperta sino a martedì 13 Maggio 2014.

Scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello.
Maria Pia Daidone precisa: “Ho privilegiato, ultimamente, il rame, il cartone, il plexiglas. Il primo perché è duttile nella lavorazione, ricorda la sacralità, dà energia e ha la luminosità accesa dell’oro; il secondo con un’adeguata lavorazione perde totalmente la propria identità e diventa altro; il plexiglas usato come rivestimento esalta i materiali e li cristallizza in un’atmosfera senza tempo.” L’artista napoletana crea maglie di ritagliate e brevi tessere di fogli di rame; usa anche fogli di cartone, pressati, ricoperti di cromatismi rossi, dorati e ramati, in parte aggettanti e in parte ricoperti da trasparenze, che predispongono e programmano morbide, intriganti, piacevoli seduzioni di senso. Il rame con la sua calda venatura riesce a stendere temprate superfici. Le ultime redazioni pittoriche e plastiche dell’artista accolgono accostamenti di sacro e profano, comprendono gli stordimenti e le vertigini del nostro tempo e ci rimandano alle dimensioni mitiche di tempi antichi. Le metabolizzate, significative, leggere tessere di rame s’interpolano come elementi preziosi, perché, segnico-simbolici di interpretazione e di comunicazione sociale. La “texture” di ogni riquadro ramato è un sottile ricalco arricciato, increspato, mosso, sbalzato, ondulato su cui scivolano motivi ritmati e strette pressioni, mentre i bordi si solleticano e si sfiorano, limitati e ristretti, in una raffinata disposizione, che assicura una maglia, abbigliata lusinga, o un accurato mantello, appropriato richiamo per un fantasmatico corpo. Un mantello di tessere di rame, ultimamente prodotto, sembrerebbe tendere verso la pronuncia di un’overdose estetica, ma, a ben guardare, risulta, poi, essere cortina di un’essenza calamitante, dall’indubbio influsso e fascino pervasivo, che prende l’animo e la mente in modo completo. Non mancano di stupire i quadrati di cartone pressato punteggiati di inserti dorati, nonché ramati, e di finezze disegnative e di minuzie ben calcolate e di sottigliezze ponderate.

L’opera “Fil rouge su tessere oro”, presente nella mostra “OROROSSORAME”, merita particolare attenzione: l’impianto compositivo prende spunto ed è sostenuto dall’ultima produzione dell’artista che ha investito nelle qualità cromatiche del rame, dell’oro, del rosso e del nero. “Fil rouge su tessere oro” è impostato a continuare la produzione ultima che accoglie, su uno sfondo lattiginoso e frastagliato, battenti tessere d’oro attraversate da un filo rosso, indirizzato a continuare un sentiero palpitante, a richiamo di vita in una luce divina. La recentissima redazione pittorica dell’artista accoglie accostamenti di sacro e profano; si comprendono le vertigini del nostro tempo e, nel contempo, tutto è rimandato alle dimensioni mitiche di tempi antichi. Le metabolizzate, significative, leggere tessere dorate formano una “texture”, su cui scivola un ritmico rosso sentiero, che esplicita un’essenza calamitante.

Scheda biografica di Maria Pia Daidone
a cura di Maurizio Vitiello

4X - Foto Maurizio Vitiello - Maria Pia DaidoneMaria Pia Daidone è nata a Napoli e opera nello studio di Piazza IV Giornate, 64 – Vomero – 80128 Napoli (081.05.02.188 – 339.695.03.02). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Filippo Palizzi”. Conclusa la maturità artistica, incomincia subito ad insegnare. Dopo alcuni anni di frequenza a scenografia, ritorna negli anni Novanta, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretta da Gianni Pisani, e segue i corsi di pittura di Carmine Di Ruggiero. Si diploma nel 1996 con la tesi “L’idea del volo nella poetica visiva di Paul Klee” per la cattedra di Storia dell’Arte, tenuta da Aurora Spinosa. Si è sempre interessata di pittura, oltre a comporre plastici, sezioni minime di architettura e scenografie presepiali. Dall’ ’89 all’inizio del ’95, privilegiando valenze simboliche in una trattazione materica, ha sottolineato un’allegorica linea pittorica. Dalla prima metà del ’95 ha maturato un registro informale rilasciando e siglando una molteplicità di emozioni. Lieviti ed orizzonti, segni e miti, campiture di luce e sottili presenze ludiche hanno informato un’attendibile ricerca. Nel ’96 sintetizza una visibilità dei contrassegni e degli umori materici definendo la prima serie di “Cerchi Graffiti”. Effetti segnici, prodotti da graffi, mentre solchi, segmenti e tracciati cromatici determinano un dettato dinamico e il definito anello visivo è corroso e striato. Quest’indagine è stata proseguita, con il conforto e il consenso critico, e ha evidenziato una raggiunta “cifra” pittorica, resa con asciutta misura dall’artista. Maria Pia Daidone ha registrato e determinato, rilanciato e siglato un ventaglio di emozioni approdando a una selezione di lavori, intitolata “Nonsolocerchi”, sviluppata tra il ’97 e il ’98. Negli ultimissimi mesi del ’98 ha preparato visioni ironiche, dai risvolti “pop” e senza dubbio originali, utilizzando i grattini del parcheggio, foglietti con le caselle argentate e ispirandosi alle figure degli “accertatori”, che spesso in coppia, o in gruppi di tre, vagano per i parcheggi col blocchetto delle multe per punire i trasgressori. Questa serie è stata intitolata “Accertamenti Metropolitani”. Da ricordare, in ultimo, che da sempre lavora con la carta. Dal 1995 ha intensificato quest’attività affrontando vari temi. Ha fissato, tra il 1998 e il 2000, con il più diverso materiale cartaceo, scene primarie che ancora oggi elabora e varia. Questi collages raccontano fabulisticamente o penetrano negli spaccati del nostro quotidiano. Dopo la fortunata e apprezzata serie “Accertamenti Metropolitani”, molto apprezzata da Ela Caroli, e le numerose variazioni sui collages, ha impostato un nuovo ciclo, realizzato in tecnica mista, che ha intitolato “Dame a Palazzo”, che ha presentato, in prima istanza, nella sede dell’Associazione Culturale “Passaggio Bianco”, allocata nel Cortile d’Onore di Palazzo Serra di Cassano di Napoli. In strette bacheche di plexiglas, sono raccolte su tele dal fondo nero o azzurro-blu, in una misurata sequenza di silenzi, successioni epocali di volti femminili con singolari copricapi, che ci rimandano, in particolare, preziosità rinascimentali, tracce settecentesche e riflessi di attraversamenti contemporanei. I raffinati risultati, tra il pop e l’aristocratico, esplicitano ritratti carichi di metafore in cadenze mute. Dal 2001 al 2002, lavorando con colori e carte su tele, realizza la serie “Birilli”, che dal 2002 al 2006 sostanzia e sintetizza, anche su supporti lignei, con la conseguente serie “Sagome”. Nel 2007 e nel 2008 ha condensato, su vari supporti, il mondo umano e il mondo animale con le sequenze “Macrostampelle”, “Valigie” e “Zoophantasy”. Da ricordare che partecipa, dall’agosto 2005, all’attività espositiva del “Movimento Iperspazialista”. Di prestigio le seguenti esposizioni al “Museo Mineralogico Campano – Fondazione Discepolo”, di Vico Equense (Na), nel 2003, con la personale “Sagome per un Trittico”; al Museo Archeologico “Silio Italico”, sempre a Vico Equense (Na), nel 2004-5, con la personale “Sagome Mediterranee”; al “Museo dei Tarocchi”, di Riola di Vergato (Bo), nel 2007, con la partecipazione alla rassegna “22 Artisti per 22 Arcani”; all’illustre sede universitaria del “Museo Zoologico”, di Napoli, nel 2008-9, con la personale “Zoophantasy”; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli) con la personale “Oronerorame”, a febbraio 2011; alla Biblioteca Comunale di Cameri (NO) con la collettiva “Arcaicità e Futuro Ecosostenibile”, a settembre-ottobre 2011; al Palazzo degli Alessandri, a Viterbo, per il Padiglione Italia della 54^ edizione de “La Biennale” di Venezia, che per volontà di Vittorio Sgarbi è intitolato “L’Arte non è Cosa Nostra”, a novembre-dicembre 2011. Da tenere in considerazione anche le recenti esposizioni: allo “Studio Arte Fuori Centro” di Roma, dal 21.02. al 09.03.2012, con la personale “Rossorame”, curata da Loredana Rea, con l’organizzazione di Teresa Pollidori; alla “Casetta della Musica” di Latina, dal 25.02 al 13.04.2012, con la partecipazione alla Mostra Internazionale di Arte Contemporanea “33 Donne Amorose. Terza edizione”, curata da Emanuela Bianchi e Massimo Pompeo; al “Lavatoio Contumaciale” di Roma, dal 23 al 30.06.2012, con la partecipazione alla mostra “Eduardo Palumbo e Gli Amici”, curata da Leonardo Faccioli, Bianca Menna, Mssimo Pompeo; alla “Saletta dell’Asilo Comunale” di Cantalupo nel Sannio (IS), dal 22 al 28.07.2012, con la partecipazione alla mostra “Controventi Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello; al Fortino di Sant’Antonio Abate di Bari, dall’11 al 21.11.2012, con la partecipazione alla mostra “Contropiani Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello; al Castel dell’Ovo di Napoli, dal 1° al 15.12.2012, con la partecipazione alla mostra “Biennale del Libro d’Artista” II^ Edizione, curata da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli), dal 18 al 20.06.2013 con la partecipazione alla mostra-asta “Incendium” per la ricostruzione di Città della Scienza, curata da Clorinda Irace, Rosa Romano, con il coordinamento organizzativo di Alexandra Abbate, Anna di Prisco,Tina Ferrara, Tiziana Gelsomino, Clorinda Irace, Susie Romano; alla “Saletta dell’Asilo Comunale” di Cantalupo nel Sannio (IS), dal 03 all’11.08.07.2013, con la partecipazione alla mostra “Controventi Mediterranei 2”, curata da Maurizio Vitiello; al Castel dell’Ovo di Napoli, dal 25.10. al 10.11.2013, con la partecipazione alla mostra di arte contemporanea, elettronica e digitale Vuotociclo IV “Sankta Sango”, ideata da Agata Chiusano, nata dal Laboratorio di Videoarte dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; a “Intragallery” di Napoli, dal 15.12.2013 al 31.01.2014, con la partecipazione alla mostra “Palle d’Autore”, curata da Anna Maria De Fanis e Anna Rossi Scialò; al nuovo ”Open Space” di Cantalupo nel Sannio (IS), dal 21.12.2013 al 06.01.2014, con la partecipazione alla mostra “Radici e Novità”, curata da Marisa Rizzato, Maurizio Vitiello; a “Il Ramo d’Oro”, dall’08 al 23.02.2014, con la partecipazione alla mostra “Fuori dalla crisi”, curata da Maurizio Vitiello, con l’organizzazione di Vincenzo Montella; al Centro Culturale “L’approdo” di Avellino, dal 12.04. al 12.05.2014, con la partecipazione alla mostra “Cavalcando la coda della crisi“, curata da Maurizio Vitiello, con l’organizzazione di Elide Rusolo; all’ ArteStudio-Gallery di Benevento, dal 24.04. al 13.05.2014, con la personale “Ororossorame”, curata da Maurizio Vitiello, con l’organizzazione di Mario Lansione.

Per essere informati e aggiornati sugli eventi iscriviti ai gruppi su Facebook:

MusicArTeatro

MusicArTeatro Eventi a Napoli

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band.
Acquistalo online cliccando sulla copertina oppure clikka qui. Potrai ascoltare anche le anteprime!!

DISCLAIMER: Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.

23 aprile, 2014 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Benevento, Campania, Italia, Mostre, Regioni, Spazio arte | , , , , , , , | Lascia un commento

Ombre e fuochi. Angelo Baccanico all’Holiday Inn Napoli

Spazio Arte di Claudia Campagnano


Angelo Baccanico con “Ombre e Fuochi”
all’Holiday Inn Naples,
a cura di Maurizio Vitiello.
 
Nell’accogliente spazio dell’Holiday Inn Naples, Via D. Aulisio – Centro Direzionale is. E6 Napoli, sabato 24 marzo 2012, alle ore 18.30, sarà inaugurata la mostra, curata dl critico d’arte Maurizio Vitiello,  intitolata “Ombre e Fuochi”,  con opere dell’artista Angelo Baccanico. Vengono proposte pitture di un’espressività in cui si rincorrono motivi certi di un’inquietudine contemporanea.  Alle ore 19.00 interventi di Pino Cotarelli, Nando Romeo, Antonino Scialdone e Carlo Spina, moderati da Maurizio Vitiello. Sino a giovedì 31 maggio 2012.
Breve bioscheda
Angelo Baccanico è nato a Boscoreale (Napoli) il 16 settembre 1940, vive e opera a Napoli al Centro Direzionale. Ha seguito gli studi a Napoli e ha insegnato materie artistiche. Ha partecipato a rassegne e a collettive, ha realizzato varie personali in tutt’Italia e all’estero. Alcune delle sue opere sono in collezioni private italiane ed estere. Hanno scritto e/o commentato: Monzurro, Piero Girace, Guido Della Martora, Genny Bruzzano, Guido Pavese, Bruno De Stefano, Franco Lista, Pino Cotarelli, Nando Romeo, Maurizio Vitiello e altri.
 
Scheda della mostra “Ombre e Fuochi”, a cura di Maurizio Vitiello
Le ombre che sottili animano il campo visivo e i fuochi che occupano spinti chiasmi risultano, essenzialmente, macchie guizzanti e respiri palpitanti, tra incroci simbolisti, contaminazioni immaginative, ibridazioni vincolanti; insomma, nella pittura onesta di Angelo Baccanico si rincorrono motivi certi di un’inquietudine.
Il forte talento intellettuale di protagonisti della vita culturale italiana porta sempre verità chiare e trasparenti e la pittura di Angelo Baccanico è diretta, senza mediazioni; talvolta, appare multifocale, poiché si vedono, in differenziati piani-sequenza, frames consecutivi di teorie descrittive parallele.
Esistono e si rincorrono ombre in fuga, quasi smaterializzazioni di silhouettes, accennate con tagli rapidi di occhi e di sguardi in un paesaggio, per metà mitico e per metà gioiosamente epico, su cui vola una mano divina a difendere il terreno, i territorio, il bene comune e una sorgente di fuoco attende lontano il suo momento per poter far sentire la sua voce confusa tra vomitanti ruggiti e bagliori accecanti, se mai dovesse un giorno risvegliarsi il vulcano; il Vesuvio, che si staglia tra griglie, per il momento, raccoglie e respira solo febbricitanti, sottili ritmi e tacite frenesie.
Angelo Baccanico assicura soggetti che hanno voglia di conquistare lo spazio, anzi tentano di sedurlo, di coprirlo, di invaderlo e questa costante si ritrova nella dinamica, dichiarata ed estrema, di incursioni figurative, ma anche gli approcci, sempre paralleli, di carattere e tono informale testimoniano, in contrasto, penetranti ed effusive micro/macro-tessiture.
Angelo Baccanico imposta la redazione delle sue opere con variegati impasti cromatici, talvolta accesi, anche per favorire l’assunzione icastica della scena e controbilanciare la segnica presenza dei protagonisti che l’animano.
Il nostro vivere, con tutte le problematiche quotidiane e le opacità di bilancio, può essere controllato ed esaminato grazie ad una profonda presa di coscienza, corroborata anche dal vaglio di ciò che si sedimenta o che s’intende sedimentare.
Il “focus” dell’azione pittorica di Angelo Baccanico, che prende spunto da vene intimistiche e da riflessioni, cala, poi, il suo interesse sulla rappresentazione di alterne vicende umane; in fondo, l’artista ha sempre cercato di estroflettere immagini forti, in cui frammenti e cromie potessero partecipare e fissare visioni d’insieme consistenti.
Si riesce, così, a captare la volontà dell’artista di significare con tratti, determinati da gesti precisi, un controllato ventaglio di motivi e di conformazioni visive.
L’artista assegna a una personalissima scala di colori, regolata da reticoli di segmenti, che vibrano tra torsioni dinamiche, pensieri alti e ci riassumono l’uomo che riattraversando i miti oltrepassa la storia.
Il suo itinerario pittorico, sostanziato da suggestioni e visioni simboliste, nelle quali si percepiscono accadimenti possibili o prossimi futuri tracciati da figure semioniriche, da ombre danzanti e da presenze variegate, raccoglie e assembla, seguendo palpitanti visioni, un esercizio cadenzato di tocchi e di determinazioni di sostegno; così, l’artista con redazioni pittoriche caricate assume una posizione propria, agganciata, comunque, a solchi di ambiti simbolici.
La pittura di Angelo Baccanico snoda sequenze e inquadrature di un universo raccolto da risposte di uno specchio intimo, che guarda anche al mondo, alla nostra terra toccata dalla mani dell’uomo, al nostro territorio sfregiato, al nostro orizzonte futuro.
Le fratte stesure, premiate da rossi infuocati o da blu notte, aprono nuove frontiere di un percorso sensibile.
Angelo Baccanico cura l’assoluto divenire con coniugazioni cromatiche acconce e sagoma e rifila campi leggendari dell’origine per meglio intendere i profili del futuro.

Seguici su Facebook:

MusicArTeatro

MusicArTeatro Eventi a Napoli

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

  Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

22 marzo, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Campania, Claudia Campagnano, Giornalisti, Napoli, Spazio arte, Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

Vitalità dinamiche, opere di Achille Quadrini, al Melarancio di Roma, fino al 31 gennaio

 Spazio Arte di Claudia Campagnano

 

 

Comunicato Stampa

Al “Melarancio” di Roma

“Vitalità Dinamiche”

con opere recenti di Achille Quadrini.

 

 

Nell’accogliente spazio del Melarancio a Via del Vantaggio, 43, Roma (tel. 06.320.22.00; e-mail: ristorantemelarancio@gmail.com)  la personale dell’artista Achille Quadrini, intitolata “Vitalità Dinamiche”, a cura del critico Maurizio Vitiello, in cui vengono proposte pitture-oggetto concepite con materiali carichi di un’espressività primaria, come legno e metallo, rivelatori di istantaneità sensoriali, staccati dai tradizionali media espressivi.
Catalogo in distribuzione. Orario: 12:00-14:30;19:00-23:00; giorno di chiusura settimanale: Lunedì.

Sino a martedì 31 gennaio 2012.

 Scheda della mostra “Vitalità Dinamiche”, a cura di Maurizio Vitiello.

L’artista Achille Quadrini è di nuovo a Roma, che ama molto.

Il Melarancio, situato nel cuore di Roma, a due passi da Piazza del Popolo e da Piazza di Spagna, è in grado di accogliere gli amici in un ambiente rilassante e adatto a ogni occasione.

Ispirato alla tradizione italiana, ma con un tocco di creatività, lo spazio Melarancio propone un’attenta selezione delle materie prime del territorio, utilizzando, tra l’altro, prodotti biologici, provenienti direttamente dalla Toscana.

Achille Quadrini lavora a Frosinone, viaggia molto in Italia e in Europa, ed è ritornato, da una rassegna da Praga e da Viterbo per la Biennale, edizione 54, allestita a Palazzo degli Alessandri.

L’operato dell’artista viaggia in stretto rapporto con l’ecosistema, riappropriandosi di valori essenziali come il senso della terra, della natura, dell’energia pura, della storia dell’uomo, rivisitati in chiave ludica proprio in virtù dell’oggetto scelto, che dal riciclo trae la propria dimensione energetica: sfere, triangoli, quadrati come sunti di vita in pannelli geometrici.
Molte delle opere sono in formato 100×100; l’artista le ha realizzate, soprattutto, con tappi, a vite e a corona, in metallo di varie marche di bevande. 
Il titolo della mostra è “Vitalità Dinamiche” e le opere fanno riferimento al contesto delle energie, sia in relazione alla natura che alla cultura dell’uomo.

L’artista cerca di confermare e configurare muta sostanza alle attese e coglie, nelle sue diversificate pitture, certezze acute di soglie e di limiti.
Nelle dinamiche di pensieri riflessi propone orientamenti e fa di tutto perché ci sia un varco, un respiro, un’apertura, insomma una possibilità di andare oltre.
Un sentimento di riappropriazione lo spinge a riempire e a colmare la tela bianca ed, allora, “legge” i moti e i movimenti della società all’angolo della strada e le aritmie determinate dagli eventi mondiali.
Il nostro quotidiano che precisa il nostro vivere, con sussulti brevi e/o lunghi, può essere controllato, condensato ed esaminato grazie ad una profonda presa di coscienza, corroborata anche dalla disamina di ciò che si sedimenta.
Le sue attuali pitture si presentano ancor più interessanti e compatte ed il senso della realtà domina gli scenari.

Non dimentica, però, paesaggi di forte sapore mediterraneo, sagaci e spericolate visioni d’insieme, scenografie pulite da assillanti e da assillate metropoli, macchie di scenari verdi e di netti azzurri guadagnano lo spazio della tela.
La mano di Quadrini conquista tessiture ed orditi di panorami reali, ma anche immaginati, e visioni si sospendono, tra sogno ed emozione, e s’elevano cromatismi mediterranei segnati e contrappuntati da minime figurazioni, intervallati da intersecate luci e dettagliati da ombre.
Il pensiero pittorico di Achille Quadrini, oscillante tra pittura cosmica e pittura che cura la natura, cadenza trasparenze e sostanzia atmosfere.
In conclusione, a Quadrini interessa la materia, che trasferisce, nel suo incessante quotidiano esercizio pittorico; e, difatti, nelle ultimissime opere, lavorate tutte con la marcatura della tela grazie all’impatto dell’indice della sua mano, bagnato nel colore, intende indicare la sua dedizione alla pittura-pittura.
Grazie a queste impronte particolari che motivano l’interno di grandi cerchi predefiniti, colora un mondo, il suo mondo.
Le impronte colorate dell’indice fanno navigare segnacoli visivi in rotondità cercate.

Maurizio Vitiello

 

Seguici su Facebook:

MusicArTeatro

MusicArTeatro Eventi a Napoli

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

  Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

5 dicembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte | , , , | Lascia un commento

Cameri (NO), 15 settembre inaugurazione della mostra “Arcaicità e Futuro ecosostenibile”

ARCAICITA’ e FUTURO ECOSOSTENIBILE

L’ Associazione Culturale IdeaVita p.p. Arte Contemporanea, nell’ambito della XXII rassegna I Territori dell’Arte ha organizzato la mostra “Arcaicità e Futuro ecosostenibile”, con inaugurazione giovedì 15 Settembre 2011, alle ore 18.30, nei seguenti luoghi: Biblioteca Civica di Cameri (NO); Piazza Dante Municipio di Cameri; Palazzo Natta, sede della Provincia di Novara.

15 Settembre – 18 ottobre 2011
da martedì a venerdì dalle 14.00 alle 18.00; sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00;  Biblioteca  Civica di Cameri  mostra in Biblioteca e installazione nel giardino P.zza Dante Municipio, installazioni site specific e performance.

08 – 29 Settembre 2011
da lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, sabato dalle 8.00 alle 12.00;
Palazzo Natta, sede della Provincia di Novara
, installazioni site specific.

Inaugurazione 15 Settembre 2011  ore 18.30

Espongono: sala personale: Sergio Alessio, Giannetto Bravi, Piero Ferrini; sala collettiva: Maria Pia Daidone, Dino De Simone, Nicola Evangelisti, Benedetta Galli, Anna Rosa Gavazzi, Pina Inferrera, Emilio Minoli, Carlo Piemonti, Edegildo Zava; piazza Dante Municipio di Cameri: Linda Carrara, Guido Nosari, Laura Patacchia; Palazzo Natta, della Provincia di Novara: Elena Redaelli  e Kabir Shafiqul.

Trattasi di una rassegna d’arte contemporanea, progetti di public art con interventi site specific e performance, realizzati in luoghi prescelti, convegni e iniziative culturali. Promozione e organizzazione: Associazione Culturale IdeaVita; Progettazione e coordinamento: Pina Inferrera; Curatela e testi critici:  Maurizio Vitiello; Realizzazione catalogo: Radu Dragomirescu – Edizioni: IdeaVita. L’Associazione Culturale IdeaVita p.p. Arte Contemporanea, in occasione della XXII rassegna  “Territori dell’Arte” per il tema “Arcaicità e Futuro Ecosostenibile” ha organizzato oltre alla mostra d’arte contemporanea anche un convegno sul rapporto arte e mondo del lavoro, dal titolo “Territorio, Arte, Impresa quale sviluppo ecosostenibile”.
Il convegno si svolgerà  nella Sala Teatro nel Comune di Cameri, giovedì 15 settembre, dalle ore 15 alle ore 18.00.

Programma dell’Associazione per l’anno 2011

27- 30 gennaio Bologna, Sal8 di Syusy Blady, ARTE FIERA ART FIRST

8 – 25 settembre Vercelli, Auditorium Santa Chiara
15 Settembre
Cameri, convegno e conferenza stampa
15 Settembre – 18 ottobre Cameri, Biblioteca Comune e Piazza comunale.
8-29 settembre Novara
, sede della Provincia
1°- 30 ottobre Vespolate
, Museo Malandra – Pieve di San Giovanni

Info:  www.ideavita.com   3475553301 – 3387194211

Scarica la Scheda della mostra “Arcaicità e Futuro ecosostenibile” di Maurizio Vitiello : Scheda della mostra

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui


11 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Italia, Mostre, Piemonte, Pittori e pittrici, Pittura, Regioni | , , , , | Lascia un commento

Sabato 20 agosto, presentazione del libro “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota” di Antonio Mocciola

A  Cantalupo nel Sannio (IS),
sabato 20 agosto 2011, ore 20,
presentazione del libro
di Antonio Mocciola
“LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota”,
pubblicato da Giammarino Editore,
al “Giardino di Maria Armanda”,
Piazza Michele Pietravalle,
in pieno centro storico.
Modera Maurizio Vitiello.

Il convincente successo del giornalista e scrittore Antonio Mocciola col suo ultimo libro “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota”, pubblicato da Giammarino Editore, ha fatto scattare l’idea al libero club “Amici di Cantalupo nel Sannio” di presentare la pubblicazione.
Appuntamento a sabato 20 agosto 2011, alle ore 20 precise, al Giardino di Maria Armanda, Piazza Michele Pietravalle, a Cantalupo nel Sannio (IS).
Modera e presenta il sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, della Fondazione Humaniter di Napoli.
Sarà presente l’autore.
Ingresso libero.
Scheda sull’autore:
Antonio Mocciola è nato a Napoli nel 1973. Dopo gli studi classici e giuridici diventa giornalista pubblicista e collabora con il magazine meridionalista “Il Brigante”, di cui attualmente è capo-redattore.
Interessato alla musica e allo spettacolo, cura i booklet dei più recenti cd di Giuni Russo e del dvd di Franco Battiato dedicato alla cantante, che contiene il monologo teatrale scritto dallo stesso Mocciola con M. A Sisini e portato in scena da Piera Degli Esposti.
Nel 2006 esordisce nel panorama letterario pubblicando la raccolta di racconti “Quattordici tracce di amore disperso”, che vince la rassegna “La Libreria degli Inediti”. Nel 2008 pubblica con la Montag Edizioni “La sottrazione”, naturale prosecuzione del lavoro precedente.
Nel frattempo scrive e conduce per due anni una trasmissione radiofonica su Radio Studio Emme e per tre anni una televisiva su Sky con Renè Bonante.
Nel 2010 pubblica con Giammarino Editore “Le vie nascoste”, viaggio tra i borghi scomparsi d’Italia, che in pochi mesi “sfonda” il tetto delle mille copie, apparendo su tutti i più importanti media nazionali, tra cui “La Stampa”, “la Repubblica”, “Il Messaggero”, “Il Mattino”

Scheda sul libro:
Con “LE VIE NASCOSTE Tracce di Italia remota”, arriva la prima guida dei paesi abbandonati d’Italia. Un viaggio insolito, tra borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli. Archeologia moderna mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Questo libro, edito da Giammarino editore ( http://www.giammarinoeditore.it ), colma un vuoto e regala inedite emozioni. Antonio Mocciola, giornalista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano attraverso luoghi sconosciuti e disabitati, dai nomi arcaici (Craco, Buonanotte, Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo, Nardodipace) e abbandonati dall’uomo. Ventuno “Pompei del Novecento”, scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso desolate. Un’Italia diversa, persa nel buio della storia. Una storia da rileggere, da riscoprire, da amare. L’Italia semisconosciuta ritorna alla ribalta.

Hanno scritto, tra gli altri:
In questo affascinante libro di testi e foto finalmente Mocciola mette insieme i tasselli della “sua Italia”: vecchi borghi che, pur senza l’uomo, sono ancora erti in una loro fiera solitudine, mete di un turismo eccentrico e un po’ snob (Massimiliano Palmese, La Repubblica – Napoli)

Le vie nascoste percorse da Antonio Mocciola sono tante e tutte suggestive (Federico Taddia, La Stampa)

Un viaggio straordinario che accende la fantasia, lascia stupefatti e al tempo stesso spinge alla riflessione (Paolo Cacace, Il Messaggero)

Mocciola ci accompagna in un viaggio appassionante, insolito, in un Italia diversa che si perde nel buio della storia. Paesi traditi, spariti, città del silenzio. (Gioconda Marinelli, Il Mattino)

Antonio Mocciola sfida una “congiura del silenzio” purtroppo esistente da sempre e guida i lettori in una nuova dimensione incantandoli con un viaggio fantastico verso luoghi ignoti. (Marina Ciccarelli, Il Roma)

Con la sua scrittura descrittiva e poetica al tempo stesso, Mocciola conduce per mano in giro per la Penisola alla ricerca di paesi e borghi abbandonati da non troppo tempo: le Pompei del ‘900 (Marco Perillo, Il Corriere del Mezzogiorno).

Novello Virgilio, Mocciola guida il lettore in un viaggio di scoperta che ha il sapore d’altri tempi, alla ricerca di luoghi dimenticati (Carmen Di Peso, Il Mondo di Suk)

L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e un’operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili recuperi (Maurizio Vitiello, Positanonews)

Diario in doglianza e incanto per italici borghi sopraffatti ad incuria, disaffezione, abbandono (Alessandro Toppi, Arteatro)

Un libro che diventa una grande emozione per chi lo legge (Sandro Maiorella, La Gazzetta del Mezzogiorno)

E’ l’eco di un mondo in disfacimento ad affascinare lo scrittore al punto tale da desiderare che esso rimanga inalterato quale testimonianza di un passato da preservare a tutti i costi (Monica Florio, Avanti!)

Ventuno borghi che sanno di stordimento esistenziale, nel senso reale del termine, perché ogni punto scoperto da Mocciola porta struggimento (Nunzio Festa, Il Quotidiano)

Un agile volumetto che da’ voce ai paesi abbandonati (Michela Colombo, Bellitalia)

 

 

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

23 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Letteratura, Letteratura contemporanea, Libri | , , , | Lascia un commento

MA LA NON ARTE NO I Santini Del Prete dal 7 al 21 maggio a Napoli

MA LA NON ARTE NO

I Santini Del Prete

con la LA NON ARTE NO

I Santini Del Prete

con la partecipazione ordinaria di Alfonso Caccavale

a cura di Maurizio Vitiello

Galleria LineaDarte Officina Creativa

Napoli, via Domenico Soriano 34

7-21 maggio 2011

Inaugurazione Sabato 7 Maggio ore 18.30

orario lunerdì-venerdì 15.00/18.30

sabato su appuntamento

info 081 549271

La  mostra è curata da Alfonso Caccavale, Raimondo Del Prete, Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito, Franco Santini

5 maggio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Campania, Fotografia, Italia, Napoli, Regioni | , , , , | Lascia un commento

Si presenta a Napoli “Lou e Nietsche un’amicizia stellare”, il libro di Luciano Arcella

Venerdì 14 gennaio 2011, ore 18,00, alla Libreria Treves (Piazza del Plebiscito, 11/12 – 80132 Napoli – Tel/Fax 081/7640858) sarà presentato il libro di
Luciano Arcella

“Lou e Nietsche un’amicizia stellare”

(Edizioni Giuseppe Laterza di Giuseppe Laterza, Bari, 2010).

All’incontro, introdotto e moderato dal sociologo Maurizio Vitiello, interverranno Stefano Arcella, saggista, Luciano Arcella, autore del libro, Giuseppe Laterza, editore.

Scheda sull’autore:
Luciano Arcella è nato a Napoli. Dopo ave operato presso gli Istituti Italiani di Cultura all’estero (Buenos Aires, Monaco di Baviera, infine Mogadiscio, in qualità di Addetto Culturale), ha assunto la docenza di Storia delle Religioni e dei Movimenti Ideologici presso l’Università dell’Aquila e tiene corsi presso l’Università Federale e l’Università dello Stato di Rio de Janeiro, oltre che presso l’Università di Valle di Santiago de Cali in Colombia.
Dedito a studi di carattere storico-religioso e filosofico, ha pubblicato: Fasti: il lavoro e la festa: note al calendario romano arcaico (Acta, Roma, 1992); Rio Macumba (Bulzoni, Roma, 1980; 1996); Rio d’Africa: Macumbe e Candomble nella città tropicale (Mediterranee, Roma, 1998); Oltre la storia, Nietsche (Mimesis, Milano, 2003); Morfologia economica di Oswald Spengler (Settimo Sigillo, Roma, 2005); L’innocenza di Zarathustra, Mimesis, Milano, 2009); Rio favela in Centralità Marginali. Cinque saggi di antropologia urbana (L. Arcella, S. Arcella, C. Gambescia, W. Gonzales, S. Santangelo), Controcorrente, Napoli, 2010.

Scheda del libro:
il testo narra e analizza l’incontro fra Lou von Salomé e Nietsche, un rapporto che fu di breve durata, ma intenso e significativo per il successivo corso della vita di entrambi. E non solo, visto l’interesse che ha destato negli storici, in quanto efficace chiave interpretativa di un’epoca dagli amplissimi confini. Di qui l’interesse e il significato del loro incontro, non come oggetto di pura curiosità biografica, ma evento dalla propensione epocale, da cui ebbe origine un pensiero che segnò la loro epoca e un lungo tempo a venire. E che se in Nietsche si espresse in un’ampia produzione, in Lou trovò corpo in scelte di vita, atteggiamenti a loro modo esemplari, in grado di esercitare difformi influssi su altre figure di grande rilievo dell’epoca, da Rilke a Freud.

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

10 gennaio, 2011 Posted by | Campania, Giornalisti, Italia, Letteratura, Libreria Treves, Libri, Napoli, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Otto giovedì culturali all’ANS-Napoli curati da Maurizio Vitiello

“Otto Giovedì Culturali all’ANS”

curati da Maurizio Vitiello

con la collaborazione di Lucio De Liguori,

dal 14.10.2010 al 09.12.2010, h. 17.00-18.00.

presso la sede dell’ANS di Napoli
Via Bonito, 6 – Vomero – 80129 Napoli
Tel. 081.078.49.06 – Fax 081.229.23.77

1 – Giovedi 14.10.2010, h. 17.00-18,00.

Incontro-conversazione su alcuni libri di arte, poesia e politica con Giulia Perri, attiva a Milano, scrittrice, poeta, avvocato.

2 – Giovedì 21.10.2010, h. 17.00-18.00.

Incontro-conversazione sul tema “Uno sguardo sulla città” con Franco Lista, architetto, artista, docente universitario.

3 – Giovedì 28.10.2010, h. 17.00-18.00.

Incontro-conversazione con sul tema “Sociologia e Didattica”, con Elena Saponaro, sociologa, referente ANISA – Napoli.

4 – Giovedì 4.11.2010, h. 17.00-18.00.

Incontro-conversazione sul tema “Arte e Comunicazione” con Maurizio Vitiello, sociologo, critico d’arte, articolista, docente Fondazione Humaniter.

5 – Giovedì 18.11.2010, h. 17.00-18.00.

Incontro-conversazione sul tema “Riqualificazione del Centro Storico di Napoli” con Franco Zoleo, architetto, urbanista.

6 – Giovedì 25.11.2010, h. 17.00-18.00.

Incontro-conversazione sul tema “Giustizia e Informazione con Sergio Zazzera, ex-magistrato, giornalista.

7 – Giovedì 02.12.2010, h. 17.00-18.00.

Incontro-conversazione sul libro “Centralità Marginali” con Stefano Arcella, studioso, saggista, giornalista.

8 – Giovedì 09.12.2010, h. 17.00 – 18.00.

Incontro-conversazione sul tema “Il ruolo del sociologo tra prospettive e nuove figure professionali” con Pino Cotarelli, informatico bancario; Angela De Donato, sociologa; Lucio De Liguori, sociologo, referente ANS – Napoli; Nando Romeo, giornalista, regista cine-video-tv; Maurizio Vitiello, sociologo, critico d’arte, articolista, docente Fondazione Humaniter.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE SOCIOLOGI – SEDE DI NAPOLI

Settore “Arti Visive Contemporanee, Cultura e Sociologia Urbana”
Via Bonito, 6 – Vomero – 80129 Napoli
Tel. 081.078.49.06 – Fax 081.229.23.77
info@ans-sociologi.campania.it
www.ans-sociologi.campania.it

11 ottobre, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Campania, Cultura, Giornalisti, Italia, Letteratura, Libri, Napoli, Poesia, Poeti, Regioni | , , , , , | Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: