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Il 7 e l’8 maggio al Teatro San Ferdinando di Napoli va in scena “L’ ispettore generale ovvero il mestiere della corruzione” da Nikolaj Gogol, undicesimo movimento del progetto “Arrevuoto”

Foto Stefano Cardone

Foto Stefano Cardone

Arrevuoto, il progetto teatrale curato da Maurizio Braucci, dedicato agli adolescenti delle scuole del centro storico e delle periferie della città di Napoli, giunge al suo undicesimo movimento.
Nato da un’idea di Roberta Carlotto e prodotto dal Teatro Stabile di Napoli quest’anno il progetto ha coinvolto oltre 150 giovani partecipanti tra i 9 e i 20 anni, e una decina di adulti, guidati da un gruppo di registi e di educatori.
Dopo il percorso laboratoriale svoltosi nel corso di circa sei mesi nelle scuole e spazi interessati, la rappresentazione finale del lavoro si terrà sabato 7 e domenica 8 maggio sul palcoscenico del Teatro San Ferdinando.
Oltre le scuole – medie, elementari e superiori – partecipano al progetto associazioni, cooperative e spazi occupati della città e del territorio a comporre una comunità trasversale raccolta attorno ai due temi centrali di teatro e pedagogia, vogliosa di parlare alla città “con l’energia della spontaneità critica, in uno spettacolo esplosivo”.
“Per la sua undicesima edizione Arrevuoto presenta la riscrittura collettiva de L’ispettore generale ovvero il mestiere della corruzione da Nikolaj Gogol – spiega il direttore artistico Maurizio Braucciper seguire la drammaturgia del reale intorno a noi e parlare alla città e agli adulti di argomenti concreti e scottanti. Abbiamo scelto questa volta il tema della corruzione e dell’inganno mettendo in scena la madre di tutte le commedie degli equivoci, uscita dalla penna di uno dei più grandi scrittori russi. Saremo esilaranti ma anche graffianti, tutti in scena appassionatamente”.

L’origine del progetto Arrevuoto è nel metodo della non scuola del Teatro delle Albe di Ravenna, riadattato al contesto napoletano.
Il progetto è nato nel 2005 per volontà del Teatro Stabile di Napoli; dal 2012 il gruppo di lavoro si è costituito come Associazione di teatro e pedagogia.
Le prime tre edizioni sono state dirette dal regista Marco Martinelli; dalla quarta in poi la direzione artistica è di Maurizio Braucci e la direzione teatrale è collettiva.
Alcuni tra gli autori oggetto delle riscritture arrevuotanti di questi anni sono stati Aristofane, Jarry, Molière, Brecht, Viviani, Shelley, Cervantes, Flaiano, Dürrenmatt.

Orario rappresentazioni:
sabato 7 maggio, ore 21.00
domenica 8 maggio, ore 18.00

Informazioni:
tel. 081.5524214
info@teatrostabilenapoli.it
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria:
tel. 081.5513396
biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Ufficio stampa
Valeria Prestisimone
e-mail: v.prestisimone@teatrostabilenapoli.it
tel. +39 0815524214 int. 103
teatrostabile.it/press

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Teatro San Ferdinando – Napoli, Piazza Eduardo De Filippo 20
Arrevuoto 2016: undicesimo movimento
L’ispettore generale ovvero il mestiere della corruzione, da Nikolaj Gogol

direttore artistico Maurizio Braucci
da un’idea di Roberta Carlotto
coordinamento pedagogico chi rom e…chi no

regia Pino Carbone, Alessandra Cutolo, Anna Gesualdi, Christian Giroso
Nicola Laieta, Giovanni Trono, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella

musiche: Antonella Monetti, Maurizio Capone, Maria Emanuela Renno, Angelo Beneduce
coreografie: Ambra Marcozzi
guide teatrali: Domenico Caruso, Emanuele Massa, Chiara Ostuni, Vincenzo Salzano
educatori: Biagio Di Bennardo, Emma Ferulano, Barbara Pierro, Simona Pierro
scenografia: Raffaele di Florio, Marco Matta
costumi: Alessandra Gaudioso
foto: Stefano Cardone

organizzazione: Linda Martinelli, Marina Dammacco

progetto e realizzazione: Associazione Arrevuoto – Teatro e pedagogia
produzione: Teatro Stabile di Napoli

in collaborazione con
Liceo Antonio Genovesi, Istituto Comprensivo Statale Casanova – Costantinopoli, Istituto Monsignor Fabozzi Scuola Elementare, Liceo Scientifico Elsa Morante, Associazione Quartieri spagnoli, Je so’ pazz- ex OPG occupato, coop soc. L’Orsa Maggiore, Scugnizzo liberato, Compagnia Teatro Possibile della Comunità Dedalo ASL Na2Nord, aps Terra Mia – Centro di educativa territoriale Stelle sulla Terra,
Musicisti Associati, ZTL Zurzolo Teatro Live
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5 maggio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatro | , , , , , , | Lascia un commento

Dal 7 al 15 aprile al Ridotto del Mercadante in scena “Fine di Donna Lionora”

Teresa Saponangelo

Teresa Saponangelo

Dopo Anna Maria Ortese, Raffaele La Capria e Giuseppe Patroni Griffi, è Enzo Striano l’autore al centro della quarta edizione del progetto di Teatro e Letteratura dello Stabile dedicato a adattamenti teatrali delle opere di scrittori napoletani o a Napoli particolarmente legati.
Al celebre romanzo storico del 1986 di Enzo Striano, Il resto di niente, sulla vita di Eleonora de Fonseca Pimentel all’epoca della Rivoluzione Napoletana del 1799, è dedicato il trittico di allestimenti Inizio, Sviluppo e Fine di Donna Lionora, con drammaturgia di Maurizio Braucci.
Tra le prime donne giornaliste in Europa, scrittrice, amica di intellettuali e rivoluzionari come Vincenzo Cuoco e Guglielmo Pepe, la Pimentel ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende dei moti partenopei del 1799.
Come nel precedente Sviluppo di Donna Lionora, protagonista di Fine di Donna Lionora – terzo e ultimo del ciclo, in scena da giovedì 7 a domenica 15 aprile al Ridotto del Mercadante con la regia di Alessandra Cutolo – è Teresa Saponangelo, accompagnata da Vincenzo Nemolato.
Con loro recitano Flora Faliti e Anna Patierno del laboratorio “Piazza bella piazza” del Quartiere Forcella, lo storico progetto teatrale delle donne-attrici nato nel 2006 al Teatro Trianon diretto da Marina Rippa.
Fine di Donna Lionora è l’ultimo atto della rivoluzione napoletana del 1799.
E’ il racconto della morte della donna che l’ha rappresentata.
Ma anche del naufragio di un’utopia, la fine del sogno di abolire i privilegi di una parte della città.
Il sogno di accorciare la distanza tra lazzari e giacobini, ignoranti e colti, selvaggi ed educati.
Lo sforzo di portare in città l’enorme potenziale di modernità che il secolo dei lumi aveva diffuso in Europa.
Il tentativo di comunicare coi lazzari recalcitranti e d’imporre loro una visione del mondo. Ma anche la fine del Monitore Napoletano, il giornale che avrebbe voluto educare il popolo.
Cosa resta oggi di quest’utopia? Il resto di niente? O forse alcune delle questioni centrali della città sono le stesse di allora?
La parola di Enzo Striano, nell’adattamento drammaturgo di Maurizio Braucci, si integra con quella di Vincenzo Cuoco, giacobino sopravvissuto alla sconfitta, addolorato nel raccontare il sacrificio della sua generazione e teso nello sforzo di “giovare ai posteri”.

Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta; le luci di Gigi Saccomandi; la produzione del Teatro Stabile di Napoli.

Orario rappresentazioni
7, 10, 13, 14 aprile, ore 21.00
8, 12, 15 aprile, ore 18.00
9 aprile, ore 17.00
Il 13 aprile anche alle 11.00

Informazioni
tel. 081.5524214
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria
tel. 081.5513396
e-mail: biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Ufficio Stampa Teatro Stabile di Napoli
Mercadante | Ridotto | San Ferdinando
Valeria Prestisimone
Tel. 0815524214 int. 103
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6 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Al Napoli Teatro Festival il 6 ottobre va di scena “Il Rubacuori dell’Ovest”, progetto di teatro e pedagogia che nasce a Scampia

Sabato 6 ottobre, alle ore 21, al Teatro San Ferdinando, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, va in scena Il Rubacuori dell’Ovest che nasce da Arrevuoto, un progetto di teatro e pedagogia che si svolge a Napoli dal 2005, ogni anno dall’inverno fino alla primavera, in cui tanti ragazzi e ragazze provenienti anche da zone difficili come Scampia, mettono in scena uno spettacolo guidati da registi ed educatori.
Un progetto promosso dal Teatro Stabile di Napoli, la sua origine è nel metodo della “non scuola” del Teatro delle Albe di Ravenna riadattato al contesto napoletano.
Le prime tre edizioni sono state dirette da Marco Martinelli, ora la direzione è affidata a Maurizio Braucci, uno degli sceneggiatori del film Gomorra di Garrone.
Durante tutto l’anno si svolgono laboratori e percorsi di studio dei testi i cui allestimenti vengono presentati l’anno seguente.
Per l’edizione 2012 Arrevuoto prende spunto da Il Rubacuori dell’Ovest, la commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907, per affrontare le contraddizioni tra lotta alla malavita e fascino del crimine.
108 i ragazzi in scena che hanno seguito la linea tracciata da Synge nel raccontare la storia di un “povero” parricida dell’Irlanda del XX secolo, ironizzando sui motivi che lo rendono attraente per la comunità che accoglie la sua fuga.
Sulle musiche dal vivo de La Banda Del Torchio diretta da Antonella Monetti, una regia collettiva realizzata da Antonio Calone, Nicola Laieta, Emanuele Valenti, porta in scena le suggestioni di questa satira, per dare come sempre parola agli adolescenti, in un dialogo con la città e con gli adulti in cui sono i più giovani a declinare al presente il mito del criminale.

Intervista a Maurizio Braucci

Quest’anno Arrevuoto compie 7 anni. Possiamo fare un bilancio di quest’esperienza?

La continuità in una città come Napoli, città che divora se stessa, è di per sé un’impresa. Noi abbiamo creato un metodo che funziona, un metodo tra teatro e pedagogia che coinvolge adolescenti delle periferie e del centro storico, figli e figlie di famiglie socialmente distanti che lavorano ogni anno ad uno spettacolo, ad un progetto collettivo che si chiama Arrevuoto, parola che significa rivolta, perché oggi la frammentazione e l’egoismo sono così diffusi che lavorare invece per il bene comune è diventato una rivoluzione.
Siamo artisti, teatranti ed educatori animati dall’idea di dare una mano alla città e ai suoi giovani, semplicemente facendoli incontrare tra loro per lavorare con un criterio che si muove tra rigore, rappresentato dal teatro, e libertà, rappresentata da una pedagogia non autoritaria.

Come si è evoluto il progetto in questi anni?

Siamo partiti nel 2005 da una presa di posizione del Teatro Stabile Mercadante, che sotto la direzione di Ninni Cutaia e poi di Roberta Carlotto, aveva deciso di fare qualcosa per quella terribile emergenza che è la camorra a Napoli e l’abbandono delle periferie. Siamo partiti da Scampia, quartiere critico, allargandoci poi a scuole e gruppi di altre aree delle città, costruendo attraverso l’esperienza un metodo che era figlio della “non scuola” ideata dal Teatro delle Albe di Ravenna e adattato alla nostra città. Si è creato così un gruppo affiatato di teatranti ed educatori e di una struttura organizzativa che affronta ogni anno un impegno organizzativo enorme, prendendosi cura e accogliendo centinaia di adolescenti,
che si spostano tra centro e periferie per conoscere il territorio della loro città e incontrare nuovi amici tra coetanei normalmente distanti dai loro entourages.

Come si arriva alla messinscena di uno spettacolo?

Si parte dalla scelta di un testo teatrale classico che abbia un particolare significato per ciò che in quel momento sta vivendo la città e lo si dà in pasto ai ragazzi, organizzati intanto in vari gruppi laboratoriali. Questi, sotto la guida dei registi, rimasticano il testo e lo risputano fecondato dal loro linguaggio, il dialetto per lo più, e riambientato al presente e in modi a loro pienamente comprensibili. Il tutto inizia a novembre e cova quindi sotto il freddo invernale una messa in scena primaverile che passa per il raduno dei vari laboratori in un unico laboratorio comune, che dovrebbe tenersi allo spazio dell’Auditorium di Scampia da noi riaperto nel 2005 ma che la svogliatezza delle istituzioni rende sempre più difficile da utilizzare. Mescolando il tutto insieme, con sapienza e pazienza, i ragazzi vanno in scena e prendono parola su quel particolare tema.

Il rubacuori dell’Ovest: perché avete scelto di lavorare su questo testo?

Il tema di quest’anno era “Il fascino del criminale nell’immaginario collettivo”, tema comprensibile oggi che anche l’antimafia è diventata uno show. Synge è un grande drammaturgo irlandese di inizio ‘900, raramente rappresentato in Italia, che spingeva molto il teatro verso l’antropologia. Mentre ai ragazzi oggi si parla dell’importanza della legalità, a casa, in strada e nei mass media è invece tutto un inneggiare a quanto sia meglio essere cattivi e spregiudicati. Il dramma che mettiamo in scena mostra questa contraddizione che i ragazzi si trovano a vivere ascoltando e poi invece osservando gli adulti. In questa occasione abbiamo inaugurato una riuscita collaborazione con la Banda del Torchio, una banda popolare napoletana, che suona dal vivo dando dei tratti da musical allo spettacolo.

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Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

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info@napoliteatrofestival.it
tel/fax: +39 081 19560383

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2 ottobre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Zimmermann & de Perrot e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano gli appuntamenti di settembre della Fondazione Campania dei Festival

La Fondazione Campania dei Festival ritorna a settembre con due grandi appuntamenti, per poi proseguire dal 25 al 30 settembre con l’ultima tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012.
Il 4 settembre al Teatro Mercadante di Napoli andrà di scena l’irresistibile vitalità del nouveau cirque in occasione del World Urban Forum 2012.
Hans Was Heiri è una performance surreale che abbatte le leggi di gravità e i confini dell’immaginazione: un gruppo di acrobati strampalati dà vita a numeri da brivido in una scatola rotante che li mescola senza soluzione di continuità.
Tra teatro, danza e circo, il formidabile duo svizzero Zimmermann & de Perrot riflette sulle analogie e le differenze tra gli esseri umani in modo leggero e divertente.
Il 6 settembre l’appuntamento è con il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo), organizzato per il secondo anno consecutivo dalla Fondazione Campania del Festival.
La cerimonia di premiazione è prevista al Teatro di San Carlo (ore 20), con diretta differita alle 23.15 su Rai Uno.
A condurre la serata sarà Tullio Solenghi.
12 le categorie in gara: Spettacolo di prosa, Regista, Attore protagonista, Attrice protagonista, Attore non protagonista, Attrice non protagonista, Attore/attrice emergente, Monologo, Scenografo,Costumista, Autore di musiche, Autore novità italiana.

Dal 25 al 30 settembre la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia con 7 spettacoli inediti che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.
I luoghi insoliti e affascinanti lasciano il posto al Teatro Mercadante, Teatro Bellini, Teatro Nuovo, Teatro Diana, Teatro San Ferdinando, Galleria Toledo e all’Auditorium di Scampia.

Tra gli spettacoli, due prime assolute: Antigone, riscrittura originale di Valeria Parrella (in uscita in settembre per i tipi di Giulio Einaudi Editore) tutta incentrata sul diritto all’eutanasia, regia di Luca De Fusco, protagonista Gaia Aprea e C’è del pianto in queste lacrime nuovo progetto di Antonio Latella che insieme alla drammaturga Linda Dalisi analizza il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici della cultura napoletana.
In scena anche Odissea napoletana, un affresco su Napoli e sulle sue condizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.
Un progetto di Gabriele Russo, giovane autore, registra e attore napoletano; Linapolinapolinapolinapolinapoli, viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alle sonorità del fado, del tango e del flamenco. Protagonista Lina Sastri.
Ta-kai-ta, un omaggio sentito e originale che Enzo Moscato fa alla figura di Luisa De Filippo (interpretata da Isa Danieli), secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età alla fine degli anni ’50.
’O Paparascianno, testo di Antonio Petito, uno degli interpreti più apprezzati della famosa maschera di Pulcinella, con Mariano Rigillo.
E, infine, Il Rubacuori dell’ovest, commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907 che viene messa in scena da Arrevuoto progetto nato con Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

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29 agosto, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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