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Presentata da “Dialetti” la seconda stagione di “Live in Villa di Donato” – Si comincia venerdì 20 ottobre con un omaggio ai Beatles

Brunello Canessa

La seconda edizione di “Live in Villa di Donato” è stata recentemente presentata negli accoglienti locali del ristorante “Dialetti”, situato nella zona di via Chiaia.
In apertura Patrizia de Mennato, proprietaria di Villa di Donato, ha voluto ribadire i motivi che l’hanno spinta ad aprire la sua casa ad eventi artistici, tracciando anche un bilancio della scorsa stagione, caratterizzata da illustri presenze e salutata da un grande riscontro di pubblico, come si evinceva dalle numerose immagini riepilogative proiettate durante la serata.
Brunello Canessa, direttore artistico dell’intera rassegna, il compito di descrivere i numerosi appuntamenti che contraddistingueranno il cuore della stagione, abbracciando molteplici generi musicali, a partire dal 20 ottobre con un omaggio ai Beatles, fino alla settima edizione di “Crossroad” (no stop dedicata alla chitarra, iniziativa benefica volta ad una raccolta di fondi), passando per la lirica, il blues, la canzone d’autore ed il rock.
Ma “Live in Villa di Donato” avrà anche una parte teatrale, intitolata “A cena con…monologhi d’artista”, curata da Annamaria Ackermann, ospite dell’evento iniziale, che ha voluto illustrare una serie di appuntamenti affidati ad attori del calibro di Isa Danieli, Mariano Rigillo, Dodo Gagliarde, Adriana Follieri e Adriana Carli.
Ci sarà anche una sezione di musica classica, “Il Cimarosa in Villa”, affidata a Susanna Canessa, da molti anni docente del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, che ne ha tratteggiato i punti salienti.
La partnership fra il conservatorio e Villa di Donato si svilupperà attraverso quattro concerti, rivolti rispettivamente ai “Quadri di un’esposizione” di Musorgskij (confrontando la versione pianistica originale con quella rock degli Emerson, Lake & Palmer), ad una panoramica sulle villanelle, ai brani di musica classica prestati al cinema e utilizzati al posto di specifiche colonne sonore, ed infine al melologo di Richard Strauss “Enoch Arden”, su testo di Alfred Tennyson.
Non mancheranno appuntamenti per i ragazzi, proposti dall’associazione Culturale Teatrale trasFORMAzioneANIMATA, rappresentata nell’occasione da Ciro Arancini e Claudia Riccardo, che presenterà, tra l’altro, uno spettacolo di guarattelle dal titolo E’ tutta “Rrobba ‘bbona”.
Da parte sua Giuseppe Fontanella ha voluto tracciare sinteticamente l’obiettivo della sezione da lui seguita “OFF” Artisti di passaggio che, come dice il titolo, è quello di “intercettare” personaggi della ribalta musicale, italiani e stranieri, che fanno tappa a Napoli, mettendo loro a disposizione una location prestigiosa dove potersi esibire in concerti estemporanei.
Il programma di “Live in Villa di Donato” si completerà con “Serate a tema” che vedranno l’apporto del light designer Davide Scognamiglio.
In conclusione una rassegna che vuole andare incontri ai differenti gusti degli spettatori che, nel dopo spettacolo, avranno modo anche di apprezzare specialità gastronomiche, legate spesso all’argomento della serata.
Un abbinamento fra cucina e proposte artistiche di alto livello, in un ambiente suggestivo, reso familiare dalla presenza di una squisita padrona di casa come Patrizia de Mennato, tutti ingredienti che suggeriscono di partecipare assiduamente alla seconda edizione della rassegna “Live in Villa di Donato”.

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18 ottobre, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Cantanti, Canto, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Folk music, Italia, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Napoli, Regioni, Riccardo Canessa, Susanna Canessa, Teatro | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il 9, 10 e 11 gennaio Mariano Rigillo in scena al Teatro Mercadante con “Il mio cuore è nel Sud”, ballata in versi e prosa di Giuseppe Patroni Griffi con le musiche originali di Bruno Maderna

Mariano Rigillo
Venerdì 9, alle 21.00, sabato 10, alle 19.00 e domenica 11 gennaio, alle 18.00, al Teatro Mercadante andrà in scena Il mio cuore è nel Sud, con la regia di Mariano Rigillo, che ne è anche interprete insieme a Anna Teresa Rossini, Ruben Rigillo, Silvia Siravo, Antonio Izzo, con l’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Maurizio Agostini, e le voci soliste Elsa Ascione e Antonella Cozzolino.
Lo spettacolo, qui al suo debutto nazionale, è il secondo appuntamento con il progetto Storie naturali e strafottenti: dalle opere di Giuseppe Patroni Griffi, che lo Stabile dedica questa Stagione al grande scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e regista napoletano nel decennale della sua scomparsa.
Le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Zaira de Vincentiis, il disegno luci di Gigi Saccomandi.
La produzione è del Teatro Stabile di Napoli e Teatro di San Carlo.

Radiodramma in versi e prosa di Patroni Griffi con musiche originali di Bruno Maderna, trasmesso dalla Rai nel marzo del 1950, vincitore nello stesso anno del premio Il microfono d’argento, Il mio cuore è nel Sud è ambientato in una immaginaria città del sud, povera, degradata e popolata di vite disperate.
In questo contesto si cala la vicenda della graduale discesa nella follia di una giovane madre, attratta da un fischio misterioso e incessante proveniente dalle finestre di un carcere: il canto di uno sconosciuto di cui la donna si innamora.

“…Ora, un nostro giovane scrittore, intelligente funzionario del nostro Ufficio Prosa, mi traccia brevemente un soggetto per cui chiede una musica d’un clima assai particolare in quanto presuppone l’uso d’un complesso jazzistico e, probabilmente, di espressioni jazzistiche in un clima d’arte necessariamente discosto da quello comune ad una musica di jazz. Penso che tu potresti ricavarne un problema sonoro di linguaggio e di timbro; e potresti farlo con la perizia che ti è particolare in quanto tu sei musicista di ricerca e non hai né limiti né esclusioni…”
«Questo – scrive Mariano Rigillo nelle note allo spettacolo – è un brano della lettera inviata da Alessandro Piovesan, lungimirante dirigente Rai degli anni ’50, al M° Bruno Maderna il 15 febbraio 1949, in cui, esponendo l’interesse per la creazione di un nuovo genere radiofonico e, anticipando gli aspetti salienti del lavoro di Patroni Griffi, fa anche riferimento alle caratteristiche che avrebbe dovuto presentare la composizione musicale. Il lavoro riflette le tendenze e le discussioni che animavano il panorama culturale italiano nell’immediato dopoguerra. Dal punto di vista drammatico il testo evidenzia l’interesse verso la dimensione sociale del racconto e gli strati più emarginati della società. Lo sguardo dell’autore sul dramma che si compie evita la compassione e l’identificazione dei personaggi e mostra tracce di una concezione straniante del racconto, trascurando i moti interiori della psiche, mettendo invece in risalto le implicazioni sociali della patologia mentale».

Teatro Mercadante
Napoli, Piazza Municipio
Info: tel. 081.5524214
e-mail: info@teatrostabilenapoli.it
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria: tel. 081.5513396
e-mail: biglietteria @teatrostabilenapoli.it

Ufficio Stampa Teatro Stabile di Napoli
Sergio Marra
tel.+39 081.5524214 int.103
mob.+39 335.1215079
e-mail: s.marra@teatrostabilenapoli.it

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8 gennaio, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Teatro | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre ‘O Paparascianno con Mariano Rigillo a Galleria Toledo per il Napoli Teatro Festival Italia

Venerdì 28 settembre, alle ore 20, (con repliche il 29 e il 30, alle 21) va in scena a Galleria Toledo ’O Paparascianno di Antonio Petito, scritto e diretto da Laura Angiulli, interpretato da Mariano Rigillo, spettacolo inaugurale della stagione teatrale 2012/2013 di Galleria Toledo.
’O Paparascianno è un testo del 1872 la cui modernità, rivela i segni di una maturità drammaturgica solidamente acquisita da Petito.
Al centro, il padre di rigida impostazione che vuole concedere la giovanissima figlia al vecchio benestante e poi l’esile innamorato dall’allusivo nome Frongillo, l’avvocato -Tartaglia, un Pescebannera d’ispirazione guappesca, Pantalea che arriva a tempo a movimentare il finale e altri soggetti di contorno; ciascuno, a suo modo protagonista, interviene a dare concretezza all’ampio affresco dal respiro corale.
È tuttavia determinante, nel complesso dei personaggi, la figura di Pulcinella che, incontrastato deus ex machina, al servizio della brillante soluzione della vicenda, attraversa l’intera pièce condizionandone il racconto.
“A monte della scelta – spiega Laura Angiulli nelle note di regia – non solo l’attrazione per la “farsa” in quanto tale, per il portare al centro l’aspetto giocoso del “mettere in scena”. C’è di più. Nella scrittura di Antonio Petito, così come appare al lettore, si rivela un linguaggio straordinario, fuori dal tempo e dalla realtà; un esperanto della lingua teatrale al sevizio della drammaturgia partenopea, che si esprime con autonoma definizione di scrittura, dunque di suono. Ne deriva un evidente straniamento rispetto al linguaggio solitamente frequentato nella realtà, e sulla scena di consuetudine, e l’apparato rappresentativo sembra sollevarsi in una leggerezza che sa di gioco, di burla. Incalzanti, i dialoghi si concretizzano con grazia non manierata, e solo a qualche personaggio è concessa una qualche tirata a mo’ di racconto, in ogni caso condita di follia e dichiarata disponibilità al nonsense, così come solo può derivare da un’azione creativa dinamica, essenzialmente libera ma pure sapiente nella costruzione dell’impianto e del fraseggio, entrambi governati secondo le regole di una drammaturgia di tecnica severa. Essa –molto nitidamente definita nella complessità del costrutto- presenta una compiutezza compositiva che nel succedersi delle vicende porta agevolmente verso l’approfondimento della personalità dei numerosi personaggi: il richiamo all’elementarietà del sentire e dei desideri predomina, e la follia s’insinua senza malizia mettendo a nudo per ciascuna figura un carattere, non necessariamente ritagliato sulle maschere tradizionali, se pure alla memoria di esse dedicato nella traccia di partenza.
“E proprio alla definizione del piccolo universo – che tanto garbatamente Petito accompagna nel racconto – si connette l’intento della regia, nel voler portare un teatro ritenuto a torto di sola superficie verso un possibile sviluppo della costruzione delle figure, con l’apporto creativo di una compagnia di attori di talento, molti dei quali adusi a un percorso di rischio, per la ricerca di approdi non convenzionali alla scena; è evidente la gravità dell’impegno, la necessità di fare squadra nell’esplorazione di queste modalità , piuttosto spinte verso la lezione dei grandi classici della comicità e il “demenziale”; verso un teatro dell’assurdo che privilegia il cabaret di marca espressionista, e l’incisione nitida delle maschere, alla sciatta deriva di un “farsesco” informe, che ormai per altro non saprebbe neanche stabilire sintonia con un pubblico smaliziato, aduso alla frequente offerta del cabaret e della satira contemporanea.
“Si punta a un tessuto netto, stilizzato nella scelta stilistica, che pure – per le necessità imposte dalle diverse scuole di provenienza degli interpreti – sappia operare una saggia ricomposizione delle suggestioni, a tutto vantaggio della coerenza della messinscena. Si chiederà alle luci di Cesare Accetta di assecondare il lavoro con forti contrasti, con la sottolineatura di “primi piani” e campi stretti, di dare risalto ai volti nella fissità tagliente di un’impronta in qualche modo “allucinatoria”.

‘O Paparascianno
da Antonio Petito
drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Mariano Rigillo (Pulcinella), Anna Teresa Rossini (Pantalea), Agostino Chiummariello (Ambruosio), Michele Danubio (corriere, notaio), Alessandra D’Elia (Gesomina), Angela de Matteo (Rita), Francesca Florio (Annetta), Toni Fornari (Pandolfo), Roberto Giordano (Frongillo), Marcello Romolo (Pesce), Tonino Taiuti (Paparascianno)

musiche: Rino Alfieri
impianto scenico: Rosario Squillace
collaboratore scenografo: Renato Esposito
costumi: Mauritz Slabbert
luci Cesare Accetta
assistente alla regia Flavia Francioso
responsabile tecnico Luigi Agliarulo

produzione Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia | Il Teatro coop. produzioni/ Galleria Toledo
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Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

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27 settembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , , , , , | Lascia un commento

Zimmermann & de Perrot e il Premio Le Maschere del Teatro Italiano gli appuntamenti di settembre della Fondazione Campania dei Festival

La Fondazione Campania dei Festival ritorna a settembre con due grandi appuntamenti, per poi proseguire dal 25 al 30 settembre con l’ultima tranche del Napoli Teatro Festival Italia 2012.
Il 4 settembre al Teatro Mercadante di Napoli andrà di scena l’irresistibile vitalità del nouveau cirque in occasione del World Urban Forum 2012.
Hans Was Heiri è una performance surreale che abbatte le leggi di gravità e i confini dell’immaginazione: un gruppo di acrobati strampalati dà vita a numeri da brivido in una scatola rotante che li mescola senza soluzione di continuità.
Tra teatro, danza e circo, il formidabile duo svizzero Zimmermann & de Perrot riflette sulle analogie e le differenze tra gli esseri umani in modo leggero e divertente.
Il 6 settembre l’appuntamento è con il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo), organizzato per il secondo anno consecutivo dalla Fondazione Campania del Festival.
La cerimonia di premiazione è prevista al Teatro di San Carlo (ore 20), con diretta differita alle 23.15 su Rai Uno.
A condurre la serata sarà Tullio Solenghi.
12 le categorie in gara: Spettacolo di prosa, Regista, Attore protagonista, Attrice protagonista, Attore non protagonista, Attrice non protagonista, Attore/attrice emergente, Monologo, Scenografo,Costumista, Autore di musiche, Autore novità italiana.

Dal 25 al 30 settembre la seconda tranche del Napoli Teatro Festival Italia con 7 spettacoli inediti che inaugureranno le stagioni di alcuni teatri cittadini.
Una sorta di ideale passaggio del testimone che il Napoli Teatro Festival Italia fa ai teatri della città.
I luoghi insoliti e affascinanti lasciano il posto al Teatro Mercadante, Teatro Bellini, Teatro Nuovo, Teatro Diana, Teatro San Ferdinando, Galleria Toledo e all’Auditorium di Scampia.

Tra gli spettacoli, due prime assolute: Antigone, riscrittura originale di Valeria Parrella (in uscita in settembre per i tipi di Giulio Einaudi Editore) tutta incentrata sul diritto all’eutanasia, regia di Luca De Fusco, protagonista Gaia Aprea e C’è del pianto in queste lacrime nuovo progetto di Antonio Latella che insieme alla drammaturga Linda Dalisi analizza il rapporto che esiste tra il genere della sceneggiata e l’identità, le radici della cultura napoletana.
In scena anche Odissea napoletana, un affresco su Napoli e sulle sue condizioni rilette in chiave satirica e grottesca attraverso il mito greco.
Un progetto di Gabriele Russo, giovane autore, registra e attore napoletano; Linapolinapolinapolinapolinapoli, viaggio musicale che spazia dalla canzone napoletana alle sonorità del fado, del tango e del flamenco. Protagonista Lina Sastri.
Ta-kai-ta, un omaggio sentito e originale che Enzo Moscato fa alla figura di Luisa De Filippo (interpretata da Isa Danieli), secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età alla fine degli anni ’50.
’O Paparascianno, testo di Antonio Petito, uno degli interpreti più apprezzati della famosa maschera di Pulcinella, con Mariano Rigillo.
E, infine, Il Rubacuori dell’ovest, commedia satirica in tre atti scritta da John Synge nel 1907 che viene messa in scena da Arrevuoto progetto nato con Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

Ufficio stampa
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29 agosto, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Teatro, Teatro Mercadante, Teatro Nuovo, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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