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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Presentata la stagione 2018-2019 della rassegna “Live in Villa di Donato”

Villa di Donato

E’ sempre una grande gioia vedere qui tanti amici ed anche “nuovi” amici. La Terza edizione è una stagione di consapevolezza e di esperienza. Per questo le Rassegne di quest’anno risultano più compatte e fortemente tematiche. Vi saranno presentate dai tre Direttori artistici che ringrazio con infinita gratitudine. Hanno condiviso con me uno spirito antico ed attualissimo che si riassume nell’accogliere a casa per stare insieme. Questa è ormai una grande famiglia, composta da artisti, responsabili della comunicazione e staff che ha come filosofia quella di condividere esperienze teatrali, musicali, di Blues, Jazz, Sinfonica e autorali come il Teatro canzone con i nostri ospiti. Proveremo anche ad innovare con una parte di spettacoli più fortemente centrati sulle contaminazioni tra diversi linguaggi artistici. Sono sicura che se la vostra emozione nel seguirci corrisponderà solo ad una piccola parte di quella che provo io nel viverla con i miei carissimi compagni di avventura, ogni serata con noi resterà nel vostro cuore e nella vostra memoria”.

Con queste parole Patrizia De Mennato saluta i tanti amici che sono stati presenti alla presentazione della Terza Edizione di “Live in Villa di Donato”, rassegna di musica, teatro, arte e incontri, che si è tenuta lo scorso 20 settembre da “Dialetti”, nel quartiere Chiaia, a Napoli.
In tale occasione è stato “svelato” il fitto calendario di cui si compone da Stagione.
Cinque rassegne, di cui quattro confermano “vecchi amori” ma con un cartellone del tutto rinnovato: La rassegna di teatro, diretta da Anna Maria Ackermann; “La Musica ha trovato casa”, diretta da Brunello Canessa; “OFF – Artisti di Passaggio”, diretta da Giuseppe Fontanella e il focus sul teatro-canzone che vede come protagonista il giovane ed eclettico Giacomo Casaula.
Grande novità della Terza Edizione di “Live in Villa di Donato” è “MAX 70”, la rassegna di musica da camera diretta da David Romano, spalla dei secondi violini dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e fondatore del Sestetto Stradivari.

Ed è proprio con l’eccezionale performance del Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal titolo “Brahms&Beer” che si inaugura il prossimo 30 settembre, alle ore 20.30, la Terza Edizione.
Sul “palco” David Romano, Marlene Prodigo, David Bursack, Raffaele Mallozzi, Sara Gentile, Diego Romano.

Il primo appuntamento:

“Brahms&Beer” – Concerto del Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Sestetto Stradivari: David Romano, Marlene Prodigo, David Bursack, Raffaele Mallozzi, Sara Gentile, Diego Romano
Serata inaugurale della Terza Stagione di Live in Villa di Donato
Al concerto segue cena.
Villa di Donato – Piazza S. Eframo vecchio, Napoli
Domenica 30 settembre 2018, ore 20,30
posto unico: 45 euro
Prenotazioni:
prenotazioni@key-lab.net

Stagione 2018/19 “Live in Villa Di Donato”

La Musica ha trovato casa
Direttore artistico Brunello Canessa

Ottobre
Sabato 6
“Samba Pa Ti” Tributo a Carlos Santana
Canessa – Gesualdi – Carere – Nicoletti Altimari – De Luca – Curcio – Capone

Sabato 27
Provaci ancora Sam con Giancarlo Bobbio

Novembre
Venerdì 9
Enoch Arden
Susanna Canessa, Leona Pelešková, Antonio Gomena

Sabato 24
“Io che amo solo te” Giacomo Casaula

Dicembre
Giovedì 13
New Orleans Jazz Band
Romano – Astarita – Posillipo – Telesco – Pascarella – Velonà – Capuano – Scalella – Arcucci

Gennaio 2019
Venerdì 11
“Monologando”
Giacomo Casaula

Sabato 19
“The Times They Are A-Changin’ ”
Joan Baez & Bob Dylan
Susanna e Brunello Canessa

Febbraio
Sabato 16
Jazz Night
Trio Corcione e…

Marzo
Sabato 2
White Blues Elegy
Brunello Canessa e il quartetto dei True Blues

Sabato 30
Duets_Contaminazioni
Susanna Canessa, Monica Doglione

Aprile
Sabato 6
Jazz Night
Trio Corcione e…

Maggio
Sabato 11
Blue Staff Reunion Mario Insenga
con Migliaro – Caponetto – Federico – Canessa

Venerdì 17
“G. ritorna a Teatro”
di e con Giacomo Casaula

Giugno
Giovedì 6
I Fiori Rosa – Lucio Battisti Rock Tribute
Canessa – Satriano – Cucio – De Laurentiis – Monaco – Brancaccio
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Rassegna di Teatro
A cena con…
Monologhi d’artista
Direttore artistico AnnaMaria Ackermann

Ottobre
Venerdì 19
AnnaMaria Ackermann
La voce umana

Novembre
Venerdì 16
Antonella Romano
Lucia Migliaccio

Dicembre
Sabato 1
Gea Martire
Contiamola Giusta

Gennaio 2019
Venerdì 25
Adriana Carli
Frida Kahlo

Febbraio
Sabato 9
Lucio Allocca e Tina Fermiano
Io e Giovanna

Venerdì 22
Gigi Savoia
Napoli ‘900

Marzo
Sabato 23
Christian Poggioni
Apologia di Socrate

Maggio
Giovedì 23
Antico fa testo
Pompei-Picasso 1917-2017

Giugno
venerdì 12
Annamaria Ackermann e Gigi Savoia

Mercoledì 19
Manovalanza
______________________________________________________________

Rassegna di Musica da Camera MAX 70
Direttore artistico David Romano

Gennaio 2019
Lunedi 28
Quartetto Adorno

Febbraio
Lunedì 11
Fabien Thouand in Quartetto

Lunedì 18
Quartetto Elsa

Marzo
Lunedì 11
The Bass Gang
Da Bach a Piazzolla

Lunedì 18
Lo Straniero Dmitri Sostakovich
Massimo Spada- David e Diego Romano con Fiorenzo Madonna

Aprile
Lunedì 15
Quartetto Henao

Giugno
Lunedì 10
Finale a gran sorpresa

Eventuali variazioni al programma verranno comunicate sul sito
www.villadidonato.it

Si ringraziano gli Sponsor e i Sostenitori:
Michele di Maio per Dimaio Trasporti
Paolo La Rivera per Carpene’ Malvolti
Pina Amarelli per Amarelli
Gianluca e Tina Maggio per Maggiobanqueting
Giovanni e Vincenzo Setaro per Pasta Setaro
Toti Lange per Baccalaria e Tripperia
Domenico Ocone per Domenico Ocone Vini Sanniti
Vittoria Brancaccio per Le Tore Agricoltura biologica
Francesca Carelli per Masseria Gio Sole
Paolo Carelli per Ottica Sacco
Pino Auriemma per Frutta Secca che Passione
Anna e Andrea Rea Dialetti
Susanna Canessa
Cinthia e Renato Penna Art1307
Roberto Pietrucci Fotografia
Pietro Porcasi Foto e Web

Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli

Per tutti gli spettacoli prenotazione obbligatoria – numero di posti limitato (nella mail di prenotazione indicare cognome, contatto telefonico e numero di posti prenotati)

Per prenotazioni: prenotazioni@key-lab.net

NB: Nella Piazza Sant’Eframo vecchio, di fronte alla Villa trovate un Garage

Info e Contatti:
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, 80137, Napoli
info@villadidonato.it
www.villadidonato.it
https://www.facebook.com/villadidonato/?fref=ts
Instagram: Villa di Donato

Press e accrediti:
Chiara Reale per Villa di Donato
0039/3805899435
chiara.reale81@gmail.com

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28 settembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Folk music, Italia, Musica, Musica classica, Musica e Teatro, Musica Jazz, Napoli, Regioni, Susanna Canessa, Teatro | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 30 settembre la terza edizione di “Live in Villa di Donato” si inaugura con un concerto del Sestetto Stradivari


Saranno i virtuosismi di David Romano, Marlène Prodigo, David Bursack, Raffaele Mallozzi, Sara Gentile, Diego Romano, che insieme formano l’ormai celebre Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, a inaugurare, con un concerto dedicato al grande musicista e compositore Johannes Brahms, la Terza Stagione di “Live in Villa di Donato”, rassegna di musica, teatro e incontri che in soli tre anni si è affermata come appuntamento imperdibile nel panorama culturale napoletano.
Nello scenario “fuori dal tempo” della dimora settecentesca di Villa di Donato (Piazza S. Eframo Vecchio – Napoli) che si delinea, con le sue splendide sale e i suoi giardini incantati, nel cuore del Centro Storico, domenica 30 settembre 2018, dalle ore 20.30, avrà luogo il concerto e la serata di gala che daranno il via a una serie di appuntamenti che si succederanno lungo tutto l’anno.
Il titolo della serata è “Brahms&Beer” e indica un connubio fra la musica di Brahms e la birra solo apparentemente insolito, ma che in realtà affonda le sue radici nella biografia del compositore tedesco.
L’incontro di Brahms con la musica avviene infatti proprio nelle birrerie, accompagnando il padre contrabbassista che qui si esibiva nella prima metà dell’Ottocento.
La musica classica riecheggiava ovunque, come oggi avviene con il jazz e il blues, anche nei luoghi in cui ci si incontrava per chiacchierare, incontrare gente proveniente da tutto il mondo, mangiare e bere.
Impossibile non immaginare che i celebri temi ungheresi che popolano le sue rapsodie non fossero suggeriti da un violino zigano, udito proprio in qualcuna di queste birrerie, ricordo lontano d’infanzia.
Il Concerto, occasione in cui il Sestetto Stradivari presenterà il suo ultimo lavoro discografico dedicato ai capolavori per sestetto n.1 op.18 e n.2 op.36 di Johannes Brahms, si terrà nella Limonaia e sarà accompagnato da una degustazione di birra artigianale alla liquirizia offerta per l’occasione da “Amarelli”, azienda storica produttrice di liquirizia, sponsor della serata.
All’esibizione seguirà, come consuetudine di Villa di Donato, una cena gentilmente offerta al pubblico dalla padrona di casa.

Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli
posto unico spettacolo = 45 euro

Prenotazione obbligatoria – numero di posti limitato (nella mail di prenotazione indicare cognome, contatto telefonico e numero di posti prenotati)

Per prenotazioni: prenotazioni@key-lab.net

NB: Nella Piazza Sant’Eframo vecchio, di fronte alla Villa trovate un Garage

Info e Contatti:
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, 80137, Napoli
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Press e accrediti:
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22 settembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 9 giugno a Palazzo Carafa di Maddaloni concerto di Francesco Tropea, vincitore del Concorso Pianistico Europeo “don Enrico Smaldone”


Venerdì 9 giugno, alle ore 18.00, presso il Palazzo Carafa di Maddaloni (v. Maddaloni, 38), in collaborazione con il Centro Italiano di Musica da Camera, concerto di Francesco Tropea, vincitore dell’VIII edizione del Concorso Pianistico Europeo “don Enrico Smaldone” (categoria F 2)

Programma

C. Debussy: Ondine, da “Préludes” II vol.

M. Ravel: Gaspard de la nuit

J. S. Bach: Preludio e fuga n. 7 in mi bemolle maggiore BWV 876, da “Il clavicembalo ben temperato”

L. v. Beethoven: Sonata n. 30 in mi maggiore, op. 109

J. Brahms: Variazioni su un tema di Paganini, vol. 1

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

7 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Associazione Culturale e Musicale “Euterpe” di Angri, Campania, Centro italiano di musica da camera, Concerti, Concorsi pianistici, Concorso Pianistico Europeo “Don Enrico Smaldone”, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Palazzo Carafa di Maddaloni, Pianisti, Prima del concerto, Regioni, Sale da concerto | , , , , | Lascia un commento

Lunedì 12 giugno nell’Auditorium del Conservatorio di Avellino concerto dal titolo “Il Pianoforte nella cultura europea tra Ottocento e Novecento”

V. Laricchia, Ponte sulla Senna a Parigi (collez. G. De Fusco)

Lunedì 12 giugno, alle ore 15.00, nell’Auditorium del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, concerto dal titolo Il Pianoforte nella cultura europea tra Ottocento e Novecento (ovvero quanta acqua musicale si sia rimescolata sotto i ponti di Francia), a cura delle classi di Pianoforte principale di Adriana Aprea, Libera Cerchia e della classe di Lettura della partitura/Pianoforte principale di Giuseppe De Fusco

Programma

Frédéric Chopin (1810- 1849): Ballade no 1 Op.23 in Sol min.

Valeria Lonardo (Cerchia: VII corso)

Domenico Scarlatti (1685-1757): Sonata K198 in Mi min.
Johannes Brahms (1833-1897): Rapsodia op.79 no 2 in Sol min.

Rosa Maione (Aprea: VIII corso)

Johannes Brahms: Intermezzo op. 117 no 2 in Sib min.

Giancarlo Torone (De Fusco: VI corso)

Aleksandr Scriabin (1872-1915): Étude op. 42 no 4 in Fa#magg.

Marianna Nappo (Aprea: X corso)

Frédéric Chopin: Étude op. 10 n. 5 in Solb magg.

Valeria Lonardo

Claude Debussy (1862-1918): Pour le piano, suite
(Prélude, Sarabande, Toccata)

Antonella D’Argenio II livello (ex Aprea)

Francis Poulenc (1899-1963)
Française, d’après Claude Gervaise (16ème siècle)
Petite marche militaire (n. 3 da Suite Française)

Angelo Molinario (De Fusco: III propedeutico Pianoforte)

Camille Saint-Saëns (1835-1921): Étude Op.111 no 1 (tierces majeures et mineures)

Carlo Martiniello (Aprea: X Corso)

Francis Poulenc
IIème Intermezzo en réb majeur
Novelette No.1 en do majeur

Antonio Gomena (De Fusco: V Corso)

Aleksandr Scriabin: Cinquième sonate, op.53

Carlo Martiniello

Claude Debussy: Petit Suite (puor piano a quatre mains)
(En bateau, Cortège, Menuet, Ballet)

Carlo Martiniello – Antonella D’Argenio

Note introduttive
Il lettore di queste brevi note (che hanno la piccola pretesa di tracciare una via suggestiva all’ascolto dei tanti brani pianistici qui proposti) non storca il naso nel leggere, tra i titoli, tante indicazioni “en français”.
Non abbiamo certo inteso proporre, perché magari faceva più “chic”, una forzata traduzione dall’italiano di quei brani, notissimi, che hanno nomi già normalmente accettati nella nostra lingua.
Il filo rosso che ci ha guidati è l’idea che la cultura francese, e poi anche la scuola musicale di Francia, abbia permeato fortissimamente (non meno di quella viennese o tedesca) la civiltà europea della musica tra la prima metà dell’Ottocento e la prima del Novecento.
Ciò si riverbera, inevitabilmente, in quella grande fioritura di brani scritti in poco meno di cent’anni per lo strumento principe di quest’epoca musicale: il pianoforte.
Il polacco Frédéric Chopin, solo di transito a Parigi, vi rimase invece moltissimi anni divenendo ben presto emblema di Francia (e mutando, à la française, persino il proprio cognome Chopinski).
Le sue composizioni, per quanto intrise di spirito della propria terra, ebbero tutte nomi in sintonia con la nuova patria che lo accolse come un figlio: Valse, Polonaise, Étude….
Nella prima e celeberrima Ballade in Sol minore vengono colati molti degli stilemi della sua scrittura in un polittico di inaudita tensione armonica e drammatica, che lascerà per sempre il segno nella storia della musica a venire.
Prevengo l’obiezione del lettore: ma, in questa sequenza, che posto può essere assegnato a Domenico Scarlatti, che suonava il clavicembalo e per di più nel secolo (Settecento) precedente? Eppure, la riscoperta di Scarlatti al pianoforte (croce e delizia ieri e oggi di tanti pianisti) nasce proprio nella prima metà dell’Ottocento: e Frédéric Chopin ne faceva largo uso (insieme a pochissimi altri nomi, primo fra tutti il sommo Bach) coi propri allievi, stimandolo degno di una prassi didattica che ha poi ben attecchito nei tempi successivi.
L’amburghese Johannes Brahms nella nostra antologia è, lo ammettiamo, un pò l’eccezione che conferma la regola iniziale della “risciacquatura in Francia” di molta musica di matrice europea.
Vissuto prevalentemente in Germania, con una cultura che al massimo oscillava tra l’Austria, la Boemia e l’Ungheria, fu autore di coltissima forma non disgiunta da musicale e sanguigno pathos, come dimostra la Rapsodia in sol minore op.79 che ascolterete. E tuttavia l’Intermezzo in Sib minore dell’op.117, intimo e tardo soliloquio al pianoforte, tradisce senza meno la giovanile derivazione dal suo mentore Schumann, con una scrittura inquieta e fantastica pur nella cupezza del tratto di fondo… e forse, alla luce del nostro percorso di oggi, gli si potrebbe addirittura conferire la qualifica sul campo di nostalgico chansonnier.
Il russo Aleksandr Scriabin ebbe invece parecchio a che fare con la cultura francese, in primis, perché, da buon russo della seconda metà dell’Ottocento, il francese era la lingua dei russi “colti” per antonomasia; in secundis perché Frédéric Chopin fu, nella sua gioventù, l’alfa e l’omega della sua formazione musicale. E’ interessante l’accostamento tra i due études, nelle omologhe tonalità di Solb maggiore (Chopin, op.10) e Fa# maggiore (Scriabin, op. 42). Chopin adopera una scrittura neoclassica e brillante; Scriabin riparte dalla tensione armonica degli ultimi Nocturnes del polacco/francese e compone un piccolo poema grondante un inestinguibile desiderio. Si noti che anche quando egli darà alle stampe la sua fiammeggiante e visionaria quinta sonata, il cui preambolo è tutto un programma (“Je vous appelle à la vie, ô forces mystérieuses!….”) per le Editions Russes de Musique nel 1910 userà ancora, per la sua divulgazione (le Editions Russes erano a Berlino) l’idioma francese.
Claude Debussy è, senza meno, uno dei pilastri della musica europea a cavallo tra Ottocento e Novecento che ha di molto travalicato la sua matrice transalpina. La sua scrittura sinfonica (La Mer, Nocturnes) ed operistica (Pelléas et Mélisande) ha imposto l’uso di una tinta armonica rivoluzionaria, ma Debussy era anche orgoglioso del fatto che con la sua suite Pour le piano si era, a suo dire (e ben prima dei Jeux d’eau di Ravel) fatto un passo fondamentale in avanti, con una scrittura che produceva una sonorità dello strumento completamente nuova.
Debussy aveva una speciale predilezione per Chopin (riconoscendogli probabilmente una prima matrice “impressionistica”); altri stimoli alla sua estetica gli venivano dalla sensibilità per la musica “antica” dei suoi predecessori Rameau e Couperin, che sono alla base della sua “modalità” presente nel già citato Pour le piano contenente infatti, in chiave moderna, le vecchie forme del Prélude, della Sarabande e della Toccata.
Questo gusto per le forme dei secoli passati appartenenti alla propria tradizione transita, nella cultura francese, anche per Francis Poulenc.
Compositore di sensibilità armonica “moderna” aperta a tutte le tendenze (jazz incluso) dei primi trent’anni del Novecento, ma di straordinaria raffinatezza ed efficacia, fu compositore versato in tutti i generi e tuttavia, pur essendo egli stesso un ottimo pianista, scriverà relativamente poco per il suo strumento (la somma di tali composizioni supera di poco l’ora di ascolto).
La preziosa Française, (d’après Claude Gervaise) si rifà a melodie del 16° secolo.
Nella Petite marche militaire (n. 3 dalla Suite Française) sembra di risentire le piccole fanfare del 2° atto della Boheme pucciniana; gemme di valore assoluto sono infine la prima Novelette in Do (quasi una reminescenza in chiave moderna dell’album per la gioventù di Schumann) e il magnifico secondo Intermezzo in Reb, col suo languido andamento sincopato inframmezzato da caustiche dissonanze, antidoto alla paura di zuccherare un pò troppo… però con una qualità da chansonnier di altissima classe.
Questa qualità francese di mettere a volte troppo zucchero… fu rimproverata spesso a Camille Saint-Saëns, compositore solidissimo (e magnifico pianista, tra l’altro) e grande esponente della cultura musicale “accademica” al Conservatorio di Parigi.
Il primo dei suoi 6 Études Op.111 riprende il concetto chopiniano di “sciogliere in musica” un dettato tecnico allo strumento.
In questo caso il pretesto dell’esecuzione di terze maggiori e minori produce, con esito invero di grande caratura, un magnifico affresco in cui la sensibilità per il “colore” del tocco raggiunge magnifica dimostrazione.
L’ultimo tassello della nostra piccola, gioiosa festa musicale è l’elegante e fascinosa suite En bateau, in quattro movimenti, di Claude Debussy, per pianoforte a quattro mani.
Ci sia consentito di ringraziare i partecipanti tutti che hanno sostenuto, col loro lavoro, la nostra idea, e il gentile pubblico intervenuto, nella speranza di aver assolto ad una funzione insostituibile del nostro Istituto, che è quella di veicolare, col suono vivo, ciò che altrimenti rimarrebbe imprigionato sulla carta. Perché sia sempre avanti l’idea che, come diceva Hans Swarowsky, “La Musica non è quella di cui si parla, ma quella che si fa e si ascolta”.

Giuseppe De Fusco
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6 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Auditorium Vitale, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mischa Maisky e la figlia Lily conquistano il pubblico dell’Associazione Scarlatti

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Il recente appuntamento della stagione 2015-2016 dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha portato a Napoli il celebre violoncellista Mischa Maisky, giunto con la sua giovane figlia pianista Lily.
Il duo ha proposto alcuni capolavori della letteratura cameristica, compresi in un arco di tempo fra gli albori del Settecento e la seconda metà dell’Ottocento, appartenenti alla produzione di compositori molto famosi quali Johann Sebastian Bach (1685-1750), Franz Schubert (1797-1828), Robert Schumann (1810-1856) e Johannes Brahms (1833-1897).
L’apertura era rivolta alla Sonata n. 3 in sol minore BWV 1029, ultima di un trittico per viola da gamba e cembalo, scritto da Bach, come molta musica strumentale, durante la sua permanenza alla corte di Köthen (1719-1723).
La successiva Sonata in la minore/maggiore D.821 di Schubert, risalente al 1824, è passata alla storia con l’appellativo di “Arpeggione”, in quanto creata per uno strumento che si stava affacciando sulla scena musicale, sorta di incrocio fra violoncello e chitarra, chiamato anche chitarra d’amore, inventato dal liutaio viennese Johann Georg Stauffer e fortemente sponsorizzato dal virtuoso violoncellista Vincenz Schuster.
La sua diffusione non ebbe il successo sperato, in quanto i primi a rifiutarne l’utilizzo furono proprio gli strumentisti per i quali era stato ideato ma, come testimonianza, rimase questa composizione, pubblicata postuma nel 1871, la cui versione più nota è quella per violoncello e pianoforte.
Dopo l’intervallo abbiamo ascoltato i Fantasiestücke op. 73, scritti da Schumann nel febbraio del 1849, quando risiedeva a Dresda, anche nel tentativo di evadere da un ambiente a lui poco congeniale e che, pochi mesi dopo, sarebbe stato teatro di sanguinose turbolenze politiche, legate ai moti insurrezionali, costringendo l’autore tedesco ad una momentanea fuga.
Chiamati in origine Soireestücke, si inquadrano nella cosiddetta “Hausmusik”, ovvero musica concepita per essere suonata in un contesto casalingo, secondo una tradizione tipicamente tedesca.
Non per questo i tre pezzi, che formano l’op. 73, possono essere considerati di scarso valore, ed anzi risultano curati in ogni minimo particolare, rappresentando piccoli gioielli intrisi di romanticismo
Va ancora ricordato che, creati in origine per clarinetto e pianoforte, proprio per la loro particolare destinazione prevedevano, fin dall’inizio, la possibilità di affidare la parte del clarinetto al violino o al violoncello.
Ultimo brano in programma la Sonata n. 1 in mi minore, op. 38 di Johannes Brahms (1833-1897), frutto di una lunga gestazione, durata dal 1862 al 1865.
Dedicata a Joseph Gänsbacher, violoncellista, giurista ed insegnante di canto al Conservatorio di Vienna, contiene un omaggio a Bach, costituito dall’inserimento, nel terzo ed ultimo movimento, del motivo corrispondente al Contrapunctus XIII de “L’arte della fuga” e venne completata all’indomani della perdita della madre, per cui rispecchia in parte anche lo stato d’animo del musicista.
Veniamo quindi ai due ottimi protagonisti e, se Mischa Maisky è da molto tempo, e meritatamente, sulla cresta dell’onda, la figlia risulta sicuramente meno nota.
Per tale motivo, fermo restando l’eccezionale esibizione del violoncellista, dotato di un suono splendido, raffinato e ricco di sfumature, ci piace sottolineare la prova di Lily, che è riuscita a tenere testa al padre lungo l’intero recital senza alcun cedimento, ma dialogando alla pari.
Da ciò è scaturita una serata di grande spessore, contraddistinta da momenti che rimarranno a lungo impressi nei ricordi del numerosissimo pubblico presente, come nell’allegro conclusivo della sonata brahmsiana.
Entusiasmo alle stelle e bis beethoveniano, tratto da Sieben Variationen über “Bei Männern, welche Liebe fühlen” aus Wolfgang Amadeus Mozarts Oper “Die Zauberflöte”, a coronamento di uno splendido concerto.
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3 marzo, 2016 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sale da concerto | , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 24 febbraio Mischa Maisky e la figlia Lily ospiti della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Scarlatti 2015-2016
Mercoledì 24 febbraio, alle ore 21, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, la Associazione Alessandro Scarlatti ospita un recital d’eccezione con il violoncellista Mischa Maisky che, accanto alla figlia Lily Maisky al pianoforte presenterà un programma che è l’alfa e l’omega della letteratura per questo organico: dai primissimi esempi di sonata di un geniale pioniere della musica quale fu Johann Sebastian Bach, con la Sonata in sol minore BWV 1029, ai capolavori del repertorio romantico con Schubert, Schumann e Brahms.
Se da un lato si attraversano in ordine cronologico secoli e stili diversi, dall’altro il tardo romanticismo attinge, per il suo sviluppo, proprio alle lontane radici barocche: Brahms ritorna a Bach chiudendo, così, il cerchio.

Mischa Maisky è da molti anni uno dei personaggi più originali e conosciuti sulla scena concertistica internazionale, violoncellista tra i più grandi al mondo, nato a Riga (in Lettonia) ma praticamente cittadino del mondo, come ama ricordare scherzando: «Suono un violoncello italiano, con archetti francesi e tedeschi, corde austriache e tedesche, mia figlia è nata in Francia, mio figlio maggiore in Belgio, il terzo in Italia e il più piccolo in Svizzera. Guido un’auto giapponese, indosso un orologio svizzero, una collana indiana e mi sento a casa ovunque ci siano persone che amano la musica classica».

“La musica è sempre stata nella nostra vita – afferma Lily Maisky, per la prima volta a Napoli accanto al padre – e mentre mia madre Kay si è presa cura dei miei studi spingendomi ad alzarmi alle sei del mattino per esercitarmi prima di andare a scuola, la figura di mio padre e il suo ruolo nel mondo musicale hanno ispirato la mia motivazione a trovare il mio posto in questo mondo”.

Biglietti
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Mercoledì 24 febbraio 2016, ore 21.00 – Auditorium di Castel S. Elmo

Mischa Maisky, violoncello
Lily Maisky, pianoforte

Programma

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Sonata n.3 in sol minore BWV 1029

Franz Schubert (1797-1828): Sonata in la minore/maggiore D.821 “Arpeggione”

Robert Schumann (1810-1856): Fantasiestücke op. 73

Johannes Brahms (1833-1897): Sonata in mi minore op.38

Mischa Maisky
Mischa MaiskyMischa Maisky può vantarsi di essere l’unico violoncellista al mondo ad aver studiato sia con Mstislav Rostropovich che con Gregor Piatigorsky.
Rostropovich ha lodato Mischa Maisky con le parole: “…one of the most outstanding talents of the younger generation of cellists. His playing combines poetry and exquisite delicacy with great temperament and brilliant technique.”
Nato in Lettonia, ha studiato in Russia e, dopo il suo rimpatrio in Israele, Mischa Maisky è stato accolto con grande entusiasmo a Londra, Parigi, Berlino, Vienna, New York, Tokyo, e in tutti gli altri più importanti centri musicali.
Durante gli ultimi 25 anni, con contratto in esclusiva per la Deutsche Grammophon, ha effettuato più di 30 registrazioni con orchestre quali: Wiener Philharmonic, Berliner Philharmonic, London Symphony, Israel Philharmonic, Orchestre de Paris, Orpheus und Chamber Orchestra of Europe e molte altre.
Nel 2000 l’artista ha raggiunto uno dei momenti più alti della sua carriera, impegnando l’intero anno in una lunghissima tournée dedicata a Bach con più di 100 concerti.
A dimostrazione della grandissima ammirazione dell’artista per il grande compositore, Mischa Maisky ha registrato le Suite di Bach per la terza volta.
Le sue registrazioni sono state acclamate dai critici di tutto il mondo e sono state premiate per ben 5 volte con il prestigioso Record Academy Prize a Tokyo, 3 volte con il Deutscher Schallplattenpreis, inoltre con il Grand Prix du Disque a Paris e con il Diapason d’Or of the Year, cosi come con le ambite Grammy nominations.
Un musicista di vera fama mondiale ospite regolarmente dei maggiori festival internazionali, ha collaborato con direttori quali Leonard Bernstein, Carlo Maria Giulini, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Lorin Maazel, James Levine, Vladimir Ashkenazy, Giuseppe Sinopoli e Daniel Barenboim, e con musicisti quali Martha Argerich, Radu Lupu, Nelson Freire, Evgeny Kissin, Lang Lang, Peter Serkin, Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Vadim Repin, Maxim Vengerov, Joshua Bell, Julian Rachlin e Janine Jansen, solo per nominarne alcuni.

Lily Maisky
Lily MaiskyLily Maisky è nata a Parigi nel 1987 e ha iniziato a suonare il piano a quattro anni con Lyl Tiempo.
Ha studiato con Hagit Kerbel, Olga Mogilevsky, Ilana Davids, Alan Weiss.
Dal 2001 al 2004 è stata allieva della “Purcell School of Music”.
Ha seguito master classes di Martha Argerich, Dmitri Bashkirov, Joseph Kalichstein, Evgeny Mogilevsky, Pavel Gililov, Vitali Margulis, Oleg Maisenberg e Marielle Labeque.
Ha frequentato la Verbier Academy e i corsi di piano Oxford Philomusica.
La sua prima apparizione pubblica avviene nel 1997 alla Carnegie Hall.
Si è esibita in Europa ed in Estremo Oriente invitata da festival quali Verbier Festival, Progetto Martha Argerich Lugano, Freiburg Zelt Music Festival, Maggio Musicale Fiorentino, Franz Liszt Festival in Austria, Julian Rachlin and Friends in Dubrovnik, Rencontres de Bel Air in Francia, Schlesswig-Holstein Music Festival ed English Chamber Orchestra Music Cruise.
Ha suonato alla Royal Festival Hall (Londra), Concerthaus (Vienna), Prinzregentheater (München), Leiszhalle (Hamburg), La Fenice (Venezia), BeethovenHalle (Bonn), Suntory Hall (Tokyo), Teatro Olimpico (Roma), Conservatory (Moscow), Philarmonie (S. Pietroburgo), Buckingham Palace.
Lily Maisky si esibisce regolarmente in duo con Mischa Maisky e con i violinisti Alissa Margulis, Hrachya Avanesyan e Geza Hosszu-Legocky.
In campo cameristico collabora con Julian Rachlin, Janine Jansen, Renaud Capuçon, Sergey Krylov, Nicholas Angelich, Frank Braley, Gérard Caussé, Chantal Juillet e Dora Schwarzberg.
Ha inoltre partecipato ad alcune registrazioni di Mischa Maisky per la Deutsche Grammophon e all’album di EMI Music tratto dal progetto Martha Argerich.
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22 febbraio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Prima del concerto, Regioni, Sale da concerto | , , , , , | Lascia un commento

Martedì 24 novembre il Quartetto Emerson ospite della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

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Martedì 24 novembre atteso ritorno nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, alle ore 21, per la Associazione Alessandro Scarlatti, del Quartetto Emerson, il prestigioso ensemble statunitense, costituito nel 1976 prendendo il nome del poeta e filosofo americano Ralph Waldo Emerson.
Il quartetto colleziona una ineguagliata lista di successi: nove Grammy Award (inclusi due come migliore album classico, un onore senza precedenti per un gruppo di musica da camera), tre Gramophone Awards e l’ Avery Fisher Prize.
A questi riconoscimenti, nel gennaio 2015 si è aggiunto il Richard J. Bogomolny National Service Award, il più prestigioso premio negli Stati Uniti, nel campo della musica da camera.

Il Quartetto, che è stato più volte ospite delle stagioni della Scarlatti, si presenta per la prima volta con il nuovo violoncellista Paul Watkins.
Watkins, un insigne solista, direttore d’orchestra, appassionato di musica da camera, si è unito al gruppo nel 2013, e la sua dedizione e il suo entusiasmo hanno arricchito il quartetto con un timbro ricco di calore e con una gioia palpabile nel processo di collaborazione.

Il programma unisce due capolavori che rappresentano la vetta compositiva degli autori: il Quartetto op. 51 n. 2 di Brahms, che testimonia il conseguimento della perfezione in termini di equilibrio formale, stilistico, sonoro, e l’ultimo lavoro quartettistico di Franz Schubert, il Quartetto in Sol maggiore opera postuma 161.

Biglietti:
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Martedì 24 novembre 2015, ore 21.00 – Auditorium di Castel Sant’Elmo

Quartetto Emerson
Eugene Drucker e Philip Setzer (violini)
Lawrence Dutton (viola)
Paul Watkins (violoncello)

Programma

Johannes Brahms (1833 – 1897): Quartetto in la minore op. 51 n.2
Philip Setzer, primo violino

Franz Schubert (1797 -.1828): Quartetto in sol maggiore op. post.161 D 887
Eugene Drucker, primo violino

Quartetto Emerson
Quartetto EmersonDa più di 30 anni il Quartetto Emerson colleziona, nella storia dei quartetti, una ineguagliata lista di successi: nove Grammy Award ( inclusi due come migliore Album Classico, un onore senza precedenti per un gruppo di musica da camera), tre Gramophone Awards e l’ Avery Fisher Prize.
Il Quartetto ha una fama internazionale per progetti di musica da camera innovativi, inclusi i cicli integrali dei quartetti di Beethoven, Bartók, Mendelssohn e Shostakovich, eseguiti nelle capitali musicali del mondo.
Anche se la maggior parte del loro repertorio è dedicato alla musica classica, il Quartetto Emerson ha sempre dimostrato un forte impegno sulla musica del XX secolo e del XXI secolo, incluse più di 20 commissioni e prime mondiali.
Il Quartetto ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti del nostro tempo sia nei concerti che nelle incisioni.
L’arrivo di Paul Watkins nel 2013 ha prodotto un profondo impatto sul Quartetto Emerson.
Watkins, un insigne solista, direttore d’orchestra, appassionato di musica da camera, si è unito al gruppo nella sua 37° stagione, e la sua dedizione e il suo entusiasmo hanno arricchito il quartetto con un timbro ricco di calore e con una gioia palpabile nel processo di collaborazione.
L’ Emerson è quartetto in Residence alla Stony Brook University dove, oltre ad una serie di concerti, insegnamento e lezioni di musica da camera, ha svolto numerosi Workshop di quartetti d’archi tra il 2004 e il 2008.
Il quartetto ha anche organizzato tre Workshop professionali alla Carnegie Hall Weill Music Instiute.
Nella stagione 2006-2007 la Carnegie Hall ha invitato l’ Emerson a presentare la propria serie Perspectives: un’ esplorazione di nove concerti intitolata Beethoven in Context tenuti nell’ Auditorium Isaac Stern.
Nessun altro quartetto ha avuto l’opportunità di presentare una così importante serie alla Carnegie Hall.
Nel Marzo 2004 l’ Emerson è stato il diciottesimo destinatario dell’ Avery Fisher Prize, un altro primato per un complesso da camera.
Costituitosi nel 1976, il Quartetto Emerson ha sede a New York ed è stato uno dei primi gruppi in cui i violinisti si alternano nella parte di primo violino; il Quartetto ha preso il suo nome dal grande poeta e filosofo americano Ralph Waldo Emerson.
Nel gennaio 2015 ha ricevuto il Richard J. Bogomolny National Service Award, il più prestigioso premio per la musica da camera negli Stati Uniti, in riconoscimento del significativo e duraturo contributo nel campo della musica da camera.
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20 novembre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Prima del concerto, Regioni, Sale da concerto | , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 28 ottobre la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ospita la pianista Maria Perrotta

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«Pianismo a metà perfetta fra … Alexis Weissenberg e … Glenn Gould» (N. Carusi, Libero);
«Il suono è sgranato, la tecnica è clavicembalistica, il disegno formale è nitido: se continua così, Maria Perrotta sembra destinata a diventare la Rosalyn Tureck italiana» (E. Girardi, Corriere della Sera);
«È una figura schiva e poco conosciuta, è uno dei veri astri del pianismo mondiale» (P. Isotta, Corriere della Sera).
Con queste prestigiose presentazioni mercoledì 28 ottobre, alle ore 21, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, la giovane pianista Maria Perrotta torna a presentarsi al pubblico della Associazione Alessandro Scarlatti con un affascinante programma che sgrana capisaldi della letteratura pianistica: il concerto si apre con la Sonata n. 5 in sol maggiore K. 283 di Mozart, proseguendo con le 4 Ballate op. 10 di Johannes Brahms e concludendo con la monumentale Sonata n. 21 in si bemolle maggiore D 960 di Franz Schubert.

La pianista calabrese residente a Parigi, che ama portare in pubblico programmi molto complessi (come negli anni scorsi le Variazioni Goldberg di Bach o le tre Ultime Sonate di Beethoven), arriva a Napoli dopo aver inaugurato la stagione della Accademia Filarmonica a Bologna, ed aver pubblicato per la Decca un CD, come suo solito, registrato rigorosamente dal vivo, del suo recital chopiniano portato in tournée nel 2014.
«Suonare senza poter ripetere determina una qualità diversa nella concentrazione.– spiega la pianista a Leonetta Bentivoglio in una recente intervista – Registrare in studio è un’operazione fredda e razionale, che fa uscire l’interprete dal flusso della continuità».

Biglietti:
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Mercoledì 28 ottobre 2015, ore 21.00 – Auditorium di Castel Sant’Elmo

Maria Perrotta, pianoforte

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): Sonata n. 5 in sol maggiore KV 283

Johannes Brahms (1833-1897): 4 Ballate op. 10

Franz Schubert (1797-1828): Sonata n. 21 in si bemolle maggiore D 960 op. post.

Maria Perrotta
Maria PerrottaApplaudita come interprete particolarmente comunicativa, Maria Perrotta si afferma in importanti concorsi fra cui il “Rina Sala Gallo” di Monza, il “Premio Encore! Shura Cherkassky” (2008) e il Concorso “J. S. Bach” di Saarbrücken (2004), premio quest’ultimo che la impone sulla scena pianistica internazionale come una significativa interprete bachiana, riscuotendo ampi successi di pubblico e di critica: «Maria Perrotta sa sfruttare le risorse del pianoforte moderno senza incorrere in inesattezze stilistiche. Il suono di vitrea trasparenza, la tessitura sempre percepibile, l’interessante articolazione della frase hanno reso la musica di Bach in modo ideale» (Saarbrücker Zeitung).
Registra per la Radio Tedesca, per la Rai e Sky. La sua incisione dal vivo delle Variazioni Goldberg di Bach ottiene il favore della critica specializzata: 5 Stelle delle riviste Amadeus e Musica, 5 Stelle e Disco del Mese della rivista Suonare News, Premio della Critica 2012 promosso dalla rivista Musica & Dischi.
Nell’ottobre 2013 la Decca pubblica un cd con la sua registrazione dal vivo delle tre ultime Sonate di Beethoven che ottiene le “5 Stelle Amadeus” ed è scelto come miglior cd del mese dalla rivista Amadeus.
Nel settembre 2014 esce la sua nuova incisione per Decca delle Variazioni Goldberg di Bach.
Fra i suoi recenti impegni l’esecuzione del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach, del Quarto Concerto per pianoforte e orchestra op. 58 di Beethoven con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Antoni Wit e una tournée in Francia e Italia con un programma interamente dedicato a Chopin.
Maria Perrotta studia al Conservatorio di Cosenza, dov’è nata, con Antonella Barbarossa e si diploma con lode al Conservatorio di Milano con Edda Ponti.
Ottiene il Diploma Superiore di Musica da Camera all’École Normale de Musique di Parigi, si perfeziona a Imola con Franco Scala e Boris Petrushansky e in Germania con Walter Blankenheim.
Nel 2007 si diploma con lode presso l’Accademia di Santa Cecilia nella classe di Sergio Perticaroli.
Arricchisce la sua formazione con Cristiano Burato e François-Joël Thiollier.
Vive a Parigi.
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26 ottobre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sale da concerto | , , , , | Lascia un commento

All’Auditorium di Castel Sant’Elmo un giovane quartetto francese di straordinario valore

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Il recente appuntamento con la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha avuto come protagonista il quartetto Ebène, nato nel 1999 da una collaborazione fra studenti del conservatorio di Boulogne-Billancourt, formato da Pierre Colombet e Gabriel Le Magadure (violino), Adrien Boisseau (viola, da poco inseritosi nell’organico al posto di Mathieu Herzog) e Raphael Merlin (violoncello).
Tre i brani proposti, iniziando dal Quartetto in do maggiore op.76, n.3 di Franz Joseph Haydn (1737-1806), appartenente ad una raccolta di sei quartetti, scritti nel 1797 e pubblicati nel 1799 con dedica al conte Erdődy.
In particolare il Quartetto n. 3 si è guadagnato l’appellativo di Kaiserquartett (Quartetto dell’Imperatore), in quanto Haydn eseguì il tema del secondo movimento, in occasione del compleanno di Francesco II, accompagnato da un testo del poeta Lorenz Leopold Haschka, che iniziava con le parole “Gott erhalte Franz den Kaiser” (Dio salvi l’imperatore Francesco).
Il motivo divenne prima l’inno ufficiale austriaco e poi, dal 1922, quello che è ancora oggi l’inno tedesco (“Deutschland, Deutschland über alles”), nel quale le parole di Haschka vennero sostituite con una lirica dello scrittore August Heinrich Hoffmann.
Con un salto di quasi due secoli, siamo approdati a “Ainsi la nuit”, quartetto concepito dal musicista francese Henri Dutilleux (1916-2013) a seguito di una commissione ricevuta dalla Fondazione Koussevitzky e completato nel 1976.
Dedicato alla memoria dell’amico Ernest Sussman e omaggio ad Olga Naumova, vedova di Serge Koussevitzky (grande direttore, compositore e contrabbassista, che nel 1942 aveva creato una Fondazione a suo nome, in ricordo della seconda moglie Natalie), il brano ebbe la prima a Parigi nel 1977, affidata al Quartetto Parrenin, mentre il Quartetto Juilliard, iniziale destinatario del pezzo, lo eseguì soltanto l’anno successivo.
“Ainsi la nuit” risulta fra i quartetti più interessanti del XX secolo, ed è stato oggetto di numerosi studi, volti a descrivere minuziosamente una partitura intrigante, costruita, a detta dell’autore, utilizzando un procedimento definito di “crescita progressiva”.
Dopo un breve intervallo, la seconda parte era rivolta interamente al Quartetto in la minore op. 51 n. 2 di Johannes Brahms (1833-1897), completato nel 1873, insieme al n. 1 in do minore, entrambi dedicati all’amico Theodor Billroth, chirurgo e musicista amatoriale.
Con queste due composizioni l’autore tedesco si cimentò in un genere cameristico che, fino ad allora, non aveva voluto mai affrontare (se si eccettua un quartetto in si minore risalente a venti anni prima, ricusato quasi subito, la cui unica testimonianza è contenuta nel diario di Clara Schumann).
Va ricordato, infine, che il Quartetto n. 2 in la minore contiene, nel primo movimento, le note “fa”, “la” e “mi” che, nella nomenclatura musicale tedesca, corrispondono a “F”, “A” ed “E”, indubbio richiamo alle iniziali del motto “Frei aber Einsam” (Libero ma solo”), caro al suo amico Joseph Joachim.
Veniamo ora al Quartetto Ebène, innanzitutto per osservare come il ventitreenne violista Adrien Boisseau, che ha sostituito da meno di due mesi Mathieu Herzog (anima dell’ensemble fin dalla sua fondazione), si sia già perfettamente integrato nel gruppo.
Vista poi nel suo insieme, la compagine rappresenta sicuramente uno straordinario quartetto, che abbina un perfetto affiatamento ad una grande freschezza interpretativa.
Confrontandosi con brani appartenenti a periodi molto diversi, il Quartetto Ebène ha fornito, durante tutto il concerto, esecuzioni di altissimo livello, toccando sicuramente l’apice nel pezzo di Dutilleux (che porta con sé un discreto bagaglio di sana modernità, faticosamente accettata da una larga fascia di spettatori), dove è riuscito a far emergere le molteplici sfaccettature legate alla composizione.
Pubblico meno numeroso di quanto meritasse la serata, che ha lungamente applaudito lo splendido ensemble, ricevendo come bis una versione di Stella by Starlight, standard jazz il cui motivo originale venne creato nel 1944 da Victor Young per la colonna sonora del film The Uninvited (La casa sulla scogliera), che ha permesso al Quartetto Ebène di confermare, anche in chiusura, la sua estrema versatilità.
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23 febbraio, 2015 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sale da concerto | , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 18 febbraio il Quartetto Ebène debutta a Napoli nell’ambito della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Scarlatti 2014-2015
Mercoledì 18 febbraio 2015, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, alle ore 21.00, il Quartetto Ebène per il suo debutto a Napoli nella stagione concertistica della Associazione Alessandro Scarlatti ha scelto due momenti della grande tradizione quartettistica europea, uno classico e l’altro romantico.
Al centro, un poetico e sensuale omaggio alla notte di Henri Dutilleux, una delle voci più autorevoli del nostro tempo, scomparso nel 2013.

Considerato uno degli ensemble più creativi nel panorama cameristico internazionale, il Quartetto Ebène ha studiato a lungo con il Quartetto Ysaÿe presso il Conservatorio Superiore di Parigi e con insegnanti illustri e autorevoli quali Gábor Takács (fondatore del quartetto Takács ascoltato una settimana fa), Eberhardt Feldz e György Kurtág.
Nel 2004 al Concorso Internazionale ARD di Monaco di Baviera, dove ha vinto il Primo Premio e cinque riconoscimenti aggiuntivi, da “giovane e promettente ensemble”, il Quartetto Ebène è cresciuto ed è diventato uno dei più importanti quartetti della scena musicale internazionale con concerti alla Wigmore Hall di Londra, Concertgebouw di Amsterdam, Berliner Philharmonie e Carnegie Hall di New York).
Alan Kozinn, critico del New York Times, ha definito l’Ebène “Un quartetto d’archi che può facilamente trasformarsi in una jazz band”.
Il Quartetto è infatti conosciuto per le sue acrobazie stilistiche nelle quali accosta brani del repertorio tradizionale ad arrangiamenti e brani jazz.
“Come musicisti veniamo da una preparazione tradizionale in Conservatorio, ma il nostro violoncellista aveva un quartetto jazz, il secondo violino suona anche la batteria e io la chitarra – ricorda il violista Mathieu HerzogIl jazz è entrato nel nostro repertorio all’inizio solo come bis. In poco tempo avevamo pronto un intero programma da concerto di brani jazz e pop. Non è stata una scelta di marketing, la musica jazz e pop fa parte della nostra vita di musicisti”.

Il 2009 ha segnato l’inizio di un’importante collaborazione in esclusiva con Virgin Classics con la quale ha pubblicato i Quartetti di Debussy, Ravel e Fauré, vincendo premi internazionali: ECHO-Klassik, Télérama Award, Choc du Monde de la Musique e Miglior registrazione dell’anno della rivista Gramophone.
Il CD Fiction, pubblicato nel 2010, ha meritato l’Echo Award e ha conquistato i primi posti nelle più importanti classifiche mondiali.

Costo del biglietto
Platea I settore: 25 Euro
Platea II settore: 20 Euro
Platea III settore
Intero: 15 Euro
Giovani: 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it;
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Mercoledì 18 febbraio, ore 21.00 – Auditorium di Castel Sant’Elmo

Quartetto Ebène
Pierre Colombet, violino
Gabriel Le Magadure, violino
Adrien Boisseau, viola
Raphael Merlin, violoncello

Programma

Franz Joseph Haydn (1737 – 1806): Quartetto op. 76 n.3 “Imperatore”

Henri Dutilleux (1916 – 2013): Quartetto “Ainsi la nuit”

Johannes Brahms (1810 – 1856): Quartetto in la minore op. 51, n.2

Quarteto Ebène
Quartetto EbèneIl Quartetto Ebène ha grande classe ed è l’ensemble più creativo nel panorama cameristico internazionale del momento.
Nessun altro Quartetto riesce a muoversi con tanto entusiasmo e semplicità tra generi diversi.
Le acrobazie stilistiche del Quartetto Ebène, così inusuali nel mondo cameristico, inizialmente incontrano sguardi e orecchie diffidenti, forse per la connotazione del termine “crossover” così spesso utilizzato per parlare di mediocrità e ridondanza.
Il Quartetto Ebène, invece ogni volta che crea un nuovo pezzo lo fa sempre con grande gusto e coerenza interpretativa.
In ogni caso, il repertorio tradizionale del Quartetto Ebène non viene scalfito in nessun modo dal suo amore per il Jazz.
Al contrario, il suo approfondire “l’altro lato” della musica ne ispira le esibizioni donando nuova luce e nuova vita ai brani del repertorio classico.
Tra gli ensemble musicali francesi del momento c’è un tale fervore che si addice molto bene all’idea di “musica da camera moderna”. Questa nuova generazione di musicisti francesi ha affascinato il pubblico riscuotendo grande successo, convertendo gli ascoltatori in avidi fan del genere musicale cameristico.
I concerti sono così avvincenti, la presenza scenica talmente carismatica che nessuno può sfuggire alla suggestiva magia di questi capolavori.
Il Quartetto Ebène ha studiato a lungo con il Quartetto Ysaÿe presso il Conservatorio Superiore di Parigi e con eminenti insegnanti quali Gábor Takács, Eberhardt Feldz e György Kurtág.
Dal 2004, anno in cui il Quartetto Ebène ha trionfato al “Concorso Internazionale ARD” ricevendo il Primo Premio, oltre ad altri cinque riconoscimenti aggiuntivi, i quattro musicisti francesi hanno vinto il “Premio Belmont” per la Musica Contemporanea, attribuito dalla Fondazione Forberg-Schneider nel 2005 con cui tra l’altro è rimasto un legame molto stretto.
La Fondazione è stata molto generosa e ha dato loro la possibilità di utilizzare strumenti italiani unici appartenenti a collezioni private.
Da “giovane e promettente ensemble”, il Quartetto Ebène è cresciuto ed è diventato uno dei più importanti quartetti della scena musicale internazionale.
Dalla stagione 2007-2008 si è esibito nelle sale concertistiche più prestigiose d’Europa, Canada e Stati Uniti tra le quali la Wigmore Hall di Londra, il Concertgebouw di Amsterdam, la Berliner Philharmonie e la Canergie Hall di New York.
Il 2009 ha segnato l’inizio di un’importante collaborazione in esclusiva con Virgin Classics con la quale il Quartetto Ebène ha pubblicato i Quartetti di Debussy, Ravel e Fauré, vincendo molti premi tra i quali: “ECHO-Klassik”, “fff Télérama award”, il Premio “Choc du Monde de la Musique” e quello di “Miglior registrazione dell’anno” della rivista Gramophone.
Il Quartetto Ebène ha successivamente inciso, in collaborazione con il pianista Akiko Yamamoto, un CD con opere di Brahms, dimostrando ancora una volta la facilità con cui riesce ad interpretare una grande varietà di stili.
Nell’autunno del 2010 è stato pubblicato un album dal titolo Fiction per il quale il Quartetto Ebène ha ricevuto un “Echo Award” arrivando ai primi posti nelle più importanti classifiche mondiali. All’inizio della stagione 2011-2012 Virgin Classics ha pubblicato una versione live in DVD di Fiction registrata a Folies Bergère, Parigi.
Il Quartetto Ebène ha poi mantenuto fede al proprio impegno anche nella musica classica includendo KV421, KV465 e il Divertimento KV138 di Mozart nel loro CD di quartetti per archi del 2011 e musica da camera di Fauré in un cofanetto di CD, anch’esso pubblicato nel 2011.
Entrambe le registrazioni si sono aggiudicate un “Echo Award” nel 2012.
All’inizio del 2013 il Quartetto Ebène ha pubblicato un CD intitolato “Felix & Fanny” che include i quartetti per archi Op. 13 e Op. 80 di Felix Mendelssohn, nonché l’unico quartetto di archi composto dalla sorella Fanny.
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