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Venerdì 19 ottobre “Live in Villa di Donato” propone “La voce umana” di Cocteau nell’interpretazione di Anna Maria Ackermann


Venerdì 19 ottobre, alle ore 20.30“Live in Villa di Donato”  propone Anna Maria Ackermann ne “La voce umana”.
“La voce umana” è un’opera del 1930 e rappresenta la pièce più celebre dello scrittore francese Jean Cocteau.
L’ultima, drammatica, conversazione che, con la scusa di concordare come smaltire le scorie dell’amore – una valigia con pochi vestiti e le lettere scambiate negli anni, da bruciare, il cane, inconsolabile e rabbioso – permette alla protagonista di sentire ancora la voce del suo amato.
Abbassare la cornetta – recitano le note di regia – rappresenta un atto distruttivo, che nega l’esistenza stessa della donna e decreta la vittoria dell’impossibilità/incapacità di comunicare. Rifiutare il dialogo, in questo testo, significa imporre il silenzio e la morte.

Anna Maria Ackermann nella sua voce spezzata, negli occhi parlanti, espressione della drammaticità della vita, è l’amante disperata, tradita dal proprio uomo e dalla propria esistenza, forte come un macigno di pietra e fragile come i petali di un fiore sotto la tempesta, sofferente, in bilico tra la vita e la morte,… è la donna.

Come consuetudine, allo spettacolo seguirà una cena, appositamente ideata dalla padrona di casa per i gentili ospiti.

Menù della serata: gnocchetti con zucca e amaretti, zuppetta d’autunno con funghi e patate e, per finire, le immancabili graffette calde.

Lo spettacolo è sponsorizzato da OTTICA SACCO.
Si ringrazia Paolo Carelli
Si ringrazia il pastificio Setaro di Torre Annunziata e l’Agriturismo biologico Le TORE di Sant’Agata sui Due Golfi

Stagione 2018/19 “Live in Villa di Donato

Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli
Posto unico: 25 euro
Prenotazione obbligatoria – numero di posti limitato (nella mail di prenotazione indicare cognome, contatto telefonico e numero di posti prenotati)

Per prenotazioni: prenotazioni@key-lab.net

N.B.: Nella Piazza Sant’Eframo vecchio, di fronte alla Villa trovate un Garage

Info e Contatti:
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, 80137, Napoli
info@villadidonato.it
www.villadidonato.it
https://www.facebook.com/villadidonato/?fref=ts
Instagram: Villa di Donato

Press e accrediti:
Chiara Reale per Villa di Donato
0039/3805899435
chiara.reale81@gmail.com

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11 ottobre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatro | , , | Lascia un commento

Il Teatro Diana propone “La voix humaine” di Poulenc affidata all’incisiva regia di Riccardo Canessa e a due interpreti d’eccezione come Leona Pelešková e Monica Leone


Nel 1930 la Comédie-Française tenne a battesimo “La voix humaine”, monologo del noto commediografo Jean Cocteau, basato su una lunga telefonata, interrotta più volte a causa del cattivo funzionamento della linea, che la protagonista fa all’amante che ha deciso di troncare il loro rapporto sentimentale.
Sulla scena si sentono solo le parole di lei, che spesso mente, altre volte è sincera, ma riesce fin dai primi momenti ad attirare su di sé le simpatie ed il compatimento del pubblico.
Il compositore Francis Poulenc, grande amico di Cocteau, decise nel 1957 di mettere in musica la pièce teatrale, e dovette poi attendere il 1959 per la “prima”, avvenuta all’Opéra-Comique di Parigi, con il soprano Denise Duval (cantante preferita dal compositore francese a Maria Callas), nel ruolo che nel 1930 era stato affidato all’attrice Berthe Bovy.
In entrambi i casi il successo fu enorme e “La voix humaine”, che prevedeva un susseguirsi ininterrotto del testo, variamente cantato, a volte senza accompagnamento strumentale, e  un organico per voce ed orchestra (ristretto se necessario alla voce accompagnata dal solo pianoforte), divenne ben presto un classico della seconda metà del Novecento musicale.
Per una migliore comprensione, citiamo le indicazioni di Poulenc, che al proposito scrisse: La parte – unica – della “Voix humaine” deve essere interpretata da una donna giovane ed elegante. Non si tratta di una donna matura abbandonata dall’amante. Spetta all’interprete stabilire le lunghezze effettive delle pause, assai importanti in questa partitura. Il direttore d’orchestra dovrà prendere le sue decisioni in merito, anticipatamente, assieme alla cantante. – Tutti i passaggi senza accompagnamento sono in un tempo assai libero, in funzione della messa in scena. Bisogna passare repentinamente dall’angoscia alla calma e viceversa.
“La voix humaine” è stata recentemente proposta al Teatro Diana, nell’ambito della sezione Musica del Napoli Teatro Festival Italia, nell’incisivo e sapiente allestimento concepito da  Riccardo Canessa, che ha voluto dare al monodramma un taglio ancora più tragico, mettendo in secondo piano il telefono (che ha solitamente un ruolo ben definito nell’economia complessiva) e concentrando tutto sulla protagonista.
Quest’ultima è entrata in scena avviluppata da un vestito lungo, che le bendava anche gli occhi e completamente spiegazzato, indicativo della sua condizione.
Ma, con il procedere della rappresentazione, la donna si liberava progressivamente di quella sorta di bozzolo ingombrante e, alla fine, cambiava totalmente di abito, pronta ad affrontare di nuovo la vita o, forse, a lasciarla definitivamente.
A dare vita al personaggio femminile è stata Leona Pelešková, noto soprano ceco, che si è immedesimata mirabilmente nella parte a lei affidata, abbinando le qualità vocali, che già in altre occasioni avevamo avuto modo di apprezzare, con una notevolissima abilità recitativa.
Molto brava anche Monica Leone, alla quale era affidata la parte pianistica, che ha contribuito a dettare i ritmi della vicenda, evidenziando un perfetto affiatamento con la Pelešková.
Una nota di merito va, inoltre, a Concetta Nappi, che ha creato il vestito di grande originalità indossato dalla protagonista
Infine ricordiamo Tiziana Sorrentino, Rosario Martucci, Nathalie Camps, Fabio Ambrosino, Maurizio Iaccarino, Franco Basile e Francesco Squeglia, che hanno contribuito, ognuno nell’ambito della loro professionalità, sotto la fondamentale supervisione di Riccardo Canessa, all’ottima riuscita di uno spettacolo intensissimo, rivolto ad uno dei capolavori del Novecento musicale, nell’ambito di un particolare genere collocato fra canto e recitazione.

13 luglio, 2018 Posted by | Campania, Canto, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Musica Lirica, Napoli, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Teatri, Teatro Diana | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

n.6 Donne in musica:GERMANE TAILLEFERRE

Germane Tailleferre di Marco del Vaglio

Nata a Parc Saint-Maur nella Marna nel 1892, Germaine Tailleferre si trasferì a Parigi con la famiglia e, appena dodicenne, entrò nel Conservatorio della capitale francese. La decisione fu a lungo osteggiata dai genitori che, ben presto, dovettero ricredersi perché la piccola Germaine fece subito emergere le sue eccezionali doti musicali per la soddisfazione dei suoi insegnanti Dallier (armonia e solfeggio), Caussade (contrappunto) e Estyle (accompagnamento al pianoforte).

Decisivo per la sua carriera di compositrice risultò l’incontro con Milhaud, Auric ed Honegger.

Insieme a Satie e Poulenc formarono nel 1918 “I Nuovi Giovani” (“Les nouveaux jeunes”), che due anni dopo divenne il più noto “Gruppo dei Sei” (“Les Six”).

Il sodalizio durò pochissimo, ma il sestetto si guadagnò un posto importante nella storia della musica del XX secolo poiché la concezione dei suoi componenti, il cui ideologo era il poeta, scrittore e regista Jean Cocteau, partiva da una sincera avversione verso le correnti musicali del tempo e, usando i più svariati materiali sonori, jazz incluso, dava vita a brani decisamente ironici ed anticonformisti.

Al proposito va aggiunto che, nell’ambito del gruppo, non vi fu mai una omogeneità di stile, e che la Tailleferre, pur alla ricerca di nuove tecniche, non rinnegò mai in modo netto la tradizione.

A conferma di ciò ricordiamo che, fino al 1930, studiò orchestrazione con compositori quali Ravel e Fauré, ed inoltre i suoi brani fecero spesso riferimento ad autori del passato come Couperin e Scarlatti.

Altre note salienti sulla vita della Tailleferre riguardano il periodo 1942-46, trascorso negli Usa, e il successivo ritorno in patria, dove negli anni ’50 accompagnò al pianoforte il baritono Lefort.

Inoltre lavorò per la Radiotelevisione Francese, scrisse musica per film e tenne numerose conferenze sul “Gruppo dei Sei”, rimanendo in attività fino a poco tempo prima della morte, che avvenne a Parigi nel 1983.

Marco del Vaglio

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9 gennaio, 2011 Posted by | Art, Arte, Compositori, Cultura, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Music, Musica, Pianisti | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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