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L’Orchestra del Conservatorio di Avellino, diretta dal maestro Giuseppe Camerlingo, riporta lo Stabat Mater di Paisiello dove esordì due secoli fa


Lo Stabat Mater, sequenza in latino del XIII secolo, attribuita al francescano Jacopone da Todi, che descrive mirabilmente l’angoscia e la sofferenza della madre di Dio ai piedi della Croce, è stato utilizzato come testo per numerose composizioni.
La più nota risulta sicuramente quella per soprano, contralto, archi e basso continuo, scritta da Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), a seguito di una richiesta ricevuta nel 1736 dalla confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo.
Secondo la tradizione, l’autore iesino completò lo Stabat nel convento dei Cappuccini di Pozzuoli, luogo salubre dove si era recato per cercare di contrastare la tubercolosi che lo aveva colpito, poche ore prima di morire, il che accese la fantasia popolare, favorendo una diffusione ed una notorietà del brano, rimaste inalterate fino ai nostri giorni.
Poco più di 70 anni dopo, il 16 settembre 1810, in occasione della festività della Beata Vergine Addolorata, Giovanni Paisiello (1740-1816) propose una sua versione dello “Stabat Mater del Pergolese”, eseguita nel Duomo di Napoli, avendo cura di sottolineare “…senza dipartirsi dell’originalità…”
Un’avvertenza nata soprattutto allo scopo di difendersi da eventuali critiche degli appassionati più intransigenti, ma non proprio rispondente all’effettiva realtà perché, pur rispettando sostanzialmente la partitura pergolesiana, Paisiello rinforzò l’organico con un buon numero di strumenti a fiato e due voci maschili (alle quali affidò alcune arie e duetti dell’originale, abbassate di un’ottava), preoccupandosi di inserire anche piccole modifiche, con un risultato complessivo che indirizzava maggiormente verso effetti operistici e finiva con impoverire la forte drammaticità insita nella composizione.
A distanza di 208 anni il brano è stato riproposto, nella Cappella del Tesoro di San Gennaro del Duomo di Napoli, dall’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, diretta da Giuseppe Camerlingo (che del brano è uno dei massimi esperti, avendone curato la prima registrazione mondiale nel 2000), con la partecipazione di un quartetto vocale formato da Rosalba Eroico (soprano), Marina Esposito (contralto), Pasquale Tizzani (tenore) e Roberto Gaudino (basso).
La serata si è aperta con un interessante e dotto intervento di monsignor Vincenzo De Gregorio, che ha fatto gli onori di casa in qualità di Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro.
Nella sua disquisizione De Gregorio ha sottolineato il ruolo fondamentale della chiesa cattolica nel diffondere la musica in tutto l’Occidente e accoglierne le progressive novità lungo i secoli, soffermandosi poi sulla storia della nascita della Cappella del Tesoro, edificata nella prima metà del Cinquecento, a seguito di un voto dei fedeli (in realtà un vero e proprio contratto, stipulato alla presenza del notaio, fra il popolo e San Gennaro), che nel 1527 avevano implorato il patrono della città di porre fine alla guerra, all’epidemia di peste ed alle eruzioni molto violente del Vesuvio, ottenendo le grazie richieste.
Infine, ha voluto descrivere, per sommi capi, le opere d’arte che abbelliscono la Cappella, fra le quali si annoverano un busto in oro e argento di San Gennaro, risalente al 1307, al quale nel Settecento venne aggiunta una mitra (il tipico copricapo vescovile) contenente 3328 diamanti, 198 smeraldi e 168 rubini, realizzata dall’orafo Matteo Treglia, e i 51 busti in argento massiccio dei compatroni di Napoli.
In questo scenario spettacolare, caratterizzato anche da una buona acustica, l’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, ben guidata dal maestro Camerlingo, ha fornito una prova di elevato livello, evidenziando una sezione di archi molto compatta e fiati di notevole nitidezza, all’altezza del loro compito e mai preponderanti, per cui l’insieme appariva omogeneo ed equilibrato, con il risultato di limitare molto la tendenza operistica e salvaguardare i momenti di maggiore suggestione.
Bravi anche i quattro cantanti, con il duo formato dal soprano Rosalba Eroico e dal contralto Marina Esposito, apparso leggermente superiore a quello costituito dal tenore Pasquale Tizzani e dal basso Roberto Gaudino (si tratta di un giudizio personale che scaturisce dall’aver ascoltato innumerevoli volte lo Stabat pergolesiano, notoriamente privo di voci maschili).
Pubblico numerosissimo ed attento, che ha resistito piuttosto bene al caldo infernale della serata, dando prova di grande maturità e riuscendo addirittura a non applaudire fra un movimento e l’altro (cosa che accade quasi sempre quando si esegue lo Stabat Mater di Pergolesi).
Il merito di questo comportamento virtuoso va equamente suddiviso, a nostro parere, fra la particolare atmosfera di un luogo unico come la Cappella del Tesoro di San Gennaro, ed il carisma degli interpreti, questi ultimi protagonisti di un evento riuscitissimo, che ha omaggiato la Beata Vergine Addolorata, celebrando nel contempo l’ultimo grande musicista della scuola napoletana del Settecento.

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20 settembre, 2018 Posted by | Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 13 al 16 settembre l’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino propone lo “Stabat Mater” di Pergolesi, nella versione di Paisiello, ad Avellino, Montevergine e Napoli


Giovedì 13 settembre nel Duomo di Avellino (ore 20.30),  sabato 15 settembre nel Santuario di Montevergine (ore 20.30) e domenica 16 settembre nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli (ore 19.30), l’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, diretta da Maestro Giuseppe Camerlingo, con la partecipazione dei solisti Rosalba Eroico (soprano), Marina Esposito (contralto), Pasquale Tizzani (tenore) e Roberto Gaudino (basso), propone lo Stabat Mater di Pergolesi nella versione di Giovanni Paisiello.

Domenica, 16 del corrente, nella Chiesa dell’Arcivescovado si celebrerà la festività dei dolori di Maria Vergine. La mattina, alle 10 ore di Francia, vi sarà messa cantata con musica del cavalier Paisiello, maestro di cappella della cattedrale. Sarà cantato in tale occasione lo “Stabat” dell’immortale Pergolese, a cui lo stesso Paisiello ha aggiunto alcuni istromenti da fiato, senza dipartirsi dall’originale dell’autore.
Corriere di Napoli n° 505 – Mercoledì 12 settembre 1810

Nel 1810, quando diede alle stampe ed eseguì nella cattedrale di Napoli una sua trascrizione dello Stabat Mater dell’immortale Pergolese, Giovanni Paisiello, nato a Taranto nel 1740, aveva alle spalle una lunga carriera internazionale e poteva considerarsi l’ultimo e acclamato testimone di una civiltà musicale napoletana che aveva conquistato l’Europa e il mondo intero.
Di questa gloriosa tradizione, Giambattista Pergolesi (Jesi 1710, Napoli 1736) era l’emblema, e la sua figura artistica era entrata nel mito immediatamente dopo la sua precoce morte.
Due erano le composizioni di Pergolesi che erano diventate popolari in una misura impensabile, in un’epoca che non conosceva ancora il concetto di repertorio in musica come lo intendiamo oggi: La serva padrona, nel genere teatrale buffo, e lo Stabat Mater, nella musica sacra.
Ricchissimo di immagini, banco di prova per gli effetti descrittivi che suggerisce, il testo latino dello Stabat, attribuito a Jacopone da Todi, è stato intonato da centinaia di musicisti fino ai nostri giorni.
Ma certamente quello di Pergolesi è il più celebre e il più eseguito.
Nessun’opera, quanto lo Stabat Mater di Pergolesi, subì tante riduzioni e tanti adattamenti, non solo da parte degli innumerevoli interpreti che, secondo le circostanze e le disponibilità materiali, lo eseguivano nelle chiese, nelle sale da concerto o in case private, ma anche per mano di altri compositori, che molto spesso ne alteravano la purezza.
E’ quanto mai opportuna quindi la precisazione quasi enfatica che Paisiello fa apporre sul frontespizio della sua edizione stampata a Parigi nel 1810: ..senza dipartirsi dell’originalità…
Precisazione che può farci sorridere oggi, visto che aggiungeva arbitrariamente gli strumenti a fiato, modificava alcuni assetti della tessitura degli archi, distribuiva alcune arie e duetti sulle voci di tenore e basso (assenti in Pergolesi) facendole poi cantare insieme al soprano e al contralto nell’Amen finale, modificava parzialmente alcuni frammenti delle melodie, inseriva indicazioni dinamiche, di fraseggio e di andamento assenti in Pergolesi, introduceva nuove figure d’accompagnamento.
Dunque si trattava di interventi che alteravano sensibilmente il testo pergolesiano, ma tuttavia senza tradirlo.
Dopo 74 anni (1736-1810) Paisiello rivendicava l’originalità dello Stabat Mater del Pergolese e di certo aveva tutta l’autorevolezza per farlo, per la sua collocazione storica, per il prestigio internazionale, ma soprattutto per la sua sensibilità profondamente consapevole nell’interpretare lo spirito della tradizione di cui faceva parte.
La maestria delicata nell’uso dei fiati gli assicurava la completa aderenza ai sentimenti espressi dalla musica di Pergolesi.
Valga come esempio la splendida orchestrazione del Quando corpus morietur con quei colori caleidoscopici sempre cangianti come i vetri di un rosone, che sembrano accompagnarci verso la “gloria del paradiso”.

Per la nostra generazione, educata al rispetto per il testo originale, doveroso a causa di tante inopportune e fuorvianti incrostazioni accumulatesi nei secoli, l’ascolto di questa trascrizione ci offre un’ottima opportunità di godere del capolavoro pergolesiano in una diversa prospettiva.
Per gli esecutori è una sfida perché obbliga ad un’interpretazione articolata su tre dimensioni diacroniche: noi-Pergolesi, noi-Paisiello, Paisiello-Pergolesi.
In ultima analisi, ci invita anche a superare il mito dell’ “Urtext” e a considerare un testo musicale non solo come testo statico e cristallizzato una volta per tutte dal compositore, da osservare come in una teca, ma anche come un organismo che vive nel tempo e pertanto sempre mutevole e dinamico.

6 settembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

30 marzo 2015, Ecce Filius Tuus: Oratorio sulla passione di Cristo alla Chiesa di Santa Maria di Caravaggio

 Ecce Filius Tuus. 

Concerto/oratorio sulla Passione di Cristo, 

Corale Giubileo

diretta da Filomena Scala

30 marzo 2015 ore 20,00

Chiesa di Santa Maria di Caravaggio, piazza Dante – Napoli

Musiche di Pergolesi, Kodaly, Bardos, Saint- Saens ed Enzo Avitabile e letture di brani sulla Passione di Cristo

Pianista accompagnatore: Valentina Fusaro
Soprano: Lina Tammarino
Tenore: Massimiliano Sebastiano
Contralto: Valentina Dura
Voci recitanti: Sergio Valentino, Gemma D’Alessandro, Massimiliano Cetrangolo, Paolo Russo
 

 

 

 

 

 

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19 marzo, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Cultura, Cultura, Music, Musica, Musica classica, Musica corale, Napoli | , , , , , , | Lascia un commento

Al Teatrino di Corte di Palazzo Reale un magnifico concerto dedicato agli albori del Settecento napoletano

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Ultimo appuntamento, al Teatrino di Palazzo Reale a Napoli, con il ciclo “Una balconata per la musica di corte”, inserito nell’ambito della stagione ufficiale dell’Associazione Alessandro Scarlatti.
Il concerto conclusivo, dal titolo “Sotto le ali dell’Aquila Imperiale”, in quanto incentrato sugli autori attivi alla corte di Napoli durante la dominazione asburgica (1707-1734), ha avuto come prestigiosi protagonisti l’ Ensemble Barocco di Napoli, diretto dal flautista Tommaso Rossi, ed il soprano Maria Grazia Schiavo.
La serata ha avuto inizio con il Concerto in sol minore per flauto, due violini, viola e basso continuo di Francesco Mancini (1672-1737), allievo di Francesco Provenzale al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, che portò avanti una prestigiosa carriera, come direttore del Conservatorio di Santa Maria di Loreto e in qualità di maestro della Cappella Reale, dove successe ad Alessandro Scarlatti.
La successiva aria Amare e tacere è pena tiranna, accompagnata dai flauti, apparteneva ad “Astarto” del sassone Johann Adolf Hasse (1689-1733), dramma in musica che esordì nel 1726 al Teatro San Bartolomeo di Napoli.
Altra figura di spicco fu Leonardo Vinci (1690-1730), tra gli autori più noti e richiesti della prima metà del Settecento.
Dalla sua ultima opera “Artaserse”, su testo di Metastasio, abbiamo ascoltato l’aria di Arbace “Vo solcando un mar crudele” che, alla “prima” tenutasi a Roma nel 1730, venne interpretata dal castrato Giovanni Carestini.
Decisamente oggi meno noto, ma molto famoso ai suoi tempi, il compositore e virtuoso del violino Angelo Ragazzi (1680-1750), che visse fra le corti di Napoli e Vienna.
La sua Sonata VI in sol minore per violino e archi, tratta dalla raccolta di 12 Sonate a quattro op. 1 (Roma, 1736) evidenziava un brano di ottima fattura, caratterizzato da passaggi di grande difficoltà affidati allo strumento solista.
Ultimo brano, prima dell’intervallo, “Mentre dormi amor fomenti”, aria di Licida da “Olimpiade” di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) che musicò, in occasione del carnevale romano del 1735, uno dei più famosi libretti di Metastasio (utilizzato, in circa un secolo, almeno da una cinquantina di compositori).
La seconda parte si apriva con “Ahi se la speme”, aria per soprano, traversiere e archi, nuova incursione nell’ “Astarto” di Johann Adolf Hasse, seguita dal Concerto in la minore per flauto, due violini, viola e basso continuo, risalente al 1725 del pugliese Domenico Sarro (1679-1744), celebre soprattutto per la sua produzione operistica, al punto che il suo dramma “Achille in Sciro” fu scelto per inaugurare nel 1737 il Teatro di San Carlo.
Penultimo brano in programma “Lieto così talvolta”, aria di Farnaspe da “Adriano in Siria” di Giovanni Battista Pergolesi, sempre su libretto di Metastasio, affidata al suo esordio nel 1735 alla strepitosa vocalità del castrato Gaetano Majorano, conosciuto con il soprannome di Caffarelli.
Chiusura con “Torbido e irato”, altro pezzo ricco di passaggi virtuosistici, creato per porre in risalto la bravura di Farinelli, tratto da “Erminia” di Alessandro Scarlatti (1660-1725), scritta nel 1723 in occasione delle nozze fra Maria Luisa Caracciolo de’ Principi di Santobuono e Ferdinando Colonna Principe di Stigliano.
Uno sguardo ora agli interpreti, a cominciare dal soprano Maria Grazia Schiavo che, confrontatosi con un repertorio quanto mai vario e complesso, caratterizzato da arditezze virtuosistiche, abbinate a passaggi ricchi di suggestioni, ha fornito un’altra prova straordinaria.
A tal proposito, va ricordato che tutte le arie eseguite, come accennato precedentemente, avevano per destinatari una serie di castrati di assoluto valore e, seppure possa apparire una affermazione scontata, la loro vocalità si discostava nettamente da quella che caratterizza un soprano o un mezzosoprano.
In altre parole, l’interprete femminile, se non vuole andare incontro a problemi, che talora possono risultare abbastanza seri nell’economia complessiva, deve letteralmente “entrare nei panni” di un castrato.
E, se diamo uno sguardo a quanto attualmente offre il campo in ambito barocco, ci rendiamo conto che artisti della bravura e dell’esperienza di Maria Grazia Schiavo ve ne sono ben pochi.
Venendo alla parte strumentale, va innanzitutto citato Tommaso Rossi, nel duplice ruolo, ottimamente ricoperto, di flauto solista e direttore dell’Ensemble Barocco di Napoli.
Interprete di fama internazionale, il flautista ha avuto l’ulteriore merito di aver concepito un bellissimo programma, scegliendo, nell’ambito di un periodo abbastanza circoscritto, una serie di piccoli capolavori.
Relativamente all’Ensemble Barocco, compagine formata da Raffaele Di Donna (flauto), Rossella Croce (primo violino, impegnata come splendida solista nel brano di Ragazzi), Marco Piantoni (violino secondo), Raffaele Tiseo (violino terzo), Rosario Di Meglio (viola), Rebeca Ferri (violoncello), Giorgio Sanvito (violone), Ugo Di Giovanni (arciliuto) e Patrizia Varone (clavicembalo), ha anch’esso evidenziato una estrema bravura dei singoli, un affiatamento perfetto nei pezzi strumentale ed un’intesa notevolissima anche con il soprano.
L’unica nota stonata è venuta da una certa parte del pubblico (giunto numeroso, ma non quanto l’evento meritasse), che continua imperturbabile a lasciare accesi i telefoni cellulari nonostante l’annuncio fatto prima dell’inizio del concerto, tossisce continuamente, senza preoccuparsi di limitare l’entità dei colpi, che rasentano spesso delle vere e proprie fucilate (amplificate da ambienti acusticamente favorevoli) e fa apprezzamenti ad alta voce mentre gli artisti si esibiscono.
A ciò va aggiunto che la porta d’entrata del Teatrino di Corte è stata più volte sbattuta in modo violento.
E qui entra in gioco il servizio di protezione, che deve obbligatoriamente accompagnare qualsiasi tipo di manifestazioni, ma non si riesce a comprendere perché, quando il concerto ha luogo nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, tutto fila liscio, mentre al Teatrino di Corte diventa un ulteriore fattore di disturbo.
Chiudiamo ricordando i due bis, entrambi da brividi, consistenti nella splendida trascrizione in stile barocco di “Viento”, omaggio a Pino Daniele del maestro Marco Sannini, e nell’aria “Il volo così fido”, dall’opera “Riccardo I” di Georg Friedrich Händel, a coronamento di un concerto di elevatissimo livello.
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24 gennaio, 2015 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 18 gennaio l’Associazione Alessandro Scarlatti ospita l’Ensemble Barocco di Napoli, diretto da Tommaso Rossi, e il soprano Maria Grazia Schiavo

Logo Associazione Scarlatti 2014-2015
Domenica 18 gennaio, alle 20.30, al Teatrino di Corte di Palazzo Reale, l’Associazione Alessandro Scarlatti presenta l’Ensemble Barocco di Napoli, diretto da Tommaso Rossi, e come solista d’eccezione, il soprano Maria Grazia Schiavo, ne il concerto Sotto le Ali dell’Aquila Imperiale, nell’ambito del ciclo Musiche per le corti europee del Settecento.
Un’esibizione con cui l’Ensemble Barocco di Napoli si propone di offrire uno spaccato della produzione musicale presso la corte dei Viceré austriaci di Napoli con partiture che fanno capo ad alcuni degli autori più significativi del periodo, Francesco Mancini, Johann Adolf Hasse, Alessandro Scarlatti, Angelo Ragazzi, Giovanni Battista Pergolesi, Domenico Sarri, Leonardo Vinci.
Musiche dai disegni melodici vividi e coloriti, mirabili nella loro espressività, eseguite, con un rigoroso rispetto nella prassi esecutiva, dall’Ensemble Barocco di Napoli.
Il concerto in cui saranno presentate composizione di raro ascolto, vede protagonisti la voce del soprano Maria Grazia Schiavo, interprete raffinata, dal grande spessore drammatico e dalle grandi doti interpretative.
Da segnalare anche la presenza come solisti di Tommaso Rossi al flauto e di Rossella Croce al violino, impegnati rispettivamente in concerti strumentali di Francesco Mancini e Domenico Sarri e di Angelo Ragazzi.

“Questo programma è rappresentativo di due aspetti importanti della produzione musicale del periodo del Viceregno Austriaco. Da un lato presenteremo una selezione di arie da opere serie o da serenate, che mostra il virtuosismo della scrittura vocale di autori quali Vinci e Scarlatti e nello stesso tempo la sensuale cantabilità di alcuni autori quali Pergolesi e Hasse.” spiega Tommaso Rossi. “In particolare eseguiremo una versione con il flauto obbligato della stupenda e famosissima aria di Pergolesi Lieto così talvolta tratta dall’Adriano in Siria, e due arie con i flauti obbligati tratte dall’Astarto di Hasse, una delle sue opere del periodo napoletano, composta nel 1726.”

Parte del concerto è invece dedicata al repertorio strumentale, che proprio durante il periodo del Viceregno austriaco raggiunse importanti traguardi in termini di complessità della scrittura, un repertorio ancora tutto da scoprire.
In particolare il repertorio flautistico, una frontiera ancora ricca di spunti, alla cui riscoperta l’Ensemble Barocco di Napoli si sta dedicando.

Gli anni del viceregno austriaco a Napoli videro fiorire di una straordinaria stagione artistica di eccezionale qualità.
La musica doveva testimoniare la magnificenza della corte vicereale.
Innanzitutto la musica di Alessandro Scarlatti, che proprio il primo Vicerè austriaco di Napoli, il Cardinal Grimani, richiamerà a Napoli nel 1708, che rappresenta un indiscusso punto di riferimento e modello per i suoi contemporanei.
Poi Francesco Mancini, suo vice-maestro presso la Real Cappella e Primo Maestro del Conservatorio di Santa Maria di Loreto a partire dal 1720, compositore che dedicò grande spazio alla produzione strumentale e per flauto in particolare.
Domenico Sarri, legato agli ambienti dell’Arcadia napoletana e autore della musica per il primo melodramma scritto da Pietro Metastasio; Johann Adolph Hasse, il compositore sassone che dal maggio del 1722 al dicembre del 1729 visse a Napoli, diventando amico e allievo dell’ormai anziano Alessandro Scarlatti, e ottenendo nella città partenopea i suoi primi grandi successi; Giovan Battista Pergolesi, che colse i suoi grandi successi al termine proprio del periodo della dominazione austriaca su Napoli.
Completano il programma un concerto di Angelo Ragazzi, virtuoso di violino e tra i fondatori della Scuola violinistica napoletana, e un’aria tratta dall’Artaserse di Leonardo Vinci, opera che trionfò sui palcoscenici nel 1730.

Costo del biglietto

Intero: 20 Euro
Giovani: 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it; info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

Ufficio stampa:
Giusi Zippo
mob. 3396276954
mail: giusizippo@alice.it

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Domenica 18 gennaio 2015 – Teatrino di Corte di Palazzo Reale
Sotto le Ali dell’Aquila Imperiale
Musiche di Francesco Mancini, Alessandro Scarlatti, Angelo Ragazzi, Domenico Sarri, Johann Adolf Hasse, Giovan Battista Pergolesi, Leonardo Vinci.

Maria Grazia Schiavo, soprano
Tommaso Rossi, flauto solista
Rossella Croce, violino solista
Ensemble Barocco di Napoli

Tommaso Rossi
Tommaso RossiSi è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, sotto la guida di Pasquale Esposito, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina, perfezionandosi con Pedro Memelsdorff in flauto dolce e con Jesper Christensen in Musica da Camera, presso la Schola Cantorum Basiliensis.
Partecipa stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali (Utrecht, Barcellona, Schleswig-Holstein, Siviglia, Brema, Ambronay, Lisbona, Halle, Bruxelles, Città del Messico, Parigi, Il Cairo, Rabat, Madrid, Bergen, Vienna, Bruxelles, Settembre Musica di Torino, Accademia di Santa Cecilia, Amici della Musica di Palermo, Teatro S. Carlo, Associazione A. Scarlatti, GOG, Amici della Musica di Perugia, Festival di Zagabria, Accademia Filarmonica di Verona, Copenaghen Renaissance Festival, Opera di Losanna).
Nel 2010 ha fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd di sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto per l’etichetta Stradivarius e ha realizzato concerti per l’Associazione “Scarlatti” di Napoli, Il festival Cusiano di Musica Antica, l’Opera Giocosa di Savona, il Festival barocco “Leonardo Leo”.
Nel 2013 ha pubblicato la prima registrazione assoluta delle Sonate di Leonardo Leo per flauto dolce e basso continuo.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e recentemente ha pubblicato per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Ha studiato il flauto traversiere con Marcello Gatti, strumento con il quale si è più volte esibito in qualità di solista in campo internazionale (Arsenal di Metz, Opera di Montpellier, Opera di Losanna).
Con l’etichetta Eloquentia ha registrato il concerto in sol maggiore per traverso, archi e basso continuo di Leonardo Leo.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo.
Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel. È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
Con suoi interventi ha partecipato al XV colloquio di musicologia del Saggiatore Musicale, al recente Convegno su Niccolò Jommelli organizzato dal Conservatorio di Napoli e al convegno “Marchitelli, Mascitti e la Scuola Strumentale napoletana” organizzato dall’Istituto Abruzzese di Storia Musicale.

Maria Grazia Schiavo
Maria Grazia SchiavoNapoletana, diplomata al Conservatorio S. Pietro a Majella sotto la guida del M° R. Passaro col massimo dei voti, vince numerosi concorsi internazionali tra cui Santa Cecilia di Roma e Clermont Ferrand.
Consegue il diploma di laurea in Musica da Camera con il Maestro Florio ottenendo 110/110 lode e menzione speciale per meriti artistici.
Il suo debutto operistico avviene giovanissima nella compagnia teatrale di Roberto De Simone, portando in scena il ruolo titolo ne La Gatta Cenerentola, debuttando nei principali teatri italiani ed esteri.
Specializzata nella prassi vocale barocca, ha collaborato con prestigiosi gruppi di musica antica tra cui Le Concert des Nations di Jordi Savall; Europa Galante/Fabio Biondi; La Cappella dei Turchini/Antonio Florio; La Risonanza/Fabio Bonizzoni; Concerto Italiano/Rinaldo Alessandrini; Al Ayre espanol/Lopez Banzo; Accademia Bizantina/Ottavio Dantone.
E’ ospite delle più prestigiose sale da concerto e Festival internazionali mondiali quali la Citè de la Musique di Parigi, la Konzerthaus di Vienna, la Gulbenkian di Bilbao, Accademia di Santa Cecilia a Roma, Chicaco Symphony Orchestra a Chicago, Accademia Chigiana di Siena, Società del Quartetto di Milano, Festival di Beaune in Francia, Festival di Ravello, Festival dello Chateaux di Versailles, Fondazione Calousta Gulbenkian di Lisbona, Philarmonica di Cracovia (dove viene invitata dal 2005 tutti gli anni), Theatre Natiolan Mohammed V di Rabat, Marocco, teatro Gumhurey di Citta del Cairo, Festival di Saint Denis, Teatro Colon di Buenos Aires, Teatro San Carlo, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Municipal di Santiago del Cile.
Affermata come uno dei soprani italiani di riferimento nel repertorio classico e barocco, recentemente ha cantato il ruolo titolo di Lucia di Lammermoor al Teatro Regio di Torino diretta da B. Campanella, Konstanze nel Ratto del Serraglio di Mozart all’Opera di Roma diretta da G. Ferro ed il ruolo di Dircea nel Demofoonte di Jommelli a Salisburgo, Ravenna e Parigi, all’Opera Garnier, diretta da Riccardo Muti, Donna Anna nel Don Giovanni al Teatro Regio di Torino sotto la direzione di C. Hogwood, Clelia ne “Il Trionfo di Clelia” al Comunale di Bologna per il 250° del Teatro Comunale.
Tra gli impegni di spicco dell’ultimo periodo citiamo: Stabat Mater di Rossini in Sala Nervi Vaticano per il Santo Padre diretta da J. Lopez Cobos; Amital nella Betulia Liberata di Mozart al Festival di Salisburgo diretta da Riccardo Muti; Almirena nel Rinaldo di Händel al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi con Ottavio Dantone; Dalinda nell’Ariodante di Händel al Theater an der Wien con Christoph Rousset; Seleuce nel Tolomeo di Händel al Teatro Arriaga di Bilbao con C. Aragon; Marioletta nel Pulcinella Vendicato al Teatro San Carlo di Napoli diretta da A. Florio; Idaspe nel Bajazet di Vivaldi diretta da F. Biondi alla Fenice di Venezia, al Teatro di Montpellier; Floralba nella Statira di Cavalli al Teatro San Carlo diretta da A. Florio;Selene nella Didone abbandonata di Piccinni alla Citè de la Musique di Parigi diretta da A. Florio; Guacosinga nel Motezuma di De Majo al teatro di Schaffenburg diretta da A. Florio; Venere nelle Disgrazie di Amore di A. Cesti diretta da C. Ipata; Zerlina nel Don Giovanni con Lorin Maazel per l’inaugurazione del Palau de las Arts di Valencia; ruolo titolo ne La Partenope di Handel a Beaune; la Fida Ninfa di Vivaldi al Festival Opera Rara di Cracovia diretta da Spinosì; Cleopatra nel Giulio Cesare di Händel diretta da Ottavio Dantone, Accademia Bizantina a Ravenna e Ferrara; Aristea nell’Olimpiade di Pergolesi al San Carlo di Napoli; Berenice nel Farnace di Vivaldi e Arianna nel Giustino di Vivaldi al Theater an der Wien e Théâtre de Champs Elysées diretta da Stefano Molardi; Susanna nelle Nozze di Figaro di Mozart a Cagliari dirette da H. Soudant; ha cantato i Carmina Burana diretta dal Maestro Muti a Chicago con la Chicago Symphony Orchestra; è stata Mandane nell’Artaserse di Hasse per il Festival della Valle d’Itria diretta da C. Rovaris; ha cantato la Messa in do minore di Mozart per il Teatro dell’Opera di Roma; ha inaugurato, sotto la direzione del Maestro Muti, la sala del teatro San Carlo dopo il restauro avvenuto nel 2009 con un concerto di musiche di Jommelli.
E’ stata Mandane nell’Artaserse di Hasse al Festival della Valle d’Itria sotto la direzione di C. Rovaris; ha interpretato Maddalena nell’oratorio “Maddalena ai piedi di Cristo” di Caldara al Festival di Musica antica di Bruges e di Bremen sotto la direzione di O. Dantone, Susanna nelle Nozze di Figaro al Teatro Lirico di Cagliari.
Tra i prossimi impegni citiamo Konstanze all’Opera di Wallonie nel Die Entfuhrung aus dem Serail, Pamina nel Flauto Magico al Teatro Regio di Torino, Nannetta nel Falstaff all’Opera di Amsterdam….

L’Ensemble Barocco di Napoli
E’ stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito con grande successo di pubblico il 2 maggio del 2010 in occasione di un concerto organizzato dall’Associazione “ Alessandro Scarlatti” di Napoli per festeggiare il 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini musicali napoletane (Orchestra del Teatro San Carlo, I Turchini di Antonio Florio, Ensemble Dissonanzen) con una serie di collaborazioni di rilievo internazionale (Concerto Italiano, Ensemble Aurora, Il Complesso barocco, Dolce & Tempesta, Accademia Montis Regalis ecc.).
Nel 2012 il gruppo ha pubblicato il suo primo cd dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti e nel 2014 la prima registrazione assoluta delle Sette Sonate di Leonardo Leo per flauto e basso continuo.
Entrambi i cd sono editi da Stradivarius. L’Ensemble ha inaugurato la trentesima edizione del Festival Cusiano di Musica Antica e ha suonato per la stagione estiva dell’Opera Giocosa di Savona.
Le Sonate di Leonardo Leo sono state eseguite in prima esecuzione moderna il 6 settembre 2013 nell’ambito del Festival barocco “Leonardo Leo” a S. Vito dei Normanni.

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14 gennaio, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 18 e sabato 19 maggio “Le Sette Opere di Misericordia” di Franco Cutolo

Venerdì 18 e sabato 19 maggio, alle ore 20.30, presso il centro culturale Domus Ars, sito nella Chiesa San Francesco delle Monache (Via Santa Chiara 10C – Napoli), rappresentazione in forma scenica del quadro di Caravaggio “Le Sette Opere di Misericordia”.
Il suggestivo spettacolo alterna recitazione,brani cantati e musica, raccontando la storia dei personaggi che ispirarono Michelangelo Merisi per la composizione del noto dipinto.
Il tutto diretto e scritto da Franco Cutolo.
La parte musicale è affidata all’Orchestra Accademia San Giovanni, diretta dal M° Keith Goodman, che eseguirà brani di Bach, Pergolesi e Barber

Costo del biglietto: 12 Euro
Prevendita: 10 Euro

 

info e prenotazione:
www.DomusArs.it
direzione@domusars.it
081/3425603

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15 maggio, 2012 Posted by | Arte, Musica, Musica classica, Teatro | , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 12 novembre prosegue l’Autunno Musicale della Nuova Orchestra Scarlatti con il soprano Maria Grazia Schiavo ed il violinista Luigi De Filippi

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 12 novembre, alle ore 19.00, nel Museo Diocesano di Napoli (Largo Donnaregina), nuovo appuntamento con l’Autunno Musicale della Nuova Orchestra Scarlatti dal titolo “Tempeste e Furori”.

Tempeste e furori: un emozionante viaggio attraverso le più accese passioni musicali barocche, scolpite in forme di plastica evidenza, dove i furori dell’animo umano adottano lo stesso vertiginoso vocabolario sonoro adoperato per dipingere le tempeste della natura, e la voce del violino e quella di soprano si alternano in Concerti e Arie d’opera – pagine tra le più intense e brillanti di Giovanni Legrenzi, Antonio Vivaldi, Georg Friedrich Händel, Giovanni Battista Pergolesi – in un gioco di rispecchiamenti e confronti tutto in “crescendo” tra virtuosismo, canto, espressione.
Protagonisti del concerto accanto alla Nuova Scarlatti saranno il soprano Maria Grazia Schiavo e il violinista Luigi De Filippi.
Il romano Luigi De Filippi è una poliedrica figura di violinista e musicista che spazia dal repertorio classico al barocco, dal jazz alla musica contemporanea; ha collaborato con le principali orchestre italiane, si è esibito quale solista e direttore alla testa dei Mozart London Players nelle sale più prestigiose d’Europa, dal Concertgebouw di Amsterdam al Palau de la Musica di Barcellona.
Il soprano napoletano Maria Grazia Schiavo è un giovane astro ormai pienamente affermato in campo internazionale per il suo timbro pieno, luminoso e duttile e la sua vitalità espressiva. Ha rivestito i ruoli del grande repertorio settecentesco, da Händel a Mozart, sui più importanti palcoscenici – dal San Carlo a Parigi, da Roma a Salisburgo, da Madrid a Vienna – e sotto la guida di maestri del calibro di Lorin Maazel, William Christie, Riccardo Muti.

I biglietti, del costo di Euro 14.00, sono acquistabili presso il botteghino del Museo Diocesano da un’ora prima del concerto e presso le abituali prevendite

I biglietti si possono acquistare anche on line: www.azzurroservice.net

Nuova Orchestra Scarlatti
tel/fax 081.410175
info@nuovaorchestrascarlatti.it
www.nuovaorchestrascarlatti.it
Ufficio stampa
Luisa Maradei (333.5903471)

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Programma

G. Legrenzi: Sonata per archi e basso continuo in sol maggiore “La Raspona”

G. F. Händel: Aria di Armida Ah crudel da “Rinaldo”

A. Vivaldi: Concerto per violino, archi e basso continuo in re maggiore “Grosso Mogul”

G. B. Pergolesi: Aria di Farnaspe Lieto così tal volta da “Adriano in Siria”

G. F. Händel: Aria di Cleopatra Da tempeste il legno infranto da “Giulio Cesare in Egitto”

A. Vivaldi:
Concerto per violino, archi e basso continuo in mi bemolle maggiore. op. 8 n. 5 “La Tempesta di Mare”
Aria di Ippolita Da due venti un mar turbato da “Ercole sul Termodonte”
Aria di Idaspe Anche il mar par che sommerga da “Bajazet”
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Autunno musicale 2011 della Nuova Orchestra Scarlatti – Prossimi appuntamenti

Sabato 26 novembre, ore 19.00 – RHAPSODY
musiche di Stravinskij, Martinů, Gershwin e al.
pianoforte: Enrico Fagnoni
voce: Maria Sole Gallevi
NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI
direttore Francesco D’Ovidio

Sabato 3 dicembre, ore 11.30/17.00/19.00 – TABLEAUX VIVANTS
Caravaggio e i Caravaggeschi
musiche di Durante, Pergolesi, Scarlatti e al.
TEATRI 35
NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI

Sabato 10 dicembre, ore 19.00 – BENVENUTI AL SUD Film Concerto
musiche di Scipione, Bacalov, Morricone, Rota e al.
NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI
direttore Giuseppe Lanzetta
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11 novembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica classica, Napoli, Prima del concerto | , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 13 marzo tornano le Matinée musicali della Nuova Orchestra Scarlatti al Teatro Diana

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Omaggio a Pergolesi, con il celebre Stabat Mater, l’estremo capolavoro che il grande mito della civiltà musicale partenopea avrebbe terminato, secondo la tradizione, a pochissimi giorni dalla morte avvenuta a soli 26 anni di età, inaugura domenica 13 marzo, alle ore 11.30 una nuova rassegna di Matinée musicali della Nuova Orchestra Scarlatti presso il Teatro Diana di Napoli (via Luca Giordano, 64, nel cuore del Vomero).

Nel primo dei tre appuntamenti (gli altri domenica 27 marzo e domenica 10 aprile) sarà protagonista lo Stabat Mater, una splendida pagina per due voci e archi, in cui Giovanni Battista Pergolesi intreccia il suo rivoluzionario spirito teatrale con una tenera e commossa religiosità, in una continua alternanza di contrappunti solenni, sensuali cromatismi, brillanti slanci e morbide dissolvenze.

Lo Stabat sarà preceduto nel programma dalla Trio-sonata in sol per archi, oggi assegnata al compositore veneziano di metà settecento Domenico Gallo, il cui movimento iniziale si trova rielaborato nel balletto neoclassico di Stravinskij Pulcinella e, per moltissimo tempo, uno dei più famosi brani erroneamente attribuiti in passato a Pergolesi, involontari omaggi alla forza della sua leggenda nei secoli.

Accanto agli Archi della Nuova Orchestra Scarlatti, con Luigi De Filippi primo violino concertante, partecipano alla matinée il soprano Cristina Grifone e il mezzosoprano Paola Esposito.
Presenta Enzo Viccaro.

Il costo del biglietto per i concerti è di 12 euro
Abbonamento a 3 concerti: 24 euro.
Prevendita al botteghino del Teatro Diana (tel. 081.5567527 – 081.5784978) e presso le abituali prevendite
.

Prossimi appuntamenti delle matinée al Diana: 27 marzo, ‘… in Coro’, con l’ensemble vocale ‘Exsultate Deo’ e il clarinettista Gaetano Russo; 10 aprile, Passioni all’opera, con il soprano Elisabetta Russo e il baritono Juan Possidente

Informazioni
Nuova Orchestra Scarlatti
e-mail: info@nuovaorchestrascarlatti.it
Sito web: www.nuovaorchestrascarlatti.it

Ufficio stampa
Luisa Maradei
cell.: 333.5903471

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8 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Convegno internazionale «Sopra il gusto moderno»: civiltà musicale a Napoli nell’età di Pergolesi

Celebrazioni Nazionali per il Terzo Centenario della Nascita di Giovanni Battista Pergolesi

Napoli, 28-31 gennaio 2010

Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi

Centro di Musica Antica “Pietà dei Turchini” di Napoli

in collaborazione con

Comune di Pozzuoli

Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano
Intesa Sanpaolo

Teatro di San Carlo di Napoli

convegno internazionale

«Sopra il gusto moderno»: civiltà musicale a Napoli nell’età di Pergolesi

28-31 gennaio 2010

Napoli, Centro di Musica Antica “Pietà dei Turchini”
Chiesa di Santa Caterina da Siena

Napoli, Teatro di San Carlo

Pozzuoli, Rione Terra, Palazzo Migliaresi

Napoli, Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano

giovedì 28 gennaio, ore 15.00
Napoli, Chiesa di Santa Caterina da Siena
via Santa Caterina da Siena, 38

Indirizzi di saluto
William Graziosi, amministratore delegato della Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi
Marco Rossi, presidente del Centro di Musica Antica “Pietà dei Turchini”
Federica Castaldo, direttore del Centro di Musica Antica “Pietà dei Turchini”

presiede Renato Di Benedetto

Imma Ascione, Fonti per l’età pergolesiana
Elvira Chiosi, Cultura e politica a Napoli nella prima metà del Settecento
Beatrice Alfonzetti, La voce del tragico nel Viceregno asburgico
Roberta Turchi, Le serve padrone
Maria Ida Biggi, Illusione prospettica e immagine pittorica. La scenografia del primo Settecento
Roberto De Simone, Pergolesi in Olimpiade

venerdì 29 gennaio, ore 9.30
Napoli, Teatro di San Carlo

presiede Claudio Toscani

Giuliana Boccadamo, Religiosità a Napoli nel Settecento
Ausilia Magaudda-Danilo Costantini, Il dramma sacro nel Regno di Napoli al tempo di Pergolesi
Gaetano Pitarresi, Gli esordi di Pergolesi: gli oratori e i drammi sacri
Claudio Bacciagaluppi, Musica contro i terremoti: sulle celebrazioni per S. Emidio
Teresa M. Gialdroni, La cantata a Napoli negli anni di Pergolesi
Antonio Caroccia, La dimensione drammatica in alcune cantate di Pergolesi

venerdì 29 gennaio, ore 15.00
Pozzuoli, Rione Terra, Palazzo Migliaresi

presiede Franco Piperno

Le carte degli antichi banchi e il panorama musicale e teatrale della Napoli di primo Settecento: 1726-1736
(progetto e cura di Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione)
Marina Marino, La musica sacra
Angela Fiore, Musica nei chiostri femminili
Kelly Lidiane Gallo, La committenza privata
Carla Ardito, Il Teatro di San Bartolomeo
Paologiovanni Maione, Le scene della commedia
Francesco Cotticelli, Il teatro istrionico

Francesco Nocerino, L’arte di costruir strumenti musicali a Napoli al tempo di Pergolesi. Un’indagine organologica attraverso polizze e fedi di credito

sabato 30 gennaio, ore 9.30
Napoli, Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano
Via Toledo, 185

presiede Marina Mayrhofer

Rosa Cafiero, «Esistevano in Napoli quattro Licei, fra noi detti Conservatorj»: formazione musicale e «Armonica carriera» nell’età di Pergolesi
Giorgio Sanguinetti, Imparare la composizione attraverso l’improvvisazione. I partimenti di Greco e Durante
Paolo Sullo, Una raccolta di solfeggi di Giovanni Battista Pergolesi (I-Nc 18.3/21 olim Rari 1.6.29/4)
Angela Romagnoli, Il ruolo di Francesco Mancini nell’elaborazione di uno stile ‘moderno’ alla napoletana
Stefano Aresi, Nicola Porpora, l’autoimprestito e il paradigma del gusto: antico, moderno, nuovo, napoletano, italiano, francese
Cesare Fertonani, I molti enigmi delle sonate per violino di Porpora

sabato 30 gennaio, ore 15.00
Napoli, Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano

presiede Francesco Cotticelli

Robert Lang, La questione degli elementi stilistici napoletani nell’Adriano in Siria
Lorenzo Mattei, Il “mito Pergolesi” nella trattatistica musicale del Settecento
Kurt Markstrom, Vinci, Pergolesi e la critica musicale del tardo Settecento
Francesca Seller, Fortuna e ricezione pergolesiana nella Napoli dell’Ottocento
Loredana Palma, La versione di Mastriani. Pergolesi tra biografia e leggenda
Lucio Tufano, «Mostruoso a vedere un Pergolesi coi baffi». Serrao, Ronchetti Monteviti e il mito in scena (1857)

sabato 30 gennaio, ore 21.00
Napoli, Villa Pignatelli
Lieto così, affetti napoletani di primo Settecento
In occasione dei 300 anni della nascita di Pergolesi
Simone Kermes, soprano
Ensemble Le Musiche Nove
Claudio Osele, direttore

domenica 31 gennaio, ore 9.30
Napoli, Chiesa di Santa Caterina da Siena

presiede Paologiovanni Maione

Vincenzo Dolla, Gennaro Antonio Federico, librettista di Pergolesi. Connotazioni strutturali e stilistiche
Rosy Candiani, Napoli 1724: lo Sagliemmanco riconosciuto
Raffaele Mellace, «Io v’era frate»: sorelle e fratelli innamorati tra Pergolesi e Hasse
Mario Armellini, Tiranni spietati e principesse oppresse: scene madri al San Bartolomeo, nell’Ernelinda di Vinci (1726) e ne Il prigionier superbo di Pergolesi (1733)
Roberto Scoccimarro, Profilo melodico e fraseologia nelle arie di Giovanni Battista Pergolesi e Leonardo Leo. I drammi seri

Convegno internazionale di studi
Sopra il gusto moderno: civiltà musicale a Napoli nell’età di Pergolesi a cura del comitato pergolesiano della Fondazione Pergolesi Spontini (responsabili Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione) Le giornate napoletane promosse dal comitato scientifico pergolesiano mirano ad approfondire le conoscenze sull’ambiente e il contesto culturale in cui fiorì l’opera del grande musicista in una prospettiva pluri- e interdisciplinare. Pergolesi si formò ed entrò in contatto con una raffinatissima civiltà dello spettacolo, segnata da un vivace dibattito politico, istituzionale, ideologico, drammaturgico. Il convegno punterà a esplorare i molteplici volti di una capitale, la cui vitalità ebbe forti ripercussioni sul giovane talento jesino, chiamato a misurarsi con generi collaudati, committenti esigenti e accorti, un sistema teatrale complesso e in rapida evoluzione che costituiva una méta per molti artisti e intellettuali europei. Si incroceranno analisi di storia del diritto e dell’economia, di pittura, scultura, urbanistica e architettura, di vicende del costume e delle istituzioni locali, accanto a perlustrazioni nei territori della letteratura, della scienza, della filosofia e della sensibilità religiosa coeve. Un approfondimento verrà riservato ai compositori che operarono intorno a Pergolesi nonché alla formazione tra scuole, palazzi e sale che egli ricevette in una stagione breve ma intensa. Nel corso dei lavori saranno altresì presentati i risultati della ricerca promossa e finanziata dalla Fondazione Pergolesi Spontini sui materiali di interesse teatrale e musicali del decennio 1727-1736 desunti dai giornali di cassa degli antichi banchi custoditi presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli.

Comitato scientifico pergolesiano della Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi
Renato Di Benedetto (presidente)
Francesco Cotticelli
Paologiovanni Maione
Dale Monson
Franco Piperno
Claudio Toscani

Responsabili per il convegno napoletano
Francesco Cotticelli
Paologiovanni Maione

Scarica l’invito:INVITO CONVEGNO NAPOLI_28_31 gennaio 2010

28 gennaio, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Associazioni Musicali, Cantanti, Canto, Centro di musica antica "Pietà dei turchini", Letteratura, Musica | , , , , | Lascia un commento

   

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