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Da martedì 3 a domenica 8 maggio “Gli innamorati” di Goldoni con la regia di Andrée Ruth Shammah chiude la stagione del Teatro Mercadante

Gli Innamorati al Teatro Mercadante
Lo spettacolo Gli innamorati di Carlo Goldoni con drammaturgia di Vitaliano Trevisan e la regia di Andrée Ruth Shammah – in scena al Mercadante da martedì 3 a domenica 8 maggio – chiude il cartellone 2015/2016 del teatro di Piazza Municipio.
Uno spettacolo salutato da unanimi consensi di critica e di pubblico col quale la regista milanese ritorna al teatro di Goldoni dopo La locandiera e Sior Todero Brontolon.

Con Marina Rocco nei panni di Eugenia e Matteo De Blasio in quelli di Fulgenzio, recitano Roberto Laureri, Elena Lietti, Alberto Mancioppi, Silvia Giulia Mendola, Umberto Petranca, Andrea Soffiantini.
Le scene e i costumi sono di Gian Maurizio Fercioni, le luci di Gigi Saccomandi e le musiche di Michele Tadini.

Gli innamorati – produzione del Teatro Franco Parenti di Milano – è uno spettacolo specchio di un oggi fortemente nevrotico in cui cinismo e romanticismo si mischiano e si intrecciano.
Una lettura penetrante che mette in luce i semitoni di una commedia che possiede il fascino leggero delle piccole cose della vita.
Due giovani innamorati incapaci di confrontarsi con il loro sentire – immaturi – si dilaniano, attraversati da lampi di furore, impantanati in ridicoli trasporti, smarriti in fulminei momenti di tenerezza.
La poesia dei sentimenti acerbi esplorata da Goldoni ben si evidenzia nella lettura registica elegante, giocosa e profonda di Andrée Ruth Shammah.
Una sottile sinfonia di impulsi e di emozioni cui danno vita Marina Rocca e Matteo De Blasio nei ruoli della coppia di innamorati Eugenia e Fulgenzio, insieme a tutta la compagnia di interpreti.
Sul palcoscenico, nell’arco di un’ora e quarantacinque minuti, tra leggerezza e ironia, lo spettatore assiste al vorticoso gioco dell’amore messo in campo dai due giovani protagonisti della celebre commedia che Goldoni scrisse nel 1759 a Bologna, di ritorno a Venezia da un viaggio a Roma.

Andrée Ruth Shammah è una delle figure di spicco del teatro italiano.
La sua storia artistica inizia al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e Paolo Grassi.
Dal 1989 dirige a Milano il Teatro Franco Parenti, ex Salone Pier Lombardo, fondato nel 1973 insieme a Franco Parenti, Giovanni Testori, Dante Isella, Gian Maurizio Fercioni.

Orario rappresentazioni
3 e 6 maggio: ore 21.00;
4 e 5 maggio: ore 17.00;
7 maggio: ore 19.00;
8 maggio: ore 18.00

Info:
tel.: 0815524214
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria
tel. 0815513396
biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Ufficio stampa
Valeria Prestisimone
mob.: +39 339.2082696
e-mail: v.prestisimone@teatrostabilenapoli.it

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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 7 al 15 aprile al Ridotto del Mercadante in scena “Fine di Donna Lionora”

Teresa Saponangelo

Teresa Saponangelo

Dopo Anna Maria Ortese, Raffaele La Capria e Giuseppe Patroni Griffi, è Enzo Striano l’autore al centro della quarta edizione del progetto di Teatro e Letteratura dello Stabile dedicato a adattamenti teatrali delle opere di scrittori napoletani o a Napoli particolarmente legati.
Al celebre romanzo storico del 1986 di Enzo Striano, Il resto di niente, sulla vita di Eleonora de Fonseca Pimentel all’epoca della Rivoluzione Napoletana del 1799, è dedicato il trittico di allestimenti Inizio, Sviluppo e Fine di Donna Lionora, con drammaturgia di Maurizio Braucci.
Tra le prime donne giornaliste in Europa, scrittrice, amica di intellettuali e rivoluzionari come Vincenzo Cuoco e Guglielmo Pepe, la Pimentel ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende dei moti partenopei del 1799.
Come nel precedente Sviluppo di Donna Lionora, protagonista di Fine di Donna Lionora – terzo e ultimo del ciclo, in scena da giovedì 7 a domenica 15 aprile al Ridotto del Mercadante con la regia di Alessandra Cutolo – è Teresa Saponangelo, accompagnata da Vincenzo Nemolato.
Con loro recitano Flora Faliti e Anna Patierno del laboratorio “Piazza bella piazza” del Quartiere Forcella, lo storico progetto teatrale delle donne-attrici nato nel 2006 al Teatro Trianon diretto da Marina Rippa.
Fine di Donna Lionora è l’ultimo atto della rivoluzione napoletana del 1799.
E’ il racconto della morte della donna che l’ha rappresentata.
Ma anche del naufragio di un’utopia, la fine del sogno di abolire i privilegi di una parte della città.
Il sogno di accorciare la distanza tra lazzari e giacobini, ignoranti e colti, selvaggi ed educati.
Lo sforzo di portare in città l’enorme potenziale di modernità che il secolo dei lumi aveva diffuso in Europa.
Il tentativo di comunicare coi lazzari recalcitranti e d’imporre loro una visione del mondo. Ma anche la fine del Monitore Napoletano, il giornale che avrebbe voluto educare il popolo.
Cosa resta oggi di quest’utopia? Il resto di niente? O forse alcune delle questioni centrali della città sono le stesse di allora?
La parola di Enzo Striano, nell’adattamento drammaturgo di Maurizio Braucci, si integra con quella di Vincenzo Cuoco, giacobino sopravvissuto alla sconfitta, addolorato nel raccontare il sacrificio della sua generazione e teso nello sforzo di “giovare ai posteri”.

Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta; le luci di Gigi Saccomandi; la produzione del Teatro Stabile di Napoli.

Orario rappresentazioni
7, 10, 13, 14 aprile, ore 21.00
8, 12, 15 aprile, ore 18.00
9 aprile, ore 17.00
Il 13 aprile anche alle 11.00

Informazioni
tel. 081.5524214
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria
tel. 081.5513396
e-mail: biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Ufficio Stampa Teatro Stabile di Napoli
Mercadante | Ridotto | San Ferdinando
Valeria Prestisimone
Tel. 0815524214 int. 103
e-mail: v.prestisimone@teatrostabilenapoli.it

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6 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Raffaele La Capria firma l’adattamento di “Casa di bambola” di Ibsen nel nuovo allestimento prodotto dal Teatro Stabile di Napoli con la regia di Claudio Di Palma in prima nazionale al teatro Mercadante dall’1 al 17 aprile

Gaia Aprea e Claudio Di Palma - Foto Marco Ghidelli

Gaia Aprea e Claudio Di Palma – Foto Marco Ghidelli

Inserito nel 2001 dall’Unesco nell’Elenco delle Memorie del mondo, Casa di bambola di Henrik Ibsen è tra i più frequentati testi teatrali del ‘900.

Un classico della scena moderna e contemporanea, ancora sorprendentemente vicino e attuale, che lo Stabile di Napoli/Teatro Nazionale propone in un allestimento affidato alla regia di Claudio Di Palma nell’adattamento firmato da Raffaele La Capria, in prima nazionale al Teatro Mercadante da venerdì 1 a domenica 17 aprile 2016.

Nelle scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Gigi Saccomandi e le musiche di Paolo Vivaldi, protagonisti della pièce sono Gaia Aprea (nel ruolo di Nora, moglie dell’avvocato Helmer), Alessandra Borgia (Anne Marie, la bambinaia), Claudio Di Palma (Torvald Helmer, avvocato), Giacinto Palmarini (Il dottor Rank), Autilia Ranieri (La signora Linde), Paolo Serra (Il procuratore Krogstad), con i piccoli Alessandro Cepollaro, Maria Chiara Cossia, Manfredi Lorenzo Di Palma, Riccardo Iaccarino, nei ruoli dei bimbi della famiglia Helmer.

Scritto nel 1879 ad Amalfi, il dramma dell’autore norvegese sull’ipocrisia e le convenzioni dell’istituzione matrimoniale suscitò al suo debutto nel dicembre del 1879 a Copenaghen grande indignazione e fortissime polemiche.

«Oggetto della contesa – dichiarò in merito l’autore – non è il valore estetico del dramma, ma il problema morale che pone. Che da molte parti sarebbe stato contestato lo sapevo in anticipo; se il pubblico nordico fosse stato tanto evoluto da non sollevare dissensi sul problema, sarebbe stato superfluo scrivere l’opera».

A partire dalla battuta “Bisogna pur vivere, e così si diventa egoisti”, il regista Di Palma annota: «È applicabile ad ogni personaggio di Casa di bambola questo enunciato morale che Kristine Linde confessa nel corso del primo atto? È valido per tutti loro il postulato per cui il perseguimento acritico dell’interesse personale consegue la necessità naturale della sopravvivenza? E ancora: la radicalità della scelta finale di Nora di abbandonare marito, casa e figli corrisponde alla rottura del succitato compromesso di coscienza o ne è soltanto una naturale derivazione? L’emancipazione rivendicata da Nora con gesto “scandaloso” e sorprendente, insomma, riguarda la libertà dell’individuo, come con diversa misura segnalano ad esempio Gramsci e Santa Teresa della Croce, oppure è registrabile come strumentale opportunismo di comodo?»

A proposito del suo adattamento del testo Raffaele La Capria dichiara: «Casa di bambola io l’ho letto come un classico, cioè come un’opera che dice la sua verità valida in ogni tempo, e dico questo perché lo si è letto e rappresentato come un testo polemico che affermava i diritti della donne nel regime matrimoniale di fine secolo. Certo Casa di bambola è anche questo, e questo era giusto nel tempo in cui fu scritto. È una critica acerba dei rapporti di dominazione in seno al matrimonio borghese che anticipa le questioni del femminismo moderno. Casa di bambola è anche una splendida meditazione sul diritto di ciascuno a scegliere liberamente il proprio destino».

Con questa produzione prosegue la collaborazione dello Stabile con lo scrittore napoletano inaugurata nel 2014 con il ciclo dei cinque allestimenti scenici del progetto “L’armonia perduta” tratti dai suoi racconti L’amorosa inchiesta, Guappo e altri animali, La neve del Vesuvio, Letteratura e salti mortali, Fiori giapponesi.

Orario rappresentazioni

martedi e venerdi, ore 21.00
mercoledi e giovedi, ore 17.00
sabato, ore 19.00
domenica, ore 18.00

Info:
tel. 081.5524214
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria:
tel. 081.5513396
biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Ufficio Stampa Teatro Stabile di Napoli
Mercadante | Ridotto | San Ferdinando
Valeria Prestisimone
Tel. 0815524214 int. 103
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31 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il 9, 10 e 11 gennaio Mariano Rigillo in scena al Teatro Mercadante con “Il mio cuore è nel Sud”, ballata in versi e prosa di Giuseppe Patroni Griffi con le musiche originali di Bruno Maderna

Mariano Rigillo
Venerdì 9, alle 21.00, sabato 10, alle 19.00 e domenica 11 gennaio, alle 18.00, al Teatro Mercadante andrà in scena Il mio cuore è nel Sud, con la regia di Mariano Rigillo, che ne è anche interprete insieme a Anna Teresa Rossini, Ruben Rigillo, Silvia Siravo, Antonio Izzo, con l’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Maurizio Agostini, e le voci soliste Elsa Ascione e Antonella Cozzolino.
Lo spettacolo, qui al suo debutto nazionale, è il secondo appuntamento con il progetto Storie naturali e strafottenti: dalle opere di Giuseppe Patroni Griffi, che lo Stabile dedica questa Stagione al grande scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e regista napoletano nel decennale della sua scomparsa.
Le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Zaira de Vincentiis, il disegno luci di Gigi Saccomandi.
La produzione è del Teatro Stabile di Napoli e Teatro di San Carlo.

Radiodramma in versi e prosa di Patroni Griffi con musiche originali di Bruno Maderna, trasmesso dalla Rai nel marzo del 1950, vincitore nello stesso anno del premio Il microfono d’argento, Il mio cuore è nel Sud è ambientato in una immaginaria città del sud, povera, degradata e popolata di vite disperate.
In questo contesto si cala la vicenda della graduale discesa nella follia di una giovane madre, attratta da un fischio misterioso e incessante proveniente dalle finestre di un carcere: il canto di uno sconosciuto di cui la donna si innamora.

“…Ora, un nostro giovane scrittore, intelligente funzionario del nostro Ufficio Prosa, mi traccia brevemente un soggetto per cui chiede una musica d’un clima assai particolare in quanto presuppone l’uso d’un complesso jazzistico e, probabilmente, di espressioni jazzistiche in un clima d’arte necessariamente discosto da quello comune ad una musica di jazz. Penso che tu potresti ricavarne un problema sonoro di linguaggio e di timbro; e potresti farlo con la perizia che ti è particolare in quanto tu sei musicista di ricerca e non hai né limiti né esclusioni…”
«Questo – scrive Mariano Rigillo nelle note allo spettacolo – è un brano della lettera inviata da Alessandro Piovesan, lungimirante dirigente Rai degli anni ’50, al M° Bruno Maderna il 15 febbraio 1949, in cui, esponendo l’interesse per la creazione di un nuovo genere radiofonico e, anticipando gli aspetti salienti del lavoro di Patroni Griffi, fa anche riferimento alle caratteristiche che avrebbe dovuto presentare la composizione musicale. Il lavoro riflette le tendenze e le discussioni che animavano il panorama culturale italiano nell’immediato dopoguerra. Dal punto di vista drammatico il testo evidenzia l’interesse verso la dimensione sociale del racconto e gli strati più emarginati della società. Lo sguardo dell’autore sul dramma che si compie evita la compassione e l’identificazione dei personaggi e mostra tracce di una concezione straniante del racconto, trascurando i moti interiori della psiche, mettendo invece in risalto le implicazioni sociali della patologia mentale».

Teatro Mercadante
Napoli, Piazza Municipio
Info: tel. 081.5524214
e-mail: info@teatrostabilenapoli.it
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria: tel. 081.5513396
e-mail: biglietteria @teatrostabilenapoli.it

Ufficio Stampa Teatro Stabile di Napoli
Sergio Marra
tel.+39 081.5524214 int.103
mob.+39 335.1215079
e-mail: s.marra@teatrostabilenapoli.it

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8 gennaio, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Teatro | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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