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“Opera Talk Show” di Riccardo Canessa festeggia il giorno di San Valentino al Teatro Diana con lo scoppiettante “Serenate e Amori”

Riccardo Canessa e Alessandra della Croce

Nuovo appuntamento, al Teatro Diana, con “Opera Talk Show”, format concepito e condotto da Riccardo Canessa, noto regista lirico, il cui scopo è quello di avvicinare alla lirica il grande pubblico, proponendo in modo accattivante trame, analisi musicali, arie celebri e aneddoti relativi alle opere più famose.
Questa volta la concomitante “Festa degli innamorati” ha suggerito di dedicare lo spettacolo, intitolato “Serenate e Amori”, ad alcune pagine operistiche legate a vicende sentimentali, avendo come punto di partenza l’aforisma di George Bernard Shaw secondo il quale “L’opera lirica è quella rappresentazione in cui il tenore cerca di portarsi a letto il soprano, ma c’è sempre un baritono che glielo vuole impedire”.
Protagonisti della serata, insieme al maestro Canessa, il soprano Alessandra della Croce, i tenori Achille del Giudice e Antonio Palumbo, ed il basso Rocco Paolillo, allievi della classe di canto del maestro Chiara Artiano al Conservatorio di Salerno, accompagnati al pianoforte da Maurizio Iaccarino.
Si partiva dall’amatore per eccellenza, Don Giovanni, nato dalla fantasia dello spagnolo Tirso de Molina che lo immortalò nella commedia El burlador de Sevilla y convidado de piedra (pubblicato nel 1630 dopo essere stato già allestito in anni precedenti) e ripreso da Wolfgang Amadeus Mozart, in una delle sue opere più famose, il cui titolo originale era Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni, la cui prima, tenutasi a Praga nel 1787, riscosse un enorme successo.
Dall’opera mozartiana erano tratti il celebre duetto “Là ci darem la mano” e la Serenata.
Nel primo caso Don Giovanni è quasi riuscito a sedurre Zerlina, fresca sposa di Masetto, e non riesce nel suo intento per l’improvvisa irruzione di Donna Elvira (una delle recenti vittime delle brame del libertino) che salva la contadinella dalle mire del donnaiolo.
Riguardo alla Serenata, è quella che Don Giovanni fa alla cameriera di Donna Elvira, allo scopo di sedurla, accompagnandosi con la chitarra.
I due brani fornivano lo spunto a Canessa per iniziare a spiegare la funzione della serenata nell’ambito dell’evoluzione del melodramma e sottolineare come il lavoro di Mozart si discostasse dagli stereotipi dell’epoca, dove vi erano varie coppie di personaggi, che alla fine si ricomponevano, e l’anziano di turno, talora facoltoso, il quale vedeva svanire le sue mire verso la ragazza giovane (solitamente di nobile famiglia), accettando tutto sommato questa conclusione.
In “Don Giovanni” le cose risultavano molto diverse, in quanto si era di fronte ad un personaggio egocentrico, psicopatico, anaffettivo e quindi sostanzialmente solo, il cui unico scopo nella vita consisteva nel conquistare, sedurre ed abbandonare qualsiasi donna (ricca o povera, giovane e meno giovane non faceva grandi differenze, come testimoniato dal “catalogo” sciorinato dal suo servitore Leporello).
Ritornando alla serenata mozartiana, è opinione diffusa che coincida con la prima volta in cui un’opera si avvale di un brano solistico per strumento a corda.
Invece, già Giovanni Paisiello aveva concepito un brano accompagnato dal mandolino, nel suo “Barbiere di Siviglia” del 1782, ovvero la “serenata di Lindoro” (“Saper bramate”), proposta al pubblico del Diana dopo quella del “Don Giovanni”.
L’occasione è stata utile per rimarcare come l’autore, che studiò a Napoli al conservatorio di S. Onofrio a Porta Capuana con Durante, detenga alcuni primati che non gli sono riconosciuti, compreso quello di aver portato sulle scene il celeberrimo “Barbiere”, divenuto poi famosissimo grazie all’omonima opera di Rossini.
Dal confronto fra le serenate dei due lavori, relative alla medesima scena, proposte durante lo spettacolo, si poteva apprezzare anche l’elevato valore del compositore tarantino.
Un salto nel Novecento con la Serenata di Arlecchino, tratta da “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo e “O Lola, ch’ai di latti la cammisa”, la celeberrima siciliana cantata da compare Turiddu all’inizio di “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni.
A proposito di quest’ultima Canessa ha ricordato un doppio aneddoto, legato ad un suo allestimento dell’opera all’Arena di Verona,
Il primo, relativo all’incontro con un siciliano purosangue, sul treno che lo stava portando in Veneto, al quale aveva chiesto lumi sulla corretta pronuncia del testo di questa vibrante serenata, ricevendo in cambio quasi una lezione accademica.
Non poteva immaginare che tutto sarebbe stato praticamente inutile, in quanto il tenore chiamato a impersonare Turiddu (poi dileguatosi dopo poche prove) possedeva un marcato accento veneto.
Dall’opera alla romanza, con un autore d’eccezione quale Francesco Paolo Tosti che, pur non raggiungendo la fama di molti suoi colleghi impegnati nell’arricchire il repertorio operistico, ha sempre goduto di una certa visibilità (sue sono ad esempio “’A vucchella”, la più rappresentativa delle 30 liriche legate alla collaborazione con Gabriele D’Annunzio, e la celeberrima “Marechiare”, i cui versi sono di Salvatore Di Giacomo).
Dalla copiosa produzione di Tosti abbiamo ascoltato “L’ultima canzone” e “La serenata”, rispettivamente su testi di Francesco Cimmino e Giovanni Alfredo Cesareo.
Ritorno a Rossini con “Il vecchiotto cerca moglie”, briosa aria di Berta, dal secondo atto del “Barbiere di Siviglia”, che ha preceduto la chiusura, rivolta nuovamente a “Là ci darem la mano”, interpretato da tutti i cantanti, con l’apporto del numeroso pubblico presente in sala.
Nel complesso uno spettacolo molto piacevole, caratterizzato dalla verve e dalla presenza scenica del maestro Riccardo Canessa, che ha avuto in Alessandra della Croce, Achille del Giudice, Antonio Palumbo e Rocco Paolillo degli ottimi collaboratori, sostenuti da un pianista formidabile come Maurizio Iaccarino.
Dopo questa parentesi dedicata alla serenata, il prossimo appuntamento della rassegna, previsto per il 21 marzo, tornerà a concentrarsi su un’unica opera, la “Carmen” di Bizet, ultimamente al centro di feroci polemiche, provocate dal cambiamento del finale nel recente allestimento del Maggio Fiorentino.

27 febbraio, 2018 Posted by | Campania, Canto, Italia, Musica, Musica corale, Musica Lirica, Napoli, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Teatri, Teatro Diana | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 14 giugno il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino celebra il centenario dalla morte di Francesco Paolo Tosti

Locandina Tosti Conservatorio Avellino
Il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino celebra il centenario dalla morte del celebre compositore abruzzese Francesco Paolo Tosti in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona con un concerto di Paola Francesca Natale – soprano – e Simonetta Tancredi – pianoforte – dal titolo “Omaggio a Francesco Paolo Tosti”, martedì 14 giugno, alle ore 18.30.
Per ricordare l’autore di tante famose romanze per canto e pianoforte, alcune delle quali furono interpretate da Enrico Caruso e Tito Schipa su versi composti anche da Antonio Fogazzaro, Salvatore Di Giacomo e Gabriele D’Annunzio, questo momento musicale sarà introdotto dal prof. Antonio Caroccia, docente dell’Istituto.

Francesco Paolo Tosti si diplomò nel 1866 in violino e composizione presso il Conservatorio di Musica di Napoli ”San Pietro a Majella”, quindi ricoprì il prestigioso incarico di maestro di canto presso la corte britannica durante il regno di Vittoria e di Eduardo VII, che gli conferì il titolo di baronetto, avendo egli accettato di acquisire la cittadinanza britannica.
Lì fu vero organizzatore della vita musicale dei sovrani.
Decise di concludere la sua vita in Italia, a Roma, dove morì il 2 dicembre 1916 a 70 anni.
Compose oltre cinquecento romanze da salotto, nel periodo in cui il melodramma italiano era dominato da personalità quali Giuseppe Verdi , Puccini e Mascagni, intuendo l’utilità di investire la propria produzione su un genere diverso, che ebbe peraltro grande fortuna.

Ufficio Stampa
Conservatorio “Domenico Cimarosa” Avellino
via Circumvallazione, 156
Eleonora Davide
(+39) 333.7179479

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11 giugno, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Canto, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica da camera, Regioni | , , , , | Lascia un commento

Giovedì 28 aprile terzo appuntamento di “Letture in Musica… con The” organizzata al Gran Caffè la Caffettiera dall’Associazione Maggio della Musica

Logo Associazione Maggio della Musica 2010
L’amore tra Partenope e Cimone, le sciantose dei Bagni Eldorado e il comandante Achille Lauro: sono i temi di “Gente di Mare”, terzo appuntamento del ciclo “Letture in Musica con… the” promosso dal Maggio della Musica con il Gran Caffè la Caffettiera.

Giovedì 28 aprile, alle ore 18, a Napoli, nel dehors del locale di Piazza dei Martiri, l’attore Massimo Andrei leggerà brani tra il serio e il faceto di Matilde Serao, Benedetto Croce, Enzo Moscato e Angela Matassa.

Il chitarrista Gianni Dell’Aversana e Agostino Oliviero al violino eseguiranno musiche di De Simone, Tosti e Murolo.

Obbligatoria la prenotazione

Per informazioni:
tel. 081 5604700
maggiodellamusica@libero.it
maggiodellamusica.it

Ufficio Stampa
Paolo Popoli
cell.: 329.6197910
paolopopoli@gmail.com

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Letture in Musica… con the
La Napoli di un tempo tra racconti, cronache e musiche dell’epoca
Produzione: Maggio della Musica
In collaborazione con: Gran Caffè la Caffettiera
A cura di: Massimo Andrei
Gran Caffè la Caffettiera, dehors

Giovedì 28 aprile 2016, ore 18
Gente di Mare

La Sirena Partenope, tra le sorelle ammaliatrici, fu l’unica ad essere riamata da Cimone e così nacque Napoli…
Ai bagni Eldorado, in fondo al Borgo Marinari, ci andavano sciantose celeberrime e non tutto si sa di Achille Lauro, uomo di mare.

Letture da: M. Serao, B. Croce, E. Moscato, A. Matassa
Musiche di: R. De Simone, F. P. Tosti, E. Murolo
Massimo Andrei, voce recitante
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25 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazioni culturali, Campania, Italia, Letteratura, Maggio della Musica, Musica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 13 aprile le romanze di Francesco Paolo Tosti ai “Concerti di Primavera”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Chiesa Evangelica Luterana

Mercoledì 13 aprile, alle ore 20.30, nella Chiesa Evangelica Luterana (via Carlo Poerio, 5) secondo appuntamento dei Concerti di Primavera, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli, presieduta da Riccardo Bachrach.
Protagonisti della serata degli abituè della rassegna evangelica luterana: i fratelli Auletta, Giuseppe e Giovanni, tenore e pianista, con il violinista Paolo Coluzzi che presenteranno “Malia-Il Salotto di Francesco Paolo Tosti”.
Una serata interamente dedicata al compositore abruzzese che “inventò” la romanza da camera, così definita perchè eseguita nelle case o nei salotti della borghesia o dell’aristocrazia con l’accompagnamento del pianoforte.
Tosti fu anche pianista da camera di Margherita di Savoia e a Londra, dove si trasferì in un secondo momento, di Edoardo VII.
Ai Concerti di Primavera si ascolteranno, anche per gentile concessione dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, dei brani tratti da alcuni manoscritti inediti e alcune delle romanze più note, nonché dei testi di poeti da lui musicati come A’ Vucchella di Gabriele D’Annunzio.

L’ingresso ai concerti è libero

Ufficio Stampa
Raffaella Tramontano
Cell: 392 8866966 / 338 8312413
e-mail: raffaella.tramontano@libero.it

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il Video Ufficiale dal CD
NEFELI di Susanna Canessa:

CALEB MEYER
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11 aprile, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Canto, Chiesa Luterana, Concerti, Musica, Musica da camera, Napoli | , , , , , , , | Lascia un commento

   

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