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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Venerdì 9 dicembre con “Duets4Duets” si apre al Mumble Rumble la rassegna curata da MusicArTeatro

Venerdì 9 dicembre, alle ore 21.30, al Mumble Rumble (via Bonito 19b – Napoli Vomero), primo concerto della rassegna organizzata da MusicArTeatro in collaborazione con Photocity Edizioni e Imprenditori di Sogni, da un’idea di Susanna Canessa e Rosalia Catapano con la direzione artistica affidata a Lello Merola.
La serata inaugurale, intitolata Duets4Duets…e i conti tornano!, rappresenta un viaggio al femminile attraverso la musica, la letteratura e le immagini.
La prima sarà rappresentata dall’esecuzione di brani folk e country americano ad opera di Susanna Canessa e Monica Doglione (voci), accompagnate da Carmine Sanarico (contrabbasso) e Luca Guida (percussioni).
La seconda vedrà la proposizione di alcune letture tratte da Fiction di Vincenza Alfano e Direzioni immaginarie di Rosalia Catapano, mentre le immagini saranno affidate all’istallazione di Amaranta Diamante

Costo del biglietto: 7 euro comprensivo di stuzzicherie
Prenotazione obbligatoria
Info: 349 8715145

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Prossimi concerti della Rassegna:

20 gennaio 2012-Indifferentemente… Sireneide
un viaggio nella canzone napoletana
Le voci di Susanna Canessa, Serena Pisa e Clelia Liguori
Con Stefano Formato, chitarra e Luca Guida, percussioni
Le letture da “Diario semiserio di coppie incognite” di Licia Vetere dalla voce di Clelia Liguori
Espone Patrizia Balzerano

10 febbraio 2012 – Because the night… la notte non ci ricorda
Le voci di Susanna e Brunello Canessa e Monica Doglione
Con Alessandro Canessa, batteria – Marzio Monaco, basso – Francesco De Laurentiis, violino
Le letture da “La notte non ci ricorda” di Herik Mutarelli
Esposizione di opere sul tema della “notte” di artisti vari

30 marzo 2012 – Altri tempi… omaggio al trio Lescano
Le voci di Susanna Canessa, Monica Doglione e Clelia Liguori
con Brunello Alessandro e Francesco Canessa (chitarra – batteria – voce)
Le letture da “Altri tempi” di Maria Carolina Visconti
con la partecipazione straordinaria di Annamaria Ackermann
Esposizione e performance live di Sal Vaccaro

e da aprile gli spettacoli teatrali:

Tema d’amore – Guida turistica per sognatori – Bach in progress

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5 dicembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Cantanti, Country music, Folk music, Imprenditori di sogni, Letteratura, Monica Doglione, Musica, Napoli, Susanna Canessa | , , , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:LA FICTION SUL TENORE:MA CARUSO FU DAVVERO FISCHIATO AL SAN CARLO?

LA FICTION SUL TENORE: MA CARUSO FU DAVVERO FISCHIATO AL SAN CARLO?

da Repubblica Napoli del 5/x/11

La vita di Enrico Caruso diventa una fiction, protagonista un disinvolto tenore d’oggi e tre belle attrici che interpretano le sue donne, le sorelle Giachetti, entrambe compagne d’arte, Ada (la moglie) e Rina (l’amante) e Dorothy, sposata poi in America. Le riprese sono in corso in questi giorni a Napoli e le cronache hanno raccontato di capannelli di curiosi e di traffico in difficoltà dinanzi al San Carlo ove si ricostruiva nel suo set naturale la scena dei fischi presi dal tenore al debutto nel teatro della sua città, nel dicembre 1901. Caruso aveva 28 anni e pur avendo già cantato alla Scala, ancora vedeva nella ribalta del San Carlo il raggiungimento di un sogno nato nell’adolescenza, quando cantava da posteggiatore nelle trattorie di Santa Lucia ed a sera tornava al vicolo San Giovanniello agli Ottocalli, dove abitava. L’opera era” L’Elisir d’amore” di Donizetti e la tradizione vuole che la serata tanto attesa si risolvesse in un fiasco. La cosa certa è che Caruso non cantò più a Napoli, ove pure ogni estate tornava dall’America, allorchè la gloria l’ebbe definitivamente baciato. Episodio irrinunciabile per una fiction, la cui drammaturgia trova nel miscuglio di amore e odio per la propria terra d’origine un ingrediente perfetto. Ma Caruso fu veramente fischiato quella sera al San Carlo? O si tratta piuttosto di una leggenda, tra le tante fiorite in ogni tempo nel mondo della lirica? Per togliersi la curiosità basta sfogliare i giornali di allora ed a Napoli è impresa facile, con l’efficientissima Emeroteca Tucci che sta alla Posta Centrale, a disposizione di tutti. Si chieda la collezione del Pungolo, il quotidiano che più degli altri seguiva la vita teatrale della città e si consultino i numeri del 31/12/ 1901 e 5/1/1902. Nel primo si leggerà un articolo di Saverio Procida, il mammasantissima della critica del tempo, per metà cronaca e per metà commento. “ Il fortunato giovane tenore mi parve nel primo atto atterrito dalla sua stessa fama, se ne risentì persino il buon metallo della sua voce. Più tardi, gli applausi amabili rinfrancarono l’artista, venne richiesto il bis del duetto finale del primo atto e un cordiale saluto rassicurò il tenore sulle intenzioni favorevolissime del pubblico.” E più avanti :” Il Caruso dà colore e fiamma alla sua voce, non ancora levigata e domata, con un accento profondo, impetuoso di stupenda passionalità. Accento che gli valse un gran successo dopo la celeberrima bissata dal Caruso a furor di popolo.” Applausi amabili, il duetto ripetuto, il gran successo della romanza bissata , sono l’esatto contrario dei fischi. Nel giornale del 5/1 si legge poi un trafiletto anonimo in cui si parla di una replica dell’Elisir: “ Ieri sera Caruso cantò meravigliosamente quella patetica melodia. La progressione di voce onde compie il passaggio dalla prima alla seconda parte della romanza è davvero degna di un grande cantante, di un grande artista.Il pubblico ne restò entusiasta.” Quindi niente fiasco manco alle repliche. Ma allora, se è solo una leggenda, perché Caruso non volle più cantare a Napoli? Per l’esattezza, non cantò più né a Napoli né in Italia, da quando il successo di New York indorò la sua ugola e ne fece il più amato, il più pagato dei tenori, protagonista di un grande buisiness, la nascente industria discografica. L’aveva turbato, è vero, il contenuto critico di quello scritto di Saverio Procida ed ancor più di uno successivo, sul Pungolo del 15/1/1902 relativo alla “Manon” di Massenet, che aveva interpretato al San Carlo dopo l’ ”Elisir”. Gli si rimproverava la scelta di un repertorio troppo leggero, rispetto alle sue possibilità vocali e interpretative. Caruso conservò il suo rammarico, ma i fatti finirono per dare ragione al critico, se la lunga, straordinaria carriera americana si realizzò proprio grazie al genere che Procida suggeriva in alternativa, i personaggi di Verdi e quelli ancora più drammatici dei compositori veristi, sino al prediletto Leoncavallo de “I Pagliacci” che rimase il suo best seller per tutta la vita.

Francesco Canessa

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6 novembre, 2011 Posted by | Art, Arte, Cantanti, Canto, Cinema, Francesco Canessa, Giornalisti, Music, Musica, Musica classica, Musica da camera, Musica Lirica, Opera, Teatri, Teatro alla Scala, Teatro S. Carlo, Teatro San Carlo | , , | Lascia un commento

   

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