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Enrico Baiano mette a confronto Alessandro e Domenico Scarlatti in un entusiasmante recital

Foto Giancarlo de Luca

Il primo dei due appuntamenti della stagione dell’Associazione Scarlatti, nell’ambito del progetto “Napoli, 1725”, inserito nelle attività dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 e che si avvale del patrocinio Morale del Centre Lyrique Clermont-Auvergne, ha ospitato il clavicembalista di fama internazionale Enrico Baiano.
Al centro della serata dal titolo “Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una”, che richiamava l’omonimo saggio del musicologo siciliano Roberto Pagano, un confronto fra la musica per tastiera dei due grandi compositori.
Alessandro (1660-1725), nato a Palermo ma trapiantato a Napoli, finché fu attivo nella città partenopea impose la sua forte influenza nell’ambito del settore musicale, dove spesso pretendeva l’inserimento di parenti di vario grado, ai quali chiedeva poi una sorta di esclusiva, vietando loro di andare a suonare in formazioni diverse da quella da lui diretta.
Non ci si deve quindi meravigliare del suo atteggiamento di padre-padrone nei confronti del figlio Domenico, inviato lontano da Napoli per perfezionarsi, appena si rese conto che l’ambiente locale non faceva per lui (ma probabilmente anche per tenere a distanza un potenziale e pericoloso rivale).
Ad ogni modo Alessandro Scarlatti fu un compositore di elevatissimo spessore, considerato uno dei fondatori della scuola napoletana, ed è quindi un vero peccato che la sua fama, in città, dipenda non tanto dalla conoscenza di una copiosa produzione, per larga parte ancora inedita, ma dal fatto che a lui siano intestate strade, associazioni, orchestre e sale da concerto.
Il figlio Domenico (1685-1757) deve invece la sua notorietà, giunta immutata ai nostri giorni, alle 556 sonate per tastiera, concepite per Maria Barbara di Braganza, figlia del re del Portogallo e moglie del re di Spagna, presso la quale prestò servizio, prima a Lisbona, dal 1719 al 1727, poi a Madrid tra il 1733 ed il 1757.
In realtà, solo le prime 30 sonate furono pubblicate a Londra, nel 1738, sotto la denominazione di “Essercizi per gravicembalo”, presumibilmente sotto la diretta supervisione dell’autore.
Tutte le altre sono contenute in copie manoscritte, conservate in due raccolte custodite nella biblioteca Marciana di Venezia ed in quella Palatina di Parma, portate in Italia dal celebre cantante castrato Carlo Broschi, meglio conosciuto come “Farinelli”, collaboratore e grande amico di Domenico Scarlatti alla corte madrilena, che li aveva ereditati alla morte della regina.
Va ancora ricordato che, agli albori del Novecento, l’intero corpus fu riveduto, corretto e raggruppato secondo ritmi e tonalità da Alessandro Longo, per complessivi dieci volumi stampati da Ricordi, da cui la presenza della lettera L che talora precede la numerazione del brano.
Tale catalogazione venne progressivamente accantonata, a partire dagli anni ’50, quando il musicologo e clavicembalista statunitense Ralph Kirkpatrick pubblicò un’edizione basata sull’ordine cronologico dei vari pezzi (che attualmente è quella di riferimento), per cui le sonate sono precedute dalla lettera K.
Più recentemente, Giorgio Pestelli nel 1967 ed Emilia Fadini nel 1978, hanno fornito il loro contributo all’argomento, dando vita a due nuove classificazioni, ed in questo caso i brani sono preceduti, rispettivamente, dalle lettere P ed F.
Dal punto di vista stilistico, invece, le sonate si caratterizzano per la presenza di un universo sonoro caleidoscopico, derivante dalle diverse esperienze maturate dall’autore, che dopo aver assorbito umori e ritmi tradizionali dell’Italia e della penisola iberica, li restituì trasformati grazie al suo originalissimo estro.
Ritornando al concerto, il maestro Baiano ha proposto inizialmente la Sonata K 17 in fa maggiore, la Sonata K 52 in re minore e la Fuga K 42 in re minore di Domenico Scarlatti, mentre la chiusura della prima parte è stata affidata alla Toccata per cembalo d’ottava stesa di Alessandro Scarlatti.
Quest’ultima, pubblicata a Napoli nel 1723, ma probabilmente scritta alcuni anni addietro, consiste in un brano corposo ed estremamente complesso, che termina con una serie di variazioni virtuosistiche sul tema della cosiddetta folia, un motivo legato ad una danza diffusa nella penisola iberica fra il XVI e il XVII, di presunte origini portoghesi, che nel corso dei secoli ha attirato l’attenzione di più di un centinaio di compositori.
La seconda parte era invece completamente dedicata a Domenico Scarlatti, con l’esecuzione di otto sonate, nell’ordine K 347 in sol minore, K 348 in Sol maggiore, K 402 in mi minore, K 394 in mi minore, K 462 in fa minore, K 463 in fa minore, K 86 in Do maggiore e K 56 in do minore, che fornivano una idea piuttosto esauriente di quanto abbiamo affermato in precedenza riguardo al suo stile.
Relativamente all’interprete, appare quasi superfluo sottolineare come Enrico Baiano sia attualmente uno dei più bravi clavicembalisti in attività a livello mondiale, e che ogni suo recital porti ad un arricchimento sia storico che musicale, in quanto l’artista ha sempre fatto precedere, al momento esecutivo, uno studio storico e filologico serio e approfondito (a tal proposito vi consigliamo vivamente la lettura delle note di sala presenti a questo link).
Anche stavolta il suo recital è stato di elevatissimo livello, caratterizzato da timbri e colori straordinari, risultato dell’abbinamento fra l’estrema abilità del musicista e l’utilizzazione di uno strumento dotato di una grande brillantezza di suono, copia costruita dal parigino Olivier Fadini nel 1991 avendo come riferimento un clavicembalo di tipo franco-fiammingo, che Etienne Blanchet creò nel 1733, ancora oggi conservato in ottime condizioni nel castello di Thoiry (situato a circa 50 chilometri da Parigi).
Pubblico numeroso, anche se il tempo proibitivo ha bloccato una parte degli spettatori, e successo finale meritatissimo, con richiesta di bis, alla quale Baiano ha risposto, accomiatandosi dal palcoscenico del Teatro Sannazaro con la Sonata K 151 in Fa maggiore di Domenico Scarlatti, sorta di dolcissima ninna nanna.

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7 gennaio, 2019 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , | Lascia un commento

Martedi 30 maggio al Conservatorio di Avellino la III edizione di “Corollario Italiano” ospita il maestro Dario Candela


Martedì 30 maggio, a partire dalle ore 20.00, presso l’Auditorium “Vincenzo Vitale” del Conservatorio di Avellino, nell’ambito della III edizione del progetto “Corollario Italiano”, a cura della professoressa Maria Pia Cellerino, serata dal titolo “Due epoche, un unico strumento”.
In programma la presentazione della registrazione integrale delle 88 sonate di Domenico Cimarosa (divise in due cd della Dynamic), alla quale parteciperanno il pianista Dario Candela, che ha inciso l’integrale, la professoressa Cellerino ed il maestro Enrico Baiano, seguita da un concerto di Dario Candela rivolto ad alcune delle Sonate cimarosiane e alle quattro ballate di Chopin.

L’ingresso è libero
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28 Mag, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino presenta la Festa della Musica 2016

Locandina Festa della Musica Conservatorio Avellino
Martedì 21 giugno il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, per tutta la giornata offrirà un florilegio musicale che, dalla Messa di Gloria di Mascagni, con esecuzioni delle classi dei Maestri Varricchio, Turco e Agresti, passerà al Jazz della classe del M° Salvatore Santaniello e attraverserà la musica barocca col clavicembalo del M° Enrico Baiano e poi i quartetti per clarinetto delle classi dei maestri Crociano e Lippi fino alla musica per organo della classe del M° Muzzi.
La giornata si concluderà con una selezione di brani dall’Alcina di Händel alla Casina del Principe, alle ore 18.00 e con il concerto orchestrale della classe del M° Francesco Ivan Ciampa, alle 20.00 nel Cortile interno del Conservatorio.

La manifestazione del Cimarosa è tra quelle che il Mibact presenta per la Festa europea della Musica 2016 (http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1442142388.html)

Per info:
Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino
via Circumvallazione, 156
Ufficio Stampa
Eleonora Davide: (+39) 333.7179479

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Programma Festa della Musica 2016

Ore 10 – sala Mazzotta (aula 41)
Concerto degli allievi delle classi dei Maestri Varricchio, Turco, Agresti.
Brani scelti dalla “Messa di Gloria” di Pietro Mascagni per soli, coro e orchestra.

Ore 11 – atrio ex palestra
Concerto degli allievi del corso di Musica Jazz del M° Salvatore Santaniello
Gennaro Ferraro – tromba
Antonio Sorvillo – chitarra
Armando Arleo – basso
Luca Midaglia – batteria
Francesco Cirillo – sax

Ore 12 – aula 6
Concerto per clavicembalo del M° Enrico Baiano

Domenico Scarlatti (Napoli 1685 – Madrid 1757)
Sonata F 62 in re maggiore
Sonata F 10 in re minore

Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685 – Lipsia 1750): Toccata in re maggiore

Domenico Scarlatti
Sonata F 91 in do maggiore
Sonata F 74 in do minore

Johann Sebastian Bach: Preludio e fuga in fa minore (n. 12 dal 2° Libro del Clavicembalo ben Temperato)

Domenico Scarlatti
Sonata F 460 in re minore
Sonata F 77 in re maggiore
Sonata F 78 in re maggiore

Ore 13 – sala Mazzotta (aula 41)
Concerto degli allievi delle classi di clarinetto dei Maestri Ciociano e Lippi
Quartetto di clarinetti
Musiche di E. Morricone, N. Piovani, J. Strauss. C. Debussy e C.M von Weber
Rosita Cammarano, Giusi Guerra. Daniele Albano. Francesco Abate

Ore 15 – atrio centrale
Concerto degli allievi della classe di chitarra del M° Matarazzo

Fabio Varchetta: di N.Paganini e F. Tárrega
Roberto de Marinis: musiche di N. Coste e M. Castelnuovo-Tedesco
Carmine Picariello: musiche di T. Takemitsu
Giacomo Monteleone musiche di G. Regondi
Duo Picariello-Monteleone musiche di F. Carulli

Ore 16 – aula 14
Concerto d’organo degli allievi della classe del M° Muzzi
Musiche di J. S. Bach e F. Mendelssohn
Alessandro Aquino, Nicola Salvati

Ore 17 – atrio palestra
Concerto degli allievi del corso di Musica Jazz del M° Salvatore Santaniello
Daniela De Mattia, voce
Mario Verdini, basso
Pasquale Romano, chitarra
Michele Caccavale, chitarra
Carmine Luciano, batteria

Ore 18 – Casina del Principe
Concerto del Laboratorio di Musica antica
Alcina, selezione dal dramma per musica in 3 atti di Georg Friedrich Händel

Personaggi e interpreti
Alcina – soprano Carmen Osato
Morgana – soprano Mariagioconda Santaniello
Ruggiero – soprano Gisel Lanzillo
Bradamante – contralto Maria Gesualdi
Oronte – tenore Alessandro Caro
Oberto – soprano Antonella Firinu
Voce narrante Maria Scognamiglio
Direttore: Pierfrancesco Borrelli
Regia: Giuseppe Sollazzo
Direttore di Scena: Maria Scognamiglio
Ensemble strumentale del laboratorio di Musica Antica del Conservatorio “D. Cimarosa” a cura dei maestri Enrico Baiano, Pierfrancesco Borrelli, Vincenzo Corrado e Rosario Totaro
Antonella Nappi, Cristina Italia Ambrosone, Federica Basile (violini I)
Vincenzo Corrado, Ilaria Venuto, Francesco Apostolico (violini II)
Nikolas Altieri, viola
Serena Giordano, Francesca Montella, violoncelli
Fabio Cozzolino, contrabbasso
Serena D’Ambrosio, Isabella Maurizio, Adriana Petillo, clavicembali
Maestri di sala e di palcoscenico: Antonella Cammarota, Rosalba Pinto, Wang Shichen

Ore 20 – cortile interno del Conservatorio
Concerto della classe di esercitazione orchestrale del M° Francesco Ivan Ciampa
Direttore Giovanni Marco Di Lena

Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 5 in do minore op.67 (Allegro con brio)

Maurice Ravel: Bolero
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17 giugno, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Regioni | , , , | Lascia un commento

Giovedì 28 aprile e lunedì 2 maggio l’Associazione Alessandro Scarlatti dedica due appuntamenti in occasione del 356° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2015-2016
L’ anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti – quest’anno il 356° – è diventato un appuntamento fisso per la Associazione Alessandro Scarlatti, soprattutto per far conoscere la sua musica e rendere giustizia ad uno dei compositori barocchi più celebrati ma meno eseguiti e conosciuti, vittima probabilmente della maggiore fama del brillante figlio Domenico.

Quest’anno i festeggiamenti prevedono due appuntamenti.

Giovedì 28 aprile, alle ore 17.30, nella Sala Martucci del Conservatorio di San Pietro a Majella, nell’ambito dell’attività di divulgazione dedicata alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale intitolata “Parliamo di Musica – I Libri”, verrà presentata la nuova edizione, edita da LIM, del volume “Alessandro e Domenico Scarlatti. Due vite in una” del compianto Prof. Roberto Pagano.
Interverranno quali relatori Dinko Fabris e Agostino Ziino.
Seguirà un concerto di musiche scarlattiane eseguite al clavicembalo da Enrico Baiano.
L’incontro è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella nell’ambito della convenzione che lega le due importanti istituzioni napoletane.

Lunedì 2 maggio, nella Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini (via Portamedina alla Pignasecca, 41), alle ore 19.00 si terrà il concerto “356 candeline per Alessandro Scarlatti”, il consueto concerto celebrativo nell’anniversario della nascita del compositore eponimo della Associazione.
Protagonista sarà l’Ensemble Barocco di Napoli, direttore e solista Tommaso Rossi.
Il concerto è realizzato in collaborazione con la Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.

Entrambi gli appuntamento sono ad ingresso gratuito.

Per informazioni
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

356 candeline per Alessandro Scarlatti – note di Tommaso Rossi
È certamente famosa, e più volte citata, la testimonianza – consegnata alla storia attraverso la biografia del grande flautista Johann Joachim Quantz – secondo la quale il grande Alessandro Scarlatti non avrebbe avuto una grande predilezione per gli strumenti a fiato, ritenuti imperfetti dal punto di vista dell’intonazione. «Figlio mio, tu sai che odio gli strumenti a fiato, non sono mai intonati», avrebbe detto Scarlatti, rivolgendosi all’allievo Johann Adolph Hasse, il quale, residente a Napoli da qualche anno, aveva chiesto al maestro di ricevere proprio l’amico Quantz, in visita nella città partenopea, nel 1725.
Quale sia la verità, mai sapremo.
Certo, se da un lato è presumibile ipotizzare da parte del grande flautista tedesco un atteggiamento prevenuto nei confronti della scuola di strumenti a fiato italiana, che emerge peraltro anche in altre dichiarazioni, dall’altro lato non possiamo non chiederci come sia stato possibile che il grande Alessandro Scarlatti avesse davvero queste opinioni a fronte di una presenza massiccia dei fiati, e del flauto in particolare, in tutta la sua produzione, sia strumentale, che vocale (nello specifico cantate e serenate).
Volendo tralasciare i brani specificamente dedicati al flauto in funzione solistica, oltre una ventina, basterà ricordare le numerose Cantate in cui il flauto (o due flauti) giocano un ruolo solistico importante, e soprattutto le Serenate, opere a carattere encomiastico, allegorico o comunque pensate per occasioni celebrative, dove spesso la batteria degli strumenti a fiato appare nutrita e con ruoli di grande rilievo.
Il pubblico dell’Associazione “Alessandro Scarlatti” ha ormai da qualche anno, in coincidenza con la celebrazione del suo eponimo, imparato ad apprezzare questo repertorio, che ha fornito materia per molti dei “compleanni” festeggiati dal 2010 a oggi.
Il programma di questa sera è dedicato a un campione della produzione strumentale del compositore nativo di Palermo.
I tre concerti per flauto appartengono alla serie di 7 concerti scarlattiani presenti nel manoscritto contenente “24 Concerti di flauto, violini, violetta e basso di diversi autori” conservati nella biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella”, dalla cui raccolta sono stati già eseguiti, in tre diversi “compleanni” uno dei due concerti in la minore, nel 2010, quello in re maggiore, nel 2012, e quello in sol minore, nel 2015. Formalmente i tre concerti presentati questa sera hanno come tratto comune la presenza di un secondo movimento fugato, di grande perizia compositiva, in una scrittura che non indulge al virtuosismo tecnico per il solista, tratteggiando così uno stile ibrido, ai confini tra il concerto e la sonata.
Questa scrittura è tipica dello stile napoletano dell’epoca, differenziandosi in questo dai tratti del concerto veneziano, e vivaldiano in particolare.
In questo senso anche i due concerti per archi (vere e proprie sonate a 4 parti, realizzabili sia a parte reali – come questa sera – che in forma di concerto grosso) confermano questa caratteristica dello stile strumentale scarlattiano.
Pubblicati a Londra postumi, nel 1740, essi sono la testimonianza del successo inglese del compositore, amplificato anche grazie all’opera del fratello Francesco, che nel 1719 si recò a Londra, invitato, secondo alcuni, da Georg Friedrich Händel e da Francesco Geminiani.
A Londra è conservato anche il manoscritto delle 12 Sinfonie di Concerto Grosso, composte nel 1715, e con ogni probabilità portate a conoscenza del pubblico inglese proprio da Francesco.
Non possiamo ridurre le qualità musicali dei concerti scarlattiani solo alla perizia contrappuntistica.
In essi è presente una varietà straordinaria di atteggiamenti, riscontrabili sia nel carattere ora fiero ora malinconico e commosso dei movimenti lenti, che nella ricerca di una struttura formale complessiva sempre diversa.
Scarlatti varia spesso il numero complessivo dei movimenti, ora tre, ora quattro, ora anche cinque, con la presenza, non esplicitamente dichiarata, anche di forme di danza, quali ad esempio la sarabanda veloce e il canario (rispettivamente primo e ultimo movimento del concerto in la minore) o la giga posta a chiusura del concerto in fa maggiore per archi.
Da questo punto di vista il compositore sembra percorrere quasi una sorta di sperimentazione attorno alle forme strumentali, vissute forse, a differenza del melodramma e della cantata, come genere più aperto a nuove codificazioni.
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Programma

Giovedì 28 aprile 2016, ore 17.30 – Conservatorio di San Pietro a Majella – Sala Martucci
Parliamo di Musica: I Libri
“Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una” di Roberto Pagano
con Dinko Fabris e Agostino Ziino

Enrico Baiano, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725): Toccata per G Sol Re

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata F 46 (K 85) in fa maggiore
Sonata F 552 (K 41) in re minore

Francesco Durante (1684 – 1755):
Studio Primo
Divertimento Primo

Gaetano Greco (1657 – 1728): Partite sopra il Ballo di Mantova

Domenico Scarlatti
Sonata F 372 (K 426) in sol minore
Sonata F 208 (K 260) in sol maggiore

Enrico Baiano
Enrico BaianoE’ oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica.
Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta “Symphonìa”, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

Lunedì 2 maggio 2016, ore 19.00 – Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini
356 Candeline per Alessandro Scarlatti

Ensemble Barocco di Napoli
Tommaso Rossi, direttore e flauto dolce
Raffaele Tiseo e Marco Piantoni, violini
Rosario Di Meglio, viola
Manuela Albano, violoncello
Patrizia Varone, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725)
Concerto XXIII in do maggiore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 3 in fa maggiore
Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 2 in do minore
Concerto XXI in la minore per flauto, due violini e basso continuo

Ensemble Barocco di Napoli

Foto Pietro Previti

Foto Pietro Previti

L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane.
Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell’Opera Giocosa di Savona e nell’ambito del Festival Leonardo Leo.
Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo.
Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’ “Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo.
L’Ensemble ha organizzato a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MidA.
Nel 2016 l’Ensemble si è esibito per il Festival “Echi Lontani” di Cagliari e per il festival “Magie Barocche” della Val di Noto.

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina.
Ha partecipato stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio (oggi Cappella Neapolitana) con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali.
Nel 2010 ha co-fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd con sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto e la prima registrazione moderna delle sonate per flauto e basso continuo di Leonardo Leo per l’etichetta Stradivarius.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e sempre per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel.
È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Compositori quali Alessandro Solbiati, Carlo Boccadoro, Patrizio Marrone, Vincenzo Gualtieri, Claudio Lugo, Claudio Rastelli, Paolo Marchettini hanno scritto composizioni esplicitamente a lui dedicate, mentre nel 2016 vedrà la luce il progetto “Metamorfosi” pensato con la compositrice Alessandra Bellino, in cui si confrontano musica antica e contemporanea.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sala Martucci, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 22 gennaio al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino seminario-concerto “Clavicembalo e Flauto dolce fra passato e presente: quali prospettive?”

Locandina concerto duo Rossi-Baiano
Venerdì 22 gennaio, alle ore 15.00, presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino si terrà il seminario-concerto dal titolo “Clavicembalo e Flauto dolce fra passato e presente: quali prospettive?” con la partecipazione di Enrico Baiano (clavicembalo) e Tommaso Rossi (flauto).

Il Seminario-Concerto prevede l’esecuzione di musiche antiche e contemporanee e un incontro con i docenti di Clavicembalo e Flauto Dolce nel quale saranno affrontate tematiche relative:

alla storia della composizione e alla semiografia fino ai giorni nostri degli  strumenti in  oggetto;
alle tecniche esecutive;
all’analisi estemporanea – eventualmente con ascolto guidato – di  composizioni aventi in     organico tali strumenti.

Si vuole in questo senso stimolare la progettazione e la realizzazione, da parte degli allievi, di lavori aventi il Clavicembalo e il Flauto dolce come parte esclusiva.

In programma musiche di Walter Leigh, York Bowen, Malcom Arnold, György Ligeti, Alessandra Bellino, Johann Sebastian Bach.
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20 gennaio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Regioni | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 20 e sabato 21 novembre al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino convegno dal titolo “Alessandro Speranza (Lauro di Avellino, 24 aprile 1724 – Napoli, 17 novembre 1797) e la musica sacra a Napoli nel Settecento”

Layout 1
Venerdì 20 novembre, dalle ore 15.00 e sabato 21 novembre, dalle ore 9.00, al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino si terrà il convegno nazionale di studi “Alessandro Speranza (Lauro di Avellino, 24 aprile 1724 – Napoli, 17 novembre 1797) e la musica sacra a Napoli nel Settecento”.
L’opera di Alessandro Speranza, in gran parte ancora poco nota, comprende un patrimonio inedito di musica sacra.
Un’ampia produzione (messe, passioni, lamentazioni, antifone ecc.) che riflette i multiformi interessi artistici del compositore di Lauro di Avellino.
La storia e la ricezione della musica sacra a Napoli nel Settecento rappresenta un campo ancora poco esplorato, nonostante il ricco e variegato patrimonio musicale espresso dall’ambiente socio-culturale partenopeo del XVIII secolo.
Tra le tante figure che arricchiscono il panorama musicale sacro di questo periodo vi è sicuramente quella di Alessandro Speranza, che dopo aver studiato al Conservatorio di Loreto con Francesco Durante e aver intrapreso la carriera ecclesiastica si dedicò alla composizione per le diverse chiese napoletane e all’insegnamento del canto e del contrappunto.
Tra i suoi allievi figurano, infatti, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, autore di celebri melodie per il Natale, e Nicola Zingarelli, celebre compositore e già direttore del Conservatorio di Napoli.
Il convegno metterà in luce la produzione artistica di Alessandro Speranza, nel contesto musicale napoletano, e apporterà nuovi contributi alla biografia di questo compositore. Finora si è sempre creduto che Alessandro Speranza fosse nato all’incirca nel 1728 a Palma Campania mentre le recenti ricerche archivistiche, che saranno presentate durante il convegno, smentiscono questi dati attribuendo con certezza la nascita del compositore a Lauro di Avellino il 24 aprile del 1724.

Voci autorevoli come quella di Pasquale e Felice Marciano (“Alessandro Speranza ritrovato” attraverso le carte dell’Archivio Storico Diocesano di Nola) permetteranno di conoscere i nuovi dati biografici sul compositore; Antonio Dell’Olio (Passioni napoletane al paragone: Gaetano Veneziano, Pietr’Antonio Gallo e Alessandro Speranza), Domenico Sodano (Speranza e le Messe: l’attuazione liturgica di una prassi musicale), Angela FioreSarah Iacono (L’amor divino di Alessandro Speranza. Antifone e cantate nel Monastero di Regina Coeli) e Maria Rosa Massa (Musica e devozione mariana nella Napoli del ‘700: il contributo di Alessandro Speranza) si confronteranno sulle composizioni di Speranza e faranno il punto sull’attività artistica del compositore; Maurizio Rea (Musica e pietà popolare al Carmine Maggiore di Napoli al tempo di Speranza) e Giacomo Sances (L’archivio “inesistente”: Durante, Speranza e Fiodo tra i muti scaffali del Purgatorio ad Arco) analizzeranno il contesto musicale in cui operò l’artista lauretano; Marta Columbro (Aspetti della pro-duzione sacra napoletana del ‘700 all’epoca di Speranza: la pastorale) relazionerà su un genere musicale assai diffuso all’epoca di Speranza; Paolo Saturno (Alessandro Speranza e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori: affinità musicali, discrepanze spirituali) approfondirà il rapporto tra l’allievo, elevato agli onori dell’altare, e il maestro; Paolo Sullo (La scuola di composizione di Alessandro Speranza: dal contrappunto al solfeggio) esporrà le ultime ricerche sulla scuola compositiva di Speranza, con preziose cronache del tempo.
La giornata sarà arricchita da una tavola rotonda coordinata dal noto studioso Paologiovanni Maione, autore di importantissimi studi sul repertorio sacro napoletano, con la partecipazione di prestigiosissimi relatori, quali: Marta Columbro, Cesare Corsi, Paola De Simone, Angela Fiore, Marina Marino, Francesca Seller, che faranno il punto sulle prospettive di ricerca nel campo della musica sacra a Napoli nel Settecento.
Venerdì 20 novembre, ai lavori scientifici seguirà, alle ore 19.30, un concerto a cura di Pierfrancesco Borrelli ed Enrico Baiano, con prime esecuzioni in tempi moderni di musiche di Alessandro Speranza.

La partecipazione al convegno e al concerto è gratuita.

Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa
Conservatorio “Domenico Cimarosa”
Via Circumvallazione, 156 – Avellino
Tel. 0825/306.22
Fax 0825/78.00.74
info@conservatoriocimarosa.org

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19 novembre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 4 ottobre Enrico Baiano chiude la rassegna dell’ Associazione Alessandro Scarlatti “I suoni della storia – 1815 fra il Congresso di Vienna e la Battaglia di Waterloo”

logo-associazione-scarlatti
Domenica 4 ottobre 2015, alle ore 11.00, nella splendida sede di Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, con il concerto di Enrico Baiano al fortepiano si conclude la rassegna “I suoni della storia – 1815 fra il Congresso di Vienna e la Battaglia di Waterloo” per le attività fuori abbonamento della Associazione Alessandro Scarlatti.

Il fortepiano di Enrico Baiano dialogherà con gli attori Andrea de Goyzueta e Raffaele Ausiello, che leggeranno brani tratti dal romanzo “I cento giorni” di Joseph Roth.
Questo romanzo breve racconta il periodo più drammatico della storia di Napoleone, quello che va dalla fuga dall’Elba sino alla disfatta di Waterloo e all’imbarco per Sant’Elena, per entrare con delicatezza, e insieme con crudeltà, nella psicologia del personaggio storico – “nella sola fase della sua vita in cui è “uomo” e infelice” – come rivela lo stesso Roth in una lettera.

Il ciclo di tre concerti ha voluto ripercorrere due avvenimenti cruciali della storia europea, dei quali ricorre il bicentenario, con concerti dedicati a pagine musicali dell’epoca e a letture di grandi scrittori che la fanno rivivere: le danze schubertiane affidate alle sonorità delicate del fortepiano, un insolito Beethoven eseguito da un duo mandolino e tastiera, e melodie del primo Ottocento per soprano e pianoforte si sono intrecciate con estratti da “La Certosa di Parma” di Stendhal, “La fiera delle vanità” di Thackeray e “I cento giorni” di Joseph Roth.
Come già nel precedente ciclo, dedicato alla prima guerra Mondiale, protagonista è stato lo stridente contrasto tra il mondo culturale rassicurante e sognante dei salotti europei e lo smarrimento dell’individuo al cospetto dei grandi avvenimenti storici.

Biglietto unico: 5 Euro

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it

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Domenica 4 ottobre, ore 11.00 – Palazzo Zevallos (via Toledo, 185 – Napoli)
“I suoni della storia – 1815 fra il Congresso di Vienna e la Battaglia di Waterloo”

Enrico Baiano, fortepiano
Andrea de Goyzueta e Raffaele Ausiello, voci recitanti

Programma

Franz Schubert (1797 – 1828)
Otto walzer dall’op. 9
Momento musicale op. 94 n. 5 in fa minore

Johann Nepomuk Hummel (1778 – 1837): Due bagatelle dall’op. 107
n. 3 in la bemolle maggiore
n. 4 in si bemolle maggiore

Franz Schubert
12 Ländler op. 171
Momento musicale op. 94 n. 2 in la bemolle maggiore
(andantino)

Johann Nepomuk Hummel: Sonata n. 3 in fa minore op. 20

Enrico Baiano
Enrico Baiano Concerto 4 ottobreE’ oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica. Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo; una non comune capacità di sfruttare le risorse timbriche ed espressive del clavicembalo gli permette di realizzare crescendo, diminuendo, cantabilità ed effetti orchestrali che rendono ogni concerto un evento.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio ‘S. Pietro a Majella’ di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio ‘G. Verdi’ di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta ‘Symphonìa’, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio ‘Domenico Cimarosa’ di Avellino.

Andrea de Goyzueta
Andrea de GoyzuetaNasce a Napoli nel 1976.
E’ attore, produttore teatrale e parte del comitato artistico della storica compagnia Ente Teatro Cronaca fondata da Mico Galdieri.
Dopo la formazione artistica svolta principalmente presso il Laboratorio Permanente del Teatro Elicantropo di Napoli, nel 2004 si laurea con lode in Lettere e Filosofia, è borsista presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici fondato da Benedetto Croce e fonda l’Associazione Tourbillon Teatro, con la quale svolge un’intensa attività artistica e di produzione teatrale e musicale lavorando, tra gli altri, con il M° Roberto De Simone.
A ottobre 2012 riceve il Premio Domenico Rea, sezione teatro, “come riconoscimento per i meritevoli primi anni di attività teatrale ed impegno culturale, e come incoraggiamento per la prosecuzione della carriera”.
Ha iniziato il suo percorso di attore con il regista Carlo Cerciello nel 2001 in spettacoli come “Stanza 101” (premio speciale UBU 2001) e “Noccioline” (premio Ruccello 2006) e, tra gli altri, con Mariano Rigillo, Bruno Garofalo, Alessandra Asuni.
Nelle ultime stagioni è stato coprotagonista con l’attore e regista Claudio Di Palma nello spettacolo “La Finestra sul Cortile” e “Ferito a Morte” di Raffaele La Capria con Mariano Rigillo per il Teatro Stabile di Napoli; ha lavorato con la regista e drammaturga Sarasole Notarbartolo nello spettacolo “La Danse des Amants” per il Festival Giardino delle Esperidi a Campsirago in Brianza; è stato uno degli interpreti del progetto “Occhi Gettati” di e con Enzo Moscato diretto dal regista Francesco Saponaro; ha prodotto e interpretato lo spettacolo “Il Contratto” di Eduardo De Filippo per la regia di Pino Carbone per il Festival Benevento Città Spettacolo. Partecipa all’ultima edizione del Festival dei Corti di Cairano con il monologo “Giulietta e il suo Romeo” da Alessandro Baricco.
Ha incontrato nel suo percorso artistico molti compositori e musicisti tra i quali Carlo Galante, Francesco D’Errico, Mario Caroli, Valerio Virzo, Fabrizio Elvetico.

Raffaele Ausiello
Raffaele AusielloInizia e continua la sua formazione tra Torre del Greco e Napoli.
Laureato in Lettere Moderne e specializzato in Filologia Moderna, fin dai tempi del Liceo, contemporaneamente agli studi, intraprende e approfondisce il mestiere e l’arte della recitazione con il prof. Nicola Di Lecce, il prof. Antonio Borriello (noto esperto di Samuel Beckett), Carlo Cerciello (direttore del Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo di Napoli).
Segue stages e workshops tenuti da Renato Carpentieri, Orlando Cinque, Cesar Brie, Nicole Kerberger, Anna Redi, Paola Tortora, Michele Monetta, Pierpaolo Sepe, Armando Punzo, Davide Iodice, Pino Carbone, e tanti altri.
In Teatro è stato diretto, tra gli altri, da Carlo Cerciello (lavorando anche al fianco di Isa Danieli), Renato Carpentieri, Luciano Melchionna, Francesco Saponaro, Pino Carbone, Raffaele Di Florio, Walter Manfré, Giovanna Facciolo, Anna Redi.
Nel 2010, assieme a Giuseppe Cerrone, Stefano Ferraro, Aniello Mallardo e Antonio Piccolo fonda il collettivo teatrale Teatro In Fabula, che oltre ai vari impegni teatrali ha collaborato con Lorenzo D’Amelio alla formazione del cast de “L’Evento”, un lungometraggio indipendente girato nel Sannio nel 2013.
Oltre che ne “L’Evento”, è stato protagonista e coprotagonista in diversi cortometraggi, nonché nel lungometraggio “Nei molti mondi”, un videodramma a spettatore unico di Guido Acampa e Gabriele Frasca, proiettato alla Galleria Civica di Modena e prossimamente edito dalla Sossella Editore.
In televisione va citata almeno la partecipazione come attore guest nel ruolo di Fabrizio Jovinelli in una decina di puntate (2008) della soap di RAI3 “Un posto al sole”.
Per la sua attività teatrale ottiene il Premio Nike come attore emergente nel 2010 e il Premio Domenico Rea nel 2012.
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2 ottobre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Letteratura, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 20 settembre a Palazzo Zevallos Stigliano parte la programmazione dell’Associazione Alessandro Scarlatti con il primo appuntamento della rassegna “I suoni della storia – 1815 fra il Congresso di Vienna e la Battaglia di Waterloo”

logo-associazione-scarlatti
Domenica 20 settembre, alle ore 11.00, nella splendida sede di Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo, 185 – Napoli) riprendono, dopo la pausa estiva, le attività fuori abbonamento della Associazione Alessandro Scarlatti con la rassegna “I suoni della storia – 1815 fra il Congresso di Vienna e la Battaglia di Waterloo”.

Un ciclo di tre concerti volto a ripercorrere due avvenimenti cruciali della storia europea, dei quali ricorre il bicentenario, con concerti dedicati a pagine musicali dell’epoca e a letture di grandi scrittori che la fanno rivivere: le danze schubertiane affidate alle sonorità delicate del fortepiano , un insolito Beethoven eseguito da un duo mandolino e tastiera, e melodie del primo Ottocento per soprano e pianoforte saranno intervallate da estratti da “La Certosa di Parma” di Stendhal, “La fiera delle vanità” di Thackeray e “I cento giorni” di Joseph Roth.
Come già nel precedente ciclo, dedicato alla prima guerra Mondiale, protagonista sarà lo stridente contrasto tra il mondo culturale rassicurante e sognante dei salotti europei e lo smarrimento dell’individuo al cospetto dei grandi avvenimenti storici.

In questo primo appuntamento le romanze di Schubert, Verdi e Rossini, eseguite dal soprano Eleonora Contucci e dal pianista Antonio Di Marco, saranno accostate a brani del romanzo di Thackeray recitati da Andrea de Goyzueta, dove il salottiero universo di due coppie inglesi viene sconvolto dalla imminente battaglia di Waterloo.

Prossimi appuntamenti il 27 settembre con il duo mandolino e fortepiano di Mauro Squillante e Pier Paolo De Martino con la partecipazione dell’attore Raffaele Ausiello, e a chiusura il 4 ottobre il fortepiano di Enrico Baiano dialogherà con entrambi gli attori.

Biglietto unico: 5 Euro

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it

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Programma

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827): Recitativo e aria “Ah, perfido!” op. 65

Franz Schubert (1797 – 1828)
“Gretchen am Spinnrade” op.2 D.118, da Schwanengesang D957
“Ständchen” libro 1, n.4

Vincenzo Bellini (1801 – 1835
“Il fervido desiderio”, arietta n. 15
“Vaga luna”, arietta n.34

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847)
“Schilflied” n. 4, da Sei lieder op. 71
“Auf flügeln des gesanges” n. 2 (da Sei lieder op. 34

Gioachino Rossini (1792 – 1868)
La promessa n.1
Il rimprovero n.2
(da Soirées musicales)

Giuseppe Verdi (1813 – 1901)
Deh pietoso, oh addolorata n.6
Perduta ho la pace n.5
(da Sei romanze)

Gioachino Rossini: La danza n.23, da Soirées musicales

Eleonora Contucci, soprano
Antonio Di Marco, pianoforte
Andrea de Goyzueta, voce recitante

Eleonora Contucci
Ancora bambina ha cantato nella prima del Pollicino di Henze allestita al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.
Cresciuta artisticamente all’interno di questa realtà poliziana sotto la guida di grandissimi artisti come Marcel Marceau, ha preso parte a numerose produzioni, come la prima italiana di Cinderella di Maxwell Davies e la prima assoluta di La figlia del Mago di Ferrero.
Iniziato lo studio del canto lirico con Maria Vittoria Romano, si è diplomata sotto la guida di Nicoletta Panni.
Ha frequentato numerose masterclasses, fra cui quelle con Alfredo Kraus, Renata Scotto, Julia Hamari, Regina Resnik e quella con Hervé Niquet sulla vocalità barocca.
Il suo vasto repertorio affianca titoli celeberrimi a opere più inusuali, o prime assolute, come Robinson di Boccadoro, a lavori che fondono il canto con la recitazione.
Ha cantato Nozze di Figaro con Zubin Mehta a Firenze, Amadigi di Händel con Rinaldo Alessandrini al San Carlo di Napoli, a Roma e al Festival di Beaune, Parsifal e La Favorite al Carlo Felice di Genova, L’incoronazione di Poppea diretta da Alessandrini a Salamanca e a Beaune, Don Giovanni al Festival Operaincanto e per la Fondazione Cantiere di Montepulciano, La Bohème al Tuscia Opera Festival.
Fra gli impegni più recenti, L’elisir d’amore a Firenze con la direzione di Bruno Campanella, Orfeo alla Scala con la direzione di Alessandrini e la regia di Bob Wilson, Le Devin du village di Rousseau a Roma, Gianni Schicchi al Regio di Parma, L’elisir d’amore al Comunale di Modena e al Regio di Parma.
Fra i suoi prossimi impegni, Elektra di Strauss al Comunale di Bologna.
Molto attiva anche in campo concertistico sotto la guida di direttori come Albrecht, Bolton, De Bernart, Stenz e Tate, ha collaborato con gli ensemble “Concerto Italiano”, “Musica Rara”, “La Stagione Armonica”, “Sentieri Selvaggi”, “Tetraktis”. Ha eseguito, in diretta Euroradio, le liriche da camera di Verdi per Radio Tre in occasione del centenario verdiano e, più recentemente, la Nona di Beethoven diretta da Luigi Piovano e il concerto di chiusura del 39° Cantiere di Montepulciano diretto da Roland Böer.
Dal 2014 collabora con l’Ensemble di Zurigo “I Baroccoli”.
Di recente pubblicazione due CD per la Brilliant con Costantino Mastroprimiano al fortepiano con i Lieder di Norbert Burgmüller e la prima registrazione mondiale dei Lieder di Hugo Staehle.

Antonio Di Marco
Nato a Teramo nel 1991, inizia lo studio del pianoforte a soli 9 anni, e si diploma con il massimo dei voti presso l’ISSM “G. Braga” di Teramo, conseguendo poi nel 2015 anche il diploma del biennio sperimentale di Secondo Livello in Musica da camera.
Pianista accompagnatore della classe di canto e collaboratore delle classi di strumento del medesimo ISSM di Teramo, si dedica inoltre allo studio della composizione e dell’organo con i Maestri Vetuschi e Marini (organista titolare della Basilica-Cattedrale di S. Maria Assunta di Teramo).
Spesso richiesto quale pianista accompagnatore per masterclasses vocali e strumentali, ha seguito corsi di direzione di coro e vocalità con i Maestri Berrini, Manzo, Mungai, Woodbury; è inoltre diplomato in formazione e direzione di coro presso la C.E.I. sotto la guida del M° Marco Berrini, nonché cantore nel coro nazionale “G. M. Rossi” della C.E.I.
Dal 2007 è direttore del coro e organista della Basilica-Cattedrale di S. Maria Assunta di Teramo, presso la quale ha fondato nel 2009 ha fondato la Cappella, di cui è direttore.
Nel 2011-2012 ha rappresenta l’ ISSM “Braga” alle rassegne “Omaggio a Liszt” e “Debussy camerista”.
Nel 2012 è diventato Direttore dell’Insieme Vocale Vox Aurea, e dal 2013 dirige l’Associazione Corale Teramana “G. Verdi”.
Nel luglio 2013 ha vinto il concorso per maestri collaboratori al pianoforte indetto dal Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto, dove ha seguito il corso di specializzazione e uno stage, diplomandosi brillantemente.
Nel luglio 2015 ha tenuto un concerto come organista solista presso l’Abbazia di Farfa nell’ambito del SabinaMusicaFestival.
Come continuista/organista collabora con diverse realtà orchestrali locali.

Andrea de Goyzueta
Nasce a Napoli nel 1976.
E’ attore, produttore teatrale e parte del comitato artistico della storica compagnia Ente Teatro Cronaca fondata da Mico Galdieri.
Dopo la formazione artistica svolta principalmente presso il Laboratorio Permanente del Teatro Elicantropo di Napoli, nel 2004 si laurea con lode in Lettere e Filosofia, è borsista presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici fondato da Benedetto Croce e fonda l’Associazione Tourbillon Teatro, con la quale svolge un’intensa attività artistica e di produzione teatrale e musicale lavorando, tra gli altri, con il M° Roberto De Simone.
A ottobre 2012 riceve il Premio Domenico Rea, sezione teatro, “come riconoscimento per i meritevoli primi anni di attività teatrale ed impegno culturale, e come incoraggiamento per la prosecuzione della carriera”.
Ha iniziato il suo percorso di attore con il regista Carlo Cerciello nel 2001 in spettacoli come “Stanza 101” (premio speciale UBU 2001) e “Noccioline” (premio Ruccello 2006) e, tra gli altri, con Mariano Rigillo, Bruno Garofalo, Alessandra Asuni.
Nelle ultime stagioni è stato coprotagonista con l’attore e regista Claudio Di Palma nello spettacolo “La Finestra sul Cortile” e “Ferito a Morte” di Raffaele La Capria con Mariano Rigillo per il Teatro Stabile di Napoli; ha lavorato con la regista e drammaturga Sarasole Notarbartolo nello spettacolo “La Danse des Amants” per il Festival Giardino delle Esperidi a Campsirago in Brianza; è stato uno degli interpreti del progetto “Occhi Gettati” di e con Enzo Moscato diretto dal regista Francesco Saponaro; ha prodotto e interpretato lo spettacolo “Il Contratto” di Eduardo De Filippo per la regia di Pino Carbone per il Festival Benevento Città Spettacolo. Partecipa all’ultima edizione del Festival dei Corti di Cairano con il monologo “Giulietta e il suo Romeo” da Alessandro Baricco.
Ha incontrato nel suo percorso artistico molti compositori e musicisti tra i quali Carlo Galante, Francesco D’Errico, Mario Caroli, Valerio Virzo, Fabrizio Elvetico.
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16 settembre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 3 dicembre la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti ospita il concerto di Enrico Baiano nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale

Logo Associazione Scarlatti 2014-2015
Mercoledì 3 dicembre, nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale, alle ore 20.30 per il secondo concerto del ciclo di concerti dedicati alla musica composta per le corti europee nel’700 “Una balconata per la musica di corte” in collaborazione con la Soprintendenza di Palazzo Reale, la Associazione Alessandro Scarlatti ospita una delle eccellenza napoletane, Enrico Baiano, per festeggiare i 300 anni dalla nascita di Carl Philipp Emanuel Bach.
Clavicembalista conosciuto ed apprezzato in tutta Europa, si presenta in questa occasione al fortepiano, ma affianca alla carriera di musicista anche quella di autore di studi specialistici: è infatti appena stato pubblicato un suo testo sulle Sonate di Domenico Scarlatti scritto a quattro mani con Marco Moiraghi.

Carl Philipp Emanuel Bach fu in vita assai più rinomato dell’illustre padre.
Il suo destino si sarebbe stranamente incrociato con quello di Telemann che fu suo padrino di battesimo: alla morte del più anziano compositore, fu proprio il figlioccio di un tempo a vincere il concorso per l’incarico di Generalmusikdirektor ad Amburgo.

Costo del biglietto

Intero: 20 Euro
Giovani: 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it; info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Mercoledì 3 dicembre, ore 20.30 -Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli

Programma

Carl Philipp Emanuel Bach(1714 – 1788)
Sonate, Rondò e Fantasie

Sonata in la maggiore WQ 55:4
Rondò in la minore WQ 56:5
Sonata in mi minore WQ 59:1
Fantasia in do maggiore WQ 59:6
Sonata in re minore WQ 57:3
Rondò in re minore WQ 60:4
Sonata in fa maggiore WQ 56:4
Sonata in la minore WQ 49:1

Enrico Baiano
Enrico BaianoE’oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica.
Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo; una non comune capacità di sfruttare le risorse timbriche ed espressive del clavicembalo gli permette di realizzare crescendo, diminuendo, cantabilità ed effetti orchestrali che rendono ogni concerto un evento.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio ‘S. Pietro a Majella’ di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio ‘G. Verdi’ di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta ‘Symphonìa’, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio ‘Domenico Cimarosa’ di Avellino.
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tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

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2 dicembre, 2014 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , | Lascia un commento

Mercoledì 22 ottobre al Conservatorio di Avellino proiezione dell’ArtFILM “Voluptas dolendi – I gesti del Caravaggio”

Saxsophobia
Dopo il successo dello spettacolo “Gesualdo: storia di un principe e di un castello” di Giacomo Vitale, andato in scena lo scorso 17 ottobre, un altro controverso artista cattura l’attenzione dell’Istituzione Musicale: Michelangelo Merisi da Caravaggio.
Mercoledì 22 ottobre alle ore 18, presso l’Auditorium Vitale del Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino, nell’ambito delle manifestazioni del Dipartimento di Musica Antica, il direttore del Conservatorio Carmine Santaniello e il maestro Enrico Baiano presentano il film “Voluptas dolendi – I gesti del Caravaggio”.

L’ingresso è libero.

Quello che può essere definito un “ArtFILM”, prodotto dalla Fondazione milanese Marco Fodella, mette in scena la musica del tempo di Caravaggio in un’opera cinematografica contemporanea fuori da schemi abituali e generi consueti.
Ispirandosi al messaggio artistico del sommo pittore, la pellicola costituisce una originale sintesi tra arti diverse (musica, danza, recitazione e pittura), dimostrando come ancora oggi Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano 29 settembre 1571 – Porto Ercole 18 luglio 1610) eserciti sugli artisti contemporanei una profonda influenza.
Nato dall’omonimo spettacolo di Mara Galassi e Deda Cristina Colonna, disponibile in DVD (PAL) con libro in italiano e inglese in edizione numerata, rilegato con sovra copertina e custodia, con sottotitoli in francese, inglese, spagnolo e tedesco, è stato presentato ai critici l’8 giugno 2010 a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.
Da allora è stato proiettato in molte città, in luoghi suggestivi e pieni di fascino come il Castello Angioino di Mola di Bari, il Museo Benaki di Atene, l’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, il Museo d’Arte Sinebrychoff di Helsinki, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, la sala più grande del Parlamento Europeo di Strasburgo, Palazzo Cini a San Vio di Venezia, l’Auditorium del Padiglione Italiano all’EXPO 2010 di Shanghai dove è stato presentato il 18 luglio 2010 in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Caravaggio che cadeva quel giorno, il Museo Civico di arte antica, medievale e moderna “Amedeo Lia” di La Spezia, oltre alle messe in onda televisive.
E sono in programma altre tappe del tour in tutto il mondo.
L’ArtFILM è tratto, come anticipato, dallo spettacolo ideato e realizzato da Mara Galassi, una delle più illustri esecutrici al mondo di arpa e dalla ballerina, attrice e regista Deda Cristina Colonna.
L’adattamento cinematografico, la fotografia e la regia sono opera di Francesco Vitali.
L’arpa doppia, utilizzata per eseguire brani di autori di area romana e napoletana a cavallo tra il ‘500 e il ‘600, tra i quali Francesco da Milano, Girolamo Frescobaldi, Ascanio Majone, Giovanni Maria Trabaci, presenta molte similitudini con gli strumenti a tasto e il suo uso risulta molto impegnativo.
Tutti i brani, del periodo in questione, composti per clavicembalo, portano l’indicazione anche per l’uso dell’arpa.
È proprio in questo periodo, infatti, che questo interessante strumento riscuote uno straordinario successo soprattutto nel Meridione.
A proposito dell’unione tra più arti sceniche, il M° Enrico Baiano, docente di Clavicembalo e Tastiere Storiche presso il Conservatorio di Avellino, spiega che “L’uso della danza sul tema musicale proposto serve a riprodurre alcune atmosfere caravaggesche significative della vita e della spinta creativa del grande pittore barocco e, in alcuni momenti, evoca gesti e immagini propri della produzione pittorica di Michelangelo Merisi. La sua vita, tormentata e caratterizzata dalla continua ricerca di pacificazione, trova espressione nei gesti della bravissima Deda Cristina Colonna che restituisce la catarsi dell’artista, attraverso un graduale e sapiente cambio d’abito fino al distacco completo dai fasti terreni”.

Comunicato a cura dell’Ufficio Stampa del Conservatorio di Avellino
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Mara Galassi
Mara GalassiNata a Milano, ha studiato arpa moderna sotto la guida di Luciana Chierici presso la Civica Scuola di Musica di Milano (ora Civica Scuola di Musica Claudio Abbado), diplomandosi presso il Conservatorio di Pesaro nel 1976. Ha seguito corsi di perfezionamento a Londra con David Watkins e a Zurigo con Emmy Huerlimann.
Ha suonato con le orchestre della Rai di Milano e Napoli, del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Opera di Genova; dal 1980 al 1989 ha ricoperto il ruolo di prima arpa presso il Teatro Massimo di Palermo.
Dal 1984 si è dedicata all’esecuzione del repertorio rinascimentale e barocco sull’arpa doppia, perfezionandosi al Conservatorio di Rotterdam con David Collyer (vincitrice di borsa di studio) e al Sarah Lawrence College di New York sotto la guida di Patrick O’Brien (vincitrice di borsa di studio Fulbright).
Ha seguito a Londra i corsi di musicologia di Michael Morrow ed è socio fondatore della Historical Harp Society e attuale membro della Historical Harp Society of America.
Svolge intensa attività concertistica come solista e in collaborazione con i più prestigiosi gruppi di musica antica d’Europa: Concerto Vocale (dir. René Jacobs), Concerto Italiano (dir. Rinaldo Alessandrini), Concerto Köln, Freiburger Barockorchester, Akademie fuer alte Musik Berlin, Concerto Soave (dir. Jean-Marc Aymes), Mala Punica (dir. Pedro Memelsdorff), Musica Petropolitana (San Pietroburgo). Ha inciso per Tactus, Symphonia, Ricordi, Arcana, Erato, Harmonia Mundi, Opus 111.
Per Glossa Music ha pubblicato Il viaggio di Lucrezia, musica italiana del primo Seicento (premiato con Choc de la Musique e Cannes Award), Les Harpes du Ciel, una raccolta di duetti per due arpe a crochet della fine del Settecento e A Microcosm Concerto, con musiche di Haendel.
Per Harmonia Mundi, con la Freiburger Barockorchester, ha inoltre inciso il Concerto per arpa e flauto di Mozart.
In collaborazione con Deda Cristina Colonna, danzatrice, attrice e regista, ha ideato lo spettacolo Voluptas Dolendi. I gesti del Caravaggio, attualmente disponibile in versione filmica (Art Film, Fondazione Marco Fodella, 2010).
Dal 1989 è docente di arpa rinascimentale e barocca e musica da camera presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano.

Deda Cristina Colonna
Deda Cristina ColonnaSi è diplomata in danza classica presso l’Istituto Musicale Brera di Novara e presso l’Ecole Supérieure d’Etudes Chorégraphiques di Parigi.
Si è laureata alla Sorbonne, dove è stata assistente alle cattedre di Danza Barocca e Danza Rinascimentale Italiana.
Si è diplomata presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova ed è stata solista e coreografa ospite della New York Baroque Dance Company.
Ha lavorato come attrice in numerose produzioni, da Shakespeare, a Cechov e a Genet, in Italia, Francia e Germania.
Ha coreografato le danze e la gestualità di numerose opere liriche, soprattutto del repertorio barocco, collaborando con Pier Luigi Pizzi (del quale è stata anche assistente: Teatro alla Scala, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Lirico di Cagliari, Teatro delle Muse di Ancona, Teatro Real di Madrid, Rossini Opera Festival, ecc.) Guido De Monticelli (Teatro dell’Opera di Roma, Festival della Valle d’Itria), Antonio Latella (Opéra de Lyon, Teatro Piccinni di Bari, Arena Sferisterio di Macerata) e diversi altri registi.
È direttrice della Scuola di Danza dell’Istituto “Brera” di Novara.
Ha insegnato presso i corsi F.I.M.A. di Urbino ed è docente di danza storica e pratica scenica presso la Nuova Fabbrica dell’Opera Barocca dell’Istituto “Brera” di Novara. Ha tenuto corsi e masterclasses presso la Juilliard School di New York, l’Ohio State University Department of Dance, la Scuola Civica di Milano e vari Conservatori italiani.
Ha recentemente iniziato la carriera di regista-coreografa, firmando la regia e le coreografie di Mulier Fortis di J.B. Staut per la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia-Cremona, La serva scaltra di J.A. Hasse al Teatro Coccia di Novara, Il Viaggio di Odisseo e L’Orfeo e L’incoronazione di Poppea di C. Monteverdi per la Scuola Civica di Milano, La liberazione di Ruggero dall’Isola di Alcina di F. Caccini e Diana Schernita di G. Cornacchioli al Teatro Jovellanos di Gijòn (Spagna), The Fairy Queen di H. Purcell e Così fan tutte per il Teatro Sociale di Como/ As.Li.Co. , Tetraktys, ovvero la prima età del mondo, balletto originale su musiche di G. F. Haendel prodotto dalla Fondazione Teatro Verdi di Trieste, Euridice di G. Caccini al Teatro Consorziale di Budrio, Ottone in Villadi A.Vivaldi al Festival di Innsbruck, La rappresentazione di Anima, et di Corpo di E. De’Cavalieri per il Copenhagen Early Music Festival.

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20 ottobre, 2014 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Danza, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Regioni | , , , , , , , , , | Lascia un commento

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