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Grande attesa ad Avellino per la Bohème di sabato 16 novembre

Locandina Bohème Avellino
Un successo annunciato quello della Bohème al Teatro Gesualdo di Avellino, mentre le scuole stanno già facendo registrare il tutto esaurito per l’iniziativa nata dalla collaborazione tra i Conservatori di Benevento ed Avellino, nell’appuntamento mattutino tutto dedicato agli studenti.
C’è da aspettarsi il sold-out anche per la serata, che proporrà al pubblico avellinese un evento di grande richiamo, mentre la vendita dei biglietti resterà aperta anche prima dello spettacolo ai botteghini.
Un evento, insomma, costruito su misura per la città e il suo Teatro, un luogo che gli avellinesi sentono proprio da sempre.

Per Carmine Santaniello, direttore del Cimarosa “L’esperienza offerta ai giovani studenti dei conservatori che parteciperanno all’evento costituisce per loro un bagaglio professionale da spendere nella carriera che andranno a percorrere, ma rappresenta anche un momento importante per le istituzioni formative, che vedono crescere intorno alle attività di produzione il loro peso all’interno della programmazione culturale della città”.

Così una produzione musicalmente doc, che già ha riscosso il successo del Teatro Romano di Benevento, si ripropone ad Avellino per presentare un percorso di produzione che potrebbe vedere ancora insieme i due istituti musicali.

La mattina di sabato 16 novembre, alle 9.00 saranno le scuole ad assistere per prime alla rappresentazione dell’opera pucciniana, mentre la serata, a partire dalle 20.00, sarà dedicata al pubblico.
Le scenografie saranno arricchite dalle proiezioni studiate da Gennaro Vallifuoco, attingendo al bagaglio tecnologico del nostro Teatro, ma non mancheranno gli interventi dell’Istituto De Luca di Avellino.
E in questi giorni è corsa anche ai biglietti che, al costo di 10 euro, sono disponibili presso lo sportello informativo del Cimarosa o anche in Teatro.

Personaggi ed Interpreti

Mimì: Daniela del Monaco
Musetta: Gelsomina Troiano
Rodolfo, poeta: Guglielmo De Maria
Marcello, pittore: Raffaele Raffio
Schaunard, musicista: Luciano Matarazzo
Colline, filosofo: Davide Giangregorio
Benoit, padrone di casa: Rosario Grauso
Alcindoro, consigliere di stato: Fabrizio Crisci
Parpignol: Mariano Della Morte
Sergente dei doganieri: Rosario Grauso
Doganiere: Anton Gryvniak

Orchestra e Coro del Conservatorio Nicola Sala di Benevento e Cimarosa di Avellino
Maestro concertatore e direttore d’orchestra: Francesco Ivan Ciampa
Maestro del Coro: Adriana Accardo
Maestro del Coro di voci bianche: Alessio Salvati
Maestro Collaboratore: Rossella Vendemia
Regia: Emanuele Di Muro

Per info
Ufficio Stampa: 3337179479

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13 novembre, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Italia, Musica, Musica classica, Musica Lirica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 7 settembre “Il Barbiere di Siviglia” del Conservatorio di Benevento approda al Teatro di Corte della Reggia di Caserta

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 7 settembre, alle ore 20.30, presso il Teatro di Corte della Reggia di Caserta, andrà in scena Il Barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais.
Allievi ed ex-allievi delle classi di canto del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, sotto la regia di Emanuele Di Muro, accompagnati dall’orchestra e dal coro del Conservatorio, diretti dal maestro concertatore Francesco Ivan Ciampa, si misureranno con l’opera forse più conosciuta del compositore pesarese.
L’allestimento prodotto dal Conservatorio di Benevento coniuga la vicenda di Figaro, ambientata nella Siviglia del XVIII secolo, con la guerra civile spagnola dei primi del novecento.
L’azione teatrale si svolge il 20 agosto del 1936, giorno dell’annuncio della morte del poeta Federico García Lorca, assassinato dalla guardia civile franchista.
Se in Rossini è vivamente ritratta la realtà sociale dell’uomo scaturita dalla rivoluzione francese, attraverso personaggi che incarnano il nuovo spirito borghese che si sostituisce al vecchio mondo aristocratico, la messa in scena sannita, in un’atmosfera dalle sfumature picassiane, cerca di approfondire il lato meno comico del Barbiere, dando ampio respiro allo stato psicologico del personaggio di Rosina.
La scelta stilistica di questo allestimento si riflette inoltre sul ritorno alla prassi tipicamente ottocentesca di sostituire l’aria della lezione (“Contro un cor che accende amore”) con altri pezzi celebri: sarà la romanza da camera Ninna Nanna di Siviglia del poeta García Lorca che Rosina canterà nel secondo atto.
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Il Barbiere di Siviglia
Melodramma buffo in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Stermini (dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais)

Personaggi ed interpreti

Il Conte d’Almaviva: Gianluca Bocchino
Bartolo, dottore in medicina: Luciano Matarazzo
Rosina, pupilla di Bartolo: Angela Giovio
Figaro, barbiere: Raffaele Raffio
Basilio, maestro di musica: Davide Giangregorio
Fiorello/Un Ufficiale: Anton Gryvniak
Berta, cameriera di Bartolo: Mina Troiano

Orchestra e Coro del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento
Cembalo: Carla D’Onofrio
Maestro concertatore e direttore d’orchestra: Francesco Ivan Ciampa
Maestro del coro: Adriana Accardo;
Regia: Emanuele Di Muro
Scene: Brunella De Laurentis
Realizzazione: Alessandro Calabrese
Costumi: Sartoria Angelina De Rita
Luci: M.A.C. Service di Francesco Giordano e Alessandro Caso
Collaboratori al pianoforte: Rossella Vendemia, Tommaso Lepore, Carla D’Onofrio
Assistente alla regia: Maya Martini
Chitarrista in scena: Lorenzo Marino
Sound design: Massimo Varchione

Note di regia a cura di Emanuele Di Muro

Il Laboratorio Lirico-Orchestrale del Conservatorio Nicola Sala, iniziato nel 2009 con Prima la musica e poi le parole di Antonio Salieri e proseguito lo scorso anno con L’italiana in Londra di Domenico Cimarosa, ha scelto quest’anno di far cimentare i propri studenti con un’opera del grande repertorio: Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.
Questo allestimento cercherà di coniugare lo spirito rossiniano con l’esperienza della Guerra Civile Spagnola.
Lo svolgimento della vicenda si immagina avvenga il 20 agosto 1936, giorno in cui Radio Siviglia annuncia la morte del poeta e drammaturgo Federico García Lorca, assassinato dalla ferocia falangista.
Nell’annuncio ci si preoccupò di celare la verità, affermando che la morte di Garcìa Lorca avvenne in conseguenza di “ferite prodotte per azione di guerra”. Nel nostro Barbiere la vicenda di Figaro-Rosina-Almaviva convive con la Guerra Civil e con la tragica, simbolica soppressione di un artista.
Credo che il Finaletto dell’opera, “Amore e Fede eterna”, acquisti così un respiro ancora più universale.
Ciò assunto, a costo di alterare di poco la scansione temporale degli eventi, è venuto consequenziale inserire nella scenografia un frammento di Guernica, quello che ci è sembrato il più drammaticamente evocativo: il cavallo agonizzante, simbolo della violenza cieca e brutale della guerra.
Infine, come omaggio a García Lorca, si è pensato di sostituire l’aria di Rosina
del II atto, detta “della lezione”, con una romanza da camera dello stesso García Lorca: Nana de Sevilla (Ninna nanna di Siviglia).
Tale licenza – avallata da un’antica prassi delle interpreti rossiniane che, in questo punto, erano solite
eseguire arie di bravura del proprio repertorio – è qui ripresa e coerentemente contestualizzata nel quadro dell’allestimento.
Approfittando dello sfondo tragico in cui è stata calata la vicenda rossinianana, abbiamo cercato di far emergere gli aspetti psicologicamente più drammatici e tormentati di un’opera solo apparentemente leggera. Lo spirito rossiniano è stato a volte travisato e ridotto a un discutibile umorismo da “torte in faccia”.
La vittima più ovvia di questo malvezzo è Bartolo, sovente rappresentato come un vecchio rimminchionito, gottoso, decrepito, ciangottante, bersaglio di assurdi scherzi e dileggi da parte degli altri personaggi.
Nulla di più lontano dalle intenzioni di Sterbini/Rossini.
Bartolo è un uomo maturo e sicuro di sé, non esattamente un’aquila d’ingegno, ma nemmeno un tonto alle spalle del quale sbellicarsi.
È un uomo crudele e persecutorio e in questa lettura diventa un esponente della borghesia sostenitrice del regime militare falangista.
Accanto a lui guizza il prete Basilio, consigliere fraudolento, un Tartufo pronto per trenta denari a cambiare schieramento e modalità di azione.
La celebre Calunnia non lascia spazio a equivoci: Rossini, sul modello di Beaumarchais e di Paisiello, crea un grandioso, universale manifesto dell’ipocrisia e della maldicenza.
Su Rosina ho soffermato un’attenzione particolare: lungi dai manierati atteggiamenti di certe letture che dirottano sbrigativamente questo personaggio verso una sorta di Serpina ottocentesca, ho voluto restituire una creatura veramente e letteralmente “oppressa e maltrattata”.
Rosina, nel libretto sterbiniano, insiste spesso sul suo malessere, dichiarando di morire dalla noia e che la sua è “una vita da crepare”.
E in Beaumarchais subisce un chiaro maltrattamento dal suo persecutore:
Rosina (A Bartolo) “Finitela, dunque, signore: mi torcete il braccio”. (P.A. de Beaumarchais Il barbiere di Siviglia, Atto II, traduz. Andrea Calzolari)
Credo che Rosina non aspetti altro che l’occasione giusta per fuggire dall’inferno domestico che le ha confezionato Bartolo e quindi si getta nelle braccia del primo venuto che le dimostra attenzioni amorose. Lindoro/Almaviva le dà ad intendere di non essere ricco, ma è giovane, bello, intraprendente, focoso.
E Rosina, pur seguendo il suo copione di ragazza beneducata (per esempio nella ritrosìa iniziale nel mostrarsi al balcone), non si crea troppi interrogativi sulle di lui intenzioni.
Ignora che Almaviva, credendola moglie di Bartolo (circostanza cancellata a suo tempo dalla censura pontificia), sta di fatto cercando solo un’avventura galante.
La vicenda, tra equivoci, travestimenti, lettere, biglietti, denari, scambi di persona, prende tuttavia una piega inaspettata e Almaviva finirà per innamorarsi davvero di Rosina fino a chiederle di sposarlo.
Per Rosina la ruota ha girato finalmente nel verso giusto e si troverà a essere moglie addirittura di un Grande di Spagna.
La scappatella progettata da Almaviva si trasforma in Amore e Fede eterna.
Artefice di tutto questo un barbiere: Figaro.
Non un barbiere qualunque. Rossini scaraventa sul pubblico il travolgente ritratto di un autentico self-made-man, esponente di una borghesia ormai autoreferenziale, danarosa, avida, arrogante, pronta ad accedere alle soglie inaccessibili del potere.
Siamo a una distanza siderale dal servile Figaro paisielliano, astuto ma non intelligente, intraprendente se e quanto il guinzaglio del padrone gli concede spazio.

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6 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica Lirica | , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 3 settembre “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini nell’allestimento del Conservatorio di Benevento

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 3 settembre, alle ore 20.00, presso il Teatro Comunale Vittorio Emanuele di Benevento, andrà in scena Il Barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais.
Allievi ed ex-allievi delle classi di canto, sotto la regia di Emanuele Di Muro, accompagnati dall’orchestra e dal coro del Conservatorio di Benevento, diretti dal maestro concertatore Francesco Ivan Ciampa, si misureranno con l’opera forse più conosciuta del compositore pesarese.
Come già l’opera di Domenico Cimarosa “L’Italiana in Londra”, rappresentata lo scorso anno, il Barbiere di Rossini è il frutto del lavoro di un laboratorio lirico-sinfonico, messo in atto dai maestri Francesco Ivan Ciampa ed Emanuele Di Muro, che da tre anni produce opere della tradizione italiana i cui protagonisti sono allievi ed ex-allievi dell’istituzione sannita.

Prima della rappresentazione rossiniana, il Barbiere era già stato messo in musica sei volte, ma nessuna versione aveva raggiunto la popolarità di quella di Paisiello della fine del settecento.
Per non urtare gli ammiratori del compositore napoletano, Rossini decise di mandare in scena la sua opera con il titolo Almaviva o L’inutile precauzione.
La prima rappresentazione, avvenuta a Roma il 20 febbraio del 1816, presso il Teatro Argentina, funestata da una serie impressionante di incidenti in scena e a causa della prevenzione di un pubblico conservatore, fu un clamoroso insuccesso.
Già dalla seconda rappresentazione l’opera rossiniana si risollevò trionfalmente, divenendo nel giro di pochi mesi, il simbolo stesso dell’opera buffa e dello stile di Rossini.
L’allestimento prodotto dal Conservatorio di Benevento coniuga la vicenda di Figaro, ambientata nella Siviglia del XVIII secolo, con la guerra civile spagnola dei primi del novecento.
L’azione teatrale si svolge il 20 agosto del 1936, giorno dell’annuncio della morte del poeta Federico García Lorca, assassinato dalla guardia civile franchista.
Se in Rossini è vivamente ritratta la realtà sociale dell’uomo scaturita dalla rivoluzione francese, attraverso personaggi che incarnano il nuovo spirito borghese che si sostituisce al vecchio mondo aristocratico, la messa in scena sannita, in un’atmosfera dalle sfumature picassiane, cerca di approfondire il lato meno comico del Barbiere, dando ampio respiro allo stato psicologico del personaggio di Rosina.
La scelta stilistica di questo allestimento si riflette inoltre sul ritorno alla prassi tipicamente ottocentesca di sostituire l’aria della lezione (“Contro un cor che accende amore”) con altri pezzi celebri: sarà la romanza da camera Ninna Nanna di Siviglia del poeta García Lorca che Rosina canterà nel secondo atto.
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Il Barbiere di Siviglia

Personaggi ed interpreti

Il Conte d’Almaviva: Gianluca Bocchino
Bartolo, dottore in medicina: Luciano Matarazzo
Rosina, pupilla di Bartolo: Angela Giovio
Figaro, barbiere: Raffaele Raffio
Basilio, maestro di musica, Davide Giangregorio
Fiorello/Un Ufficiale, Anton Gryvniak
Berta, cameriera di Bartolo: Mina Troiano

Orchestra e Coro del Conservatorio di Benevento
Direttore: Francesco Ivan Ciampa
Maestro del coro: Adriana Accardo;
Cembalo: Carla D’Onofrio
Scene: Brunella De Laurentis
Realizzazione: Alessandro Calabrese
Costumi: Sartoria Angelina De Rita
Luci: M.A.C. Service di Francesco Giordano e Alessandro Caso
Collaboratori al pianoforte: Rossella Vendemia, Tommaso Lepore, Carla D’Onofrio Assistente alla regia: Maya Martini
Chitarrista in scena: Lorenzo Marino

(Comunicato a cura di Filomena Formato, studente del Biennio specialistico in Chitarra, indirizzo interpretativo-compositivo, collaboratrice Ufficio Comunicazione)

Per ulteriori informazioni

Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala”
Via Mario La Vipera, 1 – 82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax 0824.50355
sito web: www.conservatorionicolasala.eu

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2 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica Lirica | , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 2 settembre Michele Suozzo parla di Rossini e del suo “Barbiere” nel foyer del Teatro Comunale di Benevento

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Michele Suozzo, conduttore radiofonico e critico musicale, professore di Storia della Musica presso il Conservatorio di Benevento, terrà venerdì 2 settembre, alle ore 18.00, presso il foyer del Teatro Comunale Vittorio Emanuele di Benevento, una conversazione su “Rossini e Il Barbiere di Siviglia”.
L’opera rossiniana andrà in scena sabato 3 settembre e domenica 4 settembre, alle ore 20.30, presso lo stesso teatro, in una produzione del Conservatorio “Nicola Sala”, per la regia di Emanuele Di Muro e la direzione di Francesco Ivan Ciampa nel cartellone della 32a edizione del Festival Benevento Città Spettacolo.
Autore di testi sulla divulgazione musicale, Michele Suozzo è conosciuto soprattutto come autore e conduttore, insieme a Enrico Stinchelli, de La Barcaccia, trasmissione radiofonica ideata da Paolo Donati nell’ottobre del 1988 su Radiotre, un cult di riferimento per ogni appassionato d’opera e non solo, in onda anche all’estero attraverso Raisat e Rai International.

(Comunicato a cura di Filomena Formato, studente del Biennio specialistico in Chitarra, indirizzo interpretativo-compositivo, collaboratrice Ufficio Comunicazione)

Per ulteriori informazioni

Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala”
Via Mario La Vipera, 1 – 82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax 0824.50355
sito web: www.conservatorionicolasala.eu

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1 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica Lirica | , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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