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Giovedì 27, sabato 28 e domenica 29 settembre Enzo Moscato al Napoli Teatro Festival Italia con Tà-kài-Tà, testo su Eduardo De Filippo

Giovedì 27 settembre, ore 20.30 al Teatro Nuovo (con repliche il 28 alle 20.30 e il 29 alle 21) debutta Tà-kài-Tà (‘questo e quello’, in greco antico), non un testo ‘da’, ma ‘su’ Eduardo De Filippo.
Un omaggio sentito e originale che Enzo Moscato dedica alla figura di Luisa De Filippo, secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età negli anni ’50.
De Filippo rinomato per il suo carattere severo e intransigente, viene ritratto da Moscato come un uomo fondamentalmente buono, ma non buonista, rigoroso ed esigente verso la propria famiglia e i propri attori, ma in primis verso se stesso.
Tà-kài-tà è uno spettacolo a due voci che incarnano la parte maschile e quella femminile di Eduardo; il suo lato autentico, genuino e quello stereotipato, il tutto raccontato attraverso la musica e le parole.
Sul palcoscenico, insieme a Moscato, Isa Danieli che secondo il regista è “l’attrice più eduardiana per rigore, professionalità, memoria storica e legami artistici”.
“Tà-kài-Tà non è un racconto né una sorta di sinossi riepilogativa della sua vicenda artistica ed umana. – scrive Enzo Moscato nelle note di regia – Così come non si basa – né vuole farlo – su alcun dato biografico “scientifico” o storicamente fondato sulla vita, interiore ed esteriore, che a lui è toccato “veramente” di condurre. È piuttosto un periplo immaginario, fantastico (e quello della fantasia è l’unico dono “vero”, forse, che un drammaturgo, un fingitore d’emozioni e vita, può fare a un altro drammaturgo, un altro fingitore d’emozioni e vita, io credo) intorno ai pensieri e ai sentimenti – ante e post mortem – che possono avergli sfiorato, per un attimo, l’anima ed il cuore. È un vagare per ipotesi, illazioni, supposizioni, né malevoli né benigne, solo magari spontanee, istintive, che implicano, però, da parte mia, due grandi cose, due grandi fedi, due speranze. La prima, che sia possibile – soprattutto per le intelligenze superiori, quelle più vicine agli angeli e ai dèmoni – un aldilà da cui non è interdetto tornare e ancora ripercorrere queste terrestri lande desolate, per donarci almeno il riflesso – l’eco – di una voce, che abbiamo amato, che ci è stata cara e che, nella gioia e nella pena di un’inevitabile ferita,
ci ha formati…
“La seconda, che il gioco dell’inventare e fingere, riflettere e far splendere, la vita, che è il gioco del Teatro, non sia mai finito, mai sia stato smesso, da quelli che supponiamo ci abbiano per sempre abbandonati: i cosiddetti Morti, i Trapassati. I quali, per l’appunto, e solo per la forza/urgenza inarrestabile e invincibile di continuare a produrre e a “significare” vita, nell’eterno gioco a rimpiattino colla verità/finzione della scena, possono davvero ritornare (sia pur nell’apparente assenza totale di materia) nei sogni, nelle fantasie, nelle mancanze, le “defaillances” e i làpsus, a visitare gli animi – riempendone le pagine – di chi non li ha scordati».

Tà-kài-tà (Eduardo per Eduardo)
di Enzo Moscato

con Isa Danieli e Enzo Moscato
regia: Enzo Moscato
scena: Tata Barbalato
costumi: Giuliana Colzi
luci donamos
organizzazione: Claudio Affinito
produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Compagnia teatrale Enzo Moscato
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Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

Napoli Teatro Festival Italia
www.napoliteatrofestival.it
info@napoliteatrofestival.it
tel/fax: +39 081 19560383

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
tel.: +39 081 4206485
Raffaella Tramontano: +39 392 8860966
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26 settembre, 2012 Posted by | Musica, Napoli, Teatro, Teatro Nuovo | , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:QUELLE LAGRIME DIETRO LE QUINTE

Quelle lagrime dietro le quinte di Francesco Canessa
( da LA REPUBBLICA –Napoli del 14 novembre 2010 )

 


 

Nel tanto che s’è scritto – racconti, commenti, polemiche – sulla puntata d’esordio di “Vieni via con me” la trasmissione di Saviano e Fazio, (nella foto) invano ho cercato cenno di un episodio che mi aveva colpito e che aveva tutta l’aria d’essere fuori copione, recitato a soggetto dal conduttore, che sa fare da <spalla> come nessun altro oggi in tv. L’autore di Gomorra aveva appena terminato il suo primo monologo, quando Fazio è entrato in scena, gli si è affiancato e gli ha rivelato con voce turbata che il poliziotto della scorta che lo teneva d’occhio da dietro le quinte aveva pianto per l’emozione. Mentre il pubblico dello studio rivolgeva puntuale ai due – e forse ai tre – un bel applauso di conforto, riaffiorava in me il ricordo antico di un episodio eguale di cui ero stato testimone. Era il 1945 ed Eduardo aveva appena portato la sua “Napoli milionaria” a Roma al Salone Margherita, unico disponibile, avendo procurato diffidenza nei teatri di serie A la mancanza di Peppino accanto a lui e Titina. Era un palcoscenico di fortuna, scomodo e stretto, di fianco alle quinte si passava appena. Mi ci acquattavo, semiclandestino spasimante d’una attrice della compagnia, mentre in quella affianco, la prima verso il proscenio, era sistemato il pompiere di servizio. La sera del debutto, in una straordinaria atmosfera di tensione, si era alle ultime battute: <S’ha da aspettà!..Adda passà ‘a nuttata>. E mentre il sipario lentamente si chiudeva, il vigile del fuoco piombava in terra svenuto. Fu soccorso e poi accompagnato da Eduardo in camerino. Si scusò, raccontò di aver vissuto nella sua famiglia una storia simile, aveva pianto, era venuto meno. Eduardo gli parlò, l’abbracciò, gli regalò una foto con una bella dedica. La sera dopo, lo stesso pompiere era di nuovo lì, dietro la stessa quinta. E al terzo atto, <S’ha da aspettà, adda passà ‘a nuttata!” eccolo cadere di nuovo in terra svenuto. Stavolta Eduardo si arrabbiò e chiamò il direttore del Teatro:  <Telefonate a nome mio al comando dei pompieri e dite che domani ‘stu puveriello lo mandassero in servizio da un’altra parte! >.

La seconda puntata di “Vieni via con me” si avvicina. Auguriamoci che l’uomo della scorta non pianga di nuovo.

Francesco Canessa

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21 novembre, 2010 Posted by | Cultura, Francesco Canessa, Giornalisti, Italia | , , , , , , | 1 commento

   

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