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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Lunedì 12 giugno nell’Auditorium del Conservatorio di Avellino concerto dal titolo “Il Pianoforte nella cultura europea tra Ottocento e Novecento”

V. Laricchia, Ponte sulla Senna a Parigi (collez. G. De Fusco)

Lunedì 12 giugno, alle ore 15.00, nell’Auditorium del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, concerto dal titolo Il Pianoforte nella cultura europea tra Ottocento e Novecento (ovvero quanta acqua musicale si sia rimescolata sotto i ponti di Francia), a cura delle classi di Pianoforte principale di Adriana Aprea, Libera Cerchia e della classe di Lettura della partitura/Pianoforte principale di Giuseppe De Fusco

Programma

Frédéric Chopin (1810- 1849): Ballade no 1 Op.23 in Sol min.

Valeria Lonardo (Cerchia: VII corso)

Domenico Scarlatti (1685-1757): Sonata K198 in Mi min.
Johannes Brahms (1833-1897): Rapsodia op.79 no 2 in Sol min.

Rosa Maione (Aprea: VIII corso)

Johannes Brahms: Intermezzo op. 117 no 2 in Sib min.

Giancarlo Torone (De Fusco: VI corso)

Aleksandr Scriabin (1872-1915): Étude op. 42 no 4 in Fa#magg.

Marianna Nappo (Aprea: X corso)

Frédéric Chopin: Étude op. 10 n. 5 in Solb magg.

Valeria Lonardo

Claude Debussy (1862-1918): Pour le piano, suite
(Prélude, Sarabande, Toccata)

Antonella D’Argenio II livello (ex Aprea)

Francis Poulenc (1899-1963)
Française, d’après Claude Gervaise (16ème siècle)
Petite marche militaire (n. 3 da Suite Française)

Angelo Molinario (De Fusco: III propedeutico Pianoforte)

Camille Saint-Saëns (1835-1921): Étude Op.111 no 1 (tierces majeures et mineures)

Carlo Martiniello (Aprea: X Corso)

Francis Poulenc
IIème Intermezzo en réb majeur
Novelette No.1 en do majeur

Antonio Gomena (De Fusco: V Corso)

Aleksandr Scriabin: Cinquième sonate, op.53

Carlo Martiniello

Claude Debussy: Petit Suite (puor piano a quatre mains)
(En bateau, Cortège, Menuet, Ballet)

Carlo Martiniello – Antonella D’Argenio

Note introduttive
Il lettore di queste brevi note (che hanno la piccola pretesa di tracciare una via suggestiva all’ascolto dei tanti brani pianistici qui proposti) non storca il naso nel leggere, tra i titoli, tante indicazioni “en français”.
Non abbiamo certo inteso proporre, perché magari faceva più “chic”, una forzata traduzione dall’italiano di quei brani, notissimi, che hanno nomi già normalmente accettati nella nostra lingua.
Il filo rosso che ci ha guidati è l’idea che la cultura francese, e poi anche la scuola musicale di Francia, abbia permeato fortissimamente (non meno di quella viennese o tedesca) la civiltà europea della musica tra la prima metà dell’Ottocento e la prima del Novecento.
Ciò si riverbera, inevitabilmente, in quella grande fioritura di brani scritti in poco meno di cent’anni per lo strumento principe di quest’epoca musicale: il pianoforte.
Il polacco Frédéric Chopin, solo di transito a Parigi, vi rimase invece moltissimi anni divenendo ben presto emblema di Francia (e mutando, à la française, persino il proprio cognome Chopinski).
Le sue composizioni, per quanto intrise di spirito della propria terra, ebbero tutte nomi in sintonia con la nuova patria che lo accolse come un figlio: Valse, Polonaise, Étude….
Nella prima e celeberrima Ballade in Sol minore vengono colati molti degli stilemi della sua scrittura in un polittico di inaudita tensione armonica e drammatica, che lascerà per sempre il segno nella storia della musica a venire.
Prevengo l’obiezione del lettore: ma, in questa sequenza, che posto può essere assegnato a Domenico Scarlatti, che suonava il clavicembalo e per di più nel secolo (Settecento) precedente? Eppure, la riscoperta di Scarlatti al pianoforte (croce e delizia ieri e oggi di tanti pianisti) nasce proprio nella prima metà dell’Ottocento: e Frédéric Chopin ne faceva largo uso (insieme a pochissimi altri nomi, primo fra tutti il sommo Bach) coi propri allievi, stimandolo degno di una prassi didattica che ha poi ben attecchito nei tempi successivi.
L’amburghese Johannes Brahms nella nostra antologia è, lo ammettiamo, un pò l’eccezione che conferma la regola iniziale della “risciacquatura in Francia” di molta musica di matrice europea.
Vissuto prevalentemente in Germania, con una cultura che al massimo oscillava tra l’Austria, la Boemia e l’Ungheria, fu autore di coltissima forma non disgiunta da musicale e sanguigno pathos, come dimostra la Rapsodia in sol minore op.79 che ascolterete. E tuttavia l’Intermezzo in Sib minore dell’op.117, intimo e tardo soliloquio al pianoforte, tradisce senza meno la giovanile derivazione dal suo mentore Schumann, con una scrittura inquieta e fantastica pur nella cupezza del tratto di fondo… e forse, alla luce del nostro percorso di oggi, gli si potrebbe addirittura conferire la qualifica sul campo di nostalgico chansonnier.
Il russo Aleksandr Scriabin ebbe invece parecchio a che fare con la cultura francese, in primis, perché, da buon russo della seconda metà dell’Ottocento, il francese era la lingua dei russi “colti” per antonomasia; in secundis perché Frédéric Chopin fu, nella sua gioventù, l’alfa e l’omega della sua formazione musicale. E’ interessante l’accostamento tra i due études, nelle omologhe tonalità di Solb maggiore (Chopin, op.10) e Fa# maggiore (Scriabin, op. 42). Chopin adopera una scrittura neoclassica e brillante; Scriabin riparte dalla tensione armonica degli ultimi Nocturnes del polacco/francese e compone un piccolo poema grondante un inestinguibile desiderio. Si noti che anche quando egli darà alle stampe la sua fiammeggiante e visionaria quinta sonata, il cui preambolo è tutto un programma (“Je vous appelle à la vie, ô forces mystérieuses!….”) per le Editions Russes de Musique nel 1910 userà ancora, per la sua divulgazione (le Editions Russes erano a Berlino) l’idioma francese.
Claude Debussy è, senza meno, uno dei pilastri della musica europea a cavallo tra Ottocento e Novecento che ha di molto travalicato la sua matrice transalpina. La sua scrittura sinfonica (La Mer, Nocturnes) ed operistica (Pelléas et Mélisande) ha imposto l’uso di una tinta armonica rivoluzionaria, ma Debussy era anche orgoglioso del fatto che con la sua suite Pour le piano si era, a suo dire (e ben prima dei Jeux d’eau di Ravel) fatto un passo fondamentale in avanti, con una scrittura che produceva una sonorità dello strumento completamente nuova.
Debussy aveva una speciale predilezione per Chopin (riconoscendogli probabilmente una prima matrice “impressionistica”); altri stimoli alla sua estetica gli venivano dalla sensibilità per la musica “antica” dei suoi predecessori Rameau e Couperin, che sono alla base della sua “modalità” presente nel già citato Pour le piano contenente infatti, in chiave moderna, le vecchie forme del Prélude, della Sarabande e della Toccata.
Questo gusto per le forme dei secoli passati appartenenti alla propria tradizione transita, nella cultura francese, anche per Francis Poulenc.
Compositore di sensibilità armonica “moderna” aperta a tutte le tendenze (jazz incluso) dei primi trent’anni del Novecento, ma di straordinaria raffinatezza ed efficacia, fu compositore versato in tutti i generi e tuttavia, pur essendo egli stesso un ottimo pianista, scriverà relativamente poco per il suo strumento (la somma di tali composizioni supera di poco l’ora di ascolto).
La preziosa Française, (d’après Claude Gervaise) si rifà a melodie del 16° secolo.
Nella Petite marche militaire (n. 3 dalla Suite Française) sembra di risentire le piccole fanfare del 2° atto della Boheme pucciniana; gemme di valore assoluto sono infine la prima Novelette in Do (quasi una reminescenza in chiave moderna dell’album per la gioventù di Schumann) e il magnifico secondo Intermezzo in Reb, col suo languido andamento sincopato inframmezzato da caustiche dissonanze, antidoto alla paura di zuccherare un pò troppo… però con una qualità da chansonnier di altissima classe.
Questa qualità francese di mettere a volte troppo zucchero… fu rimproverata spesso a Camille Saint-Saëns, compositore solidissimo (e magnifico pianista, tra l’altro) e grande esponente della cultura musicale “accademica” al Conservatorio di Parigi.
Il primo dei suoi 6 Études Op.111 riprende il concetto chopiniano di “sciogliere in musica” un dettato tecnico allo strumento.
In questo caso il pretesto dell’esecuzione di terze maggiori e minori produce, con esito invero di grande caratura, un magnifico affresco in cui la sensibilità per il “colore” del tocco raggiunge magnifica dimostrazione.
L’ultimo tassello della nostra piccola, gioiosa festa musicale è l’elegante e fascinosa suite En bateau, in quattro movimenti, di Claude Debussy, per pianoforte a quattro mani.
Ci sia consentito di ringraziare i partecipanti tutti che hanno sostenuto, col loro lavoro, la nostra idea, e il gentile pubblico intervenuto, nella speranza di aver assolto ad una funzione insostituibile del nostro Istituto, che è quella di veicolare, col suono vivo, ciò che altrimenti rimarrebbe imprigionato sulla carta. Perché sia sempre avanti l’idea che, come diceva Hans Swarowsky, “La Musica non è quella di cui si parla, ma quella che si fa e si ascolta”.

Giuseppe De Fusco
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6 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Auditorium Vitale, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 8 marzo l’Associazione Alessandro Scarlatti ospita l’esordio napoletano del pianista Federico Colli

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Mercoledì 8 marzo 2017, alle ore 21, nel Teatro di Corte di Palazzo Reale per la prima volta a Napoli il giovane pianista Federico Colli suonerà in recital per la stagione concertistica della Associazione Alessandro Scarlatti.
In programma un percorso cronologico attraverso la storia della Sonata.
«Il mio programmaspiega Collimostra il concetto di sonata così come era all’inizio (da Domenico Scarlatti a Mozart), nella sua apoteosi di profondità e grandiosità (Beethoven) e nella decomposizione della forma vincolata a favore di una vitalità libera, di una freschezza irrefrenabile del sentire (Schumann)».

Classe 1988, dopo gli studi presso il Conservatorio di Milano, l’Accademia Pianistica di Imola e il Mozarteum di Salisburgo, tra il 2011 e il 2012 il pianista bresciano si è aggiudicato il Primo Premio a due dei massimi concorsi internazionali: il Mozart di Salisburgo e il Leeds Piano Competition.
I prestigiosi riconoscimenti gli hanno spalancato le porte di una rapida carriera, punteggiata da acclamate esibizioni in Italia, Germania, Austria, Russia, Brasile e Messico.
La rivista britannica International Piano ha inserito Federico Colli fra i trenta pianisti “under 30” candidati a dominare la scena musicale mondiale negli anni a venire.

Mozart è un autore che ho sentito molto vicino – approfondisce Federico Colli in un’intervista – è un personaggio che ha sempre stuzzicato la mia immaginazione, mi trovo a mio agio a dialogare con lui, con la sua personalità. È stato un grande prestigiatore che riusciva a celare sotto accordi e melodie spensierate, semplici, lineari e più naturali possibili, abissi e profondità infinite e per questo mi ha sempre affascinato. Come anche Robert Schumann, un compositore a me molto caro per la sua immaginazione e la possibilità che c’è nella sua musica di esagerare e l’esagerazione, la stravaganza, sono dinamiche fondamentali. Come diceva Dalì, l’unica cosa di cui il mondo non avrà mai abbastanza è l’esagerazione. In lui c’è sempre questo duplice rapporto, questo grande dualismo che prese da Beethoven e dallo Sturm und Drang tedesco, e che rielaborò raggiungendo vette fantasmagoriche.

Per questa serata, dedicata alla Festa della Donna, la Associazione Scarlatti effettua una promozione straordinaria: ogni coppia formata da un uomo e una donna o da due donne pagherà un solo biglietto d’ ingresso.

Alle ore 11 del 9 marzo, nell’ambito del ciclo “Parliamo di musica per le Scuole”, una serie di incontri divulgativi della Associazione Alessandro Scarlatti dedicati alle Scuole Medie e ai Licei, Federico Colli incontrerà più di 300 studenti per una lezione/concerto.

Costo del biglietto
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani ( under 30): 10 Euro
Last minute: 3 Euro (under 25) in vendita un’ora prima del concerto.

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it

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Mercoledì 8 marzo 2017
Teatro di Corte di Palazzo Reale – ore 21.00

Federico Colli, pianoforte

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1787): Sei variazioni in fa maggiore su un tema di Paisiello K 398

Ludwig van Beethoven ((1770 – 1827)
Sonata n. 22 in fa maggiore op. 54
Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata K 197 in si minore
Sonata K 380 in mi maggiore
Sonata K 9 in re minore
Sonata K 492 in re maggiore
Sonata K 32 in re minore
Sonata K 39 in la maggiore

Robert Schumann (1810 – 1856): Faschingschwank aus Wien. Fantasiebilder (Carnevale di Vienna), op. 26

Federico Colli
federico-colliNato a Brescia nel 1988, ha studiato al Conservatorio di Milano, all’Accademia Santa Cecilia di Bergamo, all’Accademia Pianistica di Imola ed al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Sergio Marengoni, Konstantin Bogino, Boris Petrushansky e Pavel Gililov.
Dopo il Primo Premio ottenuto al Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la vittoria con Medaglia d’oro al Concorso Pianistico Internazionale di Leeds, Federico Colli ha intrapreso una promettente carriera internazionale, ottenendo un notevole successo di pubblico e di critica.
Da allora ha suonato con orchestre del calibro dell’Orchestra Mariinsky, la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la BBC Symphony.
Si è esibito in sedi concertistiche rinomate quali il Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Konzerthaus di Berlino, il Concertgebouw di Amsterdam, la Barbican Hall e la Queen Elizabeth Hall di Londra, la Salle Cortot di Parigi, collaborando con stimati direttori quali Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Vladimir Ashkenazy.
In occasione del suo debutto al Southbank Centre nel 2014, è stato presentato un CD solistico, prodotto da ‘Champs Hill Records’, con opere di Beethoven, Scriabin e Mussorgsky: “L’affascinante capacità di Federico Colli di illuminare anche i fraseggi musicali più densi emerge in una struttura interpretativa di logica suprema.” (J. Haylock, BBC Music Magazine).
A proposito del suo debutto londinese con la BBC Symphony Orchestra diretta da Sakari Oramo, The Times ha scritto: “ha suonato con una formidabile delicatezza, toni limpidi e fraseggio calligrafico; Colli si prende cura di affascinare lo spettatore prima di conquistarlo definitivamente”.
I concerti di Federico Colli sono stati trasmessi su BBC Radio 3, le radio e le TV della RAI, la Mariinsky TV, la radio polacca e la radio ORF in Austria.
Nelle stagioni più recenti Federico Colli ha avuto l’onore di condividere il palcoscenico con artisti del calibro di Lang Lang, Martha Argerich, Nelson Freire e Leonidas Kavakos.
Nella stagione 2016/17 debutta con la Philharmonia Orchestra diretta da Alpesh Chauhan, con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali ed al Festival di Musica da Camera di Eilat.
Altri impegni in Italia includono recital a Roma, Firenze, Napoli, così come concerti con l’Orchestra della Toscana.
Federico Colli tornerà all’International Piano Series del Southbank Centre per un recital per pianoforte solo.
Debutterà inoltre alla Wigmore Hall di Londra.
Nel 2011 ha ricevuto il ‘Grosso d’Argento’ dal sindaco della sua città natale, Brescia, come riconoscimento per i suoi traguardi artistici.
Nel 2014 Federico Colli è stato selezionato dalla rivista International Piano come uno dei ‘30 pianisti sotto i 30 anni che domineranno le scene internazionali negli anni a venire’.
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3 marzo, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 8 febbraio la Cappella Neapolitana di Antonio Florio ospite dalla stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

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Mercoledì 8 febbraio, alle ore 21.00, al Teatro di Corte di Palazzo Reale, l’Associazione Alessandro Scarlatti presenta la Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio nel concerto Padri e figli, zii e nipoti nella Napoli del XVII e XVIII secolo.
Un viaggio nelle dinastie musicali, quella più famosa di Alessandro Scarlatti e di suo figlio Domenico, coppia di compositori di genio.
Quella meno celebrata di Pietro Marchitelli, virtuoso di violino a Napoli tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700, che sfidò in una gara musicale anche il grande Corelli, e di suo nipote Michele Mascitti.
Violinisti e autori di pagine musicali di incredibile fascino.
“Un programma che mette in luce quanto siano state importanti a Napoli le famiglie musicalispiega Antonio Florioper gli sviluppi di una tradizione strumentale che si è tramandata attraverso la consanguineità dal Cinquecento all’Ottocento. I Sabino, gli Ansalone, i Veneziano, come i Prota, hanno contribuito a designare Napoli come capitale della musica. E per questo concerto ho voluto presentare due personaggi singolari come Alessandro Scarlatti e Pietro Marchitelli come omaggio alla città di Napoli”.
L’Orchestra, ambasciatrice del Barocco napoletano nel mondo, quest’anno festeggia i suoi primi trent’anni di attività.
L’originalità dei programmi e il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca ne fanno una delle punte di diamante della vita musicale italiana ed europea.
“Trent’anni in cui con entusiasmo e rigore continuiamo nella ricerca, nel recupero e nell’esecuzione di pagine relegate all’oblio. Trent’anni di successi in cui la vera protagonista è stata l’Orchestra, una compagine coesa il cui organico è rimasto quasi inalterato, Pino De Vittorio, Rosario Di Meglio, Nunzia Sorrentino, per fare qualche nome, hanno cominciato con me questa splendida avventura nel lontano 1987. Trent’anni festeggiati con più di quaranta incisioni, e con esibizioni nelle più prestigiosi sedi europee, mi piace ricordare l’invito di Claudio Abbado alla Filarmonica di Berlino, e nel mondo, dagli Stati Uniti e il Sud America, alla Cina e al Giappone.”

Filo conduttore del programma è l’analisi di due dinastie musicali, nell’ottica del loro confrontarsi con la musica strumentale.
Alessandro Scarlatti è figura dominante della scena italiana a cavallo del Settecento, autore prolifico in tutti i generi musicali dalla musica religiosa, al teatro d’opera, alle pagine per tastiera.
L’elemento comune di questa copiosa mole di lavori è un linguaggio agile e fantasioso, dove l’invenzione melodica si fonde in maniera naturale con il contrappunto e la polifonia.
Il secondo figlio di Alessandro, Domenico, nato nello stesso anno di Bach e Haendel, mostrò ben presto di possedere un talento fuori dal comune per la musica, e lega il suo nome al cembalo.
L’energia ritmica e lo stile imitativo ricordano da vicino la scrittura del padre, ma la concisione e la forza espressiva delle ardite armonie negli adagi appartengono a un mondo nuovo, che Domenico sa interpretare con eleganza e una fantasia.
Pietro Marchitelli, fu un compositore fecondo e originale, il maggior virtuoso di violino di Napoli a cavallo del Settecento.
Partendo quasi dal nulla, il giovane violinista abruzzese riuscì a scalare tutta la gerarchia musicale della corte napoletana, grazie alle eccellenti doti di virtuoso. Conquistò la posizione di primo violino della Cappella reale.
Non ebbe figli maschi e fu generoso nell’aiutare nipoti abruzzesi musicisti, soprattutto Michele Mascitti.
Mascitti si trasferì a Parigi contribuendo a diffondere lo stile della sonata violinistica italiana in Francia.
La sua Passacaglia mette in luce il grado di raffinatezza raggiunto dalla scuola italiana.

Costo del biglietto
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani ( under 30): 10 Euro
Last minute: 3 Euro (under 25) in vendita un’ora prima del concerto.

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it

Ufficio Stampa Associazione Scarlatti
Chiara Eminente
mail: info@associazionescarlatti.it

Ufficio Stampa Cappella Neapolitana
Giusi Zippo
mail: giusizippo@alice.it
mob. 3396276954

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Mercoledì 8 febbraio 2017
Teatro di Corte di Palazzo Reale – ore 21.00

Cappella Neapolitana
Antonio Florio, direttore

Padri e figli, zii e nipoti nella Napoli del XVII e XVIII secolo

Programma

Alessandro Scarlatti: Concerto grosso in re minore n.5

Pietro Marchitelli: Sonata n.6 in sol minore

Domenico Scarlatti: Sinfonia per archi in do maggiore

Michele Mascitti: Concerto grosso in si bemolle maggiore op. 71 n.1

Pietro Marchitelli: Sonata n.10 in re maggiore

Domenico Scarlatti: Sinfonia in sol maggiore

Pietro Marchitelli:
Sonata n. 11 in fa maggiore
Concerto grosso in la minore

Michele Mascitti: Passacaglia variata in la maggiore

Cappella Neapolitana
Cappella Neapolitana Antonio FlorioEnsemble fondato nel 1987 da Antonio Florio inizialmente col nome di Cappella della Pietà de’ Turchini, ha modificato nel 2016 il nome in Cappella Neapolitana.
È costituito da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari.
L’ensemble è stato invitato ad esibirsi su palcoscenici importanti e ha preso parte ai maggiori festival di musica antica europei.
Ricco il cartellone delle opere portate in scena tra le quali segnaliamo La Partenope di Vinci in prima moderna, La finta giardiniera di Anfossi, Ottavia restituita al trono di Domenico Scarlatti.
L’ensemble ha registrato per Radio France, BBC, Radio belga, spagnola, tedesca e austriaca. Particolarmente intensa è l’attività discografica, con la realizzazione di sette cd dedicati a inediti del repertorio napoletano barocco in più occasioni premiati dalla critica internazionale.
Dal 1996 ha pubblicato 15 titoli per la collana “Tesori di Napoli”.
Tra i numerosi riconoscimenti si segnalano il premio “Vivaldi” della Fondazione Cini di Venezia, il Premio Abbiati, il “Diapason d’Or” per Li Zite’n Galera (1999) e per Il Pulcinella vendicato (2002).
Ha inoltre partecipato a MITO SettembreMusica con Aci, Galatea e Polifemo di Händel.
Nel 2010 ha eseguito, in prima edizione moderna, Orfeo e Euridice di Fux alla Konzerthaus di Vienna.
Nel 2013 è stato in tournée con Giovanni Sollima per importanti istituzioni concertistiche italiane e nel 2014 si è esibito al Festival Terra Sem Sombras in Portogallo, a San Pietroburgo per il Festival of Early Music e nel 2015 a Chicago per il Museum of Fine Arts e l’Istituto Italiano di Cultura.
Tra gli ultimi cd ricordiamo I viaggi di Faustina con Roberta Invernizzi e nel 2016 Passio, la Passione secondo Giovanni di Gaetano Veneziano.

Antonio Florio
Antonio FlorioSi è diplomato in violoncello, pianoforte e composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota, approfondendo in seguito lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio napoletano dei secoli XVII e XVIII.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo La colomba ferita, Il schiavo di sua moglie e La Stellidaura vendicante di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco Boerio; La finta cameriera di Gaetano Latilla; La Statira di Francesco Cavalli; Motezuma di Francesco De Majo.
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, la Fondation Royaumont e il Conservatorio di Tolosa.
È titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco.
È direttore artistico dello “Scarlatti LAB”, laboratorio per la musica barocca a cura dell’Associazione Scarlatti di Napoli.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’Alidoro di Leo, il cui dvd si è aggiudicato il Diapason d’Or e l’Orphèe d’or dell’Académie du disque lyrique.
A Oviedo gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni” – corrispondente al nostro Premio Abbiati – per la miglior direzione musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’Ottavia restituita al trono di Domenico Scarlatti.
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3 febbraio, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Prima del concerto, Regioni | , , , , , , , | Lascia un commento

La stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti riprende con il concerto del chitarrista Aniello Desiderio

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Mercoledì 18 gennaio 2017, alle ore 21, nel Teatro di Corte di Palazzo Reale, per la Stagione Concertistica della Associazione Alessandro Scarlatti, atteso recital del chitarrista napoletano Aniello Desiderio.
L’énfant prodige della chitarra- ha debuttato come solista a soli 8 anni – già ospite della Scarlatti più volte con applauditissimi concerti, torna a Napoli con un repertorio tutto dedicato ad autori spagnoli ed italiani.
“I due paesi che hanno fornito il maggior numero di partiture originali alla chitarra sono la Spagna e l’Italia per questo ho scelto autori legati a queste due nazioni.”– spiega il M° Desiderio.
Uno dei chitarristi italiani più famosi nel mondo, vincitore di 18 premi in prestigiosi concorsi internazionali e autore di progetti discografici di successo (nel 2010 è stato in lizza per il Grammy Award), ha collaborato con artisti del calibro di Vladimir Spivakov, Gidon Kremer, Lorin Maazel, John Mc Laughing.
Chick Corea ha detto di lui: “Mi ha letteralmente sopraffatto quando ho ascoltato i suoi cd, penso che sia un maestro della chitarra e mi piace molto la scelta delle musiche che esegue”.
Nel 1999 la televisione tedesca gli ha dedicato un documentario in due parti.
Nel 2014 ha suonato nella Carnegie Hall a New York e dal 2010 è docente per il Summer International Academy del Mozarteum di Salisburgo.

Alle ore 11 di martedì 17 gennaio 2017, nell’ambito del ciclo “Parliamo di musica per le Scuole”, una serie di incontri divulgativi della Associazione Alessandro Scarlatti dedicati alle Scuole Medie e ai Licei, il M° Desiderio incontrerà più di 350 studenti per una lezione/concerto.

Costo del biglietto
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani ( under 30): 10 Euro
Last minute: 3 Euro (under 25) in vendita un’ora prima del concerto.

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it

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Mercoledì 18 gennaio 2017
Teatro di Corte di Palazzo Reale – ore 21.00

Programma

Isaac Albéniz (1860 – 1909)
Asturias
Sevilla

Joaquín Turina (1882-1949)
Sevillana Fantasia
Sonata op. 61

Gaspar Sanz (1640-1710): Suite Spagnola

Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonata K 144
Sonata K 149
Sonata K 32

Mauro Giuliani (1781 – 1829): Rossiniana n. 1

Carlo Domeniconi (1947): Koyunbaba op.19

Aniello Desiderio
aniello-desiderioNato a Napoli nel 1971, inizia lo studio della chitarra classica all’età di 6 anni.
I suoi maestri sono stati Pietro Piscitelli, Bruno Battisti D’Amario e Stefano Aruta; frequentando per diversi anni masterclass tenute dal compositore cubano Leo Brouwer.
Si è diplomato nel 1992 con il Massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria.
Ha tenuto il suo primo concerto all’età di 8 anni, e la critica in quell’occasione iniziò a parlare di lui come “énfant prodige”.
Ha vinto 18 primi premi tra nazionali ed internazionali.
La carriera internazionale inizia nel 1989 durante il festival internazionale di Volos (Grecia), da quel momento in poi si è esibito in tutto il mondo: Svizzera, Giappone, USA, Danimarca, Finlandia, Grecia, Germania, Turchia, Francia, Irlanda, Norvegia, Svezia, Spagna, Venezuela, Brasile, Cuba, Messico, Austria, Polonia, Russia, Indonesia, Ungheria, Colombia, Olanda, Italia sia come solista che con diverse orchestre tra le quali “I Virtuosi di Mosca” diretti dal M° Vladimir Spivakov.
Ha suonato per alcune delle più prestigiose associazioni musicali nazionali e internazionali e alcuni tra i teatri più importanti del panorama internazionale tra i quali le Orchestre Radio France, Alessandro Scarlatti, Megaride, Pomeriggi Musicali di Torino, il Gubbio Summer Festival, la Bayerische Rundfunk TV, il Musikfest Bremen, il Ludwigsburger Schlossfestspiele, la Omni Concert Series di S. Francisco, la Alter Opera di Francoforte, la Tonhalle Dusseldorf, la Philarmonie di Monaco.
Nel novembre del 1996 ha tenuto il suo debutto a New York alla Manhattan School of Music.
Nel Maggio del 1999 la televisione tedesca BR/ARD ha prodotto un film musicale e un ritratto di Aniello Desiderio a Napoli che è stato mandato in onda più di 10 volte in tutta l’Europa dal 2000 al 2005.
Nel Settembre del 1999 ha ricevuto il premio “Artist in Residence” dalla Radio tedesca DLF e dal Musikfest di Bremen insieme al famoso violinista Gidon Kremer.
É stato invitato come artista al Galà del 70esimo anno di età di Lorin Maazel presso il Prinzregententheater di Monaco.
Ha fondato il gruppo “Passione Napoletana” con il quale suonano Gennaro e Gaetano Desiderio e altri musicisti di estrazioni diverse, e il “Tango con Passion” con il quale suona il famoso bandoneonista Romulo Larrea Montevideo, e la cantante Veronica Larc . Nel 2009 crea il suo ultimo progetto Aniello Desiderio’s Quartetto Furioso, chitarra, violino, piano e percussioni, con il quale ha inciso il suo primo lavoro discografico “4 and 4 Seasons Piazzola&Vivaldi” prodotto per la prestigiosa etichetta discografica Termidor, riscuotendo un tale successo della critica mondiale da essere presente in più di 50 riviste specializzate e presentato per i Grammy Awards 2010. Nel 2010 è stato in tour con una delle leggende della chitarra classica Angel Romero con il quale ha interpretato il concerto “Madrigal” di Joaquin Rodrigo. Il famoso chitarrista John McLaughlin lo ha scelto per l’esecuzione Prima Mondiale del suo concerto per chitarra e orchestra “Thieves and Poets” che si è tenuta al Festival Internazionale di Koblenz, Germania.
Nel 2014 debutta alla Carnegie Hall di New York.
Ha inciso diversi dischi per la Frame; Waku Music; Koch Universal; e nel 2006 ha fondato l’etichetta discografica Adoro Records.
Dal 2005 al 2012 è stato Professore presso l’Accademia di Musica a Koblenz (Germania), dal 2009 tiene un corso biennale di Alto Perfezionamento presso il Conservatorio di Musica di Avellino “Domenico Cimarosa”.
Dal 2010 è docente per il Summer International Academy presso il Mozarteum di Salisburgo.
Insegna chitarra presso il Conservatorio di Musica di Potenza.
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15 gennaio, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 18 settembre a Palazzo Zevallos il ciclo dell’Associazione Alessandro Scarlatti “I suoni della storia” ospita il Quartetto Gagliano ed il chitarrista Edoardo Catemario

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Domenica 18 settembre, alle ore 11.30, nella splendida sede di Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo, 185 – Napoli), secondo appuntamento del ciclo “I suoni della storia” intitolato “1916: Musiche dal naufragio”.
Traendo spunto dal centesimo anniversario della scomparsa di Enrique Granados, perito nell’affondamento del piroscafo Sussex durante la Prima Guerra Mondiale, la rassegna spazia all’interno del grande repertorio della musica ispanica o ispirata alle tradizioni spagnole.

Protagonista del concerto sarà il Quartetto Gagliano, che aprirà con il Quartetto n.1 di Arriaga, autore ingiustamente poco conosciuto, che è stato definito “il Mozart spagnolo”.
Seguirà il celebre Quintetto di Boccherini “Fandango”, che vede la illustre partecipazione di Edoardo Catemario alla chitarra.

La rassegna presenta la consueta interazione tra musica e parola, con letture che inquadrano poeticamente e culturalmente i programmi musicali, evidenziando per contrasto lo smarrimento dell’individuo al cospetto dei grandi avvenimenti storici.
L’attore Raffaele Ausiello leggerà brani tratti da “Trafalgar” di Benito Pérez Galdós, e poesie di Federico García Lorca e Luis Cernuda, scelte ed in parte tradotte per l’occasione da Encarnación Sánchez García e Diana Gargano.

Biglietto unico: 5 Euro

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it

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Domenica 18 settembre 2016
Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano – ore 11.30
“I Suoni della Storia” – “1916: Musiche dal naufragio”, nell’anniversario della scomparsa di Enrique Granados

Programma

Quartetto Gagliano
Carlo Dumont e Sergio Carnevale, violini
Gianfranco Conzo, viola
Raffaele Sorrentino, violoncello

Edoardo Catemario, chitarra
Raffaella Caianiello, nacchere
Raffaele Ausiello, voce recitante

Juan Crisóstomo de Arriaga ( 1806 – 1826): Quartetto n.1 in re minore

Luigi Boccherini: Quintetto con chitarra in re maggiore G.448 “Fandango”

Quartetto Gagliano
quartetto-gagliano-foto-2Il Quartetto d’archi Gagliano, che con il proprio nome rende omaggio alla più celebre famiglia di liutai napoletani, vede confluire al suo interno consolidate esperienze cameristiche e precedenti esperienze professionali nell’ambito della musica da camera: i violinisti Carlo Dumont e Sergio Carnevale, il violista Gianfranco Conzo ed il violoncellista Raffaele Sorrentino.
La prima formazione iniziò a lavorare insieme nel 1987 grazie all’incoraggiamento del Gabrieli String Quartet di Londra, seguendo i “Corsi di Perfezionamento Strumentale e di Interpretazione Musicale” a Sermoneta e suonando al Festival Pontino.
Nel 1995, dopo essere stato ascoltato dal Quartetto Alban Berg, il quartetto è stato invitato a perfezionarsi con loro presso la Musikhochschule di Lubecca (Germania), lavorando con Günter Pichler, Thomas Kakuska e Valentin Erben.
Nel 1997 grazie all’ “Amadeus Scholarship Fund”, gli viene assegnata una borsa di studio che gli consente di studiare con il Quartetto Amadeus presso la Royal Academy of Music di Londra.
Parallelamente all’attività didattica, il quartetto ha svolto attività concertistica, suonando nelle principali città europee (Londra, Ginevra, Lubecca, Amsterdam, Barcellona, Roma, Parigi, Lugano, Sofia, Bruxelles, Budapest), tenendo sia recital, che cicli monografici (Boccherini 2005, Mozart 2006, Haydn e Mendelssohn 2009, Schumann 2010), partecipando a tournée e festival internazionali.
Interprete del più significativo repertorio quartettistico, il Quartetto Gagliano suona sovente con strumentisti ospiti, con cui collabora in diverse formazioni dal quintetto all’ottetto, tra cui si ricorda Bruno Giuranna, Antony Pay, Ursula Hollinger, Peter-Lukas Graf, Jean-François Tollier, Alessandro Carbonare, Bruno Mezzena.
Il quartetto, il cui repertorio spazia da “L’Arte della Fuga” di J. S. Bach fino alle più recenti avanguardie, con l’obiettivo di ampliare il repertorio tradizionale, si dedica costantemente al lavoro di ricerca per la riscoperta della musica da camera di autori di scuola napoletana (Giuseppe Martucci, Franco Alfano, Alessandro e Achille Longo, Mario Pilati, etc.), eseguendo e registrando lavori spesso inediti.
Nella stagione 2013/14 il quartetto ha presentato, partendo dal Festival di Cartagine (Tunisi), un programma di raro ascolto dedicato al percorso che, dalle prime forme strumentali cinquecentesche a quattro voci, conduce fino al ‘700 alla nascita del quartetto d’archi in Italia.
Nel 2014 l’International Yehudi Menuhin Foundation ha invitato il quartetto a suonare Rossini, Verdi e Puccini in occasione dell’annuale gala di fine anno, presso il Théatre du Parc di Bruxelles.
Per la stagione 2015/16 il quartetto Gagliano è Quartet in Residence presso il Centro di Musica Antica “La Pietà de’ Turchini” di Napoli, con un programma rivolto alla didattica e alla produzione di progetti speciali (tra cui Gli ultimi quartetti di Beethoven e la Scuola Napoletana).

Edoardo Catemario

Foto Quagli

Foto Quagli

Nato a Napoli, ha intrapreso lo studio della chitarra all’età di cinque anni.
Ha studiato dapprima con Salvatore Canino, poi con Pedata, Tomás, Aruta e Maria Luisa Anido.
Pianoforte e analisi con Titina De Fazio ed interpretazione con i compositori latinoamericani Leo Brouwer e Oscar Casares.
Chitarrista estremamente versatile, passa con disinvoltura dal repertorio romantico (suonato su strumenti originali) a quello barocco , al novecento storico alla musica contemporanea e d’avanguardia.
Il suo repertorio include una enorme quantità di pezzi solistici, oltre che la quasi totalità del repertorio da camera e 42 concerti per chitarra ed orchestra.
Vanta al suo attivo numerosi primi premi di concorsi nazionali ed internazionali.
Ha vinto, tra l’altro, il primo premio dei prestigiosissimi concorsi “Andrés Segovia” di Almuñecar (Granada) nel 1991 e di Alessandria nel 1992.
Catemario si è esibito in concerti, emissioni radiofoniche e televisive nonché nei maggiori festival di musica da camera ed è apparso in numerose trasmissioni televisive e radiofoniche per le maggiori reti nazionali europee TVE2 (Spagna), RTF3 (Francia), RAI1 e RAI3 (Italia).
Ha suonato in prima assoluta composizioni a lui dedicate tra cui: “El Kalasha de AValokitesvara” di Eduardo Morales Caso, “Drei lieder” di Alexander Mullenbach, “Cuadernos de Danzas” di Mauricio Sotelo, “Memorie di una maschera” di Patrizio Marrone”, “Carpe Diem” di Gerard Drozd“ e “I racconti di Mamma Orca” di Roberto De Simone.
E’ stato ospite in qualità di solista di grandi orchestre ed affianca alla sua carriera da solista una intensa attività cameristica.
La sua produzione discografica include lavori per: DECCA records, ARTS Music e Koch Schwann.
Le sue registrazioni hanno vinto numerosi premi della critica fra le quali: Cinque stelle di “Musica” (Italia), Scelta del mese di CD classica (Italia), Scelta dell’editore di Guitart (Italia), Joker di Crescendo (Belgio) fra le altre…
Nel Gennaio 2004 la sua incisione del Concerto n.1 di Giuliani è stata allegata al BBC Music Magazine.
Ha tenuto Master Classes in Germania, Francia, Spagna, Italia, USA, Regno Unito, Australia ed Austria.
Ha collaborato con il Mozarteum di Salisburgo durante la “Sommer Akademie” tra il 2001 ed il 2007 e con La Royal Academy di Londra dove viene regolarmente invitato.
E’ stato titolare della cattedra di perfezionamento ed interpretazione presso il “Conservatoire International de Paris” (Parigi, Francia) dal 1995 fino al Giugno del 2001.

Raffaele Ausiello
raffaele-ausielloInizia e continua la sua formazione tra Torre del Greco e Napoli.
Laureato in Lettere Moderne e specializzato in Filologia Moderna, fin dai tempi del Liceo, contemporaneamente agli studi, intraprende e approfondisce il mestiere e l’arte della recitazione con il prof. Nicola Di Lecce, il prof. Antonio Borriello (noto esperto di Samuel Beckett), Carlo Cerciello (direttore del Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo di Napoli).
Segue stages e workshops tenuti da Renato Carpentieri, Orlando Cinque, Cesar Brie, Nicole Kerberger, Anna Redi, Paola Tortora, Michele Monetta, Pierpaolo Sepe, Armando Punzo, Davide Iodice, Pino Carbone, e tanti altri.
In Teatro è stato diretto, tra gli altri, da Carlo Cerciello (lavorando anche al fianco di Isa Danieli), Renato Carpentieri, Luciano Melchionna, Francesco Saponaro, Pino Carbone, Raffaele Di Florio, Walter Manfré, Giovanna Facciolo, Anna Redi.
Nel 2010, assieme a Giuseppe Cerrone, Stefano Ferraro, Aniello Mallardo e Antonio Piccolo fonda il collettivo teatrale Teatro in Fabula, che oltre ai vari impegni teatrali ha collaborato con Lorenzo D’Amelio alla formazione del cast de “L’evento”, un lungometraggio indipendente girato nel Sannio nel 2013.
Oltre che ne “L’evento”, è stato protagonista e coprotagonista in diversi cortometraggi, nonché nel lungometraggio “Nei molti Mondi”, un videodramma a spettatore unico di Guido Acampa e Gabriele Frasca, proiettato alla Galleria Civica di Modena e prossimamente edito dalla Sossella Editore.
In televisione va citata almeno la partecipazione come attore guest nel ruolo di Fabrizio Jovinelli in una decina di puntate (2008) della soap di RAI3”Un posto al sole”.
Per la sua attività teatrale ottiene il Premio Nike come attore emergente nel 2010 e il Premio Domenico Rea nel 2012.
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15 settembre, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Poeti, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 10 e domenica 11 settembre a Palazzo Zevallos Stigliano primi due appuntamenti con la stagione 2016-2017 dell’Associazione Alessandro Scarlatti

locandina-i-suoni-della-storia-2016
Sabato 10 settembre e domenica 11 settembre 2016, nella splendida sede di Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo, 185 – Napoli) riprendono, dopo la pausa estiva, le attività fuori abbonamento della Associazione Alessandro Scarlatti.

Sabato 10 settembre è prevista una conferenza del prof. Massimo Lo Iacono nell’ambito del ciclo divulgativo “Parliamo di musica”.
Tema dell’incontro sarà l’esplorazione del rapporto tra la musica del novecento e le maschere della commedia dell’arte, a conclusione della esposizione dell’ “Arlecchino con specchio” di Picasso.

Domenica 11 settembre, alle ore 11.30, concerto inaugurale del ciclo “I suoni della storia”, quest’anno intitolato “1916: Musiche dal naufragio”, traendo spunto dal centesimo anniversario della scomparsa di Enrique Granados, perito nell’affondamento del piroscafo Sussex, durante la Prima Guerra Mondiale.
La rassegna, partendo dalla figura di Granados, spazierà all’interno del grande repertorio della musica ispanica o ispirata alle tradizioni spagnole in un ciclo di quattro concerti, che si concluderà il 16 ottobre.
Il primo concerto vedrà protagonista il chitarrista Stefano Cardi che suonerà musiche di Domenico Scarlatti, Sor, Granados, Torroba e Mompou.

Costo del biglietto

Sabato 10 settembre: ingresso gratuito
Domenica 11 settembre: 5 Euro

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it

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Sabato 10 settembre 2016
Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano – ore 11.00
Parliamo di Musica
con Massimo Lo Iacono
“Maschere in musica. Arlecchino nelle opere di compositori italiani e stranieri del primo Novecento.”

Domenica 11 settembre 2016
Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano – ore 11.30
“I Suoni della Storia” – “1916: Musiche dal naufragio”, nell’anniversario della scomparsa di Enrique Granados

Stefano Cardi, chitarra

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata in la maggiore K.208
Sonata in mi minore K.263
Sonata in la maggiore K.322
Sonata in sol maggiore K.431

Fernando Sor (1778 – 1839)
Menuet op.3,
Andantino op.2 n.3
Andante op.45 n.5
Waltz op.32 n.2

Enrique Granados (1867 – 1916)
da Cuentos de la juventud op.1
Dedicatoria, Cuento viejo, El fantasma, Viniendo de la fuente, Lento con ternura, La huerfana, Recuerdos de la infancia

Federico Moreno Torroba (1891 – 1982): Aires de la Mancha

Federico Mompou (1893 – 1987): Suite compostelana

Stefano Cardi
stefano-cardiNato a Roma nel 1959. Ha compiuto gli studi chitarristici al Conservatorio di Santa Cecilia con Mario Gangi.
Primo premio al concorso internazionale “Maria Canals” di Barcellona nel 1985.
Si dedica sia al repertorio solistico, suonando anche strumenti originali dell’epoca classica, sia alla musica da camera; ha collaborato con il violinista Ruggero Ricci in programmi e incisioni paganiniane.
Parallelamente agli studi chitarristici ha frequentato corsi di composizione e di direzione.
Ha tenuto per alcuni anni un laboratorio cameristico rivolto a giovani strumentisti, e in seguito ha fondato Freon, spazio e ensemble per lo studio e l’esecuzione del repertorio contemporaneo, presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio (Istituzione di cui è attualmente Presidente).
Ha commissionato numerose opere ad autori italiani ed internazionali per chitarra e
per ensemble.
Partecipazioni: Accademia di Santa Cecilia, Biennale di Venezia, Accademia Chigiana di Siena, Orchestre RAI, Panatenee di Pompei, Orestiadi di Gibellina, Schleswig-Holstein Musik Festival, Beethovenhalle (Bonn), Festival de Otoño (Madrid), Festival Cervantino (Messico), Fundación Astor Piazzolla (Buenos Aires).
Ha collaborato con personaggi del mondo delle arti visive, della letteratura e dello spettacolo quali José Saramago, Luis Bacalov, Jannis Kounellis, Laura Morante, Susana Walton, Marisa Paredes, Maria de Medeiros, Sonia Bergamasco.
Incisioni: BMG, Stradivarius, Rai Trade.
Recentemente ha eseguito in prima assoluta Aspectos per chitarra sola di Luis Bacalov.
Insegna presso il Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara.
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6 settembre, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , | 1 commento

Giovedì 28 aprile e lunedì 2 maggio l’Associazione Alessandro Scarlatti dedica due appuntamenti in occasione del 356° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2015-2016
L’ anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti – quest’anno il 356° – è diventato un appuntamento fisso per la Associazione Alessandro Scarlatti, soprattutto per far conoscere la sua musica e rendere giustizia ad uno dei compositori barocchi più celebrati ma meno eseguiti e conosciuti, vittima probabilmente della maggiore fama del brillante figlio Domenico.

Quest’anno i festeggiamenti prevedono due appuntamenti.

Giovedì 28 aprile, alle ore 17.30, nella Sala Martucci del Conservatorio di San Pietro a Majella, nell’ambito dell’attività di divulgazione dedicata alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale intitolata “Parliamo di Musica – I Libri”, verrà presentata la nuova edizione, edita da LIM, del volume “Alessandro e Domenico Scarlatti. Due vite in una” del compianto Prof. Roberto Pagano.
Interverranno quali relatori Dinko Fabris e Agostino Ziino.
Seguirà un concerto di musiche scarlattiane eseguite al clavicembalo da Enrico Baiano.
L’incontro è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella nell’ambito della convenzione che lega le due importanti istituzioni napoletane.

Lunedì 2 maggio, nella Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini (via Portamedina alla Pignasecca, 41), alle ore 19.00 si terrà il concerto “356 candeline per Alessandro Scarlatti”, il consueto concerto celebrativo nell’anniversario della nascita del compositore eponimo della Associazione.
Protagonista sarà l’Ensemble Barocco di Napoli, direttore e solista Tommaso Rossi.
Il concerto è realizzato in collaborazione con la Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.

Entrambi gli appuntamento sono ad ingresso gratuito.

Per informazioni
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

356 candeline per Alessandro Scarlatti – note di Tommaso Rossi
È certamente famosa, e più volte citata, la testimonianza – consegnata alla storia attraverso la biografia del grande flautista Johann Joachim Quantz – secondo la quale il grande Alessandro Scarlatti non avrebbe avuto una grande predilezione per gli strumenti a fiato, ritenuti imperfetti dal punto di vista dell’intonazione. «Figlio mio, tu sai che odio gli strumenti a fiato, non sono mai intonati», avrebbe detto Scarlatti, rivolgendosi all’allievo Johann Adolph Hasse, il quale, residente a Napoli da qualche anno, aveva chiesto al maestro di ricevere proprio l’amico Quantz, in visita nella città partenopea, nel 1725.
Quale sia la verità, mai sapremo.
Certo, se da un lato è presumibile ipotizzare da parte del grande flautista tedesco un atteggiamento prevenuto nei confronti della scuola di strumenti a fiato italiana, che emerge peraltro anche in altre dichiarazioni, dall’altro lato non possiamo non chiederci come sia stato possibile che il grande Alessandro Scarlatti avesse davvero queste opinioni a fronte di una presenza massiccia dei fiati, e del flauto in particolare, in tutta la sua produzione, sia strumentale, che vocale (nello specifico cantate e serenate).
Volendo tralasciare i brani specificamente dedicati al flauto in funzione solistica, oltre una ventina, basterà ricordare le numerose Cantate in cui il flauto (o due flauti) giocano un ruolo solistico importante, e soprattutto le Serenate, opere a carattere encomiastico, allegorico o comunque pensate per occasioni celebrative, dove spesso la batteria degli strumenti a fiato appare nutrita e con ruoli di grande rilievo.
Il pubblico dell’Associazione “Alessandro Scarlatti” ha ormai da qualche anno, in coincidenza con la celebrazione del suo eponimo, imparato ad apprezzare questo repertorio, che ha fornito materia per molti dei “compleanni” festeggiati dal 2010 a oggi.
Il programma di questa sera è dedicato a un campione della produzione strumentale del compositore nativo di Palermo.
I tre concerti per flauto appartengono alla serie di 7 concerti scarlattiani presenti nel manoscritto contenente “24 Concerti di flauto, violini, violetta e basso di diversi autori” conservati nella biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella”, dalla cui raccolta sono stati già eseguiti, in tre diversi “compleanni” uno dei due concerti in la minore, nel 2010, quello in re maggiore, nel 2012, e quello in sol minore, nel 2015. Formalmente i tre concerti presentati questa sera hanno come tratto comune la presenza di un secondo movimento fugato, di grande perizia compositiva, in una scrittura che non indulge al virtuosismo tecnico per il solista, tratteggiando così uno stile ibrido, ai confini tra il concerto e la sonata.
Questa scrittura è tipica dello stile napoletano dell’epoca, differenziandosi in questo dai tratti del concerto veneziano, e vivaldiano in particolare.
In questo senso anche i due concerti per archi (vere e proprie sonate a 4 parti, realizzabili sia a parte reali – come questa sera – che in forma di concerto grosso) confermano questa caratteristica dello stile strumentale scarlattiano.
Pubblicati a Londra postumi, nel 1740, essi sono la testimonianza del successo inglese del compositore, amplificato anche grazie all’opera del fratello Francesco, che nel 1719 si recò a Londra, invitato, secondo alcuni, da Georg Friedrich Händel e da Francesco Geminiani.
A Londra è conservato anche il manoscritto delle 12 Sinfonie di Concerto Grosso, composte nel 1715, e con ogni probabilità portate a conoscenza del pubblico inglese proprio da Francesco.
Non possiamo ridurre le qualità musicali dei concerti scarlattiani solo alla perizia contrappuntistica.
In essi è presente una varietà straordinaria di atteggiamenti, riscontrabili sia nel carattere ora fiero ora malinconico e commosso dei movimenti lenti, che nella ricerca di una struttura formale complessiva sempre diversa.
Scarlatti varia spesso il numero complessivo dei movimenti, ora tre, ora quattro, ora anche cinque, con la presenza, non esplicitamente dichiarata, anche di forme di danza, quali ad esempio la sarabanda veloce e il canario (rispettivamente primo e ultimo movimento del concerto in la minore) o la giga posta a chiusura del concerto in fa maggiore per archi.
Da questo punto di vista il compositore sembra percorrere quasi una sorta di sperimentazione attorno alle forme strumentali, vissute forse, a differenza del melodramma e della cantata, come genere più aperto a nuove codificazioni.
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Programma

Giovedì 28 aprile 2016, ore 17.30 – Conservatorio di San Pietro a Majella – Sala Martucci
Parliamo di Musica: I Libri
“Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una” di Roberto Pagano
con Dinko Fabris e Agostino Ziino

Enrico Baiano, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725): Toccata per G Sol Re

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata F 46 (K 85) in fa maggiore
Sonata F 552 (K 41) in re minore

Francesco Durante (1684 – 1755):
Studio Primo
Divertimento Primo

Gaetano Greco (1657 – 1728): Partite sopra il Ballo di Mantova

Domenico Scarlatti
Sonata F 372 (K 426) in sol minore
Sonata F 208 (K 260) in sol maggiore

Enrico Baiano
Enrico BaianoE’ oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica.
Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta “Symphonìa”, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

Lunedì 2 maggio 2016, ore 19.00 – Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini
356 Candeline per Alessandro Scarlatti

Ensemble Barocco di Napoli
Tommaso Rossi, direttore e flauto dolce
Raffaele Tiseo e Marco Piantoni, violini
Rosario Di Meglio, viola
Manuela Albano, violoncello
Patrizia Varone, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725)
Concerto XXIII in do maggiore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 3 in fa maggiore
Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 2 in do minore
Concerto XXI in la minore per flauto, due violini e basso continuo

Ensemble Barocco di Napoli

Foto Pietro Previti

Foto Pietro Previti

L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane.
Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell’Opera Giocosa di Savona e nell’ambito del Festival Leonardo Leo.
Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo.
Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’ “Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo.
L’Ensemble ha organizzato a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MidA.
Nel 2016 l’Ensemble si è esibito per il Festival “Echi Lontani” di Cagliari e per il festival “Magie Barocche” della Val di Noto.

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina.
Ha partecipato stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio (oggi Cappella Neapolitana) con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali.
Nel 2010 ha co-fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd con sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto e la prima registrazione moderna delle sonate per flauto e basso continuo di Leonardo Leo per l’etichetta Stradivarius.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e sempre per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel.
È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Compositori quali Alessandro Solbiati, Carlo Boccadoro, Patrizio Marrone, Vincenzo Gualtieri, Claudio Lugo, Claudio Rastelli, Paolo Marchettini hanno scritto composizioni esplicitamente a lui dedicate, mentre nel 2016 vedrà la luce il progetto “Metamorfosi” pensato con la compositrice Alessandra Bellino, in cui si confrontano musica antica e contemporanea.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sala Martucci, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 13 gennaio la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti riprende con Ramin Bahrami

Logo Associazione Scarlatti 2015-2016
Mercoledì 13 gennaio 2016 la stagione concertistica della Associazione Alessandro Scarlatti riprende nella consueta sede dell’Auditorium di Castel Sant’Elmo alle ore 21 con l’atteso concerto del pianista Ramin Bahrami.
Di origini persiane (ed ora cittadino tedesco, ma “con il cuore in Italia”, come ama dire), Bahrami arriva in Italia ancora bambino fuggendo dal regime degli Ayatollah, e si forma nelle nostre scuole pianistiche perfezionandosi poi, viaggiando per l’Europa, con i più grandi maestri.
La musica di Bach – del quale è acclamato tra uno dei più importanti interpreti pianistici – lo accompagna in ogni momento della vita, nella convinzione che possa rendere il mondo un posto migliore dove vivere.
Uno dei suoi maestri, Piero Rattalino, così ha descritto il suo personalissimo stile: “Ramin Bahrami scompone la musica di Bach e la ricompone in modi che risentono di un modello, Glenn Gould, senza veramente assomigliare al modello. Io gli ho insegnato a sopportare il morso, ma non l’ho domato; e spero che continui ad essere com’è”.

Il concerto proposto è un ideale viaggio in Italia, in cui il venerato Johann Sebastian dialoga virtualmente con il coetaneo Domenico Scarlatti su questioni di forma e stile nella musica per strumenti a tastiera.
Il programma prevede infatti che alcune sonate di Domenico Scarlatti siano alternate alle suite francesi e inglesi di Bach per poi chiudere con il Concerto italiano.
L’itinerario, come sottolinea lo stesso Bahrami, “prende avvio da una struggente aria napoletana, colma di tristezza e malinconia, di Domenico Scarlatti, alla quale segue la brillante sonata in sol maggiore che ci catapulta nella quinta suite francese di Bach. Le suite dell´epoca barocca si dividevano, come del resto l’opera, in ‘buffe’ e ‘serie’, profane e sacre. Ma il genio di Bach seppe mescolare il sacro al profano, il razionale al danzante, la scienza della composizione al dilettevole, il sobrio al capriccioso”.
Il concerto si chiude con il celebre Concerto nach Italienischen Gusto “una realizzazione perfetta nello stile del concerto grosso, con l’alternanza di ‘soli’ e ‘tutti’ tipica della musica orchestrale barocca, qui però realizzata per un solo strumento a tastiera”.

Biglietti
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Mercoledì 13 gennaio 2016, ore 21.00 – Auditorium di Castel Sant’Elmo

Viaggio in Italia con Johann Sebastian Bach
Ramin Bahrami, pianoforte

Programma

Domenico Scarlatti
Aria in re minore K 32
Sonata in sol maggiore K 289

Johann Sebastian Bach: Suite francese n. 5 in sol maggiore BWV 816

Domenico Scarlatti: Sonata in re maggiore K 282

Johann Sebastian Bach: Suite inglese n. 2 in la minore BWV 807

Domenico Scarlatti
Sonata in fa diesis maggiore K 319
Sonata re maggiore K 278
Sonata in do maggiore K 159

Johann Sebastian Bach
Aria variata (alla maniera italiana) in la minore BWV 989
Concerto nach italienischen Gusto BWV 971

Ramin Bahrami
Ramin BahramiNato a Teheran il 27 dicembre 1976, nell’allora Persia, da famiglia benestante, rimase folgorato dalla musica di J. S. Bach fin da giovane.
Con l’avvento del regime degli Ayatollah a seguito della Rivoluzione iraniana, il padre Paviz fu incarcerato, con l’accusa di essere oppositore del regime e di aver collaborato con lo Scià, e poi ucciso nel 1991.
Ramin fu costretto a emigrare in Europa a 11 anni. L’intenzione era quella di recarsi in Germania, patria originale della nonna paterna, ma il primo paese che lo accolse fu l’Italia, grazie ad una borsa di studio donatagli dall’Italimpianti in seguito all’intervento dell’ambasciata italiana a Teheran
Bahrami trova rifugio in Italia, dove può studiare il pianoforte e diplomarsi con Piero Rattalino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Approfondisce gli studi all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda.
Si perfeziona con Alexis Weissenberg, Charles Rosen, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck, l’artista che più di altri ha contribuito a far conoscere la modernità dell’opera pianistica di Bach attraverso i suoi studi e le sue esecuzioni.
Il primo debutto importante avviene nel 1998 al Teatro Bellini di Catania: il successo è tale che la città etnea gli conferisce la cittadinanza onoraria.
Da quel momento in poi, si susseguono le esibizioni presso le maggiori istituzioni musicali d’Italia, teatri, stagioni e prestigiosi festival internazionali.
Nel gennaio 2009 Ramin Bahrami è stato insignito del Premio “Città di Piacenza; Giuseppe Verdi” dedicato ai grandi protagonisti della scena musicale, riconoscimento assegnato prima di lui a Riccardo Muti, José Cura, Leo Nucci e Pier Luigi Pizzi.
Ramin Bahrami è considerato uno tra i più interessanti interpreti bachiani viventi a livello internazionale.
Dopo l’esecuzione dei Concerti di J. S. Bach a Lipsia nel 2009 con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly, la critica tedesca lo considererà: “un mago del suono, un poeta della tastiera; artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale” (Leipziger Volkszeitung).
La ricerca interpretativa del pianista iraniano è attualmente rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che Bahrami affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione.
Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza.
Bahrami si è esibito in importanti festival pianistici tra cui “La Roque d’Anthéron”, Festival di Uzés, il festival “Piano aux Jacobins” di Toulose, il Tallin Baroque Music Festival in Estonia e il Beijing Piano Festival in Cina.
Nel febbraio 2010 ha debuttato a Parigi con le Variazioni Goldberg, e nel marzo dello stesso anno ha tenuto un applaudito tour con i Festival Strings Lucerne.
E’ del maggio 2010 il grande successo con Riccardo Chailly al Gewandhaus di Lipsia, che completa l’integrale dei Concerti bachiani.
Bahrami si è esibito in prestigiose sedi italiane, come il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro La Fenice di Venezia, l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove è apparso nella prestigiosa rassegna “Solo Piano” accanto a Maurizio Pollini, Grigory Sokolov, Daniel Barenboim, Jean-Yves Thibaudet e Evgeny Kissin e dove, nel marzo 2008, è stato invitato a partecipare alla “Maratona Bach” accanto al violoncellista Mario Brunello.
E’ del giugno 2008 la sua apparizione alla Wigmore Hall di Londra, con una grande accoglienza del pubblico, e della primavera 2009 la presentazione dell’Arte della Fuga al Festival Pianistico Internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia e Bergamo, di cui è stato protagonista insieme ad altri nomi celebri del pianoforte quali Andràs Schiff, Lang Lang, Angela Hewitt, Grigory Sokolov, Alexander Lonquich.
Ramin Bahrami è ideatore e presidente del World Bach Fest, la cui prima edizione si è svolta a Firenze dal 9 all’11 marzo 2012.
Si esibisce regolarmente con i Festival Strings Lucern.
Ha suonato recentemente alla Konzerthaus di Berlino, con una grande eco di pubblico e critica, al Berlin International Music Festival e al Ravello Festival con la European Chamber Orchestra.
Dal 2012 ha assunto la direzione artistica della Summer School of Musical Perfomance ideato insieme al produttore RAI Casimiro Lieto nel borgo dell’antica Caserta.
Ramin Bahrami incide esclusivamente per Decca-Universal.
La sua discografia comprende le Variazioni Goldberg (2004), le 7 Partite (2005), l’Arte della Fuga (2007), la raccolta “Ramin Bahrami plays Bach” (2009), comprendente anche una selezione di esecuzioni dal vivo, le Suite Francesi (2010).
L’incisione dell’Arte della Fuga sale in testa alle classifiche, rimanendovi per sette settimane e raggiungendo numeri di vendita solitamente riservati ai dischi pop.
Nel 2009 Decca pubblica la prima registrazione su strumento moderno delle Sonate bachiane, ricevendo ancora una volta una calorosa accoglienza e grandi apprezzamenti da parte di critica e pubblico.
Il disco con i cinque concerti per tastiera di J. S. Bach, registrato a Lipsia con Riccardo Chailly alla guida della Gewandhausorchester, uscito nel giugno 2011, ha meritato le 5 stelle nel mensile Amadeus e il London Times ha decretato che: “questo CD rende il mondo un posto migliore dove viverci”.
Le sue “Suite Inglesi” (2012) hanno riscosso grande successo di pubblico e critica, e sono entrate anche nella classifica Nielsen della musica pop.
E’ in progetto l’incisione dei Concerti per due e tre pianoforti di J. S. Bach con Saleem Aboudd Ashkare e Nareh Aghamanyan e l’orchestra del Gewandhaus sotto la guida di Riccardo Chailly.
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11 gennaio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sale da concerto | , , | Lascia un commento

Venerdì 11 dicembre secondo appuntamento con lo ScarlattiLab\Barocco al Teatro di Corte di Palazzo Reale

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Venerdì 11 dicembre, alle ore 21, nel Teatro di Corte di Palazzo Reale nuovo appuntamento con il laboratorio ScarlattiLab|Barocco in cui giovani strumentisti dei Conservatori del Sud saranno guidati da Franco Pavan e Patrizia Varone in un interessante programma che esplora l’uso degli strumenti nella musica strumentale nel periodo tra Seicento e Settecento.

“Continuum”, il titolo dato alla serata, è dedicato all’approfondimento della prassi esecutiva della musica strumentale come descritta nei trattati secenteschi, e mette in evidenza le relazioni tra gli “strometi di fondamento”, gli “strometi di ornamento”, e la improvvisazione.
Si realizza quindi pienamente in questo concerto la mission dei laboratori ScarlattiLab, nati con l’intento di far rivivere i “segreti” dell’interpretazione musicale, in gran parte improvvisativa, sulla quale si basava il sistema didattico dei primi conservatori musicali di Napoli nel Sei e Settecento.

Un progetto innovativo ed unico in Italia, il contenitore ScarlattiLab, giunto alla quinta edizione, raccoglie le iniziative della Associazione Alessandro Scarlatti dedicate ai giovani cantanti e strumentisti del II° livello dei Conservatori del Sud che si affacciano alla carriera professionale.
Nato nel 2011 con lo scopo di creare un necessario punto di incontro e di stimolo tra la sperimentazione didattica e l’attività concertistica, in cui giovani studenti dei Conservatori sono impegnati accanto ai loro maestri e a musicisti professionisti in masterclass che ruotano intorno alla realizzazione di una “performance”, questo laboratorio comincia dare i suoi frutti: giovani partecipanti ai primi laboratori si stanno affacciando con successo al mondo del lavoro in prestigiose produzioni per il Teatro San Carlo di Napoli o il Festival Opera Barga.

Biglietti
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Venerdì 11 dicembre 2015, ore 21.00 – Teatro di Corte di Palazzo Reale
SCARLATTILAB\BAROCCO

in collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica “Pietà de’ Turchini” del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli e con il Conservatorio Evaristo Dall’Abaco di Verona

Coordinatori e docenti
Patrizia Varone, clavicembalo e organo
Franco Pavan, tiorba

Carlo Maria Barile, clavicembalo e organo
Angelo Trancone, clavicembalo e organo
Luigi Trivisano, clavicembalo e organo
Adriano Fazio, violoncello
Chiara Mallozzi, violoncello
Paola Ventrella, tiorba

Continuum
Gli strumenti “di fondamento” della musica barocca
Ricercari, Canzoni, Sonate e improvvisazioni sul basso

Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643): Canzona Quinta detta La Tromboncina a due bassi

Johannes Hieronimus Kapsberger (1580-1651): Tenore detto il Kapsperger

Giovanni Salvatore (1610 – 1688): Guardami Dio da amici, ricercare
elab. Enrico Baiano

Francesco Alborea (1691 – 1739): Sonata in re maggiore per violoncello e basso

Bernardo Pasquini (1637 – 1710): Sonata in re minore a due bassi

P.G. G. Boni (? – 1750?): Sonata II in do minore per violoncello e basso continuo

Domenico Scarlatti (1685 – 1757): Sonata K 81 in mi minore

Salvatore Lanzetti (1710 – 1780 ca): Sonata IX in La minore per violoncello e basso continuo

Tradizionale: Tarantella
elab. Guido Morini
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10 dicembre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Prima del concerto, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 10 giugno l’Associazione Alessandro Scarlatti propone il pianista Georgijs Osokins nell’ambito del concerto organizzato in occasione del semestre lèttone di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea

Logo Associazione Scarlatti + simbolo presidenza lettone
Mercoledì 10 giugno 2015, alle ore 20.30, presso il Teatro di Corte di Palazzo Reale, si terrà un concerto straordinario della Associazione Alessandro Scarlatti.
L’evento, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Lettonia e con la Soprintendenza di Palazzo Reale, celebra il semestre lèttone di Presidenza del Consiglio Europeo; interverranno alla serata Ministro dell’Economia della Lettonia Dana Reizniece-Ozola e l’Ambasciatore della Repubblica di Lettonia Artis Bērtulis.

Interprete del concerto, dedicato alla diffusione della cultura musicale lèttone, sarà il giovane e brillante pianista Georgijs Osokins, più volte vincitore di premi nell’ambito di concorsi internazionali.
In programma si intrecciano brani di autori appartenenti alla tradizione nordeuropea: da Fryderyk Chopin a Pēteris Vasks a Ādolfs Skulte, accostati a Domenico Scarlatti, a sottolineare l’incontro tra le diverse culture europee.

Costo del biglietto
Intero: 20 Euro
Ridotto giovani: 8 Euro
Last minute (fino a 25 anni): 3 Euro

Questo concerto sostituisce quello previsto per il gennaio 2015, completando il numero in abbonamento: gli abbonati potranno accedere portando con sé la tessera di abbonamento 2014/2015.

Infoline:
Associazione Alessandro Scarlatti
081 406011
www.associazionescarlatti.it

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Mercoledì 10 giugno, ore 20.30, Teatrino di Palazzo Reale
Concerto straordinario per il semestre lèttone di Presidenza del Consiglio Europeo

Programma

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata in re minore K. 213
Sonata in fa minore K. 466

Pēteris Vasks (1946): Vasaras vakara mūzika (Musica per una sera d’estate)

Ādolfs Skulte (1909 – 2000): Arietta (trascrizione di Georgijs Osokins)

Fryderyk Chopin (1810 – 1849)
Barcarolle in fa diesis maggiore op. 60
Rondò in fa maggiore op. 5 “à la mazur”
Walzer in fa maggiore op. 34 n. 3
Vriazioni in la maggiore “Souvenir de Paganini” op.post.
Mazurka in do diesis minore op. 41 n. 4
Mazurka in do diesis minore op. 50 n. 3
Polonaise in la bemolle maggiore op. 53 “Eroica”

Georgijs Osokins
Georgijs OsokinsNato nel 1995 è il più giovane di una famiglia di pianisti accanto al padre Sergey e al fratello Andrejs.
Malgrado la giovane età ha ottenuto riconoscimenti internazionali sia in Europa che in Cina, dove nel 2014 ha vinto il Premio Internazionale Chopin per giovani pianisti, ottenendo un particolare apprezzamento da parte di Dmitry Bashkirov.
Attualmente è tra gli 84 pianisti selezionati per il Premio Chopin di Varsavia, che si terrà nell’ottobre del 2015.
Ha inoltre vinto il Concorso Internazionale Alexander Scriabin a Parigi nel 2009, il Concorso di Jurmala in Léttonia nel 2010 ed ha ricevuto il premio Speciale Chopin al Concorso di Monza nel 2010. Nel 2013 in Polonia ha ricevuto il Premio Speciale Tatiana Shebanova per l’esecuzione del Quarto Concerto di Beethoven.
Ha tenuto il suo concerto di debutto all’età di 10 anni con la Latvian National Symphony Orchestra, e si sta attualmente perfezionando presso la prestigiosa Juilliard School di New York.
Ha tenuto concerti con la Orchestra Sinfonica di Lvov in Ucraina, con la Armenian Philarmonic Orchestra, con l’Orchestra da Camera Wratislavia e con l’Orchestra Sinfonica di Częstochowa in Polonia.
In questa stagione ha tenuto recital in Germania, Francia, Inghilterra e Polonia.
La registrazione live del suo recital nella Grand Guild Hall di Riga è stato pubblicato dalla casa discografica Dux Recording in collaborazione con Fazioli Pianos.
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