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Giovedì 5 marzo lo Scarlatti/Lab Barocco propone “I lieti giorni di Napoli” nella chiesa dei Santi Marcellino e Festo

Logo Associazione Scarlatti
logo conservatorio napoli
Giovedì 5 marzo, alle ore 20.30, nella chiesa dei SS. Marcellino e Festo (Largo San Marcellino, 10 – Napoli), nuovo appuntamento con ScarlattiLab/Barocco, un laboratorio innovativo e unico in Italia, nato dalla collaborazione tra la Associazione Alessandro Scarlatti – Ente Morale di Napoli e il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, a cui collaborano le prime parti de “I Turchini” di Antonio Florio con lo scopo di creare un necessario punto di incontro e di stimolo tra la sperimentazione didattica e l’attività concertistica, in cui giovani studenti dei Conservatori sono impegnati accanto ai loro maestri e a musicisti professionisti.

In collaborazione con il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, e il Conservatorio “Evartisto Felice Dall’Abaco” di Verona, il progetto si avvale della competenza musicale di Antonio Florio e della collaborazione del musicologo Dinko Fabris.

Scarlatti/Lab Barocco è al quarto anno di attività e ha vinto nel 2011 il Premio delle Arti del Ministero per l’Istruzione e la Ricerca per la sezione Musica antica.

Il programma della serata intitolato “I lieti giorni di Napoli” rievoca una “serata musicale ideale intorno al 1616”, attraverso una raccolta di canzonette per voci e strumenti che si presenta quasi come una registrazione dal vivo delle forme di musica più in voga nella capitale del viceregno spagnolo: la stampa, finora inedita, che reca questo nome è dedicata al viceré Pedro Fernández de Castro, celebre mecenate conosciuto come il conte di Lemos.

In collaborazione con Il Master di musica antica del Conservatorio “San Pietro a Majella” il liutista Franco Pavan terrà, mercoledì 4 marzo, alle ore 16, presso la Sala Spontini del Conservatorio di Napoli, una Masterclass rivolta agli studenti, sul tema “La prassi esecutiva del Liuto, Tiorba e Chitarra Barocca”, occasione unica di incontro con un grande interprete e ricercatore della musica antica.

Prezzo del biglietto: 5 Euro (in vendita a partire da un’ora prima del concerto).

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
info@associazionescarlatti.it
Infoline
081 406011

Info Conservatorio:
www.sanpietroamajella.it
081 5644411

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ScarlattiLab/Barocco 2
Direzione artistica: Antonio Florio, Dinko Fabris
in collaborazione con:

Conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli
Allievi del master di musica antica
Angela Luglio, Maddalena Pappalardo, soprani
Enrico Vicinanza, contralto
Fabio Anti, tenore

Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza
Domenico Passarelli, Annalisa De Simone, flauti dolci

Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari
Paola La Forgia, Antonella Parisi, viole da gamba

Conservatorio “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona
Paola Ventrella, Michele Cinquina, tiorbe

Tommaso Rossi, flauto dolce
Franco Pavan, liuto e direttore

“I lieti giorni di Napoli”
una serata musicale a Posillipo intorno al 1616
progetto e cura artistica e musicologica: Antonio Florio e Dinko Fabris

Anonimo (sec.XVII): Passagaglio a 4 (strumentale)

Francesco Lambardi (1587-1642)
“O felice quel giorno” a 3 (Napoli 1616)
“O felice quel giorno” a 3 (versione strumentale)

Crescentio Salzilli (1580ca.-1621)
“Pallidetta bizzarretta” (Napoli 1616)
“Come sì m’accendete” a voce sola (Napoli 1616)

Johannes Hieronimus Kapsberger (1580-1651): Toccata (strumentale)

Girolamo Melcarne detto Il Montesardo (fine sec. XVI-XVII): “Chi può mirarvi” a voce sola (Napoli 1616)

Gioseffo Biffi (fine sec. XVI-XVII): “Pascariello napolitano” a 4 (Napoli 1606)

Girolamo Melcarne detto Il Montesardo: “Hor che la notte ombrosa” a voce sola con “heco” (Napoli 1617)

Anonimo (Andrea Falconieri?): Passacaglia
(libro di liuto Doni, manoscritto dell’Archivio di Stato di Assisi)

Girolamo Melcarne detto Il Montesardo: “L’allegra” a voce sola (Napoli 1617)

Anonimo (sec.XVII): Tarantella

Gioseffo Biffi: “Donna, non vi credesti” a voce sola, villanella del Sign. Gioseffino

Girolamo Melcarne detto Il Montesardo
“La faceta” a 3 (Napoli 1617)
“Anima dove sei?” dialogo tenore e soprano (Napoli 1617)
“La burlescha” a 3 (Napoli 1617)
“Le vaghe ninfe” scherzo di ninfe (Napoli 1617)

Gioseffo Biffi
“Il cane” canzonetta a 3 (Napoli 1606)
“Catarinella” canzonetta a 4 (Napoli 1606)
“Il colascione” canzonetta a 4 (Napoli 1606)
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2 marzo, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il Seicento napoletano di Pietro Antonio Giramo al centro dell’entusiasmante concerto conclusivo dello Scarlattilab

Da sinistra verso destra Cristina Grifone, Leslie Visco, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino (soprani), Candida Guida e Enrico Vicinanza (contralti) - Foto Giovanni Caiazzo

Terzo ed ultimo appuntamento dello Scarlattilab, progetto dell’Associazione Alessandro Scarlatti legato al repertorio barocco, concepito per mettere in evidenza i talenti dei Conservatori di Napoli, Bari e Cosenza, affidato alla direzione artistica di Antonio Florio e Dinko Fabris.
Al centro della serata, svoltasi nella splendida chiesa dei Santi Marcellino e Festo, “Il pazzo, la pazza e l’hospedale de’ pazzi” di Pietro Antonio Giramo, attivo a Napoli nella prima metà del Seicento.
Alla base del lavoro, felice connubio fra musica e commedia dell’arte, vi era un classico come la pazzia amorosa, nelle sue molteplici sfaccettature, descritte in brevi ed efficaci quadretti.
Dopo un’apertura dedicata a “Il pazzo a voce sola”, che vedeva impegnati i due contralti, faceva seguito il clou del programma, consistente ne “L’hospedale de’gl’infermi d’amore”.
In esso l’ “hospedaliere” accoglieva una serie di degenti che gli si presentavano in successione, e dava loro preziosi consigli curativi, in una gustosa carrellata che comprendeva varie tipologie, dall’ “amante ferito” all’ “amante geloso”, passando per altri casi umani quali l’ “amante povero” e l’ “amante vecchio”.
La chiusura era invece affidata a un duetto fra soprani, caratterizzato da un testo, anticipatore dell’opera buffa del Settecento, dove trovava posto anche il dialetto, che precedeva il gran finale, un elogio della pazzia al quale partecipava tutto il sestetto protagonista del concerto.
Uno sguardo, ora, agli interpreti, cominciando dal gruppo dei cantanti, formato dai soprani Cristina Grifone, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino e Leslie Visco e dai contralti Candida Guida ed Enrico Vicinanza, tutti bravissimi e già con un prestigioso percorso artistico alle spalle.
Ma, al di là dell’elevato livello dei singoli, si percepiva chiaramente che l’affiatamento raggiunto era anche frutto di un intenso e duro lavoro di approfondimento, abbinato ad uno spirito di grande collaborazione ed amicizia, difficile da riscontrare in un ambiente molto competitivo come quello musicale.
Non va dimenticato, inoltre, l’apporto del quartetto strumentale, che ha ottimamente accompagnato i cantanti, costituito dal celebre flautista Tommaso Rossi (che ha collaborato attivamente al progetto Scarlattilab), e dai giovani Francesco Aliberti (cembalo), Vincenzo Caterino (violoncello) e Paola Ventrella (tiorba), quest’ultima in rappresentanza del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari.
Infine, non c’è dubbio che, dietro l’intero allestimento, si percepiva l’impronta del maestro Florio, massimo esperto internazionale di musica napoletana del Seicento e del Settecento.
In conclusione un concerto di altissimo spessore, che ha riscosso un enorme e meritato successo, per cui andrebbe sicuramente riproposto, magari nella prossima stagione ufficiale della Associazione Alessandro Scarlatti, sia per il suo intrinseco valore, sia per la gioia dei tanti appassionati che, a causa di un violento nubifragio abbattutosi sulla città, non sono riusciti a raggiungere la chiesa dei Santi Marcellino e Festo.

Marco del Vaglio

Da sinistra verso destra Tommaso Rossi (flauto), Paola Ventrella (tiorba), Francesco Aliberti (cembalo), Vincenzo Caterino (violoncello) - Foto Giovanni Caiazzo

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23 aprile, 2012 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Canto, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 19 aprile allo Scarlattilab “Il pazzo, la pazza e l’hospedale de’ pazzi” di Pietro Antonio Giramo

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Giovedì 19 aprile, alle ore 20, nella chiesa dei SS Marcellino e Festo (Largo San Marcellino – Napoli), terzo appuntamento con SCARLATTILAB/BAROCCO, un laboratorio innovativo e unico in Italia, nato dalla collaborazione tra la Associazione Alessandro Scarlatti – Ente Morale di Napoli e Antonio Florio allo scopo di realizzare un’idea all’apparenza semplice: utilizzando il medesimo sistema didattico sul quale si basavano i primi conservatori musicali di Napoli nel Sei e Settecento, creare un laboratorio per studenti di voci e strumenti del II livello del Conservatorio per consentire un apprendimento piacevole e sistematico dei “segreti” dell’interpretazione musicale, in gran parte improvvisativa, mantenendo sempre alto il livello di festosa allegria per i ragazzi impegnati accanto ai loro stessi maestri e a musicisti professionisti.
Il progetto si avvale anche della collaborazione del musicologo Dinko Fabris e vuole rappresentare un necessario punto di incontro e di stimolo tra la sperimentazione didattica e l’attività concertistica, in collaborazione con il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza e il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari.

SCARLATTI LAB/BAROCCO ha vinto nel 2011 il Premio delle Arti del Ministero per l’Istruzione e la Ricerca per la sezione Musica antica.
Accanto a questa sezione “barocca” la Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli ha attivato un analogo progetto denominato SCARLATTILAB/ELECTRONICS, che partirà nel mese di maggio.

Il programma è intitolato “Il pazzo, la pazza e l’hospedale de’ pazzi” ed è una festa in musica, dal sapore fortemente teatrale, su uno dei temi cari alle compagnie della Commedia dell’arte che da Napoli portavano le loro improvvisazioni poetiche e musicali sulle strade d’Europa: l’ “ospedale dei pazzi d’amore” è un topos che dal Seicento è rimasto vivo nella società napoletana in festa fino a tempi recenti (si pensi a certi film di Totò).
Pochissimo esplorata era finora la componente musicale di questi spettacoli, che è stata recuperata per dar vita, ad una scatenata produzione.
Cose da pazzi, ovviamente.

Prezzo del biglietto: 5 Euro in vendita un’ora prima del concerto.

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it;
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Programma

Pietro Antonio Giramo (sec. XVI-sec. XVII)

Il pazzo
Il pazzo a voce sola
Serenata (passacaglia) e choro de’ pazzi

L’hospedale de’ gl’infermi d’amore
Amante ferito
Amante pazzo
Amante cieco
Amante vecchio
Amante povero
Amante ardito
Amante geloso
All’altezza serenissima di Anna de’ Medici a 4 voci

La pazza
La pazza a voce sola
Choro de’ pazze a 5 voci

Scarlattilab

Coordinamento musicale Antonio Florio

Conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli
Soprani: Cristina Grifone, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino, Leslie Visco
Contralti: Candida Guida, Enrico Vicinanza
Cembalo: Francesco Aliberti
Violoncello: Vincenzo Caterino

Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari
Tiorba: Paola Ventrella

“I Turchini”di Antonio Florio – Prime parti
Flauto: Tommaso Rossi

Antonio Florio
Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota.
Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble i Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori dell’opera assolutamente inediti, infine curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo La colomba ferita (1670), Il schiavo di sua moglie (1671) e la Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco, Boerio(1673); La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673); Li Zite’n galera di Leonardo Vinci (1722); il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767); La Statira di Francesco Cavalli (nell’edizione per Napoli del 1666); Motezuma di Francesco De Majo(1765).
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra sinfonica di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.
E’, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco. Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e di revisione dell’opera seria di Leonardo Vinci “La Partenope”, la cui edizione è stata realizzata nel 2004 e sarà proposta in forma scenica quest’anno nel Teatro di Ponferrada e nell’Auditorio di León, in Spagna.
Il 2005 ha visto Antonio Florio dedicarsi alla riscoperta e revisione dell’opera “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano presso la Fondation Royaumont, in forma di concerto e successivamente in forma teatrale, costituendo anche argomento di uno stage internazionale.
Quindi nel 2006, ha diretto i Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo “Festa Napoletana”. Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké di Bari, Antonio Florio ha ricevuto il primo Premio per la diffusione della Musica Mediterranea. Nel corso della stagione concertistica del 2007 è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival,Associazione Scarlatti di Napoli, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e del Ravello Festival.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’opera “Alidoro” di Leo, il cui allestimento, racchiuso in un dvd, si è recentemente aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or”e “Orphèe d’or-Paris-accademie du disque lyrique”. Insieme a quest’ultimo, ad Oviedo in Spagna, gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni”, corrispondente al nostro premio Abbiati, per la Miglior Direzione Musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’opera “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, presentata a San Sebastian nell’agosto del 2007. Nell’ottobre 2008, insieme con i Turchini , si è aggiudicato inoltre il “Premio Napoli”, nella sezione “eccellenze nascoste” della città.
Ha partecipato al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, poi nel giugno 2009 in versione scenica, con la regia di Davide Livermore, al Teatro Regio di Torino.
Sempre nel 2009 “Partenope” di Vinci in coproduzione con il teatro di Leon in Spagna(teatro S.Carlo-Napoli, La Maestranza, Sevilla-La Coruna e Santander, Murcia- miglior produzione teatrale –premio Oviedo-) e una lunga tournée in Italia con lo “Stabat Mater“ di Pergolesi
nel 2010.
Ha diretto “Orfeo e Euridice” di Fux alla Konzerthaus di Vienna, e in più occasioni,l’orchestra barocca “Casa da Musica” di Oporto e l’orchestra di Galicia-La Coruna.

Dinko Fabris
Musicologo, ha studiato liuto (Conservatorio di Verona), letteratura italiana (laurea Università di Bari) e musicologia (diploma di Perfezionamento in Musicologia, Università di Bologna e Dottorato, Royal Holloway University of London). Visiting Professor nelle università di Parigi (Ecole Normale Superieure e EPHE Sorbonne-Paris IV), Melbourne e nel 2011 al Centre Etudes Superieures de la Renaissance di Tours e all’Università di Toulouse è tutor esterno dell’Università di Lubiana in Slovenia e del corso dottorale Docartes del Conservatorio di Den Haag e Università di Leiden in Olanda.
E’ consulente musicologico dei Turchini di Antonio Florio con il quale codirige ScarlattiLab della Associazione Scarlatti di Napoli, oltre a dirigere dalla fondazione (1995) il Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké.
Dal 1982 è docente in ruolo di Storia della musica al Conservatorio di Bari e dal 2001 insegna musicologia anche alla Università della Basilicata, Potenza oltre ad essere Honorary Associated Professor alla Melbourne University, membro del Comitato scientifico della Fondation Royaumont e della Commission Mixte del RILM (New York).
Dal 2010 partecipa come consigliere nazionale e responsabile per Puglia e Basilicata alla creazione del Sistema delle Orchestre Giovanili in Italia voluto da Claudio Abbado sul modello venezuelano. Collabora per la critica musicale con Repubblica Bari e sul Giornale della Musica e con Radiotre Rai.
Le sue ricerche spaziano dalla musica per antichi strumenti alla storia musicale di Napoli, all’opera del Seicento e a Nino Rota, producendo circa 110 saggi, edizioni critiche e diversi volumi monografici tra cui Music in seventeenth-century Naples (Ashgate 2007).
Come co-direttore dello Study Group dell’IMS “Cavalli and Venetian Opera” sta preparando per il 2012 l’edizione critica della Didone di Cavalli (Bärenreiter Verlag) e la prima monografia scientifica su Nino Rota.
Dal 2012 sarà per cinque anni il primo italiano Presidente della Società Internazionale di Musicologia.

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17 aprile, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Concerti, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 1 dicembre secondo appuntamento con lo Scarlattilab dell’ Associazione Alessandro Scarlatti

Critica Classica di Marco del Vaglio:


Giovedì 1 dicembre 2011, alle ore 20.00, nella chiesa dei SS Marcellino e Festo (Largo San Marcellino – Napoli), secondo appuntamento con il nuovo progetto SCARLATTILAB in collaborazione con i Conservatori di Napoli, Bari e Cosenza e con la direzione artistica e musicale di Antonio Florio e Dinko Fabris.
Questo progetto vede giovani cantanti e strumentisti dei conservatori del Sud – già vincitori di un concorso nazionale – venire alla ribalta nel realizzare raffinati programmi di musica barocca, spesso inedita, costruiti intorno a loro.
Dopo il primo appuntamento, che ha proposto la ricostruzione di una festa da ballo del 1620, questo secondo incontro, fuori abbonamento, intitolato “Scarlatti e Napoli” vede l’esecuzione di due straordinari capolavori di Alessandro Scarlatti accanto a composizioni di rara esecuzione del figlio Domenico e del loro contemporaneo Gaetano Veneziano.
“La più antica associazione meridionale di concerti – dice Dinko Fabris, il primo italiano nominato Presidente della Società Internazionale di Musicologiasi unisce all’istituzione che ha raccolto l’eredità degli antichi quattro conservatori di musica napoletani, il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, e ai Turchini di Antonio Florio, il complesso che da 25 anni porta in tutto il mondo i tesori musicali della Napoli barocca, per dar vita ad un laboratorio innovativo e unico in Italia. L’idea è in apparenza semplice: utilizzare il medesimo metodo didattico sul quale si basavano i primi conservatori musicali di Napoli nel Sei e Settecento partendo dalle composizioni più popolari del passato, come villanelle, arie, danze per consentire un apprendimento piacevole e sistematico dei “segreti” della interpretazione musicale, in larga parte improvvisativa.”

Prezzo del biglietto: 5 Euro in vendita un’ora prima del concerto.

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it;
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

Programma

Alessandro Scarlatti e Napoli (Napoli 1690-1725)

Alessandro Scarlatti (1660-1725): “Ave Regina coelorum” a 2 soprani e basso continuo (Napoli 1722)

Domenico Scarlatti (1685-1757): “Salve Regina” a soprano e contralto e basso continuo

Gaetano Veneziano (1656-1716): “Quare de vulva eduxisti me” per soprano, contralto, 2 violini e basso continuo

Alessandro Scarlatti: “Stabat Mater” a 2 voci , 2 violini e basso continuo

SCARLATTILAB

Direzione artistica: Antonio Florio, Dinko Fabris con la collaborazione di Tommaso Rossi
Coordinamento musicale: Antonio Florio

In collaborazione con:

Conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli

Soprani: Maddalena Pappalardo, Leslie Visco
Contralti: Candida Guida, Enrico Vicinanza
Organo: Francesco Aliberti
Violoncello: Vincenzo Caterino

“I Turchini” di Antonio Florio – prime parti

Violini: Alessandro Ciccolini, Marco Piantoni

Antonio Florio
Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota.
Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble i Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori dell’opera assolutamente inediti, infine curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo La colomba ferita (1670), Il schiavo di sua moglie (1671) e la Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco, Boerio(1673); La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673); Li Zite’n galera di Leonardo Vinci (1722); il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767); La Statira di Francesco Cavalli (nell’edizione per Napoli del 1666); Motezuma di Francesco De Majo(1765).
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra sinfonica di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.
E’, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco. Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e di revisione dell’opera seria di Leonardo Vinci “La Partenope”, la cui edizione è stata realizzata nel 2004 e sarà proposta in forma scenica quest’anno nel Teatro di Ponferrada e nell’Auditorio di León, in Spagna.
Il 2005 ha visto Antonio Florio dedicarsi alla riscoperta e revisione dell’opera “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano presso la Fondation Royaumont, in forma di concerto e successivamente in forma teatrale, costituendo anche argomento di uno stage internazionale.
Quindi nel 2006, ha diretto i Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo “Festa Napoletana”. Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké di Bari, Antonio Florio ha ricevuto il primo Premio per la diffusione della Musica Mediterranea. Nel corso della stagione concertistica del 2007 è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival,Associazione Scarlatti di Napoli, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e del Ravello Festival.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’opera “Alidoro” di Leo, il cui allestimento, racchiuso in un dvd, si è recentemente aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or”e “Orphèe d’or-Paris-accademie du disque lyrique”. Insieme a quest’ultimo, ad Oviedo in Spagna, gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni”, corrispondente al nostro premio Abbiati, per la Miglior Direzione Musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’opera “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, presentata a San Sebastian nell’agosto del 2007. Nell’ottobre 2008, insieme con i Turchini , si è aggiudicato inoltre il “Premio Napoli”, nella sezione “eccellenze nascoste” della città.
Ha partecipato al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, poi nel giugno 2009 in versione scenica, con la regia di Davide Livermore, al Teatro Regio di Torino.
Sempre nel 2009 “Partenope” di Vinci in coproduzione con il teatro di Leon in Spagna(teatro S.Carlo-Napoli, La Maestranza, Sevilla-La Coruna e Santander, Murcia- miglior produzione teatrale –premio Oviedo-) e una lunga tournée in Italia con lo “Stabat Mater“ di Pergolesi
nel 2010.
Ha diretto “Orfeo e Euridice” di Fux alla Konzerthaus di Vienna, e in più occasioni,l’orchestra barocca “Casa da Musica” di Oporto e l’orchestra di Galicia-La Coruna.

Dinko Fabris
Musicologo, ha studiato liuto (Conservatorio di Verona), letteratura italiana (laurea Università di Bari) e musicologia (diploma di Perfezionamento in Musicologia, Università di Bologna e Dottorato, Royal Holloway University of London). Visiting Professor nelle università di Parigi (Ecole Normale Superieure e EPHE Sorbonne-Paris IV), Melbourne e nel 2011 al Centre Etudes Superieures de la Renaissance di Tours e all’Università di Toulouse è tutor esterno dell’Università di Lubiana in Slovenia e del corso dottorale Docartes del Conservatorio di Den Haag e Università di Leiden in Olanda.
E’ consulente musicologico dei Turchini di Antonio Florio con il quale codirige ScarlattiLab della Associazione Scarlatti di Napoli, oltre a dirigere dalla fondazione (1995) il Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké.
Dal 1982 è docente in ruolo di Storia della musica al Conservatorio di Bari e dal 2001 insegna musicologia anche alla Università della Basilicata, Potenza oltre ad essere Honorary Associated Professor alla Melbourne University, membro del Comitato scientifico della Fondation Royaumont e della Commission Mixte del RILM (New York).
Dal 2010 partecipa come consigliere nazionale e responsabile per Puglia e Basilicata alla creazione del Sistema delle Orchestre Giovanili in Italia voluto da Claudio Abbado sul modello venezuelano. Collabora per la critica musicale con Repubblica Bari e sul Giornale della Musica e con Radiotre Rai.
Le sue ricerche spaziano dalla musica per antichi strumenti alla storia musicale di Napoli, all’opera del Seicento e a Nino Rota, producendo circa 110 saggi, edizioni critiche e diversi volumi monografici tra cui Music in seventeenth-century Naples (Ashgate 2007).
Come co-direttore dello Study Group dell’IMS “Cavalli and Venetian Opera” sta preparando per il 2012 l’edizione critica della Didone di Cavalli (Bärenreiter Verlag) e la prima monografia scientifica su Nino Rota.
Dal 2012 sarà per cinque anni il primo italiano Presidente della Società Internazionale di Musicologia.

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Con lo ScarlattiLab uno splendido preludio alla stagione 2011-2012 dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Come preannunciato nella conferenza di presentazione della stagione 2011-2012, quest’anno l’Associazione Alessandro Scarlatti rivolgerà un occhio di riguardo ai giovani interpreti.
Si inquadra in questo ambito l’inizio del progetto ScarlattiLab, dedicato alla musica barocca, la cui direzione artistica è stata affidata ad Antonio Florio e Dinko Fabris, volto ad evidenziare i talenti cresciuti all’ombra dei Conservatori di Napoli, Bari e Cosenza.
Il primo frutto di questa iniziativa, alla quale collabora anche il flautista Tommaso Rossi, si è recentemente concretizzato con la proposizione, nella splendida chiesa dei Santi Marcellino e Festo, di un concerto che ricostruiva le atmosfere di una festa svoltasi a Napoli nel Palazzo del Viceré spagnolo durante il carnevale del 1620, partendo da documenti giunti miracolosamente intatti ai nostri giorni.
Dopo un breve prologo, costituito da brani sacri a tre voci, tratti dal repertorio di Scipione Dentice, Bartholomeo Le Roy e Jean de Macque, si passava alla vera e propria festa, dedicata alle “Delizie di Posillipo boscarecce e maritime”, dove pezzi cantati, a uno o più voci, si alternavano a composizioni strumentali.
Numerosi gli autori proposti, molti dei quali oggi rappresentano degli illustri sconosciuti, pur avendo lasciato una produzione di elevata qualità.
Da ciò si evince come già all’epoca la città partenopea fosse sede di una fervente attività artistica, che di lì a poco avrebbe ricevuto durissimi colpi, prima in seguito ad eventi politici, culminati con la rivolta di Masaniello (1647), poi a causa dell’epidemia di peste, che falcidiò la popolazione napoletana nel 1656.
Per quanto riguarda gli interpreti, partiamo dal gruppo dei cantanti, formato dai soprani Cristina Grifone, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino e Leslie Visco, e dai contralti Candida Guida ed Enrico Vicinanza, tutti provenienti dal Conservatorio di Napoli.
Si tratta di artisti già in possesso di una notevole maturità artistica e di una buona esperienza, che hanno evidenziato una elevata bravura come solisti ed un ottimo affiatamento nei brani a più voci.
A completare l’apporto del Conservatorio di S. Pietro a Majella vi erano Francesco Aliberti al cembalo e Vincenzo Caterino al violoncello che, insieme alla tiorba di Paola Ventrella del Conservatorio di Bari e ai flautisti Annalisa De Simone e Domenico Passarelli del Conservatorio di Cosenza, hanno affiancato alcune prime parti dell’ensemble “I Turchini” di Antonio Florio (i violinisti Alessandro Ciccolini e Marco Piantoni, il violista Rosario Di Meglio ed i flautisti Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna), dando vita ad un ensemble ben amalgamato, che ha anche fornito un valido supporto alle diverse voci.
In definitiva un esordio di altissimo profilo, i cui meriti vanno equamente divisi fra gli interpreti e la direzione artistica, e non è un caso che il maestro Florio sia stato chiamato alla ribalta dai musicisti nel momento dei ringraziamenti finali, prima del bis rivolto a “Festa, riso” a sei voci di Pietro Antonio Giramo, scelto appositamente in quanto coinvolgeva l’intero organico vocale e strumentale.

Marco del Vaglio
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9 ottobre, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Conservatorio "S.Pietro a Majella", Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 5 ottobre l’Associazione Alessandro Scarlatti inaugura le attività 2010-2011 con la ricostruzione di una festa da ballo del 1620

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 5 ottobre 2011, alle ore 20, nella chiesa dei SS Marcellino e Festo (Largo San Marcellino – Napoli) Alessandro Scarlatti – Ente Morale dà inizio alle attività 2011/2012 inaugurando il nuovo progetto SCARLATTILAB in collaborazione con i Conservatori di Napoli, Bari e Cosenza e con la direzione artistica e musicale di Antonio Florio e Dinko Fabris.
Questo progetto vede giovani cantanti e strumentisti dei conservatori del sud – già vincitori di un concorso nazionale – venire alla ribalta nel realizzare raffinati programmi di musica barocca, spesso inedita, costruiti intorno a loro.
In questo primo appuntamento, fuori abbonamento, sarà eseguita la ricostruzione di una festa da ballo del 1620.

“La più antica associazione meridionale di concerti – dice Dinko Fabris, il primo italiano nominato Presidente della Società Internazionale di Musicologia – si unisce all’istituzione che ha raccolto l’eredità degli antichi quattro conservatori di musica napoletani, il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, e ai Turchini di Antonio Florio, il complesso che da 25 anni porta in tutto il mondo i tesori musicali della Napoli barocca, per dar vita ad un laboratorio innovativo e unico in Italia. L’idea è in apparenza semplice: utilizzare il medesimo metodo didattico sul quale si basavano i primi conservatori musicali di Napoli nel Sei e Settecento partendo dalle composizioni più popolari del passato,come villanelle, arie, danze per consentire un apprendimento piacevole e sistematico dei “segreti” della interpretazione musicale, in larga parte improvvisativa.
In questa edizione del progetto ScarlattiLab, sono stati progettati tre momenti che mantengono esattamente le caratteristiche che abbiamo descritto. Si parte dalla ricostruzione di una “Festa a Ballo”, una delle tante che allietavano annualmente le serata del Palazzo vicereale di Napoli durante l’epoca che precedette la rivoluzione di Masaniello. Mentre della maggior parte possediamo descrizioni e libretti ma si sono perse le musiche, resta fortunatamente integra la partitura del festino organizzato nel 1620 a Palazzo con il titolo di Delizie di Posillipo, boscarecce e marittime, con musiche tra gli altri del maestro della Cappella reale Giovanni Maria Trabaci. Nel programma sono inserite alcune laude, com’erano cantate dagli stessi allievi dei conservatori secenteschi riuniti per le strade della città in “frottole”, per ricordare il più naturale contraltare spirituale di queste feste di corte riservate alla nobiltà napoletana, ma anch’esse animate dagli stessi musicisti.”

Prezzo del biglietto: 5€ in vendita un’ora prima del concerto.

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it;
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

Programma

Festa a ballo – Un prologo spirituale…. tre laudi spirituali (Napoli 1590-1610)

Scipione Dentice (1560-1635?): “Vorrei Vergine bella” a 3 voci

Bartolomeo Le Roy (ca.1530-1599): “Alzando gli occhi al ciel” a 3 voci

Jean de Macque (1550-1614): “Di te la vita nasce”, a 3 voci

La festa….“Delizie di Posilipo boscarecce, e maritime” (Napoli 1620)

Pietro Antonio Giramo (sec. XVI-sec.XVII): “Festa, riso” a 4 voci

Giovanni dell’arpa (sec. XVI-sec.XVII): Gagliarda a 4 voci

Francesco Lambardi (1587-1642) “Nel gran giron” a 3 voci

Andrea Ansalone (sec. XVI-1656): Aria prima a 4 voci

Crescenzio Salsilli (sec. XVII): 2 sirene: “Su, venite”

Andrea Ansalone: Il suono della scesa de’ pastori dal monte

Giovanni Maria Trabaci (1575-1647): Aria di Venere: “Donne mie care” a voce sola

Andrea Ansalone: “Aria seconda” a 4 voci

Oratio Giaccio (1590?-dopo il 1660): “Dove n’andrò’ dolente” a voce sola

Giacomo Spiardo (sec.XVI-sec.XVII): “Suono del ballo de’ cigni” a 4 voci

Francesco Lambardi:
“Lenguas son” a voce sola e strumenti
prima cõpla-“oy pauxilipo” a voce sola di alto

Giacomo Spiardo: Suono del ballo de’ selvaggi, e delle simie

Francesco Lambardi
“Cupido solo dice”
”Da quest’acque”

Andrea Ansalone: aria terza a 4 voci

Pietro Antonio Giramo:“Facciamo pace o mio bene” a 3 voci

Giovanni dell’arpa: Gagliarda a 4 voci

Giovanni M. Sabino (sec.XVII-1649): “L’aspettare è più dolce” a voce sola

Pietro Antonio Giramo:“Festa, riso” a 4 voci

SCARLATTILAB

Direzione artistica: Antonio Florio, Dinko Fabris con la collaborazione di Tommaso Rossi
Coordinamento musicale: Antonio Florio

In collaborazione con:

Conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli

Soprani: Cristina Grifone, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino, Leslie Visco
Contralti: Candida Guida, Enrico Vicinanza
Cembalo: Francesco Aliberti
Violoncello: Vincenzo Caterino

Conservatorio “Niccolo’ Piccinni” di Bari

Tiorba: Paola Ventrella

Conservatorio “ Stanislao Giacomantonio” di Cosenza

Flauti: Annalisa De Simone, Domenico Passarelli

“I Turchini” di Antonio Florio – prime parti

Violini: Alessandro Ciccolini, Marco piantoni
Viola: Rosario Di Meglio
Flauti: Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna

Antonio Florio
Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota.
Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble i Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori dell’opera assolutamente inediti, infine curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo La colomba ferita (1670), Il schiavo di sua moglie (1671) e la Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco, Boerio(1673); La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673); Li Zite’n galera di Leonardo Vinci (1722); il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767); La Statira di Francesco Cavalli (nell’edizione per Napoli del 1666); Motezuma di Francesco De Majo(1765).
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra sinfonica di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.
E’, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco. Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e di revisione dell’opera seria di Leonardo Vinci “La Partenope”, la cui edizione è stata realizzata nel 2004 e sarà proposta in forma scenica quest’anno nel Teatro di Ponferrada e nell’Auditorio di León, in Spagna.
Il 2005 ha visto Antonio Florio dedicarsi alla riscoperta e revisione dell’opera “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano presso la Fondation Royaumont, in forma di concerto e successivamente in forma teatrale, costituendo anche argomento di uno stage internazionale.
Quindi nel 2006, ha diretto i Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo “Festa Napoletana”. Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké di Bari, Antonio Florio ha ricevuto il primo Premio per la diffusione della Musica Mediterranea. Nel corso della stagione concertistica del 2007 è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival,Associazione Scarlatti di Napoli, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e del Ravello Festival.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’opera “Alidoro” di Leo, il cui allestimento, racchiuso in un dvd, si è recentemente aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or”e “Orphèe d’or-Paris-accademie du disque lyrique”. Insieme a quest’ultimo, ad Oviedo in Spagna, gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni”, corrispondente al nostro premio Abbiati, per la Miglior Direzione Musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’opera “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, presentata a San Sebastian nell’agosto del 2007. Nell’ottobre 2008, insieme con i Turchini , si è aggiudicato inoltre il “Premio Napoli”, nella sezione “eccellenze nascoste” della città.
Ha partecipato al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, poi nel giugno 2009 in versione scenica, con la regia di Davide Livermore, al Teatro Regio di Torino.
Sempre nel 2009 “Partenope” di Vinci in coproduzione con il teatro di Leon in Spagna(teatro S.Carlo-Napoli, La Maestranza, Sevilla-La Coruna e Santander, Murcia- miglior produzione teatrale –premio Oviedo-) e una lunga tournée in Italia con lo “Stabat Mater“ di Pergolesi
nel 2010.
Ha diretto “Orfeo e Euridice” di Fux alla Konzerthaus di Vienna, e in più occasioni,l’orchestra barocca “Casa da Musica” di Oporto e l’orchestra di Galicia-La Coruna.

Dinko Fabris
Musicologo, ha studiato liuto (Conservatorio di Verona), letteratura italiana (laurea Università di Bari) e musicologia (diploma di Perfezionamento in Musicologia, Università di Bologna e Dottorato, Royal Holloway University of London). Visiting Professor nelle università di Parigi (Ecole Normale Superieure e EPHE Sorbonne-Paris IV), Melbourne e nel 2011 al Centre Etudes Superieures de la Renaissance di Tours e all’Università di Toulouse è tutor esterno dell’Università di Lubiana in Slovenia e del corso dottorale Docartes del Conservatorio di Den Haag e Università di Leiden in Olanda.
E’ consulente musicologico dei Turchini di Antonio Florio con il quale codirige ScarlattiLab della Associazione Scarlatti di Napoli, oltre a dirigere dalla fondazione (1995) il Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké.
Dal 1982 è docente in ruolo di Storia della musica al Conservatorio di Bari e dal 2001 insegna musicologia anche alla Università della Basilicata, Potenza oltre ad essere Honorary Associated Professor alla Melbourne University, membro del Comitato scientifico della Fondation Royaumont e della Commission Mixte del RILM (New York).
Dal 2010 partecipa come consigliere nazionale e responsabile per Puglia e Basilicata alla creazione del Sistema delle Orchestre Giovanili in Italia voluto da Claudio Abbado sul modello venezuelano. Collabora per la critica musicale con Repubblica Bari e sul Giornale della Musica e con Radiotre Rai.
Le sue ricerche spaziano dalla musica per antichi strumenti alla storia musicale di Napoli, all’opera del Seicento e a Nino Rota, producendo circa 110 saggi, edizioni critiche e diversi volumi monografici tra cui Music in seventeenth-century Naples (Ashgate 2007).
Come co-direttore dello Study Group dell’IMS “Cavalli and Venetian Opera” sta preparando per il 2012 l’edizione critica della Didone di Cavalli (Bärenreiter Verlag) e la prima monografia scientifica su Nino Rota.
Dal 2012 sarà per cinque anni il primo italiano Presidente della Società Internazionale di Musicologia.

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3 ottobre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , | Lascia un commento

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