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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Dal 4 al 10 giugno il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino propone tre appuntamenti bachiani con gli allievi delle classi di Pianoforte Principale e di Lettura della Partitura

Locandina omaggio a bach
Rieccoci e benvenuti all’ultima parte di un progetto che con la collaborazione di più forze del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino ha inteso celebrare, nel suono parlante di molti e selezionati allievi, l’arte somma di Johann Sebastian Bach.
Questa sesta stagione finalmente approda dopo ambiziose e ormai compiute realizzazioni; e a memoria storica e a vanto del nostro Istituto rammentiamo le integrali dei due libri del Clavicembalo ben Temperato, il progetto dedicato alle grandi Trascrizioni, l’integrale delle Partite e quindi delle Toccate per tastiera, tra le moltissime opere del sommo Kantor eseguite in diverse formazioni.
Stavolta (a guisa di antipasto) desideriamo cogliere l’occasione per rendere omaggio, con alcune trascrizioni, all’arte (e alla devozione per Bach) di cinque tra i più grandi pianisti/compositori del secolo scorso.
I tedeschi Walter Rummel (1887-1953), e Wilhelm Kempff (1895-1991), entrambi discendenti da famiglie di musicisti, furono artisti di spiritualità somma.
Un soffio di profonda umanità permea le trascrizioni pianistiche qui presentate: un estratto dal coro finale della cantata BWV 22 “Mortificaci attraverso la grazia” per Rummel, ed il preludio corale BWV 727, originariamente per organo (“La mia tensione è allo spasimo”), per Kempff.
E ancora dall’organo (numero due della raccolta di dieci preludi corali) proviene il lavoro di Ferruccio Busoni (1866-1924), erudito quanto geniale (e controverso) “ritrascrittore” bachiano: il preludio BWV 645 (“Svegliatevi, la Voce chiama”).
Scintillante nel virtuosismo e scorciata (solo 3 danze delle 7 originali) ma proiettata verso filigrane ed alchimie timbriche squisitamente novecentesche è la trascrizione di Sergei Rachmaninov (1873-1943) dalla Partita per violino n. 3 in Mi, BWV 1006.
Infine, l’Arioso in Lab (originariamente “Largo”, dal concerto per clavicembalo in Fa minore BWV 1056, di chiara derivazione da Antonio Vivaldi) nella trascrizione di Alfred Cortot (1877-1962) è un pezzo di cantabilità struggente, diretta emanazione della straordinaria e vibratile espressione alla tastiera dell’illustre pianista e didatta francese.
Giacché siamo in argomento, sono presenti all’ascolto in questa rassegna anche due concerti di Bach per clavicembalo in versione integrale (eseguiti al pianoforte), rispettivamente il concerto in re minore BWV 1052 per un clavicembalo e quello in do minore BWV 1062 per due clavicembali e orchestra (ridotta al secondo pianoforte).
Bach quindi non era soltanto maestro nell’arte, squisitamente tedesca, delle toccate, delle fughe o dei canoni; ma faceva proprie, studiandone i modelli e riappropriandosene fino a trasferirle nella tessitura strumentale o in quella per tastiera sola, gli stilemi afferenti ad altre scuole nazionali, come dimostra l’idiomatico Concerto alla maniera italiana in tre movimenti, BWV 971, qui pure proposto.
Siamo dunque, come ogni anno, al “filo rosso” che attraversa il progetto.
Se ritorniamo alla matrice “cosmopolita” e “transnazionale” di Bach, andando indietro fino al 1802, ritroviamo che il primo importante biografo di Johann Sebastian Bach, tal Johann Nikolaus Forkel, proprio riconoscendo a Bach tale trasversalità culturale, rinominò le sei Suites per tastiera BWV 812-817 (prima in nessun altro modo contrassegnate), Suites “francesi” perchè in certo modo ispirate dalla musica transalpina.
Quelle stesse sei composizioni che con un po’di orgoglio abbiamo il piacere di presentarvi nella presente rassegna in forma integrale.
Le Suites francesi di Bach, veri “esercizi” nelle forme di danza, hanno in realtà come sorelle altre due raccolte: quelle “inglesi” e quelle “tedesche” (ossia le Partite); e la moderna musicologia non assegna più ad esse una derivazione netta di impronta francese (che a rigor del vero andrebbe assai di più alle Partite), ma piuttosto di scuola italiana.
Tuttavia l’architettura formale ingloba, al centro dello schema formale classico della Suite (Allemanda, Corrente, Sarabanda, Giga) un buon numero di “Galanteries” cioè di danze in voga alla corte di Versailles (Minuetto, Gavotta, Bourrèe, Loure) che, presenti solo in numero di due nella prima suite, passano a quattro di esse nell’ultima.
Di impianto relativamente agile (mancano i Preludi, presenti nelle Suites inglesi, e i grandi “preamboli” delle Partite), e tecnicamente poco meno impegnative delle consorelle, tradiscono una probabile finalità didattica: alcune di esse erano infatti incluse nel Notenbuchlein per Anna Magdalena e in quello per Wilhelm Friedmann.
Ma, in ogni situazione, esse recano intatte le stimmate della grande invenzione e creativa bellezza di Johann Sebastian Bach.
Infine, il Capriccio sulla lontananza del fratello dilettissimo BWV 992 in programma, opera giovanile pubblicata infine da Carl Czerny nel 1839, può apparentarsi alla Suite non nel senso della raccolta di danze, ma comunque di una “collana” di diversi movimenti a guisa di Toccata (i primi a carattere lento, fino ad una vivace aria “di postiglione” e ad una fuga ad imitazione della precedente), a carattere dichiaratamente didascalico.
Esso esprime con straordinario pathos, tradotto in suoni estratti dalla tastiera, la “sensucht” che pervade il giovane Bach all’idea della partenza del caro fratello Johann Jacob per terre irrimediabilmente lontane.
Alcune parti del Capriccio sono qui proposte nella rielaborazione di Ferruccio Busoni a saldare un anello immaginario tra la notazione originale di Bach e l’affascinante stimolo alla sua trascrizione.
Ancora una volta, un sentito grazie a coloro che hanno contribuito a rendere concreta questa piccola, preziosa, festa musicale.
Buon ascolto.

(nota a cura del maestro Giuseppe De Fusco)
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Programma generale

Giovedì 4 giugno – aula 41

Programma

J.S. Bach – Französische Suiten

Suite 1 BWV 812
Allemande – Courante – Sarabande – Menuet I – Menuet II – Gigue
Carlo Martiniello VII corso

Suite 2 BWV 813
Allemande – Courante – Sarabande – Air – Menuet – Gigue
Antonella D’Argenio IX corso

Suite 3 BWV 814
Allemande – Courante – Sarabande – Anglaise – Menuet – Trio – Gigue
Rosa Maione VI corso

Suite 4 BWV 815
Allemande – Courante – Sarabande – Gavotte – Menuet – Air – Gigue
Carlo Martiniello VII corso

Classe di pianoforte M° Adriana Aprea

“la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori” (J. S. Bach)

Lunedì 8 giugno

Programma

J.S. Bach – Französische Suiten e trascrizioni

Arioso dal Concerto per clavicembalo n° 5 in Fa minore, BWV 1056
Trascr. Alfred Cortot

Wachet auf, ruft uns die Stimme, BWV 645 (“Svegliatevi, la Voce chiama”) da 10 preludi corali per organo
Trascr. Ferruccio Busoni
(Giuseppe De Fusco)

Suite 5 BWV 816
Allemande – Courante – Sarabande – Gavotte – Bourrèe – Loure – Gigue
Cristina Iorillo ( classe pf  M° Aprea)
I liv. Direzione d’orchestra

Capriccio sulla lontananza del fratello dilettissimo BWV 992
Arioso- Andante(fugato)- Adagiosissimo- (Preludio)- Aria di postiglione- Fuga (all’imitazione della cornetta di postiglione)
Antonio Gomena (De Fusco: IV corso)

Suite 6 BWV 817
Allemande – Courante – Sarabande – Gavotte – Polonaise – Menuet – Bourrèe – Gigue
Marianna Nappo ( Aprea: VIII corso)

Partita per violino n° 3 in Mi, BWV 1006
trascr. Sergei Rachmaninov
Preludio – Gavotta – Giga
Pier Carmine Garzillo (De Fusco: VI corso)

“J.S.Bach: l’inizio e la fine di tutta la musica” (M. Reger)

Mercoledì 10 giugno

Programma

Le trascrizioni e il Concerto

Ertödt’ uns durch dein Güte ( “Mortificaci attraverso la grazia”) dal coro finale della cantata BWV 22
trascr. Walter Rummel

Preludio corale BWV 727 Herzlich tut mich verlangen (“La mia tensione è allo spasimo”)
trascr. di Wilhelm Kempff
Daria Scia (De Fusco: VI corso)

Italienisches Konzert BWV 971 (revisione S. Fiorentino)
Allegro – Andante – Presto
Cristina Iorillo (classe pf M° Aprea)
I liv. Direzione d’orchestra

Konzert in do min BWV 1062 für zwei Klaviere
(trascrizione di Bach dal concerto originale per due violini, viola e basso continuo)
Rosa Maione – Marianna Nappo
(Aprea)

Konzert in re min BWV 1052 für zwei Klaviere
Allegro – Adagio – Allegro
Cristina Iorillo – Carlo Martiniello
(Aprea)

“il fine ultimo di tutta la musica non è altro che la gloria di Dio” (J. S. Bach)
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2 giugno, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 17 ottobre l’Autunno in Musica del Conservatorio di Avellino propone “Gesualdo: Storia di un principe e di un castello”

Locandina Concerti di Autunno al Cimarosa 2014
Venerdì 17 ottobre, alle ore 19.00, al Conservatorio Cimarosa di Avellino, andrà in scena “Gesualdo: Storia di un principe e di un castello”, un progetto di Giacomo Vitale, su testo e drammaturgia di Tarsia Napolitano.
L’appuntamento è parte della rassegna Autunno in Musica 2014, che ha visto nelle settimane scorse esibirsi valenti pianisti dell’Istituto Musicale avellinese.
Tuttavia, questo Concerto – Spettacolo multimediale costituisce una parentesi nella rassegna, perché unisce più generi teatrali nella costruzione di una idea: la figura di Carlo Gesualdo.

A parlarcene è il regista Giacomo Vitale: “Da un’idea del direttore Carmine Santaniello, che mi ha chiesto di raccontare Carlo Gesualdo, ha preso vita questo progetto in cui sono state coinvolte diverse persone tra studenti e tutor. Dapprima ho pensato di affrontare il discorso su Gesualdo partendo da una prospettiva inusuale, cioè quella di raccontare il luogo per arrivare poi all’uomo e al musicista. Poi, andando a Gesualdo, mi sono reso conto che il castello, con la sua presenza fiera ed aristocratica, sembra quasi l’immagine pietrificata del principe Carlo Gesualdo, che ivi ha dimorato dal 1592 al 1613, anno della sua morte. Ho quindi pensato di partire proprio da lì, dal castello che, nonostante risalga a prima del Mille, è con Gesualdo che ha acquistato carattere storico. Ma, per spiegarmi meglio, il Concerto-Spettacolo che presenteremo venerdì al Cimarosa è composto di più livelli che si intersecano e si sovrappongono. Nel testo composto da un’allieva, Tarsia Napolitano, presentato come un manoscritto ritrovato nel castello, si racconta in modo semplice ed incisivo la storia del luogo che ospitò per tanti anni Gesualdo. Il castello con cui il Principe sviluppò un forte legame si rivelerà il vero conoscitore dell’anima del musicista. Un altro livello riguarda i madrigali, trascritti dagli studenti per voci e strumenti, da cui emerge il rapporto tra l’uomo e l’artista. Piccoli brani con funzione drammaturgica, composti sempre dagli studenti, accompagnano lo spettacolo. Questi nascono da una sequenza accordale che è propria di Gesualdo e che descrive il senso drammaturgico del racconto. E, ancora, il livello delle immagini, curate da Pino Finizio, corona le azioni riportando l’attenzione sul paese di Gesualdo. Il cuore dello spettacolo è poi il brano di musica elettronica composto da Paolo Termini con l’elaborazione di frammenti di madrigali, che verrà accompagnato dalla voce recitante di Antonella Forino. Mentre nel video, anche questo elaborato dal maestro Finizio, è presente la tragedia che ha coinvolto Gesualdo raccontando di rapporti tra uomini e donne, fino a toccare il tema della violenza. In effetti si tratta di una prospettiva altra, che potrebbe davvero restituirci la figura complessa di Carlo Gesualdo per quello che è stata e non escludo la possibilità di fare di questo esperimento un progetto pilota per la produzione di spettacoli che facciano uso della multimedialità”.

Anche Rosario Totaro, che ha curato i gruppi vocali e prenderà in prima persona parte all’esecuzione, si dichiara entusiasta dell’esperienza che sta facendo nella costruzione dello spettacolo. “Lavorare al fianco dei giovani – ha dichiarato – mi riempie di energie, perché sono brillanti e lavorano con passione, restituendo più di quando prendono, anche inconsapevolmente. Poi sono convinto che quando si spendono in tal modo energie per giovani come questi c’è sempre qualcosa che va avanti, senza parlare delle ricadute di tali esperienze sulla la loro futura carriera artistica”.

Le composizioni e le trascrizioni dei brani che verranno eseguiti sono opera di Vincenzo Albi, Angelo Beneduce, Rosanna Capriglione, Francesco Chirichella, Sara Genise, Fabio Ruggiero, Maria Scala, Daria Scia, Vincenzo Tammaro.
La composizione elettronica è di Paolo Termini e il Video di Pino Finizio.
Soprano Giusy Perna; mezzosoprano Daniela Salvo; tenore Rosario Totaro.
Voce recitante Antonella Forino. La regia è di Giacomo Vitale.
Sul palco l’Ensemble strumentale del Cimarosa diretto da Paolo Ciacci.

L’ingresso è gratuito

Comunicato a cura dell’Ufficio Stampa del Conservatorio di Avellino
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15 ottobre, 2014 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Regioni, Teatro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 4 giugno al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino parte il seminario “Organized Sound 2014 – Due modelli per un’informatica musicale Open Source”

SaxsophobiaDomani 4 giugno prende il via “Organized Sound 2014 – Due modelli per un’informatica musicale Open Source” .
Il seminario, organizzato dal Conservatorio Cimarosa di Avellino, coinvolgerà le classi di Composizione e Musica Elettronica sotto la guida dei Maestri Vincenzo Gualtieri e Massimo Aluzzi.
I due modelli proposti, Supercollider e Pure Data (Reactable), anche attraverso la masterclass di Sergio Naddei, rappresentano strumenti informatici per esplorare mezzi espressivi nella piena libertà che non si piega alla necessità di perseguire fini a qualsiasi costo e non si adatta, quindi, necessariamente ai repertori d’ascolto correnti.
Da queste sperimentazione hanno preso vita composizioni che saranno presentate in due concerti, mercoledì 4 e giovedì 5 giugno, alle 17.00 in Conservatorio.

E’ Sergio Naddei a spiegare “Negli ultimi 10 anni, nuovi tipi di interfacce utente – dai touchscreens alle recenti tecnologie contatless – sono entrati a far parte della nostra quotidianità. Molte di queste tecnologie (in particolare quelle nate per il mondo dell’intrattenimento) sono utilizzabili a fini creativi e in particolare per l’esecuzione dal vivo della musica elettronica. Reactable, sviluppato presso il Music Technology Group dell’Università di Barcellona, utilizza una tecnologia di riconoscimento video chiamata Reactivision (“liberamente scaricabile”) per controllare, mediante degli oggetti fisici collocati su un tavolo retroproiettato, un synth modulare. Tale strumento si è prestato nel corso degli anni a innumerevoli applicazioni, dal concerto al Dj-set, dall’installazione alla didattica”.

Tra i brani che saranno presentati mercoledì 4 giugno l’autore di Divertimento acustico per quattro fisarmoniche, Giandomenico Coppola, per esempio, ci spiega che il brano “è nato dall’idea di far giocare i singoli strumenti tra loro, attraverso l’utilizzo delle dinamiche e delle posizioni delle quattro fisarmoniche, dando così l’impressione di trovarsi in un piccolo mondo in cui l’ascoltatore ha l’impressione di sentire un solo strumento e la sua eco. Nella prima parte si sente il rumore dello scroscio della pioggia, caratterizzato dalla percussione dei tasti delle fisarmoniche, in un secondo momento subentra il vento, ‘imitato’ dai movimenti del solo mantice di alcune fisarmoniche, mentre per ultimo s’inserisce il suono, che vuole simulare varie voci umane che si incontrano, sotto l’incessante scroscio della pioggia”.

Le quattro fisarmoniche sono state affidate a Pietropaolo Antonucci, Andrea Bisogno, Luca de Prisco e Nicola Tommasini.
Ma tanti sono i brani che mostreranno al pubblico la grande e variopinta ricchezza di modi di fare musica utilizzando sensibilità e suoni diversi, opera dei seguenti compositori: Claudio Attonito, Giuseppe Codella, Mariano Sibilia, Alessia Manco, Fabio Luigi Ruggiero, Bruno Piscicelli, Sara Genise, Luca Buoninfante, Alessia Manco, Bruno Piscicelli, Marcello Rivelli, Luca De Prisco, Pier Carmine Garzillo, Isabella Maffei, Emanuele D’Onofrio, Daria Scia, Antonio Gomena, Vincenzo Tammaro, Maria Scala.

Nato a Napoli nel 1981, Sergio Naddei è diplomato in Chitarra con Ciro Gentile (Conservatorio di Salerno) e in Musica Elettronica con Agostino di Scipio (Conservatorio di Napoli), ha inoltre studiato composizione con Giancarlo Turaccio (Conservatorio di Napoli).
Ha partecipato a seminari di composizione con Fabio Vacchi, Alessandro Solbiati e Salvatore Sciarrino.
Sue composizioni sono state eseguite in numerosi festival in Italia, Spagna e USA (Triennale di Milano, Festival Di_stanze a Catania, Concerts Phonos a Barcellona, Vox novus series a New York etc.).
Ha tenuto concerti in prestigiose sedi quali i conservatori di Napoli, Benevento e Cosenza, l’ Università “L’orientale” di Napoli, l’ Università “Pompeu Fabra” di Barcellona, il “Caixa Forum” di Barcellona.
Ha collaborato con il “Music Technology Group” dell’Università “Pompeu Fabra” di Barcellona nell’ambito del progetto “MusIC- musica per impianti cocleari”.
Attualmente è impegnato nel progetto solistico “Al(l)one” del quale è ideatore, autore e performer.
Vive tra Barcellona e Napoli.

Ufficio stampa
3935837525

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