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Il Coro della Pietrasanta fornisce una rigorosa interpretazione dei brani della scuola polifonica napoletana di ieri e di oggi

Se il Settecento è stato un momento irripetibile per la Napoli musicale, la città partenopea ha comunque vissuto periodi ricchi di fermenti artistici anche precedentemente e, ancora oggi, è patria di autori molto validi, seppur con visibilità decisamente minore.
Un capitolo abbastanza trascurato, che il Coro della Pietrasanta, nato nel 1998 e diretto, fin dai suoi albori, dal maestro Rosario Peluso, ha voluto approfondire in un concerto dal titolo “ ‘Sto Core Mio – degli Antiqui e de’ Moderni nella Scuola Napoletana dal ‘500 al ‘900”, organizzato dalla Società Polifonica della Pietrasanta.
Nella prestigiosa cornice della Chiesa di Santa Maria Donnalbina l’ensemble ha eseguito un programma che, nella prima parte, era dedicato alla villanella cinquecentesca.
Si è così potuto apprezzare come un genere, tipicamente napoletano, fosse diventato parte integrante del repertorio colto, sia di autori locali quali Giovanni Domenico da Nola, sia di musicisti come il barese Pomponio Nenna ed il fiammingo Orlando di Lasso.
Al Novecento e all’attualità era invece rivolta la seconda parte, iniziata con ‘Sto Core Mio del maestro Peluso, pezzo decisamente contemporaneo, che si basava sulle note dell’omonimo brano di Orlando di Lasso, una sorta di ideale collegamento fra il Rinascimento e i giorni nostri.
Era poi la volta di Ipolita, un inedito madrigale “moderno”, con il quale Roberto Altieri ha voluto fornire il suo contributo alla serata, seguita dalla prima esecuzione napoletana dei Due canti a cinque voci (L’ombra dei boschi d’Aser e Saltavan Ninfe), lavori giovanili di Pietro Clausetti (1904-1963), noto soprattutto per le sue colonne sonore.
Ultimo brano di un autore partenopeo, l’essenziale Carpe Diem di Patrizio Marrone, anche questo scritto appositamente per la manifestazione, che ha preceduto In Memoriam del romano Michele Iosia, Lux Aurumque dello statunitense Eric Whitacre e Deo gratias dell’estone Urmas Sisask, posti a completamento della panoramica legata alla musica corale del nostro tempo.
Per quanto riguarda il Coro della Pietrasanta, molto ben diretto da Rosario Peluso, ha confermato di essere un’ottima realtà.
Ciò che colpisce soprattutto, è la sua capacità di passare, senza alcun problema, dalla musica del Cinquecento a quella contemporanea, per la quale sembra possedere una particolare propensione e, non è un caso, se compositori come Altieri e Marrone abbiano affidato all’ensemble la “prima” di due loro creazioni.
Pubblico numerosissimo, che ha chiesto ed ottenuto un bis rivolto al divertente Les boites à musique di Guy Lafarge e Pierre Philippe, con il quale si è chiusa una serata volta ad evidenziare le eccellenze napoletane del lontano passato e di oggi.

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13 giugno, 2011 Posted by | Canto, Concerti, Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 8 giugno il Coro della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso, propone una panoramica sulla scuola napoletana dal ‘500 al ‘900

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 8 giugno, alle ore 19.30, nella Chiesa di Santa Maria Donnalbina (Via Donnalbina – Napoli), il Coro della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso, terrà un concerto dal titolo “ ‘Sto Core Mio – degli Antiqui e de’Moderni nella Scuola Napoletana dal ‘500 al ‘900” organizzato dalla Società Polifonica della Pietrasanta.

In programma musiche di Lasso, Giovanni Domenico da Nola, Nenna, Cambio, Clausetti, Altieri, Marrone, Iosia ed altri

Ingresso libero

Comunicazione Società Polifonica della Pietrasanta
Mario Jovele
e-mail: coro_pietrasanta@libero.it
sito web: www.coropietrasanta.it
tel.: +393391794490

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La continuità della musica napoletana colta nel nuovo progetto della Società Polifonica della Pietrasanta

Ha inizio il progetto sulla musica antica e moderna del Coro della Pietrasanta, sotto la direzione di Rosario Peluso, con questo che sarà il primo dei concerti di un percorso di ricerca più ampio che, nel tempo, si arricchirà di brani di nuova scrittura ed amplierà il repertorio con altre composizioni del glorioso passato napoletano.
“Degli Antiqui e de’Moderni” intende riallacciare i fili del passato con il presente, sulle tracce della nostra identità più profonda: questo il senso dell’operazione culturale della SpP, che ha esplorato la ricchezza dei secoli addietro e sollecitato il vivace presente della realtà musicale napoletana, coinvolgendo alcuni docenti del Conservatorio di S. Pietro a Majella, con l’obiettivo di ritrovare i sotterranei legami tra gli esponenti di una delle scuole compositive più gloriose d’Europa.
La sperimentazione di modalità esecutive diverse arricchisce l’esecuzione di musica antica con la sensibilità moderna per il suono e lo spazio e la ricerca di nuove musiche apre altre prospettive alla coralità.
Ecco, quindi, che le celebrate villanelle napoletane, i madrigali di corte, la polifonia sacra si accostano alle scoperte timbriche dei compositori contemporanei e la “scuola” conferma la sua leggenda: la musica napoletana non è morta nel ‘700, ma continua ad avere linfa vitale, si aggiorna, trova cose da dire, soprattutto nel campo dell’eleganza stilistica ed armonica.

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7 giugno, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Canto, Concerti, Musica | , , , , | Lascia un commento

   

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