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Pietà de’ Turchini Stagione 21/22 #Note Svelate  riprende il calendario fino a giugno con un doppio appuntamento che vede in scena due eccellenze napoletane Ivano Leva e Candida Guida 

Napoli. Riprendono i concerti della Stagione 2021-22 ideata dalla Fondazione Pietà de’ Turchini dal titolo “Note Svelate” con un doppio appuntamento venerdì 18 febbraio alle 20.30 e sabato 19  febbraio alle 19 nella Chiesa di Santa Caterina da Siena. Protagonisti due eccellenze musicali della regione: Ivano Leva, pianista e compositore e Candida Guida, contralto accompagnata da Eufemia Manfredi al pianoforte.

Abbiamo temuto di dover di nuovo imporci una battuta d’arresto che avrebbe compromesso tutto il fitto calendario programmato fino a giugno 2022 per la curva pandemica, finalmente possiamo riaccogliere il pubblico nelle nostre sedi con serenità e in sicurezza” dichiara Federica Castaldo, direttrice artistica della Fondazione che prosegue “cominciamo con due risorse di grande talento della nostra regione le cui radici musicali vengono diversamente valorizzate nei programmi proposti”.

Si comincia Venerdì 18 febbraio alle 20.30 nella Chiesa di Santa Caterina da Siena con  PRELUDISM uno spettacolo incentrato sulla composizione musicale in real time: la trama sonora viene infatti generata da spunti tematici prefissati e modellata istantaneamente, attraverso un viaggio che in tal modo beneficia ogni volta della freschezza dell’opera prima. “L’intento dell’operazione è quello di ricondurre le forme musicali del Preludio e della Toccata ai tratti estetici primordiali, ossia quelli di episodi musicali dalla forma libera ed a carattere totalmente improvvisativo, ma attraverso le fattezze lessicali dei linguaggi contemporanei” dichiara Ivano Leva pianista e ideatore del progetto.

La prima parte del programma vede l’utilizzo di materiali tematici desunti da autori del periodo barocco come  Henry Purcell,  Johann Sebastian Bach,  Girolamo Frescobaldi, mentre la seconda è un dichiarato omaggio all’illustre scuola musicale napoletana del ‘700 con  Domenico Paradisi e  Francesco Mancini.

Ivano Leva è un pianista compositore ed improvvisatore  nato a Napoli nel 1975 studia composizione presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida di Gaetano Panariello; contemporaneamente si appassiona anche ai linguaggi improvvisativi studiando con Francesco D’Errico,  Enrico Pieranunzi,  David Liebman.

Compositore di musica colta nel 2012 vince il concorso di composizione Antonio Falconio con una composizione da camera scritta su poesia di Eduardo De  e nel 2015  la sua composizione Triumviratus si aggiudica il concorso Anima Mundi Composition Prize e viene eseguita al Melbourne Recital Centre (Australia). Impegnato da anni in una personalissima fusione fra i linguaggi classici tardo-romantici e l’improvvisazione, incide dal 2016 per l’etichetta NovAntiqua ed i suoi album sono distribuiti da Note Ein ed Egea in tutta Europa ed in Giappone. Come pianista, sia nelle vesti di esecutore di musica da camera che in quelle di improvvisatore, si è esibito in importanti rassegne e sale da concerto, fra le quali si ricordano: Festival Oboe (Parigi), Auditorium M.Ravel – Conservatoire de Sevre (Parigi), Festival dei due mondi (Spoleto, PG), Gioventù Musicale Italiana (MO), Campania Teatro Festival, Piano City (NA), Eddie Lang Jazz Festival –Museo Madre (NA). In occasione di una tournée a Parigi è stato invitato a tenere una masterclass di improvvisazione presso il Consevatoire Nadia et Lili Boulanger di Parigi insieme all’oboista Marika Lombardi, con cui stabilmente collabora.

Sabato 19 febbraio alle 19 sempre nella Chiesa di Santa Caterina da Siena  il cartellone propone Luigi Guida, La romanza da salotto,  che vede protagoniste il contralto Candida Guida e la pianista Eufemia Manfredi introdotte dal musicologo e consulente artistico della Fondazione Paologiovanni Maione.

Per lunghi anni la familiarità del pubblico con la figura di Luigi Guida è stata limitata ad angusti contesti liturgici a costo di un radicale fraintendimento della produzione di Guida, che risulta ben più articolata e complessa di quanto possa sembrare, soprattutto alla luce dei recenti studi che hanno portato alla luce materiali inediti custoditi prevalentemente nel fondo dei Gesuiti di Napoli e tra le carte di familiari viventi o eredi di amici del Maestro.

Ho sempre immaginato che un compositore napoletano per formazione e ‘cuore’ non avrebbe potuto trascurare altri generi e repertori in un contesto vivido come quello della scuola napoletana di inizio Novecento, e difatti il ritrovamento nel fondo dei Gesuiti di un corpus così fecondo di composizioni destinate alla camera o all’espressione teatrale ha confermato il carattere poliedrico e versatile dell’attività del Maestro, sacerdote e docente presso l’Istituto Pontano, ma anche musicista completo, diplomato in Pianoforte e Organo, abilitato all’insegnamento del Canto Corale, a contatto con menti finissime della cultura locale e nazionale e apprezzato in gioventù da Francesco Cileadichiara la contralto Candida Guida che del compositore è diretta discendente. 

Tra I brani inediti spicca Vieni, tratto dall’operetta Il Flaviano, una canzone napoletana nello spirito e dal trascinante impulso ritmico, che attesta la sorprendente frequentazione di un genere inusuale per un sacerdote dedito all’insegnamento e all’educazione cristiana attraverso la musica. Tra le scene liriche inedite si propongono estratti da Rolando e Isora e Primavera di un’anima. Il gesto palesemente teatrale delle scene liriche orienta molte scelte compositive, come nell’appassionata canzone Vieni con me, approdando a un livello di tragica intensità in Mamma. Canzonetta marina è un affascinante stornello che richiama la fresca vocalità delle barcarole napoletane, senza rinunciare nell’accompagnamento pianistico alle finezze della chanson francese. Accanto ai brani inediti, si è pensato di restituire alla fruizione degli ascoltatori alcune pagine mai eseguite in tempi moderni e tratte dal recente volume Mystica – Parte III, come Serenata alla Vergine, su testo di Padre D’Aria e Salve Regina, oltre ad alcuni celebri brani pubblicati in vita dal Maestro, tra cui spicca Aurora, finalmente liberata dalle mortificanti abitudini esecutive spesso ricorrenti nella prassi liturgica.

Candida Guida  è nata a Vico Equense e si è formata al Conservatorio di Salerno.Tra i ruoli di opera, Orfeo in Orfeo ed Euridice di Gluck, Isabella ne L’Italiana in Algeri di Gioacchino Rossini Al Festival Internazionale della Valle d’Itria è stata Una Donna Ferita nell’opera Nur, Canzade nella Donna Serpente di Casella diretta da Fabio Luisi, La Signora Noè nel Il diluvio di Noè di Britten, Maria di Venosa di Francesco D’Avalos, Aristeo ne L’Orfeo di Luigi Rossi e Foresto nell’Ambizione delusa di Leonardo Leo, Tisbe nella Cenerentola di Rossini diretta da Gabriele Ferro, Sorceress in Didone ed Enea diretta da Stefano Montanari per la regia di Marina Bianchi. È Mercèdes nella produzione Carmen del San Carlo di Napoli, in settembre 2018 a Bangkok con direzione di Zubin Mehta, tra vari appuntamenti artistici nella stessa stagione È  invitata dall’Haendel  Festspiele  di  Halle  nel  2020  per  un  récital solistico  su  un  programma  di  arie  per  contralto  e  cantate  accanto al grande bandoneonista, compositore e arrangiatore Marcelo Nisinman. Nel 2021 è stata Lucrezia nella Lucrezia di Britten, per lo Sperimentale di Spoleto  La stagione prossima sarà Wowkle in Fanciulla del West nei Teatri di Brescia, Como, Pavia, Cremona, con la direzione di Valerio Galli e la regia di Andrea Cigni, tra altre nuove produzioni su diversi repertori, nonché la ripresa di Les Liaisons dangeureses de Vivaldi/Moretto à Biel nel 2022 nel ruolo della Marquise de Merteuil. Sempre nel 2022 sarà impegnata con l’ensemble portoghese  Divino Sospiro in vari festival Europei.

Candida debutterà nel ruolo di Tancredi in Tancredi/Rossini nell’autunno 2022 à Biel.

Biglietto unico 7€:

– acquisto in prevendita entro e non oltre le ore 12.00 del giorno del concerto;

– acquisto in sede con prenotazione obbligatoria inviando una mail a segreteria@turchini.it con indicazione di nominativo e recapito telefonico, entro e non oltre le ore 12.00 di venerdì 18 febbraio.

info: tel. 081402395

info@turchini.it 

www.turchini.it

Direttrice artistica, Mariafederica Castaldo

16 febbraio, 2022 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Associazioni Musicali, Cantanti, Canto, Centro di musica antica "Pietà dei turchini", Chiesa Santa Caterina da Siena, Concerti, Cultura, Fondazione Pietà dei Turchini, Music, Musica, Musica classica, Opera, Pianisti, Prima del concerto, Rassegne | , , , , , , , | Lascia un commento

Il Seicento napoletano di Pietro Antonio Giramo al centro dell’entusiasmante concerto conclusivo dello Scarlattilab

Da sinistra verso destra Cristina Grifone, Leslie Visco, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino (soprani), Candida Guida e Enrico Vicinanza (contralti) - Foto Giovanni Caiazzo

Terzo ed ultimo appuntamento dello Scarlattilab, progetto dell’Associazione Alessandro Scarlatti legato al repertorio barocco, concepito per mettere in evidenza i talenti dei Conservatori di Napoli, Bari e Cosenza, affidato alla direzione artistica di Antonio Florio e Dinko Fabris.
Al centro della serata, svoltasi nella splendida chiesa dei Santi Marcellino e Festo, “Il pazzo, la pazza e l’hospedale de’ pazzi” di Pietro Antonio Giramo, attivo a Napoli nella prima metà del Seicento.
Alla base del lavoro, felice connubio fra musica e commedia dell’arte, vi era un classico come la pazzia amorosa, nelle sue molteplici sfaccettature, descritte in brevi ed efficaci quadretti.
Dopo un’apertura dedicata a “Il pazzo a voce sola”, che vedeva impegnati i due contralti, faceva seguito il clou del programma, consistente ne “L’hospedale de’gl’infermi d’amore”.
In esso l’ “hospedaliere” accoglieva una serie di degenti che gli si presentavano in successione, e dava loro preziosi consigli curativi, in una gustosa carrellata che comprendeva varie tipologie, dall’ “amante ferito” all’ “amante geloso”, passando per altri casi umani quali l’ “amante povero” e l’ “amante vecchio”.
La chiusura era invece affidata a un duetto fra soprani, caratterizzato da un testo, anticipatore dell’opera buffa del Settecento, dove trovava posto anche il dialetto, che precedeva il gran finale, un elogio della pazzia al quale partecipava tutto il sestetto protagonista del concerto.
Uno sguardo, ora, agli interpreti, cominciando dal gruppo dei cantanti, formato dai soprani Cristina Grifone, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino e Leslie Visco e dai contralti Candida Guida ed Enrico Vicinanza, tutti bravissimi e già con un prestigioso percorso artistico alle spalle.
Ma, al di là dell’elevato livello dei singoli, si percepiva chiaramente che l’affiatamento raggiunto era anche frutto di un intenso e duro lavoro di approfondimento, abbinato ad uno spirito di grande collaborazione ed amicizia, difficile da riscontrare in un ambiente molto competitivo come quello musicale.
Non va dimenticato, inoltre, l’apporto del quartetto strumentale, che ha ottimamente accompagnato i cantanti, costituito dal celebre flautista Tommaso Rossi (che ha collaborato attivamente al progetto Scarlattilab), e dai giovani Francesco Aliberti (cembalo), Vincenzo Caterino (violoncello) e Paola Ventrella (tiorba), quest’ultima in rappresentanza del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari.
Infine, non c’è dubbio che, dietro l’intero allestimento, si percepiva l’impronta del maestro Florio, massimo esperto internazionale di musica napoletana del Seicento e del Settecento.
In conclusione un concerto di altissimo spessore, che ha riscosso un enorme e meritato successo, per cui andrebbe sicuramente riproposto, magari nella prossima stagione ufficiale della Associazione Alessandro Scarlatti, sia per il suo intrinseco valore, sia per la gioia dei tanti appassionati che, a causa di un violento nubifragio abbattutosi sulla città, non sono riusciti a raggiungere la chiesa dei Santi Marcellino e Festo.

Marco del Vaglio

Da sinistra verso destra Tommaso Rossi (flauto), Paola Ventrella (tiorba), Francesco Aliberti (cembalo), Vincenzo Caterino (violoncello) - Foto Giovanni Caiazzo

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23 aprile, 2012 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Canto, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Con lo ScarlattiLab uno splendido preludio alla stagione 2011-2012 dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Come preannunciato nella conferenza di presentazione della stagione 2011-2012, quest’anno l’Associazione Alessandro Scarlatti rivolgerà un occhio di riguardo ai giovani interpreti.
Si inquadra in questo ambito l’inizio del progetto ScarlattiLab, dedicato alla musica barocca, la cui direzione artistica è stata affidata ad Antonio Florio e Dinko Fabris, volto ad evidenziare i talenti cresciuti all’ombra dei Conservatori di Napoli, Bari e Cosenza.
Il primo frutto di questa iniziativa, alla quale collabora anche il flautista Tommaso Rossi, si è recentemente concretizzato con la proposizione, nella splendida chiesa dei Santi Marcellino e Festo, di un concerto che ricostruiva le atmosfere di una festa svoltasi a Napoli nel Palazzo del Viceré spagnolo durante il carnevale del 1620, partendo da documenti giunti miracolosamente intatti ai nostri giorni.
Dopo un breve prologo, costituito da brani sacri a tre voci, tratti dal repertorio di Scipione Dentice, Bartholomeo Le Roy e Jean de Macque, si passava alla vera e propria festa, dedicata alle “Delizie di Posillipo boscarecce e maritime”, dove pezzi cantati, a uno o più voci, si alternavano a composizioni strumentali.
Numerosi gli autori proposti, molti dei quali oggi rappresentano degli illustri sconosciuti, pur avendo lasciato una produzione di elevata qualità.
Da ciò si evince come già all’epoca la città partenopea fosse sede di una fervente attività artistica, che di lì a poco avrebbe ricevuto durissimi colpi, prima in seguito ad eventi politici, culminati con la rivolta di Masaniello (1647), poi a causa dell’epidemia di peste, che falcidiò la popolazione napoletana nel 1656.
Per quanto riguarda gli interpreti, partiamo dal gruppo dei cantanti, formato dai soprani Cristina Grifone, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino e Leslie Visco, e dai contralti Candida Guida ed Enrico Vicinanza, tutti provenienti dal Conservatorio di Napoli.
Si tratta di artisti già in possesso di una notevole maturità artistica e di una buona esperienza, che hanno evidenziato una elevata bravura come solisti ed un ottimo affiatamento nei brani a più voci.
A completare l’apporto del Conservatorio di S. Pietro a Majella vi erano Francesco Aliberti al cembalo e Vincenzo Caterino al violoncello che, insieme alla tiorba di Paola Ventrella del Conservatorio di Bari e ai flautisti Annalisa De Simone e Domenico Passarelli del Conservatorio di Cosenza, hanno affiancato alcune prime parti dell’ensemble “I Turchini” di Antonio Florio (i violinisti Alessandro Ciccolini e Marco Piantoni, il violista Rosario Di Meglio ed i flautisti Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna), dando vita ad un ensemble ben amalgamato, che ha anche fornito un valido supporto alle diverse voci.
In definitiva un esordio di altissimo profilo, i cui meriti vanno equamente divisi fra gli interpreti e la direzione artistica, e non è un caso che il maestro Florio sia stato chiamato alla ribalta dai musicisti nel momento dei ringraziamenti finali, prima del bis rivolto a “Festa, riso” a sei voci di Pietro Antonio Giramo, scelto appositamente in quanto coinvolgeva l’intero organico vocale e strumentale.

Marco del Vaglio
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9 ottobre, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Conservatorio "S.Pietro a Majella", Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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