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Taccuino personale di Francesco Canessa:LA LEGA SUONA, CANTA E INCASSA

La Lega suona,canta e incassa
( da Repubblica Napoli del 15/2/2011 )

 

 

 

 

Da sovrintendente a riposo non sono aggiornato sugli attuali meccanismi di riparto del contributo dello Stato alle Fondazioni liriche, ma certamente il San Carlo si gioverà in qualche misura dell’atteso <assestamento> del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) che con il decreto Milleproroghe recupera 15 milioni di euro dei quasi 100 falcidiati negli ultimi anni. “Sparti ricchezza, diventa miseria”, suggerisce l’antica saggezza napoletana, e poiché la già modesta somma stanziata dovrebbe servire a dare ossigeno a tutte le forme di spettacolo, compreso il Circo Equestre, eufemisticamente indicato in leggi e regolamenti < spettacolo viaggiante>, quel che resterà  per asciugare le lagrime del piangente bilancio del Teatro più bello del mondo, equivarrà a un fazzolettino di carta. Ma c’è chi il fazzoletto l’ha avuto grande e di lino pregiato, perché lo stesso decreto assegna fuori quota 3 milioni di euro ciascuno al Teatro alla Scala e all’Arena di Verona, che li aggiungeranno agli spiccioli ricavati dalla divisione con gli altri. Non è una sorpresa La Scala, che da sempre fa la parte del leone, ma lo è l’Arena di Verona, che con la sola attività estiva fa incassi che si avvicinano a quelli degli altri 12 teatri messi assieme. Avrà certamente problemi, così come ne ha l’intero settore, ma non più del Carlo Felice, che ha dovuto sospendere le maestranze e mandarle in cassa integrazione, o della Fenice che ha dimezzato il cartellone o del Comunale di Firenze che ha ridotto all’osso il Maggio o del San Carlo, che pur rinnovato nella sua funzionalità, è costretto al minimo storico della sua produzione. E via via tutti gli altri. Non è la prima volta che accade – l’ultima se ne giovò il depresso Teatro di Napoli appena commissariato – ma sempre insorse l’Anfos, organismo che riunisce le Istituzioni lirico-sinfoniche italiane, che almeno riuscì a strappare un qualche contentino per gli altri. Lo farà anche stavolta? Non credo. Suo presidente è stato appena eletto proprio il sovrintendente dell’Arena di Verona. E’ Francesco Girondini, un autorevole rappresentante politico della Lega prestato alla lirica, a Verona è stato vicesindaco con ricco pacchetto di deleghe, Commercio, Strade, Giardini, Arredo urbano, Traffico, Polizia municipale e Lavoro. E la Lega, come sappiamo, ce l’ha duro e quanto al mondo dello spettacolo, ha messo i propri uomini ai posti giusti dentro la Rai, ha ottenuto la gestione di un canale digitale confezionato a Milano ( Rai 5 )  e preteso che Sanremo inserisca nel Festival imminente una canzone in  lumbard, anzi in laghée, sottospecie assai caratterizzante di quel nobile dialetto. Ora eccola entrare nel campo della musica lirica, conquistando la governance del sistema associativo dei Teatri italiani e il primo segnale è ricco e concreto. Una qualche reazione da parte degli altri sarebbe necessaria non soltanto per la dote straordinaria assegnata al Teatro del neo presidente, ma anche perché le conseguenze sono imprevedibili pure fuori della Padania. Sull’esempio di Sanremo, i nostri Teatri potrebbero rischiare di essere costretti a inserire nelle proprie stagioni un’opera d’obbligo: I Lombardi alla prima crociata.

Francesco Canessa

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21 febbraio, 2011 Posted by | Francesco Canessa, Giornalisti, Italia, Musica, Musica Lirica, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:SAN CARLO DEI RECORD DI COMMISSARIAMENTO

San Carlo dei record di commissariamento
da Repubblica Napoli del 11 gennaio 2011

 

 

 

GALEOTTO fu il cellulare perduto, per il divorzio lampo tra il San Carlo e il suo consulente artistico arrivato di fresco. Matrimonio rato e non consumato, pur essendo stato un Compare illustre a combinarlo, per evidente incompatibilità di carattere, qualche scelta bizzarra e qualche fuga di troppo dal tetto coniugale. Bene ha fatto la dirigenza del Teatro a tagliar corto e non aumentare i danni. a storia del telefonino smarrito quale causa del licenziamento era risibile, ma alcuni giornali ci hanno creduto e ne è venuto fuori un polverone che ha nascosto una notizia sul San Carlo assai più interessante. Un decreto del ministro ha prorogato ancora una volta la gestione commissariale del Teatro, che cominciata il primo agosto del 2007 doveva durare al massimo sei mesi. Il traumatico provvedimento, che mandò a casa sovrintendente e consiglio di amministrazione, fu la conseguenza di un abnorme disavanzo del bilancio, che aveva superato per due anni di seguito la soglia di sicurezza indicata dalla legge. Finalità del commissariamento era il risanamento finanziario, presupposto per il ritorno alla conduzione ordinaria della Fondazione. Sei mesi risultarono pochi, per una impresa tanto complessa, la proroga arrivò puntuale nel gennaio 2008. Ancora si rinnovò nel 2009, anche per via dei lavori di restauro e di riadattamento del palcoscenico, coraggiosamente avviati e felicemente compiuti. Ora il Teatro è operativo, anche se le scarse risorse ne frenano la produzione, i conti sono tornati in equilibrio, eppure il commissariamento continua. A febbraio del 2010 fu prorogato sino ad aprile, e ora ancora sino a fine 2011. Analoghe situazioni hanno vissuto il Maggio Fiorentino (2006) e l’ Arena di Verona (2008), ma il commissariamento in entrambi i casi è durato quattro mesi. Più lungo quello del Carlo Felice di Genova, due anni, il San Carlo sta già a tre e con la nuova proroga faranno quattro e mezzo. Non è un record di cui portar vanto. Il testo del penultimo decreto già dava atto che «gli interventi di rimozione delle irregolarità e di promozione di nuove soluzioni gestionali sono prossimi al raggiungimento dei risultati prefissi» prolungando il regime commissariale per la necessità di «creare le condizioni di designazione dei componenti del ricostituendo Consiglio di amministrazione». Queste «condizioni» riguardano Comune, Regione, Provincia, gli enti locali designatari, cui si aggiungono lo Stato stesso ed eventuali soci privati. Condizioni che a tutt’ oggi non si sono realizzate, di qui l’ ennesimo provvedimento che ripetendo quella motivazione prolunga a tutto il 2011 la gestione commissariale. Il sottinteso di tempi così lunghi – già a febbraio 2010 il sindaco si era dichiarato indisponibile a riprendersi la presidenza della Fondazione – è evidente: dovranno prima tenersi le elezioni al Comune. Chi sa di politica e di politichese, parola riduttiva che non indica soltanto linguaggio, ma anche comportamenti, non se ne meraviglierà affatto. Ma chi ancora s’ illude che l’ orgoglio civico, l’ amore per l’ arte, il rispetto per la cultura e le eccellenze che la esprimono, dovrebbero prevalere su interessi diversi, non può che dolersi di una classe dirigente che rinuncia a partecipare alla vita e alle scelte di una istituzione come il San Carlo, pur continuando a versare nelle sue casse i contributi finanziari dovuti, perché non è ancora giunto il tempo della spartizione degli incarichi. Secondoi criteri sempre attuali del Manuale Cencelli di democristiana memoria.

Francesco Canessa

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19 gennaio, 2011 Posted by | Campania, Cultura, Francesco Canessa, Giornalisti, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro La Fenice, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo | , , , | Lascia un commento

   

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