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Al Teatro Mercadante Geppy Gleijeses disegna un “Bugiardo” di grande spessore

Geppy Gleijeses
Dopo il successo ottenuto la scorsa estate, quando ha esordito nell’ambito del Napoli Teatro Festival, “Il Bugiardo”, tratto dall’omonima commedia di Carlo Goldoni, nell’adattamento del franco-argentino Alfredo Arias e di Geppy Gleijeses, è stato recentemente riproposto al Teatro Mercadante di Napoli.
Il lavoro, che fu rappresentato a Mantova per la prima volta nel 1750, ebbe come fonte di ispirazione “Le Menteur” del francese Pierre Corneille (1606-1684), che a sua volta aveva attinto il soggetto da “La verdad sospechosa” dello spagnolo Juan Ruiz de Alarcón (1581? – 1639).
Lo stesso Goldoni, nella sua prefazione, indica queste due opere quali punti di riferimento, anche se tiene a precisare di essersi discostato quasi subito da esse, fornendo ambientazioni e svolgimento della vicenda molto differenti.
La trama è incentrata sulle bugie, o per meglio dire le “spiritose invenzioni”, come le definisce il protagonista, Lelio Bisognosi, figlio di Pantalone, tornato a Venezia con il suo fido servitore Arlecchino, dopo essere stato vent’anni a Napoli.
Prima ancora di riabbracciare il padre, Lelio inizia a corteggiare due sconosciute, affacciate alla finestra della loro casa, spacciandosi per un ricchissimo nobile napoletano.
Le due ragazze sono Rosaura e la sorella minore Beatrice, figlie del dottor Balanzoni, al momento libere, con la prima che ha come ammiratore segreto il timidissimo Florindo, studente in medicina, ospite del luminare, che compone una serenata e un sonetto per l’amata senza mai palesarsi (situazione sfruttata da Lelio che, per fare colpo su Rosaura, se ne attribuirà la paternità), mentre la seconda è stata in precedenza chiesta in sposa da Ottavio, senza successo, in quanto Balanzoni vuole accasare prima la figlia maggiore.
L’arrivo di Lelio, inizialmente indeciso su quale delle due scegliere, porta lo scompiglio in casa Balanzoni e provoca la gelosia dell’amico Ottavio, dopo che il figlio di Pantalone gli ha confessato che, approfittando dell’assenza del dottore, è salito in casa sua, intrattenendosi con entrambe.
Nel frattempo il dottor Balanzoni e Pantalone hanno combinato il matrimonio fra Rosaura e Lelio, ma quest’ultimo, non conoscendo la vera identità della promessa sposa, dichiara al padre di non poter accontentarlo poiché a Napoli ha già una moglie, addirittura in dolce attesa.
Pantalone è quindi costretto a dare la notizia a Balanzoni che, parlando con Rosaura, comprende come Lelio si sia spacciato per nobile napoletano per far colpo sulla figlia.
A questo punto Pantalone riceve due missive, una spedita da Napoli e diretta a lui, l’altra proveniente da Roma e destinata al figlio.
Apre la prima, che contiene un documento ufficiale, dove si attesta che Lelio non è sposato per cui, quando se lo trova di fronte, gli chiede ragione dell’accaduto.
Messo di fronte alla verità, a Lelio non rimane che ritornare sui suoi passi ed accettare il matrimonio, soprattutto dopo aver appurato che la futura moglie è Rosaura (la quale, in verità, inizia ad avere seri dubbi sulla sincerità del promesso sposo).
Sembrerebbe tutto risolto, ma la lettera giunta da Roma, dove una certa Cleonice si lamenta di essere stata abbandonata da Lelio, dopo che quest’ultimo aveva intascato la dote di matrimonio, apre definitivamente gli occhi a Pantalone.
Il finale vedrà il trionfo della verità sulla menzogna, con Florindo e Rosaura (e Ottavio e Beatrice), che convoleranno a giuste nozze, mentre Lelio, almeno per il momento bugiardo “pentito”, sarà costretto a sposare Cleonice.

Foto Tommaso Le Pera

Foto Tommaso Le Pera

Uno sguardo, ora, sull’allestimento e sui protagonisti, innanzitutto per sottolineare la scena essenziale di Chloe Obolensky (storica collaboratrice di Peter Brook, che ha curato anche i costumi), sul cui sfondo campeggiava l’immagine di uno scorcio del Canal Grande, dove ogni tanto qualcuno rischiava di cadere o di essere buttato.
Numerose le soluzioni adottate da Alfredo Arias lungo l’arco dello spettacolo, come ad esempio il viraggio degli abiti del protagonista e delle due sorelle, che in apertura indossavano vestiti borghesi, per poi passare quasi subito ai costumi d’epoca.
Interessante anche il breve intervallo, utilizzato dagli attori per discorrere, sempre sul palcoscenico, dei problemi relativi al dopo recita (di natura prettamente alimentare) o, più legati all’attualità, riguardanti l’eventuale proposizione di un lavoro di maggiore impegno sociale rispetto ad una commedia.
Molto divertente, infine, la descrizione della vicenda che aveva costretto Lelio al presunto matrimonio napoletano, mediante l’uso di una sorta di “ombre cinesi”.
Per quanto riguarda i protagonisti, Geppy Gleijeses, ha fornito un’impronta decisamente napoletana al suo Lelio, senza però calcare troppo la mano, ma dando la giusta misura ad un personaggio già di per sé “esagerato”, che pur uscendo alla fine della vicenda con le ossa rotte, è sempre visto con simpatia dal pubblico.
Ulteriore merito dell’attore, che ha voluto dedicare lo spettacolo alla memoria di Mario Scarpetta (con il quale Gleijeses debuttò nel 1972 e che lo aveva più volte spronato, senza successo, ad interpretare Lelio), è stato quello di apportare alla commedia, insieme al regista, alcuni tagli e piccole variazioni che, senza snaturarne l’essenza, hanno contribuito a rendere ancor più godibile l’insieme.
Così la figura di Colombina è stata eliminata, Beatrice aveva ancor meno spazio, mentre Balanzoni, aggirandosi sulla scena con occhiali scuri e bastone, appariva una sorta di gatto collodiano (trasformazione molto ironica, in quanto ci si chiede come potesse esercitare, in quelle condizioni, la sua professione di medico).
Infine Cleonilde, la cui presenza a Venezia, nel testo originale, è solo annunciata, giungeva invece sul palcoscenico in carne ed ossa per chiedere energicamente giustizia del torto subito.
Relativamente agli altri attori, Marianella Bargilli ha disegnato una ottima Rosaura, progressivamente conscia dell’inaffidabilità di Lelio ed alla fine conquistata da Florindo.
Dal canto suo Andrea Giordana si è calato con la consueta bravura in un ruolo ricoperto da predecessori ugualmente illustri come Cesco Baseggio, e Luciano D’Amico si è divertito (e ha divertito il pubblico) nel proporre un Balanzoni che, come abbiamo accennato in precedenza, risultava privo di vista e quanto mai “sui generis”.
Molto bravi i due “figli d’arte”, con Lorenzo Gleijeses, che ha dato vita ad un Arlecchino di elevatissimo spessore e ad un Brighella strepitoso.
Non gli è stato da meno Luchino Giordana, nei panni del timidissimo Florindo, capace comunque di un colpo d’ala conclusivo, grazie al quale si assicurava la mano di Rosaura.
Due anche i personaggi interpretati da Valeria Contadino, che ha ben ritagliato le figure di Beatrice, sorella e rivale in amore di Rosaura e Cleonice, promessa sposa romana, la cui irruzione sulla scena con tanto di parlata burina, smontava definitivamente il castello di bugie costruite da Lelio.
“Last but not least” Mauro Gioia, nel duplice ruolo di Ottavio e dell’uomo in maschera, al quale era affidata l’interpretazione delle serenate (una composta sul testo originale goldoniano, l’altra in inglese, ispirata al teatro di Shakespeare), scritte dallo stesso Gioia, autore anche delle altre suggestive musiche che accompagnavano lo spettacolo.
Pubblico numeroso, nonostante la concomitanza con l’8 marzo, che si è sicuramente divertito ed ha potuto apprezzare un gruppo di attori quanto mai compatto e versatile, trascorrendo un paio d’ore molto piacevoli che sono letteralmente volate.

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14 marzo, 2016 Posted by | Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dall’8 al 13 marzo al Teatro Mercadante va in scena “Il bugiardo” di Carlo Goldoni con la regia di Alfredo Arias, interpretato da Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, con la partecipazione di Andrea Giordana

Geppy Gleijeses

Geppy Gleijeses

Da martedì 8 a domenica 13 marzo in scena al Teatro Mercadante di Napoli lo spettacolo “Il bugiardo” di Carlo Goldoni nell’adattamento firmato da Alfredo Arias e Geppy Gleijeses.
Con la regia dello stesso Arias lo spettacolo è interpretato da Geppy Gleijeses (Lelio), Marianella Bargilli (Rosaura), con la partecipazione di Andrea Giordana nei panni di Pantalone, con Lorenzo Gleijeses (Arlecchino e Brighella), Mauro Gioia (Ottavio), e con Valeria Contadino (Beatrice e Cleonilde), Luciano D’Amico (Dottor Balanzoni), Luchino Giordana (Florindo).
Le musiche originali sono di Mauro Gioia; le luci di Luigi Ascione; la produzione di Gitiesse Artisti Riuniti.

“Il bugiardo” è una commedia di Carlo Goldoni ispirata alla “Verdad sospechosa” dello spagnolo Juan Ruiz de Alarcón.
Fu rappresentata per la prima volta a Mantova nel 1750 e stampata a Firenze nel 1753.
Protagonista della vicenda è Lelio Bisognosi che tornato nella sua Venezia dopo un soggiorno a Napoli di venti anni, fa sfoggio di una straordinaria attitudine all’invenzione, all’improvvisare qualsiasi marchingegno e fantasia pur di trarre profitto personale da ogni situazione e incontro.
Ma la sua straordinaria propensione alla bugia come strumento per ottenere benefici immediati, a lungo andare mette in moto un meccanismo che si rivela troppo grande per lui, impossibile da gestire.
Il nostro bugiardo, infatti, finirà per capitolare, travolto dalle sue “spiritose invenzioni”.
Dopo il grande successo di Circo Equestre Sgueglia di Viviani il regista franco-argentino affronta un testo che ben si presta al tratto ironico e vivace del suo teatro, un universo estetico ed espressivo tra i più originali del panorama europeo.
Alla creazione delle scene e dei costumi il regista ha chiamato Chloe Obolensky, collaboratrice storica di Peter Brook, e firma di fama internazionale.
Questo allestimento de “Il bugiardo” – presentato in anteprima al Napoli Teatro Festival lo scorso mese di giugno – è voluto da Geppy Gleijeses ed è dedicato alla memoria di Mario Scarpetta, l’attore scomparso nel 2004 col quale Gleijeses condivise il debutto in teatro nel 1972, e che fino all’ultimo lo incitò ad interpretare Lelio, il bugiardo, appunto.

La durata dello spettacolo è di 1 ora e 40 minuti senza intervallo.

Orario rappresentazioni

8 e 11 marzo ore 21:00
9 e 10 marzo ore 17:00
12 marzo ore 19:00
13 marzo ore 18:00

Informazioni
tel. 081.5524214
www. teatrostabilenapoli.it

Biglietteria
tel. 081.5513396
e.mail: biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Note

«La nostra prima reazione sarebbe quella di punire colui che mente, ed è vero che il testo di Goldoni finisce con il pentimento e la condanna del personaggio di Lelio, colui che durante tutto lo spettacolo non ha fatto che trasformare le situazioni scontate con delle meravigliose invenzioni. Penso che questo giudizio moralistico non è che una facciata di convenienza e che, dietro questa, c’è la gioia di celebrare coloro che osano proporre una visione romanzesca della vita, anche al prezzo di qualche sofferenza, ma meglio una vita gioiosamente sregolata dalla menzogna che l’insopportabile monotonia del quotidiano. Questa rappresentazione de Il Bugiardo ci propone di celebrare in Lelio un favoloso scrittore inventore, non di un opera letteraria, ma di una commedia umana».

Alfredo Arias

«Lelio, il protagonista del Bugiardo, vive in un mondo tutto suo, filtrato attraverso due meravigliosi caleidoscopi: Napoli, dove ha vissuto gli ultimi vent’anni, e Venezia, dove è nato e dove ora è ritornato. Due mondi ideali (tra l’altro le due patrie del teatro italiano) in cui nasce e si sviluppa l’attitudine di Lelio all’invenzione fantastica. E come possiamo noi condannare un uomo felice, allegro e giocondo solo perché vive in un mondo tutto suo? Creato dalla sua fantasia, con azioni e imprese mirabolanti create nei suoi sogni. La vita è sogno, è una grande bugia e Lelio è un Rodomonte, un miles gloriosus che solo quando sogna a occhi aperti, solo quando spara panzane sempre più grosse, cavalcandole come un purosangue imbizzarrito senza esserne disarcionato, è veramente felice! E non è forse questo il nostro grande sogno? Vivere nel mondo che noi abbiamo inventato in cui saremo prìncipi invincibili, grandi conquistatori, dispensatori di gioie senza fine? Potremmo rimproverargli che questa non è la realtà, che il mondo in cui vive non esiste, ma perché dovremmo richiamarlo a una squallida quotidianità, perché dovremmo trattenerlo attaccandoci ai suoi piedi ed impedirgli di prendere il volo? Va Lelio e divertiti anche per noi, nel mondo del teatro tutto è possibile. E noi scriveremo, come tu hai voluto, sulla tua lapide:
QUI GIACE LELIO, PER VOLER DEL FATO, CHE PER PIANTAR CAROTE A PRIMA VISTA, NE SAPEVA ASSAI PIÙ D’UN AVVOCATO E NE INVENTAVA PIÙ D’UN NOVELLISTA: ANCORCHÉ MORTO, IN QUESTA TOMBA IL VEDI, FAI MOLTO, PASSEGGIER, SE MORTO IL CREDI».

Geppy Gleijeses

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1 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 14 maggio il coreografo brasiliano Ismael Ivo incontra Napoli all’Accademia di Belle Arti

Foto Roberto Buccafusca

Foto Alessio Buccafusca

Martedì 14 maggio, alle ore 17, il coreografo brasiliano Ismael Ivo, incontrerà il pubblico napoletano all’Accademia di Belle Arti di Napoli (via Bellini, 36).
E’ questo il secondo di una serie di appuntamenti organizzati dal Napoli Teatro Festival per far conoscere i protagonisti dell’edizione 2013 e per raccontare le collaborazioni con le grandi istituzioni cittadine.
In particolare con l’Accademia di Belle Arti di Napoli diretta dalla prof.ssa Giovanna Cassese la collaborazione si rinnova per il sesto anno consecutivo e quest’anno vedrà partecipare 5 studenti del Corso di “Scenografia” e del Corso di “Fashion e design, costume e disegno” (biennio specialistico di “Costume per lo spettacolo” e triennio di Fashion design) come assistenti scenografi e assistenti costumisti, con tirocinio formativo, alla realizzazione di scene e costumi di quattro spettacoli: Il Maestro di cappella dei Mendicanti di Mariano Bauduin, Circo Equestre Sgueglia di Alfredo Arias e La Bisbetica Domata di Andrej Konchalovskij e Mishima di Ismael Ivo.
Mishima, che andrà in scena al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, si ispira alla vita e all’universo creativo dell’artista giapponese Yukio Mishima e si interroga sui concetti di arte e bellezza a partire dallo studio del corpo.
Il palcoscenico ricoperto di riso, a ricordare un giardino zen giapponese, diventerà terreno di incontro e scontro tra i danzatori.
In scena, ancora una volta, come fu nel 2010 per Le Sacre du printemps – un’originale rilettura del rituale della primavera ispirato al libretto di Igor Stravinskij – e Sacrificium i danzatori del gruppo Les Danseurs Napolitains, compagnia composta tutta da ballerini napoletani.

Napoli. Teatro Festival Italia
www.napoliteatrofestival.it
info@napoliteatrofestival.it
tel/fax +39 081 19560383

Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
80121 Napoli

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
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Raffaella Tramontano
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Ivan Morvillo
+39 393 9687733
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13 Mag, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Danza, Teatro | , , , , , | Lascia un commento

Presentato l’avant-programme del Napoli.Teatro Festival Italia 2013

La sesta edizione del Napoli.Teatro Festival Italia 2013 si terrà esclusivamente nel mese di giugno prevedendo in settembre soltanto il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, organizzato per il terzo anno consecutivo dalla Fondazione Campania dei Festival in collaborazione con l’Agis.
Il Napoli.Teatro Festival Italia 2013, firmato dal direttore artistico Luca De Fusco, si svolgerà dal 6 al 23 giugno.
Del programma completo, che come ogni anno presenteremo in primavera, oggi annunciamo 7 prime mondiali, 3 prime italiane e 30 spettacoli del nuovo Fringe.
La decisione di raccontare ora gli spettacoli dell’edizione 2013, è dettata dal fatto che, per la prima volta, la Fondazione Campania dei Festival, nata per organizzare il Festival e presieduta da Caterina Miraglia, lavorerà alla promozione della manifestazione oltre i confini regionali e nazionali, nella convinzione che il turismo culturale possa incrementare il pubblico del Festival e la presenza degli stranieri in città.
Anche nel 2013 il Festival rafforzerà la sua vocazione internazionale, dedicherà attenzione alla nuova drammaturgia e andrà alla scoperta dei luoghi sconosciuti della città.
Ad aprire la manifestazione il 6 giugno, con una prima mondiale, Peter Brook, maestro per eccellenza del teatro contemporaneo che torna per il secondo anno consecutivo al Napoli.Teatro Festival Italia questa volta con Le dépeupleur di Samuel Beckett; ma in prima mondiale vedremo anche La bisbetica domata di William Shakespeare, prima regia italiana di Andrej Končalovskij; Circo equestre Sgueglia, uno dei testi più noti e amati di Raffaele Viviani, firmato dall’argentino Alfredo Arias; Spam uno spettacolo del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd (che ne firma anche la regia); La réunification des deux Corées, una creazione di Joël Pommerat, autore di punta del teatro francese contemporaneo; Bobo-Dioulasso, adattamento e regia di Jean-Louis Martinelli che torna a Napoli dopo cinque anni con un nuovo spettacolo tutto africano (nella prima edizione del 2008 del Napoli.Teatro Festival Italia portò in scena una memorabile Médée) e Antonio e Cleopatra di William Shakespeare, regia di Luca De Fusco, musiche di Ran Bagno.
In prima mondiale si vedrà anche il nuovo spettacolo di danza della Vertigo Dance Company che, dopo il successo di Null e Birth of Phoenix presentati a Napoli nel 2012, porteranno in scena Vertigo 20.
Mentre in prima italiana sarà anche Desdemona, con la regia di Peter Sellars e Trocadero (titolo provvisorio) del coreografo José Montalvo, artista franco-spagnolo di fama internazionale.

FRINGE
Quest’anno nell’ambito del Napoli.Teatro Festival Italia è prevista anche la nuova edizione di E45 Napoli Fringe Festival.
Questa sezione del Festival nasce nel 2009 con un’edizione sperimentale e debutta nel 2010 con la sua prima edizione ufficiale.
Il Festival si ispira ai modelli di Fringe presenti nel mondo a partire dal primo Fringe nato ad Edimburgo nel 1947.
L’idea è stata, in questi anni, quella di affiancare al cartellone ufficiale del Napoli. Teatro Festival Italia, un programma collaterale di spettacoli presentati da compagnie indipendenti e di recente formazione selezionate attraverso un bando di partecipazione, con l’obiettivo di offrire loro la possibilità di presentare il proprio lavoro in un momento di particolare attenzione al teatro, sia da parte del pubblico sia da parte di critici ed operatori presenti per il festival ufficiale.
La Fondazione Campania dei Festival, in collaborazione con Interno 5 che ne cura la produzione esecutiva e l’organizzazione, mette a disposizione delle compagnie spazi e teatri della città con dotazione di materiale e personale tecnico e supporta la promozione e la comunicazione del cartellone parallelo corrispondendo alle compagnie il 100% dell’incasso ottenuto dalle repliche.
Da giugno 2012 il Fringe si evolve e diventa un evento biennale.
La selezione della compagnie, che avveniva in passato unicamente sulla base del materiale video e cartaceo pervenuto, è stata sostituita da una presentazione dal vivo di un estratto dello spettacolo della durata di 10 minuti di fronte a una giuria di direttori di teatri e festival nazionali e internazionali avvenuta presso il Teatro Niccolini dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Tra i 70 studi che hanno superato una prima scrematura sulla base del materiale inviato, 30 sono stati scelti dalla giuria per debuttare con lo spettacolo in versione definitiva nel programma del Fringe a giugno 2013 con l’assegnazione di un contributo alla produzione di 5000 euro.
Tra questi, sei le compagnie napoletane scelte, la Compagnia Danza Flux, Flegreinarte, Francesco Colaleo, Hermit Crab-Rosso Simona e Fortunato Cerlino, Nerosesamo, Patraio produzioni; 1 compagnia di danza gallese, Sioned Huws; 1 compagnia di danza italo-olandese Annika Pannitto; 4 compagnie di danza, Egribiancodanza, Eleonora Ciocchini/Artisti Associati Sosta Palmizi, Ibicultura e Muxarte, nO (Dance first. Think Later); 1 compagnia di teatro sensoriale, Officina Sensi in collaborazione con BABEL CREW; 1 gruppo internazionale che lavora sulle disabilità motorie causate da disturbi neurologici o psichici Looking for Michele/Ludwig; 1 lavoro firmato da Michele Cremaschi che si avvale dell’utilizzo di ologrammi.
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L’edizione 2013 del Napoli. Teatro Festival Italia si presenta sotto diversi aspetti come una edizione di svolta rispetto alle precedenti ed anche in prospettiva per il futuro della manifestazione.
La grande novità della prossima edizione sono le numerose prime mondiali che nascono in città.
Il Viviani firmato da Alfredo Rodriguez Arias, il Beckett firmato dal grande Peter Brook, il ritorno della Vertigo Dance Company, la nascita di un Antonio e Cleopatra con le musiche dal vivo di Ran Bagno, con cui si rinnova la collaborazione dopo il successo di Antigone, il nuovo testo in prima esecuzione assoluta del celebrato scrittore argentino Spregelburd, la prima regia italiana del grande Andrej Končalovskij, sono tutti nuovi allestimenti che saranno costruiti nei teatri della Campania in un progetto di significativa apertura al territorio che sarà contrassegnato anche dal fatto che gli attori, i ballerini, i tecnici potranno essere inseriti negli spettacoli di produzione del festival attraverso un bando.
In questo modo il festival tenta una sorta di “quadratura del cerchio”: mantenere il carattere cittadino della manifestazione (con gli spettacoli presentati in prima mondiale nei teatri napoletani) allargando la propria azione nella regione, visto che le produzioni saranno allestite con prove aperte in teatri della Campania.
Molte tra le produzioni citate si avvalgono (altra grande novità) di un sistema di coproduzioni con teatri stabili di prima grandezza quali il Teatro di Roma, il Teatro di Genova, il Teatro Metastasio Stabile della Toscana, l’Arena del Sole Stabile di Bologna, oltre alla consueta presenza del Teatro Stabile di Napoli.
In ognuno degli spettacoli le presenze internazionali sono assai significative e non sono separate da quelle italiane e napoletane, ma mescolate, superando la suddivisione tra teatro internazionale, teatro italiano e napoletano.
Infatti grandi artisti stranieri come Brook, Arias, Končalovskij, Wertheim, Bagno, Spregelburd, interagiranno con attori, danzatori, tecnici, musicisti napoletani e italiani mantenendo il carattere internazionale del Festival ma radicandolo maggiormente sul territorio e offrendo agli artisti italiani una straordinaria occasione occupazionale e di esperienza artistica.
Il carattere di “prime mondiali” di molti spettacoli aumenta la rilevanza del Festival determinando un reale meccanismo di turismo internazionale e rafforzando quello di turismo italiano, dato che tutti questi lavori saranno presentati per ora solo nel nostro cartellone e non saranno visibili in altre città italiane. Queste caratteristiche hanno reso necessario l’annuncio assai anticipato di questa parte del nostro programma.
Infatti i bandi per la partecipazione agli spettacoli vanno ovviamente indetti molti mesi prima dell’inizio delle prove.
D’altra parte avere in cartellone molti appuntamenti in prima mondiale e non annunciarli in grande anticipo significherebbe non sfruttare appieno l’opportunità di collaborazione con gli operatori turistici e con la stampa internazionale che programma con grande anticipo la propria estate teatrale.
A questi grandi appuntamenti che contraddistinguono la rassegna come Festival non più di vetrina ma di produzione siamo già in grado di associare alcuni spettacoli di grande circolazione internazionale.
La ormai celebre Desdemona firmata dal grande maestro Peter Sellars, spettacolo coronato da tale successo che ne è in preparazione una versione cinematografica, il nuovo balletto Trocadero firmato dal coreografo franco-spagnolo Josè Montalvo, il nuovo lavoro di Jean Louis Martinelli Bobo dioulasso, anch’esso in prima mondiale, e la prima italiana del nuovo lavoro del regista francese del momento Jean Louis Pommerat La rèunification des deux corèes completano una prima schiera di titoli che ci auguriamo esercitino potere di attrazione turistico e mediatico.
Nei prossimi mesi il cartellone sarà arricchito da altri spettacoli con largo spazio alle compagnie napoletane secondo un disegno che dovrebbe configurare una rassegna basata più sulla qualità che sulla quantità.
Anche gli spettacoli che andranno ad aggiungersi dovrebbero inserirsi in tre filoni che già ora possiamo individuare: un focus su teatro e danza francese che vedrà tornare a Napoli anche alcuni artisti partenopei che hanno trovato il successo in Francia; un focus africano, e un primo piano sulle donne di Shakespeare.
Nel primo focus si inseriscono gli spettacoli di Montalvo, Martinelli, Brook, Arias, nel secondo quelli di Martinelli, Sellars, per il terzo presentiamo già tre primi piani: quello di Cleopatra e della Caterina de La bisbetica domata oltre che quello riscritto dal premio Nobel afroamericano Toni Morrison su Desdemona.
La manifestazione avrà inizio il 6 giugno con la prima mondiale del nuovo lavoro del massimo regista vivente, Peter Brook, e si concluderà domenica 23.
Si prevede un minor numero di spettacoli, ma con una grande rassegna fringe basata sui 30 lavori selezionati nella scorsa edizione.
Molti di questi saranno presentati in luoghi teatrali inusuali, così come negli anni scorsi, proseguendo nell’ottica di una valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico della città.
Infine nel 2013, nel mese di settembre, è prevista solo la serata finale dei Premi Maschere del Teatro Italiano.
(Luca De Fusco, direttore artistico)

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NAPOLI. TEATRO FESTIVAL ITALIA
6 GIUGNO – 23 GIUGNO 2013

LE DÉPEUPLEUR
di Samuel Beckett
regia di Peter Brook

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, C.I.C.T. Thèâtre des Bouffes du Nord e con il sostegno di Centre International de Recherche Thèâtrale.

prima mondiale: 6, 7, 8 giugno
residenza artistica a Napoli dal 18 maggio 2013

LA RÉUNIFICATION DES DEUX CORÉES
regia di Joël Pommerat

coproduzione Odéon, Théâtre de l’Europe/Paris, Compagnie Louis Brouillard, Théâtre National/Brussels, Folkteatern Göteborg, Teatrul National Radu Stanca/Sibiu, Théâtre français du Centre National des Arts du Canada/Ottawa, CNDC de Châteauvallon, Filature Scène Nationale/Mulhouse, Teatro Stabile di Napoli
prima italiana: 6, 7, 8 giugno

SPAM
testo e regia di Rafael Spregelburd

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Calabria, Lorenzo Gleijeses, Festival delle Colline Torinesi, Teatro a Corte, TiConZero
prima mondiale: 7, 8 giugno

ANTONIO E CLEOPATRA
di William Shakespeare
regia di Luca De Fusco

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Arena del Sole | Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna, Teatro Stabile di Napoli
prima mondiale: 9, 10 giugno

TROCADERO
regia di José Montalvo

produzione Théâtre National de Chaillot
in coproduzione con Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Scène nationale de l’Oise en préfiguration Espace Jean Legendre Théâtre de Compiègne, Théâtre de Nîmes, Théâtre Liberté – Toulon, Théâtre de Caen, Théâtre de la Place – Liège, Les Gémeaux – Sceaux, Le Centre des écritures contemporaines et numériques, Le Manège.Mons
prima italiana: 13, 14 giugno

LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare
regia di Andrej Končalovskij

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Genova, Teatro Metastasio di Prato, Teatro Stabile di Napoli
prima mondiale: 14, 15 giugno

DESDEMONA
regia di Peter Sellars
testo di Toni Morrison

produzione Barbican, Wiener Festwochen, Théâtre Nanterre-Amandiers, Cal Performances, Berkeley Lincoln Center for the Performing Arts, New York, spielzeit’europa I Berliner Festspiele, Arts Council England and London 2012 Festival
prima italiana: 18, 19 giugno

CIRCO EQUESTRE SGUEGLIA
di Raffaele Viviani
regia di Alfredo Arias

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Napoli
prima mondiale: 21, 22, 23 giugno
residenza artistica a Napoli dal 6 maggio 2013

BOBO-DIOULASSO
drammaturgia e regia di Jean-Louis Martinelli

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Théâtre Nanterre-Amandiers, Compagnie Traces Théâtre
prima mondiale: 22, 23 giugno

VERTIGO 20
coreografia di Vertigo Dance Company

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Teatro Festival Italia, Vertigo Dance Company
prima mondiale: 22, 23 giugno

FRINGE
ESERCIZI DI RIANIMAZIONE-NOT HERE NOT NOW.
M.A. mi dice fidati tu mi dai due ore e ti darò l’esperienza e io mi fido e volo nel blu dipinto di blu e incontro mia nonna e altre avventure
regia di Andrea Cosentino

VARCO
Coreografia e regia di Annika Pannitto

YERMA
Compagnia Atir

CONFERENZA TRAGICHEFFIMERA SUI CONCETTI INGANNEVOLI DELL’ARTE
Compagnia Carullo-Minasi

MONOLOGHI DEL CAZZO
Compagnia Babygang

HORSE BOY IN APNEA
compagnia Danza Flux

ITINERARIO: PER UNA POSSIBILE SALVEZZA
compagnia Egribiancodanza

FRAGILEFRANA
Coreografia e regia di Eleonora Chiocchini/AritstiAssociati Sosta Palmizi

248 KG
compagnia Esiba Teatro

IL CERCHIO PRIMO
compagnia Flegreinarte

IN-CORPO-REO (INCORPOREO)
Coreografia e regia di Francesco Colaleo

EDIPO A TERZIGNO
Compagnia HermitCrab, Rosso Simona e Fortunato Cerlino

ME – SHE – IT
compagnia Ibicultura e Muxarte

CANTARE ALL’AMORE
compagnia La ballata dei Lenna

IDIOTS LAB-LOVE_ABILITY
compagnia Looking for Michele/Ludwig

AMLETO E’ MORTO
compagnia Macelleria ETTORE_teatro al kg

AUGMENTED PINOCCHIO
regia di Michele Cremaschi

TRICHER4-SELODICELATVALLORAE’VERO
compagnia MO.Lem

L’ANIMA BUONA DI LUCIGNOLO (NEL VENTRE DEL PESCECANE)
compagnia Nerosesamo

CIAULATOTHEMOON#STUDIO
compagnia nO (Dance first.ThinkLater)

RUSUD
compagnia OFFICINA SENSÌ in collaborazione con BABEL CREW

LA NOTTE DI SCROOGE
compagnia Petraio Produzioni

KRISISKIN
compagnia Quartiatri

L’UOMO SENZA CONTENUTO – TRITTICO DELLO SPAESAMENTO – 3° QUADRO L’INFANZIA DI UN CAPO
Compagnia Roberta Nicolai

TRE SORELLE:STRATIGRAFIA DI UN VUOTO
compagnia SenzaFissaDimora Teatro

AOMORI PROJECT: OF LANDSCAPES REMEMBERED
Coreografia e regia di Sioned Huws

YOUR HAPPY SAD SONGS
Compagnia Sonenalé e Fusiello/Riola

IO NON SO COMINCIARE – REQUIEM PER DANILO DOLCI
compagnia Teatro Rebis

LA JATTA MAMMONA
Compagnia Terry Paternoster e Collettivo InternoEnki

LA BANDIERA
compagnia Vico Quarto Mazzini e Teatro Minimo

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16 novembre, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Danza, Teatro | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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